Non privarti della gioia

leggerezza - donna che vola con ombrello arcobaleno

Ho una precisa convinzione, che la gioia sia un dovere.

Ho la convinzione che la gioia sia il fine della nostra vita, il vero scopo, quello per cui siamo in questo mondo che molto impropriamente chiamiamo “valle di lacrime”, piangendo dal perdita di un giardino dell’Eden che invece è sempre sotto i nostri occhi.

E’ un mondo in cui, volendo, c’è ancora tanta bella natura, tanta bella gente, musica, opere d’arte, possibilità di sfida, di essere pionieri, di costruire, condividere, donare.

Credo che quando dentro di noi c’è un buco nero, qualcosa bisogna fare, bisogna buttarci dentro palate di gioia come malta, perché solo così si potrà risvegliarsi dal sonno e dall’obnubilamento che la sofferenza inevitabilmente ci porta, cercando di farci dimenticare che non è lei la più forte.

Non priviamoci della gioia. Anche quando dobbiamo camminare un po’ di più per andarla a cercare.

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20 thoughts on “Non privarti della gioia

  1. Che ne penso ???
    Beh … son d’ accordo con te amica mia,
    quando ferisce il dolor, è l’ armonia
    quel che dobbiamo ritrovar, se il pianto
    vogliamo che diventi un forte canto,
    canto della bellezza della terra,
    canto dell’ unica vita che ci è data,
    canto della memoria che rinserra,
    canto della visione mai perduta
    che il sogno ci portò … e in quel momento
    ritrovar della gioia il sentimento !!!
    🙂

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  2. Buco nero? Ma no, dai. Quello lasciamolo in cielo e noi stiamo ben ancorati sulla terra, godendoci quello che ci offre la vita. Forse non sarà un granché ma non c’è gioia per chi non si accontenta.

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    • Io invece ho il complesso di essermi sempre accontentata troppo: tornassi indietro, un po’ più d’ambizione nel senso più concreto del termine non la disdegnerei! 😉

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    • Ma a volte è un sorriso amaro, che non riesce più di tanto, almeno con se stessi, a nascondere il disagio, la preoccupazione, la paura… 🙄

      Benvenuta!

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  3. Quando riesci a ridere dei tuoi dispiaceri e vedere il lato comico di quello che ti accade (nei limiti del dolore ovviamente), hai raggiunto quel piccolo punto di congiunzione tra il patetico e il ridicolo che si chiama ironia.

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  4. La gioia fa bene, ma il buco nero non si riempie con la gioia perché è letteralmente a perdere. È una contraddizione. Se hai un buco nero puoi cercare cosa lo abbia provocato o accettare la sua presenza nella tua vita, costringersi al sorriso sarebbe indossare una maschera provando a imbrogliare se stessi. Così è per me.

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    • Se cerchi quello che lo ha provocato e basta, continui ad annaspare nel buco nero: per sconfiggere il buio, non serve solo capire che cosa l’ha causato – per evitarlo in futuro – ma bisogna cominciare ad accendere una candela. Qui non stiamo parlando di costringersi al sorriso, ma di non autosobillarsi al pianto, non coltivare il dolore, non nutrirlo. Il dolore non morirà di fame, non si estinguerà, ma almeno non sarà in prima linea gonfio e tronfio.

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