Priebke

Eccidio-fosse-ArdeatineFrancamente, della salma di Priebke non m’importa né punto né poco.

Lo scandalo, la vergogna, l’inaccettabilità, secondo me è nella vita che ha trascorso, in pressoché totale beatitudine fino ai 100 anni, e per di più nella terra in cui i crimini sono stati commessi, costretta a dargli asilo in vita e in morte.

Per dare però più voce ai nomi degli innocenti che a quelli dei colpevoli, raccolgo volentieri l’appello de “Il Fatto Quotidiano” che invita a pubblicare i nomi delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine:

Agnini Ferdinando – Studente di medicina
Ajroldi Antonio – Maggiore dell’Esercito.
Albanese Teodato – Avvocato.
Albertelli Pilo – Professore di filosofia.
Amoretti Ivanoe – Sottotenente in servizio permanente effettivo.
Angelai Aldo – Macellaio.
Angeli Virgilio – Pittore.
Angelini Paolo – Autista.
Angelucci Giovanni – Macellaio.
Annarumi Bruno – Stagnino.
Anticoli Lazzaro – Venditore ambulante.
Artale Vito – Tenente Generale d’artiglieria.
Astrologo Cesare – Lucidatore.
Aversa Raffaele – Capitano dei Carabinieri.
Avolio Carlo – Impiegato (S.A.L.B.)
Azzarita Manfredi – Capitano di cavalleria.
Baglivo Ugo – Avvocato.
Ballina Giovanni – Contadino.
Banzi Aldo – Impiegato.
Barbieri Silvio – Architetto.
Benati Nino – Banchista.
Bendicenti – Avvocato.
Berardi Lallo – Manovale.
Bernabei Elio – Ingegnere delle Ferrovie dello Stato.
Bernardini – Commerciante.
Bernardini Tito – Magazziniere.
Berolsheimer Aldo – Commesso.
Blumstein Giorgio Leone – Banchiere.
Bolgia Michele – Ferroviere.
Bonanni Luigi – Autista.
Bordoni Manlio – Impiegato.
Bruno Dl Belmonte Luigi – Proprietario.
Bucchi Marcello – Geometra.
Bucci Bruno – Disegnatore.
Bucci Umberto – Impiegato.
Bucciano Francesco – Impiegato.
Bussi Armando – Impiegato delle Ferrovie dello Stato.
Butera Gaetano – Pittore.
Buttaroni Vittorio – Autista.
Butticé Leonardo – Meccanico.
Calderari Giuseppe – Contadino.
Camisotti Carlo – Asfaltista.
Campanile Silvio – Commerciante.
Canacci Ilario – Cameriere.
Canalis Salvatore – Professore di lettere.
Cantalamessa Renato – Falegname.
Capecci Alfredo – Meccanico.
Capozio Ottavio – Impiegato postale.
Caputo Ferruccio – Studente.
Caracciolo Emanuele – Regista e tecnico cinematografico.
Carioli Francesco – Fruttivendolo.
Carola Federico – Capitano d’aviazione.
Carola Mario – Capitano di fanteria.
Casadei Andrea – Falegname.
Caviglia Adolfo – Impiegato.
Celani Giuseppe – Ispettore capo dei servizi annonari.
Cerroni Oreste – Tipografo.
Checchi Egidio – Meccanico.
Chiesa Romualdo – Studente.
Chiricozzi Aldo Francesco – Impiegato.
Ciavarella Francesco – Marinaio.
Cibei Duilio – Falegname.
Cibei Gino – Meccanico.
Cinelli Francesco – Impiegato.
Cinelli Giuseppe – Portatore ai mercati generali.
Cocco Pasquale – Studente.
Coen Saverio – Commerciante.
Conti Giorgio – Ingegnere.
Corsi Orazio – Falegname
Costanzi Guido – Impiegato.
Cozzi Alberto – Meccanico.
D’Amico Cosimo – Amministratore teatrale.
D’Amico Giuseppe – Impiegato.
D’Andrea Mario – Ferrovie.
D’Aspro Arturo – Ragioniere.
De Angelis Gerardo – Regista cinematografico.
De Carolis Ugo – Maggiore dei Carabinieri.
De Giorgio Carlo – Impiegato.
De Grenet Filippo – Tenente e agente del SIM.
Della Torre Odoardo – Avvocato.
Del Monte Giuseppe – Impiegato.
De Marchi Raoul – Impiegato.
De Nicolo Gastone – Studente.
De Simoni Fidardo – Operaio.
Di Capua Zaccaria – Autista.
Di Castro Angelo – Commesso.
Di Consiglio Cesare – Venditore ambulante.
Di Consiglio Franco – Macellaio.
Dl Consiglio Marco – Macellaio.
Di Consiglio Mosè – Commerciante.
Di Consiglio Salomone – Venditore ambulante.
Di Consiglio Santoro – Macellaio.
Di Nepi Alberto – Commerciante.
Di Nepi Giorgio – Viaggiatore.
Di Nepi Samuele – Commerciante.
Di Nola Ugo – Rappresentante di commercio.
Diociajuti Pier Domenico – Commerciante.
Di Peppe Otello – Falegname ebanista.
Di Porto Angelo – Commesso.
Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
Di Salvo Gioacchino – Impiegato.
Di Segni Armando – Commerciante.
Di Segni Pacifico – Venditore ambulante.
Di Veroli Attilio – Commerciante.
Di Veroli Michele – Collaboratore del padre commerciante.
Drucker Salomone – Pellicciaio.
Duranti Lido – Operaio.
Efrati Marco – Commerciante.
Elena Fernando – Artista.
Eluisi Aldo – Pittore.
Ercolani Giorgio – Tenente Colonnello dell’Esercito e agente del SIM.
Ercoli Aldo – Pittore.
Fabri Renato – Commerciante.
Fabrini Antonio – Stagnino.
Fano Giorgio – Dottore in scienze commerciali.
Fantacone Alberto – Dottore in legge.
Fantini Vittorio – Farmacista.
Fatucci Sabato Amadio – Venditore ambulante.
Felicioli Mario – Elettrotecnico.
Fenulli Dardano – Maggior Generale
Ferola Enrico – Fabbro.
Finamonti Loreto – Commerciante.
Finocchiaro Arnaldo – Elettricista.
Finzi Aldo – Agricoltore.
Fiorentini Valerio – Autista meccanico.
Fiorini Fiorino – Maestro musica.
Fochetti Angelo – Impiegato.
Fondi Edmondo – Impiegato commerciante.
Fontana Genserico –Tenente dei Carabinieri, dottore in giurisprudenza.
Fornari Raffaele – Commerciante.
Fornaro Leone – Venditore ambulante.
Forte Gaetano – Commerciante.
Foschi Carlo – Commerciante.
Frasca Celestino – Muratore.
Frascà Paolo – Impiegato.
Frascati Angelo – Commerciante.
Frignani Giovanni – Tenente Colonnello dei Carabinieri
Funaro Alberto – Commerciante.
Funaro Mosè – Commerciante.
Funaro Pacifico – Autista.
Funaro Settimio – Venditore ambulante.
Galafati Angelo – Pontarolo.
Gallarello Antonio – Falegname ebanista.
Gavioli Luigi – Impiegato.
Gelsomini Manlio – Medico.
Gesmundo Gioacchino – Professore di lettere.
Giacchini Alberto – Assicuratore.
Giglio Maurizio – Dottore in legge.
Gigliozzi Romolo – Autista.
Giordano Calcedonio – Corazziere.
Giorgi Giorgio – Ragioniere.
Giorgini Renzo – Industriale.
Giustiniani Antonio – Cameriere.
Gorgolini Giorgio – Ragioniere.
Gori Gastone – Muratore.
Govoni Aladino – Capitano dei granatieri.
Grani Umberto – Tenente Colonnello dell’Aeronautica.
Grieco Ennio – Elettromeccanico.
Guidoni Unico – Studente.
Haipel Mario – Maresciallo dell’Esercito.
Iaforte Domenico – Calzolaio.
Ialuna Sebastiano – Agricoltore.
Imperiali Costantino – Rappresentante di vini.
Intreccialagli Mario – Calzolaio.
Kereszti Sandor – Ufficiale.
Landesman Boris – Commerciante.
La Vecchia Gaetano – Ebanista.
Leonardi Ornello – Commesso.
Leonelli Cesare – Avvocato.
Liberi Epidemio – Industriale.
Lioonnici Amedeo – Industriale.
Limentani Davide – Commerciante.
Limentani Giovanni – Commerciante.
Limentani Settimio – Commerciante.
Lombardi Ezio – Impiegato.
Lopresti Giuseppe – Dottore in legge.
Lordi Roberto – Generale dell’Aeronautica.
Lotti Giuseppe – Stuccatore.
Lucarelli Armando – Tipografo.
Luchetti Carlo – Stagnaro.
Luna Gavino – Impiegato delle Poste.
Lungaro Pietro Ermelindo – Sottufficiale di Pubblica Sicurezza.
Lunghi Ambrogio – Asfaltista.
Lusena Umberto – Maggiore dell’Esercito.
Luzzi Everardo – Metallurgico.
Magri Mario – Capitano d’artiglieria.
Manca Candido – Brigadiere dei Carabinieri.
Mancini Enrico – Commerciante.
Marchesi Alberto – Commerciante.
Marchetti Duilio – Autista.
Margioni Antonio – Falegname.
Marimpietri Vittorio – Impiegato.
Marino Angelo – Piazzista.
Martella Angelo
Martelli Castaldi Sabato – Generale dell’Aeronautica.
Martini Placido – Avvocato.
Mastrangeli Fulvio – Impiegato.
Mastrogiacomo Luigi – Custode del ministero delle Finanza.
Medas Giuseppe – Avvocato.
Menasci Umberto – Commerciante.
Micheli Ernesto – Imbianchino.
Micozzi Emidio – Commerciante.
Mieli Cesare – Venditore ambulante.
Mieli Mario – Negoziante.
Mieli Renato – Negoziante.
Milano Raffaele – Viaggiatore.
Milano Tullio – Impiegato.
Milano Ugo – Impiegato.
Mocci Sisinnio
Montezemolo Giuseppe – Colonnello dei Carabinieri e agente del SIM.
Moretti Augusto
Moretti Pio – Contadino.
Morgano Santo – Elettromeccanico.
Mosca Alfredo – Elettrotecnico.
Moscati Emanuele – Piazzista.
Moscati Pace – Venditore ambulante.
Moscati Vito – Elettricista.
Mosciatti Carlo – Impiegato.
Napoleone Agostino – Sottotenente di vascello della Marina.
Natali Celestino – Commerciante.
Natili Mariano – Commerciante.
Navarra Giuseppe – Contadino.
Ninci Sestilio – Tramviere.
Nobili Edoardo – Meccanico.
Norma Fernando – Ebanista.
Orlandi Posti Orlando – Studente.
Ottaviano Armando – Dottore in lettere.
Paliani Attilio – Commerciante.
Pappagallo Pietro – Sacerdote.
Pasqualucci Alfredo – Calzolaio.
Passarella Mario – Falegname.
Pelliccia Ulderico – Carpentiere.
Pensuti Renzo – Studente.
Pepicelli Francesco – Maresciallo dei Carabinieri.
Perpetua Remo – Rigattiere.
Perugia Angelo – Venditore ambulante.
Petocchi Amedeo
Petrucci Paolo – Professore di lettere.
Pettorini Ambrogio – Agricoltore.
Piasco Renzo – Ferroviere.
Piattelli Cesare – Venditore ambulante.
Piattelli Franco – Commesso.
Piattelli Giacomo – Piazzista.
Pierantoni Luigi – Medico.
Pierleoni Romolo – Fabbro.
Pignotti Angelo – Negoziante.
Pignotti Umberto – Impiegato.
Piperno Claudio – Commerciante.
Piras Ignazio – Contadino.
Pirozzi Vincenzo – Ragioniere.
Pisino Antonio – Ufficiale di marina.
Pistonesi Antonio – Cameriere.
Pitrelli Rosario – Meccanico.
Polli Domenico – Costruttore edile.
Portieri Alessandro – Meccanico.
Portinari Erminio – Geometra.
Primavera Pietro – Impiegato.
Prosperi Antonio – Impiegato.
Pula Italo – Fabbro.
Pula Spartaco – Verniciatore.
Raffaeli Beniamino – Carpentiere.
Rampulla Giovanni – Tenente Colonnello.
Rendina Roberto – Tenente Colonnello d’artiglieria.
Renzi Egidio – Operaio.
Renzini Augusto – Carabiniere.
Ricci Domenico – Impiegato.
Rindone Nunzio – Pastore.
Rizzo Ottorino – Maggiore dell’Esercito.
Roazzi Antonio – Autista.
Rocchi Filippo – Commerciante.
Rodella Bruno – Studente.
Rodriguez Pereira Romeo – Tenente dei Carabinieri.
Romagnoli Goffredo – Ferroviere.
Roncacci Giulio – Commerciante.
Ronconi Ettore – Contadino.
Saccotelli Vincenzo – Falegname.
Salemme Felice – Impiegato.
Salvatori Giovanni – Impiegato.
Sansolini Adolfo – Commerciante.
Sansolini Alfredo – Commerciante.
Savelli Francesco – Ingegnere.
Scarioli Ivano – Bracciante.
Scattoni Umberto – Pittore.
Sciunnach Dattilo – Commerciante.
Semini Fiorenzo – Sottotenente di vascello della Regia Marina.
Senesi Giovanni – Esattore istituto di assicurazioni.
Sepe Gaetano – Sarto.
Sergi Gerardo – Sottotenente dei Carabinieri Reali.
Sermoneta Benedetto – Venditore ambulante.
Silvestri Sebastiano – Agricoltore.
Simoni Simone – Generale.
rimosso su cortese richiesta di familiare della Vittima
Sonnino Gabriele – Commesso.
Sonnino Mosè – Venditore ambulante.
rimosso su cortese richiesta di familiare della Vittima
Spunticchia Antonino – Meccanico.
Stame Nicola Ugo – Artista lirico.
Talamo Manfredi – Tenente Colonnello dei Carabinieri Reali.
Tapparelli Mario – Commerciante.
Tedesco Cesare – Commesso.
Terracina Sergio – Commesso.
Testa Settimio – Contadino.
Trentini Giulio – Arrotino.
Troiani Eusebio – Mediatore.
Troiani Pietro – Venditore ambulante.
Ugolini Nino – Elettromeccanico.
Unghetti Antonio – Manovale.
Valesani Otello – Calzolaio.
Vercillo Giovanni – Impiegato.
Villoresi Renato – Capitano dell’Esercito.
Viotti Pietro – Commerciante
Vivanti Angelo – Commerciante.
Vivanti Giacomo – Commerciante.
Vivenzio Gennaro
Volponi Guido – Impiegato.
Wald Pesach Paul
Wald Schra
Zaccagnini Carlo – Avvocato.
Zambelli Ilario – Telegrafista
Zarfati Alessandro – Commerciante.
Zicconi Raffaele – Impiegato.
Zironi Augusto – Sottotenente di vascello della Marina.
12 Salme non identificate

Gente normale, che più di lui avrebbe avuto diritto a vivere cent’anni e godersi figli e nipoti, e a cui nessun vilipendio di cadavere renderà la vita (ma questa mia non venga in nessun modo interpretata come un invito al rispetto del feretro!).

Vittime innocenti di tutte le guerre, di tutti i luoghi, di tutto il mondo, possiate riposare in pace.

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44 thoughts on “Priebke

  1. Da noi si dice….”l’erba cattiva non muore mai!” ….lui è morto, ma dopo 100 anni, scusa se è poco! Non interessa minimamente nemmeno a me dove finirà……..speriamo all’inferno (se esiste)!.

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  2. Non mi fà onore … no, poichè la mia fede di @Cavaliereerrante resta che OGNI PERSONA custodisce in sè, magari accanto alla malvagità e ai vizi, un quid di buono, un qualcosa di virtuoso da scavare per aiutare chi lo possegga a farlo emergere … e dunque anche @priebke avrà posseduto qualche virtù rimastaci a tutt’ oggi sconosciuta !
    Ma il solo nominare costui, il solo fatti di averne scritto qui il cognome …. mi provoca una nausea inesprimibile, come in presenza di un fetore insopportabile e letale …. un orrido maleolente da cui non posso che allontanarmi rapidamente !

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    • Ma che esista un pazzo sanguinario posso capirlo, ma il seguito che ha ancora oggi, e qui da noi? Italiani, e dico italiani, che lo ritengono un eroe che ha ucciso “300 italiani inutili” come lo spieghi?

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    • Non l’ho trovato nella lista, comunque, anche se non so in che modo abbia sfiorato la tua vita, ce ne sono molti che hanno fatto parte, tramite i loro sopravvissuti, della mia.

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    • Sì, diverso, ma pur sempre un luogo dove è stata giustiziata (esiste “ingiustiziata”?) gente innocente. E’ un luogo di dolore e di vergogna, e l’energia che si respira in questi luoghi è un’energia negativa di cui non ho davvero bisogno.

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  3. Provo le stesse sensazioni di @cavaliereerrante e provo schifo e paura per il fatto che c’è gente che di costui si fa una bandiera! Buonsenso e rispetto per le vittime avrebbe voluto che gli si desse una benedizione in privato e si consegnasse la salma ai familiari perché la portassero lontano da qui o la cremassero, in silenzio. Volere a tutti costi un funerale è stato ancora una volta un atto di arroganza, di violenza,di disprezzo per il dolore di tanti, e capisco che abbia suscitato reazioni esasperate.

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  4. Concordo pienamente con te: che si scriva delle vittime innocenti e non di quell’essere maleodorante. Mi dà persino fastidio che se ne stia parlando in questi giorni in ogni dove. L’avrei buttato in una qualsiasi fossa comune (sapeva bene cosa erano) senza nessun strombazzamento.

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  5. Come ho già commentato sul blog di Isabella Scotti (tachimio), in casi come questi la cosa migliore sarebbe stata l’indifferenza. Avrebbero potuto dare la notizia della morte (sempre che a qualcuno interessi) a tumulazione avvenuta e si sarebbe evitato quel caos. Trovo inutile, tra l’altro, la vendetta a suon di calci e pugni al feretro: come scrive Feltri sul Giornale, quando uno è morto è morto, diventa innocuo.
    Non so se sia stato un bene l’aver vissuto così a lungo. Certo è che ha avuto tempo per pensare e l’ergastolo se l’è fatto davvero, oltre al limite massimo concesso alla maggior parte dei mortali. Purtroppo non in prigione.

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    • Neanche a me piace l’accanimento su un cadavere. Oltretutto lo trovo molto vile.

      Tutto questo clamore, comunque, è un tributo post mortem che davvero non meritava.

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  6. Sono stata alle fosse Ardeatine. Ho visto una delle grotte in cui sono morti, ho toccato le bare. Quando ho visto la grotta ho sentito come se qualcuno mi respingesse, come mi avesse detto “ora hai visto, vai”. Niente di sensitivo, ci mancherebbe!, ma la presenza tangibile di ciò che è stato, sì, è potente. Hai fatto bene a postare l’elenco.

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  7. È proprio vero che l’erba cattiva non muore mai!!!
    Avrebbero fatto bene a far passare sotto silenzio la sua morte, arrivata troppo tardi, cremarlo e gettare le ceneri in un cassonetto dell’organico! Essere ignobile, schifoso, orribile …. e chi più ne ha più ne metta!!

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    • @dupont: sì, il buon gusto avrebbe richiesto che questa morte passasse sotto silenzio, quantomeno nella città che più di ogni altro ha subito la sua ferocia, e si è dovuta sorbire la sua permanenza, passata sotto il falso nome di “arresti domiciliari”.

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  8. Fra quei poveri Morti … fra quelle Persone Eroi oscuri del vivere quotidiano, o grandi personalità di ogni settore della vita in pace o in guerra, fra quel serto di generazioni, di religioni, di fede ideale a cui fu stroncato il futuro …. spicca il nome del Generale @Simone Simoni !
    Fu torturato a Via Tasso, e gli aguzzini nazisti e fascisti vollero che le torture più efferate, inferte a questo Generale degno, avvenissero alla presenza della moglie : le sue ultime parole che le rivolse furono “Mia cara moglie, muoio tranquillo poichè so di aver fatto fino in fondo tutto il mio dovere … ma con un solo rammarico …. quello di non poter più servire il mio Paese” !
    Poi, presero quel che restava di quella carne martoriata e l’ avviarono sanguinante alle Fosse Ardeatine, dove gli fu dato il colpo di grazia ….
    Sì, amica mia, oltre ogni barriera ed oltre ogni presente, al di là del sogno ideale e dell’ orrido risveglio ….. quando penso a Persone simili, non posso trattenere l’ orgoglio di essere, coi miei pregi e coi miei difetti, un compatriota di costui !
    E sarebbe meraviglioso se, anzichè discutere di un uomo che rappresenta la bestia immonda che pure si agita dentro di noi, si ricordassero invece, ad uno ad uno, quegli Uomini, le loro storie, i loro ideali, poichè di questo ci dovremmo preoccupare, della Memoria, nemica della retorica di parte e avversaria della morte peggiore che, su questa terra, ci possa venire : l’ oblìo !

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    • Una mia amica ha fatto così, ha ricostruito la vita di alcuni deportati attraverso le testimonianze di chi li aveva conosciuti, e ha davvero ridato loro un alito di vita, riportandoli, sorridenti insieme alle loro famiglie, in mezzo a noi. Il racconto di queste vite è stata un’esperienza davvero emozionante: io ero stata abituata a sentirne parlare come morti, come vittime, come torturati, e ora tornavano ad essere mariti e padri affettuosi, amici ridanciani, lavoratori attenti o a volte meno…

      Mi piacerebbe fare la stessa cosa con ognuno di loro: vuoi cominciare tu, parlandoci di chiunque tu conosca, magari proprio Simone Simoni? E qualcun altro conosce qualcuna di queste persone e vuole restituirle un po’ di vita parlandocene?

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  9. Quello che ho già scritto, rende l’ idea di quale tipo di Uomo fosse il Generale @Simone Simoni … e posso concludere su di lui, indimenticabile Eroe, così :
    Simone Simoni, Generale di Divisione del Regio Esercito, “Medaglia d’ Oro” con la seguente motivazione :

    «Valoroso combattente di otto campagne, grande invalido di guerra, superdecorato al valore, di eccezionali qualità morali e di carattere, fedele al giuramento ed al proprio dovere di soldato, partecipava tra rischi continui attivamente alla lotta clandestina contro il secolare nemico. Arrestato dalla sbirraglia nazifascista e sottoposto alle più inumane torture, manteneva con contegno fiero e virile l’assoluto segreto sull’organizzazione, salvando così la vita ad alcuni suoi collaboratori. In occasione di una esecuzione sommaria veniva per rappresaglia barbaramente trucidato facendo olocausto di se stesso per l’affermazione delle più alte idealità civili e militari. Chiudeva così, onorata dalla gloria del supremo sacrificio, una vita eroica intensamente e nobilmente spesa al servizio della Patria” .

    Mi verrebbe voglia di citare le parole che, nel GIULIO CESARE di @Shakespeare, Marco Antonio pronuncia davanti alle spoglie di Bruto, vinto a Filippi : “EGLI ERA TALE, PER CUI LA NATURA PUO’ SORGERE E DIRE ALL’ UNIVERSO ‘QUESTI, ERA UN UOMO’ !”

    Ma, cara @Diemme, sono soltanto un @Cavaliereerrante, e allora dico : “Pace all’ anima tua, Generale …. di certo noi NON ti dimenticheremo più” !

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  10. La giustizia umana ha fatto il suo corso.
    Che sia stato un corso giusto oppure no, questo non sta a me dirlo.
    Noi sappiamo che Priebke fu dalla parte sbagliata. E vi fu con ferocia e disprezzo.
    Ma ormai è morto e anche questo fatto andava gestito con la cautela del caso e con il rispetto che si deve ai morti.
    Invece è finita “all’italiana”, a tarallucci e vino, calci e sputi, botte e manganellate.

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  11. Anch’io non sono d’accordo sull’accanimento sul feretro, ma per certi versi posso capire la rabbia e lo sdegno della gente. E quello che fa veramente rabbia è che proprio l’Italia, terra in cui quell’essere (scusate ma non ce la faccio a chiamarlo persona) ha sterminato famiglie intere, sia stata la sua “ospite” per scontare la sua condanna… Condanna? E che condanna è mai vivere in casa, circondato da tutti i comforts? Io sono per la galera, indipendentemente dall’età, addirittura i lavori forzati, indipendentemente dalle condizioni fisiche…sarò incivile e retrograda ma con certi elementi per me la condanna ideale sarebbe la stessa che hanno inflitto agli altri. E a questi individui sadici e spietati augurerei una morte lenta e dolorosa, altro che benedizione come dice Lillipi nel suo commento qui sopra…

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  12. Ho imparato a conoscere @Lillipi, @PennelliRibelli … e penso che lei volesse intendere ben altro con il suo “gli si desse una benedizione in privato” ….. Ma, proprio i figli ed i parenti si sono tenuti ben lontano dalle spoglie del loro congiunto, e quanto alla solita gestione all’ italiana, @Aquilanonvedente caro, ci dimentichiamo che gli attuali aderenti al nazifascismo ( ahimè, esistono e infettano ancora la vita … ), sono scesi in piazza pretendendo di salutare ‘alla romana’ un siffatto eroe, ed è da lì che sono nati i tafferugli e la non buona gestione degli accadimenti, gestione negativa e alla Pilato a cui non s’è sottratto nemmeno il governo tedesco …. e giù di là !
    Mi domando : quando parliamo di “solita gestione all’italiana”, e della inveterata prassi di far finire tutto ‘a tarallucci e vino’ all’ italiana, non ci dimentichiamo qualcosa ???
    Anche il Generale @Simone Simoni, e così i non pochi Uomini uccisi alle Fosse Ardeatine, e così gli Eroi di Cefalonia, e così ancora gli innumerevoli nostri ‘Soldati e Ufficiali’ che mai si piegarono al sopruso nè mai vennero meno, anche a costo di perdere la vita, alla parola data ed alla dignità di persona …. agirono “all’ italiana” e si diedero alla gestione della loro esistenza, e dei fatti che la coinvolgevano, comportandosi …. ‘a tarallucci e vino’ ???
    Non mi sembra !
    E quindi, sarebbe bene – a mio parere errante – che si cominciasse a non fare di ogni erba un fascio, questo lo impone, quanto meno, la Memoria che dobbiamo rendere a quelli ed ai tantissimi altri nostri Eroi !

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  13. @cavaliereerrante @diemme
    Esatto: col termine “benedizione in privato”, intendevo una preghiera per i defunti che la Chiesa non nega a nessun morto, neanche ai criminali. Non approvo invece la posizione dei lefebriani.

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