L’amor sacro e l’amor profano

Amor Sacro Amor Profano - Tiziano

Me l’ha fatto venire in mente quest’articolo, che per quanto è vero mi ha fatto imbestialire.

Perché noi “sante” non è mica detto che vogliamo essere solo quello, l’avete deciso voi che non potremmo essere le vostre puttane di fiducia. Solo che ce lo dovete insegnare, perché esperienza sul campo non ne abbiamo.

Perché noi siamo le mogli perfette, quelle devote, quelle che vi stirano la camicia e vi assistono quando state male. Quelle che si occupano dei vostri figli, anche di primo letto, e persino delle vostre mamme malate. Tanto buone, tanto comprensive, tanto perfette e tanto amate ma… un po’ noiosette per voi su certi aspetti, non ci riuscite ad associare al peccato, alla libido.

E volete lei, quella vuota e scema, quella che “sa come si fa” e con cui non avete scrupoli a scatenarvi. Quella con due etti di rossetto, platinata e ciglia finte, col push up e una minigonna che ancora non s’è capito quello che copre, la mantovana per la vulva la chiamava una mia amica. Perché noi non siamo complete, ci manca il peccato…

Però, ripensandoci, può valere lo stesso discorso per noi? Potremmo volervi tanto bene ma non bastarci quello che ci date e andarcelo a cercare altrove? Dico così, giusto per par condicio, e visto che oggi è passato il principio che le pari opportunità sono cosa buona e giusta, perché no?

94 thoughts on “L’amor sacro e l’amor profano

  1. ciao,
    beh prima di tutto non è sempre così, o almeno voglio credere che non lo sia e non scendere quindi nei luoghi comuni. Poi certo è innegabile e non si può dire che non esistono situazioni del genere, ma li penso che non centra quanto la “mogliettina” sia brava e buona, ma piuttosto l’insoddisfazione dell’uomo, o il suo istinto animale, o la sua insicurezza anche…
    E c’è anche il dietro della medaglia, quello si 😉

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    • Hai detto bene, il suo istinto animale. Più la sua scarsa fantasia, il suo non saper vedere la sua compagna con occhi diversi. Non saperla trasformare.

      E poi, oltre alla sua incapacità, c’è la sua pigrizia: meglio andare altrove, dove la pappa è già pronta. Tanto il prezzo, in dolore, lo pagherà qualcun altro (pardòn, altra).

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    • si rischia di cadere sul femminismo così, non è che sono tutti così, come non è vero che ci sono solo le bravi mogliettine…ci sono anche quelle che ragionano con la….. e si giustificano che il marito non le soddisfa
      Dipende dalle persone 😉

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  2. Ultimamente ho raccolto gli sfoghi di una moglie devota, che stira le camicie e si occupa dei figli, con amore, e… castità. Alla scoperta dell'”amichetta” del marito, ovviamente, è esplosa. Ho cercato di consolare, e anche di capire… ed ho chiesto il perchè della castità, e la risposta mi ha disarmato: perchè è normale che dopo 10 anni di matrimonio il rapporto “evolva” e il sesso non serva più, sia solo un ricordo di gioventù (nota: i coniugi hanno 35 anni, non 70!!!). Tutto l’amore si dimostra nell’occuparsi di lui (modello colf) e dei figli. Quando una psicologa di coppia le ha spiegato che anche il desiderio conta, lei è andata dal marito a dirgli che all’improvviso, dopo 3 anni in cui non si faceva avvicinare, aveva capito di aver sbagliato. La risposta di lui è stata di tenersi pure tutto il “desiderio” dove lo aveva tenuto nascosto negli ultimi anni, che era lui a non crederle più e a preferire l’altra, che almeno era “sincera”… Poi ha detto a me (la solita suora moralista) “adesso capisci?” Adesso lei ha deciso che le va bene che ci sia una che si occupa di quelle “necessità” che a lei non va di soddisfare, e che le basta il “vero” amore: stirare le camicie, e avere lui che torna la sera a patto che non si sappia troppo in giro!
    L’articolo che citi farebbe imbestialire anche me, ma di fronte a certe dinamiche di coppia, che vuoi che ti dica? Ormai ho rinunciato a capirci qualcosa. Osservo e spero di avere fortuna!

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    • @goldie: quando succedono queste cose mi chiedo quanto intervenga un condizionamento moralista all’insegna del “non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a Dio”. Spero davvero che le donne che si sentono perbene solo se non gioiscono del sesso e non se ne appagano siano una specie in estinzione, e questo lo dico a sostegno della pace familiare: come diceva una nonnina “Per mantenere la famiglia unita, all’uomo bisogna far fare una bella colazione prima che esca di casa”: e ovviamente, per “colazione”, non intendeva cappuccino e cornetto.

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    • ahaha… saggia nonna.
      nel caso che raccontavo credo che c’entri il moralismo (per quanto ci sia stata un’escalation cattolica “a posteriori” con tanto di tentato esorcismo al marito -non sto scherzando!- e di risposte alle richieste di divorzio con cose tipo “brucerò all’inferno per colpa tua”), ma credo che di fondo si tratti di star sicuri in un rapporto basato su amicizia e affetto, più che sull’amore… parlo per me, ma non mi è capitato mai di raggiungere la “pace dei sensi” nei confronti di qualcuno che amo… secondo me anche il desiderio è parte stessa dell’amore.

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  3. uuuhhh ma che argomento tipicamente italiano. Perchè l’importante è la facciata, l’importante è far vedere che vai a messa e che sei un bravo cristiano, poco importa poi quello che combini, basta che non si sappia in giro e che la tua apparenza risulti sempre immacolata.
    Il discorso fatto in quell’articolo è quanto di più egoistico possa esistere al mondo…. egoistico e profondamente vigliacco.

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    • @unanuovavita: non so se hai letto il mio commento (postato appena prima del tuo): le tue parole su “facciata”, “bravo cristiano”, e “apparenza immacolata” possono applicarsi alla lettera anche nel mio caso, ma paradossalmente riguardano la moglie molto più del marito! La cosa mi ha fatto sorridere un po’. Continuo a pensare che girovagherò con gli ignavi, ma è davvero difficile dire dove finisca la ragione e inizi il torto.
      E tra parentesi, la storia che ho raccontato è saltata fuori quando io ho difeso a spada tratta la moglie casa e chiesa affrontando il marito fedifrago armata di indignazione e moralismi! Ora capisco molto meglio il detto “tra moglie e marito…”

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    • Il discorso della facciata è un discorso lungo, che investe non solo il campo sentimentale/sessuale: purtroppo, in molti ambiti, troppi, l’apparenza vale più della sostanza.

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    • Mica solo in Italia: come ha detto un mio collega – tra le altre cose delizioso – che ha fatto una carriera repentina davvero senza mezzucci, soltanto “presentandosi bene”: “l’apparenza è TUTTO”.

      Ma io, continuo a scegliere di essere, perche con l’apparenza forse potrei avere ogni bene materiale, ma perderei me stessa.

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    • Ah non sono neanche così certa che l’apparenza porti ogni bene materiale… anzi posso elencarti molti esempi di persone che pur di apparire, si indebitano!!
      Io preferisco di gran lunga essere notata per ciò che sono… ed io sono jeans e maglietta. Da mercato, mica griffati!! 😀

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  4. il peccato non manca in verità, spesso manca solo la capacità di lasciarsi andare ad esso, e soprattutto manca purtroppo la capacità del mondo di accettare che lo si faccia liberamente come un diritto sacrosanto 😉

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  5. Il marito dell’articolo di Manuel andrebbe messo al rogo. Porto le fascine. Ci metterei pure la moglie del commento di Goldie. Ma come si fa ad essere felici che il proprio compagno abbia l’amante, e ma come si fa pure a 35 anni a non desiderare di avere rapporti col proprio uomo? Se la moglie non s’è fatta “l’esperienza sul campo”, e ci sono quelli che su questo punto sono esigenti, e lui non ci si applica come dovrebbe per farle recuperare con gioia quello che non aveva appreso fino a quel momento, che cavolo vuole? E se la moglie recuperasse e poi non s’accontentasse più? Non è che magari temono proprio questo? Comunque secondo le donne innamorate non vanno in giro a “spiluccare nei piatti altrui”…
    Donna Flor era passionale e col marito si era lasciata andare solo ad un appassionato bacio in un cinema, poi le erano venuti gli scrupoli che una moglie onesta non dovesse manifestare un desiderio tanto intenso. Lui non voleva essere troppo esigente con una moglie tanto contenuta. Alla fine era tutto un malinteso,non si conoscevano veramente, ma quello è un libro. E’ grave che queste succedano anche nella vita reale.

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    • @Luisa: temo che se mettessimo al rogo tutti gli uomini che la pensano così l’altra metà del cielo non se la passerebbe troppo bene, rimanendo troppo sola…
      Per quanto riguarda la 35enne di cui ci ha parlato Goldie, le cose sono due, o non è perfettamente in salute, o ha condizionamenti moralistici, o del marito non gliene pò frega’ di meno, e appartiene alla categorie di quelle che s’accontentano di cui abbiamo parlato qualche post fa.

      Donna Flor? Sì, credo che il fatto di non conoscersi accada anche nella vita reale, e chissà quante donne avrebbero amato e amerebbero essere valorizzate dal proprio compagno!

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  6. Secondo me la donna non deve mai annullarsi per nessuno, tantomeno per il marito.
    E’ moglie, ma è sempre una donna!!!
    La femminilità non va mai persa. Chiaramente non si può essere sempre perfette, truccate e super mega depilate… e agli uomini dovrebbe star bene anche questo…
    Cara ti aspetto nel mio ultimo post…
    Un bacione!!!
    Luna

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  7. Tantissimi anni fa ho visto alla televisione una commedia inglese degli anni cinquanta. Si intitolava “L’amante”. La scena si apriva su una coppia della buona borghesia seduta a pranzo, gente colta, elegante, di gusti raffinati. Quando lui esce per tornare al lavoro lei gli dice: “Non tornare troppo presto, oggi, che viene lui”. Lui, un po’ sorpreso, replica: “Di nuovo? Così presto?” E lei: “Eh…” Lui esce e lei va a prepararsi: vestito provocantissimo, decisamente indecente, tacchi come trampoli, truccata come una puttana. E dopo un certo tempo suonano alla porta, lei apre e c’è… il marito, vestito da amante, ossia come un operaio, giubbotto di fustagno, berretto, tutto piuttosto grossolano, compresi i suoi modi. E come amanti si abbandonano a tutti quei giochi, a tutte quelle “trasgressioni” che una donna per bene mai e poi mai oserebbe e che un marito a modo mai e poi mai si permetterebbe di praticare con la propria moglie. Poi, non mi ricordo se in quell’incontro lì o in uno successivo, lui le annuncia che quello è l’ultimo incontro, che non verrà più, perché non se la sente di continuare a ingannare la moglie. Al che lei dice come sarebbe, tua moglie lo sa benissimo che hai un’amante. E lui: sì, però lei crede che sia una puttana, mentre tu sei una donna colta, raffinata, praticamente come lei, e dunque io la sto ingannando…
    Non racconto come va a finire per non guastare il piacere a chi eventualmente dovesse avere l’occasione di vederla, comunque è davvero un lavoro molto intelligente, basato proprio su quell’ipocrisia della divisione delle donne in donne per bene, da sposare e con cui praticare accoppiamenti castissimi – e decisamente poco gratificanti – e puttane, con cui godere tutto il godibile, e della difficoltà, anche per persone che hanno in sé entrambe le caratteristiche necessarie per una unione felice e appagante da tutti i punti di vista, di mescolare le due cose.

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    • In quella mezz’ora c’è lui che ammazza il tipo che ha violentato a otto anni la ragazza di cui lui è innamorato e che è tornato per ricattare la famiglia, un tizio che gli dà una valigia con trenta milioni di dollari da custodire, la ragazza che si sposa e poi va da lui e gli dice che preferisce morire piuttosto che tornare da suo marito, lui che decide di prendere la valigia coi trenta milioni di dollari e sputtanarseli tutti in un anno, dopodiché dovrà uccidersi (troppo lungo spiegare perché) e tu pensi che se li voglia sputtanare scappando con la ragazza amata e che a quanto pare anche lei lo ama e invece no, di lei non si parla più e lui si prende su una prostituta e le dà un milione di dollari al mese ma poi compaiono dei loschi figuri a cui la prostituta appartiene e lei si trancia un mignolo con un coltellaccio da cucina perché quello è il prezzo da pagare per riscattarsi dal suo proprietario. A questo punto ho deciso che poteva bastare…

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  8. Lancio una provocazione riportando – chiaramente con il suo consenso – delle osservazioni che mi ha fatto Bali via e-mail sul post, vediamo se i maschietti risponderanno cosa ne pensano.

    E da ieri sera che penso all’ultimo post da Diemme.
    Ma non so se scrivere o no (non serve che dici “dai!”). Anche perché poi non potrei seguire gli sviluppi, se sviluppi ci fossero.
    […].
    La cosa semplice è raccogliere, come penso di averti detto altre volte, la voce dei miei colleghi o delle persone in genere che conosco: gente comune.
    Non hai idea di quanto, da parte maschile, mi senta dire che ai tempi del fidanzamento lei, sì, che aveva trasporto nel fare all’amore e di quanto fosse lei a chiederlo, più o meno esplicitamente.
    Poi il matrimonio e tempo qualche mese i rubinetti si chiudono. Arriva un figlio e vengono definitivamente piombati.
    E l’uomo? Nove su dieci non ha il coraggio di trovare un’amante vera ed allora si limita alle fantasie ed ai racconti da bar. Oppure si dedica al calcio o a qualche hobby e diventa sì, latitante.
    La differenza sta nel fatto che un tempo, la donna-moglie “sottomessa” aveva solo i suoi mal di testa a “salvarla”, oggi comiciano le recriminazioni perché “è lui che non capisce…è lui che non è sensibile…è lui che…porta tutte le colpe del mondo”. Bè, piuttosto facile, no?
    Per contro sta crescendo una generazione dove “il darla” non è solo un fatto normale, ma un obbligo, un essere moderni.
    Si sono spostate le caratteristiche identirarie delle donne: dal fare i figli al fare sesso sfrenato.
    Insomma, tutto tranne ciò che potrebbe rappresentare la naturalità del gesto.
    Ah, dimenticavo: la donna sembra oggi riscoprire la propria sessualità ed il diritto a reclamarla quando “l’adorato” figlio/a sono cresciuti. Ormai verso i quaranta, più facilmente dopo, tornano ad essere seduttive e, in qualche caso, “trasgressive”. Ma gli interessi ricadono su altri uomini; il marito, se ancora c’è, è divenato noioso e scontato. Perché? Ma sempre per colpa del marito stesso, no?

    .

    Lancio la palla, poi risponderò anch’io, ho le mie obiezioni in merito!

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  9. mmmhhh stavo rileggendo e, cara Diemme, forse il mio scritto, con tutti i limiti e le “faziosità” che contiene, fa comunque da contraltare alla tua prima risposta data a Manuel sulla quale, per l’appunto, sollevo obiezioni.

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    • Io invece vorrei risponderti sul fatto che quando hanno un figlio le donne non hanno più voglia di fare sesso, ma ho bisogno di tempo per formulare la risposta che intendo io (non parlerò di me, a me non è capitato di avere marito e figlio contemporaneamente! 😛 ).

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    • @Bali, ti ha già risposto Luisa, e mi pare che una volta parlammo del film “Il padre di famiglia”, con Nino Manfredi. Per farla breve, capita che, quando nasce un figlio, il padre, anziché aiutare, si mette in fila per ricevere la sua quota di attenzioni, quasi fosse il primogenito e non il padre, e si lamenta di non riceverne. La madre, sola, sfiancata dalla fatica, non sostenuta e anzi, colpevolizzata, la sera, sotto le lenzuola, non ha nessuna voglia di far l’amore, e mi pare pure normale. Già la stanchezza, da sola, non alimenterebbe la voglia, se poi ci aggiungiamo il senso di solitudine, di abbandono, di mancanza di complicità, di peso delle responsabilità che sente gravare unicamente sulle sue spalle, il quadro è completo. E alla fine, quando questa donna che si è cresciuta i figli in completa solitudine, con sforzi anche fisici drammatici, ansie e responsabilità non condivise, ritorna a potersi riaffacciare alla vita, ti stupisci che l’atteggiamento nei confronti del marito sia: “Ma chi ti conosce?”. Considerando poi che spesso il marito, in mancanza delle attenzioni della moglie, si è fatto pure l’amante – più o meno duratura -, ti stupisce che la considerazione sia tra l’estraneo e il sozzo bubbone di un livido paonazzo?

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  10. Guardate che i tempi della Chiesa anti-sesso sono finiti da un pezzo! La Chiesa condanna l’adulterio e la promiscuità ma ho sentito anche sacerdoti parlare dell’importanza del sesso all’interno di una relazione coniugale. E’ nulla è vietato se gradito ad entrambi i coniugi.Purtroppo però ci sono uomini e donne che invece di curare il rapporto di coppia,si sentono gratificati dal cercare novità altrove. Ecco perché le unioni durano poco. Bisognerebbe far capire agli uomini che non si è più virili perché si hanno rapporti con più donne invece che uno (comprensivo di sesso e di sentimento) gratificante con la donna che si è scelta come compagna; e alle donne che la relazione si evolve con gli anni ma ci si può amare anche da vecchi; e che quindi la rinuncia al sesso non è né naturale né tanto meno virtuosa, e giustifica il tradimento del partner .

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    • @lilipi: ma dipende a che cosa è dovuta. Amarsi può significare pure non dire “lei non può” o “lui non può”, ma “noi non possiamo”.

      Anche qui, dovrei scrivere più a lungo ma ahimé oggi, tanto per cambiare, giornata dura!

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  11. Capisco. Ma penso che i momenti di “stanchezza” si possono superare se c’è la volontà di entrambi. E poi nella coppia si dovrebbe anche parlare(possibilmente con sincerità e senza offendere l’altro). Ti auguro che la seconda parte della tua giornata sia meno dura della prima.Ciao

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    • @lilipi: non ci sperare, la parte più dura dovrebbe cominciare proprio adesso!

      Che ti devo dire, una donna, nel parto del figlio, fu letteralmente squarciata. Per circa un anno non riuscì ad avere rapporti per il dolore e il marito… il marito, poverino, cosa poteva fare se non cercare altrove? La famiglia di lui diede il suo comportamento per scontato (che certe bestie mica vengono su per caso, troppo spesso sono l’immagine di chi li ha allevate!) e più che giustificato, mentre io penso: per mettere al mondo un figlio lei ha dovuto E essere squartata E stare in astinenza. A lui, al massimo, veniva chiesta solo la seconda cosa, credo ci potesse pure stare… (senza contare i poter usare un po’ di fantasia e di alternative, non ti pare?).

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  12. Non so se questo è il post giusto per questa segnalazione. Credo di sì. Si parla di un uomo che definirlo uomo è imbarazzante. Ne volevo scrivere un post ma i compiti da correggere non danno tregua. Questo è il link: http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2013/05/24/news/umilia-e-nasconde-la-moglie-perche-e-troppo-brutta-1.7118666

    Leggendo l’articolo mi è venuto il mal di stomaco e una gran voglia di spaccargli la faccia a quello str***o.

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    • @Marisa Moles: letto… e sì, a lui è da spaccarli la faccia, ma pure lei che lo sopportava! Come si può essere plagiati fino a quel punto? Eppure ne ho conosciuti, sai? Gli ultimi erano giusto due “professori”, lei laureata in lettere, lui in non so che cosa (ho conosciuto soltanto lei): insomma, non era una poveretta incolta, eppure quello che si lasciava fare non ne hai un’idea!

      Dopo avermene raccontate di tutti i colori, mi è venuta a dire tutta festosa che si sarebbero sposati: non l’ho mai più vista, mi chiedo se sia chiusa in qualche cantina, o a pezzi nel congelatore.

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  13. M’impiccio anche se non ho ne figli ne marito…
    Quando è nato il bambino, il papà cosa fa? aiuta come può, facendo qualcosa in casa e dando il cambio alla moglie nei limiti del possibile, o si limita a lamentarsi che lei non gli presta troppe attenzioni? Se nella cura del bambino intervengono entrambi, la stanchezza si divide, se tutto ricade sulle spalle della mamma, voglio vedere quale donna a fine giornata ha voglia di indossare il baby doll…Una commentatrice raccontò che quando rientrava a casa alle 7 di sera, e il marito invece rientrava alle 5, lui chiedeva beato cosa ci fosse per cena! 😯 , ma dico io, sei a casa da due ore, invece che stare svaccato sul divano, prova a fare qualcosa! e se ci fosse pure un bimbo da accudire? Nella mia testa in una famiglia si collabora, il figlio non è della donna, ma della coppia, si contribuisce come si può e magari rimane il tempo e la voglia di farsi le coccole. Prima di pretendere pensa a quello che dai diceva Irene Grandi…

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    • @Luisa: io, come ripeto, non ho vissuto l’esperienza di avere figlia e marito in contemporanea, però posso assicurarti che Attila non mi è stati di nessunissimo aiuto, anzi, e che mentre lui se la spassava in discoteca fino alle cinque di mattina e passava due sere a settimana a casa degli amici comuni a fare giochi di società, io mi raccomandavo di tenermi la bambina almeno un quarto d’ora per farmi fare una doccia, ottenendone un rifiuto. Me lo immagino come marito, a tornare dalla festa o dalla serata tra amici e volere la sua razione di “attenzioni”: no comment.

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  14. @Luisa, non so se qualcosa è cambiato ma ti assicuro che i miei colleghi si prendono grande cura dei loro figli. Fanno un lavoro che comincia alle 6 e 30 della mattina per avere più tempo per aiutare in casa.
    I bimbi sono letteralmente innamorati di loro e qualche volta mi vengono a trovare insieme.
    Quando sono più grandi io mi e gli chiedo come fanno perché girano sempre con l’agenda in testa: alle 15 Marco a calcio; alle 15.30 Simonetta a danza; cambio delle gomme all’auto (magari della moglie) poi via a prendere la carne che in quel posto è buona e costa poco e poi di nuovo il giro a riprendere i figli.
    La sera qualche lavoretto per risistemare casa.
    E’ vero che per quanto riguarda il mangiare più che affettare salame o prosciutto non riescono a fare (quasi tutti).
    Questo perché hanno una moglie che lavora o che fa i turni in ospedale.
    Su altre cose posso dire peste e corna del loro modo di pensare, ma riguardo ai figli mi sorprendono sempre, anche perché è un ruolo che assumono ben volentieri; mai sentiti lamentarsi.
    Questo succede dalle mie parti, in altri luoghi non so. E non voglio dire che tutti siano così, ma tanti, forse la maggioranza sì.

    Per certe cose esagerano, secondo me. Quando, sopratutto le figlie, entrano in età da discoteca o da uscite con le amiche (16-17 anni),diventano dei taxisti. Vengono chiamati ad ogni ora della notte anche solo per cambiare locale e le giovani donzelle non hanno ovviamente la patente.
    Ed io penso: poveri futuri mariti, sai di quelle cose “mi padre mi avrebbe fatto….” 🙂

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    • @Bali: mentre davo l’ultima risposta, citando Attila, mi è venuto in mente un particolare: anche lui oggi è al servizio della figlia, ma da quando è cresciuta e fa vita sociale: da bambina, nei momenti più duri, parto, allattamento, nido, sono stata completamente sola, e ti assicuro che questo l’allontana la coppia, e ci avrebbe allontanati anche se già non lo fossimo stati a prescindere.

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  15. Mi ricordo ancora quando un mio scolaro ha messo gli occhiali. Qualche giorno dopo incontro il padre e gli chiedo: “Come mai ha dovuto mettere gli occhiali?” Risposta: “Ah, non ne so niente, delle cose dei bambini si occupa mia moglie”. La quale moglie, per inciso, aveva un lavoro a tempo pieno, una casa grande e non aveva un aiuto domestico.

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    • Nulla di nuovo sotto il sole. Loro se ne vantano pure della loro capacità di concentrazione su una sola cosa (magari il calcio) mentre noi siamo sempre (ansiogene per loro) impegnate su quaranta attività ad incastro.

      (Io la parola di Bali non la metto in dubbio, ma dove stanno questi uomini di cui parla, che io non li ho mai incontrati? Ma non saranno solo balle che raccontano loro? O non saranno quelli che si sono sposati le belle ereditiere di cui mi parla spesso – dove sta lui hanno fatto tutti i soldi con il turismo, e spesso gli uomini si sono ben accasati con donne il cui padre fa come regalino al genero il fuoristrada and so on).

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    • Oops, non ho terminato il pensiero. dicevo, loro sono il giocattolino che i ricchi albergatori hanno comprato per le figlie, che comandano a bacchetta l’orsacchiotto di peluche, il cavalier servente che comunque viene tanto ben ricompensato di svolgere così bene il suo ruolo?

      Le mie amiche, sposate con figli, sono tutte donne molto sole. Al massimo lui ha fatto carriera, non le tradisce e porta un pacco di soldi a casa (parlo di quelle capitate bene naturalmente, che sono le mosche bianche).

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  16. Che volete che vi dica, può darsi che si vendano e facciano i bambolotti solo per una vita un po’ più agiata.
    O forse se in un posto diventa un modus vivendi la mentalità cambia e non ci si sente nella norma se si fa diversamente.
    Certo che è vita di provincia.
    Però, a me che vengo da fuori, e per di più dalla città, mi ha colpito l’estrema attenzione che si ha nei confronti delle figlie femmine che sono decisamente di più.
    I maschi? Via a lavorare e a portare i soldi a casa; le ragazze studiano, cercano buoni impieghi e sono molto coccolate.

    No, non credo che mentano, visto che sul lavoro si confrontano sui figli, sul loro star poco bene, sui problemi dell’asilo e così via.
    Ovvio che non è tutt’oro quel che luccica. La mentalità maschile, almeno nei confronti degli appartenenti allo stesso genere, è piuttosto machista, insomma “io ce l’ho più lungo” (parafrasando 🙂 ). Ma, tornando on topic, di sesso matrimoniale c’è carenza e spesso è la lei che dice no. Perché?
    A volte sembra perché più interessata ad altre cose, un po’ come dire “il figlio l’ho fatto. E ora che volete?”.
    E da parte maschile la risposta è guardare altrove. Ma adesso i figli non permettono più molti spazi di libertà.
    Insomma, non diamo sempre la colpa agli uomini. Il modo di stare in coppia forse è cambiato o sta cambiando, ma i modelli son sempre quelli vecchi.

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  17. ah, e in ogni caso non è che i maschietti e le famiglie che hanno alle spalle siano morti di fame, tutt’altro. E il discorso “ereditiera”, almeno per i locali, cade abbastanza.

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  18. Ce l’ho anch’io il mito del mio papà 😳 e non perchè sia stato particolarmente sensibile alle esigenze dei figli(per questo era all’antica ), lui è sempre stato un uomo senza fronzoli,ma per quanto fosse collaborativo in famiglia. Faceva i lavori che di solito fanno i maschi e non disdegnava dare una mano in quei lavori dei quali si occupano principalmente le donne. Collaborazione, ecco, questa parola mi piace :). Ed è una coppia che fra alti e bassi dura da oltre 50 anni. Se poi a fine giornata si concedessero “il premio” a me non è dato saperlo, spero per loro di si. Conosco anch’io uomini che si occupano dei figli solo dopo che le mogli li hanno abbondantemente supplicati e non mi pare giusto. Alcuni si sono disinteressati dei figli finchè questi non sono stati in grado di camminare autonomamente…pensate un po’ che clima in famiglia. Se un uomo della generazione di mio padre è riuscito ad essere presente perché non dovrebbero riuscirci uomini più giovani e, almeno apparentemente, dalle idee più aperte? Comunque conosco pure due cinquantenni che si danno da fare quanto possono e le mogli mi sembrano decisamente serene 🙂
    Mi sa che con questi uomini va a fortuna e non a zone geografiche…

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    • Io pure, ovviamente, ignoro cosa accadesse tra mio padre e mia madre quando, alla sera, chiudevano la porta della loro stanza, ma so per certo che mia madre non era certo più stanca di papà.

      Anche il mio di padre era uno che non si risparmiava, anche se in casa mia la suddivisione dei ruoli c’era eccome, e ricordo come mio padre, una volta che per non so quale motivo dovette lavare i piatti, serrò tutte le finestre perché si vergognava di farsi vedere (che tenerezza ora a ripensarci!).

      In compenso il pane a casa lo portava lui, quando era facile, quando era difficile, quando era impossibile. Le cose “grosse” dei figli erano a carico suo, era un suo problema se stavamo male, ed era anche soprattutto lui quello che giocava con noi.

      Ogni tanto ci chiedeva che scuola frequentavamo, in che classe studiavamo (ma è probabile che neanche mia madre sapesse la risposta), però quando siamo stati in ospedale, che fosse per un appendicite o per un infortunio, c’era sempre lui.

      Mia madre si sentiva protetta e, tra quelle braccia protettive, credo che una moglie il mal di testa non ce l’abbia (poi, la divisione tra “cose che fanno le mogli” e “cose che fanno le donnacce” non potrei giurare che, almeno nella teoria, non ci fosse: erano pur sempre altri tempi!)

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  19. Ho letto il tuo post ed anche quello che lo ha ispirato e ti confesso che mi sono piaciuti tutti e due, perché tutti e due molto reali. Aggiungo però che è più vero quello di Manuel, più sincero, noi donne, diciamolo, non siamo proprio delle sante, anzi ho conosciuto donne che di santo avevano ben poco, ma agli occhi del marito erano le donne più brave e fedeli del mondo!
    È ovvio, per fortuna, che non siamo tutte/i così 😉 esistono ancora, e penso molte, coppie affiatate e fedeli!
    Un bacio e buon fine settimana 🙂

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    • @Dupont: io credo che l’errore di base sia parlare di “donne” così e “uomini” colà: certo, radici culturali che incidono e inflenzano ce ne sono caratteristiche genetiche di genere pure, ma alla fine, presupponendo che ci siamo un po’ evoluti e che non obbediamo ciecamente a istinti e condizionamenti, è sempre la persona quella che sceglie e decide.

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  20. Comunque mia nonna, all’età di ottant’anni, ha confidato a mio padre che mio nonno la cercava ancora. E sembrava anche abbastanza compiaciuta. E d’altra parte se lui continuava a cercare vuol dire che la ricerca non doveva essere né infruttuosa, né insoddisfacente, no?

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    • @Barbara: ahahah, una signora, che ha fatto da badante a una coppia di anziani, mi raccontava che l’anziana signora si lamentava che il marito, a 87 anni, la cercava ancora, tutti i giorni, tutti tutti i santissimi giorni che Dio ha creato, e che lei non ce la faceva più, che aveva 82 anni e lui se ne doveva rendere conto. Oddio, non ci è dato però di sapere se tanta insistenza fosso semplicemente davanti a un diniego, e che se lei avesse invece acconsentito, forse non si sarebbe neanche ricordato cos’era che le aveva chiesto esattamente.

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  21. e se mai, a qualcuno gli dovesse venire l’idea di pensare che quelle sante e beate per uno, poi sono belle puttane per qualcun’altro… beh, è un piccolo suggerimento il mio, così, tanto per invitare questi marinai a pensare oltre, a guardarsi le spalle, perché, si sa, che certe cose funzionano bene se fatte in due, con reciproco impegno. Saluti!

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    • @germogliare: pure tu hai ragione, ma perché una dovrebbe essere un pezzo di legno per il marito e Messalina per l’amante? Forse perché si è sposata un uomo che non amava per altri motivi, e poi va cercando “le emozioni”?

      Non sempre è il marito quello che non ci sa prendere per il verso giusto: io credo che troppe donne – e forse anche troppi uomini – si sposaino per una “sistemazione”, ma poi il corpo dice quello che la bocca tace..

      Grazie della tua visita, e benvenuta! 🙂

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  22. La butto giù li senza pensarci troppo e generalizzare… Credo che la gran parte delle donne abbia incontrato uomini sbagliati e che alla fine di tutto la colpa sia di quegli uomini con una visione errata del sesso. Sante le mamme e le mogli.. quindi sesso estremo con le altre. Poi, come sempre, ci sono le donne nate sante, ma questo è un altro discorso.

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    • @lutring: bisogna vedere che intendi per “nate sante”: sante non significa frigide o prive di un sano o giusto desiderio fisico, non significa prive di fantasia, non significa incapaci di affidarsi al proprio uomo e percorrere con lui sentieri nuovi.

      Se poi tu per santa intendi qualche altra cosa… 😉

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  23. Mi scuso per non riuscire a leggere tutto, anche perché questo è un argomento che mi ha sempre interessato, in merito al quale non vedo che sia tutto come il post sembra premettere.
    Mi pare che quanto commentato da @LILIPI sia molto opportuno, condivido quanto esprime.
    Proprio qui mi è capitato di meravigliarmi positivamente che anche le donne rivendichino mancanza di attenzioni e lamentino di non riuscire più ad esercitare l’effetto seduttivo dei tempi migliori coi propri uomini, perché ho sempre avuto l’impressione che a loro andasse bene così.
    Ma poi non credo che gli uomini col tempo divengano puttanieri, anche se il “volume di affari” di quell’attività non sembra aver risentito crisi, perchè ci sarà anche ci si accontenta del poco o nulla (per me vale la seconda opzione) senza per questo mancare di rispetto alla donna che si è scelta, pur non condividendo l’abbassamento della saracinesca.
    Se una volta vedevo mal combinata l’unione di un uomo con una donna più giovane, ora un po’ mi son ricreduto, perché penso che l’uomo mantenga il desiderio più a lungo, mentre nella donna si affievolisce presto, ma non per le faccende di casa, i figli da accudire, o gli impegni che ci si può facilmente immaginare le assorbano: è così, dopo un po’ non ne vogliono più sentire!
    Mi piacerebbe capire cosa si potrebbe intendere così per par condicio, forse a becco asciutto entrambi? Anche se non giustificherò mai il tradimento, questo lo voglio precisare.
    Ci sarebbe molto altro da dire, ma è meglio che mi fermi qua!
    Ciao carissima @Diemme, un bacione e buona settimana!

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    • @Sergio: in ogni donna morigerata c’è una Messalina sotto mentite spoglie, che aspetta solo di essere portata alla luce: ammetto che non sia facile, perché sono donne che hanno bisogno di un contesto d’eccezione, ma insomma, ne vale la pena!

      E’ come scalare una montagna per avere una visione della natura che non potresti avere salendo sullo sgabello di casa, anche se pare che molti uomini più che quello non sembrano disposti a fare, o sapere che si possa fare.

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    • In un’altra vita forse troverò una di quelle che dici tu, per ora le mie scalate le ho provate, ma quando sembrava raggiunta la vetta, era come ritrovarsi al punto di partenza.
      Quando ci si riduce a piatire, è meglio mettersi il cuore in pace, anche perché forse non funzionerebbe nemmeno più!

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    • @Sergio: scommetto che se gliele dico io due parole a tua moglie si smuove: nulla infiamma più una donna del rischio di perdere il consorte che, perché troppo onesto, dà per scontato!

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    • Ma dai, potresti scoprire un lato nascosto di tua moglie inimmaginabile! Ti preparerebbe la stanza con luci soffuse e profumi afrodisiaci, inizierebbe con la danza dei sette veli, e poi inizierebbe con dei massaggi con oli profumati a partire dall’alluce a risalire su su su…

      E poi massaggio alla schiena, e dovrebbe stare a cavalcioni su di te per farlo bene, e poi giù giù giù…

      Il tutto con una bella musica tantrica di sottofondo:

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    • Ah ah, mi ricorda un tizio, che diceva che la moglie aveva talmente tanti strati di reggiseni, pancere, busti, sottobusti, maglie etc. che quando aveva finito di spogliarla non aveva più un’oncia di energia 😆

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    • NOn scendo più in dettaglio, siamo pur sempre in un blog. Consiglio una sana amante: insomma, tenere il piede in due staffe è una brutta cosa, ma quando la staffa sarebbe comunque una sola, il discorso potrebbe anche essere diverso!

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