Boicotta sì boicotta no

love life love jaffa

Leggevo  tempo fa questo commento sul blog di Barbara, davvero molto interessante… certo che la coerenza di certi “pacifisti” lascia molto a desiderare!

Qualche anno fa, no! Un sacco di anni fa c’era una campagna di boicottaggio dei prodotti a marchio Jaffa e l’alternativa per i pompelmi, almeno nei supermercati in cui acquistavo, era di provenienza sudafricana. Tutto molto bello ed edificante, se non fosse che Mandela era ancora in carcere e l’apartheid ancora in vigore.
Non ci sono mazze ferrate sufficienti in commercio gli idioti sono numerosi.

Poi, magari, date anche un’occhiata qui: a parte che boicottare i prodotti israeliani toglierebbe il lavoro a tanti pacifici palestinesi regolarmente impiegati – in regola e coi medesimi diritti degli altri – in aziende israeliane, a parte che la tecnologia israeliana è tale che, se si volesse davvero boicottare tutti i prodotti israeliani, dovremmo spogliare le nostre case e non solo, altro che rinunciare a due pompelmi, ma davvero, rileggete il commento sopra, e pensate a come i fautori del boicottaggio manipolino le persone, e come il popolo segua a volte ciecamente, senza neanche realizzare esattamente cos’è che gli stanno facendo fare.

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43 thoughts on “Boicotta sì boicotta no

  1. Io capisco pure che tante cose non si sanno, certe notizie in Italia neanche arrivano, ma il fatto dell’apartheid in Africa e di Mandela in carcere direi che un fatto notorio, soprattutto se uno fa la parte di essere “informato e politicamente impegnato”.

    Il fatto è che io conosco Israele – l’università l’ho fatta lì – e pensare a quel paradiso di democrazia, civiltà e progresso, attaccato su tutti i fronti, spesso per moda, sport, ignoranza, per sentirsi impegnati, per riempirsi la bocca di slogan e frasi fatte che suonano tanto radical chic mi fa girare davvero l’anima. Nel mondo ci sono guerre, fame, stragi, violazioni continue dei diritti umani, soprattutto di donne, bambini, omosessuali, e non gliene frega niente a nessuno. E’ vero, tante cose non si sanno, mentre questi altri portano all’attenzione del mondo la loro storia, esportando terrorismo in tutto il mondo, e tra una strage e un massacro perpetrati piangono quanto sono poverini e vessati.

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  2. Una volta c’erano i pacifisti a senso unico, ora quella loro “obiettività” si sarà trasferita ad iniziative di boicottaggio, visto che non si fanno sentire per le tante situazioni successe ed in atto (vedi Siria), non provocate dagli israeliani, situazioni che meriterebbero una presa di posizione ben maggiore di quanto visto in passato!
    Che siano loro sbiadite le keffiah arafateggianti? Mah chissà, forse potrebbero ora avere anche incarichi governativi ben remunerati, in fin dei conti su questo non ci sputano nemmeno loro!
    Ciao carissima @Diemme, un bacione!

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    • @Sergio: a me quello che sconvolge è la cecità di questi individui. Dico cecità perché io, nonostante tutto non ci credo siano in malafede, e questo è ancora peggio, perché essere in buona fede davanti a queste cose significa un quoziente intellettivo sotto zero: festa dell’odio in nome della pace? Sterminiamo una nazione, anzi una razza intera, in nome della pace?

      Io non credo ai miei occhi.

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    • Ecco, qui non ti seguo davvero: come si può immaginare che non sia in malafede chi coniuga “odio” con “festa”? Io posso anche convincermi, in buona fede, che sia giusto odiare il signor Pallino Pinco perché ha un occhio castano e uno azzurro e mi hanno insegnato che i soggetti di questo genere sono figli di Satana e quindi il Male Assoluto, ma farne una festa?!

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    • @Barbara: quello che intendevo che i cosiddetti filopalestinesi ritengono che c’era una volta una nazione chiamata palestina, dove abitavano da generazione i palestinesi (e ovviamente, sempre secondo loro, non c’era traccia di ebrei). A un certo punto sono arrivati “gli ebrei” che hanno detto: “Qui ai tempi della Bibbia, tot migliaia di anni fa, c’eravamo noi e quindi ci riprendiamo la terra, tanto più che pure sulla Bibbia c’è scritto che è nostra”. Sempre secondo questa leggenda metropolitana, li hanno cacciati via, espropriati delle loro case e adesso, con un esercito armato fino ai denti, spalleggiato da quello americano, non permettono loro di accostarsi a quella che era la loro terra. I palestinesi subiscono tutto questo, salvo tirare ogni tanto un paio di innocui sassetti. Ora, se tu senti questa storia, a chi dai ragione? E’ qui che difendo la loro fede, uno sente questa storia e dice “Poveretti”. Naturalmente per la buona fede non mi riferisco a quele “feste”, quelle non hanno giustificazione. Ora però mi chiedo, se uno è in buona fede, come fa a ignorare fino a questo punto la storia, la geografia, la scienza e la cronaca.

      A proposito di pietre, la ricordi questa storia? Una ragazzina palestinese, colpita da una delle pietre lanciata da un “contestatore” palestinese, è stata soccorsa da un soldato israeliano, portata in un ospedale israeliano, e lì curata: perché queste cose, che accadono in continuazione, la gente comune non le sa?

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    • Sì, ricordo. Ricordo anche il video, che al momento non trovo, del palestinese a cui i palestinesi dell’altra banda avevano spappolato una gamba e poi lasciato lì per terra, e sono arrivati i soldati israeliani e uno di questi ha raccolto un ramo e lui credeva che volesse bastonarlo anche lui e invece lo ha usato per steccargli la gamba e poi lo hanno portato all’ospedale e curato, e quello piangeva nel raccontare come i “fratelli” lo avessero quasi ammazzato e i nemici (i sottotitoli in inglese dicevano “israeli”, ma lui in arabo diceva “yahud”) lo avessero raccolto e curato.
      Quanto al resto, certe cose è possibile ignorarle solo se ti impegni con tutte le tue forze a tenere fuori qualunque informazione autentica. Avevo un’amica, una volta, “la mia amica comunista”. Che come tutti, quando è iniziata la cosiddetta seconda intifada si è scatenata: e quelle rappresaglie in puro stile nazista (maqquanto maqquanto ci piace a noi progressisti, di dare dei nazisti agli ebrei!), e quei poveri bambini palestinesi assassinati a sangue freddo, e quei poveri kamikaze talmente ridotti alla disperazione da non avere più altro desiderio che di morire… Dato che lei non aveva computer, ho passato una settimana a selezionare e stampare documenti, li ho infilati in una busta e glieli ho spediti (quasi un chilo di roba). Dopo sette mesi ho verificato che non aveva neppure aperto la busta. E allora mi sono tolta la soddisfazione di dirle: “Sapevo che non li avresti neppure guardati, ma l’ho fatto volentieri, perché adesso ti ho tolto l’alibi dell’ignoranza in buona fede e posso dirti chiaro e tondo quello che sei: una lurida, infame, schifosa nazista. E non ti voglio mai più vedere”.

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  3. Ora ho capito!
    Ieri mattina al supermercato ho comprato tre pompelmi (rosa, per la precisione) israeliani.
    Poi ho comprato una confezione di ciliege turche (mica per dire, ma erano migliori di quelle italiane, mezze appassite…).
    E in frigorifero ho pure messo tutto assieme, nello scomparto della frutta.
    Non ti dico che è successo…
    Se non fosse stato per la piadina romagnola, sarebbe stata una… macedonia! :mrgreen:

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    • @aquila: sei sempre troppo simpatico!

      Il tuo commento mi ha ricordato una storiella, mi pare una barzelletta di Bastardi Dentro, in cui c’era un tizio che comincia che so io, a vestirsi con vestiti che venivano da un posto, scarpe da un altro, si mette alla guida della sua macchina giapponese, prende il suo cellulare coreano, etc. etc. etc., poi va in cerca di lavoro e si chiede perché non lo trova…

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    • Sì, hai ragione, ci vuole impegno per ignorare queste cose. Ti ricordi quel ragazzo che una ONG chiamò là e mise a tirare sassi all’esercito israeliano? Questo è sempre più convinto, sempre più filopalestinese.

      E’ andato lì personalmente a rompere l’anima a un esercito straniero armato fino ai denti e non gli è stato fatto nulla. E’ stato chiamato da una “ONG” (facciamo il solletico al gorilla) a lanciare sassi a un esercito “occupante, nazista, feroce” senza nessuna preoccupazione per la sua incolumità (e, in effetti, non c’era nulla di cui preoccuparsi), e ancora è convinto della sua posizione: boh!

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  4. sei stata molto carina a fermarti nel mio blog, mi hai lasciato un link che mi ha portata in una pagina molto bella. Mi piace l’aria che si respira nel tuo spazio virtuale e se non ti dispiace tornerò a leggerti.
    Trascorri una bella serata :))

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    • @Alessandra: grazia cara, ti aspetto con piacere. Nel frattempo ti ho conferito un premiuccio, anche se del tuo blog ho letto soltanto gli ultimi articoli (ma con tutti i commenti), vedi che gli argomenti che proponi sono attuali, universali, e ispirano belle riflessioni.

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  5. In effetti non esisteva un’entità autonoma chiamata palestina. Ma esisteva cmq una terra abitata in gran parte da arabi. Era dominata da una potenza coloniale, la uk, ma non dimentichiamo che era cmq un dominio illegittimo secondo i canoni attuali e secondo i principi della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. E non dimentichiamo che si era in piena epoca di de-colonizzazione, quindi gli inglesi prima o poi avrebbero dovuto abbandonare la palestina prima o poi. La palestina aveva una composiziome demografica che vedeva una maggioranza musulmana ma anche una corposa minoranza ebraica e qualche cristiano. Checchè se ne dica, le comunità vivevano in pace. I problemi iniziarono quando cominciò a diffondersi l’idea di rendere la palestina uno stato ebraico, integrando la minoranza ebraica con persone che sarebbero venute da tutto il mondo. Qui cominciarono i problemi: il famoso massacro di hebron fu infatti del 29 epoca in cui l’idea di uno stato ebraico cominciava a concretizzarsi. I palestinesi, religiosi e bigotti, trovarono intollerabile l’idea di vivere in uno stato di un’altra religione. Poi ci fu la guerra mondiale, la shoah e la famosa decisione dell’onu. Certo questa è la legittimazione internazionale, tuttavia non fu proprio una cosa cristallina. Sapete cosa disse il rappresentante degli arabi palestinesi durante quella cruciale riunione? Niente, non disse niente perchè non c’era. L’illuminato consesso non ritenne necessario invitare un rappresentante degli arabi palestinesi, giudicando che francia e italia avessero molto più titolo a prendere questa decisione. Voglio dire, oggi si farebbe un referendum su una decisione simile e siccome all’epoca la popolazione della palestina era a maggioranza araba, un eventuale referendum avrebbe bocciato la divisione della palestina con percentuali bulgare.
    Certo poi israele è nato, e gli arabi avrebbero dovuto accettarlo. Checcazzo non dico subito che magari brucia ancora,, ma dopo 10 20 anni sì. La serie di errori (eufemismo) inanellata dalla dirigenza palestinese dal 48 a oggi ha qualcosa di impressionante.
    Ecco ovviamente la narrazione palestinese evita accuratamente di soffermarsi su questi “errori”. E se questa ignoranza è giustificabile per i palestinesi (essendo comandati da coloro che hanno fatto quegli errori, ed essendo tra l’altro totally brainwashed) non lo è per i filo.palestinesi europei.
    Dall’altra parte la narrazione israeliana si sofferma sulla “landa desolata” e sulla “terra senza popolo per un popolo senza terra” e sui legami spirituali del popolo ebraico con quella terra, che per carità, verissimo, ma dall’altra parte c’erano ben altri tipi di legami molto più concreti. Ovviamente non cito posizioni oltre il limite del ridicolo di negazionismo e incitazione alla pulizia etnica del tipo “fakestinians don’t exist” o “israel should annex judea and samaria and deport all arabs in jordan” (no non le ho inventate, giuro che le ho trovate in rete). Che poi basta sostituire palestinesi con ebrei ed ecco lo statuto di hamas.
    Quello che voglio dire è che sposare in toto e acriticamente una delle due narrazioni è sbagliato, non dal p.d.v. morale ma da quello proprio materiale. Non va mai che le ragioni siano tutte da una parte e i torti tutti dall’altra, e mai frase fatta fu più veritiera.

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    • @iuiuiù: ti ringrazio del tuo pacato intervento. Per quanto riguarda quello che hai trovato in rete, abbiamo toccato con mano che, vero o falso, in rete si trova di tutto, pure le “prove scientifiche” dello sbarco degli alieni. Che poi, anche se quelle frasi siano vere, rappresentano semmai le idee di chi le ha pronunciate, non la posizione di uno stato e di una popolazione, al contrario dell’altro fronte, dove la distruzione del nemico è da statuto, e la persecuzione e tortura dei dissidenti è legge.

      Certo che torti e ragioni non sono da una parte sola (anche se bisogna vedere le percentuali dell’uno e dell’altra sui due fronti) e comunque, come hai detto anche tu, su un fronte c’è una popolazione che ha subito il lavaggio del cervello: a me, più che la situazione del popolo israeliano, fanno effetto quei poveri bambini sull’altro fronte imbibiti d’odio, che mai conosceranno una vita normale, e questo non certo per colpa d’Israele (cfr qui e qui)

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    • @iuiuiù: una piccola aggiunta. Io personalmente ho il dente avvelenato per un altro motivo, perché mi sono giocata la mia possibilità di vivere in Israele per la paura degli attentati palestinesi (che ci volete fare, mea culpa mea culpa mea maxima culpa, ero una damerina occidentale cresciuta in un paese in pace), e ancora oggi, che vedo giovani israeliani morti o gravemente mutilati in seguito a questi attentati mi chiedo: “Sarei stata disposta io a subire questo, o peggio ancora farlo subire ai miei figli?”, e la risposta – certo non da combattente! – è no.

      Ora, se vogliamo mischiare le carte in tavola e far credere che è il contrario, e che è il popolo palestinese ad essere attaccato e a dover temere gli israeliani – se non per stralegittima difesa – proprio non ci sto.

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    • Certo che sì. Però sarebbe ora che anche la narrativa israeliana facesse un bel bagno di realtà. Nessuna persona sana di mente può ritenere legittima la decisione di un consesso su una cosa senza sentire il parere di chi sarà direttamente coinvolto in quella decisione. Io credo senza mezzi termini che se la >parte di chi abitava il mandato britannico della palestina era contrario alla nascita dello stato ebraico, lo stato ebraico non s’aveva da fare. E non perchè odio gli ebrei o chissà cosa, è una questione di buon senso. E dico questo sugli israeliani proprio perchè penso che loro, al contrario dei palestinesi, hanno accesso a fonti imparziali.
      Attenzione, questo mio discorso riguarda la nascita di israele, dove la bilancia pende decisamente a favore dei palestinesi. Poi da allora in poi sono i torti ad accumularsi dalla parte palestinese. Però, ecco, non si può ignorare l’elefante iniziale.
      Poi oggi la soluzione a due stati è ostentatamente boicottata dalla dirigenza cleptocrate palestinese, interessata al mantenimento dello status quo. Anche se in israele serpeggia una posizione che vedrebbe bene l’annessione della cisgiordania, ovviamente con relativa “rilocalizzazione” (sigh!) degli arabi per questioni meramente demografiche. E di certo le colonie non aiutano. Cmq credo (+ ke altro spero) che quella dell’annessione sia una posizione minoritaria e che alla fine si arrivi a questi benedetti due stati. Checcazzo sono quasi settant’anni! Ma ti immagini oggi i tedeschi che odiano gli inglesi e che non hanno relazioni con l’italia per il tradimento?
      P.s: dove sei andata a pescarlo “imbibire”? Non sapevo fosse di uso comune. Si utilizza in medicina: dopo un trapianto o un innesto il nuovo tessuto si imbibisce di sangue e questo è il momento cruciale per vedere se c’è rigetto. Quando è eterologo ovviamente, se è autologo non può esserci rigetto.

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  6. Mah. Se all’epoca avevi una figlia avrai sicuramente pensato a lei prima di tutto, si trattava comunque di una zona di guerra, anzi peggio visto che il nemico era invisibile. E cmq dai, nella nostra vituperata italia alla fin fine si vive bene. Certo, se non si hanno problemi economici, ma qst vale dappertutto. Io quando sono stato all’estero, anche per diversi mesi, alla fine agognavo sempre il suolo patrio:-). E sono stato in bei posti eh, mica islamabad e venice, connecticut:-).

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    • @iuiuiu: ma non è un ragionamento da fare, la propria terra va anche difesa: vivi bene nella nostra vituperata Italia? Io no. Io vivevo bene in Israele, dove la scienza è eccellente, il livello di civiltà elevato, il merito riconosciuto, la competenza un obbligo.

      Certo, ogni tanto ti arrivava una bombetta palestinese che ti trinciava qualche arto o ti ammazzava un figlio, che vuoi che sia…

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  7. Beh anche l’italia è la tua terra. Cmq mi incuriosiscono i meccanismi per trasferirsi in israele. Immagino tu sia ebrea. X quel che ne so un ebreo può fare domanda e trasferirsi in israele. Mi par di capire da quel che hai detto che è una sorta di diritto a tempo che si può perdere. E se io volessi trasferirmi in israele potrei farlo?

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    • @iuiuiu: certo che l’Italia è la mia terra, ci sono nata, ci sono nati i miei genitori, i miei nonni, i miei bisnonni, e i genitori, nonni e bisnonni dei miei bisnonni eppure… eppure una volta una vicina – una gran capra, per carità, mi disse di aver parlato di me con sua madre e alla domanda “A che proposito?” lei rispose candida “A proposito degli stranieri in Italia”.

      Essere ebreo significa soprattutto essere considerato sempre straniero, per quanto quella in cui vivi sia la tua patria, per quanto lo sia da sempre, per quanto tu possa anche averla servita, anche col servizio militare e la lotta partigiana, per quanto tu possa essere assimilata e persino ignara delle nozioni basilari della religione ebraica e non seguirla affatto, ogni tanto – anzi, per la precisione, ogni poco – qualcuno si alzerà a dirti che sei diverso, che sei straniero. E, spesso, che te ne devi andare (vedi le varie cacciate degli ebrei, nel corso della storia, da una sfilarata di stati).

      Per questo essere antisionista è di fatto essere antisemita, perché significa negare agli ebrei di avere uno stato proprio, una nazione in cui poter vivere a testa alta, senza essere additati come “estranei”, e se tu mi dici che avrebbero dovuto chiedere ai palestinesi (e qui ci sarebbe da parlarne, comunque ho rivisto il film “Exodus” recentemente, invito caldamente a vederlo\rivederlo anche tu), riconoscendo un diritto che non sono troppo sicura avessero, tu di fatto ti dichiari d’accordo a esporre il popolo ebraico a una seconda shoà, o quantomeno all’ennesima cacciata, a dover stare sempre sul chi vive, in attesa del dito puntato che ti accusa di essere diverso, straniero, ostile e fuori luogo.

      I paesi arabi sono un’infinità, occupano un territorio immenso, si espandono in Africa, Medio Oriente, Sud Est asiatico: Israele è una nazione minuscola, un’unghia, e anche a questa ci viene negato il diritto?

      Per quanto riguarda la tua domanda, non sono un’esperta, ma credo che chiunque possa trasferirsi in Israele e trovare là la sua strada: gli ebrei ricevono delle agevolazioni, e il diritto al ritorno non è un diritto che si perda, mai.

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  8. Se la tua vicina è un’idiota, ciò non cambia il fatto che al 99,99% degli italiani non gliene freghi una sega della religione di un suo concittadino.
    Mi sei simpatica, ma non fingerò di essere d’accordo con te. Così come non ho problemi a dire che i rifiuti palestinesi a oslo e campdavid siano stati dei veri e propri crimini contro l’umanità (senza retorica, in senso letterale). Così non mi esimo dal constatare che i vari consessi internazionali che portarono alla nascita di isr furono una farsa. Il fatto che fu deciso da venti paesi (neanche all’unanimità), il fatto che non ci fosse neanche una delegazione palestinese, veramente non dà molta legittimità allq cosa. Tu dici: avrebbero dovuto chiedere ai palestinesi il permesso? Certo che sì, non agli arabi solo, ma a tutti quelli che abitavano il territorio su cui sarebbe insistita la decisione. Per una cosa smplicissima che si chiama autoderminazione dei popoli. Gli arabi hanno abitato la palestina dal VII sec ininterrotamente. Certo anche gli ebrei, ma in minoranza. Il numero e la dimensione degli stati non contano niente: gli arabi nei secoli si sono insediati dal marocco alla mesopotamia, ed è giusto che ci siqno stati arabi dal marocco alla mesopotamia. Tu mi dirai: ma l’autodeterminazione vale per tutti e non per gli ebrei? Purtroppo gli ebrei si rotrovavano nella situazione di non avere uno stato. Le ragioni di ciò sono certamente complesse e affondano nei secoli, ma la colpa di ciò non ricadeva su nessun soggetto presente nel mondo nel dopoguerra (a meno di non volere incolpare gli italiani in quanto discendenti dei romani che causarono la diaspora) e men che meno era colpa dei palest. Questi si videro piombare questa decisione e ovviamente non la riconobbero. Ben gurion, di cui tutto si può dire tranne che non fosse intelletualmente onesto, diceva che era assolutamente logico che gli arabi non accettassero lo stato ebraico. Se proprio qualcuno avesse dovuto privarsi di un territorio proprio per darlo agli ebrei, dovevano essere tutt’al + i tedeschi, non certo gli arabi di palestina.
    Gli israeliani e i filo-israeliani dovrebbero esserw più onesti e ammettere il modo sbagliato e “problematico” in cui il loro stato è nato. Questo non cambieeebbe di una virgola il diritto di israele a vivere in sicurezza oggi, ma sarebbe almeno un atto conciliante oltre che di onestà verso se stessi. Sempre meglio dei “price tag attacks” quanto meno.

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  9. Che, come @Diemme sa …. rispecchia “esattamente” la mia !
    E, chiedendo il permesso alla cara ospitante, colgo l’ occasione, carissimo @IuIuIu, per esprimerti il mio massimo apprezzamento, per la tua approfondita, sincera, documentata …. affettuosa, coraggiosa disamina di questa antica e angosciosa problematica, veramente – ai miei occhi – ben al di sopra delle parti, essendo un albero il tuo dalle profonde e pure radici che spero tantissmo dia frutti buoni da mangiare “per tutti” !!!
    @Cavaliereerrante

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  10. Qualche precisazione, qualche puntualizzazione, qualche documento (diluirò i link in più commenti per non rischiare che finiscano in spam).
    La risoluzione Onu non ha fatto nascere stato di Israele, esattamente come l’impiegato dell’anagrafe non fa nascere mio figlio: ne ha riconosciuto e ufficializzato l’esistenza, in atto, a tutti gli effetti e sotto tutti i punti di vista, ormai da decenni. Iuiuiu trova scandaloso il fatto che sulla questione non siano stati interpellati i palestinesi. Un motivo per cui non sono stati interpellati c’è, e lo può trovare qui:
    http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2005/11/30/palestinesi_chi.html

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  11. Iuiuiu auspica la (giusta, a suo avviso) nascita di uno stato di Palestina, a fianco dello stato di Israele. Il problema è che a non trovarla giusta, né auspicabile, sono i palestinesi: se guarda le cose dalla giusta prospettiva – ossia, in questo contesto, quella dei palestinesi – si accorgerà che non è che si siano lasciati sfuggire le occasioni per costruire uno stato di Palestina. La realtà è che non hanno mai smesso di battersi con tutte le proprie forze contro la nascita di uno stato di Palestina, come è documentato qui
    http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2007/10/18/a_proposito_di_palestina_e_pal.html
    Altra cosa non esatta è che i palestinesi non abbiano niente a che fare con la Shoah: tutti gli stati arabi erano alleati della Germania, in particolare il gran mufti di Gerusalemme Haji Amin al Husseini (promotore, fra l’altro, del pogrom farhud di Baghdad, 1941, alcune centinaia di morti, migliaia di feriti, mutilati, violentati: ebrei che vivevano lì da 2500 anni) era amico personale di Hitler ed è andato anche ad Auschwitz per studiare i metodi di sterminio di massa.

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  12. Infine due parole sulla “rilocalizzazione” che tanto sembra scandalizzare Iuiuiu: non solo è qualcosa che si è sempre fatto, anche in tempi recentissimi, non solo nessuno ha mai ritenuto che vi fosse in ciò qualcosa di riprovevole, ma la messa in atto di tale pratica è stata addirittura premiata dall’Onu quale eccellente soluzione di problemi demografici, come è documentato qui
    http://www.israeledossier.com/italiano/E%20il%20mondo%20mente.htm
    E per concludere, ancora qualcosa sul conflitto in sé. La realtà di cui l’Occidente continua a rifiutarsi di prendere atto, è il fatto che le proposte di accomodamenti territoriali e/o demografici sono destinate a cadere nel vuoto perché il conflitto non è di ordine territoriale – e quindi risolvibile con una qualche sorta di compromesso – bensì religioso: per l’islam ogni centimetro di terra che è stata islamica (terra islamica è qualunque luogo in cui sia stata pronunciata una preghiera islamica) non potrà essere deislamizzata mai più, e se ad un certo momento subentra un nuovo governante, dovrà essere reislamizzata ad ogni costo, non importa quanto sangue ciò possa costare. Una quindicina d’anni fa ad un certo punto Gheddafi aveva stanziato un miliardo di dollari per finanziare la guerra per riconquistare l’Andalusia. Poi il progetto è stato sospeso, ma non annullato. Il problema di Israele è tutto qui.

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    • Grazie Barbara, contavo sul tuo intervento. Io continuo a sostenere la buona fede di chi assume certe posizioni “intermedie”, dovuta alla totale disinformazione della realtà di luoghi, situazioni, storia, geografia e religione.

      Rimetto uno dei link già proposti da te, tante volte dovesse essere sfuggito, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, anche se a me sembra incredibile che qualcuno possa ancora essere convinto che i palestinesi vogliano la pace e che la loro sia una rivendicazione territoriale: http://www.aish.com/jw/me/Making-Peace-with-People.html

      PS: spero lo leggano davvero, e che ci pensino su.

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  13. Io, a differenza di te (come ben sai), non sono più di tanto propensa a vedere buona fede in circolazione, però in questo caso mi sembra che oltre alla buona fede ci sia anche una sincera volontà di informarsi e non limitarsi ad abbeverarsi alla solita propaganda: ho visto argomenti a volte imprecisi, ma comunque argomenti e non slogan; fatti a volte incompleti, ma comunque fatti e non favole. Per questo ho ritenuto che valesse la pena di lavorarci un po’.

    (PS: nel secondo commento mi correggi Hagj in Haji? Todah)

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    • OK, prendo atto che alla mia veneranda età riesco ancora a peccare di ingenuità e di eccessivo ottimismo. Ovviamente ritiro quanto detto in merito alla buona fede e alla sincera volontà di informarsi del signore in questione: evidentemente le buone maniere e l’apparente disponibilità a prendere atto anche delle ragioni altrui con cui si era presentato, erano solo una maschera. E no, non ho la minima intenzione di replicare: non perché mi senta offesa o attaccata – sono abituata alle minacce di morte per il mio lavoro in difesa della verità, figurati se mi spaventa questo – ma semplicemente perché con una persona che, adesso sì, argomenta a suon di slogan e frasi fatte, i soliti mantra che conosciamo fin troppo bene, non abbiamo davvero niente da dirci. Mi dispiace solo di avere buttato via tutto quel tempo dell’unica vita che, fino a prova contraria, ho a disposizione, per qualcuno che ha chiaramente dimostrato che o non legge o non sa neppure che cosa sta leggendo. (Per inciso, “deportazione” è un autentico marchio di fabbrica, un’impronta digitale più rivelatrice di una carta d’identità!)

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    • @Barbara: come tu ben sai, al contrario di te, la questione mediorientale non è questione di cui ami parlare. Sai anche che io ho un’apertura totale verso chi la pensa diversamente, frequento gente di tutti i tipi, id ogni orientamento politico e religioso, etc. etc, ma su quell’argomento ritengo i fatti così palesi, ma così palesi, che mi chiedo dove sia la materia del contendere. Se uno non vede come stanno le cose o non le conosce, o forse continua a misurare con il metro della propria cultura – e questo può anche essere umano – senza rendersi conto che si parla di tutt’altro.

      Avrei voluto rispondere a iuiuiu, che ti ritiene così ciecamente di parte, che tu non hai radici ebraiche e nasci filopalestinese (per motivi politici mi è parso di capire) e che è stato l’intenso lavoro d’informazione (quello che solitamente si chiama bagno di verità) che ti ha fatto prendere posizioni diverse: non l’ho detto prima perché tanto non sarebbe servito, lo dico ora per tigna, solo per far presente all’interlocutore il granchio che ha preso.

      Io, da parte mia, continuerò a evitare la discussione: l’effetto disco rotto già lo vivo in casa con Attila (speriamo che almeno su quel fronte la questione sia chiusa!), non mi va di reiterarlo anche fuori.

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    • Ad abundantiam, aggiungo il link al tuo ultimo articolo, http://ilblogdibarbara.wordpress.com/2013/07/13/e-figl-so-piezz-e-core/ , e riporto anche un articolo letto su progetto Dreyfus, di cui non riesco a individuare il link diretto:

      ANCORA UNA VOLTA I BAMBINI SONO LE VERE VITTIME DELLA PROPAGANDA PRO-PALESTINESE

      Immagina la scena in cui un bambino di cinque anni, senza essere accompagnato dai propri genitori, si presenti davanti la sede di la Repubblica e aspettando Adriano Sofri all’uscita inizi a tirare sassi contro il sedicente giornalista, colpendolo solamente su una gamba… Cosa succederebbe in un paese normale secondo voi?

      Il bambino sarebbe fermato dalla polizia in attesa di sapere dove siano i suoi genitori, cosi distratti da mandare da solo in mezzo alla strada un bambino così piccolo, per riconsegnarglielo sano e salvo prima che finisca sotto qualche macchina e redarguire gli stessi genitori per abbandono di minore (che stava commettendo un reato). COSI E’ SUCCESSO IN ISRAELE!

      Non nascondiamo che ci piacerebbe, arrivati a questo punto, vedere l’espressione di Sofri se scoprisse che il bambino che lancia sassi è suo figlio…
      Anche lui insegna questo ai suoi piccoli?

      VOI come vi comporeste nel constatare che vostro figlio ha commesso un reato? Ad Hebron i bambini vengono premiati e incitati a commettere queste azioni rendendoli le vere vittime di questo lungo conflitto. COSI CRESCONO I BAMBINI PALESTINESI!
      Questa è la cosa davvero più riprovevole: la strumentalizzazione di innocenti ed inconsapevoli bambini.

      L’articolo che vedete nella foto, che fa coppia con quello comparso anche sul Corriere della Sera, fa parte di un perverso gioco di istigazione all’odio al quale ci siamo stancati di giocare. Perchè è VERGOGNOSO che Italia possano comparire articoli così faziosi quando il mondo sta passando un momento davvero delicato con centinaia di migliaia di morti in Siria, Iraq, Libia, Egitto per non parlare della silenziosa mattanza africana.

      NOI NON CI STIAMO PIU’ e chiediamo che tutti gli uomini e le donne non contaminate da questo odio atavico, si rivoltino contro questo SCHIFO e che combattano una battaglia di civiltà, rispetto e onestà intellettuale contro questo giornalismo becero e privo di etica morale.

      NOI VOGLIAMO CHE ADRIANO SOFRI LASCI IL GIORNALE IN QUESTIONE PER QUESTO VERGOGNOSO ARTICOLO!

      Ecco, io sono stufa che chi viene continuamente e beceramente attaccato, peraltro per mezzo di menzogne regolarmente smontate, venga anche additato come aggressore.

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  14. Grazie cavaliere. Grazie diemme per l’ospitalità. Blogdibarbara, senza offesa credo sia inutile parlare con te. Sei chiaramente un’ultrà sionista, una sostenitrice di quelle posizioni che deploravo, portavo come esempio dell’ottusità di certe frange estreme e che speravo e sinceramento spero tuttora siano minoritarie. Hai appena citato “fakestinians don’t exist” e fatto non una difesa ma un elogio della eilocalizzazione che, nel caso non lo sapessi, in italiano è un sinonimo di deportazione. Il fatto che non riesci a capire come una decisione presa da venti nazioni sostanzialmente estranee sul futuro di una terra senza consultare chi abita quella terra, credimi, è un problema tutto tuo e non certo della gente normale, anche di bassa scolarizzazione, che invece coglie subito il sopruso. Sei praticamente come un fanatico religioso, solo che al posto di dio c’è israele, se ti apparisse il fantasma di ben gurion dicendo quello che ha detto in vita, probabilmente gli urleresti che è un antisemita. Chiariamoci: questa è la mia opinione, e magari ho calcato un po’ la mano, ma ho letto un po’ il tuo blog barabara e non mi è piaciuto proprio per nulla. A parte le sparate alla borghezio, a parte il malcelato razzismo, a parte sputare sugli scienziati appena morti x aver osato firmare una petizione su gaza, trovo che tu sia dogmatica, senza dubbi, piena di certezze brandite come clave. Io ho la fortuna di avere avuto al liceo un professore di storia e filosofia con i controcoglioni che mi ha insegnato a dubitare sempre e a mettere sempre in discussione le proprie presunte certezze. Scusami se sono stato duro, ma a me i fanatici con la verità in tasca non piacciono.
    Diemme, se tu hai avuto problemi in italia per il tuo essere ebrea mi dispiace sinceramente ma sopratt mi ferisce come italiano. Ovviamente non ho elementi per fare statistiche. Posso solo far riferimento alle persone che conosco e che frequento, e ci metto la mano sul fuoco che nessuno di loro batterebbe ciglio sapendo di stare parlando con un ebreo, o un rom, o un buddista, o un norvegese, o un giavanese….
    Grazie per lo spazio e a risentirci.

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    • @iuiuiu: io non ho avuto nessun problema per essere ebrea in Italia, ho solo incontrato un po’ di gente idiota, in misura di gran lunga – ma proprio di gran lunga – superiore allo 0,1% da te ipotizzato.

      PS: per la cronaca, a parte che qui Barbara è a casa sua, la regola è che censuro chiunque attacchi un mio ospite (e ovviamente lo farei anche se accadesse con te, ci mancherebbe). Tu hai attaccato Barbara, lei se vuole, per par conditio, può replicare, dopo di che scatterà la moderazione: questo è e voglio che rimanga un blog tranquillo.

      Tra le altre cose, come avrai notato, non è un blog “politicamente impegnato”, qualche volta qualche argomento esce fuori, che sia sull’Italia, su Israele o sul Tibet o insomma, quello che capita, ma resta principalmente un diario on line, un luogo in cui parlo del mio quotidiano, i miei pensieri, sentimenti, tutt’al più ricordi, che condivido in una spazio amico.

      Grazie a te di essere intervenuto.

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  15. Signora hulk :-), capiamoci. Non è che io sia un profeta che va in giro per i blog altrui a fare proselitismo. Stavo googlando sulla storia del sudafrica e di mandela e sono capitato qui. Ho letto, commentato, letto la risposta ecc. Ora potrebbe anche essere che io abbia fatto finta di essere imparziale per poi appalesarmi dopo aver carpito la tua fiducia, x carità tutto può essere. In realtà è più semplice che quello che ho scritto sia quel che penso e che quel che ho letto nel blog di barbara mi abbia sinceramente schifato. E spesso la spiegazione più semplice è quella vera, diceva quello, il barbiere di ockam, uk.
    Gli incontrovertibili argomenti forniti da barbara, che dovrebbero convincere anche i sassi, sono nientemeno due pezzi del suo blog (uno in cui si dice che i palestinesi furono inventati in chiave antiisraeliana e un altro che mostra una cartina e la scena di un attentato con due scarne righe di sfida al mondo ovviamente senza lo straccio di un link a pagine serie, basta la parola). Il terzo invece è il link a una pagina che si chiama israeldossier (e xkè non fidarsi di electronic intifada allora?) in cui un certo yemini, che risulta essere un giornalista israeliano ex politico conservatore, con toni a volte apocalittici ci spiega che il mondo mente riguardo i palestonesi e ci fa un bell’elogio della deportazione (pardon ricollocazione, le parole brutte non si dicono). Ora probabilmente sarò strano ma il mio concetto di fonte imparziale. E, sempre per colpa della mia eccentricità, quando sento “il mondo mente” mi viene in mente “io sono napoleone”. Ma è certamente un problema mio.
    A risentirci.

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    • Bene. Vedo che per qualcuno se un documento UFFICIALE (resoconti di sedute ONU, dichiarazioni ufficiali rese all’ONU, riconoscimenti decretati dall’ONU, Libro Bianco del governo britannico) viene pubblicato in uno spazio filoisraeliano, smette automaticamente di essere un documento. Per via del fatto che il qualcuno in questione ha un elevato concetto di imparzialità. OK, prendo atto anche di questo.
      A non risentirci.

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  16. @iuiuiu: perdonami ma, come preannunciatoti, il tuo ulteriore attacco a Barbara è stato censurato. Davvero, tu qua sei il benvenuto (magari in un altro post… ), ma non vedo a chi giovi questa discussione se non a trasformare questo luogo in un campo di battaglia. Il fatto è che né tu, né io, né Barbara cambieremo idea e quindi, cui prodest? Ci sono altri blog specializzati in materia su cui potrai portare avanti la discussione: il mio non ha bandiera politica, è un diario personale, si tratta di varie ed eventuali, testimonianze, pensieri, ricorsi, riflessioni….

    Ho pubblicato questo post solo perché mi aveva colpito l’incoerenza cieca delle persone che, boicottando i pompelmi di Jaffa, finivano per portare acqua al mulino dell’apartheid africano e di chi teneva prigioniero Mandela. Punto.

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