Una scelta intelligente

scuola pubblica extracomunitari

E dopo aver parlato tanto delle azioni criminali di Priebke e delle deportazioni, ricordiamoci di fare in modo che davvero non succeda mai più, e di non alimentare nessun tipo di emarginazione, palese o subdola, chiunque ne sia il destinatario.

Questo non significa buonismo, non significa abbassare la guardia e non pretendere che il fenomeno dell’immigrazione, che è innegabilmente un’emergenza, venga affrontato con maggiore intelligenza e impegno, ma significa non permettere discriminazioni (neanche al contrario!), categorizzazioni, e considerare ogni persona “persona”, da giudicare per il suo operato e non per la sua etnia, provenienza, religione, orientamento politico, sessuale, cespite, etc. etc. etc.

A tutti noi, buona evoluzione della specie!  😀

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23 thoughts on “Una scelta intelligente

  1. Un bell’ assunto, @Diemme …. un manifesto nobile che sottoscrivo senza se e senza ma, con una sola esortazione : RICORDIAMOCENE TUTTI E TUTTE, in ogni nostra azione quotidiana, qualunque possa essere l’ argomento trattato, e sia che riguardi una singola persona, sia che riguardi un intero popolo !

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  2. Purtroppo non credo nella buona evoluzione della specie. Non ci sopportiamo nemmeno fra italiani (vedi diatribe fra nord e sud) quando non addirittura fra corregionali (vedi diatribe tra triestini e friulani, tra trentini e altoatesini), non credo proprio che gli Italiani siano pronti per un’evoluzione del tipo che intendi.

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    • Hai presente quella vignetta che illustra il cervello di un nero, di un bianco, di un cristiano, un ebreo, un musulmano (tutti identici) e poi quelli di un razzista, grande come una nocciolina? Davvero la madre degli stupidi è sempre incinta, e dal razzismo, anche se cambierà forma e bersaglio, sarà difficile uscire. Non sono gli italiani a non essere pronti per un’evoluzione del genere, probabilmente è il mondo intero (con gli opportuni distinguo, come giustamente ci ha sottolineato il nostro cavaliere errante richiamandoci all’ordine!

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  3. Quindi secondo l’autore di questa genialata bisogna schifare un bambino che ha la gravissima colpa di avere un padre con qualche pregiudizio, e starne il più possibile lontani. E questa sì che è intelligenza, questa sì che è apertura, questo sì che è rispetto, questo sì che è amore per i bambini. Dici che lo possiamo candidare per il Nobel per la pace?

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    • In effetti, quando un bambino, educato al razzismo, si accorge che gli insegnamenti che gli hanno dato sono errati, gli si apre un mondo nuovo. Purtroppo raramente ho assistito a questo miracolo, e con questo rispondo anche a Barbara (i bambini con pregiudizi razziali non sono meno pesanti, noiosi e insopportabili dei corrispettivi adulti).

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    • Barbara, credo sia innegabile che, messa giù così seria, tu abbia ragione, ma quella è poco più di una battuta, che comunque veicola un messaggio che il padre si merita tutto, e cioè “ma che caspita ti credi di essere?”. Per me uno che fa un discorso del genere è da evitare, e quella risposta, al di là del mettere poi in atto una qualche forma di discriminazione nei confronti di un bambino, se la merita tutta. Mettiti nei panni di un padre – parlo dell’altro, l’extracomunitario o chi per esso – il cui figlio a scuola venga evitato come fosse infetto: non potrebbe magari essere utile dire al papà di “pura razza ariana” di immaginare per un attimo che sia il suo di figlio ad essere discriminato ed evitato?

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    • Dato che l’interlocutore sceglie di mandare il figlio alla scuola pubblica, dubito seriamente che possa essere un extracomunitario. E quindi, girala come vuoi, il discorso è: Io non voglio che mio figlio frequenti quel bambino – che non conosco – perché non condivido le idee di suo padre. Tu ci vedi differenze rispetto a: Io non voglio che mio figlio frequenti quel bambino – che non conosco – perché è negro/ebreo/zingaro…? Io sinceramente no. Non posso chiamarlo razzismo perché le persone con opinioni diverse non costituiscono una “razza”, ma ne è l’esatto equivalente. E non oso neppure immaginare come possano venire su i figli dell’autore di una simile infamia.

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    • Abbi pazienza, ragazza mia, ma se tu titoli “Una scelta intelligente” io vado in cerca di qualcosa di intelligente; se invece ci trovo uno scambio tra due imbecilli che fanno a gara a chi è più ottuso e discriminatorio (secondo me il secondo, ma questa è un’opinione personale), sarebbe colpa mia?

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  4. Era chiaro …. per scorgendo l’ assunto ‘da miopi’ e leggendolo da chilometri di distanza, che trattavasi di un modo scherzoso di esaminare il problema !
    Purtuttavia, @Diemme cara, volendo invece prendere per oro colato quanto scritto nel testo, ebbene che ci azzecca che, ove perseguito alla lettera il comportamento del @papà NON discriminante, il bambino del @papà bieco, sconterebbe a sua volta, venendo inscritto in una scuola privata, una discriminazione suo malgrado ???
    Ci sono, sia nelle scuole pubbliche che in quelle private, ottimi Insegnanti ed Insegnanti cialtroni, e starà poi al contesto ( famiglia, amici, parenti, ideali …. ) di ogni bambino agire da filtro, prendendo quindi il meglio dell’ insegnamento o abbarbicandosi al peggio .
    Ti confermo quindi, la mia convinta sottoscrizione al manifesto che hai postato, anche se NON conferirei il Premio Nobel al @papà non discriminante ( che ha esercitato semplicemente il suo buon senso ) : mi limiterei a stringergli la mano e a prendere, assai volentieri, un caffè con lui ! 🙂

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    • Chiaramente si riferisce alla risposta del papà non discriminante, che esprime il desiderio di iscrivere il proprio figlio in una scuola dove non incontrerà il figlio dell’altro!

      A me la battuta è piaciuta, non per niente l’ho postata. 🙂

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