Come NON crescere un figlio

Come crescere un figlio

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48 thoughts on “Come NON crescere un figlio

    • Io devo dire però che sono bravina perché, a parte il quarto punto (io e il padre abbiamo litigato 24 ore al giorno per anni in sua presenza!), devo dire che per il resto questi errori non li ho commessi (e direi pure che i risultati si vedono 😉 ).

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    • io non ho commesso nessuno dei 10 punti. ma si vede il risultato, mia figlia è praticamente un modello di virtù. anzi a volte è inquietante da tanto che è brava!!! 🙂 ❤

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  1. Ci vuole coraggio , ma qualcuno dovrà pur farlo.
    L’esperimento contrario intendo.
    Non dico nulla fino a quando non sarà del tutto autosufficiente , perché con mia moglie abbiamo provato appunto l’esperimento contrario, anche se qualche volta ammetto di alzare la voce.
    Staremo a vedere.
    Un abbraccio e grazie per l’inverso dei consigli.
    Giancarlo

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    • E giusto, quella osava dirgli di no, il povero ragazzo – o pover’uomo – che doveva fare?

      Ci hai fatto caso però che di fronte a certi comportamenti degli uomini ci sono sempre delle mamme che li giustificano? Un ragazzo di 26 anni mette incinta una ragazzina di 16 e le dice “Puttana, chissa di chi è!”. Lei si rivolge alla di lui madre e lei l’aggredisce dicendole: “Puttana, vuoi incastrare mio figlio, ma io non te lo lascerò fare!”. Un marito importante e danaroso viene beccato a frequentare delle baby-squillo, la famiglia di lui commenta “Era un anno che la moglie gli diceva di no!”: ndr, la moglie era stata operata malamente per un parto difficile e moriva di dolori.

      Ah, quanta dolcezza ho provato quando una donna, al corso del Movimento per la Vita, ha raccontato di aver avuto un problema simile e di non aver potuto avere rapporti col marito per lungo tempo, e di non avere avuto nessun problema con un marito fedelissimo che non le aveva mai fatto mancare il suo supporto!

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    • L’anno scorso è successo qui in calabria l’omicidio di una ragazza. L’ex fidanzato era un ragazzino di 17 anni, lei ne aveva 16. lui viveva in una famiglia alquanto strana. lei lo lascia per la troppa gelosia, lui la brucia viva nelle campagne di Corigliano. lui è stato condannato a 26 anni, mi pare e la madre chiede giustizia perchè la pena è severa…… come dire che avendo bruciato viva la ex, aveva onorato ad un affronto, quello appunto di essere stato lasciato.

      per quella storia della ragazzina chiamata puttana e messa incinta. Beh, le cose si fanno in due. Lui non usa il preservativo, lei non gliela dà. Difficile? A meno che lui non la violenta. Cioè a volte storie del genere hanno davvero lo scopo di incastrare questo o quel ragazzo, magari per sistemarsi. Ma ripeto, le cose si fanno in due. Il beneplacido della ragazza che non chiede a lui di usare un preservativo, anche solo per proteggersi da eventuali malattie, significa essere nella piena consapevolezza che anche in caso di coito interrotto c’è una percentuale rilevante di rimanere incinte.

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    • Aida, la storia che ho raccontato è di oltre 30 anni fa, all’epoca le ragazze non erano così preparate, e non si aveva neanche tanto la coscienza delle malattie sessualmente trasmissibili. Lei era una ragazzina ingenua, lui un amico di famiglia, e lei si fidava: dieci anni più grande, chiaro che guidava lui. E comunque, anche se davvero lo avesse voluto incastrare (e lui, invece, 26 anni, ad avere rapporti non protetti non sapeva che rischiava di metterla incinta?), “puttana” significa un’altra cosa. “Non è mio” significa un’altra cosa. Questo tuo intervento, cara Aida, mi ha spiazzato. Sei una donna, e i tuoi sedici anni non sono così lontani… con un uomo, e di dieci anni più grande, perché carichi lei della colpa di tutto quanto è successo? E poi, era lui a non volerlo, lei credeva di stare con un uomo che la amava, e se non si aspettava la gravidanza ancor meno si aspettava la sua reazione.

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    • Non giustifico lui e la sua reazione, che ovviamente serve a tutelarsi, a difendersi da una responsabilità davvero grande. E tantomeno non giustifico questo sbandierare la parola “Puttana” a destra e a manca come se fosse pane quotidiano. Dal mio punto di vista credo che l’ingenuità deve essere educata dalla famiglia. Te l’ho scritto spesso che mettere un pò di paura può essere un modo per evitare delle situazioni. Io credevo comunque che la storia si riferisse all’oggi. Oggi ai miei sedici anni eravamo molto meno ingenue dei sedici anni di mia madre. Sapevamo bene o male cosa significasse rapporto e quali erano i rischi, e, a maggior ragione, sapevamo fin dove si spinge un amore vero e fin dove è divertimento. Non voglio essere la classica persona perfetta, ma vedi, ti racconto una cosa. Ero innamoratissima, ai miei 18 anni, di un amico. Stessa età. Ero talmente innamorata che non mi interessava se la mia migliore amica ne era innamorata e provava a starci insieme da anni. Quando lui chiedeva di vederci, io ci uscivo. E basta. Lui, con le sue parole, di cui mi fidavo, poichè erano anni che ci conoscevamo, ammaliava. Addirittura aveva promesso che mi avrebbe sposata a 24 anni. Però…. il suo discorso era incentrato sul fatto che prima o poi doveva avere rapporti con me. Ero l’unica con cui lui non era stato, e per di più vergine. Due piccioni con una fava avrebbe preso. Io sapevo di che pasta era fatto. Soprattutto sapevo dei suoi rapporti non protetti, del fatto che la mia amica, molte volte, aveva rischiato la gravidanza. Per due motivi l’ho mandato a quel paese. Primo perchè, anche se innamorata, sapevo che non sarebbe stato mai mio. Secondo, men che meno se avessi ceduto con il sesso, lui sarebbe stato mio. Morale? Non lo vedo da anni e son contenta così.

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    • Avevi diciotto anni, e poi, come hai detto, i tempi erano diversi. La persona di cui parlo è poco più giovane di me, e quindi parliamo dei sedici anni di tua madre, non dei tuoi. Inoltre, provenivano da una famiglia all’antica, in cui ogni discorso era tabù. Ti ricordo che io a 12 anni non avevo idea di cosa fosse la pubertà, e non ti dico di quando seppi – e parlo solo della teoria, anzi del titolo del libro di teoria – dell’esistenza del sesso… Davvero, oggi tanta ignoranza è inimmaginabile, ma all’epoca era tanta conoscenza ad essere inimmaginabile!

      Tu pensa che una vecchina mi confido che solo dopo essere rimasta vedova – aveva avuto due figli – aveva saputo che avrebbe dovuto provare piacere durante il rapporto 😯

      E non mi dire che è naturale e non te lo deve dire nessuno, perché se ti sposi quello che hanno deciso i tuoi, che ogni tanto ti si accosta senza alcun tatto e tenerezza giusto per qualche secondo, sta’ sicura che da sola non lo scoprirai mai!

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    • la sessualità l’ho scoperta con la tv. Anzi con loveline…. Ti dico che nonostante sia fidanzata ufficialmente se dovessi decidere di fare un viaggio con lui i miei non mi manderebbero prima del matrimonio.

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    • comunque rapportandoci al discorso del tuo post, a seconda di come educhi un figlio, egli sarà parte della società. Se lo privi dei beni futili, pur permettendoteli, se lo abitui che la paghetta è uguale a lavoro, che l’educazione è uguale all’onestà, che l’altro è uguale a te e tu non sei superiore all’altro, l’uomo di domani sarà un uomo giusto, onesto e rispettoso, non diabolico!

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    • Io non insegnerò MAI a mia figlia che l’altro è uguale a lui. Io insegnerò che l’essere migliori o peggiori è frutto di tante cose, prima di tutto di scelte e del lavoro che si fa su se stessi.

      Se uno è un fannullone viziato, magari disonesto, etc. etc., certo che io sono superiore a lui, certo che mia figlia è superiore a lui! Se invece intendevi insegnare che l’importanza delle persone, il loro valore, non dipende certo dal pedigree, né dal conto in banca, né chiaramente da razza, religione, orientamento politico, sessuale etc., posizione sociale, allora sì, sono d’accordo.

      Insomma, tutti nasciamo potenzialmente di pari valore, poi la vita e le nostre scelte ci differenziano, urca se ci differenziano!

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    • intendevo uguale all’altro nel senso dell’art. £ della Costituzione! Cioè tu sei donna, io sono uomo, siamo uguali. Se poi tu vuoi lavorare e io no allora non è diseguaglianza, ma differenza, come dici giustamente tu!

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    • Io di ragazzine che a 16 anni vogliono rimanere incinte per sistemarsi non ne ho ancora viste. Se tra donne non la smettiamo di darci la zappa sui piedi il mondo può anche finire qui perché non ci può essere evoluzione. Le cose si fanno in due ma purtroppo ancora oggi ciò che vuole l’uomo “pesa” il 90%…certo, dipende dall’ uomo…

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    • non è che una donna tira la zappa sui piedi dell’altra. mi sarò espressa male. ma oggi, con tutto che da giovanissime si è a conoscenza di certi rischi, di certe situazioni, che ci vengono anche prospettate a scuola, in famiglia, in televisione, una il rischio lo previene, o sbaglio? cioè, dai, parliamoci chiaro. ogni giornale rivolto alle adolescenti non fa altro che raccomandare di usare le protezioni, ci sono svariati siti internet dove una ragazza può chiedere consiglio senza per forza rivolgersi alla madre, ogni rete televisiva dedicata ai giovani ha un programma che tratta delle tematiche sessuali. All’epoca del fatto narrato da diemme capisco che la mentalità era un’altra. Ma oggi, dai….. Non scherziamo.
      Che poi d’altronde le cose si fanno in due. L’uomo può abbindolare, poi si finisce per andare a letto e la colpa si da alla donna. Dato che ancora questo pregiudizio nei nostri confronti non è stato superato, a maggior ragione sapendo che l’uomo è così opportunista, uno previene.

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    • Fortunatamente oggi c’è tutta l’informazione che si vuole, importantissima per prevenire gravidanze indesiderate. Ma la mentalità non è cambiata poi così tanto ed è sempre la donna a dover chiedere di essere rispettata in tutti i campi dell’ esistenza. Spetta ai genitori ed alla società crescere futuri uomini rispettosi delle donne…questo è il mondo che vorrei. Un saluto. Laura

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    • Ecco, mi hai letto nel pensiero. Poiché ancora l’uomo, non tutti, hanno la mentalità della supremazia, allora noi donne dobbiamo prevenire, per non trovarci a giustificare ogni cosa, per non dover chiedere scusa all’uomo. Lui non vuole protezioni? Bello mio tieniti a Federica la mano amica……

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  2. Io ho due demoni femmina a casa. Sono per la massima libertà quando giocano a meno che mettano le mani addosso ad altri bimbi.
    Per il resto ci sono le regole, soprattutto a tavola.
    Per quanto riguarda il carattere devo ammettere che la genetica purtroppo influisce parecchio, soprattutto la mia.

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    • Meno male che c’è qualcuno che ci crede alla genetica! Io in mia figlia vedo tratti di mio padre che lei non ha mai conosciuto, e tratti del padre con cui non è praticamente mai vissuta: urca se è scritto tutto nel corredo genetico!

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    • Ecco sta cosa mi rincuora, almeno non sono solo. La cosa però che più mi spaventa, però, sarà il negare alle mie figlie cose che io ho fatto. Mi sentirò ipocrita.

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    • Io non lo farò. La verità è l’arma più potente, fa crescere, diventare forti e soprattutto sereni.

      Se hai sbagliato per inesperienza, come ho fatto io, potranno far tesoro del tuo errore, se hai sbagliato perché eri testa matta, possono far tesoro del tuo ravvedimento… se pensano che tu non abbia sbagliato mai, magari faranno boiate pensando che tu non possa capire…

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    • Sì ero una testa matta ,ma il problema è che ha quella età quelle cose le rifarei ancora. Non sono pentito. Ma pensare che le facciano le mie figlie a quella età mi spaventa tantissimo.

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    • Ahahah, mi sembri mio padre! Mia madre diceva che aveva paura che qualcuno facesse alle figlie quello che lui aveva fatto alle figlie degli altri! 😆

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    • Ahahah, io allora ti batto, con Attila ci litigo pure a distanza, pure se vedo il suo numero sul display del telefono, o faccio la conta dei danni di quando è stato in casa mia!

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