1984 (non Orwell, ma Piero Angela)

La repressione dei talenti.

Uno dei rischi mortali che stiamo correndo attualmente è quello del livellamento, e quindi dell’appiattimento. C’è spesso un grosso equivoco: scambiare uguaglianza con uniformità. L’uguaglianza deve essere ovviamente quella delle opportunità, delle occasioni, delle possibilità: ma partendo da un’uguale linea di partenza (ed eliminando per quanto possibile tutti gli handicap) ognuno deve poi essere messo in grado di sviluppare i suoi talenti. Altrimenti, a cosa gli servirebbero?

Reprimendo i talenti si arriva alla filosofia dell’intercambiabilità di ogni individuo con  ogni altro, anche ai posti direttivi: magari regolata dall’anzianità di appartenenza a un partito politico.

E ancora:

In altre parole, se a un individuo viene chiesto di impegnarsi (e magari sacrificarsi) per edificare qualcosa in comune, deve poter avere una certa fiducia nel sistema, e in coloro che glielo chiedono. Cioè nei suoi rappresentanti.

[…]

Lottizzazioni, raccomandazioni ecc.

[…] Il fatto che la selezione si basi non più sul merito ma sulle amicizia potenti, crea gravi danni psicologici. Non solo perché questa sopraffazione (che nessuna legge punisce) provoca un forte senso di ingiustizia negli esclusi, cioè la grande maggioranza, e incrina la stima verso il sistema; ma anche perché induce a comportamenti imitativi (“Se gli altri lo fanno, perché io no?”).

Questo clima ovviamente non rende più credibili i principi di onestà e giustizia che vengono ufficialmente posti alla base della convivenza sociale. E’ come se un capotreno, valendosi dei suoi poteri, facesse sedere in 1^ classe dei passeggeri col biglietto di 2^, comportandosi come se il treno fosse di sua proprietà (“Tu hai il biglietto buono ma rimani a terra; tu sei senza biglietto, ma siccome sei mio amico viaggi gratis in vagone letto. Anzi, eccoti anche i buoni per la carrozza ristorante”).

Questo scriveva Piero Angela nel suo “La macchina per pensare”, pubblicato nel 1984: sono passati quasi trent’anni, e che cosa è cambiato?

Signore e signori, benvenuti in Italia! 😦

Annunci

32 thoughts on “1984 (non Orwell, ma Piero Angela)

    • Beh, ti dirò, io l’ho letto volentieri (1984! Pensate quanto arretratodi letture ho da smaltire!

      A proposito, sto giusto leggendo “Fisiologia del sesso”, e inizio a pensare che se l’avessi letto prima la vita mi sarebbe andata in un altro modo, altro che plichi intonsi di Aquilanonvedente! 😆

      Mi piace

    • Guarda che è archeologico comunque: ti dico solo che il prezzo di copertina è 350 lire! :mrgreen:

      PS: l’ho detto che sono un po’ in arretrato, un pochino ino, appena appena… 😉

      Mi piace

    • va bene gli arretrati, ma qualcosa di più moderno, sullo stesso argomento, è stato scritto negli ultimi anni! 😀 anch’io possiedo dei veri ” reperti “. alcuni sono sul mercato antiquario dei libri e valgono un bel po’ rispetto al loro prezzo d’origine, ma non venderei mai un mio libro neppure se dovessi morire di fame! – magari sì, non so 😀 ho detto ai figli di non vendere tutto in blocco, alla mia morte, ma tanto non ci sarò più, quindi… l’importante è che mi mettano per compagnia walt whitman! 😀 😀

      Mi piace

    • Virginia, che c’è di più moderno sull’argomento? Il sesso è sempre quello dalla nascita dell’uomo, di più moderno ci sono solo i sex toys! 😆

      Mi piace

  1. Che l’Italiano sia abituato alle raccomandazioni non è una novità, come non è una novità che il male non è andato a cercarselo da solo, ma gli è stato proposto come alternativa in tempi non ancora sospetti, cioè quando l’Italia correva per raggiungere il tanto sospirato benessere economico, la lavatrice, la televisione, la vespa, la cinquecento, per qualcos’altro apparentemente naturale in cambio, come dire, tu mi voti ed io ti sistemo.

    Oggi lo scambio avviene ad alti e altri livelli, i soliti che a gara si contendono i livelli (sempre quelli) massimi di potere, malgrado le loro venerande età, per nulla intenzionati a mollare l’osso che anno dopo anno diventa sempre più polposo, hanno necessità di fare promesse sempre più azzardate, la corruzione diventa inevitabilmente l’unico mezzo per ottenere favori che, altrimenti, legalmente, non sarebbe possibile neanche sperare.

    La raccomandazioncina degli anni cinquanta fa ridere i polli, si fa, per carità, altro che si fa, ma i giochi sono altri purtroppo.

    E in mezzo ci siamo noi che, abituati a non scandalizzarci più, prendiamo tutto come se fosse normale, viviamo la puzza del vecchio stantio come se fosse una boccata di aria pura, tanto, che ci frega se non ne siamo personalmente coinvolti?

    E’ questa la filosofia che ci governa, o forse è sempre esistita, chissà, le città sono soffocate dal cemento, poco male, i templi crollano, poco male, le spiagge, le coste, le montagne, le campagne deturpate dagli interessi privati, poco male, e allora poco male se il consigliere della regione usa i soldi pubblici per pagare il pranzo di nozze per la figlia, poco male se la dignità della gente viene calpestata giorno dopo giorno sempre per quegli interessi privati che nel tempo diventano sempre più privati, e allora poco male se da vent’anni si da credito a dei politici che non gliene frega un bel niente di risolvere i problemi della gente, il nuovo viene vissuto come una condanna, con sospetto, così come si spaccia per nuovo l’incitazione per un cambiamento che mette ogni cosa in un calderone dove chi rimescola è più vecchio del vecchio che si vuole neanche moribondo ma morto, defunto.
    Per fare cosa mi domando?

    Poco male anche questo. Credo che sia arrivato il momento per incominciare a ragionare con la nostra testa e mi sa che se incominciamo davvero a farlo, sarà veramente l’inizio di un’epoca diversa, all’insegna di una sola raccomandazione, essere protagonisti, sempre e comunque, tutti questi nuovi imbonitori che parlano alle piazze con la mano nel cuore o che le piazze le attraggono a suon di parolacce, via, definitivamente via, che si facciano raccomandare per pulire i cessi, probabilmente è quello il posto giusto per loro.

    Già, mannaggia, dimenticavo, questi signori sono miliardari, nei cessi ci mandano qualcun altro, a loro le raccomandazioni servono, altro che se servono, altrimenti come fanno a continuare a fare i loro porci comodi?

    Vabbè, giusto per dire qualcosa.

    Mi piace

    • “E in mezzo ci siamo noi che, abituati a non scandalizzarci più, prendiamo tutto come se fosse normale, viviamo la puzza del vecchio stantio come se fosse una boccata di aria pura”: l’hai detta, siamo assuefatti, e io stessa mi rendo conto di esserlo, pur piccandomi di non essermi mai sporcata le mani: ma lasciare che sia così, non è lo stesso sporcarsi le mani?

      Ma, d’altro canto, il singolo che può fare? I sindacati sappiamo bene che mestiere fanno, il voto di protesta abbiamo visto che produce mostri ancora peggiori, le unioni dei consumatori, o ci lucrano o hanno le mani legate: condannati a vivere in un paese corrotto?

      Davvero, mi sembra di abitare in un dente cariato, oramai siamo arrivati alla polpa, il nervo è scoperto, e le urla della povera gente si sentono: ma il dentista dov’è?

      Mi piace

  2. Non è cambiato nulla…..ma siamo onesti, non diamo sempre colpa alla società perchè la società siamo noi, fare il proprio dovere indipendentemente che gli altri lo facciano oppure no è questione di dignità e di amor proprio, quando ci si adegua al peggio…..ci si autosvaluta, ognuno deve avere dei propri valori e rispettarli e dire: “Ma tanto lo fanno tutti” è solo una puerile scusa…..

    Mi piace

    • Io faccio il mio dovere indipendentemente da quello che fanno gli altri, ma primo non basta, secondo spesso non te lo fanno fare (tipo a una signora che stava in una ditta di pulizie davano solo stracci, ma senza detersivi!).

      Purtroppo è vero, molti, troppi, vivono qualunquisticamente all’insegna del “tanto lo fanno tutti”, ma anche chi non lo fa, anche se risponde alla propria coscienza e se ne infischia di passare per fesso, sembra non avere troppi mezzi per andare lontano, troppo capillare il marcio, e la burocrazia lo massacra.

      Mi piace

  3. Sì.. eccome. Non è cambiato nulla o quasi, anzi, giusto perchè oggi me ne sono capitate di ogni, direi che per certi aspetti ci siamo involuti!
    Un saluto mega, notte 🙂

    Mi piace

    • Sì, hai ragione, ci siamo involuti. Forse perché assuefatti, forse perché il boom economico ci ha rammollito, ma anche il boom economico è ormai preistoria, ed è inutile vendersi l’anima per tentare di mantenere quei livelli: forse si riesce a mantenerli a livello personale, ma la barca comunque affonda.

      Mi piace

    • Cara Diemme, ma quanta ragione hai? Poi io spesso stresso il fatto che ci siamo involuti anche e soprattutto come modi. Modi di fare, di rapportarci con gli altri. Si trova sempre più gente frustrata, depressa che ti ringhia dietro.. difficile mantenere la calma quando magari, l’impiegato o la commessa si mostrano maleducati .. o peggio ancora il medico al quale stai sganciando 200 € per una visita.. non pensiamoci, va che sennò iniziano a prudermi le mani.
      Un abbraccione

      Mi piace

    • Sì, tanta gente è frustrata, e reagisce all’insoddisfazione della propria vita ringhiando. Lì, ti stupirà la mia risposta, è pure una mancanza di Fede, una mancanza di dignità personale, mancanza di quella convinzione di essere parte della società, utile, importante, se solo facciamo il nostro dovere con cura, amore e responsabilità.

      Mi piace

    • Che bel concetto che hai espresso.. sì.. se tutti, dal netturbino al professorone-ricercatore-scienziato, lavorassimo ed agissimo con questo spirito, davvero l’Italia sarebbe una Nazione prospera e staremmo tutti benissimo.
      Intanto sognamo, va, che gratis, almeno! 🙂

      Mi piace

    • Davvero, io mi sento importante, quaunque cosa io faccia, e non è un sentirsi importante di boria, nel senso che non è che mi senta più importante degli altri, e neanche meno, gli altri non c’entrano niente: sento che è importante quello che faccio, ed è importante che lo faccia bene.

      Mi piace

    • 😀 mi risulta possa essere scritta in entrambe le forme..
      Più giù mancava anche il verbo essere, ormai a quest’ora sono andato, so véch!! (Son vecchio) ahahaha

      Mi piace

  4. Le raccomandazioni in Italia sono sempre esistite: ricordo di aver studiato all’università, nel 1968,un’antologia delle lettere di Cicerone, comprendente anche molte lettere di raccomandazione( o segnalazione). Il problema grave è quando i raccomandati incapaci vanno avanti a spese dei meritevoli, che invece restano indietro. E non è un danno solo per costoro, ma per tutta la società.Io penso che le borse di studio dovrebbero essere date esclusivamente per merito, indipendentemente dal reddito: magari qualcuna andrebbe anche a qualche ricco, ma si eviterebbe lo scandalo dei finti poveri, e i figli di famiglie a reddito fisso non sarebbero più scavalcati da figli di professionisti o di altre categorie ben più benestanti che evadono le tasse.E sono anche contraria a riserve in favore di particolari categorie: queste vanno assistite in altri modi,ma tutti devono avere pari opportunità: Piuttosto sarebbero da controllare seriamente docenti e commissioni che valutano!

    Mi piace

    • Non è solo una questione d’ingiustizia, è una questione di qualità della vita. Uno che fa l’ingegnere senza averne le capacità, non si limita a guadagnare di più di uno che invece le capacità le avrebbe e fa il panettiere, ma costruisce case, ponti e gallerie che crollano, che uccidono, per non parlare dei medici. Alle persone incapaci poi aggiungiamoci quelle corrotte, che magari le capacità le avrebbero, ma non le mettono certo a disposizione della società, e le svendono per un maggior guadagno. A volte poi mi sembra che lo spazio lo trovino persone che sono sia l’una che l’altra cosa, incapaci e corrotte, ed è la catastrofe.

      Mi piace

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...