Quanto mi hai ferito

Lucy ferita

Giorni fa ero in autobus e parlavo al cell con un mio amico (e già così sembro stranina che sembra che parli da sola), che poi a parole imprecavo e a fatti ridevo, il che completava il quadro (clinico nell’opinione altrui 😉 ).

Si parlava, argomento qui arcitrattato, delle persone che dall’oggi al domani spariscono, intendo persone con cui c’era un legame fortissimo, di quelli che sembravano inossidabili, indissolubili, e poi all’improvviso, senza una parola, senza considerare né il legame, né l’affetto, né il vissuto e, senza nessun rispetto per la tua persona, decidono di voltare le spalle senza girarsi indietro mai più.

Crepino.

Una volta il mio atteggiamento era ricercare, chiedere perché, farmi esami e riesami di coscienza, implorare “Ma che ti ho fatto!?”.

Ora però sono cambiata. Oggi il mio atteggiamento, fisico e mentale è: ma vaffanculo!

Questo dicevo, mentre dall’altro capo del telefono il mio amico si burlava di me per questa mia foga. Poi dice seriamente “anch’io, in questa e quell’altra occasione, insomma, te ne vuoi andare vattene, tu per la tua strada e io per la mia”.

“Ma che per la tua strada,” m’infervoro io “sotto un camion devi andare!” e lui dall’altra parte che ci rideva e mi dava corda continuando con l’elenco delle sfighe stratosferiche che auguravo all’altro.

Ridevo di cuore con lui che mi faceva il verso, e continuavo, che gli astanti potevano pensare mi riferissi a lui, “Schiatta, va’ sotto un autotreno col rimorchio, te la do io “per la tua strada“, per strada semmai, sotto i ponti, solo come un cane devi rimanere!”.

Magari chi stava lì non capiva cosa avessi da ridere, e le risate di cuore mal si legavano con le parole…

Comunque, al di là dell’episodio, io davvero sono cambiata e davvero non mi accoro più per le persone che se ne sono andate spezzandomi il cuore – e fregandosene – e senza mai, mai, mai voltarsi indietro.

Schiattino. Sì, sono diventata cinica. Perché il mio dolore non è gratis, e il mio affetto e la mia amicizia non sono merci senza valore.

Io vado per la mia strada. Loro si spiaccichino sull’asfalto.

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54 thoughts on “Quanto mi hai ferito

    • Non in quel momento almeno. Io non posso dire di nessuna di queste persone che non siano stati davvero buoni amici (altrimenti non sarebbe stata così crudele e inaspettata la dipartita). Però, che ti devo dire, la gente evidentemente cambia. Meritava di restare? Forse alcuni sì. Ci sono però nella vita dei momenti più duri, in cui l’istinto – totalmente suicida – è isolarsi. Io non condivido ma per carità, ognuno reagisce secondo la propria indole, soltanto che, dopo anni, quando la situazione è cambiata, e tu sai che ti voglio bene, tu sai che m’hai spezzato il cuore, insomma, potresti pure fare un passo verso di me: per imbarazzante che sia, penso di meritarlo.

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  1. Se ci tengo in modo particolare mi dispiace….e molto, ma, per carattere, non chiedo spiegazioni…..e non insisto, anche perchè le cose forzate non le sopporto, molto meglio ognuno per la sua strada.

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    • Io non insisto (più) perché ho capito che è inutile. Ho capito pure che andare via così è segno di fragilità, ma rimane il fatto che il mio dolore non è gratis, e a un certo punto, in certe condizioni, uno non ha neanche tanto il diritto di essere fragile: magari a caldo sì, ma alla distanza, tu sai chi hai ferito e lasciato indietro, e bisogna che le tue responsabilità te le prenda.

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  2. Ammazza che cattivonaaaaaaaaaa!!!!!! Scherzo naturalmente!!!!Sono sempre stata dell’avviso che
    bisogna spalancare le braccia per accogliere ma anche per lasciare andare via. Un abbraccio.

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    • Io non odio le persone, odio quello che hanno fatto. Le persone, tutt’al più posso considerarle… deludenti? Vili? Ecco sì, forse fragili prima, vili dopo, decisamente ingiuste.

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  3. Ho sorriso leggendo il tuo post, anch’io la penso come te e anch’io ho imparato ( a mie spese) a mandare a quel paese ” chi di dovere” e devo confessare che dopo averlo fatto
    è una liberazione! :)) Non è facile per niente arrivare a farlo soprattutto per me che mi affeziono …ai sentimenti , ma con costanza si può fare . Sono giunta alla convinzione che nessuno è più importante di Me stessa perciò non devo permettere a nessuno di farmi del male o rattistarmi.” Che schiattino “è giustissima come espressione! Detesto appieno quelle persone che se vanno improvissamente dopo che sembravano indissolubili … E non è per niente cinismo quello di cui parli , anzi!! Io sono sempre stata molto selettiva per quanto riguarda i sentimenti , e so anche dare il mio affetto e le mie attenzioni a 360° a chi lo merita, ma il mio affetto ha un valore inestimabile .Perciò ogni tanto , a chi non ci considera, cantiamo quella canzone di Sordi che dice : “Te cianno mai mannato a quel paese..nun vedi quanta gente che cce stà …”

    Interessantissimo argomento :))
    Ti abbraccio
    Buona serata tesorì

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    • Ti affezioni… ai sentimenti, bella definizione, e direi che calza anche a me. Hai detto bene, nessuno è più importante di noi, e quoto anche ” il mio affetto ha un valore inestimabile”, anche perché è completamente disinteressato, profondo e forte davvero.

      La canzone di Sordi poi è davvero una chicca, direi che qui ci calza a pennello!

      Grazie per le tue parole, e complimenti per il nuovo avatar, mi piace moltissimo!

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  4. Ammazza che cattivonaaaaaaaaaaaa!!!!!Scherzo naturalmente! In questi casi sono del parere di spalancare le braccia per accogliere e……. per lasciare andare via senza trattenere nessuno.
    Ciao bella!!!

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  5. Bella @Diemme … ordunque è vero il detto,
    che “lingua batte dove il dente duole” ?!?
    Direi di sì …. se il tuo fecondo petto
    Tu stessa ti ferisci al buio o al sole !!!

    Non è la prima volta che ti turba
    gente che parve a te amata amica,
    gente che poi, così come l’ ortica,
    ti punse a pelle usando mano furba !

    Che te ne cale allor, che te ne frega ???
    Se affetto ti lasciarono nel cuore,
    pur se lontane … coltivane il bel fiore,
    se ‘vecchi armadi’ …. Tu prendi la sega !

    Nè v’ è il bisogno d’ usar male parole
    da indirizzare a lor, gli @smemorati,
    è primavera quasi e brilla il sole,
    tanti ne hai, or qui, di @innamorati !!!

    Chi se ne andò, qualunque fu il motivo,
    e più non vuol con te ricomparire,
    peggio per lui o meglio, questo è il dire
    che si confà al tuo animo giulivo !!!
    😀

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    • Il dente duole molto meno Bruno, te lo assicuro. Molto, ma molto meno. Prima consideravo queste persone gli amici di sempre, che avevo dolorosamente perso, ora le considero degli estranei, prendo atto che il mio amico, la mia amica, semplicemente non esistono più.

      Sono persone con cui la complicità era infinita, la simbiosi (nel senso più costruttivo del termine) grande, e ora sono estranei, cui non ho più nulla da dire.

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  6. Che belva ragazzi 😄😄😄😄 comunque ti invidio se veramente ci riesci, anch’io faccio credere di essere così, ma dentro di me so di non esserlo purtroppo!!!!!
    Ciao un bacio
    Marta

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    • Forse dentro di me non lo sono neanch’io, forse quella da belva è solo un maschera, ma al momento mi calza a pennello e non me la stacco, mi fa stare bene come il costume di Superman.

      Un bacio a te, cara Marta, sempre un piacere leggerti.

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    • io mi terrei pure le loro, se ti riferisci a malesseri e paturnie varie, l’amicizia è anche questa. Essere esclusa, perché tu non te la senti di condividere, transeat.

      Ma essere trattata come una nemica o un’estranea, questo davvero no!

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    • Si intendo questo… di quelle false persone che quando hanno bisogno tutto bene, e quando non hanno bisogno tu non esisti. Di queste persone e delle loro paturnie faccio ben volentieri a meno!

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    • Beh, diciamo che quelle non sono state mai annoverate tra gli amici, se non negli anni ingenui della mia adolescenza. Da tempo devo ammettere che ho solo amici meravigliosi, ma comprese quelle persone che sono andate via, e questo ha reso il gesto più doloroso.

      Quelli interessati, quelli che se ne vanno nel momento in cui io ho bisogno, vadano pure, solo merdaccia in meno, che tanto quella al momento del bisogno non serve a niente (vi ho prestato il fianco a giochi di parole… 😉 ).

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  7. Diemme. Io sono una che ha voltato le spalle. I motivi sono stati tanti, ma non ho potuto spiegarli per questioni personali. Per questo motivo non credo di dover schiantare sotto un treno se ho fatto del male a qualcuno con la mia lontananza.

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    • So che lo hai fatto, almeno un episodio ce lo raccontasti, spiegandocene i motivi. Nonostante il racconto e le spiegazioni però mi sento di non conoscere a fondo la tua storia, ma conosco la mia: fa male il voltafaccia, fa male vedere una persona a cui vuoi davvero bene, e per cui ti getteresti nel fuoco, trattarti all’improvviso come ostile. Chi ci vuole bene non merita questo trattamento, è troppo crudele e troppo ingiusto. Però ti ripeto, a caldo, in un momento troppo difficile, ci può pure stare. Non tornare sui propri passi quando la fase acuta o la difficoltà stessa sono passate, è vile. Si preferisce fare “occhio non vede, cuore non duole”, ma il cuore all’altra persona duole e basta. Ce la raccontiamo, ci convinciamo delle nostre ragioni, seppelliamo la polvere dei nostri errori sotto il tappeto dei nostri alibi. Non va bene Aida, non va bene. L’uomo che mi ha violentata mi ha fatto meno male delle persone che se ne sono andate così, e penso con questo di aver detto tutto. Io, quando ho rotto con una persona per una qualche circostanza contingente, sui miei passi a dare spiegazioni ci sono andata. E’ chiaro che il rischio di prendere i pesci in faccia è tanto, ma anche il permetterle di darci quei pesci in faccia è un atto dovuto. Io, alla bisogna, i miei me li sono presi.

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    • Ti dico che se dovessi vedere tra le persone le mie amiche, non esiterei a salutarle. Però vedi, rischierei di sembrare una lavafaccia. In un certo senso non saprei come comportarmi. Ho avuto i miei problemi, non ho chiesto di risolverli a nessuno. Non ho voluto neanche un aiuto perché sapevo che non avrei mai avuto le risposte giuste. O forse me ne vergognavo, credimi.

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    • Aida, io non dico che è facile. Tu non hai chiesto di risolverli a nessuno, forse avresti dovuto, forse chi ti stava accanto sarebbe stato lieto di aiutarti, o quantomeno di partecipare, sia pure solo col cuore, con la solidarietà, a quello che tu stavi passando. Non ti sei sentita di farlo, ok, siamo tutti umani, e fragili e imprevedibili… però non puoi negare quella ferita e, d’altra parte, non mi sembra neanche che tu lo stia facendo. Ripeto, non conosco la tua storia, ma un’amica cara, essere esclusa che so io, dal matrimonio, dalla laurea, da un momento importante della tua vita, puoi aspettarti che la lasci disorientata, con un grande senso di esclusione.

      Tempo fa una persona mi telefonò, annunciandomi il suo matrimonio e scusandosi, mortificatissima, perché avrebbe fatto le cose molto in piccolo, e quindi avrebbe invitato solo i parenti stretti: credi che mi sia offesa? E invece pensa, lei lo temeva! Io sono stata lieta che mi abbia reso partecipe della notizia, e ho capito benissimo la sua scelta. Forse quando abbandoniamo una persona, quando la escludiamo, è perché la sottovalutiamo, o quantomeno sottovalutiamo i suoi sentimenti per noi.

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    • Su questo non c’è dubbio! Avrei dovuto, ripeto, avrei dovuto telefonarle e dirle che non potevo, di non offendersi. Tempo fa la mia compagna di banco, quella che è stata con me per 4 anni di fila, quella cui abbiamo scambiato compiti e davvero tutto, si è sposata. Non mi ha invitata. Non me la sono presa. Ho capito la sua situazione. Incinta, un ragazzo un po’ geloso… Poi ogni tanto quando devo comprare qualcosa da mettere addosso vado da lei. Vado a trovarla e mi fa piacere che ci vediamo come ai vecchi tempi. Ho compreso e non me la sono presa. Poi ognuno sai com’è. Ha un carattere e come tale può prenderla alla leggera o anche offendersi. Eppure c’è stato un periodo in cui lei, se mi vedeva per strada, non mi salutava neanche. Non ho mai saputo perché. Ho fatto il primo passo. Ed è andata bene!

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    • A volte siamo anche vittime dei nostri complessi. A volte capiamo di aver sbagliato, e allora sopraggiunge l’imbarazzo: se l’altro ci viene incontro, se ci fa capire che saremo accolte, allora è fatta, a quell’affetto viene data una nuova possibilità. Se però dall’altra parte c’è chiusura, c’è rancore per quello che abbiamo fatto, bisogna pure capirlo, dobbiamo pure accettare che la persona cui abbiamo fatto del male, o che comunque abbiamo fatto soffrire, di noi non ne voglia più sapere.

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  8. Io credo che tu abbia una sacrosanta ragione. Se una persona ci volta le spalle, così di punto in bianco, senza un motivo, debba ricevere lo stesso trattamento. Un bel Vaffa ci sta benizzzzzimo. Bacio! 🙂

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  9. Sono situazioni che fanno sicuramente star male, specie se non ti capaciti del perchè. La vita mi ha insegnato che sono rarissime le volte in cui un’incomprensione, una tua svista o colpa siano state all’origine del voltafaccia altrui e in questi rari casi un chiarimento potrebbe risolvere la cosa. Di solito è perchè subentra l’esaurimento, il non più potersi dir nulla. Quindi niente rimorsi, niente tormenti, un buon proseguo e si va avanti.

    Per stare in questo mondo virtuale: l’altra sett. ho salutato un blogger che credo mi abbia letta due o tre volte, solo liked buttati a caso, e che si era già disiscritto, poi di nuovo iscritto, infine cancellato. Io invece lo leggo con assiduità, lo commentavo spesso, ma quel -entra-esci-entra esci- mi ha infastidita, mi ha fatta sentire un peso, (1 tra 300-500-700 followers che ha, anvedi che peso potevo essere….) Sai cosa mi è spiaciuto? Che nel momento in cui si è cancellato dal mio blog non abbia scritto un ciao. Solo un click, una cosa meccanica e stop. Così l’ho fatto io, sono andata a salutare per dare un senso a un anno di letture dei suoi post e relativi commenti. Anche qui, in rete, siamo persone e non semplici numeri o pulsanti.

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    • Per la prima parte posso essere d’accordo. Per la seconda non mi sono chiarissime le dinamiche, ma quando uno si disiscrive generalmente non lascia i saluti! Comunque, se ti può consolare, te lo dico da persona che ogni tanto si disiscrive da qualche blog (ricevo una valanga di notifiche che non riesco a seguire!), spesso non è nulla di personale. Per esempio, una food blogger – che peraltro prima della sua scenata mi era piuttosto cara – mi si mangiò viva perché mi ero cancellata dal suo blog: ma io sono vent’anni che non cucino, che senso aveva intasare la mia già stracolma casella di ricette di cucina? Non ne avrei mai realizzata una, e a questo punto neanche lette, ma questo non era un fatto personale nei confronti della blogger che, ti ripeto, mi stava pure simpatica. Poi mi ha attaccato, riattaccato, insolentito, aggredito, e a questo punto vaffa, prima non ti leggevo solo perché non cucino, ora non ti leggo perché ti ritengo una pazza furiosa da cui giro alla larga!

      C’è un altro blogger, che non conosco, che non commento e che non mi commenta, che ha un blog bellissimo, molto dotto e scrive cose interessantissime. Solo che scrive in continuazione, i post sono lunghissimi, e io a leggerli non ce la faccio proprio (ma sono argomenti talmente interessanti che mi fa piacere già leggerne i titoli nelle notifiche!): un giorno o l’altro, probabilmente, mi cancellerò, perché sono e-mail che neanche apro, non ce la faccio, e finora ho mantenuto l’iscrizione solo con la speranza che un giorno o l’altro mi ci potrò dedicare. Ciome vedi, ci sono tanti motivi per cancellarsi da un blog, e non è detto che siano personali…

      Da un blog addirittura mi sono cancellata per eccesso di affetto, con la persona c’era stata una rottura (diciamo che è on topic con questo post) e mi faceva male vedere quelle notifiche, leggere, senza poter intervenire (se intervenivo, che pena vedere quei miei commenti che rimanevano appesi nel vuoto, senza risposta!). Insomma, alla fine ho deciso che occhio non vede cuore non duole, un clic e via, non sto più a contemplare la ferita che sanguina!

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    • Già, quando uno si disiscrive non lascia i saluti. Che dovrebbe dire? -scusa ma ciò che scrivi non mi interessa- ti cancello perchè mi intasi la posta- ho troppe bloggers da seguire, ciao- ecc… E allora sono andata io a salutarlo e ad augurargli buona continuazione. Tutto qui.
      Cose che capitano.

      Comunque io ho tolto l’opzione mail per i blog che seguo. Puoi farlo pure tu, è semplicissimo: ti devi disiscrivere e poi iscriverti nuovamente. Niente più mail, ma seguirai gli aggiornamenti di nuovi post e commenti nella pagina lettore.

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    • No, non ce la faccio a seguirli dal lettore, ci sono mail che apro dopo mesi, e dal lettore i post sarebbero già scomparsi. Una volte c’era il blog surfer, che era come il lettore ma i post apparivano interi, ora invece per ognuno devi aprire una nuova finestra, non mi ci sono mai trovata, non lo uso, non mi piace, e dei blog che ho pure sottoscritto, ma per cui non ho la notifica via e-mail, praticamente ho perso le tracce.

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    • Dante mette i traditori dei benefattori nell’ultimo girone dell’inferno, il più profondo, perché lo ritiene il peccato più grave, e io penso che il Sommo avesse pienamente ragione. Voltare le spalle a una persona che ti vuole bene e che ti è davvero amica è un peccato grave, e se le persone in questione dovessero scontarlo non mi starei a strappare i capelli.

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    • Già, a se stessi non si sfugge: agli amici puoi sbattere la porta in faccia, ma quando scopri di essere tu quello che non sopporti, che potrai più fare?

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  10. Sai, che si spiaccichino no – anche se ogni tanto lo dico – ma che proseguano la strada che hanno imboccato e non si facciano più vedere, sì. Soprattutto se se ne fregano e insistitono con la falsa amicizia – che non sopporto -.-‘

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    • No no, si devono spiaccicare. Io non sono buona. Chi mi ha fatto soffrire, e soprattutto soffrire approfittando del bene che gli volevo, da me non avrà pietà. Spero di non averti delusa, a te ci tengo…

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  11. No no non mi hai delusa non temere 🙂 capisco, anzi so, che certe situazioni purtroppo ispirano cattive reazioni, soprattutto se si ripetono e chi le compie non vuole capire, piuttosto insiste e pretende di avere ragione!

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    • Soprattutto se chi se n’è andato non si è limitato ad andarsene, ma ha voluto mostrare a te e al mondo quanto abbia preso le distanze, e quanto disprezzo provi! Hai presente quelle persone che per te erano fratelli, un pezzo della tua carne, e invece tanto gusto hanno dato tuoi nemici?

      Schiantati, schiantati li voglio vedere. O meglio ancora, sapere, senza bisogno di vederli.

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  12. Fortunatamente no. Ma credo a questo punto che questa categoria rientri nella sfera dei falsi amici. E io sempre “Andale” dico. Diversamente allo schianto ci penso io. -.-

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  13. Spero tu ti riferisca solo a eventuali ex fidanzati che t’hanno lasciata.
    Per tutti gli altri casi, non vedo perchè avere così tanto rancore.
    L’amicizia non si conquista con un atto notarile: oggi mi sei simpatica e usciamo a farci un apertivo, domani la vita cambia, le impressioni sulle persone cambiano,ecc e quindi potremmo vederci ancora ma meno spesso.
    Nel matrimonio ci può essere solo bianco o nero, ma nelle amicizie…

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    • Non sono d’accordo, nel matrimonio non c’è solo il bianco e il nero, e nelle amicizie non c’è solo il grigio (nelle mie no sicuro). No, non solo non mi riferisco solo agli ex, ma oserei dire che mi riferisco prevalentemente agli amici. Con il proprio compagno se il rapporto si deteriora è un po’ più immediato capirlo, è difficile scomparire nel nulla senza che l’altro ne abbia alcun sentore, ma con gli amici è diverso, ci si può allontanare solo perché la vita ti trascina altrove, senza che siano venuti meno né amicizia né affetto. Tu dici che non si conquista con un atto notarile, e certo che no, infatti io mi riferivo all’amicizia conquistata, e soprattutto costruita, con anni di affetto, dialogo, aiuto reciproco, esperienze condivise, etc. etc. etc.

      Sorry, io rimango della mia idea: chi a fronte di un legame forte se ne va senza una spiegazione, ignorando e calpestando i sentimenti dell’altro e infischiandone del suo dolore – dolore peraltro che nasce solo e unicamente dall’affetto provato per l’altro – peste lo colga.

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    • Rilegendomi ho paura che tu percepisca le mie parole come “ostili”.
      Ci tengo a precisare che io scrivo nei blog altrui solo per il piacere del confronto, mica per fare l’arrogante stronzo.
      E spero che le mie parole ,anche e soprattutto quando vanno controcorrente rispetto a tutti gli altri commmenti, possano anche servire a qualcuno per capire il punto di vista “dell’altro”.

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    • Ma per carità, sei il benvenuto, non mi ero offesa e non ti ho percepito come ostile, solo con un’opinione diversa, e ben vengano le opinioni diverse, siamo qui anche per capire quello che ci sfugge!

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  14. Leggendo altre tue risposte ad altri commenti, capisco che tu ci affezioni troppo alle amicizie. E poi… perchè si allontano? Pensi che siano semplicemente impazzite e agiscano in modo del tutto casuale?
    Io vedo su facebook tante persone piene di rancore che scrivono frasi come le tue….. e io invece non ne ho mai da scrivere… quindi mi faccio un esame di coscienza: se quei miei amici scrivono qualle frasi riferite agli amici e io non condivido…. allora è molto probabile che sia io l’amico che è causa del loro rancore!
    Ma non mi pare di aver mai fatto del male a qualcuno.

    Forse una volta sola: io e mia moglie abbiamo frequentato per diversi mesi un’altra coppia davvero buona, quelle persone che ti danno tutto. Però erano anche piuttosto…insomma, molto “attaccati”.
    Col tempo abbiamo iniziato a conoscerne anche i difetti (tutti ne abbiamo). Insomma, alla fine quasi quasi stava diventando un peso doverli sempre frequentare. E allora è finita che ci siamo staccati… diciamo “allontanati un pò”.
    Ma non abbiamo affatto litigato!! Anzi, proprio ieri ho incontrato lui per strada e abbiamo chiacchierato un pò, come se niente fosse. Sempre amici. Va bene!
    Ma sono totalmente certo che altri, in questo caso, avrebbe riempito facebook con secche frasi per augurarmi malasorte varia.
    Devo anche dire che queste persone, che sono anch’esse su facebook, MAI hanno postato una qualche frase di rancore, mai nemmeno un minimo accenno.

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    • Chiedo venia, una risposta destinata a te su questo articolo era andata a finire su un altro. L’ho cancellata dall’altro e te la riporto qui:

      Beh, ammetto che io sono una che si attacca molto, ma non che “s’accolla” (non potrei neanche volendo, sto dodici ore al giorno fuori casa, e al ritorno – e all’andata – avrei pure una casa da gestire e una figlia di cui occuparmi). Inoltre di amici ne ho tanti, non faccio davvero in tempo a dare i resti, riuscirsi a vedere è difficoltoso, e ci si riesce rarissimamente. No, escludo che il motivo possa essere questo, almeno negli ultimi vent’anni. Credo piuttosto che la gente alla fine sia molto complessata, incapace di confrontarsi con personalità forti, e soprattutto incapace di costruire legami profondi. Insomma, gente capace al massimo di intingere i piedi nella tinozza, non certo di nuotare in mare aperto.

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