L’8 marzo e l’emancipazione della donna


Ogni tanto mi chiedo: “Ma non avremo sbagliato tutto?”

Tag: persorridereunpomamicatanto.

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24 thoughts on “L’8 marzo e l’emancipazione della donna

    • Mi sa che intendiamo qualcosa di un po’ diverso… non sono per l’uomo padrone e la donna in ginocchio e sottomessa, solo per l’uomo e la donna diversa, per la donna padrona della sua vita ma non mascolinizzata, per ruoli diversi all’interno della famiglia e della società… uomo e donna sono di pari valore, ma non uguali.

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  1. Mia nonna non era emancipata, credeva nell’autorità maschile, ma…
    In casa decideva tutto lei
    È stata maestra
    Fumava non in giro, quello lo fanno le donnacce
    Beveva un bicchiere di birra al giorno
    Chiacchierava con le amiche al telefono…

    Qualcosa abbiamo sbagliato sicuramente

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    • Anche le mie nonne comandavano a casa loro… e fuori casa era il regno del marito. E’ una vecchia tattica essere le più fedeli e ascoltate consigliere del marito, che ha l’ultima parola…

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  2. Lo penso anch’io…..anche perchè, come sempre, si passa da un polo all’altro, e la giusta dimensione non sta mai tutta da una parte o dall’altra 😉

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  3. Io sono cresciuta con mia nonna che dettava legge … in casa del genero. Quando è scomparsa, quasi trent’anni fa, lo scettro è passato a mia mamma e mio papà sopporta, sopporta, sopporta … poveretto, non so dove trovi tanta pazienza.
    In ogni caso, qualche errore lo si fa sempre ma con o senza emancipazione, quel che conta è il carattere e la determinazione. Le donne del passato – Montalcini e Montessori, solo per fare un esempio – hanno ottenuto ciò che volevano in un mondo maschilista mentre ora ci sono donne che non vogliono ottenere nulla, perché magari fa loro comodo. E non va nemmeno bene che in nome della parità, si finisca per voler dominare. La cosa migliore è la collaborazione.

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    • Montalcini, Montessorie, Curie, Hack… Uomini e donne sono nati per collaborare, unirsi e creare, sostenersi vicendevolmente, non per stare in competizione, non per scimmiottare ridicolmente l’uno le caratteristiche dell’altro!

      Anch’io ho avuto nonne virago… a casa comandavano loro, ma non avevano certo bisogno di usare l’autorità, perché la loro saggezza, la loro autorevolezza, bastava e avanzava!

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    • Anche perché la gonna è il nostro diritto a questo:

      “State molto attenti a far piangere una donna, che poi Dio conta le sue lacrime! La donna e’ uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi perché dovesse essere pestata, non dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale…. un po’ più in basso del braccio per essere protetta, e dal lato del cuore per essere Amata….” (dal Talmud).

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    • Nonsenso. Per quanto so potrebbe vantare….. non si può avere le “palle” senza rinunciare alla “gonna”. D’altronde, il senso di questo post non esisterebbe. E nemmeno la domanda di DM (sullo sbaglio).

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    • Io, infatti, mi tengo le ovaie e non concordo con questo dire “con le palle” per intendere forte e coraggiosi: le donne sono da sempre molto più coraggiose e determinate degli uomini, tiè! 😛

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    • “Una volta, a lavoro, mi trovo con una mia collega nel bagno. Molto nervosa, era appena uscita da una delle cabine e sistemando la sua gonna brontolava scontenta.
      Senti, la sai quella con Itzic l’ebreo?
      Non sapevo se la sua domanda mi riguardava, cosi ho balbettato qualcosa che poteva anche sembrare che io canticchiavo, alla fine. Ma lei continuava senza farsi troppi scrupoli di quello che io gli avessi (eventualmente) risposto.
      Si dice che l’Itzic, quando andava a pregare nella sua sinagoga e si trovava da solo, finiva sempre con le stesse parole. “Oh Grandissimo Eterno. Tu che hai potere su tutti e tutto…. fai che vinco anche io una volta il premio più grande del “gratta e vinci”. E dai ti prego, oh potentissimo. Tu che hai le sorti di mia vita nelle tue mani”.
      E ci metteva tanta passione nelle sue preghiere che… dopo qualche mese…. l’Eterno si decise di rispondergli. “Senti qua Itzic, avevo sempre sentito le preghiere sulla tua fortuna. Ed ho fatto del tutto per esaudirle. Ma poi… anche tu…. potresti darmi una mano. Ciò…. voglio dire…. compra anche tu, almeno un biglietto dalla lotteria”.

      Ho ridacchiato insieme a lei, aspettando a farmi capire il collegamento della sua battuta. E lei non si è lasciata aspettare.
      Ecco, cosi anche io. Avevo appena fatto il test di gravidanza. Che (com’era da aspettarsi) e risultato negativo. Poi, ho pianto come una stupida col culo sul water, perché son quattro anni che “fatico” a restare incinta. E niente. Niente di niente.
      Ma alla fine…. mi son ricordata che dal ultimo ciclo mestruale non avevo fatto sesso. Che sciocca. Infatti, io e mio marito ci vediamo otto minuti al giorno. La mattina. Ed anche se lui non ha bisogno che (solamente) di quattro minuti per consumare un rapporto sessuale, io non posso. Perché proprio in quel periodo, io devo sistemare capelli fare le scarpe, ed il muso con rossetto.

      P.S. La storia non mi appartiene. Essa è stata tradotta (una parte) da un blog rumeno (Simona Catrina) dove il titolo suonava cosi. “Amore, oggi arrivo tardi a casa. Alle 1:00 ho teleconferenza. Alle 2:00 partorisco. Alle 3:00 ho un meeting.”

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  4. «La donna e’ uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi perché dovesse essere pestata, non dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale…. un po’ più in basso del braccio per essere protetta, e dal lato del cuore per essere Amata….” (dal Talmud).»

    Mi pareva fosse un pensiero di Shakespeare … 🙄 comunque mi sa che se lo sono copiati in molti. Scrive Sant’Agostino:

    «Poiché dunque all’uomo non veniva data né una padrona né una serva ma una compagna, non bisognava trarla dalla testa o dai piedi ma dal fianco» (De Sacramentis, liber I, par.VI)

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    • Io l’ho preso da fb, dove l’hanno passato per un brano del Talmud. In realtà pensandoci bene, lo stile mi pare più shakespeariano che talmudico, anche se questo non esclude che Shakespeare abbia a sua volta rivisitato un concetto ben più antico, probabilmente proprio talmudico.

      Quasi quasi, invece che continuare a stirare, faccio qualche ricerchina… 😉

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    • Pare proprio che sia dal Talmud, o almeno come tale lo danno tutti i risultati da Google.

      Uno in particolare, che si pone il problema, recita:

      “C’è chi dice che sia Saffo.(ma mi pare strano l’accenno alla creazione), chi dice Shakespeare o Shakespeare che farebbe dire a Saffo queste parole ispirandosi a un suo frammento e chi dice che siano di Peter Wertz.

      Questa parte, però, pare provenga dal Talmud:

      “…state molto attenti
      a far piangere una donna,
      che poi Dio conta le sue lacrime!
      La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
      non dai piedi perché dovesse
      essere pestata,
      né dalla testa per essere superiore,
      ma dal fianco per essere uguale…
      un po’ più in basso del braccio
      per essere protetta e dal lato del
      cuore per essere Amata…”

      E’ tutto da verificare, per chi ne ha il tempo 🙂

      Ciao,
      G. “

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    • Non è escluso che Shakespeare si sia ispirato a fonti più antiche. E’ molto probabile, invece, che Agostino abbia ripreso un versetto dal Talmud, per questioni cronologiche.
      Di tempo non ne ho, purtroppo. Sto correggendo compiti. 😦

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