Il pippone

Il piagnisteo

E va beh, è un po’ che non scrivo (per i miei ritmi intendo), ma l’umore proprio non va, e non va al punto che finalmente capisco quelli che, quando la ruota non gira, si chiudono in se stessi, e che non avevo mai capito prima.

Dicevo loro “Ehi, io ci sono pure per piangere, che significa che non ti fai più sentire perché non saresti di buona compagnia? Sei un amico/un’amica, non un clown che deve per forza essere divertente e far ridere!”.

In realtà ora comincio a capire che le cose sono due: primo, è vero che con gli amici si ride e si piange, ma poi quando il pianto comincia a prendere il sopravvento e ogni discorso diventa una litania funebre, tipo quelli che chiedendo l’elemosina recitano la loro filastrocca lagnosa sul numero di figli, le malattie di tutta la famiglia etc. etc. etc., e finito l’elenco delle disgrazie e dei carichi familiari semplicemente ricominciano daccapo, la situazione può snervare l’altro che, per amico sincero, altruista e disponibile che possa essere, è pur sempre un essere umano coi suoi limiti e che già deve combattere con le sue di maledette rogne.

Secondo, se una persona è di malumore è a lei in primis che non va di parlare con nessuno. Io a un certo punto mi sono resa conto che non chiamavo più una mia carissima amica che in genere sento spessissimo, e a un’altra magari una volta su due neanche rispondevo, senza nulla togliere all’affetto per loro: non mi andava, non mi andava e non mi andava, ma non che non mi andasse di sentirle, non mi andava di parlare, non mi andava di dire neanche buongiorno, e soprattutto non mi andava di rispondere alla fatidica domanda “Come stai?”, proprio perché non sarei riuscita a trattenermi dall’attaccare la solfa.

E voi? Attaccatte il pippone? Reagite bene se ve lo attaccano? E come gestite il vostro vorticoso girare di pelotas?

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78 thoughts on “Il pippone

  1. sinceramente no….forse perchè essendo figlia unica sono sempre stata abituata a risolvere le mie cose da sola…..o forse è per carattere, o semplicemente non mi va di raccontare i fatti miei….non lo sò perchè, ma di fatto non parlo praticamente mai di me….e qando c’è qualcosa che non và non ne parlo con nessuno, prima devo risolvere la cosa da sola, dentro di me, poi, forse, lo dico esclusivamente con gli Amici più cari…..
    Con questo non dico di fare bene, anzi….gli amici sono di aiuto 🙂

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    • scusa non ho risposto a tutte le domande….dicono che so ascoltare, e cerco di farlo con attenzione e con pazienza…… e quando mi gira male cerco di stare lontana per non fare danni 😉

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    • @Silvia: non parli, però ascolti… ho letto anche gli altri commenti, pare questa sia una tendenza generale, “Non peso sugli altri con le mie beghe, però ascolto”: ma perché impostare con gli altri questo rapporto impari? Perché essere disposti a dare e non essere altrettanto disposti a ricevere?

      Tanti parlano di un mondo egoista, e in effetti c’è anche quello, però è vero anche l’opposto, c’è gente pronta a farsi in quattro per gli altri, per sincero altruismo o per senso del dovere ma… quando è il loro turno di riscuotere, si dileguano: perché?

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    • Il tuo discorso è giusto Diemme…..ma sono abituata a risolvere le mie cose da sola….e poi sinceramente non mi va di parlare dei fatti miei, sono piuttosto riservata riguardo le cose personali e/o familiari, ne parlo solo con veri amici….e ti dirò che mi è difficile farlo anche con loro.

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    • @Silvia: sì, c’è anche la riservatezza, ma quante sono le cose veramente “personali”? Tutto il mondo è paese, e il nostro vissuto, la nostra vita attuale, rispecchiano quasi sempre niente di più di quello che è la vita in generale. A me tante persone hanno fatto confidenze, che ritenevano delicatissime e privatissime – e che ovviamente come tali sono state trattate, che a me sembravano semplicemente le cose più normali di questo mondo: certo, molto dipende dall’interlocutore, ci sono cervellini piccoli così che non sono degli dei nostri sfoghi, questo è vero.

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    • è vero, ma guarda che io non penso di avere l’atteggiamento giusto, tutt’altro, anche perchè le poche volte che l’ho fatto confidarmi mio è stato utile…..ma purtroppo sono così, e cambiare adesso a 54 anni suonati penso che sia difficile….anche se con gli amici più cari e veri ci provo 🙂

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  2. Dipende…in genere io ascolto i pipponi di tutti…poi quando sono in fase devastazione mi chiudo in isolamento per qualche giorno…e una volta trovata la voglia di parlare, allora accenno alla mia migliore amica…ma il grosso lo smaltisco in isolamento 🙂

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    • @Stephy: v. mia risposta a Silvia…

      A tuo giudizio, tu ascolti i pipponi degli altri per dovere o per reale solidarietà? E se è reale solidarietà, perché neghi agli altri di ricambiarla quando è il tuo turno?

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    • Credo sia reale solidarietà, e naturale propensione all’ascolto…cosa che i miei amici percepiscono prima di me. Io sono più schiva se il problema mi tocca molto. Penso sempre che meglio di me non può ascoltarmi nessuno (o quasi), nel senso che ho bisogno prima di fare chiarezza con me stessa, e poi posso esporre le mie cose a qualcuno…

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  3. ascolto e ascolto. finirò per aprire uno sportello di consulente ” ascoltatrice “! 😀 però non sono mai così ” nera “, alla fine penso che i problemi, presi un po’ alla volta possono risolversi per il meglio.

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  4. Io ti capisco. Siamo identiche. Poi è anche vero che a volte mi sblocco. Ma deve esserci l’atmosfera adatta. L’ho trovata lo scorso we passato da sola, senza famiglia intendo, e ho riscoperto l’amicizia di un’amica che avevo perso di vista da un po’. Non volevo scaricarle addosso tutti i miei problemi e invece ho trovato in lei l’interlocutrice perfetta, che non ha giudicato né ha compatito e neppure minimizzato. Mi ha ascoltata ed io, cogliendo la sua disponibilità, ho parlato serenamente, senza scaricarle addosso nulla, anzi, è lei che mi ha trasmesso una sensazione di pace che raramente ho provato.

    A volte basta trovare la persona giusta e non è poi così scontato che sia una di quelle che si frequentano più assiduamente.

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    • @Marisa: anch’io ho la fortuna di avere amici così, che non si seccano né ti compiangono: piuttosto ti aiutano a inquadrare il problema in una prospettiva più realistica e più affrontabile. Devo dire però che, nel mio caso almeno, le persone “giuste” corrispondono a quelle che frequento più assiduamente, anche se mi è capitato poi di trovare un ascolto empatico e costruttivo anche nelle situazioni più improbabili e con le persone più impensate .

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  5. Io sono una di quelle che abbassa la saracinesca. Mi metto in quarantena. Non per presunzione, anzi spesso mi sento in colpa con le mie amiche, ma per sopravvivenza. Per guarire ho bisogno di stare sola e per sola intendo con i telefoni staccati. Nel corso degli anni sono riuscita ad educare, in senso buono naturamente, le persone che amo: non li sto privando di nulla, sono sempre dentro il mio cuore, ma ho bisogno di stare sola.
    Vengo ugualmente rimproverata perchè non chiedo aiuto ma, alla mia età, so bene come guarire e non mi posso permettere più tentativi.
    Spero tu stia bene, anche se triste.

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    • @rossodipersia: però sapessi quanto è duro vedere le persone più care sparire, saperle sofferenti e pensarle arroccate in solitaria, mentre noi non possiamo far altro che aspettare impotenti!

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  6. Non ho una linea ben precisa da seguire. Dipende dal problema. Solitamente cerco di reagire da sola e di non appesantire gli altri . Le mie amiche mi chiamano donna-spugna perchè tendo ad assorbire in silenzio, carico e carico e magari poi esplodo. Non è l’atteggiamento migliore perchè se mi sfogassi subito, starei meglio. Continuando a caricare ed esplodendo dopo, invece, rischio di far danni a me e a chi mi sta attorno.
    Di rimando so ascoltare e cerco di rasserenare gli altri. sdrammatizzando.

    oh, tiriamoci su, dai!
    Serena notte,
    Marirò

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    • @ili6: sì, accumulare non è decisamente un buon metodo, oltretutto c’è anche il rischio, oltre che di scoppiare, di rimuginare autosobillandoci.

      Prova allora ad essere, se non lo sei già, buona consigliera anche di te stessa come di chi ti sta intorno, e sdrammatizza: eviterai di esplodere!

      Serena notte a te (anche se è la notte seguente 😉 ).

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  7. No.. sono una che ascolta, di solito.
    Dico poco per me per vari motivi: vergogna, pudore, senso di fallimento, voglia di risolvere le mie cose da sola, ansia da prestazione che mi porta a sentirmi a disagio quando non raggiungo la perfezione (praticamente sempre.. visto che è IMPOSSIBILE raggiungerla!).
    E poi anche un po’ perché mi piace ascoltare gli altri.. i loro problemi (anche per rendermi conto che i problemi non li ho solo io.)
    Poi, senza falsa modestia, so dare degli ottimi consigli. Che puntualmente non valgono per la sottoscritta! 😀
    C’est la vie.
    Laura

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    • @Laura: tu parli di “vergogna, pudore, senso di fallimento, voglia di risolvere le mie cose da sola”, ma poi ti accorgi che tutto il mondo è paese e allora, perché non far tesoro di questo e la prossima volta condividere? Molti di noi sono saggi con gli altri perché riescono, dall’esterno, a vedere le cose lucidamente: perché non far fare questo ad altri quando a starci dentro siamo noi?

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  8. L’ umore non va …. @Diemme cara ?!?
    Può accadere …. amica mia, c’est la vie !
    Tu allora …. fai andare l’ amore, ne hai tantissimo dentro di te, lo dai a tanti …. danne un poco anche a te !
    Specie ora che, nel tuo giardino, ti sembra di vedere inaridire ogni cosa : quando vi gettasti i semi, ed erano “semi buoni”, sapevi già che non esiste pianta o fiore che duri per sempre …. ma alle stagioni morte si alternano quelle propizie e, se è vero che nulla di concreto possiamo fare per alterarne l’ avvicendarsi, è altrettanto vero che possiamo NON intralciare quelle benigne e Tu, per te, puoi fare tantissimo …. se solo riesci ( e puoi riuscirci benissimo ) ad essere ‘appena appena’ meno tumultuosa ! 🙂

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    • @Bruno, sei davvero un amico… se ripenso al tuo ingresso irruente in questo webmondo, mi prende tanta di quella tenerezza: ah, che tempi, che tempi, e come siamo cresciuti, come ci siamo uniti, quanta fiducia abbiamo acquistato gli uni negli altri!

      Bella canzone, e come sempre azzecata, grazie! 🙂

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  9. O attacco il pippone o attacco il muso. Come ho scritto su Facebook però, sto cercando di smettere. Se lo fanno gli altri ascolto, ma dopo la ventesima ripetizione mi stanco e cerco di scrollare il mio interlocutore. 😉

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    • @Karina: beh, finché si è giovani questa risposta è accettabile, ma credo che crescendo si dovrebbe riuscire a cambiare, a capire che pipponi e musi non sono sistemi, e che all’interlocutore signor disco rotto non serve una scrollata ma una parola magica ben difficile da trovare, un’illuminazione che forse un giorno, all’improvviso, ci sarà 😉

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    • Ho scritto scollata ma intendevo proprio quello ^^ …peccato però che essendo ancora troppo impulsiva la mia illuminazione assomigli alla lampada da interrogatorio ^^’

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  10. io in genere non attacco pipponi e quando sono in periodo di crisi mi isolo dagli amici (anche se parlo poco in generale, quindi non si nota più di tanto) e uso il blog come valvola di sfogo, e sopporto per un po’ i pipponi altrui, anche se quando una persona non fa altro che ripetere le solite lamentele ogni volta che ci si sente e senza mai dire una cosa sola di positivo per degli anni inizio a pensare (e a dire a brutto muso) che uno si scelga le situazioni peggiori proprio per amore del suono lamentoso della propria voce!

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    • @goldie: non è proprio così, non è che certe persone amino il suono lamentoso della propria voce, è che certe volte magari vanno in loop, o non hanno quella forza di vedere la luce in fondo al tunnel, anche se il tunnel, ai nostri occhi, misura pochi insignificanti centimetri.

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    • probabile… però è vero che ci sono persone che vedono solo i lati negativi. ultimamente ho trattato malissimo un amico perchè lo conosco da 3 anni e da 3 anni mi ripete giornalmente quanto sia sfortunato e quanto tutto gli vada male, e della sua infelicità cosmica… insomma: non è mai successo che mi dicesse di essere contento per qualcosa. se gli chiedi come va sul lavoro, ovviamente va uno schifo perchè non ha un meraviglioso rapporto coi colleghi al di fuori dell’ufficio (irrilevante il fatto che un lavoro ce l’abbia, che sia stato promosso, che abbiano accettato le sue richieste di spostamenti, etc.). se chiedi della salute, ti risponde che va bene, ma “cosa c’entra? non è di questo che sto parlando”… insomma: di una giornata con 1000 lati positivi, lui ti contatterà per raccontarti l’unico negativo. mi sa che è in loop da sempre…

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  11. Io attacco pipponi a chiunque, dal fornaio al dottore. Appena me ne rendo conto cerco di bloccarmi ma è più forte di me, quando mi chiedono una qualunque cosa spiffero tutti gli affari di famiglia (tranne le cose riservate, ovvio) su salute, progetti e varie. E il bello è che come dicevo in un mio commento in un altro blog, non riesco a mentire, quindi quello che racconto corrisponde a verità… Per quanto riguarda gli altri, ascolto, ma non riesco a ricordare, quindi quando rivedrò quella stessa persona sarà come se non mi avesse detto nulla, il che non è un bene perché sembrerà che non l’abbia ascoltata con attenzione. Se il pippone dura troppo a lungo, spesso mi capita che dopo un po’ le orecchie sentano ma non ascoltino più, e le parole pipponesche diventano solo un fastidioso brusìo (che è probabilmente quello che succede agli altri quando io attacco i miei, di pipponi!

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    • @Patrizia: ne abbiamo parlato, magari l’argomento era un altro, ma sempre di taglio netto di ponti si trattava! Io, non riuscirei mai e no, non ho bisogno di delucidazioni sull’argomento, spero che la mia natura rimanga sempre questa, di compagnona prescindere, allegra o noiosa, goliardica o piena di dolore, ma sempre insieme agli altri: pena che non vorrei neanche vivere in una villa, io ho bisogno della cagnara del condominio, dei bimbi piccoli che giocano o che piangono, della vecchia sola che si guarda le soap opera a tutto volume fino alle tre del mattino, della coppia di vicini che litiga, delle mamme che sgridano o consolano i figli…

      Nel bene e nel male, la gente è la mia vita.

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  12. “Attacchi il pippone?” – Solo se dovesse chiedermelo uno psicologo: l’unico potenzialmente in grado di propormi un rimedio (non cerco consolazioni).
    “Reagisci bene se te lo attaccano?” – Si! Sono un buon ascoltatore. A volte trovo addirittura conforto nell’ascoltare i problemi degli altri (quelli reali, non quelli inventati), confrontandoli ai miei. Come gestisci il tuo vorticoso girare di pelotas? – Scrivo su WordPress

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    • @luporenna: no, il pippone con lo psicologo no, sembra di parlare da soli, è castrante! Meglio una buona amica che non ti capisce, che sputa sentenze, scuote la testa mentre parli, ti dà consigli del piffero assolutamente scontati, ma almeno interagisce e ha a cuore te e non la sua parcella!
      Il conforto nell’ascoltare i problemi degli altri – ferma restando la solidarietà e l’empatia – posso capirla, in questo i blog aiutano alla grande, ci fanno sentire meno “mononucleari”, tutti sotto uno stesso sole, soggetti ai medesimi problemi e alle medesime dinamiche e infine sì, scrivere su WordPress è decisamente terapeutico contro il vorticoso giramento di pelotas!

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  13. Di @Pipponi & @Pipponesse …. è ricolma la vita quotidiana, e ci meravigliamo che il blog, che della vita è l’ immagine “al netto delle maschere” indossate ogni giorno, ne sia privo ?!? 😯
    Ma un vero amico o amica …. sanno percepire quando ci sia la necessità di dare la stura alle lagne ( sempre le stesse, invero …. ) altrui …. e se “quell’ altrui” gli/le preme, sa attendere la fine dell’ effluvio di lai & parole e, da quelle macerie desolate e desolanti, da quelle lacrime amare o superficiali …. sa far scaturire quella scintilla “oggettivamente vera”, da cui ripartire per essere sè stessi e proseguire, con altro spirito, il viaggio ! 🙂

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  14. Non credo d’aver regole precise anche se sono una buona ascoltatrice. Molto fa la persona portatrice sana(o malata) di pipponi, molto fa il mio stato d’animo. Ci sono state delle volte in cui mi sono resa conto di avere la misura già colma dei miei guai e anche una goccia di quelli altrui era di troppo. Quindi mi sono trovata a dire chiaramente in risposta ai rimproveri sul perché non ‘ero fatta più sentire, senza peraltro essere stata cercata nel frattempo, che semplicemente anche la mia capacità di dare non è infinita. Qualcosa deve tornarmi indietro, altrimenti ognuno si faccia i pipponi davanti allo specchio così si è certi che l’altro non scappa. Può sembrare poco rispettoso dei sentimenti altrui ma pure i miei vanno rispettati. Se sono in buona posso sopportare sfoghi vari, ma anche lì dipende dalle persone, con alcuni sono più paziente con altri penso solo che cerchino un bidone della spazzatura nel quale riversare indistintamente il loro mal di vivere senza alcun freno.Mi è venuta in mente un’associazione di idee che renderebbe meglio il concetto, ma ve la risparmio. La consapevolezza d’aver attraversato periodi bui più o meno lunghi mi spinge ad essere il più paziente possibile. Con altri ancora, ma stiamo già facendo un salto di qualità nei rapporti e nell’affetto, mi si riempie il cuore di pena. Posso solo offrire ascolto e il mio affetto. Potessi contribuire a risolvere, lo farei, ma se non posso, la mia vicinanza spero basti.

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    • @Mujer: la tua analisi è lucida e realistica e, non ti smentisci, pane al pane e vino al vino. Comunque posso testimoniare che sei una grande ascoltatrice e un grande sostegno: grazie! 😀

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  15. Mi stavo dimenticando di rispondere alla parte che riguardava i miei di pipponi. Credo di non farne più, o perlomeno sono di brevissima durata e poi vado oltre. E qui sta agli amici smentirmi o farmi delle osservazioni costruttive 🙄 Ho brevi attacchi di pianto quando proprio l’ansia è al culmine, poi mi passa ed è tutto come prima. Tendenzialmente soffoco i pensieri storti e cerco di razionalizzare quanto più mi è possibile, e se in questo mi si aiuta con garbo non mi dispiace. Ho da tempo capito l’inutilità di perseverare con certi ragionamenti che non si chiamano pipponi mica per niente… Quando ho bisogno so a chi posso rivolgermi e a chi no e già questo screma non poco fra le mie amicizie. Quindi credo di essere una “portatrice sana” di pipponi 🙂

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  16. Io evito di parlare con gli altri quando sto male e non so neppure io perché.Se invece la ragione mi è chiara, o cerco tra le amiche quella che penso possa capirmi meglio, o ne parlo con chi mi chiede come sto, sempre che sia una persona che ritengo veramente amica e che magari ho aiutato in situazioni simili. Comunque, anche quando mi sfogo, cerco di non avvilire troppo gli altri. Di contro, sono considerata una buona ascoltatrice! Comunque, spero che il tuo momento nero stia per passare.

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    • @lilipi: anch’io sono un po’ come te. Sta passando il momento nero? Ma sì, e soprattutto stiamo lottando per risolvere un po’ di problemi e anche, perché no, gratificarci alla bisogna: in fondo, reagire alle avversità è una delle parti divertenti della vita.

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  17. Io sto arrivando alle tue stesse considerazioni, in questo periodo.
    Per rispondere alle tue domande, preferisco non attaccare pipponi e chiudermi in solitudine (ché prima o poi ha da passa’…). Se mi attaccano i pipponi, invece, io in genere ascolto e cerco di rendermi utile.
    Detto questo, speriamo che l’umore migliori per tutti, va’!

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  18. Cari amici, stavolta non riesco a rispondere a tutti personalmente (spero di riuscire a tornare sull’argomento in futuro).
    Da parte mia sono una che non ama i pipponi fini a se stessi, quelli delle persone per cui è un abito di vita (Attila, per esempio) e non intendono fare assolutamente nulla per uscire dalla loro situazione. Non sopporto quelli con gli occhiali neri (metaforicamente parlando intendo), che devono esprimere le proprie visioni/previsioni nefaste su tutto, di fatto buttando dei macigni sulla tua di vita, che è comunque difficile e richiede energia, e anche entusiasmo, e anche il trovare appigli in ciò che di buono e di bello la vita ci offre.
    A tutti gli altri, amici o estranei, offro il mio ascolto volentieri, e a mia volta ho degli amici grandi ascoltatori, che io pure non risparmio al prossimo la puntuale elencazione dei miei guai, anche se lo faccio spesso sdrammatizzando e buttandola persino a ridere (ora, lo ammetto, un po’ meno).

    Il problema attuale non è l’umore, è la salute, e purtroppo lo spauracchio di una eventuale non autonomia mi atterrisce, al punto che non mi va neanche di lamentarmene o di sfogarmi (i problemi veri generalmente si è più preoccupati ad affrontarli che a lagnarsene).

    La dieta la proseguo, nei limiti in cui la può seguire chi mangia il 90% delle volte fuori casa, ma i risultati sono meno brillanti di quello che vorrei, solo che stavolta la questione è urgentissima e, per quanto mi riguarda, pressante.

    Ce la metterò tutta, prometto, e cercherò di alleggerire anche i post… a proposito, rispondo a Luporenna: anch’io per sfogarmi scrivo su WordPress, generalmente funziona come terapia, per un rallentamento del giramento pelotas, per scongiurare il pericolo che la forza centrifuga del vortice abbia la meglio su di loro 😆

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  19. Una volta ero più ottimista e mi lagnavo meno, ora mi sto accorgendo di stare invertendo la tendenza.
    La cosa che mi rompe è che quando mi lamento trovo sempre gente super contenta e realizzata che mi fa notare questo mio “atteggiamento negativo e pessimista”.
    Questo fa sì che io mi rinchiuda ancora di più e avanti così fino a quando devo tirarmene fuori o sono guai.

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  20. @Warpy …. chi ti fà notare questo tuo “atteggiamento negativo e pessimista” non è – a parer mio – gente supercontenta …. ma è gente supercialtrona !!!
    Se fossimo più attenti agli altri …. se non ponessimo al centro dell’ universo mondo il nostro superego, specchiandoci poi nel laghetto di @Narciso lieti e soddisfatti, se infine ci rendessimo conto che “siamo tutti fragili e transeunti”, ed offrissimo, sempre e comunque, sempre e a prescindere, sempre e senza aspettarci alcunchè, qualcosa di noi agli altri ( magari un sorriso, magari un piccolo aiuto materiale, magari una disponibilità, talvolta, ad ascoltarli ….. come possiamo ), credo che non raggiungeremmo di certo la perfezione, ma indubbiamente, in questo mondo imperfetto e precario, vivremmo un pochino meglio e meno precariamente ! 🙂
    Postescritto x @Diemme : te l’ ho già scritto ….. ce la farai, dieta o non dieta …. e ne sono talmente sicuro che non starò col fucile puntato su di te ‘caricato a pallettoni’, ma mi basterà occhieggiare talvolta qua e là ….. ehm …. la tua tabella peso !!! 😀

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  21. Ho un’innata propensione all’ascolto, a volte vorrei sottrarmi ma è più forte di me!
    Mentre mi astengo con forza dal tediare la gente, mio marito o mia figlia, con i miei problemi. In genere quando ho la sensazione di sentire il peso del mondo sulle spalle, mi ritiro in casa a leggere, o fare cose piacevoli che mi placano le ansie, ottenendo buoni risultati. 🙂

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    • @Helen: è importante avere una valvola di sfogo, ma a volte non basta. Io, per un malumore immotivato o immeritevole di troppo cruccio, ascolto musica a tutto volume e tanto basta, se però il problema è più serio… beh, la situazione si complica!

      Diciamo però che, se uno i problemi non se li va a cerca e se, quando vengono di loro, non fa di tutto per tenerseli stretti, la vita non è poi così male! 😉

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  22. Quando mi girano prendo l’auto raggiungo quota 1000 e passeggio, oppure prendo i pelosi e vado al lago a correre, o ancora metto musica e ballo. Il pippone non lo faccio, neanche con me, mi sono accorta che mi faceva male. Ma se qualcuno ha bisogno, anche solo di lamentarsi ci sono, fermo restando che se mi rendo conto che è solo una lagna tanto per faccio alto la e per questo non ho troppi amici “amici”.
    Mi dispiace che stai passando questo brutto momento, ma la vita è anche questo. Purtroppo.

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    • @Fulvia: decisamente buoni metodi per sfogarsi, ma per quanto riguarda i lagnosi lagnosi… boh, credo che nessuno faccia la lagna tanto per farla, nessuno vuole vivere male per scelta. Credo piuttosto che ci siano persone, o momenti particolari delle persone, in cui uno non ce la fa proprio a uscirne.

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    • @fulvialuna1: e non sanno quello che si perdono, vivere è un’avventura meravigliosa. si devono guardare le stelle, non le buche sul terreno (anche se io, così facendo, in una buca ci ho inciampato e mi sono fracassata! 😆 )

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  23. A me la ruota mi gira male già da un po’, ma cerco di non comunicarlo né direttamente, né indirettamente, anche perché, quando sono così ho poca voglia di parlare, mi chiudo in me stessa e me ne sto tranquilla in casa, a leggere, pensare, scrivere (poco, almeno sul blog), se squilla il telefono mi girano … ma rispondo e poi magari, alla fine, sono anche felice della telefonata ricevuta 🙂
    Mio marito dice che ultimamente mi sono messa ai domiciliari … ahahahahah …. forse è vero 😉
    Un bacio carissima e, vedrai, che anche questo periodo passerà!
    Marta

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    • @dupont651: sono periodi che, credo, di tanto in tanto tutti passiamo: purché non durino troppo!

      Si dice che, se superano i quindici giorni, si può iniziare a parlare di depressione: prima, è semplicemente un fatto fisiologico.

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    • @dupont651: so cos’è la depressione. Non ne soffro più da una vita, ma non lo so come ho fatto a guarirne, vorrei tanto darne la ricetta a chi ne soffre, ma non ce l’ho.

      Ma, d’altra parte, la mia era una sindrome depressiva di tipo reattivo, dovuta alla situazione che vivevo: una volta uscita da quella situazione, piano piano ho imparato a vivere.

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