Giornata di m.

cane-raccatta-cacca

Poco da aggiungere.

Speriamo di arrivare viva a mezzanotte. E che il cambio data sia significativo.

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28 thoughts on “Giornata di m.

    • Ti dico solo che la giornata è iniziata con Attila che è piombato a casa per la colazione, cosicché ho litigato prima ancora di uscire dal letto, e si è conclusa con la serata saltata con un mio amico che mi aveva chiesto di uscire ma non aveva, diciamo così, interpretato correttamente il messaggio di conferma.

      Nel mezzo, pare che io abbia sprecato gli ultimi tre giorni di lavoro su una cosa che – forse – verrà buttata via.

      Siamo appena alle sei… 👿

      PS: a mezzanotte, col cambio di data, vi aspetto sul post del racconto di Natale! 😀

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    • Guarda, quella delle versioni vecchie che ricicciano è una vecchia storia, in ambienti come il mio – informatico – è quasi la regola. Il programmatore fa un programma, lo testa, lo consegna e lo copia nella libreria ufficiale, mantenendo la sua copia nella sua libreria. Magari dopo tre mesi gli si chiede di fare una modifica e lui, anziché riprenderlo dalla libreria ufficiale, su cui quasi sicuramente hanno lavorato anche altre persone, eliminando errori, aggiungendo funzionalità etc., lo riprende dalla sua, e l’utente si ritrova in produzione un programma con i vecchi errori e che non fa più quello che invece faceva fino al giorno prima.

      Comunicare non è facile ma, a prescindere dal nostro caso, io sono quasi trent’anni che vedo commettere lo stesso errore! Nelle redazioni invece in genere non succede perché c’è un unico redattore che coordina, dà la copia da revisionare al correttore di bozze, questi gliela restituisce corretta, lui fa inserire le correzioni, si ristampa e si ridà a un altro correttore di bozze (è sempre bene che siano più occhi a vedere la stessa cosa, una casa editrice seria tende a far correggere lo stesso testo da correttori diversi: generalmente si fanno tre correzioni, ma successive, non contemporanee!).

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    • Ah, dimenticavo! In mezzo c’è stato pure un mio amico che, di fronte a questa notizia, si è pronunciato a favore del sessantenne (poveri uomini, sempre tutti pronti a dare loro addosso, dàgli al porco, e le donne sempre innocenti!).

      Il pranzo comprato bell’e pronto era indecente, credo ci abbiano spento dentro un mozzicone di sigaretta.

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    • Il bello è che ci è pure rimasto male per la mia presunta buca! Non mi ero più fatta sentire… Ma insomma, ho detto di sì, si era detto cena, quindi il fatto che io abbia chiamato alle cinque per accordarci su posto e ora per me ci stava tutta!

      Sgrunt!

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  1. Ma povera Dm, mi spiace! Ma forse il pranzo era affumicato, non “mozziconato”. Dai, relass e se hai problemi con la serata prendi il primo aereo e vieni fuori con noi per pizza!

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  2. Attenta: chi ha paura dei guai,spesso se li chiama. Cerca di pensare positivo! Auguri!
    Circa “quella notizia “, per me è pedofilia; e io indagherei sulla vita privata di quei giudici.

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    • Lilipi, chi controlla il controllore? C’è stato anche un mio amico che ha portato in tribunale… un tribunale, ma insomma, non è procedura d’ufficio. E poi, probabilmente la Cassazione si è pronunciata su vizi procedurali, che quello è il suo mestiere.

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    • Dici? Intanto, considerando che è venuto alle dieci di stamattina, sono oltre 12 ore che Attila è in casa mia (e Attila è peggio di un gatto nero, porta una sfiga, ma una sfiga…).

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    • Allora io sono fortunata! Le mie giornate sono purtroppo all’insegna della routine, però tutto sommato tranquille. Mi lamento che non c’è posto per niente oltre al lavoro, mi alzo la mattina, mi vesto e vado al lavoro (a volte, prima di uscire, riesco a fare o stendere un bucato, rigovernare la cucina), e poi tutta una tirata fino a sera, quando rientro con le ossa rotte, desiderosa solo di mettermi a nanna, con la speranza che mi sia rimasta un’oncia di forza per farmi una doccia prima di andare a dormire (altrimenti anche la doccia diventa un altro carico per la mattina).

      A parte ciò, ovvero noia e nessuna gratificazione, e scusate se è poco!), direi che vivo serenamente, in autobus o metro, se non leggo, facilmente chiacchiero, i tratti di strada che faccio a piedi, passeggiando per il centro di Roma, sono gradevoli, al lavoro sto bene (Crudelia a parte, ma riesco a ignorarla alla grande, e ultimamente ci siamo pure un po’ rasserenate).

      In fondo, per non aver accettato mai compromessi (tipo tenermi a carico certi partner pesi morti, energivori, creatori di problemi, tensioni e malessere), avrò pure pagato un prezzo, ma ora faccio e disfo della mia vita come voglio, e scusate se è poco! 😉

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