Ex: amici, nemici, indifferenti?

ex

Tempo fa si discuteva con larosaviola sulla questione degli ex.

Il dilemma è sempre lo stesso, si può restare in buoni rapporti con l’ex?

Io credo che non ci sia una regola, che tutto dipende da come è finita, chi è l’ex, chi siamo noi, magari anche se ci sono figli di mezzo, etc. etc. etc.

Io, che con la consueta incoerenza sono rimasta generalmente in buoni rapporti con tutti gli ex, sostengo però che no, non si può o, quantomeno, non è facile né particolarmente lineare.

Se la storia è finita così, per esaurimento della stessa, perché lentamente si è scivolati nella routine, si è diventati fratelli, allora è anche comprensibile che ci si lasci in buoni rapporti, conservando un’amicizia che ovviamente affonda le sue radici nella lunga conoscenza, intimità, confidenza, si spera anche reciproca stima.

Se il rapporto invece è naufragato malamente, se uno dei due ha subito bugie, tradimenti, magari anche percosse, ma me lo dite come si fa a restare in buoni rapporti? Se i due sono finiti in tribunale, a menarsi anche a furia di calunnie e menzogne, con il fine ultimo di distruggere l’altro sul piano economico e psicologico, ma che significa rimanere in buoni rapporti? Ci si appella al fatto che col tempo uno è cambiato? E chi se ne frega, ci sono tante persone al mondo, perché dovrei andarmi a riciclare una persona che mi ha fatto del male?

E poi, il rapporto con l’ex, se uno dei due è ancora innamorato, diventa una relazione sadomaso, perché chi è innamorato soffre – soprattutto in presenza di altre storie del partner – mentre l’altro, anche se involontariamente, continua a girare il coltello nella piaga dell’ex-partner.

Mentre ragionavo su tutto questo e facevo mente locale sui miei ex, realizzavo un particolare non trascurabile: c’è una bella differenza tra il rimanere in buoni rapporti ed essere amici! Anzi, direi che c’è una profonda differenza tra l’avere rapporti semplicemente civili, avere buoni rapporti ed essere amici!

Io di ex ne ho qualcuno e direi che, in linea di massima, il sentimento nei loro confronti è di discreta ripugnanza. In pochi casi, laddove è subentrato il perdono, il sentimento provato al massimo è di pietà: insomma, con queste premesse, mi dite lo spazio per l’amicizia dov’è?

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57 thoughts on “Ex: amici, nemici, indifferenti?

  1. io sono per la chiusura totale specialmente se c’è stato un grande amore con quella persona, altrimenti non si ha pace si è sempre curiosi dell’altro e della sua vita, comprese le relazioni…..meglio di no……

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    • @melodie: se c’è stato un grande amore, grande deve essere pure la questione che ha portato alla separazione, e sono d’accordo con te, come si potrebbe mai semplicemente metterci una pietra sopra?

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    • @Elena: amici? Forse si può tornare in rapporti civili dopo tanto tempo, quando la conflittualità è scemata, la fase acuta appartiene al passato e gli animi sono meno infiammati, ma da qui a chiamarla amicizia, probabilmente ce ne corre!

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  2. Mi pare che stavolta l’ambito sia ben definito, quindi le considerazioni non possono essere le stesse dell’altra volta, anzi, credo che senza esserci passati di persona, le opinioni non possono avere gran valore, la mia per prima!
    Comunque mi par di poter convenire con tutto ciò che hai affermato tu, cara @Diemme, anche se sarei curioso di capire, visto che è quello che “conosco”, dove collocheresti @Attila, se fra quelli discretamente ripugnanti o se fra quelli degni di pietà!
    Ad ogni modo, mi auguro di non diventare esperto in materia!
    Un abbraccio grandissimo, ciao!

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  3. guarda un mio ex se mi incrocia cambia strada, eppure è lui che si è comportato male con me. Io provo indifferenza nei suoi confronti. In compenso la sua attuale ragazza lavora nel bar dove vado e io l’adoro, e lei adora me. Pensa un po’!

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  4. Ho qualche ex e nei loro confronti vivo sentimenti diversi.
    C’è la ex con cui prenderei volentieri un caffè, quella con cui mi faccio anche due chiacchiere al telefono, c’è quella che vorrei tanto rivedere, c’è quella che mi chiedo come ho fatto a starci insieme, c’è quella che “no non ero io”. Insomma ce ne sono per tutti i gusti, ma amicizia no, non ne ho con alcuna né vorrei averne.
    Un conto, infatti, sono i buoni rapporti – al di là del modo in cui è finita – altro è un legame profondo e non filtrato come l’amicizia.

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    • @IncostanteMente: pure per me, più o meno, è la stessa cosa, con ognuno è una cosa diversa, ma se riesco a prendere un caffè o fare due parole con quello per cui, provando pietà, si è attenuato l’astio, certo ho allergia per quello per il quale prevale la ripugnanza (e il disprezzo).

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  5. A grandi linee, direi che le dinamiche personali e interpersonali sono un po’ più complesse.
    Così come le unioni (matrimoniali e no) si spezzano per diversi motivi (compreso il fatto che le persone cambiano), così le unioni si possono anche ricomporre (proprio perché le persone cambiano).
    Certo, se vi sono state violenze, tradimenti, ecc. allora è praticamente quasi impossibile, ma le casistiche sono alquanto diverse e complesse.
    Su una cosa concordo: “avere rapporti semplicemente civili, avere buoni rapporti ed essere amici” sono cose diverse.

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    • @Aquila: sì, le persona cambiano e i rapporti umani sono tutto un fluire però, sai come si dice? Perdona i nemici ma segnati i loro nomi: ecco, le persone possono cambiare, ma fino a che non cambiano nome non potrò non riconoscerle come quelle che tanto mi hanno fatto soffrire.

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    • Avrei voluto non intervenire su questo blog…. visto che si tratta (generalmente) dei ex (uomini e non donne). Ma proprio il discorso (e la risposta data) fatto di @aquillanonvedente mi ha spinto di dire la mia. Perché sono due opinioni diverse. Se da una parte @aquilla, in quanto maschio (non controllato ma confermato), considera che un matrimonio può essere ricomposto, dal altra parte…. DM (idem), la considera una cosa poco fattibile, difficile (se fosse sincera avrebbe introdotto la parola “irrealizzabile”).
      E proprio qui il nocciolo della problema. Se un uomo è disposto (aperto) ad una nuova relazione (che ovviamente comincia con !”amicizia”!), una donna invece considera “caso chiuso”. Niente possibilità di ritorno. Closed.
      Ed è proprio quella sensazione “di ripugnanza” che sentiva D (di fianco ad un “ex”), cha mi conferma la mia teoria.
      Teoria che….. può essere anche non confermata.
      A volte.

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    • @Valentino: io credo che gli uomini siano più disponibili a ricomporre la coppia perché è più facile perdonare i propri errori che quelli altrui (questa era pessima, ma la penso davvero 😛 ).

      Diceva il mio ex “Una donna sopporta l’insopportabile, poi all’improvviso urla “Basta!”, ed è finita per sempre”. Sarà che l’uomo sta sempre un po’ di qua e un po’ di là, sarà che ha una certa ritrosia a prendere una qualsivoglia decisione, forse è vero, l’uomo in genere è più disposto a tornare sui suoi passi rispetto a una donna, però spiegami, ma perché dovete arrivare a far sopportare a una donna l’insopportabile? Perché dovete fare questa prova di forza di tirare la corda finché non si è rotta, salvo poi non rassegnarsi a tale rottura e tormentare la ex perché si rivuole il giocattoletto, la corda di nuovo sana da ritirare e rompere di nuovo? Se io, per i miei ex, sono arrivata, dal grande, grandissimo, immenso amore, al punto di provare ripugnanza, che dici, sarà stato un processo lungo e doloroso? E perché nessuno è stato in grado di fermarsi prima (né, diciamocelo, di andarsene definitivamente dopo)?

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  6. Io penso che il mondo non si divida soltanto tra amici e nemici (grazie a Dio, o chi per esso).
    Fortunatamente è un po’ più complesso.
    A fianco del “come si dice” che hai citato tu, io potrei citare quell’altro secondo il quale “la pace si fa con i nemici” (e vorrei ben vedere il contrario.
    Questi due detti sono forse lo specchio di due modi di versi di vedere il mondo (non dico la vita, che mi sembra eccessivo)?
    Mah…
    P.S.: “confermo” la teoria di Valentino. Comunque sono anche disponibile a “confermare” DM, se ci fosse bisogno di una “prova provata”… :mrgreen: (provatori si nasce, e io modestamente lo nascetti!) 😛

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    • @Aquila: la pace si fa con i nemici, o almeno si tenta. Quasi mai si riesce (la storia insegna 😉 ).

      PS: vuoi confermare con me la tua mascolinità? Ma io di te mi fido ciecamente, ti credo sulla parola e non pretendo prove! 😉

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  7. io tendo a mantenere un buono e cordiale rapporto, anche perché spesso c’è stata molta complicità, quindi si può persino mantenere una forte amicizia… ovvio sempre che non ci siano state tragedie al momento del distacco, ma in realtà se ci penso non ricordo una ex con cui sia rimasto un rapporto pessimo, al massimo ci si perde semplicemente di vista

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  8. Concordo. Rapporti di civiltà sì, amicizia no. Ci si prova pure, ma se uno dei due prova ancora qualcosa, quella non è amicizia. Penso sia più un ” aspetto magari ci ripensi e ritentiamo”, nel frattempo si soffre come cani se l’ex se la sta tentando con altre/i. A quel punto, se capita l’occasione si può pure prendere un caffè assieme, se non capita, ognuno vada per la sua strada e amen. Eppure c’è chi m’ha detto che si è messa in affari con l’ex. Non farebbe per me neppure se fossi felice con un altro.
    A freddo, è pessima anche solo l’idea di rimettersi assieme.

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  9. Sarò un caso patologico ma io ho mantenuto rapporti di amicizia con tutte le persone che sono state importanti nella mia vita. Non da subito, intendiamoci, a volte ci sono voluti anni. Ma nella maggior parte dei casi è stato bello ritrovarsi e dimenticarsi quel che è stato. Devo dire, però, che ero molto giovane (consideriamo che con mio marito sto da 34 anni :cry:) quindi mi riferisco a legami che riguardano la mia adolescenza. E non tutti finiti bene, tra l’altro. ma io sono una che non porta rancore, qualsiasi cosa sia successa. L’importante per me è constatare che nell’altro c’è l’interesse a riallacciare un rapporto e ci sia sincerità nell’amicizia. Ma del resto su questo non si può avere dubbi: mica siamo obbligati a rimanere (o a diventare, dopo un po’ di tempo) amici.

    Solo un dispiacere: con tutte queste persone alla fine, dopo anni di frequentazione, ci si è persi di vista.

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    • @Marisa, se stai con tuo marito da 34 anni, parlando di ex ci riferiamo a storie dell’adolescenza, praticamente quelli che si definiscono “filarini”, e ammetto che in quei casi il non rancore ci possa stare: però, guarda caso, ci si rivede dopo anni, fa piacere sì, ma poi casualmente ci si riperde di vista, anche se hai precisato che è accaduto dopo anni di ri-frequentazione… 😉

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  10. Sposata da oltre 30 anni, coi miei due ex dell’adolescenza ho mantenuto rapporti diversi: di indifferenza con uno (che mi fece soffrire), di cortesia con l’altro (che feci soffrire).
    Ma la cosa strana accadde con la moglie del primo: per anni mi ha vista come una potenziale rivale, evitandomi tra gli amici comuni. Poi, morto lui, mi ha cercata, mi ha chiesto scusa per la sua immotivata gelosia e siamo diventate discrete amiche.
    Concordo con te: molto dipende dal finale.

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    • @ili6: mi hai fatto un po’ sorridere col fatto che hai mantenuto migliori rapporti con quello che hai fatto soffrire tu (sempre della serie che i nostri comportamenti sono i più facili da perdonare 😉 ).

      Anche riguardo alla moglie del primo posso capirla, vivo lui eri una rivale (magari lei sa cose che tu non sai… ), morto lui eri quella con cui di lui poteva parlare, quella che – a suo avviso – poteva capirla di più.

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  11. Il mio recente ex (coetaneo) ora sta con un mononeurone di 17 anni più giovane e mi telefona tutti i giorni per parlare ed io ogni volta penso a quanto sia idiota. Anche se non lo è. Anzi è una bellissima persona ma è un Peter Pan e invecchierà malissimo e mi fa anche un po’ di pena.
    Ogni giorno, così facendo, mi ricorda perché ci siamo lasciati: perché io sono sempre stata oltre.
    Concordo con tutto quello che hai scritto!

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    • @rossodipersia: grazie! Non so perché lui ti telefona, ma giusto oggi parlavamo di quelli che telefonano alle ex per lamentarsi delle attuali… 😯

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    • Oh no, è troppo politically correct per farlo. Lui si confronta sui libri cinema politica lavoro: insomma sono diventata la compagna di merende. Sono semplicemente la sua parte migliore. Ci siamo lasciati da parenti. Fratello e sorella. Ma si soffre anche così, è sempre un fallimento.

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    • Quanto ti capisco! Ci lasciano e poi continuano a stare in simbiosi, non potrebbero fare a meno di noi però, chissà com’è, stanno con un’altra…

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  12. Ciao, questo è un argomento controverso: amore, odio, amicizia, delusione, bugie, corna …. un mix difficile da gestire…. ci si può provare e vedere se è possibile!!

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    • @Trutzy: hai ragione, un mix difficile da gestire: qualunque siano i fattori che hanno portato alla fine, non sono mai leggeri, e certamente non indolori.

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  13. C’è stato uno che ad un certo momento mi ha comunicato che mi lasciava, e io ho detto va bene, tanto non ci credo mica che riesci a lasciarmi. E infatti dopo un po’ è tornato. Poi mi ha lasciata di nuovo e io gli ho dato la stessa risposta, e lui è tornato di nuovo. La cosa si è ripetuta un po’ di volte, fino a quando non sono stata io a decidere che era ora di chiudere, e lui pensava di poter continuare a tornare lo stesso, solo che io se chiudo chiudo. E dopo quarant’anni, ancora ogni tanto torna a cercarmi. A dire la verità sono sempre tornati a cercarmi quasi tutti, sia quelli che ho lasciato io, sia quelli che mi hanno lasciata loro, sia quelli con cui le storie sono finite semplicemente perché dovevano finire. Strana questa convinzione che anche quando sono usciti, la porta resti sempre aperta a loro disposizione, e ho l’impressione che sia un’attitudine molto più maschile che femminile.. Comunque riaprire una storia chiusa no, è assurdo: è una minestra non solo riscaldata, ma anche rancida, che può solo provocare acidità di stomaco.

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    • @Barbara: a volte l’amore che portiamo a una persona, anziché essere apprezzato e goderne, viene usato per alimentare un proprio delirio di onnipotenza. E forse è vero, il sentimento è talmente grande che si possono permettere cose che a bocce ferme non sopporteremmo, tipo tira e molla infiniti, sparizioni improvvise e immotivate e ritorni con faccia di bronzo, convinti di trovare esattamente la stessa situazione, e che il conto di questo comportamento non verrà mai presentato.

      Quando poi quest’amore non alimentato, abusato, semplicemente si esaurisce, quando all’ennesimo ritorno la porta viene trovata incontrovertibilmente chiusa, si cade dalle nuvole.

      Un mio ex – tre anni di storia bella, dieci massacranti di tira e molla – arrivata al no irreversibile, non per punto, ma per esaurimento e disgusto, tentò per altri otto anni di bussare alla mia porta, non rassegnandosi al fatto che il grande amore l’aveva perso e non c’erano più ritorni, chiacchiere o ricordi che potessere cambiare la situazione.

      L’avevo amato infinitamente, non c’era cosa che non avessi fatto per lui ma quando – ero in vacanza e mi trovavo sul bordo della piscina – mi telefonarono per dirmi che era morto, semplicemente chiusi il cellulare e tornai a prendere il sole.

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    • No, nel caso del tipo in questione non era un vero tira e molla, né faccia di bronzo. Il motivo per cui si allontanava lo conoscevo, e aveva effettivamente delle ragioni valide per voler stare lontano da me, solo che non ci riusciva. Un po’ come chi decide di smettere di fumare e al terzo giorno di astinenza crolla. Indubbiamente la maturità non era la sua dote più spiccata, ma questa è un’altra storia

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  14. Io di ex (fidanzati intendo) ne ho alcuni e tranne i primissimi tempi, con quelli che ogni tanto incontro, siamo rimasti in ottimi rapporti; poi di altri non so più che fine abbiano fatto. Di ex mariti non so che dire perché ne ho avuto uno solo, siamo ancora insieme e ci vogliamo molto bene, ma ho visto coppie divorziate rimanere in buoni rapporti anche se all’inizio della fine del matrimonio le cose erano un po’ tumultuose, fra questi una mia sorella.
    Ciao un bacio
    Marta

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    • @dupont: io a volte vorrei sapere cosa si nasconde dietro certi buoni rapporti dopo un matrimonio finito: magari è solitudine, magari uno dei due è ancora preso, o forse è passato un tempo sufficiente a elaborare il lutto, si è impegnati in nuove storie, e la vita attuale dà anche la possibilità di essere superiori, buttarsi il passato alle spalle e andare avanti.

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    • Posso portare l’esempio di mia zia. Ad un certo momento ha scoperto che da tre anni lui aveva un’altra (ok, mia zia non è un campione di svegliezza). Sono seguiti un paio di mesi di inferno, di liti, di accuse reciproche, di rinfacciamenti ecc., poi si sono separati, e lui si è trasferito da sua madre, al piano di sopra. A questo punto lei non aveva più motivo di rimproverargli l’altra, dal momento che non era più suo marito, lui non aveva più alcun motivo di rimproverarle inadempienze e altro, ed è tornata la pace. Chiaramente a quel punto non c’era più gran passione da nessuna delle due parti, il che ha facilitato tutto, comunque fino alla morte di lui sono sempre rimasti in buoni rapporti, quando c’erano problemi con mia cugina per la scuola lei si rivolgeva a lui, si parlavano serenamente. Ecco, in questo caso non si trattava né di solitudine, né di ingoiare rospi né altro. Avevano una figlia, e quella figlia ha continuato ad avere due genitori. Non ci fosse stata quella magari avrebbero rotto ogni rapporto, ma non ho mai avuto l’impressione che per amore di mia cugina si siano sforzati contro i propri sentimenti. E probabilmente sarà così anche per altri.

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  15. Io continuo a pensarla come ho scritto nel mio post.Non si può generalizzare, di certo c’é che non sono rimasta amica di uno dei miei ex che mi percosso, ma comunque per lui provo rancore. ( Solo una gran pena! ).

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    • @larosaviola: suppongo che tu volessi scrivere “NON provo rancore” (ma, anche nel caso, mi permetto di pensare che l’omissione del “non” sia stata freudiana). Provare pietà, oppure non provare rancore, o entrambe le cose, non significa essere in buoni rapporti, o addirittura amicali.

      Comunque, ai miei ex, più ci penso più ci farei un falò: e pensare che c’è pure chi è stato capace di essere geloso dei miei ex, posso piegarmi in due dal ridere?

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    • Non provo rancore ecco.Se provo pietà, non c’é rapporto.Di ex ne ho avuti tanti, con qualcuno ho un rapporto civile, con altri inesistente, con pochissimi amichevole.Diciamo che sono specializzata nel fare amicizia con le ex di Ragno!

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    • @larosaviola: ma gli/le ex del partner sono un’altra cosa, non hanno un vissuto con noi, e poi non abbiamo strascichi di coinvolgimenti sentimentali!

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    • Beh, certo, se poi una persona arriva a vivere una favola bella, a questo punto quasi quasi li ringrazia gli ex per essersi gentilmente tolti dai maroni 😉

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