Mi chiamava mamma

L’ho saputo solo oggi.

L’ho saputo solo oggi, casualmente, mentre salutavo qualche amico su fb.

Il figlio di Otello non c’è più, stroncato nel sonno da un infarto.

In questo momento non ce la faccio a scrivere nulla, mentre nella mente mi ripassano per la mente tanti episodi, momenti, parole… Gli ho voluto un gran bene, e un gran bene lui ha voluto a me.

Poi ci siamo persi di vista, perché la vita così funziona, e funziona che quando perdi di vista qualcuno continui a immaginarlo nel punto in cui l’hai lasciato, a fare la solita vita.

Lo immagini a percorrere la strada che già stava percorrendo, ma già non era più così.

Ora mi devo riprendere. A mia figlia ancora non l’ho detto.

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33 thoughts on “Mi chiamava mamma

  1. “Nò, non lo rividi più …
    Così va la vita … di tutti !
    Ci si perde anche non volendo perderci, ci si ritrova inaspettatamente per perderci ancora, in una mutazione continua e inesorabile, ora lieta ed aspettata, ora crudele e temuta, ma sempre in una vorticosa, inarrestabile sequenza di avvenimenti e di storie che si intrecciano, di lacrime che si asciugano per farsi sorriso, o ci feriscono senza asciugarsi mai … la vita è questa, ed è bellissima e unica, come la morte !”
    Da : @Cavaliereerrante, Epilogo all’ Apologia di Socrate .

    Carissima @Diemme, leggo queste tue righe come se, per me, fosse una storia già vissuta, e mi raggela comunque questa morte precoce …. come se io stesso, per un inspiegabile motivo, avessi conosciuto questo ragazzo, che ora è ombra … eppure luminosa nel tuo cuore !
    No …. non lo direi, per ora, a @Sissi !

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    • @Bruno: Sissi lo conosceva poco, non aveva con lui il legame che avevo io. Io l’avevo conosciuto adolescente, esattamente trentadue anni fa. Avevo vissuto con lui l’arruolamento, la carriera, aveva condiviso con me le prime fasi dell’innamoramento con la donna che avrebbe sposato…

      Aveva avuto una madre che, a quanto mi è stato riferito, l’aveva molto trascurato, ed era così grato di qualsiasi attenzione, qualsiasi coccola gli si facesse… era così felice quando tornava a casa e si trovava i pranzetti coi piatti prediletti… e ora non c’è più 😥

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    • @Rosanna: grazie… non è successo ora, ci eravamo persi di vista, ma io l’ho saputo stamattina appena alzata, e ancora non mi riprendo 😦

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  2. Mi dispiace, mia carissima amica, comprendo dalle tue parole di che persona si trattava, sebbene a me, altrimenti, non direbbe nulla!
    L’infarto spesso fa evitare un’agonia, però, nella sua repentinità, lascia più sgomente ed impreparate le persone alle quali chi se ne va è caro.
    Io invece a @Sissi lo direi, è maturare anche il trovarsi davanti a simili realtà!
    Certe volte penso che è bello vivere più a lungo possibile, però, in questo caso, sebbene si tenda a non farlo, si devono mettere in conto tanti momenti dolorosi e distacchi da persone alle quali vogliamo bene, che ci precedono in questo passaggio.
    Un abbraccio ancora più forte mia carissima, ti sono vicino, come tu ora lo sarai a chi sai!

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    • @Sergio: ma lui godeva di perfetta salute, almeno apparentemente, perché pensare a una lunga agonia? Lascia due figlie più o meno coetanee della mia 😦

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    • Il discorso dell’agonia era riferito all’opposto modo di andarsene da questo mondo, quello che prepara si all’evento, però si tratta, in genere, anche di casi quando succede dopo lunghe tribolazioni per tutti.
      Questo, invece, è un colpo secco, ancora più imprevedibile se godeva di buona salute: l’infarto è sempre così, spesso prende all’improvviso ed a tradimento!

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    • @Sergio: chissà se c’erano dei segnali che aveva trascurato! Tanti sono sopravvissuti a una botta d’infarto, anche persone meno giovani e meno in salute di lui 😦

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  3. La morte delle persone giovani lascia sempre così, confusi, increduli, addolorati. E’ così innaturale e crudele. In linea di massima la sua sarebbe stata una bella morte, se avesse avuto almeno il doppio degli anni!!! Tu hai perso “un figlio”, e pensa alle sue di figlie… mamma mia, tremendo 😦

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    • @Luisa: le figlie l’hanno perso due volte: qualche tempo prima lui aveva lasciato la famiglia per una donna russa” (un amico di famiglia commentò: “Anche loro sono stati colpiti dalla sindrome “donna russa”).

      Soffrirono tanto all’epoca, quest’ulteriore botta proprio non ci voleva.

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  4. «funziona che quando perdi di vista qualcuno continui a immaginarlo nel punto in cui l’hai lasciato, a fare la solita vita.

    Lo immagini a percorrere la strada che già stava percorrendo, ma già non era più così.»

    A me è successa la stessa cosa con Rossana, la mia amica della torta, per capirci. Le ho persino mandato un sms per farle gli auguri del compleanno, un compleanno che non ha mai festeggiato.

    Questa constatazione aggiunge tristezza, molta tristezza, al dolore.

    Un abbraccio.

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    • @Marisa: già. Io poi sono una che cura i rapporti, che non rimanda mai… con lui è andata diversamente anche perché aveva lasciato la famiglia e, ti devo dire, ero anche molto arrabbiata. Rimproverai la moglie di non avermene parlato subito, che l’avrei preso per la collottola e messo davanti alle sue responsabilità; magari non sarebbe servito a niente, ma chissà… generalmente avevo una certa influenza su di lui, anche se il padre era geloso anche della complicità coi suoi figli.

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  5. Sapessi quante volte ho saputo per caso della morte di persone alle quali ho voluto e volevo un gran bene, ma che il destino ci ha voluto togliere prima del tempo! Un dolore che è difficile dimenticare

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