La raccomandazione

raccomandazioni

Le e-mail che scrivo al mio pen friend (keyboard friend?) sono sempre foriere di ispirazione, e così oggi. Si parlava di raccomandazioni, e io mi sono ritrovata a scrivergli:

“E’ un po’ come il test di medicina di mia figlia, ti giuro che se avessi avuto una raccomandazione la tentazione di usufruirne ci sarebbe stata, e ci sarebbe stata perché lei è brava davvero (è stata sempre una studentessa eccellente, in tutte le scuole, con tutti gli insegnanti, in tutte le materie, e scusate se è poco).

C’era un suo compagno asino, ma asino davvero, ricco, bello, figlio di gente importante: ancora non riusciamo a sapere se lui ce l’ha fatta, ma in caso affermativo, ti sentiresti ancora di rifiutare una raccomandazione per uno bravo davvero?

Mio zio, che era un saggio, diceva che le cose le puoi cambiare quando stai sopra, ma per arrivarci sopra un minimo ti devi adattare, è inutile che dai calci dal basso.”

Io ho sempre rifiutato raccomandazioni, e tutto sommato la mia strada me la sono fatta anche con maggiore soddisfazione, ma ho l’impressione che oggi sia ancora più dura, ma non sarebbe neanche questo il problema (quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, e quindi sarebbe solo una sfida più stimolante): si dice che nella vita non vincono – o sopravvivono – i più intelligenti o i più forti, ma quelli che più si sanno adattare, non le querce, ma i giunchi. Ecco, questo è il punto: fino a che punto l’elasticità è intelligenza e capacità d’adattamento, e da dove iniziano una coscienza “elastica”, scorrettezza e disonestà? Rigiro la questione: fino a che punto l’elasticità è un vendersi e scendere a compromessi “sporchi”, e quando invece è un passaggio necessario?

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28 thoughts on “La raccomandazione

  1. è difficile oggi avere un posto di lavoro solo per dei meriti a me no ke non hai una botta di culo…..si va avanti con compromessi e raccomandazioni anche nelle piccole cose……prendi per esempio la gente che lavoro in tv o nello spettacolo,come pensi che abbiano avuto il posto di lavoro?.

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  2. Penso dipenda dalla situazione… nel caso di tua figlia e del test di ammissione, se tu avessi avuto la possibilità di farla raccomandare, penso avresti potuto farlo senza sentirtene in colpa.
    Il problema della raccomandazione è che ti fa sentire meno degno di ricevere qualcosa… anni fa la ditta dove lavoravo aveva chiuso l’attività. Mi ero ritrovata a piedi, appena sposata, nessuno voleva assumermi perchè ero “a rischio gravidanza”. Ho chiesto raccomandazioni per avere un posto di lavoro. Ma il giorno in cui mi hanno chiamata per dirmi che sì, la raccomandazione era andata a buon fine… ecco, contemporaneamente ho ricevuto la telefonata (assolutamente inaspettata!) dal datore di lavoro attuale, presso il quale avevo fatto domanda e colloquio senza raccomandazione alcuna.
    Ecco, questo posto di lavoro me lo sono meritato e guadagnato sul campo, e come tale mi dà molta ma molta più soddisfazione…. stessa cosa tua figlia, che ha superato l’esame con le sue sole forze.
    Però viviamo in un mondo marcio, in cui non sempre il migliore ce la fa, perchè passano avanti “gli altri”, i “figli di” (in tutti i sensi! 😉 )… e se possiamo farci avanti a gomitate fra essi, purtroppo in alcuni casi siamo obbligati a farlo. Anche se è sbagliato, profondamente sbagliato.

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    • A me è successa una cosa leggermente diversa. Mio pare, contro il mio parere, aveva chiesto una raccomandazione, ma io il lavoro me l’ero trovato da sola. Pregai mio padre di non dire niente, per vedere solo per curiosità quando e se sarebbe arrivato questo lavoro: non è mai arrivato nulla.

      La promessa di questo lavoro però mi ha abbastanza rovinato, perché mia madre ha sabotato per tanto tempo ogni mia altra ttività perché dovevo tenermi libera per il posto procacciato dall’ “onorevole”: blah!

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  3. Sin dalle superiori mio papà mi ripeteva sempre: “Il mondo è dei furbi” …
    come ha ragione!!!
    Me la sono sempre cavata con le mie risorse e forze, ma all’università ho tirato fuori le unghie e mi sono fatta “sentire” 🙂
    le raccomandazioni me le hanno fatte poi, i datori di lavoro quando finiva la stagione e tornavo in Italia 😉 ne ho due e le tengo belle belle li, assieme ai diplomi e ai corsi di aggiornamento, in buste trasparenti come ricordi di persone che hanno saputo apprezzare il mio lavoro.
    E restano li, tra i ricordi 🙂
    Non ti grucciare per tua figlia lei è brava e vedrai che qualcosa e qualcuno la noterà e le darà le indicazioni giuste per una brillante carriera.

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    • Ma quelle non sono “raccomandazioni” nel senso che qui s’intende, quelle sono referenze, e anch’io neho avute a bizzeffe da chi aveva apprezzato il mio lavoro! Veramente, mi è capitato anche il contrario, che un datore di lavoro, per non perdermi, tentò di segarmi le gambe. Come me ne accorsi me ne andai, senza paracadute, e poi in qualche modo mi sistemai, e pure bene, alla facciaccia sua!

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    • Dimenticavo! Io non mi cruccio per mia figlia: egoisticamente, sono più contenta così, meno contatto con malattie e dolore, e laurea in tempi più brevi. Come materia, quello che ha scelto le piace tanto quanto medicina.

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  4. ti confido una cosa. se avessi potuto avere una raccomandazione l’avrei sfruttata. sono figlia di gente umile. ho tanta voglia di lavorare e di brillare tra la gente. non mi è stato permesso di brillare fra gli altri. per quanto gli sforzi siano stati immani, sono rimasta anonima fra gli altri. poco prima della laurea ero piena di speranze e prospettive. a 24 anni sei in pieno diritto ad avere una speranza. speravo che la docente che mi seguì la tesi mi notasse e mi facesse fare un pò di pratica come assistente. la facevo gratuita, per avere un titolo in più sul curriculum. invece, per quanto la tesi fu un lavoro davvero da autodidatta, cui mi veniva corretto solo qualche accento dimenticato o un paio di riferimenti fuorvianti, lei non mi contattò mai. ha assistenti bravi, lei, ma vengono da lontano e io sono a due passi dall’università. c’è qualche assistente un pò imbroglione, un pò vigliacco, ma a lei stanno bene così. ci sono stati ragazzi invece che del percorso universitario ne hanno fatto un gioco. facevano due o tre esami al giorno permettendosi il lusso di viaggiare, uscire tutte le sere, divertirsi e darsi alla pazza gioia. come facevano? non si sa. e ogni esame aveva un punteggio altissimo. io, pur rinunciando a divertimenti, serate, uscite, mi sforzavo e mi accontentavo anche di un discreto 25. hanno scelto per la tesi i docenti che sapevano bene che avrebbero ottenuto il massimo. quei docenti la cui materia è talmente “sputtanata” da cavartela con un mese di lavoro fra ricerche e stesura. ora fanno gli assistenti. a due, tre professori, di materie che loro, gli ex alunni, non hanno neanche preso in considerazione per le loro tesi. hanno una marcia in più sul curriculum, hanno una strada spianata. come hanno fatto? non lo sapevo. ho scoperto dopo che sono figli di prestigiosi. uomini conosciuti. o magari hanno speso qualche euro in più tra caffè e cene, buttando la dignità sotto i piedi. e ciò mi dispiace.

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    • Sono in molte le persone disposte a vendersi, persone persone che sanno poco, che sono poco, e ottengono molto. Alla resa dei conti però sono pur sempre zavorra, e le colonne su cui poggia la società siamo noi. Io, tutto sommato, con la zavorra non mi ci scambierei.

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  5. Io sono andata avanti da sola e sono contenta di non dovere ringraziare nessuno. Mia nipote ha fatto l’esame di maturità e non le abbiamo cercato raccomandazioni: ha avuto 100 e sa di averlo meritato da sola.Ho solo il dubbio che l’abbiano raccomandata i suoi professori.

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    • Anche mia figlia è stata raccomandata dai suoi professori! Addirittura, a fine corso, sono venuti loro a ringraziare me, dicendo che è stato un privilegio e una soddisfazione avere una studentessa così: e son soddisfazione, ciò non toglie che a medicina non ce l’ha fatta.

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  6. Personalmente non mi sono mai rivolta a nessuno perchè non ho mai voluto dovermi sentire in debito con chichessia…..ma ti dico la verità, se avessi la possibilità di poterla avere per mia figlia che è rimasta a casa dal lavoro….la userei 😉

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    • Ci ho pensato e forse… forse pure io per lei l’accetterei, ma non glielo direi! Però una cosa, non l’accetterei mai da una persona di dubbio valore, che usa un potere che non merita per crearsi uno stuolo di lacché che glielo mantenga.

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  7. Secondo me iniziano dai precedenti…
    di ogni vita, di ogni esistenza… non è un valore esprimibile è soggettivo…

    in qualsiasi coscienza elastica scorrettezza e disonestà inziano quando ci si trova difronte ai primi “precedenti” visto e vissuto e quando questi iniziano a pesare di più rispetto al “valore” che ognuno dà al concetto di lealtà e onestà.

    Di fatto, cerando di razionalizzare e generalizzare iniziano quando veniamo privati di qualche bene materiale (spesso identificabile con una qualsiasi somma di denaro).

    L’elasticità nel vendersi e nei compromessi diventa necessario quando un ambizione supera un valore, è un passaggio necessario quando ti trovi ad affrontare questione “astratte” nel personale…

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    • Già, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare… ma è vero pure che in alcuni il valore ha uno spessore di nanomillimetri, e davvero ci vuole poco a superarlo!

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  8. Io ho subito le raccomandazioni, se così si possono chiamare, per tutto il ciclo di studi, dalle elementari al liceo. Avevamo un’amica di famiglia che conosceva un sacco di insegnanti e ha consigliato per me la miglior scuola elementare, la miglior maestra, la migliore sezione della scuola media e del liceo, con i migliori insegnanti. Da un lato sono stata fortunata perché ho avuto un’istruzione con i fiocchi, dall’altro le maggiori soddisfazioni le ho avute all’università dove non mi conosceva nessuno. Non sarà un caso.
    Per il lavoro non avrei tollerato alcuna raccomandazione, anche perché non sempre hanno esito felice. Mio marito, 25 anni fa, ha fatto un concorso presso un ente pubblico con tanto di raccomandazione fornitagli da mio padre: è stato il primo degli esclusi. 😦

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    • Sapere di avere ottenuto qualcosa con una raccomandazione lederebbe il mio amor proprio: io ho l’autostima a mille, e devo dire che questo rappresenta una ricchezza e uno scudo contro le avversità. Mi venisse a mancare, diverrei davvero fragile, e certo sarebbero più i danni che il giovamento.

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  9. piccolo esempio quotidiano, provato a prenotare un esame medico, appuntamento a 4 mesi, chiesto mamma di telefonare a suo amico primario, attesa 3 giorni, a volte è il solo modo di sopravvivere qui nel paese delle meraviglie

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  10. quando ero a militare mia madre, tramite una conoscenza, mi fece avere l’avvicinamento a casa….”stai tranquillo” mi disse…..ecco, lo ebbi l’avvicinamento….da Tarcento, dove ero, a Udine….che per uno di Milano, quei 30 km in meno….
    Comunque mi sbaglierò ma più passa il tempo e meno le raccomandazioni contano….

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  11. Nessuna raccomandazione nella vita, tranne una e a mia insaputa. Quando lo seppi feci un casino della Madonna perchè persi il bello della vincita (miss eleganza alla festa della matricola). e sai chi fu a raccomandarmi? Mio marito! allora era il mio fidanzato e pensò di fare una cosa carina per me, raccomandandomi con due amici della commissione. L’indomani me lo disse e andai su tutte le furie! Gli regalai la fascia e la coppa da miss e ruppi il fidanzamento. Facemmo pace dopo qualche giorno, ma fascia e coppa non volli più vederli: non ebbero più senso per me. Lui invece continua a dire che ebbero senso per lui perchè l’intento fu un atto di gentilezza nei miei confronti. Su questo fatto non abbiamo mai concordato e fascia e coppa sono ancora a casa di sua madre.

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  12. Faccenda complessa.
    Io voglio essere libero di criticare e fare la morale, e quindi non sono mai venuto a compromessi. Le mie figlie hanno ricevuto questo “inprinting” e la pensano allo stesso modo. E io ne sono orgoglioso.
    Ammetto però che tante volte la tentazione può essere grande, specie quando si sa bene che sarebbe soltanto un modo per ripristinare i valori corretti.
    Apro una parentesi, leggermente fuori tema.
    La raccomandazione, o meglio la segnalazione, è una pratica corretta e usata ovunque nel mondo, quando si vuole segnalare una persona della quale si apprezzano le qualità e i meriti. Solo in questo disgraziatissimo Paese è diventato soltanto un sinonimo di ingiustizia, per far trarre vantaggio a persone che non ne avrebbero merito né diritto.

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