A volte ritornano

Strada giusta - non guardarsi indietro

Che esiste fb lo sapete. Che tramite fb vi rintraccia gente da cui mai vorreste essere rintracciata, non perché voi abbiate qualcosa da nascondere, ma semplicemente perché, a certa gente, non avete niente da dire, pure lo sapete, e probabilmente l’avete già provato sulla vostra pelle.

Oggi sono piuttosto elettrica.

Perché, diciamocelo, io i pentiti non li sopporto.

Perché non puoi far soffrire una persona, abbandonarla, e poi ripresentarti con la faccia come il deretano come se nulla fosse successo. Forse non è successo nulla A TE. Io ci ho sofferto. Io mi sono trovata sola a leccarmi le ferite. Poi l’ho superato, perché è normale, la vita continua.

Ma io, a te, non ho più nulla da dire. Fai parte del passato. Di quello remoto. Di quello sepolto, più o meno faticosamente, ma sepolto.

In pochi giorni sono stati in due a ripresentarsi.

Uno è un mio ex. Per carità, non uno dei peggiori, era solo pieno d’ormoni, io all’epoca ero proprio giovane ed ero stata educata da fanciullina casta e pura e così lui, per quanto mi volesse bene, sapete com’è, “più che l’amor potè il digiuno” e, trovata una fanciulla più disponibile e intraprendente, per un periodo – devo dire abbastanza breve – disdisse qualche impegno, mi raccontò qualche bugiola, poi io lo scoprii e finì lì.

Diciamo che questo lo riesco pure a gestire.

La seconda no. La seconda è una ex grande amica, l’amica del cuore che, stoltamente, all’epoca amavo quanto e più di una sorella. Cionondimeno voltò la faccia in malomodo, porta chiusa, muro, stop.

Ora, credo che chi mi segue sappia bene qual è la mia opinione sulla gente che, a fronte di un rapporto fortissimo, trova sia la cosa più normale del mondo sparire senza profferir verbo, senza degnarti di una spiegazione, un chiarimento, un ciao, un minimo di delicatezza, se non per carattere, non per educazione, almeno a fronte dell’antico affetto e del forte rapporto costruito che sembrano all’improvviso non esistere più, anzi, non essere mai esistiti!

Beh, voi lo sapete che a queste persone io ho giurato guerra e che, visto che hanno deciso di sparire, per me sono, per l’appunto, spariti, scomparsi, dissolti, dileguati, inesistenti!  👿

Per farla breve, oggi ricevo una richiesta di amicizia da una di queste persone, e ho una gran voglia di risponderle: “Non hai avuto nulla da dirmi per oltre quindici anni, perché mai dovresti avere qualche argomento adesso?”.

Poi ci ripenso, ripenso alle parole che una mia amica pronunciò riguardo a un’altra amica comune che si comportò così. Disse: “Povera ragazza, chissà l’inferno che ha dentro!”; ripenso altresì a una frase che conoscevo e che ho riletto, casualmente, proprio oggi, che dice più o meno che ognuno al mondo sta combattendo una sua battaglia, sii gentile con chi incontri, perché non non sai cosa sta patendo.

Insomma, ho deciso di soffocarla la rabbia, e semplicemente di non risponderle, di lasciar cadere nel nulla la sua richiesta di amicizia, ignorarla e basta, ma se insiste? Se insiste io non mi tengo, quanto sofferto è fuoco sotto la cenere…

Io vado sì avanti, ma non è che per il fatto che non mi volto la strada dietro di me sia sparita…

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35 thoughts on “A volte ritornano

  1. …sono convinto che sia il silenzio la via migliore. E se dovesse insistere…mostrerebbe solo di non aver compreso nulla. Ed a quel punto tu sapresti molto di più di lei di quanto magari avresti immaginato…e forse potresti comportarti di conseguenza.

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    • Le ho voluto un gran bene e, devo ammettere, lei l’ha voluto a me. Poi ci si è messo in mezzo il marito, che un po’ mi vedeva troppo “emancipata” e aveva paura che mettessi “grilli per la testa” a sua moglie (ti assicuro che non solo sono innocua, ma sono un’integerrima, non avrei certo mai proposto “svaghi” a sua moglie, né nulla di men che onesto, né le avrei mai tenuto mano se lei avesse avuto una qualche tentazione fuori dalla sua famgilia). In realtà era lui ad avere la coscienza sporca, e ad aver paura che io aprissi gli occhi a sua moglie (e quello sì, l’avrei fatto!). Insomma, lui le proibì di vedermi, e lei, che non era una lottatrice, che avrebbe dovuto fare, sfasciare la famiglia per vedere un’amica? A parte che io, in quelle condizioni, l’avrei fatto, e non perché un’amica sia più importante di un marito, ma perché un uomo così prevaricatore, che ti costringe per i suoi capricci a voltare la faccia a un’amica importante, è meglio perderlo che trovarlo, ma questa è la mia posizione, nessuno l’avrebbe pretesa da lei.

      Ecco, quello che mi ha dato fastidio è stata la sua ricerca di alibi, il fatto che, per non dire a se stessa “sono debole, sono incastrata in una brutta situazione, sto facendo a un’amica un gesto che non si merita e che la farà soffrire” se l’è raccontata – e l’ha raccontata – in maniera diversa.

      Ora, se io davvero avevo tutte le “caratteristiche” che lei mi attribuiva all’epoca, ci terrei a farle presente che le ho ancora, tutte, e che anzi con l’età si sono anche acuite ed eziandìo esacerbate, tiè!

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  2. Non lo so, io sono molto combattuto per il semplice fatto che inevitabilmente nel corso della nostra vita, la vita stessa, ci può cambiare, ci cambia e capita anche che non ci cambi…
    quando penso a me stesso penso ad una persona che per determinati aspetti è come se fosse nata e morta diverse volte…

    alcune delle convinzioni, delle scale valori, degli ideali che avevo o che ho avuto in passato oggi o non esistono più oppure hanno perso posizioni… l’Erik che esisteva 20anni fa oggi non esiste più, esiste parte di esso, un’altra parte gli assomiglia mentre un’altra ancora per certi aspetti non esiste più…. una parte può mancare, posso rinnegare o meno un ‘altra parte…

    cioè il mio IO è sempre il mio IO ma questo stesso IO non è immutevole, sono cambiato, sono cambiate alcune caratteristiche dello stesso, posso esser migliorato o peggiorato…

    a fronte di tutto questo, pensare che una persona non possa fare altrettanto secondo me è quasi moralmente o culturalmente sbagliato… in fondo nessuno di noi riesce spesso a conoscer nemmeno se stesso, figurati quanto possiamo conoscere il vero IO degli altri….

    è altresì vero però che alcuni valori fondamentali, ideali fondamentali non dovremmo discuterli o metterli in gioco perchè ciò comporta incoerenza e rischi… ma sopratutto comporta cioè che più di ogni altra cosa ci manda in confusione…l’instabilità…..

    per assurdo… pensa con quale angoscia vivremmo la nostra vita se la morte non fosse cosa certa… (sono andato ot volutamente, ma in fondo per me che penso di essermi capito neanche così tanto ot)

    tutto ciò per dire che una legge univoca, un comportamento unitario è impossible da stabilire.. credo sia da affrontare caso per caso…specifico…

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    • Beh, diciamo che nel caso specifico non sento nessun bisogno di riprendere i contatti con lei. Prima io non interessavo a lei, o almeno le interessavo meno di altre situazioni, oggi lei non interessa a me.

      Tutto quello che tu dici è vero, ma non è che io la rifiuti per una questione di principio, solo che non sento nessun bisogno di ripercorrere sentieri passati. Ho tanti di quegli amici – veri – da non riuscire a gestirli, con molti di loro ho fatto e sto facendo un percorso che è vicino a quella che sono adesso e, proprio per le ragioni che tu hai giustamente esposto, nella vita si cambia, e chi ho conosciuto ora mi somiglia, chi è cresciuto con me è cresciuto con me, chi si è perso per strada… si è perso per strada, pace!

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    • Certo diciamo che io ho preso a pretesto il tuo post per fare un discorso piuttosto generale, o più che altro per fare una riflessione generale, di certo non mi sento in grado di esprimere niente che riguardi te e lei perchè quelle sono cose vostre… 🙂 mi piaceva però confrontarmi nel ragionamento di massima…che per altro come hai già visto ha dato vita al mio utlimo post!!
      come direbbe zuliani nelle sue pagelle:

      Diemme voto 8: musa!

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  3. Pingback: vi siete mai chiesti: E se…. | Occhi al futuro

  4. Io sono una che dietro si guarda, il mio dietro è quello che mi fa essere oggi quello che sono. Non amo riallacciare rapporti con persone che mi hanno deluso, per amor cristiano posso pensare al loro inferno, ma sinceramente penso che negli anni stò inferno lo abbiano acquietato, altrimenti si sarebbero mossi prima.
    In riguardo a fb mi sembra più una moda il ricercare, che la vera volontà di farlo, non sono su questo social, e non intendo andarci, qualcuno ha contattato mia sorella nella speranza di riagganciarmi,; silenzio, ho lasciato il silenzio, per me arma più potente non c’è: io non ho niente da dirti, tu per anni hai taciuto e allora continua a tacere.
    Poco cristiana? Pazienza, il guardarmi indietro mi fa essere serena.

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    • Hai ragione, ricercare le persone via fb a volte è una moda, dietro la ricerca non c’è un vero intento di riallacciare un legame, aprire un dialogo. Sì “io non ho niente da dirti” è il motivo del mio silenzio, e mi pare un motivo più che valido.

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  5. ognuno di noi ha un peso dentro che riesce a svuotare anche solo dopo anni. immagina se questa amica ha chiuso con te per via di un uomo che l’ha costretta. non siamo tutti forti e capaci di dire no a chi ci impone qualcosa. spesso rimaniamo soggiogati dai nostri stessi pensieri e dalle paure, per poi renderci conto che un domani, in realtà, le paure si possono combattere. Da soli, ma si combattono.
    Credo che ognuno ha bisogno di una chance. Si potrebbe arrivare ad un punto in cui tu, io abbiamo bisogno di una chance e poichè non l’abbiamo concessa, non ci verrà concessa.

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    • Aida, ti capisco, ma qui non stiamo parlando di non perdonare: semplicemente non ho più niente da dirle, davvero, è vero tutto quello che dici tu, e tutto quello che dice Erik, ma un’amicizia non può mica essere una purga che uno deve mandare giù per forza! Non mi attira, non mi stimola, il pensare a lei mi dà una brutta sensazione, diciamo di disagio, ma perché dovrei sforzarmi? Non ho niente contro di lei, ho proprio dimenticato chi sia. Vada per la sua strada, e che sia felice, felicissima. Io me ne andrò per la mia, senza di lei, come mi ha costretto a imparare a fare.

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    • provare dei rancori è una brutta sensazione, credimi. non è necessari non aver nulla da aggiungere. ci sono 15 anni di spazio che possono colmare una chattata su fb.

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  6. è un po’ triste ma a volte è così: il filo che lega due persone si interrompe e non c’è nulla da fare. Normalmente sono a favore delle seconde chance ma devo dire che a volte il distacco degli altri, la loro mancanza di riguardo nei nostri confronti nel non dare una spiegazione o la mancanza di amore nel non lottare per noi consumano tutto… finchè non si ha più niente da dire neanche a chi un tempo teneva in mano il nostro cuore…

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    • E poi è anche una questione di abitudine. Quando una persona se ne va, all’inizio muori di nostalgia, ma poi, piano piano, comincia a non far parte più della tua vita e, se ritorna, la percepisci come di troppo e sì, non importa quanto sia stato grande il sentimento passato, solido il rapporto, chi non c’è non c’è: chi muore giace e chi vive si dà pace, mi rendo conte che è applicabile anche ai vivi!

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    • @Spuga, neanch’io riesco a lasciarle, quasi quasi divento una piattola, porto una pazienza infinita, ho disponibilità, apertura, quasi quasi chiedo l’elemosina del vechcio rapporto o almeno spiegazioni. Ma se nonostante tutto ciò se ne vanno, si prendano la responsabilità di essersene andate, non possono ripresentarsi dopo anni con la faccia come il culo a pretendere che nulla sia successo!

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    • Intendo che alcune volte le persone se ne vogliono andare che abbiano ragione o no. Io invece divento appiccicoso e farei su tutto per non farle andate via . So benissimo che ho sbagliato .

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    • Anch’io faccio come te e proprio per questo, per quanto è duro il distacco, una volta che, nonostante me, questo distacco c’è stato, non ho nessuna voglia di tornarci sopra. Sei voluto andar via? Ecco, bravo, persisti, non ti accostare mai più.

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  7. Forse il concetto di “soffocare” la rabbia non è dei migliori.
    Se quanto lei riesce a farti provare è ancora legato ad una emozione così forte, io rivaluterei il punto di vista.
    E ciò non vuol dire necessariamente soccombere.
    Perdonare, a volte, libera. E, finalmente liberi, si ha la possibilità di decidere con la testa e non con la pancia.
    Nel frattempo, per te:
    Equilibre – hocus pocus feat. Oxmo puccino

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    • Forse mi sono espressa male. La rabbia non è per quello che la persona ha fatto in passato, ma per la pretesa di ripresentarsi con l’atteggiamento candido di un agnellino come se nulla sia successo.

      E per la testa e la pancia, mi dispiace, caro vagone, non sono d’accordo: l’acquisto di una casa posso deciderla di testa, ma amicizia e amore sono questioni di pancia, e chi decide è lei.

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    • Non si tratta di torto o ragione, ma di come viviamo le situazioni. Per me un sentimento non potrà mai essere una questione di testa, ma non è detto che per un altro non possa essere così: ognuno vive la propria di vita, che si deve attagliare a lui, ci mancherebbe!

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  8. Io ho scelto (ma non so perché) di non usare pseudonimi…quindi alla fine chi mi conosce legge di tutto e di più di quello che penso e magari qualcuno chissà che si senta pure preso in causa….Un abbraccio

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    • Oddio, non riesco a capire il collegamento con quanto mi sta succedendo ma… tu usi il tuo nome, ok, ma è un nome comune, non è sufficiente a individuarti! Chi ti conosce è un’altra cosa, sa chi sei, ma questo vale anche per me, chi mi conosce sa chi c’è dietro lo pseudonimo!

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    • Mi riferivo alla prima parte del tuo post. In realtà io ho collegamento da wordpress a Facebook quindi alla fine….! Sai che però pochi di chi mi conosce sa del blog! Baci

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    • Io invece mi rendo conto di averlo detto a un sacco di gente, anche troppa per i miei gusti! C’è da dire che è tutta gente fuori all’ambiente, che la pazienza di venirmi a leggere non ce l’ha perché non rientra nelle sua abitudini! Magari passano le ore su fb, ma niente blog!

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    • Beh, su internet c’è una maggiore selezione, ci si conosce prima di incontrarsi, è normale che poi quelli che incontri dopo che si sono autoselezionati sono migliori di quelli che casualmente la vita ti ha messo sotto gli occhi!

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  9. Io invece guardo sempre indietro, per cui sulla strada giusta, secondo l’immagine di apertura, non sono mai stato… 😀

    Quanto alle tue esperienze su fb, devo dire, a mio disdoro, che più facilmente mi sono ritrovato nei panni di chi tu deprechi, e cioè di chi tenta un riaggancio, piuttosto che in quelli di chi lo subisce..
    Quindi, non posso essere d’accordo su una linea dura nei confronti di chi è in questa posizione: come minimo, pur nel rifiuto, va apprezzato il fatto che, se qualcuno si mette in contatto con noi dopo tanto tempo, significa che non ci ha dimenticato, significa che non ha di noi uno spiacevole ricordo… anche se poi sta alla nostra generosità e comprensione andare o meno oltre, senza dare per scontato che il proprio giudizio negativo sia sempre esatto o ancora attuale.
    In ogni modo vale sempre il “principio di protezione”, e cioè se si sa per certo che una tal compagnia ci porta danno o ci ruba energie vitali, meglio evitare.. 😉

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    • Enrico, io vorrei ancora una volta chiarire che io non sto parlando di chi va per la sua strada perché la vita lo porta altrove, ma di chi ti abbandona, disconosce, spezza il cuore.

      Le persone perse per la strada, in genere, sono ben contenta che ritornino, è un piacere poterle riabbracciare! Per chi mi ha fatto male invece, perché dovrei provare nostalgia? Non ti sembrerebbe masochistico un interesse a riallacciare i rapporti? A Roma si dice “Una (sola) volta si frega il santaro!”.

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