Cara Amica ti scrivo…

Domani se ce la faccio (ma ne dubito, perché una giornata meravigliosamente perfetta come quella di oggi si è conclusa con una brutta seccatura che mi assorbirà nei prossimi giorni tempo e denaro), dicevo, se ce la faccio voglio parlare della riconciliazione, argomento toccato da un commentatore in un altro blog. Intanto, giusto perché l’ho ritrovato tra i più letti di ieri e mi è tornato in mente, vi ripropongo questo post, in cui proprio sulla questione della riconciliazione rifletto copiosamente…

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

…anzi no, non ci riesco, non c’è nulla che io riesca più a dirti.

Prendo e riprendo la tua lettera tra le mani, è uscita dalla tua anima e si sente, ma è giunta tardi. Tardi di un’incollatura.

Tardi di un articolo.

Ci rifletto sempre sul fatto che non bisognerebbe mai far calare il sole su una lite, ma sulla nostra è calato oramai centinaia di volte.

Mi hai spiazzato. Io pensavo che, al di là di tutto, noi fossimo noi. Quando ci si vuole bene, quando si è costruito qualcosa, quando l’Amicizia è con la “A” maiuscola, per quanto mi riguarda ci si può pure scannare, ma si rimane sempre noi.

Evidentemente per te non è lo stesso.

Qui si dice che alle storie non bisognerebbe mai permettere di formarsi il “soprosso”, quel qualcosa che con l’osso non c’entra niente, quel callo che lo deforma, ma che una volta formato non si può più eliminare…

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24 thoughts on “Cara Amica ti scrivo…

  1. UNO ?!? 😯
    Bene … mica mi dispiace esser il primo, talvolta !
    Dunque, un altro tuo blog ribloggato da te medesima, e dunque una ‘@Diemme al quadrato’, una @Diemme che “oggi”, secondo me, “ce la farà” …. pur se la seccatura di ieri, che chiuse una giornata perfetta, le assorbirà ‘tempo e denaro’ . 🙂
    Ma rileggendo il tuo ormai antico post, quanti nomi cari ho ritrovato ( @Bali, @Dani …. @Rossigna …. @Le Amiche del Sabato ), quanta nostalgia da estrarre – a mio contestabilissimo giudizio – dalla cantina ( il Passato ) per riportarla al piano terra ( il Presente/Futuro ) di quella ‘Casa dell’ Esistenza’ che elaborai in quel tempo svanito via e quante riflessioni, allora, buone anche oggi !
    Ecco, parafrasando le belle parole della cara @Rossigna, tutti quei nomi, tutte quelle persone, ed anche quelle evocate di cui tuttavia in quel bel post non comparve il nome, mi sembrano ‘candeline’ che spense il vento …. e che, mi auguro con tutto il cuore, il vento stesso riaccenderà di nuovo ! 😀

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    • @Bruno: no, questa non si riaccenderà. Ma non è lei ciò di cui volevo parlare, il post l’ho rebloggato perché vi faccio delle considerazioni sui vasi riaggiustati e sulle minestre riscaldate, ed è a quelle che mi vorrei riagganciare per un altro articolo che ho in mente in cui vorrei parlare della riconciliazione, come risposta a un commento di una blogger che diceva a un suo lettore che le cose non possono tornare come prima.

      Ora però davvero non posso fermarmi (devo ancora anche rispondere su tutti i commenti dell’altro post, ma ti anticipo che sì, posta regolarmente ricevuta! 😉 ). In breve ieri sono stata in Toscana da amici, azzardandomi a fare il viaggio con la mia gloriosa macchinetta: ho trascorso una giornata che dire stupenda è riduttiva, dammi tre parole, sole cuore e amore, e non basteranno a descriverla, ma la gloriosa utilitaria al ritorno mi ha abbandonato, per fortuna mentre eravamo a così pochi passi da casa da poter percorrere a piedi il tragitto mancante. Oggi però devo darmi da fare col meccanico, che è pure sabato, ed è pure uno degli ultimi giorni di luglio, ovvero prima della chiusura…

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  2. non conosco il caso specifico e, da quel che capisco, non è questo … ma a me è successo di veder ‘impallidire’ fino a ‘sparire’, persone con le quali avevo condiviso momenti belli e brutti, momenti importanti e vita quotidiana … senza nemmeno avere un litigio … semplicemente cambiando le condizioni a contorno … la cosa che mi lascia perplessa, è che ri-incontrandole, scopro persone a me completamente sconosciute … c’è imbarazzo, freddezza, formale cortesia e … voglia di chiudere l’incontro al più presto lasciandosi con la solita pietosa quanto falsa promessa del: “dobbiamo sentirci e uscire a mangiare una pizza come ai vecchi tempi, ci sentiamo” … credo che tutto abbia un ‘tempo’, l’amicizia, non fa eccezione … buon week end … 🙂

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    • @Lilla: le tue perplessità sono le mie, sono quelle di tutti davanti a questi episodi, ahimé così comuni. Eppure io, al di l’ha dell’amicizia perduta, vorrei davvero prima di tutto sapere cosa passa per la testa a questa gente!

      Tornerò con calma Lilla, davvero ora sono sui carboni ardenti, e rigorosamente a piedi!

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    • io ho smesso di farmi domande … spesso non so nemmeno cosa passa nella mia di testa!! 😯
      Ps: scalza sui carboni ardenti … con questo caldo??? masochista!! 😉

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    • @Lilla: masochista se fosse una libera scelta…

      Io anche ho smesso di farmi domande, da quando ho risposto a quella che precede tutte le altre: queste persone valgono i nostri pensieri? No.

      Quanto ci si sente più leggeri quando si realizza di non essersi persi niente!

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    • riguardo al masochismo … scherzavo, naturalmente! 🙂
      riguardo a certe persone … beh, se pesassi quanto la consapevolezza di non essermi persa niente … sarei un fuscello!! 😉

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    • @Lilla: ehm… io ho letto e riletto, e quello che hai scritto è che la consapevolezza di non esserti persa niente è pari alo zero, e quindi sei convinta di esserti persa qualcosa: è questo che volevi intendere?

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    • forse non mi sono espressa chiaramente … intendevo dire che avendo pienamente realizzato, in teoria, potrei essere leggerissima … in pratica ho 5 kg di troppo che hanno a che vedere con un’unica amicizia sbagliata: la nutella! 😉

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    • Sì sì, ha detto proprio questo: la consapevolezza (vogliamo chiamarla convinzione?) di non essersi persa niente è pari a zero, ossia la certezza di avere perso molto pesa una tonnellata (lapsus freudiano?)

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  3. Buon @Meccanico, allora, @Diemme cara …. anche se il catorcio su cui, testardamente ( essì, sei testa “de sercijo” …. quasi come me ! ) e imprevidentemente, continui a scorrazzare a destra e a manca … mica è facile da far risuscitare con un, sia pur meccanicamente miracoloso, “SURGE LAZZARE” !!! :mrgreen:

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  4. Riaggiustare i cocci per noi maschietti é molto piú facile, la colla la sappiamo usare molto meglio 🙂
    Poi… Se ci aggiungi,uno sguardo,religioso, che non guasta mai, sta scritto nel vecchio testamento che nel tempio ci si più andare solo dopo essere in pace con tutti…. Saggi questi antichi, no?

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    • In realtà , fra le righe qualcosa si legge 🙂 se proseguo poi dici che ti voglio konvertire ma non è così !
      Forse posso darti un suggerimento indipendente dalla religione: la prossima volta che scrivi o che hai a che fare con questa amica, pensa che accanto a te (quindi come terzo invitato) ci sia la persona al mondo che ti è più cara, con cui non vorresti mai fare brutte figure… Se poi questa persona speciale per te e’ Dio, funziona ancora meglio.

      Buon we anche a te!

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    • No no no, qui si stanno confondendo cose che non c’entrano niente! La cosa dell’essere in pace con gli altri (per la precisione: avere chiesto perdono per i torti commessi) riguarda Yom Kippur, in cui si ha il diritto di chiedere a D.o di perdonare le nostre colpe se abbiamo perdonato quelle commesse contro di noi – a patto che il perdono ci venga chiesto con sincerità, beninteso (ripreso poi nel “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori), mentre per entrare nel Tempio era richiesto uno stato di purità assoluta: nessuna perdita di sangue o di altri fluidi incontrollabili, nessuna malattia della pelle, l’avere compiuto tutti i doveri religiosi ecc. I saggi sono saggi, ma vanno letti per quello che dicono, non per quello che porta acqua a un qualche mulino!

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  5. Riconciliazione è una parola tosta ma che dovrebbe far parte di noi sempre più spesso; a volte è difficile anche perchè bisogna vedere con chi ci si deve riconciliare. Aspetto il tuo post in merito. Buon fine settimana (a parte la seccatura).

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    • Non so quando lo scriverò, ho perso un po’ l’ispirazione. Ho qualche problema di salute – pare risolvibile – che mi sta togliendo ogni forza.

      Due o tre giorni fa ho ricevuto la telefonata di un ex-amico che mi ha ricoperto di minacce e insulti. Non che la cosa mi abbia impressionato, per carità, conosco i miei polli e, mentre lui insultava senza sosta, io mi laccavo le unghie e soffiavo sullo smalto; meditavo però sull’inutilità di quella telefonata, sulla sua inefficacia, ma sul dolore che comunque gli costava tutta quella rabbia, e su come, dal mio punto di vista, stesse cercando di far saltare con la dinamite una porte che era aperta. Continuava a ripetere, tra un improperio e l’altro, “Tanto non tornerà mai come prima”, come se uno ne avesse minimamente preso in considerazione la più remota possibilità.

      E pensavo che la vita in fondo è facile, e noi ce la facciamo tanto difficile. E pensavo come le liti portate avanti da persone intelligenti possano essere momenti di conoscenza preziosi, che un rapporto lo rafforzano anziché indebolirlo. Oppure da persone sciocche (basta che una delle due lo sia, la riconciliazione non è perdono, e per attuarla bisogna essere in due), e indebolirlo senza motivo, a scapito di entrambi.

      Io, anche se sono circondata da tanti amici e da tanto amore, mi sento sempre depauperata da un rapporto che finisce, non me la cavo mai con un’alzata di spalle. Secondo me, a tutto c’è rimedio fuorché alla morte, sempre che la morte esista e non sia un treno che parte dal binario nove e tre quarti per portarci verso un mondo insospettabile; ma, la riconciliazione, non può che farsi in due…

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