In risposta agli anti-vegetariani/anti-vegani (by Sissi)

Mia figlia ieri si è letta, ad uno ad uno, tutti i commenti del post “A tutela di vegetariani e vegani, si è fortemente indignata e ha voluto rispondere.

Ne è nato un commento tanto lungo che alla fine mi ha chiesto di farne direttamente un post. E’ mattino, mi sto preparando per andare in ufficio e non ho tempo di rifinirlo (aggiustare link, cercare immagini etc.): per ora ve lo propongo così, poi semmai ci tornerò su.

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La discussione si è evoluta e ampliata talmente tanto che non saprei da dove cominciare per rispondere. Mi sembra che ci sia, e non parlo solo dei commenti che ho letto, una generale tendenza a nascondere il proprio attaccamento all’abitudine e al “piacere” di mangiare carne dietro presunte posizioni ideologiche anti-vegetariane: in parole povere, quello che nella testa è “Vitel Tonné…mmmh….gnam!” in un discorso diventa: “Le proteine animali sono ESSENZIALI!” e altre simili scuse che mezza nozione di biologia smonterebbe in uno schiocco di dita. E’ molto comico vedere come una persona, davanti ad un piatto di salsicce o di braciole, diventi improvvisamente un’esperta nutrizionista (c’è chi lo fa davanti al dessert, decantando le infinite e meravigliose proprietà dello zucchero…inutile dire che l’effetto comico raddoppia).
Non ho intenzione di dilungarmi in complicate spiegazioni di biologia con cui cercare di convincervi sulla correttezza dell’alimentazione vegetariana. Mi limito a dirvi che il professore autore del libro“The China Study”, che illustra i risultati del più grande studio mai condotto sull’interazione tra alimentazione e salute (di enorme valore scientifico, tanto che viene citato da dietisti e medici di tutto il mondo), ecco, l’autore e tutta la sua famiglia sono diventati vegetariani. Come dire: se non lo sanno loro…
Qui le fonti: http://www.chinastudy.it/ per il libro, e http://it.wikipedia.org/wiki/T._Colin_Campbell per l’autore.
Anche L’American Dietetic Association (ADA) si è pronunciata al riguardo: “Le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti. ” (ci tengo a sottolineare che l’ADA non è un’associazione vegetariana, anzi, da bravi americani ci tengono molto alla carne e alle uova).
Questo dal punto di vista salutistico.
Dal punto di vista etico mi rifiuto di fornire fonti, quali potrebbero essere a mio sostegno dei video sul maltrattamento degli animali negli allevamenti: il trattamento riservato agli animali è indegno, crudele, vergognoso e degno di un lager nazista, sì, ma non sarebbe giusto massacrarli per il gusto del nostro palato (e non per la salute, vedi sopra) neanche se avessero vissuto la loro vita in pace e all’aperto. Un assassinio non diventa giusto solo perché alla vittima è stato risparmiato di soffrire. Non può ritenersi “umano” uccidere e basta, solo perché uccidere con dolore e dopo una vita di prigionia è diventato la norma. Non può proprio.
Sull’ impatto ambientale e sociale del consumo di carne è stato detto molto durante un discorso del partito ambientalista olandese:

E’ lungo, ma vale la pena guardarlo. Vi posso anticipare un po’ di dati “ghiotti” per chi ama i numeri: per produrre un kg di carne di manzo occorrono 16 000 litri d’acqua (risorsa che stiamo rapidamente esaurendo); per ogni porzione di carne si potrebbero ottenere circa 7-8 porzioni di cereali e/o legumi (carino come dato, visto il numero di persone che muore di fame nel mondo perché “non c’è abbastanza cibo”); tutte le macchine, tutti i treni, gli aerei, le navi, i mezzi di trasporto di tutto il mondo, additati come prima causa delle emissioni di gas serra, incidono su queste emissioni del 13% circa. La produzione di carne incide del 18%.
In un’interessante puntata di Porta a Porta (qui la breve anteprima, assolutamente da vedere – “Vegetariani vs. Carnivori”:

si è detto che “non può dirsi ecologista chi mangia carne”: e alla luce di questi dati, come dar loro torto?
Va detto che la dieta vegetariana può dar luogo a delle carenze. Certo. Esattamente come qualsiasi altro tipo di alimentazione, con la differenza che di solito i vegetariani hanno assunto una coscienza alimentare tale che li spinge a stare molto attenti a cosa mangiano, a leggere le etichette, etc… , cose che normalmente la gente non fa.
La sperimentazione sugli animali è un tasto delicato, perché il rispetto per gli animali si scontra con la speranza che la ricerca faccia in breve tempo passi da gigante per risparmiare a noi e ai nostri cari la malattia, il dolore e la morte. In realtà, e qui non vi posso lasciare link perché la mia fonte è cartacea, pare che la sperimentazione sugli animali non abbia alcun valore predittivo degli effetti di un farmaco sull’uomo:
“La sperimentazione su animali, anche geneticamente vicini a noi, può dare risultati molto diversi da quelli che darà sull’uomo. […] I risultati saranno sempre diversi, almeno dal punto di vista quantitativo. Cioè, lo stesso farmaco è attivo sull’uomo in dosi diverse rispetto ad altri animali, ma ciò lo si può sapere solo sperimentando sull’uomo. Di qui l’inutilità delle sperimentazioni su animali.” (Prof. Bruno Fedi – professore di urologia e già primario ospedaliero). Sempre il prof. Fedi ci ricorda che esistono metodi di sperimentazione alternativi e più validi: “In generale, la metodica più attendibile è quella che usa colture di cellule umane, ma esistono anche le simulazioni al computer, i metodi clinici, statistici, anatomopatologici.”.
Tornando a quello che era, almeno inzialmente, l’argomento di discussione, e cioè una proposta di legge che tuteli le esigenze nutrizionali dei vegetariani nei luoghi di ristorazione pubblica, non posso che dirmi (e voi direte “ovviamente”) assolutamente d’accordo. E questo non perché ritenga che ogni capriccio gastronomico o dieta bizzarra debbano essere assecondati (ve li immaginate gli omogeneizzati nel menù di un ristorante per far onore alla “baby food diet”?), ma perché una scelta che promuove uno stile di vita salutare e il rispetto della vita deve essere agevolata e “resa alla portata”, tanto per aiutare chi l’ha fatta a non incorrere in carenze, nel caso sia costretto a mangiare regolarmente fuori, quanto per mostrare a chi ci si sta avvicinando che non è qualcosa di improponibile e fuori dal mondo. E poi, chi avrà ancora il coraggio di chiedere ad un vegetariano: “Ma tu mangi solo verdurine?” quando da tutte le tavole calde occhieggeranno gustose scaloppine di seitan al limone, pasta al ragù di mandorle e creme di lenticchie speziate?
Ah, questo piccolo elenco di prelibatezze che ho incluso mi spinge ad aprire una breve parentesi in risposta a tutti coloro che ritengono di avere un’alimentazione variata solo perché mangiano carne e pesce: vorrei sapere quanti di voi hanno mai mangiato il miglio, l’amaranto, i semi di chia, la groviola, il tempeh, il latte di nocciole e così via… Per la scelta vegetariana vale molto il famoso detto “chiusa una porta si apre un portone”: togliere solo due alimenti, il pesce e la carne, spinge a cercare dei sostituti, e normalmente la ricerca si traduce in una miriade di cibi esotici, provenienti da ogni parte del mondo, in profumi, sapori e colori nuovi, che altrimenti non avremmo mai scoperto (ho appena comprato la farina di baobab, e penso che diventeremo molto amiche); oltre a questo, cresce nel neo-vegetariano un’irresistibile voglia di sperimentare e di provare con, credetemi, grande giovamento del proprio lato creativo. In parallelo, si riscoprono i sapori di una volta, di quei piatti che comparivano sulle tavole dei nostri bis bis bis bisnonni, costretti dalla povertà a “mangiare carne solo per le feste comandate”, come dice mia nonna raccontando la sua infanzia, o a “ingegnarsi ogni giorno con la fantasia e con amore”, come preferisco dire io. Senza contare che è molto divertente rivisitare dei tipici piatti di carne cercando di trasformarli in piatti veg (tipo il mio polpettone senza carne, che è stato un successone)! E’ bello mangiare qualcosa sapendo che non ti farà male, e soprattutto, che non hai fatto male a nessuno per averlo. Se anche la carne fosse stata in principio un alimento salutare e adatto all’uomo (e non lo è mai stata), di certo non lo è ora che è un concentrato di farmaci e ormoni. Inoltre, prima di morire, gli animali hanno uno scarico d’adrenalina che si diffonde in tutto il corpo: chi mangia carne letteralmente “mangia la paura della morte”. Vi attira tanto una bistecca adesso?
Va bene, non essendo proprio il mio campo, posso pure concedere che forse, ai tempi dell’uomo primitivo, l’alimentazione onnivora ha giocato un ruolo importante nello sviluppo cerebrale che ci ha fatto diventare “sapiens”. Ora però bisogna, da veri “sapienti”, prendere atto dell’inversione di tendenza che rende il consumo di carne una causa di degrado (vedi sopra, riguardo all’impatto ambientale) e non più un elemento funzionale ad un processo evolutivo (o c’è qualcuno che ha intenzione di diventare Newton a suon di grigliate?).
Ho letto anche di qualcuno preoccupato del fatto che in un ipotetico, e purtroppo irrealistico crollo dell’allevamento intensivo molti addetti ai lavori, dagli allevatori ai macellai, perderebbero il posto di lavoro. E’ capitato più volte nel corso della storia che un settore produttivo declinasse in favore di un altro, e la manodopera è sempre stata riassorbita (tranne eccezioni per l’introduzione di particolari tecnologie) dal nuovo settore in crescita: è successo durante la rivoluzione industriale, quando molti contadini sono diventati operai, e durante il novecento, che ha visto una crescita degli impieghi nel terziario. Quindi, come dire, niente panico! I macellai magari diventeranno agricoltori, e faranno crescere la vita anziché stroncarla.
Nel concludere, vorrei farvi notare che non una delle fonti da me riportate proviene da un sito vegetariano, il che sarebbe stato da voi considerato “parziale” e poco attendibile, anche stante la veridicità delle affermazioni contenute. Nel caso però vogliate documentarvi meglio… http://www.scienzavegetariana.it/ !
Un saluto a tutti
Sissi
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PS: essere sua madre è impegnativo, ma vi assicuro che è un’esperienza grandiosa! 😉

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140 thoughts on “In risposta agli anti-vegetariani/anti-vegani (by Sissi)

  1. Sissi ti devo dire la verità: a me, la carne NON piace per niente. Fatico a mangiare il pesce, ma all’affettato non so dire di no (lo so che è carne uguale non mi faccio ingannare dal nome e dalla forma). Non sono pronta a diventare vegetariana né vegana, non ora almeno, ma le tue ragioni sono inappuntabili e fai benissimo a sostenerle. Anzi devo ammettere che nel leggerle ho capito la seria importanza della legge appena approvata, che se funzionerà come dovrebbe credo aiuterà la salute di molti.
    Be’ detto questo; piacere di conoscerti 😀

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    • @Karina: io, per i motivi illustrati dal video, sono per la drastica riduzione, che proteggerebbe la nostra salute, il benessere degli animali (va beh, finché sono in vita… ), l’ambiente, dalla foreste amazzoniche a tutto il resto.

      In linea di principio mia figlia ha ragione, ma io non riesco ad essere integralista in nulla, anche perché tutto il resto della natura funziona così, pesce grande mangia quello piccolo, e anche questo fa parte dell’equilibrio dell’ecosistema.

      Il mio consumo di carne è oramai ridotto all’osso, credo davvero si aggiri sulle cinque o sei volte l’anno, che da un punto di vista altamente etico non è proprio ineccepibile (in effetti, “uccido poco poco” non è che regga granché), ma certo che se facessero tutti così cadrebbbero praticamente tutte le argomentazioni espresse nel filmato.

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  2. Non ce la faccio a leggerlo tutto ora!
    Ma a @Sissi si può dare credibilità a priori, fermo restando poi che, parlo per me, a certa carne è impossibile resistere e butto la come esempio solo un piatto: maiale al latte!
    Buona giornata ad entrambe le donne di casa @Diemme, e buon ritorno alla piccola!

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    • @Sergio: per me maiale al latte (mai mangiato!) è una bestemmia, visto che è un piatto non solo a base di maiale, animale proibito, ma anche la mescolanza di carne e latte, proibito non solo dalla religione, ma anche altamente sconsigliato a livello medico!

      Buona giornata a te, a quando le ferie?

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    • Nemmeno salame o soppressa?
      sarebbe una gran bella rinuncia!
      Ma poi di qualcosa si deve pur finire per morire, perché se niente bene, niente mangiare, niente…… (anche se non è sconsigliato, quello che ci va sui puntini) a me resta solo il leggere, che mica appaga sempre! Ferie (non vacanze) dopo metà agosto! Ciao!

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    • @Sergio: io salame e soppressa non le mangio comunque, non mangio maiale! E pure io, coi puntini sto messa male, per cui un bel bignè ogni tanto (o una bella tagliata) ci possono pure stare! 😉

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    • credevo fossero solo i mussulmani a non mangiare carne di maiale!
      Invece per i bignè sto con te, un po’ meno per la tagliata e per la carne poco cotta!
      Mi spiace per la soppressa in particolare, se è di quella confezionata in casa (da noi era, lo è ancora un po’, abitudine di tenere il maiale da ammazzare nell’inverno per fare salami, soppresse, salsicce, cotechino e così via) messa dentro al pane fresco, non c’è piatto di chef che tenga!
      Oggi pomeriggio devo farmi un esame, speriamo non averla cantata troppo presto!

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    • Neanche a me piace la carne poco cotta, io me la faccio preparare sempre well done.

      Della soppressa, francamente, non sento la mancanza, anche perché quelle industriali non oso pensare cosa c’infilino dentro!

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  3. Niente da fare, sono carnivora all’ennesima potenza! Pensa che quando guardo un maiale vivo, già penso agli insaccati che se ne tireranno fuori!!! ^_^;

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  4. woow complimenti! Tua figlia è in gamba!
    Cmq sia io non mangio carne e sono stati i medici stessi a togliermela perchè mi stava uccidendo (e non è uno scherzo). il mio organismo non la tollera proprio. Non ho bisogno di nessun tipo di vitamina, nemmeno la B12, perchè riesco ad assimilarla facilmente da altri cibi (cosa che normalmente l’organismo umano non è in grado di fare, ma a quanto pare la mia malattia ha sviluppato delle strane “doti” 🙂 ) e quando qualcuno mi dice che non si può vivere senza carne perchè il corpo ne risente gli spiaccico sotto al naso i miei esami (che devo fare ogni sei mesi) e che sono perfetti.
    A me va bene non mangiare carne, ma nello stesso modo , mi sta anche bene che gli altri la mangino. Del resto io la cucino per mio marito e per mia figlia. 🙂

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    • @17lastella: Sissi è un po’ più integralista, ma per le analisi non ho nessuna difficoltà a crederci, sono quelle dei grandi consumatori di carne che danno problemi, non quelle dei vegetariani!

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  5. Bellissimo post, condivido tutto e la mia scelta vegeteriana tendente al vegan si sta rafforzando sempre più. E’ vero che si trovano mille altri modi di mangiare le “verdurine” e si stimola la fantasia nel creare nuove ricette, ma soprattutto è una scelta che rafforza la nostra consapevolezza.
    Grazie
    Pan

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    • @Pandora: confermo che i piatti che si prepara mia figlia sono proprio belli a vedersi oltre che appetitosi e gustosi al palato. Peccato che, specie nei luoghi pubblici (che io bazzico a gogò), le proteine vegetali, vale a dire i legumi, siano considerati verdura, quindi magari una volta ti fanno i piselli, un’altra le zucchine, una le melanzane, una la verza, e un piatto di legumi lo rivedi dopo dieci giorni!

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    • Si è vero, comunque adesso sempre più spesso nei locali pubblici si trova anche piatti a base di seitan e tofu. Forse perché questa nuova sensibilità sta cominciando a diffondersi. Voglio ben sperare!

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    • Ci contiamo, mi piace l’idea di questa nuova consapevolezza: abbiamo cominciato con le pellicce, ora tocca all’alimentazione. L’essere vivente, l’essere senziente, non è una cosa.

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  6. Cara Sissi non ci conosciamo ed è la prima volta che intervengo su questo blog.
    Ho apprezzato molto il tuo post per la convinzione e la determinazione che ne traspare.
    Non sono vegetariano e ho convinzioni per alcuni aspetti lontane dalle tue, per altri vicine.
    Ti seguo cioè in alcune argomentazioni non ne condivido altre che mi pare, perdonami, tendono a trasformare una scelta etica, prevalentemente individuale, in una scelta “sociale necessaria”.
    E dietro questo concetto c’è, perdonami, la presunzione integralista di imporre una propria intima convinzione.
    Vorrei farti riflettere su un aspetto generale, al quale pure tu fai qualche riferimento: il cibo è prevalentemente un fatto economico e culturale, in senso lato.
    Tra allevare il maiale in una cascina per poi macellarlo, e produrre la ricchezza di un inverno con tutto il rispetto dovuto, e il comprare una braciola anonima nel celofan di un supermercato c’è una differenza “etica” e “culturale” abissale; non nel consumare o non consumare carne o proteine animali.
    E’ sostanzialmente l’ insieme dei rapporti di “produzione e consumo” nei quali noi siamo inseriti che da valore o dis-valore alle nostre scelte… Il “bene” e il “male” non esistono al di fuori di questo.
    Io vengo da una cultura contadina dove la caccia o il consumo di carne segnavano il senso delle stagioni…
    Perchè dovrei perdere questa cultura o non ripensarla a partire da un assunto, non consumare carne, che posso comprendere in un contesto diverso ma non in quello dal quale provengo.
    Anche dal punto di vista economico non condivido quanto sostieni, non perchè non ci siano elementi di verità, ma perchè alcuni dati reali vengono riportati assolutizzandoli.
    Il primo dato che cambierebbe il sistema di consumo sarebbe la riduzione degli sprechi distributivi…
    Che sono la cifra complessiva della nostra “ricchezza” e in parte della cultura attuale.
    Ciò avrebbe comunque dei costi sui prodotti primi ma migliorerebbe il nostro rapporto con il cibo in generale e anche il suo senso etico. Cambierebbe la nostra cultura.
    Non è meno dannosa dal punta vista economico e dei rapporti sociali (rapporti con il “terzo mondo”) la presunzione di avere i nostri supermercati (troppi) tutta la frutta in tutte le stagioni, o prodotti che viaggiano per centinaia, se non migliaia di chilometri, in celle frigorifere… Altro che 16.000 litri di acqua per una bistecca…
    Sobrietà e chilometro zero, agricoltura diffusa, specializzata ma non monocultura intensiva.
    Certo anche riduzione del consumo della carne e abolizione degli allevamenti “intensivi”.
    La questione penso sia non rimandare ad una scelta etica e culturale individuale, non da tutti, io per primo non condivisibile, ma da un progetto diverso di consumo e perchè no di società.
    E’ oggi la cultura del consumismo irresponsabile il nostro problema.
    Sul consumare il puzzo di morte perdonami ma non concordo una carota bollita muore tanto quanto un uovo o un maiale macellato, la vita è immanente in ogni cosa, in un albero come in un cinghiale o in una lumaca… La morte e trasformazione di questa vita in altro.
    Con amicizia
    Dario L.

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    • Caro @Dario, intanto benvenuto a bordo, dove spero ti troverai a tuo agio.

      Per quanto riguarda il tuo intervento, cui spero risponda Sissi (un po’ restìa per la verità a partecipare ai blog), non mi sono chiare alcune argomentazioni, ma mi pare di capire che anche tu, come me, sia più ispirato a un consumo limitato dal buon senso piuttosto che un’abolizione radicale.

      Aspettiamo la pargola. 😉

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    • Io sono assolutamente onnivoro, ma creo che si debba assumere la coscienza che ogni nostro consumo, non solo quello di proteine animali, comporta per l’ambiente che circonda un cambiamento. Spesso la vita, di vegetali, o animali… Io credo che questo stia nelle cose della natura ma proprio per questo sono contro il “consumismo”, contro la grande distribuzione alimentare e per un uso critico delle risorse. Non c’è stata esperienza più importante, per me, nel farmi capire che ogni cosa è vita di quando a pasqua in campagna, macellavamo, io ragazzino, il capretto; come pure alcune esperienza di pesca o di caccia che ho fatto.
      Ho misurato la responsabilità di uccidere un animale, di scuoiarlo e cucinarlo… Mi hanno aiutato a limitare enormemente il consumo di carne. Queste esperienze le ho fatte in dei contesti culturali in cui erano “naturali e coerenti quindi penso che sia il nostro contesto culturale (il consumismo, tutto sempre e subito disponibile ovunque) da trasformare… Non penso che la contrapposizione vegetariani/carnivori abbia una qualche utilità o senso al di fuori degli integralismi ideologici.

      Spero di essere stato più chiaro

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  7. @Sissi …. ha ragioni da vendere, e basterebbe approfondire ciò che disse al riguardo la grande scienziata recentemente scomparsa, e cioè @Margherita Hack ( ah …. quanto ci manca questa Donna unica e affascinante che, senza jattanza e sicumere, e senza iscriversi ad alcun partito, restò per tutta la sua lunga vita ‘vegetariana’ ), per capire quanto sia utile, anche alla salute, smettere o limitare l’ uso ( e non di rado l’ abuso ) della carne ….
    Ma, come giustamente scrive @Lentiacontatto ( azzurre ? 🙂 ), se si assume un atteggiamento ideologico anche in questa che dovrebbe essere invece una scelta individuale libera e ragionata, c’ è il rischio di iscriversi ad una lobby, e le lobbies, che restano comunque ‘centri di potere’, mirano sempre alla tutela degli interessi di pochi rispetto a quelli dei più !
    Auguro dunque a @Sissi, in questa ed in ogni altra problematica esistenziale, di ragionare sempre cum grano salis sui …. visto anche che, di quel ‘grano’, la mamma provvide a fargliene avere in quantità rilevante ! 🙂

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    • @Bruno: non so che dirti, è un po’ come l’aborto, se lo ritieni un omicidio non puoi dire “gli altri facciano quello che vogliono”, cosa che potremmo dire per il furto (io sono contrario, ma gli altri rubino pure) o per lo stupro (io sono contrario, ma gli altri stuprino pure).

      Io credo che ci siamo ritrovati in un mondo fatto in questo modo, con un suo equilibrio che si basa anche e soprattutto sul fatto che alcune specie animali ne mangiano altre. Ora, che l’uomo poi sia diventato un pernicioso predatore, un insaziabile sfruttatore e che di danni all’ambiente e ai suoi simili ne stia facendo tanti, credo sia fuori di dubbio. Come invece contrastare questa tendenza, se con la sensibilizzazione, col proibizionismo o con entrambi, questo non so dirtelo (e se qualcuno sosterrà che il proibizionismo non ha mai portato da nessuna parte, non potrò che dargli ragione, anche se ciò non sposta di una virgola l’eventuale questione etica).

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  8. In anni da erborista ho visto passare in negozio un sacco di persone e devo dire che c’è una disinformazione molto grave sulla questione di mangiare corretto. L’equilibrio degli alimenti, la combinazione dei cibi. Non sono vegetariana, ma nemmeno carnivora dipendente. Il nostro organismo ha mangiato carne per secoli, ma solo quando se ne aveva la possibilità e giusto per il consumo giornaliero. Le nonne non preparavano cibi sostanziosi solo d’inverno perchè mancava il riscaldamento? e poi tutti si andava a piedi o al massimo con il carro per chi era fortunato. Sono molto felice di trovare persone che notano lo spreco degli imprenditori per le provviste di massa. Io salto tutta la zona congelatori di cibi pronti, al massimo le verdure congelate.
    Il più grande nutrizionista italiano ha detto più volte che abbiamo nel pianeta Terra, 1 miliardo di persone in grave obesità e 1 miliardo di persone che muoiono di fame. Se il singolo comincia a regolarsi (senza strafogare) con il giusto equilibrio ridurremo le parti, ridurremo il consumo di CO2 che le povere mucche producono (anche loro fanno la pupù) e nessuno dovrebbe rinunciare a nulla. Utopia lo so. Ma se cominciassimo a farlo dimostrando che si può? In casa nostra il consumo di carne si è ridotto a un terzo rispetto a qualche anno fa, e già prima ne mangiavamo poco, e la cosa più bella nessuno a portato gravi conseguenze 🙂
    Come dice il proverbio: l’unione fa la forza e insieme si può 🙂
    Buona giornata a tutti

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  9. Mi segno per seguire i commenti, credo che la discussione si scalderà parecchio.
    I miei complimenti a Sissi per il trattato, ha tutta la mia ammirazione nel suo intento di perseguire una vita “animale-free” i tutti i suoi aspetti: alimentazione, vestiario, accessori, ecc. ecc. (remember i bachi da seta ?)

    Io comunque resto carnivoro, scusate questo gretto, abietto e barbaro rappresentante del genere umano.
    Ora torno nel mio lugubre antro, si sta per spegnere il fuoco e dovrei aspettare un altro fulmine.

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  10. ho letto il post… che dire: oltre ai soliti luoghi comuni non vedo altro. ripeto che la scelta etica di ciascun individuo vada rispettata, ma non certo imposta. non ho voglia di cercare e citare fonti per smantellare molte delle cose dette, ma inorridisco nel leggere il passaggio sulla “inutilità” della sperimentazione animale, perchè è assolutamente FALSO e CRIMINALE. Mi limito a lasciare questa “insignificante” immaginetta
    http://www.toronto.ca/health/immunization_children/pdf/impacts_info_graphic.pdf
    i vaccini derivano da sperimentazione su “inutili” cavie animali: aboliamoli!

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    • @goldie: non mi inoltro in un campo che non conosco, comunque “mors tua vita mea” potrà pure essere una scelta necessaria, ma non per questo meno triste. 😦

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    • Hai detto più di una volta che fra tua figlia e il merluzzo scegli tua figlia. Beh, queste sono parole, i fatti dicono l’esatto contrario: nel momento in cui rifiuti la sperimentazione animale stai esattamente sacrificando tua figlia al merluzzo.
      Quanto alle alternative, ti sei mai chiesta quanto costa la sperimentazione animale? Non è che qualcuno si immagini che comprano l’animale e un quarto d’ora dopo procedono alla sperimentazione, vero? Gli animali bisogna nutrirli, e accudirli, e pagare chi provvede a farlo ecc. ecc. Le sperimentazioni in vitro e le proiezioni su computer costano una frazione infinitesimale della sperimentazione animale: non pensi che se davvero fossero un’alternativa le industrie farmaceutiche ci si butterebbero a pesce?

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    • @Barbara: io non l’ho rifiutata, ma dico che è molto triste, ma molto molto molto, anche se capisco che scegliere tra un figlio e un merluzzo è una scelta obbligata: però, se potessi scegliere tra un merluzzo e Attila oppure, ci fosse qua la nostra Martina, scegliere tra un merluzzo fresco e uno surgelato (*) credo che le cose andrebbero diversamente.

      (*) per i neofiti, merluzzo surgelato era il nomignolo affibiato all’ex di Martina. Insomma, per la sperimentazione non si potrebbero utilizzare gli ex, magari quelli della specie peggiore, tipo quelli che non passano gli alimenti ai figli? Quelli che, a fronte di alimenti non versati per anni a figli in età scolare – a volte pure non in perfetta salute e bisognosi di cure costose – postano su fb le loro foto mentre se la spassano con donne e donnine varie in paesaggi paradisiaci: ecco, mi veniva quest’idea, non si potrebbe offrire loro questa splendida opportunità di essere meno inutili per l’umanità?

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    • E’ vero: è triste. Nessuno lo nega, men che meno i ricercatori che lavorano in quel campo, e che spesso devono anche sentirsi trattati come dei sadici da “attivisti” che dell’ignoranza fanno la loro bandiera. Per come la vedo io, chi ha il coraggio di fare quelle scelte che noi non avremmo il coraggio di fare mai, dovrebbe essere ringraziato per evitarci il disturbo di porci certe questioni morali, e non accusato.

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    • @goldie: mi sento di essere in un campo che non conosco, e mi astengo (perché, come dici tu, noi dal di fuori possiamo permetterci di farlo, visto che c’è chi fa il lavoro sporco per noi).

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  11. “miriade di cibi esotici, provenienti da ogni parte del mondo”???? E le grandiose, civili battaglie ecologiste per il chilometro zero? Ho visto che già qualcun altro ha notato questa assurdità, ma nel leggere le lodi sperticate e incondizionate a questo micidiale attentato all’ambiente – e di conseguenza alla nostra salute (di tutti, anche di chi non condivide queste scelte!) – ho fatto un tale salto sulla sedia che non ho potuto fare a meno di segnalarlo anch’io.

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    • Cioè inondare il mondo con milioni di tonnellate di CO2 aggiuntive è una priorità? No, così, giusto per sapere, che se devo crepare intossicata tanto vale che mi spari subito, così almeno mi risparmio gli anni di malattia e sofferenza.

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    • @Barbara: e questa dell’incremento di tonnellate di CO2 da dove salta fuori? (Si dice “salta fuori”? Uscire fuori no, non si dice, perché tanto mica si può uscire dentro, entrare dentro non si dice, perché uno mica può entrare fuori, ma salta fuori forse sì, si può dire 😛 ).

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    • Salta fuori dal trasporto, per aria, per mare e per terra, di tutti i miliardi di tonnellate di cibi esotici necessari a sfamare i miliardi di persone che non vivono in luoghi esotici.

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    • @Barbara: ma quello si può razionalizzare (i cibi esotici magari me li mangio all’estero, tanto l’aereo per andarci lo prenderei lo stesso, o possono essere trasportati con mezzi che comunque si muoverebbero. Molte piante possono essere coltivate anche fuori dal paese di origine e così via…)

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    • Maccerto, come no! Chi di noi non ha milioni di euro e dieci mesi all’anno di ferie per passare tutto il tempo nei Paesi esotici a mangiare tutti quei meravigliosi cibi esotici che tua figlia suggerisce di mangiare a tempo pieno per sostituire con tutti quei fantastici sapori le due cose cui si rinuncia (due? Io veramente conosco migliaia di piatti di carne e di pesce…)
      Se solo ti rendessi conto quanto soffrono le povere orecchie con questo terribile rumore di unghie sugli specchi…

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    • Barbara, ma possibile che chiunque non ti dà ragione si stia arrampicando sugli specchi? E non li mangiare i cibi esotici, che ti devo dire! Hai a disposizione tutti i dati sui trasporti? Io no. Anche il “chilometro zero” non deve diventare un’ossessione, lo scopo sarebbe ridimensionare, non eliminare!

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    • Tesorodolce, io NON ho l’ossessione del chilometro zero, non mi passa neanche per l’anticamera del cervello, io compro il latte che viene dalla Germania perché quello del Centro latte che sta a due chilometri da casa mia costa una volta e mezza tanto. L’ossessione del chilometro zero ce l’hanno quelli che si premurano di spiegarti che “tutte le macchine, tutti i treni, gli aerei, le navi, i mezzi di trasporto di tutto il mondo, additati come prima causa delle emissioni di gas serra, incidono su queste emissioni del 13% circa. La produzione di carne incide del 18%”. E non sono io che ho avuto l’idea di nutrirmi di cibi esotici: è tua figlia che raccomanda di sostituirli a quell’orribile carne che contribuisce per il 18% alle emissioni di gas serra. Adesso per favore decidiamo se vogliamo fare un discorso serio e logico o giocare a boccette. A me possono andare bene entrambe le cose, però gradirei sapere a che cosa si sta giocando.

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    • Facciamo un disorso serio con dei boccette break. Neanch’io ho l’ossessione del chilometro 0, ma neanche me ne frego. Se si può, meglio, altrimenti viaggi pure la merce: certo, se dovessero muovere un aereo da una parte all’altra del globo per quattro arance probabilmente lo riterrei molto ingiusto, ma a me il villaggio globale piace moltissimo, non so se avevo già avuto occasione di dirtelo.

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  12. A chi mi parla di limitare il consumo di carne, perché “c’è una giusta misura in ogni cosa”, io consiglio, per restare coerenti, di fumarsi solo un paio di sigarette al giorno. Solo due. Anche i non fumatori. E una piccola dose di eroina un paio di volte a settimana, così, per non esagerare… in fondo “basta limitarsi”, bisogna “limitare il consumo, mica è necessario eliminare”. Parafrasando, ci sono cose di cui la giusta misura equivale a zero. E’ il caso del fumo, è il caso delle droghe…ed è il caso anche della carne. Prove scientifiche, come quelle che ho citato nel post, e prove viventi, come Margherita Hack (nata vegetariana e vissuta lucida fino a 92 anni), ci dicono che LA CARNE NON E’ NECESSARIA ALL’ALIMENTAZIONE UMANA. La scusa del consumo limitato è tipica di chi non se la sente di dire addio ai piatti che adora e che ha sempre mangiato, che gli preparava la mamma quando era piccolo, che è diventato particolarmente bravo a cucinare, etc… ma vuole lo stesso sentirsi un “virtuoso”, magari a confronto con chi segue la famigerata dieta americana. Non esiste un “troppo poco” di carne, lo sa anche chi finge di temere carenze, e invece teme solo di non saper più cosa portare a tavola. Io ve lo dico: se provando a immaginare un menù settimanale senza carne e senza pesce, ma vario ed equilibrato, rimanete a corto d’idee…è veramente brutto segno! Che poi molti paladini del “consumo limitato” mangiano molta più carne di quanto credono: magari pensano di aver mangiato, in una settimana, una bistecca, una fettina e una cotoletta, però si dimenticano di aver preso la pasta al ragù, il tramezzino con prosciutto e formaggio, etc… perché mentalmente avevano tenuto da conto solo i secondi.
    E’ stata più sincera quella ragazza che mi disse: “Sì sì, hai ragione tu, anche a me piacerebbe mangiare così, ma senza prosciutto io muoio!” 🙄

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    • Scusami ragazza mia, ma se mi metti sullo stesso piano la bistecca e l’eroina, lascia che te lo dica, siamo proprio alla follia. E il discorso delle “due sigarette al giorno anche per i non fumatori”?! Qualcuno ha forse proposto di imporre due bistecche al mese ai vegetariani? L’integralismo nuoce gravemente alla salute, altro che il fumo!

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    • e vabbè… ha ragione barbara… siamo alla follia.
      comunque, continuando su tale scia di capziosi sillogismi, magari hai ragione su sigarette e droghe: pensa a vonnegut, o a jagger, e alla loro età… se essere vegetariani allunga la vita (vedi hack), allora anche fumare e drogarsi lo fa, e te ne ho portato ben 2 lampanti esempi!
      p.s. Diemme: mi bannerà perchè ho “dimostrato” secondo definizione sissiana che drogarsi e fumare fa bene 😛

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  13. Oh … @Warpie …. il tuo “brutto antro” ?!? 😯
    Au contraire, il tuo è un bellissimo spazio, impreziosito dalle tue affascinanti fotografie e riflessive considerazioni ….. di buon senso ! 🙂
    Quanto all’ esser Tu carnivoro, chi potrebbe costringerti a non esserlo ???
    Non certo io …. anche se penso, seriamente, che se i cavernicoli nostri antenati avessero potuto disporre di ‘pasta di Gragnano’ in semola dura e fatta a mano ( ad esempio “penne rigate” ), pomodoro sammarzano solare, olio extravergine, peperoncino calabrese, aglio e un pizzico di sale, tanto da potersi cuocere un bel piatto di penne all’ arrabbiata …. e avessero avuto un bel ‘caciocavallo’ di bufola podalica ( tipico dell’ avellinate ) adeguatamente ‘stagionato’, accompagnato ‘mano per mano’ da un insalatina ‘da taglio’, ad esempio una tenera “misticanza” arricchita da spicchi di pomodorini pachini, ed il tutto avessero potuto annaffiarlo con del vino ( rosso ) di eccellente e nobile vitigno ( come non ne mancano qui da noi … ), ed infine disporre alla mano di una grappetta monovitigno bariccata, ebbene credi Tu, indefesso carnivoro fedele a quei nostri preistorici avi, che essi si sarebbero addannati l’ anima ad inseguire, muniti di clava e col rischio fatale di essere a loro volta azzannati e divorati, ogni animale vivente che passasse sotto i loro quasi ciechi occhi ???
    Io, bon ami … credo proprio di no : avendo a disposizione, come ce l’ abbiamo noi moderni, quel ben d’ Iddio ottenibile senza scannamenti e/o deturpazioni e/o versamenti di sangue d’ animali, essi, tovagliolo di foglie al collo, ci si sarebbero tuffati sopra come ictiosauri ! :mrgreen:

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    • Carissimo, come stai ? 🙂

      Il menu che hai proposto è veramente da gran premio, non c’è che dire.
      Non disdegno nella maniera più assoluta tali prelibatezze ma, in tutta onestà dico anche che non rinuncio alla carne.
      Non per ricerche scientifiche o per tabelle nutrizionali o per interventi di chissà quanti saggi luminari, ma semplicemente perché mi piace.
      Se poi questo, in certi ambienti, è visto come segno di inciviltà, allora mi faccio da parte e continuo a rosicchiare il mio osso. :mrgreen:

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  14. Quoto Barbara (2 agosto 2013 alle 1:57 PM). Mi ha tolto le parole di bocca.
    La giusta misura c’è ed è importante in tutte le cose, specie per quanto riguarda i comportamenti umani. Il fanatismo, perché di questo si tratta, non è proprio una giusta misura.

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    • @Marisa: non voglio far mancare a mia figlia il mio appoggio in una scelta che rispetto e ammiro anche, però l’odore di fanatismo mi spaventa. Prima aveva eliminato solo la carne rossa perché cancerogena, poi tutta la carne e viveva di pesce, poi dopo aver visto un video – lei nega, ma secondo me è partito tutto da là – abbiamo eliminato pure il pesce. Lei nega di essere vegana, però il consumo di latticini e uova è davvero sporadico e occasionale 🙄

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    • E’ quella sorta di cortocircuito che ad un certo momento scatta, a spaventare, perché ottenebra e toglie ogni capacità di pensiero razionale. Per cui capita per esempio – oltre alle aberrazioni già citate – di presentare come “prova” Margherita Hack che da vegetariana è vissuta lucida fino a 92 anni. Beh, il mio bisnonno contadino, classe 1842, che come tutti i contadini mangiava carne ogni volta che poteva (per la precisione: mangiava come un porco, beveva come una puttana, fumava come un turco) è morto a 95 anni perché è caduto dal fienile. Se non cadeva, a quest’ora era ancora qua. E naturalmente, dato che ancora lavorava come contadino, dobbiamo dare per certo che doveva essere anche molto lucido, perché quello del contadino non è davvero un mestiere che si possa svolgere senza lucidità.

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    • @Barbara: beh, spesso i contadini vengono portati ad esempio, contro la vita sedentaria di oggi, e quello che si dice è proprio che attaccavano la mattina a tracannar vino e mangiar salsicce, ma quante ore di lavoro pesante facevano? Hai voglia a smaltire colesterolo!

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    • Mah, non so, c’erano anche di quelli che facevano esattamente la stessa vita e crepavano a cinquant’anni. Più che altro direi che il caso del mio bisnonno non dimostra assolutamente niente, esattamente come quello di Margherita Hack. Conoscerai sicuramente la vecchia storiella di quello che compie 115 anni e gli mandano il giornalista a intervistarlo per chiedergli, come a tutti i longevi, il “segreto”, e lui chiede che vada la mattina molto presto, perché è quella l’ora in cui si alza. E dunque il giornalista va lì e comincia a chiedere ma qual è il suo segreto, fa qualcosa di speciale ecc. E lui risponde beh, vita molto regolata, niente fumo, niente alcol, mangiare poco, sesso morigerato, a letto presto la sera in piedi presto la mattina… In quel momento si sente tutto un gran fracasso e il giornalista, un po’ spaventato, chiede ma cosa c’è, cosa succede, e quello dice no, niente, non ci faccia caso, è quel disgraziato di mio padre che va per bordelli tutta la notte e torna regolarmente ubriaco la mattina.
      Quanto al colesterolo, dopo che si sono dannati per anni e anni a demonizzarlo e a demonizzare tutto ciò che lo contiene, e in particolare il lardo, hanno finito per scoprire che fra tutti gli alimenti esistenti in natura il lardo è in assoluto il più ricco di colesterolo “buono”, che si fissa sulle pareti delle arterie impedendo così l’assorbimento di quello cattivo, responsabile di infarto e arteriosclerosi.

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  15. Durante una trasferta lavorativa non ho mangiato carne per difficoltà mie, non ho mangiato pesce perché non c’era. Non mi ricordo d’aver mangiato tanti salumi o formaggi. Alla fine ne avevo una voglia matta. Il corpo degli altri potrà pure farne a meno… il mio no. E io di carne ne ho sempre mangiata poca, ma quel poco la voglio e basta. Adoro il pesce, non potrei vivere senza. Anch’io propendo per l’ “ammazzare poco poco”, pazienza se qualche animale si dovrà sacrificare 🙄 Con questo non sto dicendo che mi rifiuto di sperimentare cibi alternativi. Lo so che le preparazioni di Sissi sono speciali, me lo dici anche se non c’è lei presente 🙂 , ma devono essere in aggiunta non in sostituzione totale ad un mangiare più tradizionale. Che poi mi chiedo pure quanto sacrificio costi agli indiani produrre i semi che io e tanti altri mangiamo, e questo solo per fare un esempio. Chissà quanta fatica bestia, quanto sfruttamento c’è sotto e io mi mangio felice i semini e mi sento pure nel giusto. Loro schiattano e io mi beo di star mangiando qualcosa di molto salutare. Questo dei semini si può applicare a tanti prodotti che vengono da chissà dove… Sarò troppo cinica, ma come si diceva in un altro post, dove ci sono i soldi è facile che ci sia sfruttamento, e ormai questo mangiare “sano e alternativo” è un business per noi occidentali ricchi.

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    • @Luisa: “dove ci sono i soldi è facile che ci sia sfruttamento”: e, aggiungo io, manipolazione.

      Purtroppo non siamo onniscienti, e anche se discussioni come queste secondo me arricchiscono, rimane l’impossibilità di mettersi nei panni di un animale, o del Padreterno, tanto per capire che intenzioni aveva quando ci ha creato.

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  16. Sissi scusami ma non ho scritto che muoio senza affettato e poi carne e pesce in linea di massima non mi piacciono e basta; non ho mai nemmeno sostenuto che mi piacerebbe mangiare vegano o vegetariano. Un giorno potrebbe forse accadere dato che davvero preferisco integrare il ferro coi fagioli piuttosto che con la carne, ma per amor d’onestà oggi non posso dirti che ci rinuncerei a priori. A pranzo per esempio non l’ho toccata ma non è stato fatto di proposito.

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    • non parlavo di te per l’affettato! E’ una cosa che mi ha detto una ragazza che viene a scuola con me! 😉

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  17. comunque fatemelo dire: la giustificazione “il consumo limitato è la scusa perchè non si sa più che cosa portare a tavola” è la cosa più stupida che mi sia mai capitata di leggere. Ho riletto l’intervento di Sissi più volte, ma niente… una frase del genere è assolutamente disarmante, dal momento che riporta un suo semplice pregiudizio del tutto infondato come se fosse verità provata. Se un giorno deciderà di “fare scienza”, forse si renderà conto della superficialità di certe affermazioni.

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    • @goldie: lei farà scienza… magari tra qualche hanno potremo riparlarne, però non è che non ci siano scienziati vegetariani. La frase l’avevo notata anch’io, ma non ho risposto perché ero direttamente coinvolta, in quanto sostenitrice del consumo limitato…

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    • Scienziati e medici vegetariani ci sono, e sono sempre di più, ma serve comunque un pensiero critico. sperimentando lei stessa magari si renderà conto che ciò che oggi per lei é “prova”, per chi è abituato a “dimostrare” ha poco senso. Io non critico assolutamente la sua scelta, ma non accetto la pretesa di dimostrare che sia la scelta migliore in base semplicemente alla sua morale, perché, alla fine, è di morale che si tratta. Essere vegetariani é una scelta personale, è nutrizionalmente sostenibile, ma ciò che è “scientificamente dimostrato” é che sono gli abusi a creare problemi fisici, e, come dicevo commentando il tuo precedente post, ciò che non riesco a tollerare è la manipolazione di informazioni “nude” e asettiche in favore di una qualsiasi tesi.

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  18. Mi date dell’integralista e della fanatica. Qual è il giusto mezzo? Il vostro, per caso? E se dal mio punto di vista il vegetarismo fosse il giusto mezzo tra il Breatharianism (sì, esiste anche quello) e il più completo menefreghismo? Chi decide dove fissare i due capi al cui centro si trova “il giusto mezzo”? Dite che le mie affermazioni sono stupide: io vi ho fornito prove scientifiche e imparziali, mentre voi continuate a portare il vostro soggettivissimo buon senso, l’abitudine e la tradizione.
    @barbara: non ho detto che tutti quelli che arrivano oltre i novanta sono vegetariani, e che questo è lo stile di vita che permette di arrivare a quell’età. Mi hai proprio capito male. Ho detto che M. Hack è la prova vivente che un vegetariano non muore in breve tempo di qualche terribile carenza, e che non diventa scemo/denutrito/rachitico. Io non credo che morirò a trent’anni perché adesso mi sono tolta carne e pesce. Davvero. Comunque mi dispiace per tuo nonno, dev’essere stato un brutto incidente. 😦

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    • Scusa, io non ho visto prove scientifiche ma solo alcuni dati opinabili. Tu parli di “soggettivismo” e “tradizione” quando per me la dentatura, l’intestino e lo stomaco umano sono “dati scientifici” sul fatto che siamo onnivori. Non é tradizione. L’abuso di carne rossa può portare a malattie cardiovascolari: questo è un dato scientifico. Mangiare carne rossa in qualsiasi quantità porta a malattie cardiovascolari è manipolare un’informazione. Voler convincere gli altri che la tua tesi sia vera tacciando gli altri di menefreghismo e abitudine quando ti sono stati forniti dati oggettivi é fanatismo e scarsa tolleranza. Nota che nessuno qui ha parlato di succulenti braciole e ricettine a base di carne, eppure tu hai voluto vederci solo questo, e hai proposto le tue alternative a cose mai neppure nominate. Nessuno ha mai detto che i vegetariani muoiono presto per carenze, eppure tu ci hai letto quel che hai voluto leggere. Dovresti imparare ad ascoltare e a rispettare i punti di vista degli altri, prendendo in considerazione la possibilità che ne sappiano più di te. Non dubito sul fatto che lo imparerai. A 18 anni siamo tutti integralisti in un campo o nell’altro…

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    • Sai, c’è solo un piccolo problema: fra tutti coloro che hanno preso posizione c’è una sola persona che sembra convinta che la propria posizione sia l’unica possibile, l’unica ammissibile, l’unica giusta, l’unica con “prove scientifiche e imparziali” (definite imparziali da chi?). E questa persona non è nessuno di noi mangiatori di cadaveri.
      Quanto a Margherita Hack, giusto per toccare un tema che è caro a tua madre e che spero non essere del tutto indifferente a te, lei è quella a cui hanno raccontato la storiella che gli israeliani, oltre a tutti gli altri orrendissimi crimini di cui da sempre continuano a macchiarsi, stanno anche facendo letteralmente morire di fame gli abitanti di Gaza, e lei si è buttata a corpo morto sostenere la lotta contro Israele, dedicando ogni sua energia ad appoggiare ogni sorta di flottille e terrorismi, quando sarebbe bastato un semplice giro in internet per vedere i mercati di Gaza pieni di ogni bendidio, i centri commerciali traboccanti di ogni sorta di merce, i giardini, le ville, gli alberghi di lusso con giardini e terrazze e piscine, i parchi giochi per bambini che non hanno niente da invidiare ai nostri, le decine di camion che ogni giorno da Israele portano a Gaza cibo, medicinali e ogni genere di beni di prima e seconda necessità, le centinaia di persone che lasciano Gaza per andarsi a curare negli ospedali israeliani. Ecco, se di un caso volessimo fare una regola, potremmo dire che Margherita Hack è la prova lampante che il vegetarianesimo rincoglionisce di brutto.

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    • Tutti tutti no, per cambiare idea ci vuole coraggio, per capire è necessaria la materia prima: direi di no, non c’è speranza per tutti 😦

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    • E’ sbattendo il naso nelle proprie contraddizioni che si cresce. Fa maledettamente male, ma non c’è alternativa. E dato che le contraddizioni di solito non vanno di propria iniziativa a sbattere contro il naso degli interessanti, bisogna che qualcuno misericordiosamente provveda a facilitare l’incontro.
      PS: cara Diemme, se ti viene la tentazione di difenderla troppo, ricordati sempre che ha mostrato apprezzamento per Rasa il pratino…

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  19. Se solo volessimo considerare quest’aspetto:
    ” Sarà però la dissipazione delle foreste a rivelarsi la più grande delle follie causate dalla domanda di carne. Storicamente, la ricerca di terra da pascolo per gli animali è stato il motivo dominante del disboscamento. Lo è ancora oggi. […] Nel corso degli ultimi venticinque anni, quasi la metà delle foreste pluviali tropicali del Centro America è stata distrutta, in gran parte per fornire carne di manzo all’America del Nord ” Peter Singer, “Liberazione Animale”
    https://it.wikiquote.org/wiki/Peter_Singer#Liberazione_animale

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    • Però quel disboscamento selvaggio non è la conseguenza della necessità di spazio per i pascoli, bensì del fatto che bande di idioti e criminali hanno scelto il modo più idiota per procurarsi quello spazio. Perché se uno non è completamente idiota sa benissimo che il terreno di una foresta pluviale, che è tale da migliaia di anni, è fatto per nutrire alberi da foresta pluviale, e non erba. Quindi se tu elimini gli alberi per farne pascoli, il primo anno avrai erba a sufficienza, il secondo abbastanza, il terzo così così e il quarto non cresce più niente e sei costretto a disboscare un altro pezzo di foresta. E così all’infinito. O meglio, fino alla fine della foresta, che se non si trova un rimedio prima o poi arriverà. Se io ti faccio la cacca in salotto, non è che la tua casa puzza perché io faccio la cacca: puzza perché la faccio nel posto sbagliato.

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  20. @Sissi: ci ho pensato mezz’ora dopo mentre nella mia mente martellava il verbo “Disse…disse…disse…e sì che Sissi è una brava studentessa! 😯 Quindi non parlava di me -.-‘ ”
    Ma anche con il dubbio ormai non potevo rimediare ^^’
    Ho letto le tue motivazioni, ripeto sono molto buone 😀

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  21. Non metto in dubbio nessuna delle tue ragioni, Sissi, e sono fermamente convinta che tutti i dati da te forniti siano più che veritieri. Però scusami (non e questo assolutamente il tuo caso), spesso l’essere vegetariani mi sa tanto di moda…
    Io continuo a mangiare carne, pesce, uova, latticini, verdure, ortaggi e legumi con un rotazione tale che mi permette di variare la mia alimentazione. Ed evito così di non mangiarmi cofane e cofane di legumi per ottenere la stessa quantità di proteine che potrebbe fornirmi una fettina di carne. Poi confermo una tendenza che è sempre stata propria dell’uomo: quella di rispettare la catena alimentare. Gli animali (a parte quelli vegetariani, ovvio) mangiano altri animali. È la legge della sopravvivenza, della vittoria del più forte. Lo diceva anche Darwin.

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    • Io non so quanti di voi abbiano visto fino in fondo il primo video, quello di 1h12m. E’ molto interessante e invito alla visione chi di voi ancora nonl’ha guardato. Notate però che anche là la tizia, abbenché vegetariana convinta, invita semplicemente a diminuire il consumo di carne, non necessariamente ad eliminarlo? La lotta non è agli allevamenti, ma agli allevamenti intensivi. Tutti i problemi denunciati, disboscamento, effetto serra, emissioni eccessive di CO2, non sono dovuti al consumo di carne, ma al consumo eccessivo, al consumo industriale.

      Il ciclo alimentare, il cerchio della vita, per triste che mi possa sembrare, è tra le cose più normali e in armonia con la natura che ci siano.

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  22. Cara Sissi,
    io posso anche non mangiare la carne (che poi neanche mi piace), posso scegliere di diventare vegetariana (la mia dieta, infatti, include pochissima carne ma è integrata da cereali e legumi) non perché così campo 100 anni o perché mi fanno pena gli animali o perché penso al risparmio dell’acqua ecc ecc. Si tratterebbe di una scelta personale e libera, mentre chi ragiona come te, senza offesa, mi sembra sacrifichi la propria libertà in nome di un’etica inculcata che viene considerata la Verità. Tu cerchi di convincerci con filmati e altro, tutte cose che, almeno per me (ma ho visto anche per altri) hanno poco o nulla di scientifico, e non ti rendi conto che tu stessa sei caduta in quella trappola in cui vorresti cadessero anche gli altri. Tutto questo per me è fanatismo. Anche giudicare le abitudini e le tradizioni degli altri lo è. Senza contare che chi non è d’accordo viene quasi ridicolizzato.
    A proposito del modello di longevità, conoscevo personalmente Margherita Hack e ti posso garantire che anche quand’era giovane di lei dicevano: “e chi l’ammazza a quella!”. E sarebbe vissuta anche più di 100 anni se solo avesse accettato di essere CURATA ma lei ha deciso che sarebbe stato ACCANIMENTO TERAPEUTICO. Ecco, per me questa mentalità è fanatica e non può essere un buon esempio.

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    • Su Margherita Hack apro una parentesi e la chiudo: a me, a pelle, non è mai stata simpatica, e non sapevo assolutamente nulla dei fatti narratici da Barbara, era proprio una questione di pancia.

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  23. Poi vorrei capire una cosa (ne ho parlato a suo tempo in un mio post). Sulla terra ci sono miliardi di capi di bestiame che noi animalicidi consideriamo commestibili. La domanda è: cosa ne facciamo? Smettiamo di ucciderli e li lasciamo moltiplicarsi ad libitum? Anche a voler tralasciare il fatto che le flatulenze dei ruminanti sono notoriamente fra le principali cause di inquinamento atmosferico, dato che sono tutti animali erbivori e granivori, quanto tempo ci vorrà fino a quando sul pianeta non resterà più un solo filo d’erba né un solo chicco di grano (intendo qualunque cereale) col quale alimentarci? Quanto tempo (anni? O forse solo mesi?) ci vorrà per giungere alla totale estinzione della specie umana sulla Terra? Oppure, per non rischiare di arrivare a questo, li abbattiamo tutti in una botta sola così poi non ci pensiamo più? Miliardi e miliardi di animali abbattuti tutti insieme, tutta la Terra un unico gigantesco mattatoio, miliardi di tonnellate di cadaveri, miliardi di ettolitri di sangue che attireranno centinaia di miliardi di insetti famelici mentre decidiamo in che modo smaltire questi miliardi di tonnellate di carne che sta andando in putrefazione e che nel giro di pochi giorni scatenerà una tale ondata di epidemie che in poche settimane porteranno all’estinzione della specie umana sulla terra, mentre il tanfo di sangue putrefatto ammorberà l’aria e porterà all’estinzione di tutte le residue specie viventi, animali e vegetali.
    Non male come scenario, eh? per essere stato fabbricato dagli idealisti, dai buoni, da quelli mossi da spirito umanitario.

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    • @Barbara, non posso dichiararmi d’accordo: per il rischio di sovrappopolazione umana che facciamo allora, ammazziamo un po’ di gente a casaccio e ce la mangiamo? Oppure la sterilizziamo? Magari non a casaccio, usiamo un qualche criterio?

      Io credo poi che, se non ci fosse la necessità di una produzione intensiva, gli animali sarebbero naturalmente di meno, accoppiati, montati, ingallati o intacchinati molto di meno: lo scenario che tu proponi sarà interessante per un film catastrofista ambientato nel futuro, ma con tutta probabilità è, nella realtà, assai poco realista.

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    • Lo scenario di barbara é di sicuro un po’ esagerato… Ma pensando a quel che han fatto appena 24 conigli ad un intero continente vasto come l’australia, c’é comunque da riflettere SEMPRE sulle conseguenze delle proprie crociate…

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    • Spiacente, ma sono d’accordo con Barbara.
      Come animali abbiamo una caratteristica in comune: la riproduzione.
      Posso assicurarti che molte specie animali, se non debitamente tenute sotto controllo, hanno l’abitudine a riprodursi in maniera quasi esponenziale (un esempio su tutti il cinghiale), innescando tutta una serie di problematiche non indifferenti.
      Poi, checchè ne dicano animalisti e compagnia bella, come specie animale di questo pianeta siamo in diretta concorrenza con le altre.
      Lo so, il discorso potrebbe sembrare prettamente egoistico e portato a un livello di pura sopravvivenza, ma ricordiamoci che solo noi ne facciamo una questione puramente etica in quanto esseri pensanti.
      Non credo che una tigre del Bengala, un lupo della steppa o un gorilla silverback si facciano tanti problemi a massacrarti in caso di necessità (ed è giusto che sia così).
      Il nostro bisogno di umanizzare qualsiasi cosa ci ha portato a distorcere il senso della realtà e a mettere sullo stesso piano specie differenti, quando sullo stesso piano non ci possono stare.
      L’agnello ha il suo bel da fare a dire al lupo che non è etico ed è profondamente ingiusto il fatto che lui si divori allegramente un gregge intero, così come la zanzara al pipistrello.
      Predatore, predato, vittima, carnefice, chiamateli come volete ma ammettete la differenza.
      E te lo dice uno che, quando può, pinza la zanzara per le ali e la butta fuori dalla finestra. 😉

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    • @Warp: una tigre del Bengala, un lupo della steppa o un gorilla silverback non si farebbero scrupoli a massacrarmi, ma se permetti è anche questo che fa la differenza tra me e loro. Ripeto, sono perfettamente cosciente dell’equilibrio dell’ecosistema, ma da qui a raccontarmela che abbiamo “diritto” ad uccidere a cuor leggero esseri viventi e senzienti, farci esperimenti, inoculare germi… beh, io questo cuore leggero non ce l’ho e, laddove posso, evito.

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    • Infatti non intende assolutamente essere realistico: è semplicemente la rappresentazione delle conseguenze dell’applicazione integrale degli ideali di Sissi. Non avendo, tali ideali, niente di realistico, è ovvio che anche le loro conseguenze sono inevitabilmente fuori dalla realtà. Se uno si pone un obiettivo deve anche chiedersi quali ne possano essere TUTTI i risvolti.
      PS: il discorso del rischio di sovrappopolazione umana, scusami, ma ci sta come i cavoli a merenda: il discorso di tua figlia è che dobbiamo tutti smettere di mangiare carne e di conseguenza ci troviamo, dall’oggi al domani, con centinaia di miliardi di animali (non solo quelli che mangiamo noi, ma anche quelli che si mangiano in altre culture: cani gatti topi serpenti…) di cui decidere cosa fare: che cosa a che fare questo discorso con la popolazione umana? A parte questo, sulla Terra NON c’è alcun rischio di sovrappopolazione umana: gli israeliani hanno reso il deserto abitabile e coltivabile usando l’acqua che, a saperla e volerla cercare, si trova nel deserto stesso; ogni volta che ci vai, anche a distanza di mesi, ci trovi un nuovo frutteto, una nuova piantagione, e con queste hanno cambiato il microclima aumentando la piovosità che a sua volta aumenta la disponibilità di acqua che a sua volta aumenta la coltivabilità. Se il mondo invece che fare la guerra a Israele e boicottarne istituzioni e università e scienziati oltre a minacciare di morte gli artisti che decidono di esibirsi lì, ne prendesse esempio, sulla Terra ci sarebbe tranquillamente spazio – e nutrimento – per almeno il quadruplo della popolazione attuale.

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    • Il bush australiano è diventato deserto dopo l’arrivo dall’europa di 24 conigli che, privi di predatori naturali, si sono riprodotti a dismisura mangiando TUTTO. Sono considerati la causa principale della desertificazione del continente. La successiva campagna di “sterminio” ha potuto ben poco …

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    • Se avessero avuto una morale cattolica non avrebbero copulato tanto e non si sarebbero riprodotti tanto. Il problema non è stata la mancanza di predatori naturali, ma di una sana educazione sessuofobica che ci avrebbe liberato dal male.

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    • @Diemme: non ho detto che abbiamo il “diritto” di uccidere a cuor leggero.
      Sto dicendo che fa tutto parte del sistema, sto dicendo che non è corretto “umanizzare” un animale, sto dicendo che far parlare un maialino al cinema e applicargli le meccaniche sociali di una famiglia umana non credo sia poi così giusto.
      Vuoi amare un animale ?
      Mi va bene, anche io stravedo per i cani ma non li umanizzo.
      Mi ci affeziono a un cane, lo considero parte della famiglia, ma nello stesso tempo so che il suo “voler bene” è una dedizione verso il capo branco e verso il branco, perché lui ragiona in qesto modo.
      Cinico fin che vuoi, ma è così.

      Se la razza dominante di questo pianeta fosse un’altra, noi saremmo esclusivamente cibo.
      Sono d’accordo sulla responsabilità che abbiamo di non distruggere il pianeta e di vivere in armonia con le altre specie, ma per farlo dobbiamo assumere il nostro ruolo di predatore/predato all’interno dell’ecosistema e della catena alimentare.

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    • Lo so. Comunque era chiaro anche prima il tuo ragionamento: chiaro e, ahimé, pure giusto (benché a leggere certi episodi animali come il cane superano l’uomo in lealtà, dedizione, umanità, memoria… ).

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    • Vero, ci sono un sacco di episodi dove il cane è meglio di un uomo.
      Ma sull’altro piatto della bilancia non ci dobbiamo scordare gli episodi dove sempre il cane diventa l’assalitore.
      Lascia un cane da appartamento al randagismo e in men che non si dica riprenderà il suo posto originario nell’ecosistema: quello del lupo.
      Inizierà a cacciare in branco e ad assalire chi entra nel suo territorio.

      Ciò nonostante, continuano a piacermi. 😉

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    • Non solo col randagismo: quante volte leggiamo del cane di casa che ha sbranato il bambino che forse (forse) aveva fatto un movimento che il cane aveva interpretato come aggressivo, o qualche ignaro passante che andava per la sua strada. Il fatto è che anche in questo caso, quando parliamo di fedeltà e dedizione ecc. ecc., stiamo attribuendo al cane, come giustamente nota Warp, sentimenti che appartengono unicamente a noi: il cane riconosce il capobranco e a lui rimane fedele perché per istinto atavico che risale alla notte dei tempi, sa che dalla fedeltà al capobranco dipende la sua sopravvivenza. Ma non ha nessun problema, se capita, a mangiarsi i propri figli. Quanto al resto, il punto è che l’ecosistema in cui siamo inseriti si è costruito nel corso di migliaia di anni, e qualunque intervento violento dall’esterno è destinato a provocare disastri immani. Quello citato da Goldie è un caso estremo, ma ce ne sono molti altri. C’è stato anni fa – i dettagli non li ricordo ma forse Goldie, visto che mi sembra di capire che sia il suo campo, ricorda la storia – per risolvere un problema che si era presentato, sono stati immessi nel Po (o in un suo affluente) dei pesci di una specie eteroctona. I quali hanno effettivamente risolto il problema, però in compenso hanno fatto strage della fauna autoctona, fino allo sterminio totale. Quello di pensare di intervenire pesantemente nell’equilibrio dell’ecosistema raddrizzando quello che a proprio giudizio è storto e immaginando che questo non comporti alcun effetto collaterale, assomiglia tanto, e scusate se il termine può apparire un po’ forte, a una sorta di delirio di onnipotenza: arrivo io e con un colpo di bacchetta magica, zac! faccio sparire la fame del mondo, un altro colpo di bacchetta magica, zac! e faccio sparire le ingiustizie… Beh, non è così che funzionano le cose nel mondo reale. Anche Pol Pot aveva un meraviglioso ideale: la palingenesi dell’umanità, abolizione delle classi sociali, abolizione dei privilegi, abolizione delle ingiustizie. Il risultato è stato un immane genocidio, l’annientamento di una cultura, l’azzeramento del tessuto sociale, la distruzione dell’economia.

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    • Ciao barbara, la storia non é esattamente il mio campo, ma un po’ per curiosità un po’ per conoscenza con una ragazza australiana, ho imparato alcune cose sull’australia. Una di queste è la storia dei conigli: in australia i conigli sono stati importati nella seconda metà dell’800 da un allevatore europeo. Qui trovarono condizioni assai favorevoli: cibo in abbondanza, nessun predatore naturale, nessun parassita. Si sono riprodotti magnando qualsiasi cosa verde incontrassero. In breve sono diventati una piaga. Tra le soluzioni per ridurre il problema furono introdotti anche predatori dei conigli, che hanno trovato animali autoctoni senza alcuna difesa e, snobbando i conigli, hanno sterminato altre specie. I danni sulla flora sono stati devastanti, con estinzione di alcune specie vegetali che esistevano solo in australia, problemi di erosione, e desertificazione. Hanno dovuto introdurre virus e avvelenare le acqua, ma i conigli sono diventati una vera piaga per il continente.

      Dalle mie parti un altro caso analogo c’è stato con l’introduzione dei gamberi americani (ora li chiamano gamberi killer…): la fauna di fiumi e laghi della mia zona é stata falcidiata!
      Per non parlare dei castagni sulle “mie” montagne: tutti ammalati per colpa di parassiti arrivati qui con dei castagni cinesi che in italia non hanno predatori ed hanno annullato la produzione nostrana di castagne negli ultimi 3 anni…

      Solo per dire che bisogna pensare molto bene a quel che facciamo quando si intaccano gli equilibri di un ecosistema…

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  24. Ciao Diemme, ti seguo sempre con interesse anche se non commento 🙂
    Ti allego un video che mostra quello che succede quando gli animali sono liberi di fare e disfare a loro piacimento senza che ci sia alcun predatore naturale o l’intervento dell’uomo. Questo vuole essere solo un piccolo contributo all’interessante e istruttiva discussione. Ciao, alla prossima. Tita.
    http://www.videolina.it/video/servizi/31691/troppi-animali-all-asinara-via-all-esodo-di-capre-e-cinghiali.html

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    • Grazie Tita per il tuo seguirmi, e anche per il tuo manifestarti! 🙂

      Guardato il video, e carina l’idea degli animali esodati: chissà se i capi venduti saranno semplicemente spostati altrove o destinati al macello!

      PS: “i capi venduti”, per associazione d’idee, mi ha riportato alla mente la realtà industriale… 😉

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  25. che dire?? al di là del tipo di dieta (non sono amante ne’ della carne ne’ del pesce e ne faccio un uso ridotto ma, non sono vegetariana … mi capita di mangiare entrambi … anche se, effettivamente, c’è parecchio da riflettere su quanto scritto da Sissy e … agire!) … una cosa è sicura: tua figlia, è una tosta! una in gamba! grande determinazione, proprietà di linguaggio e capacità di esprimere in modo estremamente chiaro i propri pensieri!! complimenti! 🙂

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  26. D. penso di aver sbagliato il titolo. Eh già.
    A me non sembra che ci siano dei anti/vegetariani (o vegani). Piuttosto posso dire che ci sono i anti/carnivori. Cioè… proprio i vegetariani o vegani. E’ cosi…. una sorte di oddio per quelli che non vogliono capire che la carne fa male. Mettiamoci per esempio due persone davanti. Una e onnivore (cioè anche carnivore) e l’altra è vegana. Che succede? La persona carnivore al massimo spenderà un sorriso sarcastico ironico. Mahhh…..
    Il vegano invece cercherà a tutti costi a convincere dei vantaggi nel rinunciare alla carne. E lo farà con tanta passione che ad un certo punto ti chiederesti se lo fa per te o per se stesso. Ecco perché considero che il titolo è sbagliato. Il problema è che se un carnivoro accetta il piatto del vegetariano, non si pone minimamente il contrario. La carne è un veleno.
    Ma passiamo ai argomenti sopracitati.
    L’essenzialità delle proteine animali.
    Non so se sono essenziali. Magari (come sostengono anche in tanti) non lo sono. Si può vivere anche senza. Ma…. non è che magari c’è un di più che aiuta il nostro organismo a svilupparsi? C’è, voglio dire…. anche a piedi si può arrivare al Colosseo….. ma se hai la bici? Guardavo anni fa su un documentario che trattava l’umanità che si è sviluppata prendendo la superiorità sul regno animale proprio quando è diventata carnivore. Non che non sarebbe sviluppata lo stesso, ma hanno scoperto che la potenzialità del cervello è aumentata contemporaneamente con i primi pasti carnivori. In fondo… i nostri pre pre pre avvi hanno dimostrato la loro intelligenza primordiale con un loro uso “moderno” delle lance e coltelli. Utensili di fattura cacciatora. E non agricola. Quindi carnivora. Si considera quindi che l’uso della carne nei loro pasti (non è stato essenziale, ma) a aumentato la velocità del corso dei eventi del nostro sviluppo umano.
    Poi leggo qua, come che aiuta nel stadio del sport, oppure nella gravidanza, allattamento etc etc. Si. Pero non si accenna il fatto che queste persone che testimoniano con il loro corpo sono persone che prima facevano l’uso della carne. E che ora hanno smesso. Ed a questo punto la loro testimonianza è una falsità. In quanto loro (il loro organismo) ha beneficiato delle proteine della carne in passato. Ed ora, non fanno altro che una disintossicazione. Perché è vero che la carne ha i suoi vantaggi. Ma consumata senza esagerare. Altrimenti…..
    D’altronde, vorrei ricordare a Sissy che anche i prodotti che sono vegetariani fanno male. Per esempio il caffè. Bevuto in quantità grande fa male. Oppure il tè. Anche il te fa male se si esagera. L’insalata stessa. I fagioli. Qualsiasi prodotto (che sia carne o vegetariano) fa male quando si esagera. Infatti, tutti i medici consigliano la diversità.
    Certo che il primo film che hai presentato può anche spaventare. Brrrr. Migliaia e migliaia di ettari di foreste amazzoniche tagliate per dare da mangiare alle mucche. Si dimentica a dire che nel caso che diventeremmo vegetariani tutti, allora servirebbe più prodotti agricoli. Ma per averli…… sarebbe bisogno di…. migliaia di ettari di foreste amazzoniche. In pasto all’agricoltura.
    Le flatulenze delle mucche.
    Eh eh eh eh. Sto pensando quando il mondo era pieno dei dinosauri. Anch’essi erano la maggior parte erbivori. Chissà che odori. (Per fortuna è arrivato il meteorite salvatore). Infatti, oggigiorno lo chiamano anche….. meteorismo. Il bello è che il film è talmente falso a non rendersi conto della sua falsità. Esempio. Quelli che erano più accaniti sulle mucche sono proprio quelli che raccontano le flatulenze. Cioè, i proprietari delle stalle. Ora, ditemi voi che proprietario delle stalle parlerebbe contro suo lavoro? Contro suo modo di vivere.
    Il letame dell muche è tossico? Strano, perché tutti i campi coltivati del nord Italia hanno come concime il loro letame. Campi di coltivazione…… vegetariana.
    La tossicità del cibo animalico?
    Si. E’ vero. Ma perché non parlano di come trattano i semi che compriamo i per i nostri orti? Oppure della trattazione dei campi coltivati? Per non arrivare ad OGM? Ogni cosa sul nostro tavolo è ormai cancerigena Sissy. Infatti, io uno sarei stupito se morirei di vecchiaia. Non esiste più una morte del genere. Siamo anche noi come i semi che scorrono oppure i pulcini che cadono dai vasetti. Ma non voglio scorragiarti.
    La sperimentazione sugli animali.
    Quello che dice prof. Fedi è vero fino ad un certo punto. Si, non possiamo essere paragonati con nessun altro organismo animale. Eppure, ci sono delle assomiglianze. Il fatto sta che soltanto avendo avuto sperimentato su delle cavie, abbiamo oggi il 99% delle nostre medicinali. Con tutta la loro incompatibilità abbiamo oggi dei anti dolorifici, anti coagulanti, antibiotici e tutto l’arsenale medicinale. Per cio, non diciamo falsità.
    Ma mi sono allungato troppo. Penso di essere diventato noioso.
    P.S. Soltanto una cosa.
    Sissy, hai mai avuto un orticelo? Sai uno di quelli che metti i pomodori (per esempio). Cosa ci vuole per seminare i pomodori? Terra, acqua, i semi di pomodoro, una zapetta, e un po di fatica. Che bellooooo.
    Ach…. dimenticavo. Ci vorrebbe anche un po di terriccio. Aproposito Sissy….. sai come si crea il terriccio? Te lo dico io…. perché ho visto. Si crea nei abbatoi delle mucche. Quando una mucca è malata la fanno trittolare (INTERA) e la mescolano con terra. Poi la vendono come terriccio. Cosi le nostre piante sono ghiotte a prendere le sue proteine. Come vedi, anche le piante sono carnivore, se hanno la possibilità. Non mi credi? Beh, prendi un po di terricio e metilo al sole per qualche giorno. Vedrai cosa saltera fuori. Perché io terra semplice che fa dei vermi non ho visto. E qui chiudo.

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    • Pensa un po’, oggi per la prima volta, dopo tre giorni che passo di qua, leggendo il titolo ho detto: ma che razza di titolo è?! Sono loro che sono contro, non noi! Sono loro che fanno le crociate, non noi! Sono loro che attaccano a testa bassa, non noi! E poi scendo e vedo l’attacco del tuo commento! Stavolta mi hai veramente tolto le parole di bocca, anche per tutto il resto, dalla prima all’ultima parola.
      PS: mi sono accorta, rileggendo, di una svista sopra: l’ecosistema naturalmente si è formato nel corso di MILIONI di anni, non migliaia.

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  27. @barbara. Infatti. Tutti ci accusano che c’è l’abbiamo con i vegetariani. Ma per l’amor di Dio. Se vogliano mancarsi di un buon piatto di carne alla bracce oppure una coscia di pollo arrosto…. che lo facciano pure. Nessuno li impedisce. Ma non mi venga a dirmi che quello che i miei antenati hanno mangiato per tutto il percorso della umanità, ora è sbagliato.
    P.S. E dove avrei detto io che il percorso dell’ecosistema è durato migliaia?

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  28. un paio – tre, via – di miti osservazioni da “nemico”:
    1) perché infilare a un certo punto la sperimentazione animale? che c’entra? non si stava parlando di cibo gnamgnam?
    2) propongo un trattato di non aggressione all’autrice del post, alla redattrice, a chi ci sta:
    io mi impegno a trattenere ogni commento malevolo e ogni sarcasmo su uno stile di vita che ritengo innaturale oltre che ideologico, quasi religioso, mordendomi la lingua (oh, ché uno mica è carnivoro per niente…) se necessario; e mi impegno ad ignorare le velate e meno velate accuse di essere un mostro insensibile e un assassino;
    in cambio chiedo che non si tenti di impormi PER LEGGE un costume che non intendo adottare volontariamente (e non dite che non è vero – parlo ad esempio dei continui tentativi di classificare il cavallo come animale “da affezione”; e poi toccherà, immagino, al maialino, alla mucca, alla gallinella…).
    ok?
    3) spero sia chiaro a tutti, favorevoli e contrari, che i vitellini che eventualmente sfuggono al macello (e i beagle che sfuggono alla sperimentazione) non andranno all’università; semplicemente, smetteranno di nascere e si estingueranno. io sono vhemt, dunque lo so e non lo disapprovo – ma a volte sembra necessario ribadirlo…

    ciò (inutilmente) detto, continuo a gironzolare se è permesso – grazie 🙂

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    • Vhemt? E che cosa è?

      Tanto per cominciare benvenuto! Io al tuo blog ci sono arrivata… boh, mica me lo ricordo sai? Seguivo dei commenti su un altro blog, in cui si discuteva di imposizioni del sistema e obiettori di coscienza: ah, sì, berlicche se non erro!

      Tornando a bomba mi presento, io non sono l’autrice del post bensì l’augusta (venusta) genitrice nonché la blogger titolare del qui presente blog 😀

      Non sono vegetariana e, sono per il rispetto della vita e contro ogni integralismo, anche alimentare.

      Gironzolare è permesso, ma che dico, ci fanno un enorme piacere i girandoloni: mi auguro che la sorte ti porti sui post più degni di nota.

      Buona lettura, e a rileggerti! 🙂

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  29. Salva un albero, mangia un vegano.

    A parte gli scherzi, tema complicato, molto difficilmente le parti potranno mai raggiungere una via di mezzo conciliante. Personalmente consumo carne non spesso, ma se dev’essere chianina di tre dita mi ci butto di gusto.
    🙂

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