Scusate che insisto

E insisto perché io credo nella buona fede delle persone, e se mostrano foto di stragi e soprusi, è normale che ci si schieri istintivamente dalla parte dei più deboli, ma attenzione a non farsi manipolare!

Consiglierei un’occhiata qui, tanto per rendervi conto che certe immagini hanno ben altra origine che quella che viene loro attribuita:

http://zweilawyer.com/2014/07/15/pallywood-la-fabbrica-dei-falsi/

Quella comunque che secondo me ha superato ogni limite è questa storia:

http://theinglouriousbasterds.com/incroyable-les-palestiniens-detournent-un-film-dhorreur-americain-pour-pallywood/

Addirittura un’immagine tratta da un film dell’orrore, quindi creata a tavolino con effetti speciali, viene spacciata per immagine da Gaza!

Non che la guerra non ci sia, e le vittime innocenti, fossero pure una sola, sono sempre troppe e imperdonabili a chi provoca la guerra e a chi lascia che sia, ignorandone le cause e girando la testa dall’altra parte, ma questo spaccio di foto false è davvero meschino.

Poi, liberi di avere la vostra opinione su tutta la questione, ma che sia un’opinione che si basa su fatti reali, non su fake o altre mistificazioni!

 

 

 

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31 thoughts on “Scusate che insisto

  1. E’ vero, capita spesso che usino immagini di altre scene di guerra, e di altre guerre….lo fanno sia in televisione che i giornali, se si vuole sapere come stanno esattamente le cose occorre informarsi da più fonti attendibili…..e comunque, quando c’è una guerra, chi perde, da ambo le parti, sono sempre i civili e i più deboli.

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    • C’era un blogger che era proprio fotografo di guerra, e a un certo punto pare che gli abbiano notevolmente ridotto gli incarichi perché si era deciso di usare foto di repertorio, “tanto le guerre sono tutte uguali” (e non è che avessero neanche tutti i torti).
      Ora però, un conto è che tu fai passare delle foto di repertorio come tali, un conto è che mi prendi i massacri della Siria, perpetrati dai loro confratelli, e me li indichi come crimini sionisti.

      Io sono sconvolta da quella bambina di tre anni morta a Gaza, per un LORO missile che non era andato dove doveva andare (cioè su Israele). Finché i media ne hanno potuto attribuire la morte a Israele, è stato tutto uno “sbatti il mostro in prima pagina”, quando poi è venuto fuori che era un autogol, della povera bambina, che comunque era una povera creatura di tre anni morta e in quel modo terribile, non importava più niente a nessuno, nessuno di tutti questi “combattenti per la pace e la libertà dei popoli” aveva più interesse a parlarne: ma ancora mi parlate di buona fede?

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  2. Fai bene a ribadire tutto ciò, anche se non farà differenza, perché chi è a priori per i palestinesi avrà modo di giustificare anche queste mistificazioni attribuendo comunque ogni orrore agli israeliani!
    Un abbraccio forte, ciao!

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  3. Io non mi fido mai delle foto che vedo in rete, e di sicuro non le pubblico. A meno di informarmi prima o di essere certa della provenienza… proprio per i motivi che scrivi tu. Grazie per avermi dato i link per informarmi correttamente

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  4. In guerra, ancora di più che in altre situazioni, l’informazione diventa propaganda all’ennesima potenza.
    Una volta c’erano i reporter che, a rischio della propria vita, documentavano quanto accadeva nelle aree critiche. Scattavano fotografie, scrivevano reportage, raccoglievano e vagliavano testimonianze. Poi il tutto veniva diffuso, giorni dopo, certo, ma se il reporter era serio, allora sì che era giustificata la reazione dell’opinione pubblica.
    Oggi tutti hanno per le mani un telefonino o una videocamera e in tempo reale diffondono foto o video senza alcun filtro, anzi permettendo che quelle stesse immagini vengano poi usate per altri fini.

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    • Già, è esattamente così… una volta, se di una foto dicevano “E’ stata scattata qui e rappresenta questo”, era praticamente sempre vero, oggi tutte le foto che vengono spacciate per qualsiasi cosa sono troppo spesso fuffa.

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  5. giuro che non avrei mai immaginato una cosa del genere. Se non fosse che su internet c’è la libertà di parola avrei giurato che la crudeltà di questi giorni e di quelle immagini attribuite a questo o a quel popolo fossero attuali.
    che orrore comunque. per entrambe le cose, la strage in Siria e le propagande.

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    • Ti dirò la verità ho commentato queste foto sul post di un blogger che esortava a ricordare, nel giorno dei mondiali, il dramma vissuto in queste zone. Però il mio riferimento era all’attuale situazione in medioriente, e del fatto che le organizzazioni mondiali nulla fanno per salvare le cose. Però ora credo che ancor di più son convinta della speculazione che ci sta sotto, anche in riferimento alle immagini crude che non devono essere mostrate così al pubblico, nel rispetto di chi ritrae.

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  6. Lo so che è del tutto inutile. ma ti riporto il “buongiorno” di Massimo Gramellini di oggi.

    A me non interessa se erano israeliani o palestinesi. A me interessa che erano bambini. Bambini che stavano giocando a pallone sulla spiaggia. Il primo missile li ha sorvolati, lasciandoli increduli. Possibile che la guerra potesse ruggire proprio lì, tra gli alberghi e i capanni del lungomare? Sono scappati col pallone sotto l’ascella. Qualcuno è corso verso un gruppo di giornalisti stranieri appena usciti da un hotel. Qualcun altro si è rifugiato dentro un capanno, nell’illusione che al riparo di un tetto il male sparisse o facesse meno danni. È a quel punto che il secondo missile li ha colpiti. Sono morti in quattro, tutti della stessa famiglia. Il più piccolo aveva nove anni. Il più grande dodici. I feriti perdevano sangue dalla testa e si tenevano le mani sullo stomaco, urlando di spavento e di dolore.

    Immaginate i parenti di quei piccoli, l’odio senza tempo che da oggi germinerà nei loro cuori. A me non interessa più capire questa guerra, distinguere tra atti bellici e atti terroristici, soppesare i torti e le ragioni. A me interessano quei quattro bambini. E i tre adolescenti della parte opposta uccisi a freddo nei giorni scorsi. La mattanza di futuro ha raggiunto ritmi insostenibili persino per un mondo in overdose perenne d’indignazione come il nostro. Nel tentativo di dare almeno una forma all’orrore, scrivo i nomi delle sette vittime, senz’altra distinzione che non sia la loro comune appartenenza alla razza umana: Eyal Yifrah, 19 anni, Gilad Shaar (16), Naftali Fraenkel (16), Ramez Bakr (11), Ahed Bakr (10), Zakaria Bakr (10), Mohammad Bakr (9). Nove anni. Scrivo i loro nomi e urlo il mio infantile, inutile, definitivo: basta.

    e con il dovuto rispetto è quello che penso anche io (per quel poco che vale)
    ogni singolo giorno.

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    • Non potrei essere più d’accordo con Gramellini, ma quale soluzione propone? Lui dice che non fa differenza, quindi se invece di soccombere da una parte soccombessero dall’altra il problema ci sarebbe comunque, giusto? Israele non ha scelta, potrebbe scegliere solo di essere soccombente, non le viene data la scelta della pace.

      Diceva Golda Meir (anche se non sono del tutto d’accordo): “Potremo perdonare agli arabi il male che hanno fatto ai nostri bambini, ma mai potremo perdonare quello che ci hanno costretto a fare ai loro”.

      Non sono d’accordo con la prima parte, io non li perdonerei/perdonerò mai di quanto fatto ai miei figli, ma non posso non capire il dolore di essere a nostra volta costretti a tali terribili azioni che la guerra non risparmia.

      Ancora, non ricordo se era sempre Golda Meir a dirlo, “La guerra cesserà quando gli arabi ameranno i propri bambini più di quanto odino noi”.

      E ho detto tutto.

      A breve (il tempo materiale di copincollare), pubblicherò la lettera di una mia amica che vive in Israele, che da sempre lotta per la pace, e da sempre lavora laggiù con i bambini di tutte le etnie, affinché possano conoscersi e riconoscersi come uguali.

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  7. Cito da Repubblica: “dall’inizio dell’operazione “Confine protettivo” sono stati uccisi oltre 220 palestinesi, in maggioranza civili, solo oggi sono morti sei bambini. I feriti sono circa 1550. Ma è un numero che sale di ora in ora. Ieri il bollettino di guerra ha registrato la prima vittima israeliana, al valico di Erez. ”
    e qui mi fermo. perdona l intrusione.

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    • E comunque, se ti dispiace che muoriamo poco, posso far richiesta a Israele di disattivare gli Iron Dome, che intercettano LE CENTINAIA di missili che provengono QUOTIDIANAMENTE da Gaza e li neutralizzano, e per i quali Israele, cui interessa difendere la sua popolazione, ha investito milioni di dollari.

      Poi posso far richiesta ai cittadini israeliani di prendere i propri bambini in braccio e posizionarsi sotto detti missili, per facilitare il lavoro ad Hamas. D’altra parte, all’epoca del nazismo l’hanno fatto di salire volontariamente sui treni, consegnarsi, autodenunciarsi all’ufficio della razza, perché adesso hanno alzato la cresta? Perché si difendono? Perché non sono più disposti a essere carne da macello? Cara Sonia, hai ragione, io questi proprio non li capisco, è disumano morire in numero così nettamente inferiore!

      http://www.israele.net/limperdonabile-colpa-di-israele-saper-difendere-la-propria-popolazione

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  8. Pingback: Sul conflitto Gaza Israele, una madre | Diemme

  9. Purtroppo, sia immagini che le notizie stesse possono venire manipolate per dirottare l’opinione pubblica. Il problema è che non c’è più nulla che possa attestarle, darle credibilità ufficiale.
    A volte vengono subito smentite e a volte no, ma ormai io prendo qualsiasi notizia/foto con le pinze: mi hanno fatto diventare scettica e diffidente.

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  10. “se ti dispiace che muoriamo poco”
    guarda, io ho mille e uno difetti. forse pure un paio in più.
    ma non sono deficiente.
    che le Persone in Israele muoiano troppo poco è un pensiero che non mi ha lontanamente sfiorato mai. io che metto di traverso la macchina per fare attraversare la strada a un riccio che senza che venga investito, trovo a dir poco inconcepibile e aberrante che le PERSONE (a prescindere da come pregano, parlano, vivono o respirano, o sotto quale bandiera siano nati) vengano perseguitati con missili che cadono sopra le loro teste e su quelle dei loro figli.
    D altro canto, il tono aggressivo della tua risposta, ad una cosa che non voleva in alcun modo essere un augurio di morte, m ha fatto pensare una cosa: se questi sono i toni di quella che dovrebbe essere una “conversazione” in un blog, perché ci si stupisce se “lì fuori” ci si bombarda?
    e con questo la chiudo davvero.
    anzi, scusami se mi sono permessa di invadere i tuoi spazi.
    Stay Human

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    • Sys, forse non mi sono espressa bene. Io non ho mai pensato che tu augurassi la morte a nessuno, è che devi pure pensare che certe argomentazioni alla fine esasperano, e infatti la prima domanda che ti ho fatto è stata qual era la tua proposta per evitare questi morti, visto che l’unica soluzione che intravediamo noi sia quella di soccombere, e cioè poi che tutti i morti siano dall’altra parte.

      I miei spazi puoi invaderli quanto vuoi, questo è un blog pubblico e tu sei sempre stata gradita: se c’è un problema tra noi, è che io non sono nelle tue corde, non tu nelle mie.

      Grazie per lo “Stay Human”, ma in questo momento è più urgente “Stay Alive”.

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    • Letto or ora su fb (e chi l’ha scritto ti assicuro che non è un pivello, ed è persona di grande onestà intellettuale):

      “Due notizie importanti che difficilmente troverete sui media nazionali: 1) il rappresentante palestinese per i diritti umani presso l’Onu, Ibraim Kraishi, ha dichiarato testualmente che per il diritto internazionale i razzi palestinesi lanciati intenzionalmente contro civili israeliani sono crimini contro l’umanità indipendentemente dal fatto che Israele abbia trovato il modo di neutralizzarli, non lo sono invece le operazioni israeliane perchè le loro forze armate si adoperano per avvertire i civili palestinesi di lasciare aree e siti prima di colpire. Una sconfessione totale di Hamas da parte della stessa rappresentanza palestinese all’Onu. 2) L’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i profughi palestinesi ha denunciato il ritrovamento di 20 razzi all’interno di una sua scuola: la prova che Hamas usa deliberatamente la popolazione civile, meglio se bambini, come scudi umani. I morti servono alla propaganda contro Israele e a continuare a ricevere sussidi. Una curiosità: tutta l’Africa riceve aiuti internazionali per meno di 1500 milioni di dollari mentre i palestinesi da soli ricevono 1800 milioni di dollari: non sarebbe ora di chiederne conto circa l’uso? Si prega massima diffusione.”.

      Credo che solo chi non sa le cose può negare l’evidenza, ma una volta che vengono dette, almeno verificarle e meditarci su è un dovere umano!

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  11. ho letto tutti i tuoi post sulla questione, ho scritto e cancellato commenti mille volte, mi trovo sempre in enorme difficoltà a commentare questa storia, a commentare la guerra perchè non la concepisco, la trovo distante anni luce dai miei concetti e dalla mia ideologia, non voglio fingere che non esista o che non sia reale e non trovo parole per aggiungere un pensiero che abbia qualche senso e che possa aggiungere qualcosa e allora per provare ad esprimere o meglio ancora a condividere le mie sensazioni ti vorrei lasciare un testo di una canzone e il titolo di un film, che sono in questo momento tutto quello che potrei aver da dire sulla questione in generale…

    “Un giro al freddo come sempre la notte
    Che non ci siano guai
    Un libro i guanti la cintura il cappotto
    Che non si sa mai
    Come son belle la montagne la notte
    Quando fa freddo sai
    Quando ci sono due milioni di stelle
    Quando ti vedo dentro ad una di quelle
    Quando il pensiero scalda per non gelare
    Quando mi sveglio dentro a un letto che non c’è

    E sono qui per fare anch’io qualcosa per il mondo
    E quante volte ho visto facce che han toccato il fondo
    Fra la polvere e la fame resto qui
    Ovunque sono e resto qui
    E quante gente ho salutato gente senza nome
    E quanta strada ho calpestato per capire come
    Come il mondo sia caduto fino a qui

    Un giro al freddo come sempre la notte
    Tutto tranquillo sai
    La gente guarda e ti ringrazia più volte
    Ma non dorme mai
    Portiamo cibo coperte speranze
    E qualche sogno in più
    Tenendo il cuore dentro un blindato
    Io sorridevo ma qualcuno ha mirato
    E poi un’ombra di nascosto ha sparato
    Nel silenzio del rumore resto qui

    E non ho mai preteso di salvare il mondo
    Perché il mio cuore mi diceva che era giusto in fondo
    Provare a cambiare adesso qui
    Comunque sono e resto qui
    E non capisco quello sparo colpo senza nome
    Anche se in tutto sai c’è sempre un ragione
    Tra la polvere e la fame resto qui
    Per te che sulla foto ci hanno scritto il nome
    Si per te che non hai più una lacrima”

    Senza Nome – Nomadi-

    Il film invece è: Valzer con Bashir

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