Il mio Natale

Natale 2013

Non sono di quelle che odiano le feste. Magari odio la confusione che si crea durante le feste, odio gli obblighi sociali, cui però non ho mai obbedito, ma il periodo di festa di per sé mi dà allegria.

Per me poi il Natale non dovrebbe significare molto, ma si dà il caso che io sia nata, vissuta, cresciuta e pasciuta in Italia, e che il Natale poi sia, volente o nolente, soprattutto festa nazionale: si fa il conto delle ferie, dei ponti, e comunque quei due giorni di festa sono assicurati e poi… e poi…

Poi ricordi d’infanzia, di quel periodo in cui si respirava aria di festa soprattutto a scuola, si faceva il presepe, o l’albero di Natale, e noi bambini contribuivamo lieti e imparavamo canzoncine allegre e piene d’amore.

Mai ricevuto regali per Natale, festa cattolica (va beh, cristiana). Noi li ricevevamo per la Befana, che è festa cattolica ugualmente, ma il nome era più innocente, e la vecchietta sulla scopa spazzava via ogni associazione divina.

Era bello trovare i regali sotto la cappa del camino, era bello trovare la calza piena di dolci, ed era bello avere un sacco di vacanze a scuola.

Io, chi odia le feste, mica lo capisco tanto: forse ha al collo stretto il cappio degli oneri sociali? Forse non ha fatto pace con la propria solitudine? Mi dispiace vedere a Natale tanta gente arrabbiata, per le sgobbate che farà in cucina, per quella cognata che si piazza a piedi pari sotto il tavolino e non aiuta, pretendendo invece di farsi servire e riverire, per quei regali costretti a fare a gente odiosa…

Scusatemi, ma chi ve lo fa fare? In fondo la nascita di Cristo dovrebbe, simbolicamente, affrancarci dalla schiavitù, soprattutto quella della menzogna e dell’ipocrisia? Non potremmo imparare ad amarli questi parenti, oppure mandarli sonoramente al diavolo? Non sta bene? Secondo me sta peggio trasformare una festa come questa in un momento in cui si cova rabbia e rancore.  🙄

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51 thoughts on “Il mio Natale

  1. Sì, anche a me le feste mettono allegria. Cioè il Natale mette allegria. Mi piacciono le luci, le decorazioni, le canzoncine. Mi vorrei vestire da Babba Natale. Però capisco le persone che si incupiscono, perchè, ad esempio, per chi soffre di depressione le feste sono terribili, fanno sentire più soli, si modificano troppo le abitudini, è un insieme di cose insomma.
    Capisco anche chi è nervoso perchè costretto a trascorrere le feste con fracchi di parenti pallosi, però, io penso, si potrebbe evitare. Poi non so, io ho una famiglia tutta strana e buona parte dei miei parenti li evito da parecchio.

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    • Un po’ di sincerità, soprattutto con se stessi, aiuterebbe a vivere Natali migliori, e decisamente più veri (i depressi spesso sono tali perché hanno toppato alla grande la chiave di lettura della vita, più che per reali condizioni oggettive).

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    • La sincerità con sé stessi non è così semplice da raggiungere per molti. Ci vuole un certo coraggio e una certa forza, un po’ d’aiuto dall’esterno o un grande dolore che ti obblighi a reagire. Sono la prima a seccarmi dinanzi all’inautenticità, però comprendo che molte persone sono vissute incubate in ambienti familiari e sociali che li hanno fatti crescere con il virus della stronzata dentro.
      Certo poi c’è chi se ne rende conto e desidera il cambiamento e chi invece si culla così.
      Non so ho visto troppa “brutta roba” per puntare sempre il dito, però cazzo divento intollerante quando capisco che, in fondo in fondo, ad alcuni piace stare maluccio.

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    • Le bugie sembrano semplificare la vita, e invece la rendono difficilissima, di una difficoltà che non sembra avere soluzione. E’ una scorciatoia, ma è sempre la vecchia storia di abbattere l’albero dei fichi per far prima a mangiarsi i fichi, e poi? Digiuni? Oppure ti ravvedi e ripianti l’albero, ma troppo devi aspettare prima di potere, finalmente, rimangiare?

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    • Ma io mi riferisco a chi mente a se stesso e nemmeno si accorge di farlo. Cioè una quantità elevata di persone. Certo che rendono la vita estremamente più difficile! Assolutamente, ma non se ne accorgono proprio.
      Le bugie consapevoli indicano la debolezza di una persona.

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    • Anche quelle inconsapevoli e sì, avevo capito che ti riferivi a quelle, Attila è specializzato nell’autoinganno: sono forme di difesa di chi non ha il coraggio di affrontare la realtà, ma poi diventano un abito mentali, e uno non si riduce a non essere più in grado di risolvere i propri problemi, perché oramai incapace di capire quali siano, mascherati e distorti da anni di autoinganno.

      Non solo le bugie consapevoli indicano la debolezza, anche quelle inconsapevoli (anzi, queste ultime, a mio avviso, molto di più!).

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    • Sì concordo in toto. E più le persone sono adulte e maggiore è la difficoltà nel far presente che magari si stanno raccontando una balla.
      Anzi, si incazzano pure.

      Il problema è che molte bugie inconsapevoli sono indotte dall’ambiente circostante in infanzia e adolescenza. Un disastro.

      Scappo. Un bacio e buona giornata.

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  2. ciao amica cara, ho scritto anch’io il mio natale…..devo essere sincera queste feste mi mettono tristezza forse xkè ho i genitori e i fratelli lontani,rimpianti e ricordi di un natale di un tempo mi fanno stare male, spero di riuscire a convincere mio marito di festeggiale il natale a casa dei miei in puglia…molto bello il tuo post……ti abbraccio

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    • I miei il Natale non lo festeggiano, ma mia figlia lo sente moltissimo, e organizza sempre la cena per Famiglia del Mulino Bianco…

      Che dirti, nonostante Attila, la serata ha un suo fascino…

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  3. Sono d’accordo con te, perchè doversi rovinare le feste per assecondare convenzioni parentali assurde e non gradite? Noi passeremo le feste a casa nostra, in più ci sarà solo il ragazzo di mia figlia (ormai accasato), senza visite forzate di cortesia che di senso ne hanno ben poco….. In fondo sono scelte, io so già che le feste le passerò bene e senza scocciature 😉

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    • Basta chiamare le cose col loro nome, e i problemi quasi quasi si risolvono da sé…

      Hai ragione, non si tratta che di scegliere… e si può fare!

      Auguroni a te.

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    • Da festeggiare ogni 4 anni. Non so se è il tempo che ha preso una velocità folle o se è il marketing che vuole accorciare tutto. Non ti sei accorta che alcuni non tirano più giù nemmeno i babbinatale dai balconi? Non smontano più nemmeno le lucette? Si vuole far iniziare il natale a novembre per terminarlo a febbraio…

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    • per viverlo veramente, come dici tu, bisognerebbe abitare in un paesino sperduto o comunque di poche anime. Solo lì il natale inizia a metà dicembre e finisce all’epifania

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    • Non sono d’accordo, se uno vuole testimoniare il messaggio cristiano può farlo ovunque anzi, è tanto più meritorio quanto più l’ambiente è sfavorevole: a chi crede, agli idealisti, mica piace vincere facile!

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  4. A me del Natale non piace l’ipocrisia, gente che durante l’anno non ti saluta nemmeno, anzi forse trama anche alle tue spalle, e poi in questi giorni quando ti vede ti abbraccia e ti bacia facendoti gli auguri.
    Non sopporto il dovermi sentire in obbligo di fare il regalo ad alcune persone, di dover pensare a qualcosa che potrebbe piacergli, rischiando di fare sempre un regalo che non piace a chi lo riceve, nè tanto meno a chi lo fa.
    Vorrei che Natale fosse semplicemente una occasione per stare insieme alle persone che ami e stringerle tutte in un grande abbraccio.
    Io quest’anno ci provo, nessun regalo, ma tanti momenti da passare con le persone a me care

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    • L’ipocrisia esiste tutto l’anno, diciamo che a Natale si amplifica, e invece è una ricorrenza che potrebbe trasformarsi in una buona occasione per riflettere sul senso della nostra vita, e sul senso del nostro appartenere a un consorzio umano.

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  5. Ma viviamo in Italia, il paese dell’ipocrisia, il paese della facciata, in cui la gente esiste solo affinchè gli altri ne possano parlare bene. E quindi, via di cene continue “uffa a Natale sempre a mangiare non ne posso più”, via di pranzi con tutta la famiglia allargata al seguito “ma chi me lo fa fare quella là non la sopporto” e così via…. Tutti a lamentarsi, nessuno che osa dire qualcosa perchè altrimenti “vergogna a te!”
    Io sono fortunata, perchè amo il Natale. Amo le feste, amo ritrovarmi con i parenti, probabilmente perchè nel mio caso sono pochissimi e sono quelli giusti.
    Quest’anno ci ho provato a proporlo, di andare via per le feste, fare una settimana in giro con il camper. Ma l’uomo mi ha guardato come se fossi il più orribile mostro sulla faccia della terra, e ha sbottato “Non rinuncerei mai ai cappelletti di mia madre!!!!!”
    Capisci, la risposta alla tua domanda sta tutta qua. Vuoi mettere due chili di cappelletti, contro una settimana in giro per la Francia del Sud??
    ….chilo di cappelletti.
    Sigh!!

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  6. per parecchi anni le feste Natalizie le vivevo con smania e non vedevo l’ora che finissero
    Ultimamente mi sono indifferenti…senza magia, senza avvertire alcuna atmosfera nulla di nulla
    Triste ma vero.
    Ho persino ridotto i regali, in totale solo due: a mia figlia e mio figlio.
    Ovviamente pranzo al ristorante per evitare sfinimenti ai fornelli..

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    • Io invece la magia del Natale la sto ritrovando. Mi rendo conto di avere fatto il mio bel percorso sulla strada della consapevolezza, e oggi mi creo molti meno problemi di un tempo, e ho una visione molto più positiva, anche fatalista se vogliamo.

      Purtroppo, tanta positività è dovuta anche a un minimo di cinismo: non soffro più per chi se n’è andato, avanti il prossimo.

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  7. Pranzo a casa tra parenti, ma i rapporti sono ottimi quindi non c’è problema. 🙂

    Tanti auguri Diemme, a te e a tutti i frequentanti questo bel blog.
    Possiate passare delle buone feste. 🙂

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  8. Quanta saggezza!! Non ti smentisci mai.
    Concordo pienamente sulle sensazioni positive che infonde il Natale, sebbene per molti agisca come un retaggio subconscio, un po’ come il venerdi o l’ultimo giorno prima delle ferie, quando non hai programmato nulla di entusiasmante e nessuna attesa positiva può giustificarsi razionalemnte, eppure stai meglio. Forse si diventa più fatalisti, chissà!

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    • Magari è proprio così. Quest’anno è stato un anno particolare, non che sia successo chissà cosa, ma è tutto un “sta per accadere”, e non sempre positivo. A questo punto, navighiamo a vista, godiamoci la vita giorno per giorno, e celebriamola. 🙂

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    • No, non soprattutto a Natale: io ho abbracciato il motto “O è natale sempre o non è Natale mai”, non si può essere sinceri un giorno l’anno, deve essere uno stile di vita.

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  9. “Secondo me sta peggio trasformare una festa come questa in un momento in cui si cova rabbia e rancore.”
    Hai perfettamente ragione su tutta la linea. Personalmente ” la nascita di Cristo mi ha affrancata da molto tempo dalla schiavitù della menzogna e dell’ipocrisia” per cui non ho problemi di sorta. Trascorro il Natale con mio marito ed una nostra amica vedova con due figlioli grandi , desiderosi solo di stare insieme e godere della reciproca compagnia. Auguro anche a te, carissima, serenità con le persone a cui tieni maggiormente.

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    • “la nascita di Cristo mi ha affrancata da molto tempo dalla schiavitù della menzogna e dell’ipocrisia”: gli ideali affrancano sempre dalla schiavitù, e l’autostima, l’amore per gli altri, tagliano le gambe a ogni necessità d’ipocrisia.

      Auguroni, cara Lucetta, passa un felice Natale con le persone che ami! 🙂

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  10. Immagino che allestire il presepe e cantare le canzoncine natalizie a scuola per te non abbia mai costituito un problema. Ora invece … attenti a non offendere la suscettibilità di chi professa un’altra religione o degli atei. Hai detto bene: il Natale, al di là del significato religioso, qui è una festa nazionale, e non solo qui. Però negli ultimi anni è diventato un problema anche fare gli auguri di Buon natale. Io dico buone feste, per buona pace di tutti.

    I regali? I pranzi? Le cognate servite e riverite? Noi da anni abbiamo abolito i regali (io mi limito a fare un presente ai miei genitori e ai figli), i pranzi vari vengono organizzati assieme, ognuno porta qualcosa e mia cognata, fortunatamente, è disponibile. Come fa l’insalata russa lei … 😉
    Quanto al nervosismo, ammetto che ‘ste feste mi rendono nervosa ma non per i regali o gli obblighi sociali, quanto per il fatto che, giorni festivi a parte, dovrò lavorare perché ho sei pacchi di compiti (150 in tutto, tra italiano e latino di tre classi) da correggere … ma per tutti da domani sono in vacanza. 👿

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    • No, per me non ha mai rappresentato un problema, io sono stata in classi dove si insegnava religione cattolica e credo senza esonero, c’era il crocifisso alla parete, si recitavano le preghiere prima di iniziare la lezione e a Natale si faceva il presepe e l’albero di Natale.

      Mentre gli altri pregavano io stavo zitta, non mi sono mai sognata di pregare un dio non mio, o la Vergine Maria, ma sono stata semplicemente in silenzio mentre gli altri lo facevano. Il crocifisso non mi ha mai creato alcun disagio, anche se per me non rappresentava un simbolo religioso (non voglio offendere nessuno, ma per me non aveva un senso troppo diverso dalla cartina geografica).

      Non mi sarei mai sognata di dichiararmi offesa dalla tradizione cattolica dell’Italia, anche se mi fa ovviamente piacere che l’Italia sia uno stato laico.

      Sono indignata però per quest’Italia che permette ad altri di venire qui a dettare legge, che ci impone di togliere i crocifissi dalla scuola (richiesta che mi sarebbe stata benissimo se proveniente dagli italiani e motivata dal fatto che siamo uno stato laico). Se i nostri crocifissi offendono il loro spirito religioso, figuriamoci quanto offenda il nostro la loro cultura di morte, e il modo in cui trattano donne e bambini ma, ripeto, sullo spazio che gli si dà do la responsabilità totale alle istituzioni italiane che si lasciano mettere i piedi in testa.

      Ciò premesso, in quanto bambina, chiaramente fare l’albero e il presepe era fonte di gioia, e a maggior ragione perché a casa mia non si faceva e quella a scuola era l’unica occasione.

      Fatti coraggio per i compiti da correggere, io pure lavorerò fino al 24 sera… tu mi dirai che a me nessuno dice che svolgo un lavoro privilegiato e di tutto riposo? Non credere….

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  11. Concordo su tutto quanto hai scritto. Mi piace il Natale anche se non si fa nulla di che, ma mi piace e soprattutto da domani che sarò in vacanza 🙂
    Oggi a scuola erano così dolci e carini i miei alunni mentre recitavano poesiole e cantavano; il mese di dicembre vola così, ma può valerne la pena.
    Inoltre non è certo la preparazione di un pranzo per 8-15 persone che può destabilizzare. Nessuno è obbligato, ma se decidi di farlo, fallo con piacere e col sorriso.
    Ciao, Diemme, serene e gioiose festività a te e ai tuoi cari.
    Marirò

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  12. Vivere, cercando di dare ad ogni momento una motivazione positiva, è bellissimo …. un po’ come volere – grascianamente – ‘anteporre al pessimismo della ragione, l’ ottimismo della volontà’ .
    Dunque, cara @Diemme augurante, il “tuo” Natale, è per te l’ occasione di essere allegra e in pace con te stessa, senza dimenticare, e questo ti fà onore, che si dovrebbe festeggiare la nascita dell’ unico Uomo che mutò il mondo e le sue leggi spietate, e – che fosse o che non fosse il figlio di Dio – privilegiò e predicò l’ amore e la comprensione degli altri ( dei diversi, soprattutto dei diseredati e dei più umili ), ed a suo modo la virtù della coerenza e dei sentimenti più nobili che una persona racchiuda nel suo cuore ovunque e a prescindere .
    Del resto, non penso che ci sia qualcuno che odi il Natale ( o le altre feste ) di per sè …. piuttosto, in generale, e proprio come te, come me … e come tanti, ne disprezza la confusione, il falso buonismo circostanziale, l’ opulenza esteriore esibita senza riguardi, gli obblighi imposti dalle convenienze, e tutto quel che di falso e di consumistico dettino i luoghi comuni !
    Una parca cena, un desiderio di star bene e insieme a chi si ami senza prevaricare, un lasciar correre la Memoria su chi non c’è più, la ricerca ostinata di quelle piccole-grandi cose che allietano la vita sempre ( e non soltanto a Natale o nelle feste occasionali ), il riascoltare le voci di dentro non ostanti i rumori assordanti, ed estranianti, che ci vengano da fuori nostro malgrado, un lasciar riposare gli odi ed i rancori che umiliano l’ esistenza …. mi sembrano, francamente, eccellenti e condivisibili motivi per trascorre anche questo Natale in santa pace, crisi o non crisi, regali o non regali …. AUGURI, AMICA MIA !!! 🙂

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  13. cara Diemme nei prossimi giorni penso che sarò un pò assente e non voglio assolutamente mancare di lasciarti i miei auguri di Buone Feste, trascorri un bel Natale con le persone che ami
    Un abbraccio a te e uno per tua figlia.

    PS E non finirò mai di ringraziarti per tutta l’amicizia che mi hai dimostrato..^__*

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  14. Cade come il cacio sui maccheroni, si dice così?, questo post. Ci penso da tempo a cosa fare, come comportarmi con chi mi sta sulle balle: fingere, conciliare, far finta di nulla e scambiarsi gli auguri o rispettare i propri sentimenti?
    Dovrebbe essere, come dici tu, un momento per sbollire rancori e risentimenti, soprattutto per fare pace con se stessi, e poi con gli altri, invece spesso è proprio il contrario però si festeggia e ci si scambia gli auguri…perché così si usa…

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    • Io non intendevo un momento per sbollire rancori e risentimenti, ma un momento per capire che, forse, rancori e risentimenti non hanno poi così tanto motivo di essere.

      Però, l’ipocrita scambio di auguri, permettimi di dirlo, è una scelta personale che ognuno fa e rinnova ogni anno: pensa che qualche giorno fa un tizio faceva l’albero di Natale bestemmiando… mi chedo cosa lo facesse a fare, che senso avesse… 😯

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    • Infatti…molte cose si fanno per abitudine.
      Sul fatto che risentimenti e rancori non hanno motivo di essere non sono molto d’accordo:si provano e un motivo ci sarà. Certo non sempre ne vale la pena alimentarli, ecco…questo dovremmo capire.

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  15. Sì …. si provano, questi sentimenti “rancorosi, @Sabby cara, è umano e condivisibile sentirli dentro di sè ( specie verso chi, riteniamo, ci abbia privato, sforzandosi di cancellarla e/o di umiliarla, la parte più bella di noi ) …. ma è ipocrita attenuarli in virtù dell’ esserci noi proposti proprio a Natale ( e negli altri giorni poi chissenefrega … ) di essere più buoni “perchè così comandano la festa, il @parroco e @Gesù bambino, essendo invece assai più apprezzabile ( e molto meglio per noi ) esserlo sempre più buoni e più comprensivi nei confronti degli altri …. ed esserlo, o sforzarci con tutto noi stessi di esserlo, “giorno dopo giorno” !
    E, per predisporci a questo comportamento positivo, basterebbe riflettere sul fatto incontrovertibile che “i motivi per contendere e per combatterci l’ uno con l’ altro esistevano già prima che noi tutti nascessimo”, e che la nostra disperata fragilità, di tutto avrebbe bisogno, meno che mai dell’ odio e del rinchiuderci in noi stessi convinti che il male stia soltanto dalla parte degli altri !!!

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    • Io un regalo chiederei a Babbo Natale per noi tutti: la consapevolezza. Con quella, si guarderebbe tutto sotto un’altra luce, e sono convinta che tanti conflitti si scioglierebbero come neve al sole.

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  16. Cara Diemme, manco da troppo tempo dal tuo blog (come dagli altri) ma in questi giorni, pur avendo tempo libero, ho solo una lentissima connessione via cellulare, quindi non cercheró di recuperare gli arretrati. Ci penserò più avanti. Approfitto di questo post a argomento natalizio (del quale condivido completamente i contenuti) per farti i miei migliori auguri di serene feste!

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