Manica di buffoni

Pare sia stato annullato il bonus di maturità.

Questi navigano proprio a vista, ti cambiano le carte in tavola mentre giochi!

Confermo, non li sopporto più! 👿

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33 thoughts on “Manica di buffoni

  1. Direi che hai tutti i motivi per non sopportarli più. E’ un comportamento scorretto. Se facessero le leggi pensando seriamente a quello che stanno facendo invece che tra una partita di ruzzle e l’altra, avrebbero potuto mettere regole chiare per tutti. Invece così ognuno s’arrangia come può e nessuno è chiaramente contento.

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    • @mujer feliz: e infatti, non è che io mi stia pronunciando pro o contro il bonus, ma solo in questo modo di governare a vista, raffazzonando e non dando mai regole chiare e attendibili: giusto o non giusto, cambiare le carte in tavola è disonesto, e io continuo a considerarli cialtroni.

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  2. Bhè, il bonus di maturità non era mai esistito prima di quest’anno, ed è stato riconosciuto come approssimativo ed iniquo… non trovo che la sua abolizione faccia la differenza, mentre trovo molto giusta l’istituzione di nuove borse di studio, visto che negli ultimi anni erano state decimate! Mi pare che, a differenza dei suoi predecessori, la Carrozza stia almeno provando a fare qualcosa di diverso dal disintegrare la scuola pubblica.

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    • @Goldie: beh, il mio pensiero l’ho espresso nella risposta a mujer. Io non sto discutendo le regole del gioco, ma se tu mi dici che giochiamo a mazzetto e io mi siedo a tavola e punto, non puoi dirmi poi “No, ci ho ripensato, facciamo che sia briscola”.

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    • @Diemme: se la pensi (giustamente) così, è perchè non ti devi essere scontrata per anni con l’università italiana! Ti dico solo che da quando ho FIRMATO il primo contratto, mi hanno cambiato le regole retroattivamente almeno in 5-6 occasioni. I problemi che questo mi ha comportato sono stati evidenti e in alcuni casi sostanziali. Tanto per dirne una ho rischiato di non poter discutere la tesi di dottorato perchè il mio supervisor mi ha fatto modificare parte del progetto di ricerca, cosa che era consentita quando mi sono iscritta ma che non è più possibile da regolamento di un anno fa: per questo motivo mi sono trovata con la richiesta di discussione respinta e per riuscire a farmi ammettere ne ho dovute passare di tutti i colori… e questa è la modifica in itinere per cui mi è andata di lusso: per le altre sono stata penalizzata in tantissimi modi. Non dico che averci un po’ fatto il callo mi porti a giustificare le cose, tutt’altro, ma in questo caso mi pare che la modifica sia stata fatta con delle motivazioni valide e, soprattutto, che non danneggi minimamente chi si trova ad entrare all’università. Diciamo che, riprendendo il tuo esempio, mi sembra più una cosa del tipo “abbiamo detto di giocare a mazzetto, ma visto che tutti quelli intorno al tavolo conoscono solo la briscola, facciamo una briscola.”
      Da persona che sta dentro l’università da ormai 15 anni mi sento di dire che almeno le idee di questo ministro mi sembrano “oneste” ed indirizzate verso il recupero dell’importanza dello studio… magari tra un po’ sarò io la prima a metterla tra i buffoni, ma per ora mi sento di darle fiducia, cosa che, negli ultimi 15 anni, non mi era capitata mai.

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    • te l’ho detto: a pensarne male sono sempre in tempo! per ora valuto lo stanziamento dei fondi a scuola e ricerca che prima erano stati aboliti, la stabilizzazione degli insegnanti di sostegno, i fondi destinati alle borse di studio (ricordo che la gelmini aveva ridotto i fondi al punto che tanti vincitori di borsa non avevano visto un soldo).
      In base a questo non posso giudicare negativamente, anche perchè rispetto a ciò che è stato fatto negli ultimi 15 anni di cui ho diretta testimonianza vedo dei miglioramenti. Anch’io sono governata da questi ministri, e a maggior ragione tengo d’occhio il mio diretto “datore di lavoro”… vedremo col tempo, ma per ora non mi sento così critica

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    • Però è anche vero che il bonus era stato contestato fin dall’inizio, l’intenzione di eliminarlo era stata chiaramente manifestata fin dall’inizio, il fatto che era a rischio era noto fin dall’inizio, quindi sarebbe stato meglio non tenerne conto. Ossia studiare perché si ritiene giusto studiare, ma non fare calcoli sui vantaggi derivanti dal voto preso.

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    • Io penso che un bambino dell’asilo non saprebbe fare di peggio: sì, no, nì, so, si ma dall’anno prossimo, scherzavo subito, rettifichiamo i percentili, annulliamo numero aperto, un po’ come IMU sì IMU no, un po’ come Franzoni, colpevole, no innocente, facciamo metà e metà, dimezziamo la pena e accontentiamo tutti.

      Io ebbi l’idoneità in un concorso, l’allora ministro giurò in tv che sarebbe stato assunto fino all’ultimo idoneo (e io non ero neanche troppo in basso nella graduatoria anzi, avete presente, prima della sessione “malati” ero ai primissimi posti): beh, io su quella promessa (cavolo, l’ha detto il ministro pubblicamente, mica l’usciere a sua moglie!) lasciai il posto di lavoro che avevo, e lo so io che passai!

      Così giovane imparai subito la lezione: le dichiarazioni pubbliche delle alte cariche dello Stato potrebbero valere zero spaccato (il condizionale non è d’obbligo, solo prudente… ).

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    • No, non hanno le idee chiare neanche per quello che vogliono loro: loro vogliono “di più”, di tutto, in maniera approssimativa e totale, alla “‘ndo cojo cojo”.

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  3. E’ sempre così….quando (per errore) gli viene un’idea giusta che premia in qualche modo chi effettivamente merita fanno subito marcia indietro! Che non succeda mai che facciano qualcosa di giusto!!!! …..che schifo!

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    • L’annullamento del merito lo avevano messo in atto col bonus, viste le robuste differenze nelle valutazioni nelle diverse parti d’Italia; adesso finalmente almeno UNA porcata finalizzata all’annullamento del merito è stata annullata, e non possiamo che renderne grazie.

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    • Non la penso assolutamente così, hanno fatto una porcata, come ammette pure un avvocato che, pur contrario al bonus, ravvisa gli elementi per un ricorso per questi motivi:

      “DIRITTI LESI – Secondo l’avvocato – che pure si dice “nettamente contrario al bonus maturità” e “felice” per la sua abolizione – la cancellazione del bonus “in corso d’opera” va a ledere i diritti garantiti agli studenti, fra cui principalmente quello alla parità di trattamento e al legittimo affidamento nei confronti dello stato: i punteggi bonus, infatti, erano stati ufficializzati dai siti del ministero, ovvero da Universitaly, e gli studenti si erano regolati di conseguenza.”

      Fonte:http://www.studenti.it/universita/nius/bonus-maturita-fare-ricorso.php

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    • Anzi, ti dirò di più: se il problema sono le valutazioni nelle diverse parti d’Italia, per cui “chi figlio e chi figliastro”, risolvano quello di problema. Gli studenti più meritevoli uno Stato se li dovrebbe tenere ben stretti (basta con la fuga di cervelli all’estero!), e all’università ci dovrebbero entrare dalla porta principale, senza impedimenti e pastoie varie, quali i test d’ammissione.

      Ieri lo sai cosa è successo? Una ragazza, presumibilmente molto bravo e molto preparata, al momento della consegna delle schede – riteneva di aver risposto praticamente a tutte le domande o quasi senza incontrare particolari difficoltà – ha annerito il codice a barre del foglio sbagliato – i due fogli erano uguali – e le hanno annullato l’esame.

      Ecco, per motivi che non sto qui a dirvi, ritengo che quella ragazza fosse eccezionale (magari un po’ stanca, visto che si era alzata alle quattro del mattino per venire a sostenere il test!): lo sbarramento di una casella sul foglio sbagliato – mia figlia sostiene che quei fogli erano un bailamme, e confondersi era facile – vi pare motivo sufficiente per aver troncato le gambe a lei e fatto perdere un buon medico a noi?

      Questo ovviamente col bonus non c’entra niente, ma con l’obbrobrio dei test di ammissione e della loro correzione “elettronica” senza possibilità d’appello sì.

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    • Sul cambiamento in corso d’opera siamo d’accordo, ma io stavo rispondendo alla tua affermazione che “L’annullamento del merito è una costante in questo Stato”: l’annullamento del merito era stato attuato col bonus. E, come avevo scritto già prima, la porcata del bonus era stata contestata fin dall’inizio, il proposito di abolirlo era stato manifestato fin dall’inizio, quindi affidare i propri calcoli al bonus è stato quanto meno ingenuo.

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    • Ingenuo? Basato su quanto pubblicato sui siti ufficiali.
      Ingenuo credere alla parola di questo Stato? Su quello hai ragione.

      No, mi dispiace, il bonus non era annullamento del merito, anzi. Per quelli bravi, quelli che si sono impegnati per cinque anni (e anche prima) e hanno una buona preparazione confermata da una commissione esterna (e se la commissione esterna è collusa e inadeguata, ripeto, il problema è diverso e va risolto in altre sedi), la via d’accesso deve essere più facile, e non legata ai 90 o 100 minuti di test: non ci si può giocare il futuro in quel modo!

      Chi invece ha preso 60, 70 e calcio in culo, lo dimostri che tutto sommato la praparazione per potercela fare ce l’ha!

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    • personalmente la penso come te Diemme, chi si è diplomato con un buon punteggio, perchè ha studiato sempre e con fatica, dovrebbe in qualche modo essere privilegiato nei confronti di chi si iscrive all’università essendosi diplomato “per grazia ricevuta”….o per il rotto della cuffia. C’è chi va all’università solo per perdere tempo e perchè ha le spalle coperte e se lo può tranquillamente permettere…..e non mi pare giusto.

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    • Infatti. Agli esami ieri c’era anche un suo compagno, pare un tipo dall’ignoranza crassa che agli esami di maturità ha fatto vergognare i suoi insegnanti per le sue imbarazzanti lacune. Promosso giusto per il rotto della cuffia, ieri era ai test d’ammissione tutto bello sereno e rilassato (anche perché papino, nel caso sia vero che i figli di medici e politici non hanno un canale privilegiato, può sempre finanziargli un’università privata, senza test d’ammissione).

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    • Rispondo a questa frase di Silvia: “chi si è diplomato con un buon punteggio, perchè ha studiato sempre e con fatica, dovrebbe in qualche modo essere privilegiato nei confronti di chi si iscrive all’università essendosi diplomato “per grazia ricevuta” ”

      Il voto di maturità è una valutazione FINALE di un percorso di studio, e non vedo perchè debba influenzare l’inizio di qualcosa di completamente diverso, soprattutto qualcosa che, essendo orientato a passioni ed interessi di una persona può essere affrontato in modo del tutto diverso dalla scuola dell’obbligo. da quando è stata abolita la commissione esterna, poi, è un voto che va ancora più “a simpatia” rispetto a prima.
      il percorso universitario, per chi lo sceglie, è tutt’altra cosa, e affrontare un esame di ammissione (a cui personalmente sono contraria, visto che la selezione si può fare con gli esami del corso di laurea) è già una scrematura.
      Se uno non ha mai avuto voglia di studiare al liceo, e studia per l’esame di ammissione ad una facoltà (oppure non studia ma lo passa perchè è una mente brillante) non vedo perchè debba essere discriminato, magari nei confronti del tipico secchione, che i suoi buoni risultati li ottiene solo studiando dalla mattina alla sera. E se poi uno può permettersi di svernare all’università perchè i genitori lo mantengono, non vedo come il voto di maturità possa cambiare le cose. Le borse di studio servono per aiutare chi vale, non chi va a perdere tempo (e posso testimoniarlo, visto che al quarto anno mi è stata revocata la borsa di studio non avendo dato il numero sufficiente di esami mentre mi trovavo in ospedale con un’emorragia cerebrale…)
      Per come la vedo io la meritocrazia non nasce avvantaggiando qualcuno “perchè prima era bravo a fare un’altra cosa e magari lo sarà anche in questa”, ma valutando cosa sa fare una persona, e se è adatta al campo che ha scelto. Si può fare in un test di 90 minuti? ovviamente no. ma siamo sicuri che sia meglio un medico che impara pedissequamente la sua lezioncina rispetto a uno che ha istinto e logica?

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    • Goldie, non sono d’accordo con te ma in questo momento sono impelagata e non posso risponderti, nonostante il prurito alle mani.

      Ti do appuntamento a più tardi… (prepara le armi 😛 )

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    • @Diemme: non credo di avere armi da preparare: in fin dei conti ho parlato solo per esperienza e competenza in materia, e come hai ribadito anche tu, certe cose in Italia non contano nulla…

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    • bhè… immaginavo! altrimenti avrei tirato fuori un paio di laser, che in laboratorio ho giusto quelli.
      per l’opinione opposta aspetterò domani: comincia anche ad essere ora di uscire dall’ufficio anche per me, e a casa mi guardo bene dall’avere internet! leggerò da cellulare, ma rispondere da tastierino del blackberry mi risulta noioserrimo…

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    • Neanch’io. Aspettiamo i risultati, pare che ci sia un posto ogni dieci concorrenti.

      Un ex compagno di classe di mia figlia, asino patentato e figlio di medici, pare fosse molto tranquillo. Che dirti, magari è solo incosciente, oppure…

      Vedremo.

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  4. Hai perfettamente ragione nel criticare questo modo di agire “approssimativo”(per non dire di peggio), ma io sono ottimista: già mi pare positivo il fatto che si formi una graduatoria nazionale.AUGURI!

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    • @lilipi: grazie! Io non è che abbia grandi speranze, ma sono fatalista: se non sarà questa sarà un’altra cosa, che non è detto non le riservi comunque grandi soddisfazioni.

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  5. Mia figlia ha trovato in rete questo (fonte: http://www.tribunodelpopolo.it/lettera-di-un-aspirante-medico-sui-test-dingresso-per-medicina/ ), che appena possibile condividerò come post:

    Riceviamo e pubblichiamo una lettera di una lettrice a proposito del funzionamento dei test di medicina. Come ogni anno migliaia di giovani aspiranti medici si trovano davanti lo scoglio, spesso insormontabile, dei test d’ingresso e come ogni anno non mancano le polemiche sulla loro ragion d’essere.

    Fonte: Oltremedianews

    Sono una tra delle decine di migliaia di studenti e studentesse che lo scorso 9 settembre hanno tentato il test di ammissione alla facoltà di Medicina. Ho appena letto dell’esortazione del ministro che per evitare i ricorsi al Tar sostiene, con una certa insopportabile e qualunquista sentenziosità, che il problema sia nel fatto che noi studenti italiani dovremmo imparare a studiare. Sono indignata. In primis perché è bene che si sappia che il test di Medicina non valuta effettivamente lo studio, la capacità di ragionare né di selezionare le informazioni che, almeno secondo quanto imparato in anni di scuola pubblica, rappresentano il saper studiare, bensì si fondano su strategie finalizzate al raggiungimento del maggior numero di punti possibili e al minimo rischio di errore. Qualunque corso preparatorio inizia-molti dei miei colleghi lo sanno-proprio con l’esortazione a quella strategia, più importante, evidentemente, del conseguimento delle conoscenze richieste formalmente nel bando.Insomma, un prova di furbizia più che di applicazione. Inoltre 25 domande su un totale di 60 sono quesiti di logica per i quali è impossibile “studiare”, ma credo che questo il nostro ministro lo sappia bene. Oltre dunque all’assurdità del Test per se stesso, che lede al diritto allo studio e obbliga decine di migliaia di studenti a giocarsi la vita in 100 minuti oltrechè a sperare meschinamente che i propri colleghi falliscano miseramente, anche la totale confusione delle procedure. Tutti ricorderanno che inizialmente il test era fissato per luglio, dopodichè lo spostamento a settembre e poi, dulcis in fundo, arriva la modifica in itinere della modalità di valutazione. A prescindere dalla validità del bonus come idea, che è probabilmente perfettibile, la modifica radicale del procedimento valutativo è un’indecenza formale. Inoltre, quale messaggio passa? I cinque anni di scuola superiore sono un inutile spreco di energia, meglio passarli a mettere crocette o a trovare modi per gabbare i compagni che tentare di costruirsi una base culturale solida e consapevole. Per chi, come me, ha vissuto con grande serietà la scelta liceale e ha vissuto nell’ingenua illusione che il tempo passato sui banchi dai 14 ai 19 anni sarebbe stato in qualche modo propedeutico al futuro universitario, si trova sbeffeggiato, e , per di più, senza neanche la possibilità di prendere atto delle modifiche in tempo utile. Un assurdo tutto italiano. Meritocrazia è solo una parola, e io per prima ne riconosco l’assurdità storica: davvero di rado il “merito” ha avuto “kratòs” (potere), ma credo che mai come in questo caso si sia scesi sotto il limite della decenza e si stia nuotando nel mare della mancanza di rispetto. Il destino di 90.000 persone viene giocato in tempo reale, senza informazioni e senza preoccuparsi di avvertire. Forse solo un modo per soffocare le richieste della maggioranza, strozzata ingiustamente da questi fantomatici test selettivi che neanche fior fior di primari riescono a superare. Concludo esprimendo solidarietà indistintamente a tutti coloro che sono in attesa dei risultati e chiarendo che la mia polemica non dipende solo dalla mia personale condizione di maturata con 100, ma vuole avere un respiro più ampio. Il problema non è solo nel bonus.

    Ingiusto è che il destino di un ragazzo sia deciso in 100 minuti da un test a crocette.

    Ingiusto è non essere liberi di mettersi davvero alla prova, e tentare la strada che ci pare la migliore.

    Ingiusto e orribile è essere constretti a sperare che propri colleghi falliscano.

    Ingiusto è non essere liberi di decidere del proprio futuro, ed altrettanto ingiusto è che questo sia determinato con superficiale perbenismo senza preavviso nè considerazione.

    Ingiusto è che, bene o male, coloro che hanno la possibilità economica di farlo, potranno andare altrove a studiare e molti altri invece dovranno rinunciare al proprio sogno perchè si sono confusi nel calcolo di ettogrammi di prosciutto comprati al 15 %.

    Questo non è l’unico modo, in Europa c’è chi si muove diversamente. L’esempio della Francia è quello di una selezione reale: il primo anno è aperto a tutti, dopodiché chi sta al passo con gli esami è dentro. Un anno per dimostrare quello che si è non 100 minuti.

    Ancora una volta, questa nostra Italia si è dimostrata un paesotto provinciale, incapace di comprendere e di organizzarsi per tempo, alla mercè di impressioni momentanee e paradossi. Si dice tanto dei giovani e della mancanza di valori e di entusiasmi, sfido chiunque a conservare energia e ottimismo in situazioni così amaramente assurde.

    Ho concluso.

    C.R.

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