Una sterzata alla vita?

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Se davvero Dio mi chiederà conto di quello che ho fatto dei doni che mi ha dato (copiosamente), credo che mi sbatterà negli inferi per l’eternità.  😦

Sono la regina delle occasioni mancate, campionessa mondiale dei treni persi, icona del rimuginamento e del rimpianto, etc. etc.

In questi ultimi tempi diventa vieppiù forte la voglia di cambiare lavoro (per dirla tutta, di cambiare vita) ma… i ma sono sempre presenti.

Noto che nella mia vita c’è sempre stato un buon motivo per non cambiare, e prima ero minorenne, e poi c’era mio marito, e poi mia figlia piccola, e ora mia madre anziana, e qualche volta non stavo bene io…

Come diceva non ricordo quale personaggio a Pietro Spina, indimenticabile protagonista di Vino e Pane, celeberrimo romanzo di Silone, “ci prepariamo a morire col rimpianto di non aver vissuto”.

Musica!

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67 thoughts on “Una sterzata alla vita?

  1. Le occasioni si riconoscono mancate solo a posteriori. Rimuginarci è inutile. I treni si prendono alla stazione, quando sono in corsa non è consigliabile.
    Visto che per nascita hai qualcosa in comune con me : Dio non paga al Sabato.
    Abbiamo anche De André in comune? Una passione che non lascia indifferenti.
    Tutti hanno una dotazione di serie, il resto lo costruiscono, son certo che tu ci hai provato, ma non ti soddisfa (ancora) , ma non è detta l’ultima parola.
    Un abbraccio
    Giancarlo

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    • Dio non paga né di venerdì né di sabato, ma alla domenica non deve niente a nessuno: che la mia domenica, il mio giorno del signore, debba ancora arrivare?

      Io non ci ho solo provato a costruire, ci sono anche riuscita, ma per troppe cose la ditta di demolizioni è arrivata un attimo dopo che quella delle costruzioni aveva finito il lavoro.

      O a volte un attimo prima.

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    • Credo a questo punto che puoi farcela, se credi di meritare di più, puoi farcela.
      La ditta delle demolizioni ha messo gli operai in cassa integrazione…. Approfittane.
      Un sorriso
      Giancarlo

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    • Che, tradotto in soldoni,significa che io domattina mi alzo e???

      1) Ringrazio Iddio di essermi alzata.

      2) ???

      3) ???

      PS: non ho ancora trovato dove hai postato il premio.. 🙄

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    • Il blog e’ vivereperamare. Con google io imposto vivereperamare wordpress ed appare subito.
      Stamane sei già alzata, prova a fare una cosa che solitamente non fai, una piccola cosa…. Si comincia così. Le sterzate brusche portano fuori strada, mentre un tornante , una rotonda, un dosso cieco, vanno affrontati con cautela, ma percorsi! Ohibò , perdinci!
      Un sorriso
      Giancarlo

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    • Ma come mai non linki questo di post al tuo nome? Fare una cosa che solitamente non faccio? Sì, ho comprato una monoporzione di tiramisù e me lo sono portato in ufficio! Però non sono sicura di aver fatto bene, nel mio caso non è propriamente una botta di salute… 😉

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    • Vivereperamare è il blog personale, dove inserisco solo poesie, riflessioni, brevi racconti ed aforismi. Il blog ufficiale è Giancarlo Piccoli, dove trovi solo il mio romanzo e qualche commento.
      Certe riflessioni , come quella che stiamo facendo insieme, sono frutto di dialogo, e non mi permetto di appropriarmene, in quanto hanno una loro dimensione che è in divenire. Un piano concerto a 4 mani….
      Un abbraccio.
      Mezzo tiramisù, una passeggiata , un foulard, biancheria intima differente dal solito, una ricetta inconsueta per cena, altre piccolezze, ma una per volta tutti i giorni…. dopo un mese avrai già notato che la visione del mondo sta cambiando prospettiva. In seguito potrai iniziare a cambiare anche tono, linguaggio, postura e via dicendo, ma sempre con parsimoniosa determinazione. Ci vuole più tempo che una semplice sterzata, ma i risultati saranno duraturi, inoltre puoi costruire regole a tuo consumo, arricchire o sottrarre ciò che via via andrai scoprendo.
      Vedrai che con il minimo di impegno riuscirai ad assaporare ….
      Dopo , volgendoti indietro, capirai che sei riuscita a cambiare, ed avrai imparato, sarai consapevole di riuscire a modificare ancora e ancora….
      Giancarlo

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    • Caro Giancarlo, sono abbastanza grande, e da sempre seguace di grandi pensieri spirituali, metafisici e zen, da sapere tutta la teoria.

      E’ la pratica che mi frega.

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    • forse ti serve la costanza, ma quella viene con la pratica… come facciamo?
      Comunque non sono teorie zen, oppure altre amenità, sono pratiche da normalissimo psicoterapeuta, che secondo me discendono da studi comprovati, ma anche dal buon senso.
      Dici son grande abbastanza? Allora significa che non vuoi cambiare, capita di non amare ciò che facciamo, ma abbiamo timore di cambiare in peggio.
      Ad ogni modo, non volevo assolutamente sembrare invadente, scusa se ho esagerato.
      Un abbraccio
      Giancarlo

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    • Giancarlo, scusa tu se la mia risposta ti è sembrata piccata, non lo era, solo che a volte, quando mi danno qualche suggerimento o qualche incoraggiamento, capisco di avere davanti una persona che non conosce tutta la mia storia e tutta la mia vita, tutto qui. Piuttosto, frasi come “Allora significa che non vuoi cambiare” mi sembrano azzardate, e quando uno le pronuncia forse sì, un piccolo peccato d’ingenutà lo commette.

      Non sempre volere è potere, il mondo è pieno di persone paralizzate che vorrebbero correre, di sterili che vorrebbero aver figli, di scienziati che vorrebbero scoprire vaccini miracolosi e non riescono…

      La vita non dico che non sia facile, magari è pure facile, ma non è scontata, e l’handicap è che non dipende solo da noi: siamo tutti legati, e questa è la nostra forza ma anche la nostra debolezza.

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    • Scusa ancora, non voglio fare invasioni di campo….
      Non sono neppure suggerimenti, se non si possono fare certi cambiamenti pazienza, si possono fare altre cose. Ho una sorella con la sclerosi multipla, lei non può correre, neppure volendo, ma riesce a fare altro. Certo una malattia è una sterzata secca, senza possibilità di recupero, ma spero che per te non sia così.
      Scusa ancora, non intendo tediarti con discorsi che ti paiono inutili, so bene che i consigli sono gratis e tutti ne regalano,
      In ogni caso mi fa comunque piacere dialogare con una persona attenta.
      Spero non aver esagerato.
      Un sorriso
      Giancarlo

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    • Ma per carità, Giancarlo, non hai esagerato affatto e sei sempre il benvenuto.

      Certo che si riesce a fare altro: se avessi aggiunto alla mia lamentazione anche qualcosa di positivo, avrei detto anche che sono la maga della ripianificazione oltre che camaleontica nell’adattamento, premio Nobel per la resilienza, etc. etc. etc. 😉

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  2. Posso dire che questo tuo post mi si addice molto, anzi moltissimo!! Ancora adesso, non rendendomi conto che non sono più giovane, sogno di cambiare vita, di andarmene dall’Italia ecc. ecc., poi piano piano torno con i piedi per terra. Ma io sono una sognatrice nata e i piedi per terra li tengo per poco 😉😉
    Ciao 😘
    Marta

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  3. Che bella questa canzone di De Andrè! Non la ricordavo più ,grazie per averla postata qui! :)) Riguardo a quello che scrivi nel post , penso che siano in molti che vorrebbero cambiare vita, soprattutto di questi tempi !! Capisco benissimo cosa intendi dire, anch’io come te ho sempre pensato al benessere delle persone che mi sono accanto dedicando poco tempo a me stessa, a cominciare dal lavoro, poi al marito e poi alla mamma molto anziana. Ora tanti obblighi non li ho più , zero lavoro, la mia cara mamma non c’è più! Avrei l’oppurtunità , volendo, di cambiare , ma non è poi così semplice c’è sempre qualche paletto, dipende dal nostro “cuore ” e da una ..buona dose di coraggio… e se pensi che si vive una volta sola e si può fareee!! Come diceva una massima di ..”nn ricordo chi sia ” Siamo noi gli artefici della nostra vita :))
    Bellissimo argomento , buona serata Carissima :))

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    • Io credo in tutta la vita di non aver mai pensato al mio di benessere. Ho vissuto di senso del dovere, fin da bambina, e non è un atteggiamento sano: il senso del dovere è giusto, ma non deve essere totalizzante, bisogna anche avere il senso del piacere, ricercare la gioia, sennò ci credo che uno perde l’entusiasmo!

      La canzone di De André sì, è davvero bella, e quanto mi ci sento dentro!

      Buona serata a te… ;I

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  4. Perdere il treno…..
    Insomma, e chi ci assicura che la fermata prossima si sta meglio? Che tutto fossi migliore? (spero di aver coniugato bene @marisa).
    Rimpianto?
    Per cosa? Per quello che abbiamo scartato? Oppure “non realizzato”? Mah…. e se le nostre “vie alternative” fossero soltanto in apparenza migliori?
    Hai forse la certezza che una “via alternativa” a quella di tuo marito…. figlia…. mamma…. te stessa…. avrebbe portato a una vita piena di soddisfazioni? O almeno molto più di quella attuale?
    Magari invece di una Sissi avessi avuto un Sisso. Puoi confrontare?
    Cambiare la vita?
    Cioè lasciare tutto alle spalle. Ricominciare…. da zero.
    Vale?
    P.S. Sta nella nostra natura avere dei rimpianti. E’ normale. O forse credi che Michael Jackson non ha avuto rimpianti? O magari Obama, Papa Giovanni, Einstein, Cesare l’Imperatore, o Gesù Signore?

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    • In fondo l’ho sempre pensato che tu sia un grande saggio… in fondo nella mia vita ho ottenuto una coscienza a posto, e senza che per questo mi sia mancato il pane: forse è già tanto?

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  5. Sapessi quante volte in questo periodo mi è venuto in mente di cambiare vita (lavoro)… non so se non ne ho il coraggio o non ne sono pienamente convinta, a volte penso che significhi mollare… e cerco di andare avanti

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    • Io credo che se mi capitasse l’occasione l’acchiapperei al volo. Mi rimprovero di essermi abituata alla mia vita, mentre mi sarei dovuta limitare ad adattarmi: a volte mi sento proprio quella rana che, nell’acqua che aumenta di un solo grado alla volta, si ritrova bollita senza reagire…

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  6. Ogni tanto bisogna anche avere il coraggio di rischiare, sempre usando la testa, per evitare una vita di rimpianti….è già tanto difficile lo stesso! 😉

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    • I ho condotto una vita molto intensa fino a 30 anni, più per necessità che per virtù, ma devo dire che era decisamente più divertente! Mi sembra di aver vissuto mille vite, ma poi a un certo punto, troppo presto, big ben ha detto stop!

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  7. Purtroppo penso che il decisionista non sia “femmina”. Non mi fraintendere…. Ma nella nostra coppia chi prende decisioni estreme sono sempre stato io…. Chiaro ci si ragiona in due, si pensa e si ripensa. Poi però la mia dolce metà si ferma li, rimane sul bordo della grotta anche se abbiamo deciso entrambi di uscire…. Tocca a me darle lo spintone, o botta in testa e tirarla per i capelli 🙂

    Passando al tuo caso… Cambiare è bello. Sai quello che lasci e non sai cosa troverai ma avrai problemi nuovi da risolvere che ti stimoleranno e ti sproneranno…. E se ti affidi a Dio poi…. Tranquilla che penserà tutto Lui.

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    • Mi sa che mi hai dato la risposta… mi è sempre mancato quello che mi desse lo spintone, o la botta in testa, o mi tirasse per i capelli…

      Ecco, l’hai detto, sono sul bordo della grotta (o del portello dell’aereo e non sono ben sicura d’indossare il paracadute? 😉 ).

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  8. La vita …. le puoi imporre una sterzata, o una frenata, oppure un’ accelerazione …. puoi sospenderla per scarsa disciplina o metterla dietro ad una lavagna col berretto ‘da somaro’, puoi non salutarla, incontrandola per strada, fingendo di non averla mai conosciuta, oppure correrle affannosamente dietro pregandola di aspettarti, puoi sognarla o ripudiarla …. puoi fare di tutto, @Diemme …. ed anche di più !
    Ma lei, la vita …. è là, bella per noi e amica, incubo o sogno, a portata di mano o irraggiungibile, beffarda o misericordiosa, unica sempre !!!

    Postescritto : la canzone di @De Andrè …. fra le sue meno conosciute, è bellissima, pur infusa di languente malinconia, specchio sincero del sentimento di tutte le persone sensibili come te !

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  9. Sono scappata un attimo. Quoto Vale, quel tipo di pensiero è molto nelle mie corde. Ad ogni modo, a sterzare si è sempre in tempo, basta volerlo veramente valutando pro e contro ed assumendosi la responsabilità del fatto che comunque non si ha la certezza che possa andare meglio.

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    • Non si è sempre in tempo, se hai il braccio anchilosato, se lo sterzo si è incastrato, o se la strada è finita…

      Poi, può pure essere finita la benzina… 😯

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  10. Ecco, il Canada! Anche io aspetto che qualcun altro decida per me. E spero tanto che mia figlia voglia andare a studiare all’estero, così la seguo, e che si innamori e si sposi e rimanga a vivere all’estero, così mi allevo i nipotini in linguamadre!!! 😀

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  11. Diemme, scusa ma mi sa che serve una ventata d’ottimismo… mancavano solo le 4 ruote più quella di scorta bucate, lo zucchero nel serbatoio della benzina e avevamo fatto il pieno della sfiga 😯

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  12. C’è chi nasce col carattere che gli permette di prendere decisioni e chi no. Tu ed io no, evidentemente.
    Anche se poi credo che nel nostro piccolo le nostre rivoluzioni le abbiamo pure fatte.
    Nel mio caso è stata quella di lasciare un uomo che non è mai stato mio complice e che non ha saputo mai darmi quella spinta, quella tirata di capelli di cui parlava oreficemichele poco sopra.

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    • Guarda che io sono una decisionista, almeno per le cose per cui m’interessa decidere, e senza esitazioni. A volte forse mi è mancata proprio la capacità di non decidere, non ho saputo temporeggiare, non ho avuto fiducia sul fatto che le cose potessero risolversi senza prenderle di petto, ma non è stato neanche questo il problema. Davvero, per un motivo o per un altro ho avuto al seguito la squadra dei distruttori: i miei genitori, per esempio, ne avevano fatto una missione di distruggere quello che costruivo, al solo scopo di dimostrare che erano più forti. Poi, scappata di casa con le pezze al sedere, di lì a breve avevo una borsa di studio all’università, un lavoro, tre conti in banca. Poi fui invitata per una festa in una casa intollerabilmente vecchia e polverosa, e lì mi prese una crisi d’asma, per la quale non venni soccorsa prontamente. Finii dopo due giorni intubata in ospedale, e chiusi gli occhi da una parte sperando di morire, perché non ne potevo più, ma chiedendomi perché dovessi morire a migliaia di chilometri da casa, sola come un cane. Uscita dall’ospedale, feci fagotto e tornai a casa.

      Ecco, sbagliai? Non lo so, ma la decisione la presi. Da lì ripartii, e di nuovo ricostruii dal nulla, ma lo schema fu sempre lo stesso, genitori distruttori/salute/marito distruttore/salute: che io sia affetta da quella sindrome che in psicologia chiamano “Paura del successo”?

      Decisioni ne ho prese tante, di cambiare lavoro, comprare casa, lasciare il padre di mia figlia nonostante la gravidanza (decisione di cui mai mi pentii!), altre non ne ho prese, ma forse semplicemente perché non m’interessava prenderle. Forse un po’ mi pento di avere avuto, nei confronti della vita, spesso più un atteggiamento di adattamento/sopportazione che non di reazione, ma insomma, del senno del poi son piene le fosse. E poi, come giustamente dice Valentino, chi può dirlo come sarebbe andata? Non faccio l’errore di dare per scontato che il profumo dei fiori che non colsi sarebbe stato migliore, solo che ogni tanto mi punge vaghezza di rimpiangerli, questo sì.

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  13. Si da sempre la colpa a qualcuno o a qualcosa per non cambiare, è vero, però trovo che sia paura di affrontare le novità. Io non posso dire di avere rimpianti, per fortuna, perchè insieme a mio marito abbiamo fatto delle scelte grandi e forse anche azzardate nella vita, che ci hanno portato ad essere felici e a dire con soddisfazione di avercela fatta. Ma fatta a fare cosa? Ad essere felici, il che non è poco di questi tempi, ma felici davvero. Io me lo chiedo ogni mattina appena mi sveglio e il sorriso che vedo nello specchio mi fa affrontare bene la giornata. Che dire, se uno sente il bisogno di una sterzata dovrebbe trovare il coraggio di darla e poi affrontarne le conseguenze.

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  14. Non è facile “sterzare”, ci sono tante problematiche da affrontare, ci vuole tanta forza. Io l’ho fatto due volte: quando ho divorziato dal primo marito, quando ho abbandonato il lavoro per vivere dove sono ora. Non è stato facile, per niente, ma a volte l’esasperazione, l’insoddisfazione o la certezza che sia la cosa più giusta da fare, ti fa varcare la soglia.
    ti abbraccio.

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