Movimento per la Vita

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Tempo fa, in occasione di una delle tante discussioni intorno all’aborto, piuttosto frequenti su questo blog, qualcuno mi disse – con l’evidente intenzione di esprimere sommo disprezzo – che sarei stata bene nel Movimento per la Vita.

Colgo l’occasione per annunciarvi che ho deciso di accettare l’invito della solerte abortista e iscrivermi come volontaria al Movimento in questione.

Sarò operativa dopo un adeguato corso di formazione, spero comunque entro gennaio.

A tutti i bambini che nasceranno magari perché sarò riuscita a convincere le loro mamme della preziosità della loro vita, un caloroso abbraccio dalla zia Diemme ♥

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44 thoughts on “Movimento per la Vita

  1. Sono dell’idea che si debbano sempre difendere le proprie convinzioni, e battersi per esse, quindi hai fatto bene! Personalmente non ho una posizone ferma al riguardo, dipende dai casi, e, comunque, penso che sia una conquista dare la possibilità alle donne di poter scegliere secondo la propria coscienza. (anche se a volte non c’è).

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    • Silvia, uno non può avere la possibilità di togliere la vita a un essere umano, non può essere considerata una conquista uccidere il proprio figlio e buttarlo nell’umido.

      Conquista è poter decidere, diversamente dal passato, di essere economicamente indipendenti, decidere se sposarsi e con chi, e anche di lasciare il proprio compagno nel momento in cui questo non la rispetta o non è compatibile con la sua realizzazione umana.

      Conquista è la libertà di pensiero e di parola, conquista è il consultorio, il diritto alla salute, al voto, e un sacco di altre cose. Le donne hanno fatto tanta strada, ed è giusto che l’abbiano fatta, che l’abbiamo fatta.

      Ma “liberarci”, o essere costrette a farlo, di una creatura innocente, non è una conquista, è una manipolazione che hanno fatto di noi per manovrarci ancora; una ragazza fu convinta ad abortire con argomentazioni “non troverai lavoro”, “un altro uomo non ti vorrà”: avesse risposto “E chi se ne frega!” oggi sarebbe una donna felice, e invece temo proprio che non lo sia.

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    • Dimenticavo: una delle obiezioni che fanno in molti è “Dovrebbe portare a termine la gravidanza per poi gettarlo nel cassonetto?”.

      Perché arrivare a questo gesto estremo se la legge permette di partorire (e questa pure è una grande conquista) in ospedale con tutta l’assistenza necessaria, in totale anonimato, e poi lasciare il bambino, che verrà prontamente adottato da due amorevoli genitori che lo vogliono?

      Capisco che una abortisca per nascondere la gravidanza, ma dal momento che la porta a termine, partorire nel gabinetto e buttarlo nel cassonetto mi pare più frutto di ignoranza e disperazione che di un aborto negato.

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    • Oops, eri andato a finire in spam! E dire che controllo sempre…

      Speriamo che non ce ne sia andato nessun altro, ho cancellato un po’ alla cieca, rimuovevo lo spam in maniera automatica e distratta, quando mi è saltato agli occhi il tuo commento.

      Grazie per gli auguri, e grazie di essere qui: vi ragguaglierò! 🙂

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  2. Pingback: LA VITA | Quarchedundepegi's Blog

  3. Approvo, sei donna intelligente e sensibile e sono certa che saprai dare il meglio di te. Penso sia importante approcciarsi a questi incarichi senza pregiudizi di alcun tipo, da laica con tutta l’umanità di cui si è capaci. Le donne vanno ascoltate affinché si cerchi assieme una soluzione ai problemi che le spingono a prendere decisioni così gravi come abortire il proprio figlio. Ascolto, sembra che nessuno più ne sia capace, eppure quando si è in difficoltà scalda il cuore e non poco. Se alla donna arriva prima di tutto la sensazione che lei è importante, che non ci si preoccupa di lei solo al fine di salvare il bambino, si sta già facendo passi avanti per costruire un dialogo e poi chissà…

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    • Io la paura la capisco. Lo smarrimento, il pensiero di essere di fronte a qualcosa di più grande di noi (e lo siamo, la vita è più grande di noi!), possono atterrire, paralizzare.

      Io penso con terrore che, se io non fossi stata fortemente antiabortista, se io una posizione nella vita non l’avessi avuta “prima”, forse avrei abortito.

      Col padre era finita da prima che scoprissi di essere incinta, la mia azienda era in crisi, e un mutuo preso in valuta, e aumentato del 60% (!!! 😯 ) mi aveva messo in ginocchio.

      Ero davvero disperata e non nego di aver pensato che… insomma, non averlo in quel momento potesse essere una soluzione.

      Oggi mi guardo mia figlia, alla quale nonostante tutto non è mai mancato niente, mia figlia, fonte di ogni gioia e soddisfazione, nonché di affetto infinito, e ancora tremo al pensiero che avrebbe potuto non esserci. Il solo averci pensato mi procura un dolore che ogni volta ingoio con tanta difficoltà, e vado avanti stringendola forte.

      Io vorrei riuscire a trasmettere a queste donne che la vita crea dei problemi sì, ma offre anche tante soluzioni e certe “scelte”, che loro credono obbligate, non sono né scelte né obbligate.

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  4. Guarda che essere “abortisti” non significa per forza essere per l’aborto a tutti i costi. Significa dare la libertà alle donne di scegliere a seconda delle possibilità. Ben vengano le alternative, tanto che mio padre, “abortista”, aiuta regolarmente il movimento. Nonostante questo non ne fa parte, per via di un integralismo decisamente fastidioso, molto sprezzante e giudicante su chi fa scelte diverse o pensa diversamente. Qui dove viviamo il movimento è pieno di cattolici integralisti. Spero che nella tua città sia tutto improntato alla ricerca di vere alternative, fra l’altro auspicate anche dalla legge, e non al giudizio o alla costruzione di barriere e steccati.

    Buon lavoro!

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    • @Uomo e padre: “dare la libertà alle donne di scegliere” di abortire significa essere abortisti, punto. Non credo che esista una posizione che dichiari che una donna debba abortire per forza (a parte in Cina, dove non è lecito avere più diun figlio, ma non è di questo che stiamo parlando).

      Cattolica integralista? Io non sono neanche cattolica e una mia amica, avuta la notizia, mi ha detto “Almeno tu non dirai loro ‘Gesù non vuole!’ “.

      Io poi non sono “sprezzante delle persone”, semmai, e questo sì, sono sprezzante della scelta: “Dio odia il peccato ma ama i peccatori”, e io entrerò nel Movimento per aiutarle le persone, non per sentirmi il padreterno giudicandole e condannandole.

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    • @Diemme
      Allora mia padre e io siamo abortisti, anche se per fortuna non ci siamo mai trovati nella posizione di decidere, perché non credo avremmo avuto il coraggio di consigliare tale pratica. Ma i casi della vita sono tanti e complessi e anche le persone sono tante e complesse. Penso si debba lasciare una porta aperta, seppur dolorosa. Le donne abortiscono anche se la legge lo vieta. Consentire l’aborto significa minimizzare il danno. Nostro compito sarà quello di fare la nostra parte perché l’aborto non sia necessario. Di più non penso sia possibile e giusto fare.

      So che non sei cattolica, infatti parlavo del movimendo dove abito. Spero vivamente che dalle tue parti nel movimento ci siano anche atei e agnostici e musulmani e buddisti, eccetera.

      Le scelte, qualsiasi esse siano, si possono disprezzare solo se sono state prese alla leggera. Non credo sia il caso più comune per l’aborto. Comunque disprezzare il peccato senza disprezzare la persona non sempre è possibile. Le persone si identificano con le proprie scelte, soprattutto quelle più dolorose.

      Ancora buona fortuna!

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    • “Consentire l’aborto significa minimizzare il danno. Nostro compito sarà quello di fare la nostra parte perché l’aborto non sia necessario. Di più non penso sia possibile e giusto fare.”: guarda che è esattamente quello che ho sempre sostenuto io, e quello che voglio fare è proprio la mia parte affinché non sia necessario, e anche perché non venga vissuta come un scelta obbligata quando scelta obbligata non è.

      Io dico che l’aborto è l’uccisione di un essere umano, e non un pannolone sporco, o un fibroma pendulo. Poi, può darsi che uno si trovi su una barca che affonda e può decidere di salvare solo alcuni e non tutti, ciò non toglie che quelli che non vengono salvati fossero persone che avevano diritto a vivere.

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  5. ho letto i post da te proposti e alcuni commenti. leggerli tutti sarebbe impossibile. mi hai fatto tornare in mente delle parole dette tempo fa da una persona a me cara: si, l’aborto ok. per nascondere la gravidanza, ma prima va detto ai propri genitori. ma che razza di risposta è? uno abortisce per nascondere e annunci questa decisione alla famiglia che è quella a cui vuoi proprio negare ogni evidenza? la famiglia, per quanto rammaricata, farà di tutto per aiutarti pur di portare a termine questa vita.
    Però. l’aborto nasce come elemento di parificazione sociale fra uomo e donna. se l’uomo può decidere di riconoscere o meno un figlio alla donna è stata offerta una medesima possibilità, di completare o meno una gravidanza. è un’equivalenza egoistica, molto illusoria. A mio modesto parere, essendo comunque favorevole alla legge 194/1978, si dovrebbe interpretare in maniera restrittiva il senso legislativo di questo strumento. ci sono casi in cui la gravidanza è difficile per donna ed embrione. sono i casi in cui vengono trasmesse particolari malattie che nuocciono al feto nella prosecuzione della gravidanza. così come potrebbero nuocere alla donna mettendola a rischio vita. Ci sono casi in cui donne, coraggiose e fiduciose hanno comunque continuato nel loro intento, rischiando la vita per se e per il figlio. il miracolo è avvenuto, altre volte è stato concesso a metà. ci sono casi di sieropositività o di aids che davvero comporterebbero seri problemi al neonato, che magari non riuscirebbe a superare neanche i primi giorni di vita. in questo caso allora sarebbe insensato sia l’una che l’altra scelta, cioè portare a termine o abortire. poi è una questione morale.
    un altro caso può essere equiparato e ritenuto, a mio parere, giustificabile per adoperare l’aborto. si pensi ad una donna violentata che non esponga alcuna denuncia e non opti per il ricovero ospedaliero. portare dentro il frutto di una violenza, piuttosto che di un atto d’amore e di passione potrebbe avere ripercussioni negative sugli affetti o addirittura considerare la stessa gravidanza come un male, una vergogna che si perpetua anche dopo la stessa violenza. non avrebbe nè la testa nè la capacità di gestire qualcosa che è di per sè unico e inimitabile. anche qui però è un fatto di coscienza. magari qualcuna terminerà il ciclo e non riconoscerà il figlio. altre opteranno per l’aborto.
    come detto sono favorevole all’aborto solo in questi casi, tutto il resto è una scelta insindacabile della donna. chi abortisce non va giudicata (per me), non va criticata, ma sostenuta nella dolorosa prosecuzione della sua esistenza. posso solo dire che spesso, nell’argomento, trovandomi a parlare con amiche o colleghe, ho detto: esistono tanti contraccettivi, non è più il tempo dei nostri nonni in cui neanche si aveva la cognizione delle numerosissime vie che possono percorrersi per evitare gravidanze indesiderate. oggi si può rinunciare ad un pacco di sigarette per comprare i preservativi, oppure ci sono consultori che prescrivono la pillola e garantiscono l’anonimato del paziente. inoltre le mamme di oggi sono più propense al dialogo e ai consigli, per cui le minorenni potrebbero, anche solo parlando, trovare un appoggio da parte delle mamme.
    ripeto. questo è un mio pensiero. non me ne voglia sulla mia persona. sono cattolica ma non praticante al 100% ma anche una giurista che ha studiato su carta i fatti e le leggi così come si sono poste nella storia. spero di non trovarmi mai in questa situazione, nè tantomeno all’opposto, quando l’aborto è naturale. non potrei sopportarlo.
    un bacio e a presto

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    • Aida, ogni volta che si discute sull’aborto qualcuno obietta “E se la madre rischia la vita?”, “E se è il frutto di violenza?”, “E se il feto è gravemente malformato?”, e ogni volta rispondo che non è di questo che stiamo parlando (anche se poi abbiamo ampiamente discusso anche di questo): qui stiamo parlando di una donna sana che aspetta un figlio sano da un uomo con cui ha avuto rapporti in forma consenziente, che poi rappresentano il maggior numero dei casi di aborto.

      Come tu giustamente sottolinei, non siamo più ai tempi delle nostre nonne e bisnonne, e ogni donna ha un milione di possibilità di evitare una gravidanza indesiderata (possibilità che non ha nei casi sopra citati, perché di solito uno non lo sa prima che rischia la vita per avere un bambino, o che sarà violentata, o che il feto è gravemente malformato). Poi, certo, c’è l’incidente di percorso, il preservativo che si rompe o la spirale che fa cilecca, ma rientriamo sempre nel campo delle eccezioni.

      Tornando alle persone che conosco io – che, ripeto, non sono poche, e che con questa attività diventeranno sempre di più – la causa della gravidanza, e il successivo desiderio/bisogno di aborto, sono stati dovuti SEMPRE a un comportamento irresponsabile e negligente.

      Poi, una volta c’era la “vergogna” della gravidanza fuori del matrimonio, che era una tragedia a livello personale, familiare, sociale, ma oggi c’è solo la mancanza di voglia (o presunta di possibilità) di occuparsi del bambino, punto, e su questa di margine di lavoro ce n’è tanto!

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    • Mi trovi pienamente d’accordo. Su questo. Non avevo letto tutti i commenti per cui scusami l’intromissione. Si, manca la voglia di occuparsi di un figlio, manca la voglia di essere genitori. Per questo secondo me la legge 194 dovrebbe essere rivista meglio.

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    • Ma Quale intromissione, figurati, sei la benvenuta, come sono benvenuti tutti i contributi.

      Sì, la legge 194 è perfettibile: io la ritengo indispensabile, perché bisogna essere realisti e non nasconderci che la sua abolizione sarebbe il ricorso alle mammane, e non certo alla creazione di un’allegra famigliola, ma è una legge che dovrebbe servire prima di tutto a PREVENIRE, e quindi a fare ampia campagna d’informazione, poi per sostegno per quelle donne che il bambino lo terrebbero pure, se non fossero prive di mezzi, e infine, proprio infine, se proprio un’altra decisione non è possibile, che la donna non sia costretta a buttarsi dalle scale o a farsi infilzare coi ferri da lana su qualche tavolaccio di cucina o che per esso!

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    • Il fatto è che con l’emancipazione sessuale e il libertinismo si è generato l’opposto. Si educano i genitori ad accettare la sessualità dei figli anche all’età di 13 anni, si sbandierando programmi che insegnano come, dove e con chi farlo. Ma delle conseguenze a nessuno pare importare, tanto poi c’è la legge che tutela. Inoltre, ritornando al discorso della perfettibilità della 194 ti dirò che sarei ben lieta se fosse modificata a casi eccezionali, con la conseguenza che si obblighino i padri a riconoscere i figli e a garantirne un adeguato mantenimento. Anche con un forzato test di DNA a scanso di equivoci, eh! Perché poi ci sono le mamme che attribuiscono finte paternità per nascondere scandalosi flirt.

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  6. Letto su fb:

    “CIAO MAMMA, OGGI SONO TRISTE… hai detto a papà del mio arrivo e avete litigato.
    PERCHE’ NESSUNO E’ FELICE DI ME ? Perchè piangi mamma ?
    CIAO MAMMA… OGGI LO HAI DETTO ALLA NONNA…
    STANOTTE TI HO SENTITO… ho sentito per la prima volta le tue dolci parole… MA ERANO PAROLE MOLTO TRISTI.
    MAMMA, STAMANI NON SEI ANDATA A SCUOLA, sei andata con la nonna in ospedale E MENTRE PARLAVI CON I DOTTORI SENTIVO LA TUA VOCE ” amore mio, mi dispiace tanto “…….
    MAMMA COSA SUCCEDE ? Dov’è papà ?
    OGGI PER TE E’ UN MOMENTO MOLTO SPECIALE, SEI DISTESA SU UN LETTO E TUTTI I MEDICI TI STANNO ATTORNO… PER ME NON E’ ANCORA TEMPO DI NASCERE… sono solo tre settimane che esisto… MA COME MAI SENTO QUESTO VUOTO DENTRO DI ME ?
    CARA MAMMA, ORA STO LASCIANDO QUESTO MONDO, EVIDENTEMENTE NON ERA IL MIO PARADISO, MA QUANDO CI ARRIVERO’ MI RICORDERO’ SEMPRE DI TE E DELLE TUE DOLCI PAROLE… ANCHE SE NON POTRAI VEDERE IL MIO VISO O NON POTRAI VEDERE I MIEI PRIMI PASSI O NON POTRAI ASCOLTARE LA MIA PRIMA PAROLA, TU SEI SEMPRE DENTRO IL MIO CUORE, ANCHE SE NON SONO PIU’ DENTRO ALLA TUA PANCIA.
    DI A PAPA’ CHE GLI VOGLIO BENE, SALUTAMI IL NONNO E LA NONNA.
    CIAO MAMMA, Ti amo…..”

    Due tra i commenti a questo scritto:

    MM: Gli uomini passano un figlio resta…il mio compagno mi mise difronte ad una scelta…non mi sono mai pentita! Ora la mia cucciola ha 14 mesi e non vedo suo padre da 4 ma meglio così! Ovunque sia peggio per lui …. Caro Gigi ci hai perso tu!

    GP: scusatemi…. ma per motivi di salute io e mia moglie sette anni fa abbiamo dovuto decidere di chiudere la gravidanza olre i 6 mesi……vi giuro che non c’e’ alba o notte che non pensiamo a quella creatura …..ora vi lascio sto piangendo perdonatemi…

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  7. Io sono Cattolica, di certo non integralista, ma non sono contro l’aborto per questo. Lo sono perché ritengo che non ci sia motivo alcuno per rifiutare un dono come quello di un figlio, nelle condizioni elencate da Diemme nel commento delle 11.29. Se ci sono rischi per la mamma o per il bambino, se il feto è malformato o ha qualche alterazione genetica credo sia lecito che i genitori – attenzione, non dico “mamma” perché la decisione deve essere condivisa – decidano liberamente.
    Sono abortista? Non lo so. (mi riferisco a quanto scritto da Uomo e padre)

    Io so che sono contro l’aborto come metodo contraccettivo. E so anche che io, personalmente, non avrei mai abortito.

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    • Ecco, c’è anche il problema della decisione “condivisa”: la donna potrà dire pure “Il corpo è mio!”, ma il figlio è di entrambi.

      A un mio amico, che sull’aborto la pensava come me, è successo che la compagna abbia voluto abortire, e lui è impazzito di dolore, come credo qualsiasi uomo cui venga strappato un figlio.

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  8. Pingback: Liebster Award (1^ parte) | Diemme

  9. Per sdrammatizzare pure io:
    Ti porto tre esempi di (mancato) aborto terapeutico:
    – Il Trota
    – Calderoli
    – La foca della pubblicità interpretata dalla Littizzetto

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  10. Concordo !!!
    E non me ne vogliano, le argentee trote che guizzano in acque pulite con le loro trotette figli/figlie e le loro trotone padri/mamme ! 😐
    Quanto alla @Littizzetto : ammesso che faccia ridere qualcuno e che abbia qualche dote ( sicuramente … ce l’ avrà ), mi sembra che, fra queste, non ci sia la sua voce …. gracchiante, saccente, stridula …. davvero insopportabile !
    E la @focona che le hanno cucinato addosso in quella pubblicità demenziale, al solo vederla comparire sullo schermo della tv e proferire scemenze, fà nascere la brama di armarsi di un ascia tagliente e prenderla ad accettate sul cranio fino a disintegrarla … non ostanti le appassionate raccomandazioni degli @animalisti di risparmiare questi cari animaletti ! ..
    @calderoli ??? 😯
    …. Beh, l’ unico appunto che gli muoverei, è quello di aver sbagliato mestiere, tradendo sia la sua vocazione, sia le sue qualità innate ! :mrgreen:
    Con quel faccione, infatti, se avesse seguito la sua naturale inclinazione, avrebbe fatto la sua fortuna affidandosi ad un gestore di banco di luna-park.: immaginate quel volto rubizzo su un bancone, ambito ( e facile ) bersaglio del tiro di palle ‘de sercio’ ( 10 palle da tirare euro 5 ) da parte del pubblico ,…. e con il premio, per chi lo centrasse CINQUE VOLTE ‘N FRONTE, di un bel pelouche da portarsi a casa per i propri bambini o per la morosa !
    Postescritto : @Dienderre …. leggo sempre i tuoi post, e sempre mi emozionano … così belli come sono, e così perfettamente completi da evitare di commentarli ! 😀

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    • Adorabile sì, bugiarda no!!!!!! A una come me, che si fece la maratona all’indietro fino al tuo primo post, (ricordi?), dici bugiarda? Mi taglio le vene… 😛

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    • Convincere i papà? Una volta mi accapigliai con un mio amico al punto che sembrava fossi io la sua compagna incinta. La cosa sconvolgente è che era disposto a lasciare il suo ottimo posto di lavoro e andare sotto i ponti pur di non provvedere al figlio: hai presente la follia? Avrebbe distrutto la sua vita lavorativa, oltre ovviamente, secondo me, a privarsi di un tesoro enorme, quale l’amore di un figlio e la possibilità si crescerlo e goderselo, pur di non far fronte alla situazione.

      Un giorno me lo spiegherò il baco che hanno certi uomini nel cervello per cui un figlio viene vissuto peggio di una malattia devastante!

      Nota per tutti, visto l’andazzo del blog: non ho detto TUTTI gli uomini, mi riferisco ESCLUSIVAMENTE a quelli che davanti a una gravidanza della loro compagna o partner occasionale non trovano altro da fare che darsi coraggiosamente alla fuga, costi quel che costi! Non venitemi a dire che gli uomini non sono tutti uguali, che non fanno tutti così, PERCHE’ LO SO!!!!!!!!!!!!!

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