Se ti abbraccio non aver paura

Lucy basta un abbraccio

“Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima. A volte molto prima.” (Fulvio Ervas, “Se ti abbraccio non aver paura”).

Si parlava con degli amici, non blogger, e il discorso, le osservazioni, erano sempre eternamente le stesse: come dice mia figlia, ai vegetariani chiedono sempre “Ma il ferro dove lo prendi?”, “E il calcio?” e, io aggiungo, ai blogger chiedono sempre “Ma come ti viene la voglia di mettere in piazza i fatti tuoi?”, più tutti i discorsi sulla gestualità, il vedersi, guardarsi negli occhi…

Il discorso è lungo.  Tanto per cominciare ognuno ha un suo livello d’intimità, per cui comunque c’è sempre un’autocensura. Ci sono cose che io qua non ho mai detto, e mai direi. Secondo, a parte la protezione del nick (“Sono anime senza pelle i blogger“), uno che ha scheletri nell’armadio non è che li venga a raccontare qui.

Terzo, il blog è un diario on line, per condividere esperienze e sentimenti, e questa condivisione è un’esperienza umana altissima, di affidamento e di accoglimento. Io ho sempre sostenuto che una persona che ti racconta i fatti suoi – vale a dire, che ti apre il suo cuore – ti sta facendo un grande regalo, anche se alcuni lo considerano un “essere ammorbati” (e qui, rispetto al rapporto diretto, c’è il vantaggio che chi vuole legge, chi non vuole non legge, e così il problema dell’ammorbamento è risolto).

“Chi sa ascoltare vive più vite”, e chi si confida ti dà per l’appunto questa opportunità, quella di vivere più vite.

Perché si scrive, perché si legge, qual è l’utilità di un blog. Lasciamo stare quelli nati per informare, che hanno un compito più chiaro, e parliamo di quelli personali: il blog è una finestra sul mondo, e sicuramente è un mondo per due categorie di persone, che a volte possono coincidere: quelle che amano scrivere e quelle che hanno bisogno (nel senso più buono del termine) di rapportarsi al prossimo, di dire a questo mondo “io esisto”.

Riguardo a quest’ultima affermazione, non neghiamolo, il blog è una manna per chi ha voglia di comunicare, per chi ne sente il bisogno ma non può, per i motivi più disparati di questo mondo: una malattia che impedisce di uscire, un trasferimento in un’altra città in cui non si conosce nessuno, oppure ci sono blogger di statura culturale diversa  rispetto al paese in cui vivono e da cui si sentono stretti e costretti. Ci sono blogger costretti a casa da condizioni economiche sfavorevoli, altri da doveri di assistenza… insomma, il panorama di chi ha voglia di una vita sociale ma non ce l’ha a portata di mano nel mondo “reale” è piuttosto vasto, e che c’è di male a crearsi un proprio spazio qui?

Il blog è una finestra sul mondo, ed è una finestra del mondo su noi. Qui ho conosciuto tante persone, abbiamo riso e pianto insieme, condiviso preoccupazione per i figli, i familiari, solitudine, mariti che trascurano, colleghi infingardi, capi meravigliosi o idioti, suocere invadenti che sul finire dei loro giorni si fanno piccole piccole per morire tra le nostre braccia…

Abbiamo parlato di situazioni meno intime, la cassiera del supermercato, l’impiegato della Ryanair e quello della compagnia telefonica che telefona tutti i giorni agli orari più improbabili, abbiamo condiviso iniziative culturali e sociali, recensioni…

Qui finiamo col sentirci a casa e col nutrire sentimenti di sincero affetto, condivisione, comunione ai limiti di una fratellanza – o sorellanza – davvero sinceri.

NB: questo post, che già avevo in mente da alcuni giorni, ha trovato lo sprint per venire alla luce da questo articolo di lapolemicadomata.

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94 thoughts on “Se ti abbraccio non aver paura

  1. E certo che dico per prima che Mi piace!
    Hai scritto verità incontestabili. E sono verità confortanti.
    Grazie mille per la citazione e , nel bene o nel male non mi importa, sono felice e fiera di averti ispirata. Alla prossima!

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    • @lapolemicadomata: grazie carissima! Non è la prima volta che affronto questo argomento (per esempio, qui), ma mi pare resti sempre attuale, perché sempre attuale è la diffidenza da parte di chi questo mondo non lo conosce.

      Grazie della graditissima visita!

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  2. quindi mi dici che non sono pazza se arrivo a provare affetto e fratellanza per qualche blogger con cui si entra in maggior confidenza?

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    • @liberadidire: ma stai scherzando? Qui abbiamo fatto famiglia, e a parte che ho conosciuto poi personalmente moltissimi blogger – o anche commentatori senza blog -, il rapporto fortissimo si era già creato prima, e c’è comunque anche con persone che (ancora) non ho avuto modo di incontrare. No, non sei pazza: sei blogger, una meravigliosa parte di questo nostro pazzo pazzo mondo 😀

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    • io all’incontro, sfortunatamente, non ci sono ancora mai arrivata ma a telefonate, lettere sì…ed è bello! 🙂
      me piace sto pazzo mondo!! 😀

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    • @liberadidire79: sì però, se posso darti un consiglio, non sentirti “liberadidire” con persone che “sembrano” amiche: questo è un condominio globale, e un minimo di prudenza è d’obbligo.

      Per il resto, io sono quasi sette anni che sto qui e non posso dirne che bene!

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    • Questo non vale solo per il blog ovviamente. Tanti tanti anni fa, quando internet era ancora lungi da venire, un mio carissimo amico mi riferì di un antico detto mi pare cinese che diceva più o meno così “Nessuno, in tribunale, testimonierà contro di lui: non ebbe amici”.

      In un primo momento pensò di aver letto male, che la formula giusta fosse: “Non ebbe nemici”, e invece no, era proprio “Non ebbe amici”, e quindi non confidò mai le proprie cose a nessuno, e nessuno potette testimoniare contro di lui. Ora, ammetto che il concetto è estremizzato, che il non avere amici e il non confidarsi mai con nessuno condannerebbe a una tale solitudine che qualsiasi altra condanna, qualsiasi rischio per il futuro sembra più tollerabile, però sono dinamiche che dobbiamo tenere in conto.

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  3. Ciao, a volte per riflettere sulle cose bisogna scriverle!!! Ti è mai capitato di non aver riflettuto veramente su una questione finché non l’hai scritta? Questo rispondi a chi critica i blogger. Un bacio 😀

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    • @Trutzy: diciamo che più che scriverla è il rileggere quello che ho scritto che mi aiuta a chiarire le idee. Chi critica i blogger comunque non è che li critica perché scrivono, ma piuttosto perché invece di scrivere su un foglio word e tenerselo sul proprio pc lo condividono con l’universo.

      Un bacio a te carissima, è sempre un piacere quando passi. 🙂

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    • Ma a me non da gusto scrivere per me, non è la stessa cosa! Se dovessi scrivere per me non scriverei.
      Dì a quei criticoni che non tutti i blogger tengono diari segreti!

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  4. «Aver scritto qualcosa che ti lascia come un fucile sparato, ancora scosso e riarso, vuotato di tutto te stesso, dove non solo hai scaricato tutto quello che sai di te stesso, ma quello che sospetti e supponi, e i sussulti, i fantasmi, l’inconscio – averlo fatto con lunga fatica e tensione, con cautela di giorni e tremori e repentine scoperte e fallimenti e irrigidirsi di tutta la vita su quel punto – e accorgersi che tutto questo è come nulla se un segno umano, una parola, una presenza non lo accoglie, lo scalda». Cesare Pavese, “Il Mestiere di vivere”
    Questo mi accade quando scrivo…e ho paura che le mie parole troppo spesso inascoltate nella vita reale vengano inascoltate anche qui.
    Dona

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    • Accidenti come ci ha azzeccato Pavese, sembra parlare di noi! E no, qui la presenza che lo accoglie c’è, che lo scalda… beh, quella si manifesta all’improvviso, quando meno te lo aspetti, credimi! ♥

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  5. C’è pure il mio I like, solo WP non lo fa vedere, ci ho cliccato ma niente da fare,almeno al momento 😦
    E certo che si vivono mille vite. Lo dico una volta di più che si commenti o no, ci sono storie che in un modo o nell’altro facciamo nostre o perlomeno ci ispirano una riflessione e si può pure dire che a volte ci illuminano proprio. Non riferisco il fatto specifico, ma te ne ho parlato in privato, parlavi di te, ma potevi pure averne scritto che era la stessa cosa, e ho capito che potevo applicare il tuo ragionamento anche su me stessa. E’ stato bello, involontariamente mi hai spiegato qualcosa di me 🙂

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    • @Luisa: capita anche a me di capire angolature di me e della mia vita sentendo altri che parlano della loro.

      PS: insisti con l’I like, chi la dura la vince! 😉

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  6. Quante verità in questo post!
    Personalmente sono contenta di essermi lanciata in questo mondo che, mi rendo conto, non può piacere a tutti e non è detto sia compreso da tutti. Io non ho un nick e metterci la faccia può comportare dei problemi. C’è sempre qualcosa che mi frena dal dire tutto quello che vorrei, soprattutto quando mi rendo conto che, come dicono i tuoi amici, nelle relazioni non virtuali la gestualità, il tono della voce, il guardarsi negli occhi possono evitare fraintendimenti.
    Detto questo, io sono spesso molto impegnata, ho delle amicizie, una famiglia, mi piace uscire con le amiche, anche se non ho – per scelta – una vita sociale molto attiva, però trovo il tempo anche per scrivere (a volte meno di quanto vorrei) e, come detto da Pino, dal mal d’inchiostro non vorrei mai guarire. 🙂

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    • @Marisa: il mal d’inchiostro è tra le più belle malattie (anche lo spirito di avventura che ti porta ad affrontare mille rischi è affascinante, però con la penna non si rischiano le penne! 😉 ).

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  7. Penso anch’io che scrivere con uno pseudonimo sia più facile che non col proprio nome. Se persino io che sono una Luisa qualsiasi che viene da chissà dove mi pongo mille problemi, posso immaginare quanti se ne ponga chi si espone di più. La voglia di comunicare quello che dà gioia o tristezza, quello che colpisce la mente o il cuore penso sia la stessa, ognuno a modo suo si sta dando agli altri e gli altri stanno ricambiando.
    Quante cose nuove s’imparano ridendo e scherzando… e poi ci si fa pure tanta compagnia. In certi periodi più di altri, quando il tempo libero è poco, un giretto a vedere cosa scrivono gli amici o i nuovi conosciuti, distrae dai pensieri non sempre allegri. Certo si può pure guardare la televisione che il tempo passa lo stesso, ma non c’è il contatto umano, ed è quello che consciamente o inconsciamente stiamo cercando.

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    • Beh, scusa @Luisa, guardare la televisione è tutta un’altra cosa. Lì sei un soggetto solo passivo, subisci e basta, ascolti ma non comunichi, non ti esprimi, non hai riscontro. Qui stai in un salotto con amici, è tutta un’altra cosa che starsene da soli davanti alla tv (per quanto uno può pure aver bisogno anche di momenti di solitudine).

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  8. Certo. Ognuno ha un suo scheletro nel armadio. (A dir la verità, io ne avrei un mucchio). Ovviamente che sta a tutti noi a scegliere se svelarli o no. Chiamarlo intimità? Chiamarlo segreto? Chiamarlo panni sporchi? Non credo che ha molto importanza. Se decidiamo di esporli, di farci vedere nudi davanti ai nostri “amici blogger” è una nostra scelta. Una scelta che non è necessariamente per essere riempiti di compassione. Ma anche di essere messi sotto l’occhio giudice. Ho sempre considerato che un blogger è un’anima solitaria. Una persona che HA BISOGNO DI CERTEZZE. Di opinioni amichevoli ma anche quelli severe (quello severo sarei io magari). E chi non sa accettarli…… non è un buon blogger.
    Se siamo una famiglia? Beh, può sembrare un pochettino forzato come concetto. Ma poi….. non è forse paragonabile? Non abbiamo forse nelle nostre “real familly” quello che è scherzoso, quello che è più filosofo, o quello che si offende spesso? Non abbiamo forse anche nelle nostre case un padrone di casa (uno che, come DM, crea e sorveglia le regole)?
    Vi sembra forzato ancora il concetto di familly? Allora possiamo forse non volere bene a @Luisa? Possiamo non avere rispetto per @marisa? Possiamo magari non andarci d’accordo con @Sergio nei suoi ragionamenti seri e precisi? Non sorridere delle presentazioni pittoresche del @cavaliere? Non ci mancherebbe forse anche il sarcasmo di @Barbara? Oh Dio, la lista sarebbe cosi lunga. Quarch, Aquilla, Fra, etc etc etc. Non siamo forse i pulcini raggruppati intorno alle idee, alle speranze, alle delusioni della padrona di questo meraviglioso blog.
    Saper proporre, per poi lasciarci a sfogare…. è un grande arte. Come dei pezzi di un scacco matto. Un “ecco la mia dilemma…. voi…. cosa dite? Siate sinceri”
    P.S. Inutile DM. Chi non è un blogger….. non capirà mai.

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    • Ma graaaaaaaazieeeeee!!” Ma che bello svegliarsi la mattina e trovare tutti questi complimenti, per noi e per gli amici.

      Anche tu comunque Valentino sei speciale, e questo blog senza di te non sarebbe lo stesso. ♥

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  9. Beh io ho scritto un post sl perché ho iniziato un blog e non lo ripeto. Ripensandoci questo blog era anche per comunicare a parenti e amici la nostra metamorfosi. Già …. Ci stanno spuntando 6 gambe come a Kafka e quelli che ci ronzano attorno ci guardano strano…. Non capiscono come non ci stracciamo le vesti oggigiorno per aver perso una figlia. Non capiscono come possiamo vivere ed essere relativamente sereni…. Abbiamo pubblicizzato tra questi amici e parenti il nostro blog…. Appunto perché ,affari scrivendo poi fosse per loro più chiaro…. Invece no. Dopo aver letto qualcosina qua e la i più hanno smesso. Forse per mancanza di tempo. Forse per mancanza di voglia di capire effetivamente quello che ci è successo e ci sta succedendo…. Qui però per ora ci troviamo bene e abbiamo incontrato persone che apprezzano quello che siamo.

    Penso inoltre che lo scrivere imponga un guardassi dentro, un esplorarsi e poi descrivere con tratti comprensibili agli altri quello che si è visto. Il lettore quindi deve prendere questo raggio di luce, rimetterlo a fuoco e puntarselo dentro per vedere se si sovrappone con quello appunto che ha dentro e se riesce per confronto a codificarlo. La parte del lettore quindi implica uno sforzo, il mettere a fuoco, e un lavoro, il confronto. Ma nell’era dei Fast food, del lavoro che deve essere sempre stressante…. Chi ha tempo e voglia di fare tutta sta roba?

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    • Capire chi ha Fede (intendiamoci, io ce l’ho) è arduo, capire chi ha un blog abbiamo pure visto che è difficile, tu vuoi che capiscano la tua testimonianza di Fede espressa attraverso il blog?

      Scherzi a parte, caro Michele, può darsi che tu abbia creato questo blog per rivolgerti a persone che invece non lo seguono, ma invece ne hai trovate altre che ti seguono, e con affetto e interesse: d’altra parte, te lo devo io che le vie del Signore sono infinite? Se non fosse per quella segnaletica che lascia sempre a desiderare! 😉

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  10. Pensavo che finisse: be’ comunque sia, ciao a tutti, è stato bello, chiudo il blog! 😀

    A parte gli scherzi, io estenderei le considerazioni anche ai social networks, che sono una forma più semplificata e meno impegnativa di rapportarsi con gli altri, come pure un modo per dare voce a se stessi, a prescindere dalla ricerca di un confronto.

    Gli spazi virtuali possono essere anche luoghi di “sperimentazione”, dove lanciare magari provocatoriamente le proprie idee per vedere l’effetto che fa, o dove, allo stesso scopo, manifestare, fors’anche esasperandole, le proprie bizzarrie.

    E’ la soddisfazione di una curiosità interiore che attende risposta: consenso, ma anche opposizione, rifiuto, rigetto… mai però indifferenza. 😉

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    • @Enrico: beh, io credo che coi social network sia un po’ più difficile capire cosa pensano le persone, se non su temi più specifici, quali idee politiche, attività svolte etc. Il blog è un po’ più intimo, trasmette di ognuno di noi aspetti più personali (almeno credo).

      Per il resto sì, l’uno e l’altro sono luoghi di scambio, e anche di provocazione (e, direi, per capire che chi è diverso non è poi così diverso, e chi è uguale non è poi così uguale).

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  11. Che altro aggiungere, senza riportare la propria specifica esperienza, hai detto già tutto tu!
    Stamattina sono laconico, preferisco non cominciare discorsi che potrebbero risultare troppo lunghi.
    Allora, con un abbraccio (a distanza se lo si può dare caloroso nonostante l’afa) ti auguro la miglior giornata possibile! Ciao carissima!

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    • se hai fatto caso, faccio pure fatica a commentare i post dei pochi altri che seguo, immaginarsi se ho tempo per farne di miei. Ma poi penso si tratti anche di fasi di stanca, di troppe cose da seguire, e devo dire che il lavoro diventa sempre più caotico di mille adempimenti, che trovo insulsi ed inutili, ma però ho capo me li mitraglia continuamente sulla scrivania, fisica o virtuale, insomma sono un po’ rotto …..
      Il caldo non è poi che contribuisca, e poi tieni conto che ho qualche problemino, l’altro giorno ho fatto un esame e dovrò ripetere tutto per poter diagnosticare meglio. Insomma tutto contribuisce a farmi passare la voglia di essere comunicativo come altre volte. Ciao

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  12. Se rivedo i primi post sul mio primo blog, mi sembra di rivivere i momenti nei quali li ho affidati alla rete. Ho condiviso le mie storie e ho vissuto quelle di altri, sempre nei reciproci limiti che ognuno si è dato. Una bella esperienza, senza dubbio.
    Ciao e buona giornata.

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    • Effettivamente, io qualche tempo fa ho salvato a mano tutti i post, e che effetto mi ha fatto rileggerli, quanta vita vissuta e condivisa! Una bella esperienza sì, ma continuiamo giusto? Non è che con la nuova situazione ci abbandoni? 😉

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  13. Sono passata per conoscerti meglio, e nel giorno giusto!!!
    Il post e i commenti qui sopra sono esattamente quello che mi ci voleva, dati i miei umori altalenanti, che un tempo ero arrivata addirittura ad attribuire al disturbo bipolare 😀
    Lo affermo senza peraltro aver potuto leggere compiutamente tutto.. il tempo tiranno e così via.. hai presente?
    Ma mi è bastatato quel che ho potuto captare da una scorsa veloce ( si dice “scorsa” ? ): non ho un blog.. mi è stato proposto, ma non mi sono mai decisa, e credo che non lo farò mai.. aprirne uno mio, intendo..
    Però ce ne sarebbero di argomenti convincenti: basterebbero, appunto, questo post e il dialogo serrato che ne segue!
    Per ora, grazie.. ripasserò, questo è certo!

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    • Allora ti aspetto! Le amiche delle mie amiche sono mie amiche, e quelle di mia sorella sono mie sorelle, e le sorelle delle mie amiche sono… vabbè, mi sono incartata, ma tanto mi hai capito, giusto? 😉

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  14. (y) Già fatto, come vedi.. adesso fili dritta dritta tra i preferiti ( non c’è QUASI nessun altro ) 😉
    A presto, sister.. come finora mi chiama solo frateme.. 😀

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    • Hai un fratemo? Pure io ho un fratemo, e anche una sorema! Se ti abbraccio tu non hai paura, nevvero? (*)

      (*) Data la mia mole, dovresti, ma ti salvi perché qui è tutto virtuale 😉

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    • Oh, sapessi quante volte l’ho fatto! Le prime volte sembrava strano, un po’ di timore, di sani piedi di piombo, ma poi è diventato tutto così normale!

      Un tempo c’era il compagno di una blogamica che aveva in gestione un meraviglioso ristorante sul mare, e quanti blograduni sono stati fatti là, ci piazzavamo là dalla mattina e prima delle sette di sera non schiodavamo!

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  15. Carissima Diemme, questo magnifico post apre altri interrogativi, riguardanti il criterio con il quale un bloggere decide di presentarsi sotto pseudonimo anziché con la propria vera identità. I rapporti e le condivisioni che s’instaurano tra due o più “avatar”, se da un lato sono più liberi, disinibiti, incondizionati, fino a che punto posso ritenersi intimi e amichevoli? Serve, poi, tutta questa intimità, se quello che conta è essenzialmente trovare riscontro nei propri pensieri, nei propri stati d’animo oltre che condividere le proprie vicende, l’essenze, le emozioni?.
    Una volta scrissi un articolo con il quale criticavo me stesso per la scelta di presentarmi con la mia vera identità. Più passa il tempo e più mi rendo conto della sua inutilità. L’unico “vantaggio” è di essere immediatamente identificabile e rintracciabile (Nel mio caso è servita, più che altro, alle forze dell’ordine).
    http://latana.wordpress.com/2012/09/06/chi-me-lha-fatto-fare/

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    • Ti ho risposto sul post da te indicato, ma tu considera che poi, fuori da qui, l’identità la assumiamo. Noi siamo ignoti alle centinaia – a volte migliaia – di persone anonime che passano da queste parti, ma con quello con cui stabiliamo un contatto poi ci sveliamo.

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    • Ecco! Appunto! Quello che conta è avere l’oppportunità di svelarci con le persone con le quali decidiamo di stabilire un contatto ( a quando?). Che poi, svelarci, non vuol dire semplicemente: comunicare le nostre generalità.
      Insomma, più passa il tempo e più mi rendo conto di aver fatto una scelta inopportuna, quasi insensata. E’ probabile, che il mio intento primario fosse quello di “metterci la faccia”, e che a quel punto, il resto (le generalità) siano venute di conseguenza, per una questione di completezza, di coerenza. Ma questa è solo un’ipotesi, mica posso interpretare tutto quello che mi passa per la testa, eh!
      Comincia a pensare ad uno pesudonimo per me.

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    • “lupocercarenna” sarebbe più consono rispetto a certi “intendimenti”, però potrebbe apparire un pò troppo esplicito. Io, in fondo in fondo, mica sono in cerca di qualcosa, o meglio: di qualcuno, Assolutamente NOOOOOOOOOOO!!!
      (ODDIO!!! mi si sta allungando qualcosa …)

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    • Eheh, le donne ne sanno una più del diavolo, dei froci e dei camionisti! (Io poi (*), c’era mia madre che non ne poteva la vita, diceva che con me o ci perdi o pareggi, vincere non esiste!)

      (*) Sì, lo so, lo so, il soggetto rimane appeso in aria, si chiama anacoluto 😛

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  16. Il Blog, Diemme, trasmette oltre che idee e opinioni, la propria capacità espressiva, e rende più chiare eventuali vicinanze o lontananze…. perché, diciamolo, questo è anche uno spazio in cui pavoni e pavonesse mostrano le proprie piume per vedere se a qualcuno piacciono… così è per molti, se non per tutti.
    E può essere un complemento utile unire all’immagine del pensiero anche quella della materia, onde dare un corrispondente carnale a tanto dire…. ma ciò non è da tutti, come noto.. 😀

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    • Pavoni e pavonesse… socini e socine….

      Vabbè, dai, la mia foto l’hai vista, per avere una vaga idea dell’interlocutore basta, non ti pare? 😛

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    • Sicuro? Mi posso fidare ciecamente? OK!! Mi fido!
      Comunque, nell’eventualità remota, sebbene superflua, che si insinui in te il desiderio di un riscontro “obiettivo”, questo è il mio indirizzo e-mail rennat@alice.it

      ” Posso promettere di esser sincero, non di essere imparziale.”
      (Johann Wolfgang Von Goethe)

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    • Più obiettivo dei miei occhi? Sono la donna più bella del mondo, c’è poco da dire! (e comunque il tuo indirizzo già l’avevo, e pure il tuo book fotografico, solo e con famiglia 😛 ).

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    • Ok! Diamo per scontato, con una buona dose di fede, (e tanta indulgenza), che tu sia la donna più bella del mondo, anche più di Juliette Binoche (per quanto mi riguarda), e che tu sia, al tempo stesso, anche convintamente obiettiva. Detto questo, posso chiederti se hai mai sofferto di forme di delirio di identità?
      Se “no”, potresti informarmi sull’eventuale procedura da seguire e i requisiti minimi da soddisfare per poter aspirare al ruolo di tuo pretendente?

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    • @luporenna: delirio di identità? In che senso? A me basta essere me (se è per questo, basta e avanza), mica ho bisogno d’altro!

      I requisiti minimi mi pare di averli già espressi, anche se al momento non riesco a rintracciare il commento, e comunque a quelli aggiungi che per essere mio pretendente uno quantomeno deve pretendere me, e non “una” (a buon intenditor…).

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    • @luporenna: beh, se non ce l’hai non ti cimentare proprio nella tenzone. 😛

      Sai una cosa che pensavo degli uomini della mia vita? Che erano disposti ad adorarmi, mettermi su un piedistallo, correre a destra e a manca per me, ma una cosa non sono mai stati disposti a lasciarmi fare: pensare con la mia testa.

      Di lì, una lunga vita in solitudine è stata la conseguenza inevitabile…

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    • Chi più di uno senza cervello può assegnarti, nel rispetto dei ruoli, la facolta di pensare con la tua testa? E non solo per te, anche per lui.
      Non c’è che dire, siamo fatti l’uno per l’altra.

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  17. Ma quanta bella gente che ti commenta mia cara amica!!!!!
    Sul blog, lo sai, ne penso un gran bene, per me è stato oltre che una valvola di sfogo un canale autentico per confrontarmi e poi si fanno gran belli incontri.
    Come il nostro, nato qualche anno fa e costellato anche da strane alchimie, come ieri, che finalmente, dopo giorni senza internet, ti leggevo, e leggevo il titolo del post, un libro che sto leggendo, e ci siamo sentite dopo tanto tempo, non trovi questo meraviglioso?

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    • Io invece non mi stupisco. Ieri quando ho chiamato Sabby era stupitissima, perché giusto mi pensava da qualche giorno, va sul mio blog e trova un post col titolo del libro che sta leggendo – e che sto leggendo anch’io nello stesso momento -, nel post il riferimento a sua suocera, e poi la telefonata…

      Naturalmente, da parte mia il riferimento alla suocera e la telefonata sono stati atti volontari, ma il fatto che stesse leggendo lo stesso libro, che fosse capitata dopo qualche tempo sul mio blog proprio quel giorno, etc. etc., non potevo saperlo…

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    • A me stupisce perché ancora non ho trovato una risposta a queste interconnessioni…Non mi riconosco nella risposta Fede ma non credo che possano essere coincidenze. Mi capita talvolta di avere o dare risposte ai miei figli un istante prima che vengano poste domande e non posso credere che sia un caso…ma è bello qualsiasi sia la risposta è bello…

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    • Nel caso delle “coincidenze”, se non lo chiami Dio chiamala pure Energia Universale, per quanto riguarda i figli in parte possono essere – normalissimi – fenomeni di telepatia, ma in parte è anche l’impronta del pensiero, che generalmente in una famiglia può seguire gli stessi binari (ma forse qui non mi riesco a spiegarmi).

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    • Tra me e mia figlia succedono delle cose incredibili… sai di quelle cose che nella notte una fa la prima parte di un sogno e l’altra fa la seconda… una volta io ho sentito la zanzare che la stava tormentando di notte nella casa al mare, ero nel dormiveglia e sapevo che non la potevo ammazzare, anche se ne ignoravo la ragione.

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  18. Siamo sicure/ che tu non sia il doppelganger di B.?
    Alludo alla tua risposta delle 4,57 p.m.
    A parte questa peregrina considerazione, che lascia il tempo che trova ( sono la regina dell’ovvio? non dirmelo.. potrei suicidarmicine.. sì, insomma, capisci a’ mme ) so già che sarai la mia rovina: questo è un luogo di perdizione.. di perdita-non-perdita di tempo della casalinga riciclata ( io ) e non
    ( sempre io.. )..
    Ahimè.. di attrazione fatale trattasi, anch’io SO e sostengo che le coincidenze non esistono e così via.. devo continuare? Per ora no, ma, ormai lo sai, tornerò!
    E l’antico dilemma, “promessa o minaccia?”, ti divori il fegato fino al momento fatale: a più tardi.. 😀 😉

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    • doppelganger??? E che è, roba che si mangia? Aspetta che vado su google e poi ritorno.

      Cara amica, sono perfettamente cosciente che questo è un luogo di perdizione, una mia amica è stata in una clinica per farsi disintossicare. Stava quasi per perdere il suo prestigioso lavoro a causa della dipendenza dal mio blog, dal quale non si riusciva a staccare neanche durante la notte. Mi sa però che i pezzi più significativi li ho scritti in passato (tempi che non torneranno…).

      Che devo dirti? Benvenuta, e buona permanenza, tanto minimo minimo qui ci trovi Barbara, e quindi ti sentirai a casa. 😀

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    • @amica: doppelganger? Ho letto, porta sfiga, è presagio di morte! O me misera me tapina! E’ tutta la vita che tento di schivare tutto ciò che è tedesco, e ora vengo chiamata doppelganger (sia pure senza l’umlaut sulla a 😉 ).

      Me misera, me tapina! 😛

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  19. Acc. 😦 Volevo/dovevo precisarlo, che la mia tastiera difetta di molti segni d’interpunzione, come appunto l’umlaut.. ma ho deciso di non farmi subito spu@@anare come la pignola che sono, ed ecco che invece tu.. fantastico! 😀
    Comunque per me doppelga( umlaut )nger è semplicemente sinonimo di “doppio”, senza implicazioni funerarie!
    Bando alle ciance: sei o NON sei il doppio di B.?
    Se può farti piacere, anch’io amo poco “tutto ciò che è tedesco”, al punto di averlo escluso dalle mie scelte, fra le lingue studiate.. Ma con B. come la mettiamo? 😉
    Ci siamo “incontrate” sul suo blog ( leggi = a casa sua.. ), in fondo.. cioè.. insomma ( ti piace come m’incarto anch’io? E come mi allargo.. ? ): ma lì siamo quasi in cruccolandia.. nessuno si senta offeso, eh!
    Buona notte! 🙂 Grazie..

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    • @amica: beh, proprio il doppio no, diciamo una volta e mezzo e non se ne parli più! 😉

      Cruccolandia il blog di Barbara? Naaaaaa, quella è una succursale di Aretz, si vede lontano un miglio, si vede e si respira! 😀

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    • Ma io non mi riverivo mica al giornale! “Ha”, la particella che io avevo saltato, è l’articolo determinativo, proprio per sottolineare “LA” Terra, la nostra, l’unica.

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  20. Buongiorno!
    Haaretz, verissimo! Essere corretta da te è sempre un piacere! 🙂
    Posso azzardare io un’ipotesi etimologica? Poiché Eretz=Terra ( per antonomasia ), se ne deduce che Ha+eretz = La terra.
    Però, mai stata forte in matematica, più versata nelle lingue, quindi spero di non essere bocciata..
    Quanto al “doppio”, lo sai benissimo che non intendevo in quel senso ( altrimenti potrei candidarmi io, al ruolo.. 😉 )
    Ripasso tra poco!

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    • @amica: io invece in matematica ero forte, tant’è vero che era la facoltà scelta in prima istanza all’università: poi la vita mi portò altrove, in altro luogo e in altra facoltà.

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  21. Grrrrrrrr 😦
    In realtà ho scritto prima di leggere le vostre due risposte, nelle quali vedo che quella per me c’è già: ho detto la cosa giusta, eh? Fiuuuuuu! Meno male.. 🙂

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  22. Questa è un’altra degna di B.! 😉
    Il problema è che leggerti mi piace molto, sì, ma.. ho anche altro che m’interessa, e la vita NO, non è abbastanza lunga, ecco! 😦

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  23. Ah, ma io non sono un’assassina nazi, quindi sarà difficile che campi tanto!
    Leggo, scrivo, faccio altre cose – iniziate troppo tardi, purtroppo – e devo anche adempiere almeno in minima parte al mio ruolo casalingo.. perciò il tempo non mi basta mai.. 😦

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    • Già, è l’erba cattiva che non muore mai… (ora non lo dire in giro, ma secondo alcuni, su questo principio, anch’io dovrei avere lunga vita… 😆 ).

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