La donna ingannata (e quelle che lo vogliono)

Vita - batterio su marte e feto umano

Un altro round del corso di formazione per i volontari del Movimento per la Vita e CAV – Centri di aiuto alla vita.

Un altro week end intenso, per incontri e per contenuti, un modo per far pace col mondo, per recuperare la parte più umana di noi, e restituirle – conservarle – la dignità.

Abbiamo parlato di controllo delle nascite, o meglio, di metodi naturali di controllo della fertilità e di contraccezione in senso più stretto, di fertilità e infertilità maschile, femminile e di coppia, e infine dell’assistenza alle coppie che non riescono a procreare e di fecondazione artificiale.

E già, perché finora abbiamo parlato di quelle che un bambino non lo vogliono ma, accanto a queste donne che ricevono questo dono infinito e lo rifiutano, ci sono quelle che darebbero qualsiasi cosa per avere quel figlio che invece la natura non si decide a concedere.

Avete idea di quanti guadagnano lucrando sulla disperazione della gente? Wanna Marchi ha mille facce…

Ecco, alle donne ingannate da una società che le abbandona con un figlio che vorrebbero, ma non hanno la forza, i mezzi, il coraggio e il sostegno per tenerlo, alle donne che non lo vogliono, e che la società inganna facendo credere che hanno potere di vita o di morte su qualcosa che in fondo non esiste, da prendere o lasciare quando si vuole, come si vuole, ogni volta che si vuole, c’è la donna ingannata da un’industria dei sogni, che gioca col suo dolore per esperimenti che, alla fine, danno gli stessi risultati che la natura darebbe di suo, e inferiori a quelli che si avrebbero con la volontà – e la capacità – di cercare la vera causa dell’infertilità, un dramma assai più grande di un figlio non programmato, figlio che spesso invece diventa uno scopo di vita, una fonte di gratificazione e affetto e, non ultimo, il bastone della nostra vecchiaia.

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19 thoughts on “La donna ingannata (e quelle che lo vogliono)

    • Le cause sono tante, ma il ritardo nella decisione della maternità e l’esposizione a fattori inquinanti sono le principali. Piccole (o grandi) infezioni trascurate, spesso dovute anche a una vita sessuale “spensierata”, ma anche l’uso di mezzi contraccettivi (metti per esempio la spirale, che crea praticamente nell’utero un’infiammazione permanente, che rende difficile l’annidamento dell’ovulo, ma quando dopo dinque anni la rimuovi? Un utero che è rimasto per cinque anni infiammato tornerà facilmente alla normalità?).

      Tante madri hanno paura che le figlie tornino a casa incinte… io temo piuttosto che non mi ci torni, perché ben triste vita è senza figli (almeno per me, ma a quanto vedo è un’opionione condivisa da molte donne, giovani e meno giovani, singole e accompagnate, omo o etero…).

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  1. Lo penso anche io! Molte persone dicono.. divertiti finché puoi, non ti sposare ecc.. ecc.. io invece dico che se uno è felice prendendosi degli impegni seri lo deve fare.. e che, per me, l’età ideale per fare un figlio è 28 anni.. è compatibile con lo studio, con le forze fisiche e con tutto.. ma in Italia si potrà? Chissà! Comunque se hai della documentazione inerente all’argomento mi interesserebbe molto leggerla! 🙂

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    • Non ne ho moltissima e non saprei come recapitartela, ma credo che se vai sul sito del movimento qualche informazione e qualche link lo trovi.

      Ora sono cotta dal sonno, ma domani cercherò con calma il sito del movimento per vedere se c’è qualche sezione dedicata.

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  2. Io ho sofferto, per 10 anni, per avere la mia piccola, poi ho detto stop. E lei è arrivata da sola. Sono vicina alle donne che desiderano figli e non ne hanno e a coloro che vengono ingannate nella speranza di averne. Ne ho conosciute molte.

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    • Anche molte donne che hanno abortito a volte hanno sofferto per poter avere un altro bambino, e molte altre volte non sono riuscite ad averlo, e hanno dovuto rinunciare alla maternità per sempre. Donne che avrebbero dato un occhio, o vent’anni di vita, per poter tornare indietro e rimettersi in grembo il figlio di cui si erano così superficialmente e incautamente liberate (tra l’altro un aborto può essere anche, a sua volta, causa di sterilità), donne che hanno realizzato la gravità del loro gesto con questa privazione definitiva, dolorosa e bruciante.

      Ma anche le altre, quelle che non hanno mai avuto figli, a volte si sottopongono a spese folli e a calvari interminabili, di fronte a promesse che sono solo specchietti per le allodole (e a volte anche peggio…). Come è successo a te, poi i figli possono venire anche da soli (a una mia amica, che non ne aveva avuti per oltre dieci anni, ne vennero due uno dietro l’altro, e non si era mai sottoposta a nessuna cura!), solo che se questo capita durante le “cure”, i medici hanno buon gioco a farlo passare come loro successo.

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    • Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno.

      Io non posso credere che una donna, se davvero si rendesse conto di quello che sta facendo, compresi gli aborti chimici, potrebbe mai farlo davvero, e al di là di qualsiasi valutazione etica su quello che sta facendo al bambino, c’è anche il male che sta facendo a sé stessa (vogliamo parlare delle morti per RU486?)

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  3. Ho due figli, come sai. Il primo è stato cercato per quasi 10 mesi e sembrava non volerne sapere di arrivare. Non dico che avessi gettato la spugna, anche perché il ginecologo continuava a dirmi che la mia “attesa” era ancora breve. In ogni caso ho – abbiamo – fatto tutti i test del mondo, compreso il post coital test che te lo raccomando ( 😦 ) e quando il medico mi tranquillizzò dicendo “non ci pensi vedrà che arriverà” … be’, Matteo è arrivato il mese dopo. 🙂
    Il secondo non era in programma. Il piccolo aveva 14 mesi quando seppi di essere di nuovo incinta, fu un piccolo dramma. Ne volevamo un altro, avremmo atteso ancora un paio d’anni ma in fondo ci rendemmo conto che sarebbe stato tutto più facile: non avevamo ancora finito con pappe biberon e pannolini, avremmo continuato senza abituarci a stare senza. Quando alla 12esima settimana di gestazione ebbi la minaccia d’aborto il dramma fu molto più grande dell’annuncio della gravidanza non programmata: pregai che tutto andasse bene e fu così. Ancora oggi guardo mio figlio Massimo e mi rendo conto del miracolo della sua nascita. Mentre io rischiavo di perderlo, dovevo sorbirmi le lamentele di quelle che erano ricoverate in attesa dell’IVG. Le ho odiate, le avrei schiaffeggiate o anche peggio. Un bel calcio dove puoi immaginare. Io nemmeno presa dalla disperazione avrei abortito.

    Tornando al discorso della sterilità, purtroppo c’è chi se ne approfitta. Personalmente credo che avrei accettato il fatto e, piuttosto che sottopormi a lunghe e incerte cure, avrei adottato un bambino, magari anche due.

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    • Grazie della tua preziosa testimonianza. In effetti “non ci pensi vedrà che arriverà” dovrebbe essere il consiglio che, dato a molte, risolverebbe una situazione di infertilità inesistente. Purtroppo però dire una cosa del genere non porta guadagno, e intorno alla salute e ai desideri della gente girano un sacco di soldi. Che poi c’è per l’appunto anche questo, che spesso donne che vogliono abortire si trovano nello stesso reparto di donne che stanno disperatamente tentando di trattenere e difendere quella vita che hanno in grembo. Ci sono donne sterili che volentieri direbbero “Dallo a me, lo crescero io, alleverò, cullerò, amerò, non gli farò mancare niente!”. Purtroppo la cosa non è così immediata, e forse bisognerebbe legiferare più su questo…

      Per quanto riguarda l’adozione, purtroppo non è né facile né immediata, ed è una vergogna a livello mondiale che i milioni di bambini senza genitori non riescano a incontrare i milioni di genitori mancati, che tanto li vorrebbero accogliere e amare: e così abbiamo da una parte bambini che soffriranno fame, freddo e solitudine, e dall’altra chi potrebbe dar loro tutto, potrebbe farlo, ma la fredda burocrazia, la cecità e l’inerzia mondiale non glielo consente.

      Devo dire però che capisco pure la voglia di avere un figlio che sia un pezzo di sé, in cui ritrovare il proprio volto, i tratti fisici e caratteriali della propria famiglia. Poi, chi ha tutti e due (perché ci sono anche questi, ed è spesso proprio dopo un’adozione che la situazione psicologica della donna si sblocca e ha un figlio), testimonia che non ci sono differenze; anzi, io ho incontrato una famiglia in cui i due figli naturali erano gelosi della sorella adottiva, che era l’occhio destro dei loro genitori. Se questo poi accadesse perché era la prima, quella desiderata, quella per cui avevano tanto lottato, oppure semplicemente perché c’era più sintonia a prescindere, non saprei dirlo, ma certo è che la figlia che quella madre sentiva più sua era quella adottata.

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  4. Interessante spunto quello sulle cause dell’infertilità, argomento su cui peraltro sono completamente sprovveduto.
    A me incuriosisce anche un aspetto contiguo, l’idolatria nei confronti del progresso. E’ da quando l’uomo è nato che cerca di piegare la natura ai suoi fini. La natura porta le zanzare, il progresso disinfesta e ce le toglie dai piedi. Oltre certi limiti però l’incapacità di accettare il corso della natura mi sembra abbia qualcosa di patologico o almeno manchi di equilibrio, e mi riferisco all’accanimento con cui donne e soprattutto uomini infieriscono sul corpo (di lei, ovviamente, quindi per l’uomo è più facile) pur di “strappare” alla natura una gravidanza.

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    • Non posso che trovarmi d’accordo con te. I problemi sono proprio quelli da te evidenziati, in primis forse proprio l’idolatria del progresso; io sono più che favorevole al progresso, ma deve essere un progresso compatibile con l’uomo e col suo habitat, e invece siamo ridotti a schiavi soli, avvelenati e intossicati, ma lo chiamiamo progresso questo? Oltre a questo, spopola la mancanza di rispetto dell’ecosistema ma anche del nostro corpo e della nostra vita: sì, hai detto bene, s’infierisce sul corpo di lei per ottenere una gravidanza, lei è quella bombardata di ormoni cui crescono barba e baffi, quando non neoplasie, lei è quella che deve sostenere esami e tecniche di fecondazione imbarazzanti, lei è la colpevole se non riesce ad avere un figlio, se l’embrione non attecchisce, se il figlio non è sano. Poi ci sono le donne lesbiche che vogliono comunque un figlio: ma santa figliola, tappati il naso e scopati un uomo, almeno lo vedi in faccia e sai chi è il padre di tuo figlio, sarà sempre meglio che farsi introdurre un siringone con materiale genetico proveniente da chissà chi, non ti pare?

      “Voglio tutto!” è il male di questo secolo, e non è solo Gea che si sta ribellando, anche il nostro corpo e la nostra psiche lo stanno facendo (e Big Pharma si fa ricca con la vendita di antidepressivi, ansiolitici e psicofarmaci vari…). Chissà se anche la crisi ci verrà utile, per farci un bel bagno di umiltà, per guarirci dal delirio di onnipotenza, dalla certezza di poter gestire e manipolare sempre tutto e tutti, dal capire poi che quello di cui abbiamo veramente bisogno sono gli altri, l’affetto, il sostegno, la solidarietà, e un io integro che ci dia forza nei momenti più bui.

      Grazie per il tuo intervento.

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  5. DM, bel post. Ho una parente che si è sottoposta a cure per la fertilità, in quanto ha avuto parecchi problemi e aborti spontanei. Ora sta bene e ha una figlia meravigliosa.
    Cmq come si dice, il pane viene dato ha chi ha i denti, i biscotti a chi non ne ha!

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    • Cara Aida, “cura per la fertilità” è un po’ generico: che cosa ha fatto in soldoni? Perché i dati che ci hanno dato, ammesso ovviamente che siano veritieri, visto che con le percentuali ci giocano un po’ tutti, è che quelle che si sono affidate alla rimozione delle causa – e quindi hanno curato il motivo dell’infertilità – e quelle che invece sono ricorse alla fecondazione assistita, hanno avuto più o meno le stesse percentuali di successo. Il discorso del Movimento non era contro una eventuale “cura della fertilità”, intesa come ripristino delle normali condizioni procreative, ma contro un ricorso non non necessario a una fecondazione assistita già di per sé sgradevole, ma che ha poi mille altre implicazioni, fisiche ed etiche.

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    • Allora il fatto è stato questo. Gli aborti spontanei sono stati più di uno e avvenivano dopo i tre mesi di gestazione. Qui all’ospedale dicevano che non avrebbe mai avuto figli mentre un ginecologo a pagamento ha diagnosticato a lei un polipetto all’utero che le impediva di portar avanti oltre i tre mesi la gravidanza. Fatta l’operazione in un altro ospedale di un’altra provincia il ginecologo le ha dato una cura non so di che nello specifico. Si tratta di punture e di una dieta ferrea basata su specifici cibi che evitano patologie come la toxoplasmosi. È stata data una cura anche al marito di cui a quel che so anche li si trattava di dieta. Fatto sta che dopo otto anni di matrimonio lei è rimasta incinta, non tramite fecondazione assistita, ma grazie all’operazione che le ha tolto il polipetto e alla cura di farmaci che probabilmente hanno aumentato gli ormoni. Per le cifre posso dirti che tra viaggi e benzina, visite specifiche e controlli se ne andavano una media di 200 euro alla volta, se non di più, tranne per l’operazione e l’assistenza ospedaliera. Però ne è valsa la pena.

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    • Scusa, ti avevo dato una lunga risposta ma è andata persa, e oro sto cadendo dal sonno non ce la faccio a riscrivere tutto.

      Prometto di provarci domani, vorrei ricostruire proprio tutto il discorso!

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    • Ok, ci provo ora, magari in breve: il percorso che tu mi dici è quello consigliato, se c’è una patologia si cura, si rimuove la causa dell’infertilità, che possa essere un polipetto, un’infiammazione, una piccola infezione da curare contemporaneamente in entrambi i prtner per evitare reinfezioni, o una tuba da riaprire.

      Affidarsi invece agli alchimisti, con una serie di implicazioni e problematiche non solo di tipo etico, ma anche genetico (e non ti dico quanto economico!), è invece quello che non si condivide, e io sono d’accordo con loro.

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    • Non avevo dubbi su questo. È un discorso molto delicato con implicazioni anche giuridiche per ciò che riguarda la fecondazione omologa o eterologa, e poi ci sono il diritto ad avere un figlio che vale molto più del diritto a non essere presi in giro, e l’orientamento comunitario che è a favore della fecondazione assistita eccezion fatta per l’Italia che viene vista come un’aliena, anche se la sua negazione per la fecondazione eterologa ha un perché. Comunque si, dai. Spero di intraprendere un buon discorso con te e per adesso ti lascio la buona notte. A presto!

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