Riflessioni sul 2013 (il mio)

Addio-2013-benvenuto-2014

Volendo fare un bilancio probabilmente dimenticherò tante, troppe cose, ma certo il 2013 è stato un anno denso d’avvenimenti, come per me tutti gli anni dispari, per fortuna intervallati dai pari, che portano un po’ di requie.

Il 2013 è stato l’anno dell’esame di Stato di mia figlia, una gran bell’esame, e considerando le condizioni in cui l’ho messa al mondo, sola e spaventata, averla portata a questo punto è stata una gran soddisfazione. I suoi insegnanti, quando sono andata a salutarli, mi hanno riempito di complimenti, io ho ringraziato loro e quelli a insistere che erano loro a ringraziare me, che è stato un privilegio essere insegnanti di mia figlia. Su questo punto c’insisto perché ci tornerò.

E’ stato purtroppo per me pure l’anno della perdita della salute, per me un lutto difficile da accettare e da elaborare. Ieri parlavo al telefono con Kate e l’ho messa giù un po’ dura: quando ti sviluppi, dalla pubertà in poi, è tutto un fiorire, diventi più alta, più snella, con più forme e anche un’energia diversa, perché la crescita porta anche il suo carico di sogni, d’entusiasmo. Poi passa un periodo che ti sembra infinito, perché l’età adulta, diciamocelo, dura davvero tanto, e ti sembra che sia eterna, ti sembra di non cambiare mai, finché un giorno non arriva la vita a riprendersi quel dono che ti aveva fatto trentacinque, quarant’anni prima, tutto si riprende, e ti mette in ginocchio: non dubito che sia un “in ginocchio” da cui ci si rialza, ma intanto lo sei, e devi fermarti a pensare, perché devi rinascere, ma per rinascere a quella terza vita devi cambiare strategia, ti devi un po’ attrezzare.

Meno salute, un po’ più di libertà però, perché la figlia è grande, e con questo poco margine di libertà la vita pare avermi messo davanti quello che sempre ho voluto fare – e in gran parte ho fatto: l’attività sociale. Mi sono occupata in vita mia di bambini abbandonati e di donne disperate, di cui alcune prese dalla strada, di donne maltrattate e d’immigrati, ma nel cuore avevo sempre loro, sempre (e chi legge il mio blog da qualche tempo probabilmente se n’è accorto): i bambini mai nati.

L’olocausto silenzioso, come viene chiamato, fenomeno sociale sulla cui diffusione ho le mie idee, e piano piano è maturato un progetto, quello di combatterlo, e questa lotta mi ha portato a una sempre maggiore consapevolezza, fino a portarmi dentro le aule dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a un corso per – aspiranti – volontari del movimento della vita.

E’ stata un’esperienza intensa, difficile da tradurre in parole: in quelle aule ho ritrovato quello che questo mondo sta perdendo, il senso della sacralità della vita, la coscienza di essere importanti, che non significa essere onnipotenti, che non significa avere il controllo sul mondo, ma che significa essere preziosi, ed essere tessere importanti di un disegno più ampio di noi, cui siamo chiamati a far parte.

L’impronta del movimento è chiaramente cattolica, e io cattolica non sono e con tutto non concordo ma…

…ma recuperare il senso della spiritualità, che non credo mi sia mancato, credo che sia importante per tutti. In questo ultimo periodo, la crisi economica ha portato molte persone al suicidio, la cronaca è sotto i nostri occhi ogni giorno, ma davvero è colpa della crisi? I nostri avi hanno passato guerre, fame e miseria, eppure hanno lottato per vivere, perché?

Io credo che oggi ci vengano a mancare le radici, i punti di riferimento, la famiglia e quei valori antichi che davano forza e resistenza. Un mio amico obietta che la Chiesa ha difeso quei valori a furia di “senso del peccato” che, secondo me, è per certi versi il modo più sbagliato (per altri no), ma questo non significa che i principi siano validi: d’altra parte, il fare o non fare qualcosa per ottenere un premio o evitare una punizione o il farla o non farla per libera coscienza, convincimento e conoscenza di ciò che è bene e ciò che è male, è solo una questione di maturità.

Insomma, vivere la vita come qualcosa di molto più armonico e integrato, vivere la fusione con gli altri, c’è chi la chiama semplicemente energia, ma è comunque una forma di spiritualità molto diffusa, anche in ambienti molto ma molto lontani dal cattolicesimo.

Programmi per il 2014? Boh!

Auguroni a tutti!

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52 thoughts on “Riflessioni sul 2013 (il mio)

  1. Non so se si tratti di spiritualità, forse no, sicuramente non c’entra col cattolicesimo, comunque qualsiasi cosa sia è positiva e fa stare e vivere meglio quindi ben venga.
    Tantissimi cari Auguri anche a te di un Buon Anno! 🙂

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    • Con buona pace dei più materialisti, noi siamo anche spirito, al di là di ogni e qualsiasi religione, e vivere, viversi, in maniera più completa, non fa altro che bene.

      Auguroni a te, Buon Anno!

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  2. Non ero al corrente del fatto che tu avessi avuto problemi di salute, e me ne dispiaccio, ma mi auguro anche che la tua sia una situazione reversibile o già rimediata.
    La salute comunque è una cosa molto strana e volubile: ci sono casi in cui a una persona non daresti una settimana di vita e poi ha una ripresa improvvisa e quasi miracolosa, che dura nel tempo.
    Anche un amico, pittosto recentemente, era ridotto in uno stato pietoso, magrissimo, non riusciva più neppure a mangiare per i dolori che gli procurava farlo, un filo di voce, problemi seri al pancreas… ha trovato un nuovo medico che lo ha preso sotto le sue cure e ora posso dire che sta bene, con meraviglia anche dei dottori.
    Un amico dei miei, una ventina di anni fa, sembrava moribondo: sottoposto a una terapia sperimentale in Svizzera per un male presumibilmente “incurabile”, è guarito e ha passato oggi allegramente i 90 anni e guida ancora.. e in Svizzera ci va in auto, guidando lui.
    E chi diceva povero C., ed era, ai tempi del suo ricovero, in apparente discreta salute, come mio padre e mia madre, è ormai mancato da molti anni.
    Saltando di palo in frasca, riguardo alle differenze di atteggiamento fra noi e i nostri avi di fronte alle difficoltà, c’è una considerazione da fare: noi da una situazione migliore andiamo verso una peggiore, senza neanche quasi spiegarcene il perché, loro da una situazione di maggior povertà, avevano la speranza, la prospettiva di un futuro migliore… ed erano anche molto ben abituati e attrezzati a vivere con poco e a utilizzare al meglio ciò che avevano: sapevano arrangiarsi in ogni attività, per se stessi e per la famiglia, cosa che in parte anche oggi nelle campagne avviene ancora.
    Era probabilmente un mondo più semplice e decifrabile: adesso si resta sgomenti anche per l’incapacità di capire chi manovra le nostre vite.. si è sudditi senza conoscere il volto del sovrano.. si è sconsolatamente sudditi di un potere invisibile che agisce attraverso ligi esecutori, differenti nell’aspetto ma recitanti un identico copione.

    In ogni modo, e a parte tutto, buon 2014! 😉

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    • Caro Enrico, non sai che piacere che mi faccia ogni volta che intervieni nei miei scritti, sie per la tua presenza a prescindere, sia per i tuoi commenti sempre profondi, acuti, che nascono da un’esperienza reale e una visione senza veli.

      Ciò che tu dici anche riguardo alla salute è vero, qui da noi si dice “pila ‘ntronata cent’anni per casa” (intronata=ammaccata), ma io sento tanto di appartenere all’altra categoria, quella che scoppia di salute e che ha passato la vita ad assistere persone che, invece, le sopravviveranno. Tengo botta, per ora però ho speso solo un sacco di soldi in terapie che hanno lasciato la situazione pressoché inalterata, ma pazienza.

      Vorrei solo vedere mia figlia laureata, per questo penso che sia andata bene così, che non è rientrata nei posti a medicina, almeno così in tre anni avrò questa (prima) soddisfazione.

      Concordo sull’analisi che hai fatto del passato e della nostra vita attuale, purtroppo è proprio così, sotto i nostri occhi, ma sono davvero in pochi ad accorgersene e a fare qualcosa per cambiare questa situazione.

      Se non ci sentiamo prima, Buon Anno anche a te!

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    • Beh, l’energia l’ho sempre incanalata in quella direzione, tu pensa che ho fatto 500 ore di tirocinio in varie case famiglia portandomi dietro mia figlia, tanto che alla fine hanno dato un camice bianco pure a lei, si è rimboccata le maniche e si è messa ad aiutarmi anche là!

      Auguroni anche a te, buon anno nuovo! 🙂

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  3. Da quello che ho letto, anche se hai avuto seri problemi di salute……non è stato un anno brutto perchè almeno due eventi belli che in parte ti hanno sollevato un poco ci sono stati. Ed allora sii contenta per questo , sei una combattente e ti auguro per il 2014 di proseguire nell’impegno sociale per cui ti sei preparata. Sono certa che sarà qualcosa che ti darà tanta soddisfazione ed arricchirà di senso la tua vita. Ciao Diemme e buon anno.

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    • Come scrivevo nella risposta a dallacollinaguardosotto, l’energia in quella direzione l’ho sempre incanalata e, grazie al cielo, problemi del senso della mia vita non ne ho mai particolarmente avuti

      Per quanto riguarda la salute che dirti, la mia paura è solo che sia minacciata la mia autonomia, per il resto che dirti, siamo tutti nelle mani di Dio, o del destino, o chiamiamolo come vogliamo, quello è, più di tanto non possiamo.

      Grazie del tuo intervento e dei tuoi auguri, cara Lucetta, buon anno nuovo anche a te! 🙂

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    • Non avevo dubbi sul fatto che non hai avuto “nessun problema nel dare un senso alla tua vita” infatti io ho parlato di “arricchimento “. Da quello che leggo e da come ti esprimi hai tutta la mia stima ed apprezzamento. Ancora buon anno.

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  4. problemi di salute? mi dispiace tanto. sono cose, momenti, che ti rovinano l’intera esistenza quando magari, un attimo prima, eri al centro della felicità e della gioia di vivere. Poi per il tuo “movimento alla vita” sono davvero sorpresa del fatto che porti avanti un progetto addirittura all’interno delle aule universitarie. che dire, manca la forza e il coraggio di andare avanti, manca il rispetto per se stessi e per chi circonda la propria esistenza. così il suicidio diventa l’unico mezzo per porre fine ai propri tormenti personali, ma è l’inizio della sofferenza dei familiari. non ‘ giusto, sembra egoistico, sembra essere una scelta troppo personalistica il fatto di porre fine alla propria vita, senza pensare al dolore e alla sofferenza che si provoca verso gli altri, o peggio, allo spirito di emulazione che sta diffondendosi.
    Spesso soffro di crisi d’ansia, o di malinconia. il pensiero del suicidio mentale (come mi ha detto un’amica) mi sfiora parecchie volte, poi però rubo una sigaretta a mio fratello e cerco di calmarmi. non posso farlo. non devo farlo perchè ho una vita davanti e non è un buon esempio per il resto del mondo. ho tante cose belle qui sulla terra, come la salute, l’energia positiva, che farla finita sarebbe come darla vinta al demonio, o peggio, angosciare chi sta peggio.
    ti do un forte abbraccio e ti lascio un saluto grande grande.
    buon 2014.

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    • ” ti rovinano l’intera esistenza quando magari, un attimo prima, eri al centro della felicità e della gioia di vivere”; questo mi è successo quando avevo 29 anni, all’apice di tutto, ma che dirti, anche di quello mi sono fatta una ragione: in fondo la vera forza dell’uomo è nella ripianificazione, nell’essere capace di volta in volta di ingegnarsi a vivere con quello che ha, quello che è.

      In quanto ai pensieri suicidi, io penso che questa società ci ha fatto credere di avere il controllo su tutto (e da qui anche la convinzione che l’aborto sia un diritto piuttosto che un delitto), e questo carico – perché poi di fatto non abbiamo il controllo proprio su un bel niente – ci provoca ansia, crisi di panico, inadeguatezza, brutti pensieri.

      Credo che dobbiamo imparare tutti ad essere anche un po’ fatalisti, accettare la vita come viene, navigare a vista, cogliere le opportunità che la vita ci presenta piuttosto che focalizzarci sulle difficoltà: ti assicuro che è possibile.

      Buon anno a te, cara Aida, e quando sei giù alza gli occhi al cielo, e guarda quanto è immenso e meraviglioso, quanto tutto è più grande di noi, ma questo non deve spaventarci, tutt’altro! Come dice una vecchia battuta: “Dio c’è, ma non sei tu, quindi rilassati!”: sarà una battuta, ma secondo me è proprio il pensiero che dobbiamo metabolizzare per andare avanti più sereni. Ancora auguroni! ♥

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  5. Cara D.,anch’io ho avuto esperienze simili ad Enrico riguardo a varie persone;quindi non ti scoraggiare, ma curati seriamente, magari sentendo più pareri medici. Condivido il tuo nuovo impegno sociale,e penso che la difesa della vita non debba essere monopolio dei cattolici. Non penso che i tempi attuali siano peggiori di quelli passati, ma siamo noi ad avere perduto speranza e capacità di reagire, anche perché sottoposti al continuo martellamento dei massmedia, che ci scaricano continuamente addosso tutti i mali del mondo. Ad esempio, non capisco perché già prima delle feste o dei saldi ci dicano che compreremo meno: secondo me questo contribuisce e deprimere i consumi. Potrebbero limitarsi a dircelo dopo!
    Comunque,auguro a te e tua figlia un bellissimo 2014!

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    • Cara Lilipi, tutti abbiamo avuto esperienze analoghe a quelle di Enrico, per questo sono preoccupata… 😯

      Certo che la difesa della vita non deve essere monopolio dei cattolici, la vita è patrimonio di noi tutti, e credo che tutti siamo chiamati a tutelarla e difenderla.

      Per il martellamento della società hai pure ragione, ma credo che abbiamo ampi mezzi per fermarci un attimo a pensare e non lasciarci travolgere da questo andazzo.

      Auguroni anche a te!

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  6. La salute è un aspetto serio della vita che, come dici bene, cambia e quantomeno dobbiamo saperci attrezzare. E questo spesso richiede tempo e lunga pazienza.
    Abbiamo seguito i bei traguardi di tua figlia, le sue e le tue soddisfazioni ed è giusto andarne fieri. Importante anche il tuo impegno nel sociale, il tuo lavoro ed è bello leggere che stai ricavando le giuste soddisfazioni. Inoltre stai guardando con ottica rinnovata alla spiritualità e forse anche al cattolicesimo. Io con la chiesa spesso faccio a pugni e anche col cattolicesimo e con le sue leggi e imposizioni e soprattutto con l’ipocrisia della chiesa che si definisce cattolica, ma mai mi sono definita atea perchè non lo sono. Sono ancora e sempre alla Ricerca, con mille dubbi e tanti tormenti e considero la Fede un privilegio per chi la possiede per la serenità che riesce ad infondere. Il nulla mi spaventa. Il nulla è nulla e non esiste.Il nulla non fa stare bene e l’uomo ha bisogno di credere in qualcosa. E questo qualcosa lo chiami pure come vuole.
    Auguri, Diemme, per un nuovo anno ricco di cose belle e valide, per te e per tua figlia, e pieno di salute.
    Marirò

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    • Cara Ili, intendiamoci, io non sto guardando al cattolicesimo neanche un po’, non mi attira e non ho alcuna velleità di conversione. La spiritualità della vita invece, in senso più generale, l’ho sempre sentita e vissuta. Commentavo con un mio amico questa mia nuova esperienza (che comunque si va aggiungere alle altre, non è qualcosa che nasce dal nulla): io difendevo un po’ il Vaticano perché, bene o male, qui ha salvaguardato a lungo certi principi che altri avrebbero dato in pasto ai ratti. Lui mi rispondeva che però la Chiesa l’ha fatto non dando la coscienza del bene e del male, ma il senso del peccato, che ha generato morbosità e ipocrisia. Questo probabilmente è pure vero, ma spero che i tempi siano cambiati: in quello che ho visto io non ho trovato certo le beghine che circolano nei reparti degli ospedali colpevolizzando le donne che hanno abortito, sventolando vestitini da neonati e urlando “assassine!”, tutt’altro (quelle comunque ci sono dappertutto, io quando mi operai cacciai via dalla stanza in malomodo una volontaria che mi avrebbe dovuto in teoria confortare, per la deprimente menagrama che era, laddove io stavo benissimo di mio!).

      Cara Marirò, mi dispiace quello che dici del nulla, perché il nulla, credente o no, non esiste proprio: è il concetto d’infinito quello che ci è difficile da digerire, ma l’infinito è scientificamente dimostrato, non ha bisogno di fede 🙂

      Auguroni, buon anno nuovo a te!

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    • infatii, concordo con te sul nulla. Forse mi sono espressa male, ma ho detto che per me il nulla non esiste e mi risulta difficile pensarla come chi si professa ateo, come chi crede, cioè, al nulla. Ciao e ancora auguri.

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  7. CARA AMICA, IO DI QUESTA’ANNO VOGLIO PORTARE DENTRO DI ME SOLO I BEI RICORDI E DUE DATE IMPORTANTI, POI TUTTO DA DIMENTICARE, LE DATE DA RICORDARE I 18 ANNI DI MIA FIGLIA E I MIEI 25 ANNI DI MATRIMONIO, UNA MERAVIGLIOSA SETTIMANA DI VACANZA CON LA MIA FAMIGLIA PERCHE’ ANCORA HO POTUTO CONDIVIDERE DEI MOMENTI IMPORTANTI CON I MIEI FIGLI , COME TE ANCH’IO SONO VOLUTA RITORNARE AD UN GRANDE AMORE DELLA MIA VITA AZIONE CATTOLICA, CHE TANTI ANNI FA MI HA DATO TANTO E FATTO CONOSCERE MIO MARITO, POI LASCIATA PER CRESCERE I FIGLI E DEDICARMI ALLA FAMIGLIA, A TE POSSO AUGURARE 2014 PIENO DI PASSIONE PER LA VITA IN TUTTE LE SUE SFACCETTATURE , DIAMO UN SENSO ALLA NOSTRA VITA , VIVIAMO PIENAMENTE OGNI SECONDO , PORTIAMO AD ALTRI I NOSTRI VALORI FORZA CORAGGIO

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    • Grazie Giuli, e benvenuta qui!

      Non so cosa ti abbia portato da dimenticare l’anno che sta finendo, ma certo che quello che mi racconti di positivo non è poco!

      Auguroni, buon anno e buona vita, magari con un ritorno al vecchio amore (azione cattolica intendo 😉 ).

      Un abbraccio.

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  8. Ciao
    Hai toccato un tasto dolente: “L’Aborto”
    Forse conosci questo racconto:
    Diario di una bambina mai nata

    5 OTTOBRE:
    Oggi ho cominciato a vivere. I miei genitori non lo sanno ancora, ma io ci sono già. E sarò una femmina. Avrò i capelli biondi e gli occhi azzurri. È quasi tutto stabilito, anche il fatto che amerò i fiori.
    19 OTTOBRE:
    Qualcuno dice che non sono ancora una persona, che esiste solo mia madre. Ma io sono veramente una persona, così come una briciolina di pane è veramente pane. Mia madre esiste. Io esisto.
    23 OTTOBRE:
    Ora la mia bocca comincia ad aprirsi. Pensate, fra circa un anno riderò e più tardi parlerò. So già quale sarà la mia prima parola: MAMMA.
    25 OTTOBRE:
    Oggi il mio cuore ha cominciato a battere tutto da solo. Da ora in poi batterà dolcemente per tutto il resto dei miei giorni senza mai fermarsi a riposare! E dopo molti anni si stancherà. Si fermerà, e allora morirò.
    2 NOVEMBRE:
    Cresco un pochino ogni giorno. Le braccia e le gambe cominciano a prendere forma. Ma devo ancora aspettare un bel po’ prima che queste gambette mi sollevino fino alle braccia di mia madre, prima che queste braccine possano raccogliere fiori e abbracciare mio padre.
    12 NOVEMBRE:
    Nelle mani cominciano a formarsi minuscole dita. Come sono piccoline! Con esse potrò carezzare i capelli di mia madre.
    20 NOVEMBRE:
    Solo oggi il medico ha detto alla mamma che ci sono io qui che vivo sotto il suo cuore. Oh, come dev’essere felice! Sei felice, mamma?
    25 NOVEMBRE:
    Mamma e papà stanno probabilmente pensando a come chiamarmi. Ma non sanno neppure che sono una femminuccia. Voglio chiamarmi Caterina. Sto già diventando grande.
    10 DICEMBRE:
    Mi stanno crescendo i capelli. Sono morbidi e luminosi e lucidi. Chissà come sono i capelli della mamma!
    13 DICEMBRE:
    Riesco quasi a vedere. È buio attorno a me. Quando la mamma mi farà venire al mondo sarà pieno di sole e di fiori. Ma ciò che desidero più di ogni altra cosa è di vedere la mamma. Come sei, mamma?
    24 DICEMBRE:
    Mi domando se la mamma sente il bisbiglio del mio cuore. Alcuni bambini nascono un po’ malati. Ma il mio cuore è sano e forte. Batte in modo così uniforme: tap-tap, tap-tap. Avrai una bambina sana, mamma!
    28 DICEMBRE:
    Oggi mia madre mi ha ucciso.
    Anonimo

    Un abbraccio e ti auguro un weekend fantastico. Edo
    piesse, quando ti senti giù leggi questo passo della Bibbia. Matteo 11:28-30
    recita: “28 Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, poiché io sono d’indole mite e modesto di cuore, e troverete ristoro per le anime vostre. 30 Poiché il mio giogo è piacevole e il mio carico è leggero”. Mia zia Matilde dice che funziona ma, ci vuole fede

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    • Io credo che sia proprio il caso di dire; “Signore perdona loro, perché non sanno quello che fanno.”

      Credo però che le donne che abortiscono siano vittime a loro volta, vittime di un inganno sociale che ha trasformato il delitto in diritto, vittime di questo obbligo di controllo su tutto e di onnipotenza, così lontano dalla nostra fragilità umana, che poi genera quell’ansia e quei brutti pensieri di cui ci parlava Aida in un commento precedente. Avere un figlio ci sembra qualcosa a volte di troppo grande per noi, e invece è sì un avvenimento grande, magico e meraviglioso, ma è pure da affrontare con maggiore naturalezza e distensione: la vita, poi, è capacissima di andare avanti da sé.

      Grazie per il tuo intervento caro Edgardo, e auguroni per il nuovo anno!

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  9. La vita è fatta di gioie e dolori. Hai una figlia bella e brava che non dico compensi al 100% i problemi di salute ma se non l’avessi probabilmente saresti più concentrata su di essi.
    Non so perché oggi sia così difficile affrontare le difficoltà. Sono appena ritornata da casa dei miei e, come spesso capita, ho ascoltato i racconti di mio papà sul periodo della guerra. Lui ne parla sempre con il sorriso, eppure sono stati momenti dolorosi. Credo ci sia stata nelle generazioni passate più forza di volontà e più speranza nel futuro. Forse è la politica ad averci tolto i sogni e le speranze, non so.
    Quanto al tuo impegno per la vita, è un atto di speranza e fa capire che in fondo tu pensi positivo. Questa è la cosa che conta maggiormente.
    Il tempo passa e inevitabilmente dobbiamo fare i conti con quella che è stata fino ad ora la nostra vita con la piena consapevolezza che la giovinezza non ritorna. Anche se ci dobbiamo reinventare la vita assecondando, di mala voglia, i limiti che l’età impone decennio dopo decennio, non è detto che non si possa essere più felici. Ieri ho incontrato nuovamente i miei ex compagni di classe del liceo (non ci siamo visti per trent’anni e ora due volte in due mesi!). Loro hanno raccontato aneddoti che io non ricordo per nulla e non credo siano avvisaglie di alzheimer. 🙂 Mentre parlavano mi sono chiesta: ma io dov’ero? Io ero in un altro mondo, proiettata nel futuro pieno di sogni e forse questo mi ha impedito di vivere appieno la mia adolescenza. Un po’ mi dispiace perché evidentemente qualcosa ho perso anche se ho sicuramente guadagnato dell’altro.

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    • Non credo che sia stata la politica a toglierci i sogni, forse è stato semplicemente il benessere ad averci rammollito (e le generazioni successive stanno messe peggio di noi, a parte queste ultimissime che invece si trovano da pagare i conti altrui)..

      Anch’io rimpiango di aver vissuto poca vita sociale ai tempi del liceo e ancor più dell’università, cosa che rimpiango enormemente, ma sarà come dici tu, ne avremo guadagnato su altri fronti.

      Sono appena passata sul tuo bellissimo blog per lasciarti gli auguri, te li rinnovo qua, tanti carissimi auguri per un felice 2014, e speriamo che porti qualcosa di buono se non personalmente a noi, almeno a quest’Italia così malconcia in cui siamo stati, volenti o nolenti, chiamati a vivere.

      Buon anno, e quello che mi auguro e di ritrovarci comunque sempre qui tutti insieme! 🙂

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  10. Cara Diemme, non potevo non passare da te, oggi, penultimo giorno di questo anno per me difficile e strano. Ti ho letta con piacere e spero che il futuro sia pieno di quelle piccole e grandi cose che contano davvero…un abbraccio a te e a tutti per un nuovo anno tutto da vivere!!

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  11. spesso non sono i programmi quello di cui abbiamo più bisogno, ma di vivere così come vorremmo, salvo però non riuscirci quasi mai. ti auguro tutto il bene del mondo, anche alla tua cucciola. che almeno loro, i nostri figli, abbiano la possibilità di sperare… un abbraccio forte ad entrambe, buon anno nuovo!

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    • Auguri anche a te, caro Aquila, per i problemi di salute non posso che sperare, visto che pare che i medici non capiscano una beneamata mazza e tutto diventa solo un gran giro di soldi (dalle mie tasche alle loro per la precisione) senza nessun ritorno sullo stato di salute.

      Confidiamo nel miracolo, io che sono credente ho almeno questo appiglio…

      Ciao, auguroni a voi tutti, un baciotto alla piccola. ♥

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  12. Hai scritto una cosa giustissima ma utopica… Sarebbe fantastico se ogni persona si occupasse del prossimo, anche con piccoli gesti quotidiani. Invece viviamo in una societa in cui ti guardano male anche quando dici buongiorno ai vicini di casa…..

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