No comment

abbasso-la-squola

Leggete qui.

Io non ho parole. Forse dovremmo davvero svuotare la penisola: che schifo, che schifo!

Oppure dovremmo pregare per una lunga vita del governo, visto che ogni (mal)governo di cui riusciamo a sbarazzarci riesce a essere sostituito da uno peggiore.

Annunci

59 thoughts on “No comment

  1. Ti prego non lo sapevo… ed è tutto vero…. “Decontribuzione per stabilizzazione di giovani. Gli incentivi sono destinati a imprese (con priorità al Mezzogiorno) che assumono giovani fra 18 e 29 anni, disoccupati da almeno sei mesi e senza titolo di scuola superiore, che vivono soli con una o più persone a carico (secondo il ministro Giovannini, la misura coinvolgerà 100mila giovani).”
    Quando l’ho letto non volevo crederci, ti giuro speravo in una delle solite bufale del web!!!
    Un legge per agevolare l’ignoranza… è perfetta per i nostri governi, che hanno tutto l’interesse a lasciare la popolazione ignorante: gli ignoranti si governano meglio, si dice loro come votare e anche cosa pensare. Li si comanda con la tv, non serve un grande sforzo.
    Complimenti a questa Italia, sempre più diretta verso il precipizio 😦

    Mi piace

    • @Bia: non posso che ripeterti quanto espresso nel titolo, “no comment”: tempi duri per i troppo buoni!

      Davvero, quello che stanno facendo per mantenere la popolazione nell’ignoranza e dare a questi ignoranti bonus e posti di lavoro (spesso di prestigio, trota docet) è incredibile. Le persone che possono contare su un minimo di eccellenza forse non hanno altra scelta che emigrare, anche se non vogliono, anche se amano il loro Paese e vorrebbero portargli del valore aggiunto, ma che valore aggiunto daranno come disoccupati o come telefonisti precari in un call center?

      Mi piace

    • ti risottolineo quell'”anche se non vogliono”…. sai che sono arrivata ad augurare a mia figlia di fare carriera all’estero, così avrò pure io la scusa giusta per andarmene… ma che amarezza 😦

      Mi piace

    • @Bia: a chi lo dici! Io poi, che ho avuto la mia bella possibilità di farmi la mia vita ll’estero, quando ero giovane e piena di forze, e sono tornata per amor di patria…. ah, quanto mi sto mangiando i gomiti a morsi, ma quanto, ma quanto!

      Mi piace

    • …io in Italia ci son rimasta per amore di uno stron*o che mi ha mollata dopo 11 anni di matrimonio… vedi un po’ te, a mangiar di gomiti!! 😉

      Mi piace

  2. E’ un paradosso incredibile. C’è qualcosa di intrinseco nella politica che non funziona a dovere. Aveva ragione Groucho Marx: “La politica è l’arte di cercare un problema, trovarlo, interpretarlo male e poi applicare erroneamente il rimedio sbagliato.” …. solo così a volte c’indovinano.

    Mi piace

  3. io me la prenderei con il padre, non con il governo. Un padre così non vorrei mai averlo. Sempre che quello che dice Gramellini sia vero.
    E poi, come ha già spiegato Letta, basta solo una delle tre condizioni per usufruire dell’incentivo.

    Mi piace

    • @Pani: il padre è decisamente da impiccare per i pollici (e poi ne dicono di quei figli che si mettono all’anima i genitori!), ma il governo, mi dispiace Pani, non è innocente. E’ una nazione la nostra che sta facendo di tutto per disincentivare i giovani e svuotare istruzione e titolo di studio di qualsiasi valore, reale, legale e sociale.

      Mi piace

    • uh! be’, io mica difendo il governo. Non è neppure il governo che abbiamo voluto noi. Questo è solo il proseguimento del governo MOnti, voluto dall’Europa.
      E tutti hanno contribuito perché questo avvenisse, Grillo compreso.

      Mi piace

    • @Pani: quando hai ragione hai ragione. Grillo è un altro da mettere vicino al padre dello studente (un altro paio di chiodi li posso rimediare io).

      Mi piace

  4. purtroppo è una situazione reale, e più sale il titolo di studio, peggio va… un’amica, laureata in lettere e disoccupata, si è sentita dire in più occasioni che era “troppo qualificata” per svolgere certi lavori. L’ultimo concorso a cui ha partecipato mettendo il suo titolo di studi nel cv era per direttore di una nota catena di supermercati. Al colloquio le hanno detto che quel posto era il massimo a cui avrebbe potuto aspirare un diplomato, e che quindi lei avrebbe potuto avere di meglio. La morale è che adesso lei tiene due cv, e, assurdo a dirsi, usa più spesso quello in cui compare solo il diploma.
    Quando io ho deciso di continuare dopo la laurea e prendere ‘sto dottorato, ho dovuto accettare che, mentre all’estero ti fanno ponti d’oro, in Italia il dottorato in azienda è visto come un handicap: meglio avere un laureato triennale, e quindi un giovane da pagare meno e formare ad hoc, piuttosto che un “vecchio” studente, che è rimasto all’università perchè evidentemente non aveva voglia di lavorare…

    Mi piace

    • @Goldie: leggo e mi sento una pugnalata in pieno petto. Tutto il mio rispetto, e tappeto rosso da parte mia, per chi comunque insiste nello studio, nella carriera accademica, etc. etc. e non cade nella trappola di chi ci vuole capre con la pancia più o meno piena e il cervello su off.

      Mi piace

    • Purtroppo tutto il sistema Italia nel rapporto scuola-industria e’ fatto a rovescio. … Mi spiego. Qui in mezzo a crucchi dove vivo la distribuzione dell istruzione e’ molto selettiva. In anziana ci sono pochi posti da manager, molti più posti da impegnati, un sacco di posti da saldatori o altro. Quindi già dalla scuola i bravi tedeschi sono incanalati a seconda dei loro risultati nei diversi ruoli. Quindi se c’è qualcuno che ha 15 anni e non tanta voglia di studiare, non c’è problema, può fare una scuola più pratica, imparare veramente in azienda a lavorare e poi dopo lo stage obbligatorio trova un lavoro. Tutto questo funziona dato che in confronto all’Italia il rendimento in fabbrica e’ molto più elevato. Qui si lavora meno e si produce di più. Parlo solo del mio settore. C’è un però. In Italia un qualsiasi saldatore viene considerato come tale. Se c’è un problema e’ l ultimo a cui si chiede, la sua considerazione sociale e lo stipendio sono quasi gli ultimi della scala sociale/economia. Qui è tutto diverso. Sarà quello che hanno subito dopo la seconda guerra mondiale come vergogna per quello che hanno fatto, non so bene, ma qui ascoltano davvero tutti. Qui tutti possono dire la loro è se argomentano un’idea in maniera giusta si fa come dice l’ultimo arrivato. In Italia siamo bravi ad arrabattarci, a tirare avanti, facciamo cose incredibili con un quarto dei soldi o delle persone…. Però poi dovendo competere purtroppo con il mondo non funziona sempre. Sono anche io contro quel padre: con il titolo di studio potrebbe andare suo figlio all università e avere quindi sempre una possibilità in più di crescere e di imparare.

      Mi piace

    • @Michele: il sistema utilizzato in Germania, di cui già mi era arrivata voce, è eccellente, costruttivo, gratificante, motivante.

      Purtroppo, caro Michele, a causa di molti familiari “portati via dai tedeschi”, alla Germania e a tutto ciò che è tedesco io sono personalmente allergica (e, ti assicuro, l’allergia è reciproca, ogni volta che ho comprato/utilizzato qualche macchinario/prodotto tedesco cara l’ho pagata!).

      Qui in Italia però siamo classisti, spocchiosi, supponenti, ci crediamo chissà chi e non siamo nessuno. L’operaio è l’ultimo della terra, anche se poi ha un’intelligenza e una capacità che mangerebbe in testa a tanti manager rampanti, ma tant’è.

      Io credo che questa crisi, che ci siamo cercati e abbiamo alimentato, potrebbe essere trasformata in una grossa opportunità di recupero di noi stessi, della nostra integrità, del nostro orgoglio nazionale, della nostra capacità di fare. Io credo che gli italiani siano un gran popolo, ma ultimamente – negli ultimi svariati decenni intendo – non hanno ritenuto necessario rendersene conto, si sono assopiti, intorpiditi.

      Io mi auguro che sia vicino il giorno in cui ci sveglieremo da questo lungo sonno, cominciato magari col boom economico, ma che si sta trasformando in un incubo.

      Mi piace

    • Si, so della tua allergia e la capisco. Penso che anche in altri stati le scuole e le industrie siano similmente connesse… Purtroppo in Italia ci sono tante caste e quella dei prof universitari e’ una delle tante che limita il nostro paese.

      Mi piace

    • @Michele: diciamo che in questo momento non sono i professori universitari il problema (oddio, fino a qualche mese fa erano “i professori” il problema ma, come si suol dire, al peggio non c’è mai fine 😦 ).

      Mi piace

  5. Alt. La legge dice che ci saranno delle agevolazioni per i giovani senza diploma e con famiglia a carico. Mi pare che questo padre sia fuori di testa, non il governo. Oltre tutto, sembra che il datore di lavoro sia poco informato.

    Mi piace

    • è vero: ho letto il decreto ed è chiaramente specificato:

      2. L’assunzione di cui al comma 1 deve riguardare lavoratori, di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, che rientrino in una delle seguenti condizioni:
      a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
      b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
      c) vivano soli con una o più persone a carico.

      Mi piace

    • Mio marito (ex) era solito dire: “Io sono uomo, bianco, cattolico, etero, laureato (pure nobile, ndr): per lo stato italiano una schifezza, senza nessun diritto a niente”. Insomma, per certi versi faceva pure rabbia sentirlo parlare così, però credo che il suo punto di vista sia anche comprensibile: voleva dire che, se non appartiene a qualche categoria protetta e/o discriminata, sei escluso da tutto.

      Insomma, considerando che lo diceva trent’anni fa, niente di nuovo sotto il sole. 🙄

      Mi piace

    • io sono donna: “almeno” appartengo ad una categoria discriminata, e, in quanto tale, “protetta” (nell’ultimo concorso, a parità di voto conseguito e di età, veniva scelto il candidato donna… non che mi sia servito, visto che gli uomini candidati erano più giovani di me!)

      Mi piace

    • trovo anch’io che le quote rosa siano odiose, ma fino a quando non ci sarà parità nella “mentalità” delle persone, restano purtroppo necessarie. Non mi sarebbe certo piaciuto vincere quel concorso perchè donna, ma mi è capitato, a parità di curriculum, di essere esclusa da colloqui di lavoro. Ufficialmente la figura dei miei colleghi uomini era più attinente (per quanto l’unica differenza era un singolo esame semestrale all’università), ma una donna sui 30 anni è TROPPO rischiosa per qualsiasi azienda… Spero di vedere il giorno in cui le quote rosa non esisteranno più perchè non ci sarà più tutta questa discriminazione.

      Mi piace

    • @goldie: e pure tu hai ragione…

      Rischiosa una donna di 30 anni? Io ne avevo 25, ed ero una giovane sposa. Rischiosa per loro, mi fecero fare il test di gravidanza prima dell’assunzione. Qualche mese dopo un collega maschio si sfracellava dalla moto, e stette mesi in malattia…

      Mi piace

    • Eppure aveva le sue ragioni, era un momento particolare in cui l’azienda non poteva permettersi gravidanze. In seguito avrebbe pure istituito un premio in denaro per i figli dei dipendenti: ci sono delle situazioni che sono di emergenza. Poi, come per l’incidente al mio collega, contro la forza la ragion non vale.

      Mi piace

    • le ragioni ci sono sempre… una gravidanza significa spese, per un datore di lavoro, e un premio in denaro per i figli dei dipendenti non significa molto (gli uomini hanno figli quanto le donne…) Ma in un momento particolare magari una donna ha bisogno di lavorare quanto un uomo, e tagliarla fuori solo perchè potrebbe riprodursi è pura e semplice discriminazione. Nel mio caso specifico a cui accennavo qualche post fa, i miei due colleghi uomini lavorano per quell’azienda a tempo indeterminato, io non fui mai chiamata a sostenere il colloquio preliminare. Forse avevano le loro ragioni a non volere donne in età a rischio (ma a distanza di 5 anni io non ho avuto ne’ figli ne’ quel posto, e non credo che sarei stata meno qualificata dei miei colleghi…)

      Mi piace

  6. Assurdo ma sono dell’idea che, se uno è bravo, è meglio che il diploma (e la laurea) se li prenda. Poi vada a cercare lavoro all’estero se in Italia non si trova

    Mi piace

  7. Penso e mi auguro che sia una bufala. Da Gramellini non me l’aspettavo ma si sa, anche i grandi scivolano sulle bucce di banana…
    Un post che snatura un genitore e una istituzione che è la scuola e che significa sempre e comunque istruzione e cultura. Ma ormai attaccare la scuola è di moda e fa chic. No, non ci siamo per nulla! E poi…che bisogno c’era di chiamare la prof?? Bastava non presentarsi agli esami di stato e tutto si “risolveva”. La legge sugli incentivi per il lavoro giovanile riguarda un settore di giovani, che pur ci sono. Può sembrare umiliante, certo, e lo diventa ancor più per lo stato (scritto in minuscolo non a caso) quando uno studente che ha davvero studiato nel nostro sistema scolastico è costretto a presentare un cv sfoltito o è costretto ad andare all’estero per far valere i suoi titoli.

    Mi piace

  8. Che padre stupido! Secondo lui senza diploma il figlio verrebbe assunto e non si rende conto che se il ragazzo ha studiato con impegno il diploma se lo merita, che non si può mettere un giovane in balia degli eventuali capricci di un datore di lavoro. E se cambiasse idea? Il ragazzo rimarrebbe con le pive nel sacco! E se poi la legge dice pure altro, questo papà dovrebbe informarsi meglio prima di contribuire a rovinare il figlio.
    So anch’io di persone scartate perché troppo qualificate, e che tristezza dover ricorrere al sistema dell’amica di Goldie. Siamo proprio messi male.

    Mi piace

  9. Già. Se è vero che questo padre ha chiesto che il figlio venisse bocciato invece di consigliargli di non presentarsi, è facile che il ragazzo non sapesse niente di tutte queste manovre. Pensa come potrebbe sentirsi dopo aver studiato tanto, ritrovandosi bocciato senza capire neanche il perché.
    Non vedo così tragica l’emigrazione in un paese che valorizzi la competenza. E’ una grande opportunità di conoscere e sperimentare. Quando si è giovani e soli si può fare senza troppi problemi. Se l’Italia non è capace di trattenere i propri cervelli, la si può lasciare senza troppi rimpianti.

    Mi piace

    • @Luisa: sicuramente il figlio non sapeva niente, e non osa immaginare cosa possa essere successo in quella casa quando l’avrà saputo!

      Impiccagione, per direttissima, senza processo.

      Mi piace

    • @Barbara: letto post e commento nr. 23… ricordami di tornarci su, l’atteggiamento distruttivo di certi genitori lo conosco ben bene… complessi? Bisogno di dimostrare che sono potenti?

      Ne conoscevo uno che era solito dire al figlio, che era un santo, “Tu sei una bestia che deve vivere isolata” e invitava anche amici e parenti a non accostarsi con la stessa motivazione, che il figlio era “una bestia che doveva vivere isolata”.

      Oltre a questo, distruggeva con un ghigno tutto quanto il figlio costruiva, e con un’aria trionfante diceva “Io lo trovo dove colpirti, lo trovo!”.

      Il figlio, un individuo eccellente, al momento vive più o meno solo, e ha perso qualsiasi voglia di costruire qualcosa.

      Mi piace

  10. Concordo pure io che la persona da condannare per prima in questo caso è il padre!
    Il figlio me lo immagino, deve esser un ragazzo volenteroso, che unisce allo studio il cercare di contribuire economicamente con la famiglia, che meriterebbe quindi, a prescindere da come riesce a scuola, già una promozione nella vita!
    Chiedere che venga bocciato, anche senza demeriti, è un gesto di grande egoismo, che non considera affatto come una bocciatura immeritata può incidere sul ragazzo!
    Al riguardo della norma poi, pur considerando che talvolta ne pensano troppe e si scordano le casistiche più evidenti, credo sia una specifica tipologia di incentivo, a fronte di situazioni che devono essere molto diffuse in Italia, non dimentichiamo che il ministro in questione proviene dall’Istat, ed un censimento è stato fatto da poco e comunque, nel prospettare ipotesi si lavora sui grandi numeri, quelli che hanno, che spesso derivano da ciò che vien dichiarato dalla gente!
    Comunque norma che umilia l’impegno di chi studia!

    Mi piace

    • @Sergio: appunto, norma che umilia l’impegno di chi studia, vergognosa!

      Per quanto riguarda il padre, mai altro argomento ci ha visto tutti uniti e concordi sulla stessa posizione! 😉

      Mi piace

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...