Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia: contro ogni abuso

Immagine e testo dal diario di Christina Galvez:

-The first image referenced in the Vatican pedophilia. -The second image the child sexual abuse in tourism in Thailand. -The third refers to the war in Syria. -The fourth image refers to trafficking in organs on the black market, where most of the victims are children of poor countries. -The fifth refers to free U.S. weapons. -The sixth image refers to obesity, blaming the big fast food companies

-The first image referenced in the Vatican pedophilia.
-The second image the child sexual abuse in tourism in Thailand.
-The third refers to the war in Syria.
-The fourth image refers to trafficking in organs on the black market, where most of the victims are children of poor countries.
-The fifth refers to free U.S. weapons.
-The sixth image refers to obesity, blaming the big fast food companies

Traduzione:

– La prima immagine si riferisce alla pedofilia in Vaticano

– La seconda immagine si riferisce al turismo sessuale in Thailandia

– La terza si riferisce alla guerra in Siria

– La quarta immagine si riferisce al traffico di organi al mercato nero, dove la maggior parte delle vittime sono bambini dei paesi poveri.

– La quinta di riferisce al libero possesso di armi negli Stati Uniti

– La sesta immagine si riferisce al problema dell’obesità, di cui vengono accusate le grandi compagnie di fast food.

Mi riservo di ritornare in post dedicati su ogni singolo argomento. Prego i miei lettori che volessero/potessero collaborare di inviarmi indicazioni e materiali.

Se vi interessa, potete leggere anche qui.

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28 thoughts on “Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia: contro ogni abuso

  1. Che poi, qui trattano solo la punta dell’iceberg. La pedofilia, per esempio, è un fenomeno che va molto oltre il Vaticano, capillarmente e trasversalmente diffusa.
    Certo, quando il Male viene da chi dovrebbe essere il portavoce del Bene, il fenomeno è più sconvolgente, grave, spiazzante (e quindi mettiamoci insieme padri, educatori e tutori vari).

    Il turismo sessuale temo non sia solo in Thailandia, ed è una piaga dell’umanità il fatto che una sua fetta abbia un comportamento tanto crudele (sì, crudele, perché avallare la prostituzione minorile approfittando della povertà del bambino stesso e sel suo essere indifeso è solo crudeltà, prima ancora che immoralità).

    Guerre che mietono vittime tra i bambini non sono solo quella della Siria.

    Il traffico di organi poi è qualcosa che strazia il cuore, e di cui non riesco neanche a parlare.

    Le armi negli stati uniti fanno parte di un discorso molto più ampio, di tutto ciò che trasforma la società in un far west, di cui tutti pagano il conto.

    Infine l’obesità, che è l’abuso sui bambini più subdolo, perché passa addirittura per cura del bambino: chi definirebbe mai un crimine nutrire e viziare un bambino???

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  2. Nel Vangelo sono indicati come destinatari del regno di Dio i bambini e coloro che si renderanno simili ad essi; e penso possano riferirsi a tutte le azioni compiute contro di essi( cominciando dalla pedofilia) queste parole di Gesù:”Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino e fosse gettato negli abissi del mare”(Matteo 18,6-7). Dio è misericordioso con i peccatori pentiti, ma non certo indulgente con chi si macchia di colpe tanto gravi.

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    • Io ricordo sempre con orrore quel mascalzone che assassinò il piccolo Tommaso Onofri che, intervistato prima che si scoprisse che era il colpevole, espresse il desiderio di fare una grande festa nel momento in cui fosse stato ritrovato, che i bambini sono angeli e guai a chi li tocca…

      Maledetto, spero che l’inferno lo aspetti, con pene degne di ciò che ha fatto e fatto patire.

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  3. L’abuso, la molestia mi hanno attraversata lasciando cicatrici che vedrò fino al giorno in cui “passerò oltre “.
    Fa male quella in Vaticano ma il fenomento in famiglia è ben più drammatico.

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    • Cara Dona, anche qui tra le mie lettrici (ed ex lettrici…) ci sono persone molestate da padre, zii, e persino dal nonno!!!

      Io mi sono sempre lamentata della mia famiglia, ma alla luce di quello che vedo in giro tornerei indietro a riabbracciarmi tutti: famiglia severa, metodi duri, ma ca@@o, una famiglia sana!

      Non riesco a immaginare un padre o un altro familiare proporsi – o imporsi 😥 – in modo diverso.

      Ti sono vicina (e non solo io, penso ti saranno solidali tutte coloro che l’hanno vissuta da vicino).

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    • A quattro/cinque anni è proposto come un gioco. Un gioco pericoloso perché ti marchia a fuoco l’anima.
      E quando cresci e ti guardi dentro un giorno ti accorgi che per qualche istante hai anche pensato che fosse bello e di essere fortunata. Quello che non si distrugge con l’abuso lo distruggi tu cercando di mettere delle pezze.

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    • Ti senti sporca perché realizzi di essere stata complice… e non capisci che non potevi sapere che non fosse normale… questo mi hanno detto in tante.

      Per quelle che lo capivano però è stato anche peggio, perché l’umiliazione, il sentirsi sporche, è cominciato da subito.

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    • Credo non esista la possibilità di stabilire per chi sia peggio. Una violenza è una violenza e la conseguenza che lascia è tremenda, sia che inizi nell’istante in cui avviene sia che ne giunga la consapevolezza a distanza di tempo. Ci ho messo vent’anni a capirlo. Sentirsi meno vittima in rapporto a chi ricordava o aveva vissuto piu’ violenza…baggianate. Violenza è violenza. Se colpisci in un punto vitale con un’arma uccidi all’istante…

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    • Sì, è così, però una cosa vorrei dirti, e te lo dico con l’esperienza dolorosa di chi non l’ha fatto: cercare comprensione, diritto sacrosanto, a volte può significare crogiolarsi nel dolore, nel senso di togliere spazio al futuro. Io credo che abbiamo il dovere oltreché il diritto di essere felici, e se la vita con noi è stata dura e ingiusta abbiamo il dovere di essere felici nonostante.

      Mi verrebbe voglia di pregarti di non fermarti davanti al macigno che hai nel cuore (nel senso “non fare l’errore che ho fatto io!”), e andare avanti a rivendicare il tuo diritto alla vita e a tutta la gioia che può portare, nonostante il passato, nonostante la ferita, anzi, rendere la ferita una nostra forza per abbracciare una missione, per dire mai più noi e mai più gli altri.

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  4. Certo che mettere sullo stesso piano i pedofili e le compagnie di fast food come se queste prendessero la gente per il collo per obbligarla non solo a mangiare il loro cibo ma a mangiarne a dismisura è semplicemente scandaloso.

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    • Non le ha messe sullo stesso piano, e semmai da prendere per il collo sono i genitori, non le compagnie di fast food: loro propongono, i ragazzini sono ingolositi, ma i genitori? Io ho visto i piatti di certi bambini “in carne” che facevano paura a me, adulta e pappona!

      I figli obesi sono figli di genitori che non sanno offrire un frutto per merenda, e spesso che parcheggiano i figli davanti alla tv per avere le mani libere, ma questo è un altro discorso. L’artista ha voluto rappresentare dei casi di abuso, senza entrare in merito del grado di abuso, e credo nessuno si sogni di paragonare un bambino soldato, uno abusato, uno ammazzato per espiantargli gli organi, a quello portato a prendere un happy meal da Mac Donald!

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    • e io ribadisco la risposta data prima di leggere questa!

      Naturalmente hai ragione, o forse no, a quanto pare nei cibi di queste mega compagnie di fast food ci sono talmente tante schifezze, che davvero sono un attentato alla salute del bambino al solo fine di fare cassa!

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    • Ma guarda che ti ho dato pure ragione! Non avrei usato il termine “osceno”, ma è chiaro che in linea di principio hai ragione.

      E se anche non ritenessi che hai ragione, il dissenso anima il blog e il rapporto tra le persone in generale, puoi dissentire quanto vuoi. 😛

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    • PS: posso dirti una cosa? La persona con cui parlo qui e quella con cui parlo al telefono sembrano due persone agli antipodi! Voce dolce, un’intonazione con appena un piccolo tributo a una lamentazione simbolica (tipo “signora mia non ne parliamo!”) ma senza indulgere, briosa, con senso of humour e pronta a sdrammatizzare: a leggerti qui NUN TE SE RICONOSCE!!!!

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    • Ah, ma neanche io avrei usato il termine “osceno”. Poi però ho deciso di autocensurarmi e ho scelto qualcosa di molto più moderato di quello che avevo in mente. Spero solo che non capiti a qualcuno che da bambino è stato abusato da un pedofilo di vedere questa oscena (eufemismo) tabella.

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  5. @Barbara: secondo te, uno che riduce un bambino in queste condizioni, non lo sta uccidendo? Mi dirai che non lo sta traumatizzando, ma non che non gli sta togliendo la vita, e il bene secondo me supremo, che è quello della salute.

    bambino obeso

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