Putzino all’Università

bambino_laureato

Ne ho una di foto di Sissi all’asilo, col tocco in testa e il diplomino in mano, spero di ritrovarla e sostituirla a questa.

Oggi è il suo primo giorno all’Università e sono emozionatissima. L’istinto sarebbe di andarla a prendere ma, come riflettevo scrivendo a un mio amico,

L’andrei a prendere all’uscita, ma so che mi percuoteresti selvaggiamente se lo facessi (cioè, se Barbara te lo lasciasse fare, perché sicuramente arriverebbe prima lei e mi ridurrebbe in brandelli, lasciando agli altri la misera carcassa).

Ho la sensazione che all’università sarà felice. Altro ambiente, altra gente, altre materie. Forse per la prima volta nella sua vita andrà più d’accordo coi discenti che coi docenti. Ho anche l’impressione che avrà finalmente una vita sociale.

Confidiamo nelle buone compagnie, vi farò sapere.  😳

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74 thoughts on “Putzino all’Università

  1. Credo proprio che, superati i disagi dei primissimi momenti, si ritroverà benissimo …. ed anche gli altri/le altre si ritroveranno assai bene con questa splendida “matricola” !!! 😀

    Quanto a te, @Diemme, fai benissimo a non andarla a prendere …. a meno che non te lo chieda lei stessa …. chissà ???

    E poi capisco ben la tua emozione
    nel rivivere il tempo che fu tuo …
    lo stesso tempo, ora che è suo,
    riparte dalla stessa tua stazione .

    Essì che il tempo passa ‘lesto lesto’,
    non riconosce più le nostre facce,
    nè noi … talvolta, ma su quelle tracce
    si muove il cuore … ed il ricordo presto .

    Sembrava ieri, e accadde invece allora
    così lontani gli anni … a noi ragazzi,
    fioriva il cielo e della luce sprazzi
    da noi schizzavan fin dalla buon ora !

    😀

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    • Nel rivivere il tempo che fu mio? O no, caro Bruno, o no, non auguro al peggior nemico quel tempo che fu mio! La caparbia di mia madre nell’impedirmi gli studi, fino a gettare i libri che avevo comprato col sudore della mia fronte, fino a “regalare” a uno che li spese a puttane i soldi per pagarmi l’università, guadagnati lavorando dall’età di tredici anni, lavorando ogni estate mentre gli altri se la godevano, lavorando ogni inverno e riducendomi a studiare la notte…

      Il tempo che fu mio? Gli anni in cui rischiavo di perdere la vista – mi era stato diagnosticato il tracoma – e a mia madre non interessava l’invito che mi rivolse il medico a non tornare in medio oriente fino a che non fossi guarita! Che importava a mia madre la mia cecità? Che è importato a mia madre quando andai a finire intubata in un letto d’ospedale a migliaia di chilometri di distanza? No, caro Bruno, non fu il mio tempo quello, quello fu un tempo che mai ebbi, e di cui la vita è con me in grosso debito!

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  2. Si troverà sicuramente bene vedrai, e si farà la sua strada! 🙂
    Ho letto il tuo commento sopra……ne hai davvero dovute subire tante…..e non solo da sola, ma avendo contro chi avrebbe dovuto essere il tuo appoggio e aiutarti, devi essere davvero orgogliosa del tuo percorso e di dove sei arrivata!

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  3. E’ comunque passato !!!
    E di quelle sofferenze ( che DEVI comunque superare …. ferite o non ferite che si rimargino o meno ), Tu ne facesti virtù !
    Ma il tempo, l’ ho già detto …. non riconosce nessuno, e comunque se ne va/se n’ è andato via !
    L’ importante, soprattutto per te, è che tua figlia viva pienamente la sua giovinezza e tutti, ma proprio tutti, gli affetti che nutre !!! 😀
    Postescritto : l’ ho più volte detto …. che mi chiamo @Bruno ( per nascita ), oppure @Cavaliereerrante ( per scelta … di vita e blogghiera ) !
    Sentirmi chiamare “cavaliere”, seppure da un’ amica come te, o “caro cavaliere”, come un delinquente evasore, recidivo e pornonano, di mia ingrata conoscenza ….. beh, mi provoca l’ orticaria, quando non peggio !!! 👿

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    • @Bruno: il nome l’ho corretto, per il resto… noi siamo il risultato del nostro passato, e nulla passa, nulla, te lo assicuro!

      Ah, quale errore ha recentemente commesso Putzino, nel maldestro tentativo di riavvicinarmi a mia madre, a sollevare il coperchio del vaso di Pandora e costringermi a ricordare!

      Ho detto che di quegli anni non voglio parlare, e non ne parlerò, ti assicuro che non sopravviverei a quel dolore, a dispetto dei traguardi raggiunti (ma a che costo, a che costo!)

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  4. Onestamente io non avrei mai voluto che mia madre mi accompagnasse o mi venisse a prendere il primo giorno di università. Mi sarei infuriata se solo avessi saputo che se ne stava lì appostata …

    Sai che io ti adoro come amica ma come mamma non ti vorrei proprio … e non solo per questioni anagrafiche. 😉

    Un abbraccio a Sissi e … lasciala vivere, se vorrà troverà gli amici, se sarà il caso andrà più d’accordo con i discenti che con i docenti e solo se rientrerà nei suoi piani migliorerà la sua vita sociale. Saprà lei cos’è meglio fare e cosa evitare. D’altronde, l’hai educata tu ed è una ragazzina assennata. Non c’è nulla da temere ma nemmeno da augurarsi o sperare. Si apre un nuovo capitolo della sua vita e saprà affrontarlo, come abbiamo fatto tutti noi, d’altra parte.

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  5. Mi associo al club dei picchiatori. E’ un momento suo, la mamma va bene all’asilo, alle elementari, alle medie… alle superiori già comincia ad essere di troppo, ma all’università Dio ce ne scampi! E’ un momento suo da condividere nel racconto una volta tornata a casa 😉
    Spero si trovi bene e che le cose da raccontare siano sempre più allegre. Se poi un giorno avrà meno voglia di raccontare… capiremo 😉

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    • Almeno alla Metro… un po’ di pietà per una povera madre 🙄

      Giusto dovrei capitare a quell’ora da quelle parti, per altri motivi…

      PS: ti stavo per chiamare, ma ho realizzato di aver lasciato il cell a casa!

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  6. Eh eh eh eh …. 😆
    Ha ragione @Marisa che, da ottima Insegnante qual’ è, e dotata inoltre di buona memoria …. ti dà i “consigli giusti” !
    Ergo, non appostarti, mascherata da albero … oppure fingendo di passare di lì “per caso”, nei pressi dell’ Università : senza scomodare il @Mossad ( 😯 ) e la presunta fascinosità dei suoi agenti …. @Sissi NON è fessa, e non la prenderebbe bene, poichè, penso io, vorrebbe evitare che i suoi nuovi compagni e compagne, la prendessero per “una bambinetta che ha bisogno ancora della mammina” …. come ai tempi belli dell’ asilo !!!
    Postescritto :
    @Aquila ???
    Ehm ….
    Essì, ora che hai ricomposto il nido …. sei anche Tu …. ehm …. FUORI MERCATO !!! :mrgreen:

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  7. NO,il telefono a casa, no 😥
    Se avessi avuto il telefono ti avrei detto che potevamo “per caso” passare da quelle parti mentre andavi a fare spese. Così no! Nessuna pietà. :mrgreen:

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    • @mujer: tanto quando esco dall’ufficio devo correre, e poi lo recupererò: per l’ora di uscita di Sissi “capiteremo” da quelle parti. Starò di vedetta alla metro 😉

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  8. ma nooo… lasciale vivere il suo momento da primo giorno senza l’incubo di incontrarti “per caso” 😆
    il primo giorno è un momento in cui fare il primo passo da soli… saranno gli altri momenti che, lei per prima, vorrà condividere con te! (e poi anche aspettarla a casa è un momento di condivisione, no?) In bocca al lupo a Sissi… qualsiasi facoltà abbia intrapreso sappiamo tutti che ha la grinta e i numeri (e l’appoggio incondizionato materno) per riuscire alla grande!

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  9. Giovani … er mejo de la nostra gjoventù, sciamavano, come api felici e immemori, dall’ ingresso principale dell’ Ateneo ! Il primo giorno d’ Università …. volgeva al termine, e …. oh sogni inseguiti e raggiunti, oh sensazioni struggenti di crescita e libertà … oh ricordi non lieti di zainetti e zainoni sul groppone, ricolmi di libri e libercoli, di vocabolari e panini …. e … ehm ….oh quelle facce ansiose poi e interroganti di mamme, e di nonne, e di zie, e di padri, e di fratelli e sorelle maggiori …. tutti asserragliati e avvinghiati ai cancelli del liceo a setacciare il gruppo : “Beh … come è andata ?!? Vi hanno dato i compitini ?!? …. Hai mangiato la merendina che t’ avevo preparato” ?!? 😯
    Via …. tutto questo finalmente via, e tutta una vita davanti “da adulti” ! 😀
    Spiccava, nel gruppo variegato, rumoroso e gaio, una bella, sorridente fanciulla, un poco timida, ma già consapevole di sè, leggiadra giovinetta fra leggiadri giovani, timidi anche loro …
    Un voce s’ alzò … “Ehi, Marcello, Giulia …. dove andate” ???
    “Facciamo un tratto di strada con Sissi …. abbiamo ancora qualcosa da dirci : con voi, ci vediamo domani al laboratorio” !
    Roma brillava, dopo gli acquazzoni inverecondi, nitida e lucente …. il sole era alto .
    Poi, Marcello …. alzò gli occhi al cielo e “Ragazze …. guardate – disse alle due compagne – che bell’ aquilone s’ è fermato proprio sopra di noi …. non è bellissimo ??? Sembra proprio seguirci” !
    Un tuffo al cuore … e Sissi volse lo sguardo verso il punto in alto indicato da Marcello : “Dannazione … Mà – pensò turbata dentro di sè – M’ ero tanto raccomandata che Tu te ne stessi a casa, almeno per questo primo giorno …. eccheccavolo, sei di coccjo” ! 👿

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  10. ciao diemme. sono nuova in questo blog. l’università? una bella esperienza per noi figli. se mamma fosse venuta a prendermi all’uscita mi sarei incazzata nera. volevo andare con il pullman, passeggiare fino alla fermata più lontana per godermi gli ultimi soli d’autunno, o per vedere quanti bei ragazzi (ingegneri, avvocati, fisici) giravano per l’ateneo. volevo essere sola, lontano da tutti, per inoltrarmi in una stanza che ancora non mi apparteneva, ma che sarebbe stata mia per oltre cinque anni. ed ora che ho finito, rimpiango quei giorni, come se fossero l’anima di una vita incerta per un futuro che a noi giovani non è concesso!

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    • Cara @Aida, dipende dai figli, dalle mamme, dalle situazioni, dai rapporti… stasera c’era un tempo da lupi, gli autobus non passavano mai e non mi risulta che lei abbia simpatizzato con nessuno. Sono sicura che se la fossi andata a prendere sarebbe stata felice (magari non fuori dall’università, ma uno squilo che le dicesse “Sto all’incrocio tal dei tali” le avrebbe sicuramente fatto piacere! 🙂

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    • Io non perdono a mia madre di essermi venuta a prendere agli esami di maturità. Oggi posso pure capirla, ma mi ha tolto quel momento che avrei voluto vivere coi miei compagni. Mia figlia invece ce l’ha chiesto, a me e al padre, abbiamo preso entrambi un giorno di ferie. Coi compagni c’era stato un pessimo rapporto per tutto l’anno (ancora inspiegato, i primi quattro anni erano andati d’amore e d’accordo), e forse si sarebbe sentita un povero calimero se non ci fossimo stati noi.

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    • siamo noi figli a chiedere aiuto ai genitori, e a volte sono loro che sanno quando devono intervenire. anche se a volte sbagliano. quando feci l’esame di privato, il più importante di tutta la carriera, non dissi nulla ai miei. lo sapeva solo il mio ragazzo. questo perchè non volevo deluderli, pur sapendo che era uno degli esami più duri di tutti i corsi di laurea. lo feci per tre volte, e tutte e tre le volte andai con il mio ragazzo. inventavo scuse del tipo che avevo un corso, o che uscivo. quando lo superai mi presentai a casa con un dolce e una bottiglia di spumante. appena il professore dichiarò che presi un bel 27 su 30 esultai dalla gioia fuori dall’aula con il mio ragazzo, che era l’unico con cui avevo studiato quel mattone e che sapeva davvero gli sforzi che avevo subito. era quello che mi aveva seguito giorno dopo giorno e meritava in quel momento di condividere per primo la mia felicità. i miei non se la presero. mi capirono e furono felici per questo.

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    • Mia figlia fa di queste cose (anche se non proprio questa perché l’università l’ha iniziata adesso), ma io ci rimango male: questo non nel senso che le tengo il muso, e neanche che non capisca il suo stato d’animo, ma mi dispiace che pensi che io la possa giudicare, e che mi possa deludere se non supera un esame. Lei ce l’ha questo complesso, e giuro che sono l’ultima che pretende chissà che performance, sono talmente zen su questo, talmente penso che la vita non sia nelle nostre mani e la nostra felicità non dipenda certo dal superamento di un esame o dal voto, che davvero è l’ultima cosa per cui me la prenderei.

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    • siamo noi figli a voler apparire perfetti verso chi si sacrifica quotidianamente per noi. vedere un genitore sorridere per un esame superato, che ti compra una pizza per festeggiare e attende lì, dietro la porta di casa, per farti ancora una volta gli auguri, è una soddisfazione che dobbiamo a tutti i costi ottenere, pur sapendo che a voi genitori poco importa se non è 30, o se è stato superato dopo l’ennesimo tentativo!

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    • Sì, è così, lo so che è così, ma mi dispiace lo stesso. Lei vuole darmi tante soddisfazioni, ma la soddisfazione non è che lei sia bionica, ma che sei lei.

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  11. Sottoscrivo pienamente quanto detto da Marisa e altri. Ma tu non ti rendi conto di quanto sei protettiva e che anche la “morbosità” di tua figlia è una risposta a questo. Spero che tu faccia (o abbia già fatto) la scelta più giusta!

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    • @lilipi: scherzi a parte, perché è chiaro che in questo post l’ho buttata a ridere, sono sicuramente ansiosa, ma non iperprotettiva. Sono assolutamente convinta che proteggere troppo i figli li rende più ingenui, vulnerabili, impreparati alla vita. E’ come tenerli in camera sterile, il primo raffreddore che si beccano li accoppa.

      Non la sono andata a prendere, ho fatto la scelta giusta? 😉

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    • Sgrunt! Al ritorno le ho chiesto esplicitamente:

      “Mi avresti ucciso se ti fossi venuta a prendere?”
      Risposta: “Sì”.
      Sì secco, capito? Senza un attimo di esitazione! 👿

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  12. Ho l’impressione che il mondo, ma sarebbe meglio dire l’Italia, abbia perso tanti validi medici con ‘sti test d’ammissione del cavolo. Sono quelli che rimangono (o per meglio dire quelli che hanno superato il test, quindi aspiranti medici) che mi preoccupano. 😦

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  13. Dai che ormai è fatta! Il primo giorno, intendo. Ma è quello importante ed hai fatto bene a resistere alla tentazione dell’appostamento o di andarla a prendere. Sissi era contenta? Ha avuto una buona impressione? Sicuramente sì.

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  14. Il passaggio del La Dona figli è dalla scuola media inferiore a quella superiore ma mai come ora ho la sensazione che qui sarà finalmente felice. La musica è la sua vita e respirando musica ogni giorno sta fiorendo.
    Confidiamo nelle compagnie…concordo!

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