Il “cinema” di Sderot (e di altre bufale)

morti in Siria

Sono piena di dolore per la situazione in Medio Oriente, per l’una e per l’altra parte (e non solo).

Vengono pubblicate foto ignobili e, benché oramai si riesca abbastanza facilmente a smascherare le menzogne di quelle foto, perlopiù relative ad altri conflitti, soprattutto quello siriano, e fatte passare per immagini di Gaza, l’impatto emotivo che provocano è notevole. La campagna di menzogne s’infittisce, guadagnarsi l’opinione pubblica è cruciale.

In questo momento però, pur chiaramente lieta che Israele non abbia le colpe che tentano di attribuirle, non posso non piangere su quei corpi di bambini straziati e pensare che comunque loro, in una qualche parte del mondo, sono morti e in quel modo, dilaniati da una qualche bomba, da un qualche ordigno di guerra.

Io vorrei che il mondo intero alzasse la guardia e pretendesse che il proprio stato, le organizzazioni internazionali, facessero tutto quanto è in loro potere per fermare queste carnaficine in tutto il mondo.

Intanto condivido una testimonianza che sbugiarda l’ennesima bufala che sta girando, e cioè quella degli israeliani che si porterebbero a Sderot la seggiolina per guardare lo spettacolo delle bombe che cadono su Gaza.

Questa la testimonianza, di una persona che si è presa la briga di andare di persona sul posto:

“Il Cinema di Sderot”

Parte del lavoro di Progetto Dreyfus è quello di contribuire ad un’informazione più giusta per Israele. Smontare le bufale – il cosiddetto debunking – è parte integrante del nostro lavoro che spesse volte ha costretto i media nazionali a correggersi. La disinformazione ai danni d’Israele spesso si fa usando un laptop e un po’ di tempo a disposizione per rintracciare le fonti. Qualche volta si è costretti a fare un lavoro un po’ più d’azione e bisogna recarsi sui luoghi dove nascono certe menzogne ed osservare l’origine di certe falsità.

Sono giorni che tra le foto propugnate su Twitter da hashtag come #gazaunderattack viene diffusa in maniera ripetuta l’immagine del cosiddetto “cinema di Sderot”, dove secondo certi giornalisti gli abitanti della cittadina israeliana di Sderot, appunto, città israeliana bersagliata dai razzi perché a poche centinaia di metri dal confine con Gaza, si radunavano per “ammirare” i bombardamenti ai danni dei palestinesi.

LA VERITA’. In realtà su questa collina alla fine della città, c’è una postazione dove operatori provenienti da tutto il mondo osservano le operazioni militari su Gaza e il lancio dei missili VERSO Sderot, con il relativo abbattimento (quando avviene) da parte del celebre IronDome. Il divano e la sedia che si vedono nel video sono state portate dagli stessi giornalisti, costretti a stare sulla collina per molte ore sotto al sole.

Non si sono altre sedie, non ci sono “cinema”, non c’era lo straccio di un abitante normale e non c’era traccia di “banchetti”, “festini” o accampamenti permanenti. I diversi testimoni internazionali e gli operatori Reuters sul posto con cui abbiamo chiacchierato ci hanno confermato che questa “pratica” di affacciarsi su Gaza da parte degli abitanti di Sderot è un’assoluta INVENZIONE. Bufala smentita, dunque. Sotto con la prossima.

Testimonianza di Alex Zarfati

 

E poi, forse c’è un altro motivo per cui muoiono tanti civili.

Recita questa immagine: “Israele usa le armi per proteggere i civili, Hamas usa i civili per proteggere le armi”. Direi che l’immagine è esaustiva.

armi per proteggere i civili - civili per proteggere le armi

Consiglio anche quest’altro articolo: http://www.dirittodicritica.com/2014/07/12/gaza-false-photo-hamas-israel-53296/

E questo sulle indicibile sofferenze inflitte ai bambini in Siria, su cui tutte queste levate di scudi non le ho sentite… http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2014/20140205_video_13042139/00017683-onu-almeno-10000-bambini-uccisi-orrori-indicibili-in-siria.php

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22 thoughts on “Il “cinema” di Sderot (e di altre bufale)

  1. Come si fa a cliccare su “Mi piace”? Non mi piace per nulla leggere questo cose, apprezzo senz’altro il tuo post che ci permette di avere un’altra visione della situazione. Si parla di pace da decenni e non si vedono risultati certi, duraturi. Non credo ci sarà mai pace in quella terra martoriata, anche se lo spero.

    Buona domenica.

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    • Tempo fa vidi un telefilm di una serie, dal titolo “i quattro dell’apocalisse”, in cui c’erano quattro demoni incaricati di provocare nel mondo guerre ed epidemie. Ieri sentivo la radio, ha parlato prima per conflitto israelo-palestinese, pi dell’Ucraina… aggiungiamoci la Siria, e la crisi economica in tutto il mondo: che sta succedendo? Come abbiamo ridotto questa terra, solo per bieco interesse personale, che porta solo morte e distruzione? Povera gente di tutto il mondo, vivere e morire così per la follia di pochi, è solo che quei pochi stanno nelle stanze dei bottoni… ma perché???

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    • Io non ho risposte da dare ma ogni volta che leggo di fatti come questi, mi viene in mente questa poesia di Quasimodo:

      Sei ancora quello della pietra e della fionda,
      uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
      con le ali maligne, le meridiane di morte,
      – t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
      alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
      con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
      senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
      come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
      gli animali che ti videro per la prima volta.
      E questo sangue odora come nel giorno
      quando il fratello disse all’altro fratello:
      – Andiamo ai campi. – E quell’eco fredda, tenace,
      è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
      Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
      salite dalla terra, dimenticate i padri:
      le loro tombe affondano nella cenere,
      gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

      La storia, ahimè, non è quella magistra vitae come volevano gli antichi.

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    • Hai colto nel segno, cara Marisa, “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”. Oppure, come riflettevo giorni fa parlando con un mio amico “Sei ancora il bambino che giocava col trenino, uomo adulto di oggi”. Parlando d’altro, ragionavo sul fatto che prima, erroneamente, il bambino veniva considerato un uomo in miniatura, senza rispetto per la sua natura, ma oggi non sarebbe sbagliato considerare l’adulto solo un bambino maxi taglia, con più forza fisica, più mezzi economici, più potere oggettivo, ma ugualmente immaturo e infantile. Dispetti, ripicche, fragilità nascoste da aggressività, voglia di visibilità a qualsiasi costo (la mamma deve voler bene solo a me!).

      E quello che dico per il singolo uomo, probabilmente si adatta anche all’umanità in genere: “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”.

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  2. Come sempre si divertono a speculare su questi conflitti……come è sempre vero che a rimetterci sono sempre i più deboli, e quindi purtroppo i bambini…..speriamo trovino una soluzione.

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    • E infatti, si vede benissimo che è un cinema, che è Sderot, che la gente si è messa lì per divertirsi a guardare le bombe: ma dico, ci fai o ci sei?

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    • E a proposito di cinema, caro Marco, dai un’occhiata anche a questo:

      Persino gli effetti speciali dei film di fantascienza vengono usati per montare accuse contro Israele!

      Se Israele ne combina tante, mi spieghi perché tutto questo bisogno di inventarsele? Ne prendano qualcuna vera, se esiste, almeno una volta ogni tanto!

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    • Francamente, non ho capito il tuo link: mica nessuno sta negando che c’è la guerra! Poi, chiaramente, tu riporti a una pagina con “l’altra” versione, che a Gaza sono tutti buoni e tranquilli e l’IDF le sue azioni le fa per divertimento, sappiamo la storia.

      Sappiamo la storia di quattro ragazzini armati solo di sassolini che da 70 anni tengono testa agli eserviti israeliano e americano armati fino ai denti (mi sono sempre chiesta come qualcuno possa credere che sia materialmente possibile!). La realtà è che c’è un governo terrorista che fa piovere una pioggia di missili sul paese confinante (senza contare le azioni kamikaze etc.), e li fa piovere con l’intento – palesemente dichiarato nel suo statuto – di distruggerlo perché sì.

      Il paese confinante, dopo mille offerte di pace e molteplici ultimatum, reagisce, e mi pare chiaro che non lo faccia con i mazzi di primule, questo nessuno l’ha mai sostenuto. Se è un esercito forte, buon per lui. Essere in grado di difendersi non è reato.

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    • Pare che stanotte un razzo di Hamas abbia distrutto una centrale elettrica israeliana… solo che era una centrale che forniva elettricità a Gaza! Quando si dice autogol… incolperanno Israele della mancata fornitura di elettricità? Quanti secondi ci metteranno a rivoltare la frittata e far vedere la povera Gaza al buio, senza corrente, tralasciando il piccolo particolare che hanno fatto tutto loro?

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  3. Mi risparmio di leggere tutto quel che ci proponi, perché lo so già da me che è così, che a livello mediatico è ormai stato deciso da tempo che i palestinesi sono le vittime e gli israeliano gli aggressori.
    Soprattutto che coloro che si indignano per le ingiustizie nel mondo, ONU compreso, troveranno in questa situazione motivi per condannare la parte sbagliata, anche se, oltre un certo limite, e questo limite è superato, comunque tutto è sbagliato, e questo sono le vittime a dirlo.
    Ho anche sentito che gli israeliani, prima di lanciare i missili sugli obiettivi militari, quelli ben protetti da ignare famiglie e bambini, avvisavano per dare l’opportunità di mettersi al riparo, comunque togliersi dagli obiettivi stessi, informazioni che i palestinesi armati facevano di tutto per vanificare.
    Comunque sia, è una situazione che rischia di peggiorare ancora di più, specie se prendono il via in maniera massiccia le operazioni di terra.
    Seguiremo con occhi disincantati quel che accade, sempre sperando possano verificarsi le pur difficili prospettive che mettano il fine a tutto ciò.
    Un abbraccio a te, ciao!

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    • Cara dbenedetta, se avessi il minimo sospetto di questo, sicuramente prenderei inorridita le distanze – chilometriche – da quanto sta accadendo. Purtroppo le cose stanno ben diversamente, e allora vorrei chiederti, al di là di questo giudizio di pancia che hai sparato così. qual è la tua versione del conflitto israelo-palestinese? Secondo te, cosa sta succedendo laggiù?

      Se non hai i numeri del “genocidio”, te li do io:

      tu chiamalo se vuoi genocidio

      Che ne dici? Numeri ben poco compatibili con lo sterminio!

      Sappi, carissima, che io ho a cuore i palestinesi (non i terroristi, ovviamente) come ho a cuore tutti gli esseri umani del mondo, dal concepimento alla morte. A me risulta che in Israele gli arabi siano perfettamente liberi, hanno uguali diritti davanti alla legge, siedono in Parlamento, etc. etc. Mi risulta che Israele fornisca a gaza (che neanche paga!) gas, elettricità, manda convogli carichi di aiuti umanitari, cura i malati palestinesi nei proprio ospedali GRATIS.

      Ora Israele, colpita da centinaia e centinaia di razzi e missili sempre più a lunga gittata (molto probabilmente acquistati con i soldi mandati da tutto il mondo per aiuti umanitari), che piovono oramai praticamente su tutta Israele e non solo sulle zone di confine, che cosa avrebbe dovuto fare? Chiedere scusa della propria esistenza? Rinunciarvi?

      Mi pare, francamente, una richiesta eccessiva.

      Un’ultima domanda: perché, a fronte del terribile genocidio perpretrato, praticamente tutte le foto che i siti propal pubblicano sono relative ad altri conflitti, soprattutto quello siriano? Se lo trovo poi ti voglio pure postare un certo filmato…

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    • Ancora, questo non è un blog “specializzato”, non si occupa di propaganda filosionista (e men che meno antipalestinese), è un blog personale, su cui ogni tanto si esprimono pareri sulle questioni più varie, anche politiche.

      Se vuoi continuare la discussione, ti inviterei ad andare su uno dei vari blog che si occupano esclusivamente di questo; te lo dico non per rifiutare il dialogo, ma perché loro hanno più informazioni e mantengono la documentazione a supporto ben organizzata e facilmente reperibile, cosa che io non faccio, e quindi alla fine per forza dovrei far cadere il discorso.

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    • Ancora, ho trovato questo video:

      http://video.corriere.it/gaza-esercito-israeliano-telefona-prima-bombardare/4b086c3a-0aa2-11e4-b9f9-15449e4acf0d?playlistId=9700b1ec-7de3-11df-a575-00144f02aabe

      Ovviamente, devi inquadrare il tutto in uno scenario di guerra, la facessero a noi una telefonata così forse reagiremmo paralizzandoci per la paura, altro che metterci in salvo! Considera anche che, dall’altra parte, quando cadono i missili non li avvisa nessuno, e le sirene non riescono a dare più di 15 secondi di preavviso: 15 secondi!!! Direi che 5 minuti sono infinitamente di più di 15 secondi, a occhio e croce venti volte di più. Posso dedurre che, se di genocidio stiamo parlando, quello che colpisce gli israeliani è venti volte più veloce?

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