L’amore mio maturanda

Foto dalla rete

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Sono qui, che aspetto che ti svegli. Oggi, e tutti i giorni dei tuoi esami, li ho presi di ferie.

Per fare che poi? Tu di là che dormi, visto che riesci a studiare solo di notte, e io qua che aspetto di sentire i tuoi passi.

I tuoi passi. La cosa più bella che la vita m’abbia portato.

Domani la prima prova, e tutti ti dicono “Ma che ti stai a preoccupare, tu sei brava!”. Tu sei brava, ma sono proprio quelli bravi a sapere quant’è infinito tutto quello che non sanno, a sentirsi minuscoli di fronte a una conoscenza che, secondo loro, gli esaminatori pretenderanno che abbiano, e che invece non hanno.

Non so che darei perché questa settimana fosse già passata.

Ricordo i miei di esami. Anzi no, non voglio ricordarli. L’incubo della vita coi miei, il decidere di dare l’esame di stato con un anno d’anticipo, frequentando il quarto anno la mattina, lavorando il pomeriggio, studiando la notte…

Quest’anno è stato per te un anno difficile, iniziato con una defezione del tuo gruppo, col quale fin dal primo anno andavi d’amore e d’accordo. Motivo? Ignoto. E’ sempre ignoto il motivo per cui le amicizie finiscono e tanto più doloroso quanto più immotivato, e quanto più è immotivato tanto più non ci si riesce a farsene una ragione.

Ma tu, con la tua immutabile dignità, sei andata avanti, da sola. Duemila progetti di volontariato, dal Banco Alimentare alla vendita di arance per l’Airc, alla donazione del sangue fino alla scelta vegetariana, perché la tua posizione nei confronti del mondo è sempre stata d’amore, di grande amore, per tutto e per tutti. Anche per loro, quelle oche giulive che t’hanno voltato le spalle e che hai continuato ad aiutare, fino al’ultimo giorno, fino all’ultima interrogazione.

In questo sei diversa da tua madre, io da quel dì che le avrei lasciate affogare. Vendicarmi no, non sono una che torcerebbe mai un capello per rivalsa o che, ma nel loro brodo ce le avrei lasciate cuocere. Devo vivermi la mia vita lontana da voi? Ebbene, me la vivo, dov’è il problema?

Tu invece no. Tu hai l’incredibile capacità di dimenticare ogni torto, anche se fino alla fine ti hanno ripagata  con un’ulteriore dose di pesci in faccia. Ma sono cose che capitano ai migliori sai? Conosci almeno un paio di mie amiche, donne assolutamente straordinarie, che ti testimoniano esattamente la stessa esperienza.

Meno male che poi, nella vita, c’è una selezione naturale, e alla fine si incontrano le anime gemelle – e non intendo sentimentalmente – con cui si riesce a vivere una vita più simile a noi, generalmente più elevata, meno massificata e meno schiava della società, delle circostanze, degli altri.

Ma torniamo a noi, torniamo al tuo esame. Io credo che gli esaminatori dovrebbero valutare voi ragazzi non tanto in base alle nozioni trattenute, ma vedere gli uomini e le donne che siete diventati in questi anni. Come scrivete, come vi presentate, come vi esprimete, sono queste le cose che dovrebbero valutare e forse è così. Mi auguro sia così.

Domani andrai.

Io non potrò far altro che aspettare.

Dopodomani andrai.

E io non potrò far altro che aspettare, nessuno può vivere la tua vita al posto tuo, né sarebbe giusto lo facesse.

Lunedì, la famigerata terza prova.

E io non potrò fare altro che aspettare.

E non vorrai festeggiare, perché ci saranno ancora gli orali.

E poi, agli orali, andrai, e io non potrò far altro che aspettare. Non ci sarò all’uscita, sono momenti che uno condivide coi compagni, non con la mamma, ma te l’ho già detto, sarò a disposizione, se hai bisogno, se vuoi, tu fammi uno squillo, e in cinque minuti arrivo, festeggiamo, scappiamo, tutto quello che vuoi.

Per ora sto qua, e aspetto i tuoi passi, quando ti affaccerai alla mia porta assonata, stropicciandoti gli occhi.

Ti amo immensamente, sconfinatamente, vergognosamente.

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59 thoughts on “L’amore mio maturanda

    • @Bia: io non ti dico come sto, vederla così agitata e non sapere che fare! Posso ascoltarla, prepararle il pranzo e gli abiti per domani, e poi? E’ normale, è giusto, la vita è sua e se la deve smazzare lei, ma insomma, dopo tanto lavoro una ambirebbe ad averne un ritorno soddisfacente!

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    • E’ il primo volo del passerotto fuori dal nido… hai passato la vita ad insegnarle, e ora temi si sfracelli al suolo 🙂
      Ah come ti capisco!!!! E’ difficilissimo ogni singolo passo che compiono in autonomia… figuriamoci L’Esame!!!
      Non puoi proprio fare altro che stare a guardare… e sperare in uno strepitoso ritorno!

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    • @Rory: e come stanno andando? Comunque io degli esami di terza media non ero preoccupata, erano i suoi professori, contesto molto più familiare, anche per lo svolgimento della prove. L’esame di stato invece è un affare… di stato!

      Lo so che sono un’ansiosa, ma mi farei una flebo di sonnifero per risvegliarmi a esami fatti (ecco, così bell’aiuto che le darei! 😛 ).

      Oggi non ci si regge nessuna delle due.

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  1. Che meraviglia, mi venivano i brividi, e più leggevo più trovavo somiglianze.
    Il volontariato, il vecchio gruppo di amiche, i torti sempre perdonati, l’esame domani.
    Davvero bellissimo. Davvero.

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    • stanno andando benissimo, lui è un piccolo genietto ma come hai detto te un pò d’ansia c’è sempre. Ieri ha fatto gli invalsi, che secondo me sono veramente inutili e lui era preoccupatissimo. Si, lo so che ha i suoi professori ma io sono agitata lo stesso. 🙂

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    • @Rory: e come non esserlo? A fine esami picnic? Dopo mesi chiusi in casa a studiare, una bella scampagnata all’aperto, con questo bel sole, ci vuole proprio!

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    • Ciao Dapph, sono passata da te e così ho visto anche la tua foto: insomma, tu pure diciottenne ed esaminanda? Dacci notizie!

      Se tu hai riscontrato con mia figlia tante affinità, magari passato l’esame organizziamo un randez-vous, e al diavolo quelli fasulli di amici! L’università dove la farai, a Viterbo o a Roma?

      In bocca al lupo, ci riaggiorniamo dopo le prove…

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    • L’università la farò a Firenze, e dopo gli esami partirò per l’interrail, ma, perché no? Un incontro fa sempre piacere! Sopratutto con una ragazza che da come la descrive la madre ha avuto esperienze simili alle mie 🙂

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    • @Dapph: non conosco le tue esperienze, ma mia figlia di batoste ne ha prese, e davvero non le meritava! Non hai idea che amica affettuosa, solerte e disinteressata che sia, che prove di lealtà abbia dato in passato alle sua amiche e, pur conscia del conto che avrebbe pagato, non ha mai abbandonato nessuno. Ah, quanto è stata mal ripagata, e neanche si vergogna questa gente! Qualcuno ha provato a classificarlee come “ragazzate”, ma perché non era forse ragazza/ragazzina anche mia figlia?

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  2. Ai miei tempi non sono stato un figlio così, ma neppure un genitore come te, però confesso che una figliola come la tua meravigliosa @Sissi, non può lasciar indifferenti, è troppo speciale, una preziosità unica!
    La bravura è si importante, ma io la trovo assolutamente ammirabile per il resto, la sua generosità, la sua disponibilità che non chiede nulla in cambio, che soffoca, non solo l’ingratitudine, ma la sfrontata mancanza di rispetto!
    Io le auguro tanto, fin da subito la serenità di affrontare gli esami senza patire troppo l’ansia, ma che poi, oltre a ciò che può fare una commissione, che sia la vita a premiarla come merita, questa vita intendo, perché nell’altra il premio migliore se lo è già prenotato, anche se molto lungi dal riceverlo!
    Ma anche che la mamma non diventi troppo ansiosa. Vigile, attenta e disponibile, ma non oltre!
    Un abbraccio a te carissima, un grande augurio al tuo tesoro e complimenti ad entrambe!

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    • @Sergio: anch’io, come te, spero che sia la vita a premiarla, ma se riuscissimo a partire con un buon voto di maturità non ci spiacerbbe per niente!

      Ricambio l’abbraccio, vi darò aggiornamenti 😀

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  3. Domani, dunque, inizia con la prova di italiano, il “tuo” esame di maturità, @Sissi carissima ! 🙂
    So che sei iperstudiosa … e che in questi giorni, avviene sempre … ma specialmente ora a ridosso degli esami, studi ad ogni ora del giorno o della notte ( e a quanto ci dice la mamma … soprattutto di notte ) … ed è probabile che, in alcuni momenti, ti capiti forse di avere la sensazione “di non sapere più niente”, di non aver magari approfondito come si doveva questa o quella cosa …. e forse ti fai domande accorgendoti di non saper rispondere ‘a campanello’ o almeno in maniera giudicata da te, in veste di severissima esaminatrice, del tutto insufficiente ….
    Capitò anche a me, quel fatidico giorno del primo approccio con la maturità …. e mentre salivo i gradini per accedere, col vocabolario di italiano sotto braccio, all’ aula del 3° piano dove era stata collocata la mia sezione d’ esame, pensavo il peggio … e addirittura non riconoscevo nemmeno gli spazi, da me amatissimi, del mio bel Liceo ! 😐
    Tutto questo, @Sissi … ha un nome, si chiama “ansia da prestazione” , e capita soprattutto agli studenti ed alle studentesse più diligenti, quelli/quelle più studiosi/studiose …. ma è solo un modo di percepire, erroneamente, la realtà dei fatti …. che resta ed è una sola : Tu hai fatto in questi 5 anni il tuo dovere di studentessa, anzì assai di più di quello che ti veniva richiesto, e dunque devi avere fiducia in te stessa e nella buona sorte, che aiuta sempre i migliori !
    Non appena avrai conosciuto i titoli dei temi assegnati, rilassati e scegli con calma quello che più ti si addice, ed una volta scelto il tema che avrai amato di più ….. comincia a scrivere la brutta copia seguendo i tuoi sentimenti e la tua notevole preparazione, senza aver fretta, possibilmente rileggendo bene e più volte le frasi o i periodi che hai elaborato : farai un tema bellissimo, cara e amata giovane amica mia, e sarà un eccellente biglietto da visita per te nel prosiegui degli esami !
    Forza @Sissi …. domani è il “tuo” giorno ! 😀

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    • @Bruno: mi hai fatto ridere con la storia che non riconoscevi neanche gli spazi, l’ho raccontato subito a Sissi e, ti dirò, è servito ad allentare un po’ la tensione: almeno non si è sentita sola in questo enorme vuoto in cui si sente annaspare!

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  4. Dal giorno in cui sono approdata su wordpress e da quanto ho potuto constatare da quanto scrivi, tu sei una mamma splendida e tua figlia una ragazza degna della madre!
    Stai tranquilla, alla tua “bimba” andrà tutto bene.
    Chi ha affrontato gli esami di maturità, poi quelli dell’università, sa cosa vuol dire l’ansia, il pensare di non essere pronti, lo stomaco chiuso in una morsa che ti impedisce di ingerire perfino un bicchiere d’acqua, poi quando tutto è passato e passato bene, quello che ti ha fatto star male fino a quel momento svanisce e compare la gioia 😊
    In bocca al lupo alla tua ragazza ed anche a te 😘
    Marta

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    • @Dupont: tutto quello che dici tu, ma al di là dell’ansia, del non pensare di essere pronti, nessuno ignora pure l’incidenza del fattore C!

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    • @laGattaGennara: in commissione? Sì, pensa a questi nostri cuccioli… che poi mi sembra che quelli meno preparati siano i più spavaldi, ma per loro è una questione di promozione, pure col minimo, per chi ha studiato conta anche il voto, non solo per soddisfazione, ma anche per le tasse universitarie, che lei sa quanto siano onerose, e vorrebbe risparmiarle alla sua mamma, questo è il suo desiderio principale: se riuscirà ad entrare a medicina, come vorrebbe, ne avremo di strada da fare, esclusivamente io e lei…

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  5. bellissimo post. Quante volte io dentro, a fare un’esame all’università e mia mamma fuori ad aspettare ore ed ore ed ore; e mentre io ero agitata, pallida e bianchiccia per lo studio nottambulo, lei invece aspettava al sole, in riva al canale (ho fatto l’università a Venezia); e mentre si godeva le masse dei turisti e il passaggio delle barche nonchè delle navi da crociera, diventava nera come il carbone 🙂
    Sono bei momenti.
    Non che mancassero amici, che si univano a fare compagnia ma la mamma è sempre la mamma. Per quanto, con lei abbia avuto da discutere in passato, lei c’è sempre stata e c’è tuttora.
    Un Abbraccio di stima e simpatia
    Fatina

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    • @Fatina: mia madre non è stata così, ma comincio a pensare che, tra me e mia madre, si sia trattato solo di un enorme malinteso. Per lei ogni cosa che ci succedeva era emotivamente troppo grossa per riuscirci a convivere, e così andava avanti a rimozione, ostentava disinteresse, ma dentro di lei ora capisco che tumulto avesse!

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    • @ili6: grazie, e speriamo davvero che vada tutto bene, ma sarà uno stillicidio! Dopo l’uscita dei risultati dovremo trovare il modo per staccare la spina, sia pure per qualche giorno.

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    • @Maria: anch’io me la sono dovuta cavare sempre da sola, e pure con me la scusa era che tanto erao brava e non avevo bisogno di niente (molti miei insegnanti i miei genitori non li hanno neanche mai visti, e questo è stato nel migliore dei casi… 😥 ).

      Per quanto riguarda la partecipazione forse è diverso perché a casa dei miei c’era una famiglia, moglie, marito, figli, e tutto era distribuito e attutito, maentre io e mia figlia siamo e siamo sempre state solo io e lei, io e lei, io e lei…

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  6. Eh, vedi come cambia il mondo! Quando ho fatto io gli esami di terza media gli orali duravano una settimana, mezz’ora per materia in giorni diversi, e per ogni materia l’insegnante della classe e un/una insegnante da fuori. Anche per gli esami di seconda elementare c’erano la nostra maestra e una maestra esterna. E quelli con un anno più di me, dopo aver superato gli esami di quinta elementare hanno dovuto affrontare anche l’esame di ammissione per poter entrare alle medie.
    (Non mi è sembrata troppo tesa, comunque, la voce della bimba)

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    • Io gli esami di seconda elementare con la maestra esterna mi pare di ricordarli, c’era una tizia lì, seduta accanto alla maestra, che sorrideva. Gli esami di terza media furono duri, ma mi pare che l’orale lo diedi tutto in un giorno.

      Quelli di Stato, lasciamo stare, come privatista dovetti dare tutte le materie anche se per l’esame di per sé non l’avrebbe richiesto, e non fu uno scherzo….

      Per me, la commissione, era tutta esterna.

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    • Sì, il primo esame da insegnante l’ho fatto nel 77, quindi poco dopo di quando lo hai fatto tu da alunna, ed era un giorno solo, più lungo di adesso un’ora o giù di lì, mentre adesso, almeno qui da noi, è mezz’ora in tutto, compreso il tempo di compilare il verbale e tutte le cose formali e burocratiche. Una pura formalità, che fa solo buttare via due settimane a insegnanti e scolari e una voragine di soldi per compenso e rimborsi per i presidenti di commissione.
      Per la maturità sì, tutti esterni tranne uno. E a me è andata bene che sono arrivata dopo la riforma: quelli con due anni più di me si sono beccati tutte le materie con tutto il programma degli ultimi tre anni.

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    • @Barbara: io ho fatto nel ’74 quello di terza media, e nel ’78 la maturità. Insomma, salvo la mia oramai famosa e ultracelebrata stanchezza, non ricordo che fu un dramma, come non lo furono poi, in Israele, i test di accesso all’università.

      Il mio problema, semmai, è stato di non aver avuto mai con chi festeggiare. Forse neanche di che festeggiare, dato che la maturità in anticipo la presi per disperazione, per potermene fuggire con il corso di studi completato.

      Ma, questo, è un altro discorso. Mia figlia al momento è intrattabile, se continua questo trend in crescendo da stamattina, sto messa bene…

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    • …e un altro piumino…

      Ma noi ci rifaremo, vero? Noi l’abbiamo capito che la vita è una cosa meravigliosa, che va celebrata, non è così? 😀

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  7. La mia ha gli esami di fine medie, domani penultimo giorno, venerdì ultimo. Li stò facendo con lei; ma una madre può fare altrimenti? No.
    Come ho detto alla mia “…in culo alla balena!”
    Con te vicino sono sicura che andrà alla grande, da quello che hai scritto è una in gamba, è bello essere orgogliosi dei propri figli, sempre.

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    • @Luna: sicuramente io sono sempre stata anche sua amica (ho persino la sua psw di posta e fb, la sua fiducia in me è totale!), senza però venire mai meno al mio ruolo di madre e, purtroppo, anche di padre.

      Ma come sono lunghi questi giorni, queste ore….

      Bacio ricambiato 🙂

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  8. Contrariamente al mio solito che mi vuole prima leggere tutto e poi commentare, stavolta prima commento e poi leggo il resto. Ho letto il post insieme a te, sai bene con quanta emozione, la stessa che traspare da ogni singola parola del post. Bellissimo post, tra l’altro. Da mettere insieme a quello che io ho amato tanto, quello in cui ci sei tu incinta che fai di tutto pur di non provocare alcun danno alla creatura tanto amata da subito. Quella è la mia amica Diemme, questa è la mia amica Diemme. L’hai cresciuta col sacrificio e con l’amore e lei ti ha ricambiato dello stesso amore, grande e meritato da entrambe le parti. Spesse volte ti sei detta che avrebbe meritato una mamma più presente ben sapendo che fare da madre e da padre assieme richiede uno sforzo enorme. E tu quello sforzo l’hai fatto. Hai cresciuto una figlia buona e tanto dolce, intelligente e studiosa. Ora sei qui che l’accompagni alla maturità. Metti a sua disposizione il tuo tempo e il tuo affetto. Se ha bisogno tu saprai correre perché sei una mamma, una brava mamma e lei è una brava figlia e se lo merita.
    Che Sissi veda i suoi sforzi premiati ora e sempre, e che la vita la ricambi con tanta ma tanta gioia 🙂
    p.s. Sulle compagne ho già detto in privato. Non meritavano che Sissi si privasse di nemmeno un minuto di sonno. Ingrate streghe!

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    • @Luisa: più che streghe sono semplicemente ragazzinette, con quella punta d’invidia che proprio non ce la fanno a superare, e la disponibilità di mia figlia, a mio avviso, le ha stizzite ancora di più, rimarcando di fatto lo stacco: due mondi, quello dell’egoismo e quello dell’altruismo e, in mezzo, un baratro (che altro sennò?).

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  9. Io non ho bei ricordi del mio esame di maturità (gli altri sembra non li abbia mai dati, dimenticato tutto, a parte quello di seconda elementare con la maestra esterna, cattivissima, e il prete che insegnava religione). L’unica cosa che non potrò mai dimenticare è che ho dato l’orale il 26 luglio, faceva un caldo boia e io, amante del mare e del sole, ero ancora bianchissima. 😦 Allora era credenza diffusa che chi si presentava all’esame già abbronzato non avesse studiato. Figurati, io avrei portato i libri anche al mare …

    Il più bel ricordo è quello della discussione della tesi di laurea però non ho potuto festeggiare perché in pratica mi sono alzata dal letto, dove ero inchiodata da dieci giorni con la parotite, ho discusso la tesi, e sono tornata a letto. 😦 😦

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    • @Marisa: certo che ammalarsi quando si deve discutere la tesi è una bella sfiga! Per la maturità l’orale più o meno lo diedi anch’io in quei giorni, anche perché all’epoca se non erro le prove scritte iniziavano a luglio, e i risultati praticamente si avevano i primi di agosto (il mio, di diploma, per l’esattezza è del 31/07).

      Io comunque ho ricordi più vividi degli esami per entrare al lavoro, per la certificazione Microsoft, etc. etc. etc.

      Ah, poi, a 44 anni, ne discussi un’altra di tesi, ma quella era per diletto, non avevo nessuna ansia da prestazione, volevo solo finire un corso di studi che, per motivi lavorativi e familiari, era durato più del doppio del previsto (due volte e mezzo per l’esattezza) e non ne potevo davvero più!

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