Un voto che conta.

L’affermazione più inquietante per me è “La verità amara è che l’Italia sta diventando il paese più pericoloso d’Europa, capace di generare qualsiasi sorpresa cattiva”, ma penso anche a quelli che hanno sacrificato la vita affinché io oggi potessi liberamente votare: ma votare significa scegliere chi ci governa, nel rispetto degli impegni assunti nei confronti degli elettori, o andare a perdere tempo a mettere un foglio privo di valore in una scatola di cartone? Sono amareggiata. La voglia di combattere non mi è passata, ma è quale siano i mezzi a disposizione il concetto che mi sfugge!

Frz40's Blog


Domenica si vota per le europee. E’ un voto che conta, soprattutto per la situazione politica del nostro Paese. Non so che cosa abbiate già deciso, ma prima leggete questo articolo di Giampaolo Pansa e comunque sia non rinunciate al voto. Molti sono morti, al mondo, per ottenere il diritto ad un voto libero.

Prepariamo la strada a un nuovo Mussolini?.

C’è una domanda Che di questi tempi mi propongo sempre più spesso: nell’Italia di oggi è possibile che nasca un nuovo fascismo ed emerga un altro Benito Mussolini? A qualcuno potrà sembrare un quesito privo di senso, antistorico, fondato sul nulla. Eppure la vita delle nazioni presenta molti casi di svolte politiche improvvise, che nessuno si aspettava. Neppure quando esistevano le premesse per un cambio di regime.

Soltanto minoranze ristrette, quasi sempre inascoltate, si resero conto che in casa nostra stava per andare al potere un dittatore…

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2 thoughts on “Un voto che conta.

  1. Un articolo di Pansa ben scritto, frutto di approfondita riflessione… ma solo il tempo ci dirà quale sarà il futuro di questo Paese e il nostro.
    Vedi, la gente lotta e lavora utilmente, secondo me, se lo fa per qualcosa che non sia solo il personale profitto… l’essere buoni cittadini utili alla società, per essere onesti, laboriosi, solidali, deriva da uno scopo che va oltre l’individuo (salvo che questo non abbia in sé, comunque, l’orgoglio di essere una persona di prima qualità).
    Dicevo, l’essere buoni cittadini va al di là dell’individuo e ha di mira il benessere e il successo di qualcosa di più ampio del singolo: la famiglia in primis (se c’è), la comunità ristretta di territorio in cui vive, la società o impresa in cui svolge la sua attività…. la Nazione.
    Il bene della Nazione, il nazionalismo così inteso, non è un mostro da temere se privato dell’aggressività verso altri Stati o genericamente verso chi è “diverso”… è desiderio del successo e del benessere degli appartenenti a un ampio territorio comune, che hanno una cultura e un passato sostanzialmente condivisi.
    Non i tricolori esibiti qua e là in coincidenza con manifestazioni pubbliche o per propaganda di partito, né inni nazionali più o meno bene interpretati in qualche occasione ufficiale o gara sportiva, fanno unito un Paese, non loro creano e cementano la Comunità…. così, solo simboli presi in prestito da chi ne fa un uso falsato e strumentale..

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