Suona male ma…

C’è una frase che ogni tanto urlo, che capisco suoni male, malissimo, suona di follia e d’ingratitudine, ma lasciate che mi spieghi.

La frase in questione, l’anatema che lancio, è “Dio stramaledica chi mi aiuta, fino all’ultima delle sue ore!”.

Qualcuno ha già capito che intendo?

Aiutare una persona significa secondo me offrire aiuto, venire incontro alle sue reali esigenze, rendergli la vita effettivamente più lieve, essere la terza e quarta mano che gli occorrerebbe e che non ha.

Prevaricare gli altri agendo al loro posto, giustificandosi con una presunta buona fede che proprio non riesco a concepire donde venga, cambiargli le carte in tavola perché “è meglio così” significa violarla, ostacolarla, legarle le mani, mettere un carico di lavoro in più sulle sue spalle, che magari sono già sovraccariche, etc. etc.

Ora, tanti genitori rovinano la vita dei figli in nome del “loro bene”, e questo lo sappiamo, ma quantomeno sono i genitori, e ritengono di avere un qualche diritto di guidare la loro vita, ma se a questi si aggiungono anche altri, la vita diventa davvero un incubo!

Ponete per ipotesi che voi parcheggiate la vostra macchina sotto casa, per averla a tiro la mattina seguente che avete fretta. Poi andate a dormire perché l’indomani avete la levataccia. Vostro marito/compagno rientrando vede la macchina parcheggiata fuori dal garage e ce la porta lui, naturalmente senza dirvi niente né prima, perché è in strada, né dopo, perché voi dormite, né l’indomani che fate la levataccia e in quel caso è lui a dormire: v’immaginate la scena la mattina seguente?

Mi ricordo quando avevo lo sfratto e un parente stava lasciando la sua casa in affitto: chiese a mia madre se mi poteva interessare, e mia madre rifiutò perché la casa era molto lontana. Io non potevo andare così lontano, sotto i ponti invece sì, molto più comodo!

Un’altra persona invece non mi disse di una casa che un suo amico stava svendendo, praticamente a metà prezzo, pure in questo caso perché “era lontana, come facevo ad arrivare laggiù?”. Considerando che le distanze sono un problema loro, non mio, considerando che la casa che ho successivamente comprato, più piccola, è costata 140 milioni di lire IN PIU’, vogliamo farci due conti se sarebbe stato più faticoso prendere un autobus per due fermate in più piuttosto che lavorare giorno e notte privandosi di tutto per riuscire a pagare quei 140 milioni in più? Ma fu fatto per il mio bene, per non farmi affaticare, perché una povera ragazza sola laggiù poi come ci sarebbe arrivata?

A casa mia io ho l’abitudine di mettere le cose che mi devo ricordare di portar via sopra la borsa cosicché, siccome la borsa sicuramente la prendo, non rischio di dimenticarmene. Beh, quando ero sposata, regolarmente mio marito spostava le cose in un posto “dove me le ricordavo meglio”, facendomele ovviamente lasciare a casa: ora, io capisco che uno, in buona fede, possa farlo una volta, ma visto poi che invece ha fatto un danno, ti sei arrabbiata, gli hai spiegato come ti regoli e gli chiedi di non spostarti più le tue cose, ma vi pare normale che uno faccia prima a divorziare che a farsi lasciare una borsa e due oggetti nel posto in cui li hai messi?

Io ho paura delle persone che “mi aiutano”, tanta. La mia vita sarebbe stata molto migliore se non avessi trovato tanti buoni samaritani che hanno buttato nel secchio le cose che io avevo gelosamente conservato (come la mia domestica che mi buttò tutto il materiale raccolto per la tesi per liberarmi una mensola, così avevo più spazio e la stanza era più carina).

A me, tutto questo, suona come una totale mancanza di rispetto, suona come un “tu non sai campare, ora te l’organizzo io la casa, la giornata, la vita”. E’ vilipendio della persona e della sua libertà. E’ prevaricazione e soffocamento dei suoi spazi di pensiero e d’azione.

Secondo me, è un comportamento da persone complessate che hanno tanta voglia di rendersi utili, probabilmente ben sapendo di essere quando semplicemente inutili e quando, più spesso, dannose.

Perdonate lo sfogo: troppo severa?

 

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33 thoughts on “Suona male ma…

  1. No, è una forma di invadenza che non sopporto, l’aiuto deve essere chiesto se si vuole, e si deve esclusivamente limitare a quello per cui si chiede……ogni altra forma è prevaricazione.
    La penso come te, buon fine settimana!

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    • Ma grazie! Sai che pensavo che non sarei stata capita, e invece ho trovato una comprensione che non mi aspettavo! Forse siamo tutti torturati da questi aiutatori seriali?

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  2. Hai perfettamente ragione!Io non aiuto mai nessuno “a sua insaputa” e mi arrabbio moltissimo quando altri lo fanno. E mi viene in testa il titolo di un romanzo di Guido Piovene,”I falsi redentori”.Buona giornata

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    • Grazie della comprensione Lili, e hai proprio ragione, “i falsi redentori”: aiutare una persona a sua insaputa, vale a dire contro i suoi desideri e la sua volontà, è solo prevaricazione e danno.

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    • Tu hai ragione, non è una bella parola a dirsi, ma le persone che distruggono tutto quello che fai sono davvero esasperanti, e la pretesa di farlo “per aiutarti” è la beffa che si aggiunge al danno, e manda davvero fuori di testa!

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  3. @Diemme: ancora no, per il momento solo tentativi, che già non è carino -.- una volta è successa una cosa simile dove il responsabile è caduto dalle nuvole soprattutto quando mi sono arrabbiata, ma è un fatto lontano e confuso che ho per lo piú dimenticato perché fu una situazione incredibile – strano per me che di solito ricordo tutto, meglio così 😉

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    • Ma perché ‘sta gente non aiuta se stessa??? Io poi ispiro proprio l’aiuto, per me è una specie di maledizione. Credo che dipenda dal fatto che io ho una logica generalmente diversa dalla maggioranza delle persone, e quindi tutti sono ispirati a intervenire in quello che faccio, un po’ come a rimettere dritto un quadro storto. Solo ci sono dei quadri che devono essere storti, perché quello è il loro verso, e comunque non puoi andare a casa di una persona a cambiare posizione ai quadri!

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  4. Un po severa, si, lo sei
    Però concordo lo stesso. Mio padre, pur in buon fede, ha questo grande difetto. È convinto di aiutarti, di essere in grado di fare tutto meglio di chiunque e automaticamente si sostituisce a te. Il risultato è drammatico.
    Quando sono andata a vivere da sola, ha imposto di avere una copia delle chiavi di casa.
    Rientravo da lavoro e lo trovavo in casa mia, che per aiutarmi era li a mettere a posto le mie cose.
    Io me n’ero andata via per questo eccesso di aiuti e lui non molla va la presa….
    Il tutto fatto a fin di bene

    Capisco la tua posizione, la condivido benissimo

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    • Questo bisogno di “controllare” le vite altrui è un disturbo serio, decisamente da curare! No, non è fatto a fin di bene, una volta passi, ma se tu mi dici “Io me n’ero andata via per questo eccesso di aiuti e lui non molla va la presa” vuol dire che è assolutamente insensibile alle tue esigenze, alle tue reiterate richiesta d’aria e allora non può esserci buona fede, ma solo tanta presunzione, e anche disistima per l’altro, ritenuto non in grado di cavarsela da solo!

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    • Tocchi un nervo scoperto!
      Ho 41anni e le cose non sono cambiate da quando ne avevo 15.
      Vivo a100 km dai miei, che ormai iniziano a diventare anziani.
      Mia sorella si è trasferita a 500….
      Decisamente qualcosa non funziona.
      In più (malgrado il bene che gli voglio) ora mi sparo 200 km tutte le volte che li vedo. Troppi x visite quotidiane, troppo pochi x giustificare visite annuali.
      Oggi devo andare là a pranzo.
      Sono sveglia dalle 6 con i crampi allo stomaco.

      Baci

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    • E’ importante mettere i paletti, e non ti dico neanche che avresti dovuto farlo prima, perché tanto non ci si riesce. Oltretutto negano, capita anche a te?

      La madre di Attila, che durante il parto mi sono ritrovata con la testa in mezzo alle gambe perché voleva controllare la situazione, nega che il fatto sia mai accaduto..
      Durante l’allattamento – e questa fu la scena finale perché la buttai fuori dalla stanza – me la ritrovai con le mani sul capezzolo che lo voleva indurire, sempre per aiutarmi ad allattare: non ci vidi più, lei la prese male, ma continua a negare. Ha giurato a mia figlia che aveva solo messo una mano sul proprio petto per iniziare il suo sermone dal titolo “Io ho allattato due figli, e so come si fa”.

      Malafede o non si rendono conto? Mi sa la seconda, che forse è ancora più grave…

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    • Credo che entrambe avremmo aneddoti infiniti sull’argomento! E il bello è che quando io sento qualcun altro raccontare cose cosi mi chiedo “ma com’è possibile?”
      Poi ripenso a me, alla mia vita e capisco che è possibilissimo!!

      L’importante è mettere dei paletti, prima o poi.
      Meglio prima che il danno sia irrecuperabile

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    • Credo che il mettere paletti sia una battaglia contro i mulini a vento. Il mondo è pieno di solerti aiutatori, capacissimi di sgattaiolare e intrufolarsi tra un paletto e l’altro 😉

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  5. Anche io penso che gli aiuti non chiesti siano deleteri. Ho la fortuna di essere un orso, sono in pochi quelli che si avvicinano così un buon 80 % dei rompi balle li scremo alla fonte.
    Di sicuro i miei genitori sono quelli che mi trovo sempre addosso per giunta lo fanno anche con mia moglie. Ormai più di litigarci e non rivolgere la parola non so cosa fare. La cosa peggiore è che sono un figlio degenere per loro.

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  6. Io mi incazzo di brutto! Però cosi’ passo dalla parte dell’antipatico e ingrato!
    Dell’alta parte ci sono i buoni samaritani, che poi scrivono qua e là sui socialnetwork frasi piene di rancore riferite alle persone che hanno ricevuto il loro aiuto ma poi si sono rivelate ingrate.
    La cosa migliore sarebbe mandare tutti a quel paese, fare tabula rasa, ma poi ci si ritrova da soli… proprio come dei perfetti antipatici e ingrati.
    Il mondo è strano.

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    • Ah guarda, i sedicenti “buoni” sono decisamente i più rancorosi che esistano sulla faccia della terra, e i più pronti alla rivalsa. Le persone cui mi riferisco in questo post comunque sono secondo me non tanto i buonisti, ma le persone frustrate nella propria vita che hanno una gran voglia di vivere quella altrui per pareggiare i conti!

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  7. Oh ma come ti capisco… come ben capisco! A partire dai miei genitori, sempre pronti ad aiutarmi. Lo sai che una volta mia madre ha mollato un mio moroso per conto mio? Peccato che io non volessi affatto lasciarlo….. ho reso l’idea?!?! :/

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