Capolavori universali bruciati per proteggere il figlio

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Leggo la notizia e sono sconvolta: capolavori irripetibili, di valore economico enorme d’accordo, ma soprattutto e principalmente irripetibili e irrecuperabili, dati al fuoco da una donna per distruggere le prove che avrebbero inchiodato il figlio per il furto dei capolavori.

Il direttore del Museo di Storia naturale di Romania, Ernest Oberlander-Tarnoveanu (il furto è avvenuto a Rotterdam, la distruzione dei capolavori in Romania) ha gridato al crimine contro l’umanità, che pare proprio possa essere il capo d’accusa nei confronti della donna.

Tra i capolavori bruciati,  la “Testa di Arlecchino” di Pablo Picasso, la “Donna che legge” di Henri Matisse e “Waterloo Bridge” di Claude Monet.

Trovate la notizia qui.

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20 thoughts on “Capolavori universali bruciati per proteggere il figlio

  1. Capisco lo sdegno e lo sconcerto, però, rispetto a questo crimine contro l’umanità, come è stato definito, trovo assai più inquietante, per rimanere sempre a notizie recenti, quello del salernitano che ha ucciso l’anziana madre e nascosto i pezzi nel frigorifero!
    E poi non sarà comunque l’entità della pena a determinare la gravità di certi gesti, ormai abbiamo imparato, non solo in Italia, a vederne un po’ di tutto!
    Ciao carissima, un bacione e buona prosecuzione del riordino di casa… si fa sentire la pargola?

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  2. Mah, sono d’accordo sul fatto che sono stati compiuti dei gravi crimini (furto e distruzione di opere d’arte), ma addirittura gridare a quello contro l’umanità mi sembra un tantino eccessivo.

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  3. Direi che comunque è un crimine doppio: la distruzione di un patrimonio culturale, il cui valore più grande non è quello economico, ma quello di elevare la mente e l’anima e un crimine fatto per nascondere un altro crimine.

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  4. Perdonerei questa donna solo se completamente e irrimediabilmente ignorante e incapace di rendersi conto di quello che ha fatto. Ma veramente incapace!
    E’ chiaro che esistono crimini peggiori, ma continuando a ragionare così non faremmo altro che alzare l’asticella del disgusto fino ad arrivare ad accettare tutto con un’alzata di spalle. Abbiamo ancora negli occhi l’immagine dei nazisti che bruciavano i libri, immagine meno violenta di quella del genocidio, ma ugualmente feroce.
    Questa donna è folle: non si salva un figlio così, un figlio lo si aiuta ad affrontare le proprie responsabilità.

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    • @rossodipersia: se quella donna fosse stata in grado di far affrontare a suo figlio le sue responsabilità, lei non avrebbe avuto neanche bisogno di farlo quel gesto perché suo figlio, con tutta probabilità, non sarebbe stato un ladro.

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  5. Se un’opera d’arte può essere considerata patrimonio dell’umanità, la sua distruzione danneggia l’umanità e dunque è un crimine contro l’umanità, io non ci vedo alcuna esagerazione. Chi ruba un miliardo è un ladro peggiore di chi ha rubato 10 euro, ma quello che ha rubato 10 euro resta ladro lo stesso.

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  6. Crimini contro l’umanità se ne fanno ancora e non credo che non ce ne saranno in futuro, purtroppo; resta il fatto che verso l’arte e l’espressione pittorica in particolare è comunque un crimine che priva l’umanità di qualcosa che, in fondo, gli appartiene.

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    • @fulvialuna: è un crimine contro l’umanità. Crimine significa crimine, non significa strage, e su questo sono d’accordo con Barbara, il termine non è affatto esagerato.

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