Vengono qui a comandare

Ieri sono salita sull’autobus di corsa. Era il capolinea, ma era in partenza ed era tardi per riscendere quando ho realizzato che non c’era posto a sedere.

Due posti davanti a me, uno di fronte all’altro, occupati da una ragazza italiana e da un ragazzo di pelle scura.

Una signora, in piedi, una faccia torva, indica il ragazzetto e con un’espressione arcigna pronuncia l’insopportabile frase “Vengono qui a comandare”.

Ora, che il ragazzo potesse essere un maleducato, ci siamo, ma che c’entrava buttarla sul fatto che fosse straniero? Io vivo sui mezzi pubblici e, francamente, tutti questi italiani che si precipitano ad alzarsi non li vedo!

E poi, io non pretendo mai, perché che ne so se uno ha qualche problema? Anche i giovani possono avere un ginocchio operato, una caviglia gonfia, o venire da un turno di lavoro di 24 ore in un cantiere!

Ma lei niente, attacca la pippa contro gli extracomunitari; io le dico chiaro e tondo che con me questi discorsi non li deve fare perché io gli stranieri li difendo: non l’avessi mai detto! Non solo non mi ha rivolto più la parola, ma ha incominciato a lanciarmi occhiate cariche d’odio, peggio della Lobot (per i neofiti, la mia mancata suocera, mamma di Attila).

Poi finalmente i posti si sono liberati e ci siamo sedute, l’una di fronte all’altra. Lei continuava a tenere girata la faccia dall’altra parte, evitando d’incrociare il mio sguardo. C’erano accanto a noi due donne straniere, una dell’est e una, presumibilmente, delle Filippine o dintorni. Le guardava con lo sguardo carico d’odio, era a un passo da avere la schiuma alla bocca (le due donne se ne stavano lì tranquille tranquille, in piedi, aspettando probabilmente solo di arrivare a casa dopo una giornata di lavoro).

Ecco, guardavo quella donna e pensavo che se un giorno arrivasse qualcuno, chiunque, a dirle: “Ti libero da questi individui” lei plaudirebbe, e che sarebbe ben lieta che un giorno qualcuno se li caricasse tutti su un camion, o un treno, e li portasse via, ovunque.

E ho avuto paura.

PS: il video guardatelo, non l’ho messo per caso…

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72 thoughts on “Vengono qui a comandare

  1. E’ vero, sta montando un profondo odio per ‘l’altro da noi’. Ed ho la sensazione che tra non molto non si guarderà solo allo ‘straniero’ ma anche a chi vive a Centocelle o al Laurentino (cito a caso).
    Anche io ho paura.

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    • @pani: hai detto proprio bene! E poi, magari, quella povera disgraziata che si adatta a fare la badante a una vecchia megera come quella al suo paese ha pure due lauree… quante volte succede!

      Ma magari, si lascerà pulire, curare e imboccare continuando a odiarla.

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    • @Warp9: sì, decisamente brutta, e neanche vedo soluzione. La ristrettezza mentale, il pregiudizio, sono mali atavici dell’umanità, endemici.

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  2. E’ un classico, trovare persone che chiedono (pretendono) ‘rispetto’, ma non ne danno … E purtroppo, mi spiace dirlo (perchè dovrebbero essere di esempio), ma sono le persone più adulte ad essere più intolleranti e irrispettose!

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    • @Lilla: beh, se per più adulte intendiamo di un’altra generazione, con meno cultura, magari questo lascia pure uno spiraglio alla speranza, ma non saprei dirti.

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    • @larosaviola: io le avrei fatto un’iniezione di sale in zucca, unita a un bel bagno di verità. Poi l’avrei mandata all’estero, in condizioni di necessità, così, tanto per vedere come se la sarebbe cavata.

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  3. Attenzione: ormai avere la pelle scura o gli occhi a mandorla non sono necessariamente segni distintivi dello “straniero”. Molti sono, infatti, i figli adottivi che si avviano verso i 30 anni e i cinesi che risiedono in Italia appartengono, per la maggior parte, alla terza generazione. Aprono la bocca e parlano come noi, con la stessa cadenza locale di tutti (o quasi … io non ho una particolare cadenza!) e ci lasciano spiazzati, è vero. Etichettare lo “straniero” a questo modo non ha senso. La maleducazione non ha carta d’identità né passaporto. Sull’autobus trovo, invece, che la maleducazione vada di pari passo con l’arroganza, come nel caso descritto. L’arroganza degli Italiani, intendo.

    Anch’io non sopporto questo genere di discorsi e ha ragione larosaviola: sei stata fin troppo paziente e ti sei comportata da vera signora ignorando la tizia in questione.

    Il film l’ho visto tutto, con la scuola, quand’è uscito. Terribile e nello stesso tempo meraviglioso. Perché il solo fatto che qualcuno abbia potuto raccontare l’orrore vissuto è un regalo. Di Dio, se ci credi.

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    • In Dio ci credo, ma non credo che i sopravvissuti giudichino questo un dono.

      Probabilmente il loro compito era quello di testimoniare, di raccontare, ma di fronte a scene come quelle di ieri, a che è servito?

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    • E’ la vita, cara Diemme. L’uomo ha fatto le leggi eppure i criminali non mancano, ha costruito scuole eppure gli ignoranti non mancano. Dio ha detto: “ama il prossimo tuo come te stesso” eppure gli stronzi non mancano. 😦

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  4. Penso che la Signora dovrebbe vivere nella città in cui mi trovo ora, dove la multiculturalità è la regola… una città che annovera un quartiere che ha il nome di un quartiere di Kinshasa (e la maggior parte della popolazione di quel quartiere è di origine congolese), una città in cui il nome più diffuso per i neonati è Mohammed e dove la religione ufficiale è quella cattolica (credo…).
    Pensa che di fronte casa mia c’è un ristorante vietnamita e un negozio di prodotti alimentari polacchi, nella strada del mio ufficio c’é una discreta comunità ebraica accanto ad una chiesa ortodossa russa…
    eppure, sono nel cuore pulsante dell’Europa, dove nessuno è straniero…
    ecco, probabilmente, una full immersion tra persone davvero “miste” non sarebbe male…

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    • E non sappiamo ancora quale sia questa città… 😉

      Caro Kalos, tu continui a tenermi sulle spine, ma mi hai comunque fatto un bel regalo venendomi a trovare.

      Tornando alla città misteriosa dello stato misterioso, io credo nella multiculturalità, e nella ricchezza che viene dalla libera circolazione di uomini e idee.

      Se poi, come sostengono vecchietta e dintorni, ci sono dei delinquenti, vengano arrestati, processati e sbattuti in galera, ma in quanto delinquenti, non in quanto stranieri!

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  5. Il razzismo è un serpente velenoso sempre strisciante, specie nelle generazioni meno giovani. In Italia c’è verso gli stranieri e verso gli stessi italiani e si manifesta in mille sfumature. Il sig. maroni, ad es non si è vergognato di dire in tv, nel 2013, che il nord viene prima di tutto. E molti italiani non si sono vergognati di votare Lega Nord…quindi figurati se ci sorprendiamo del “giudizio” della tizia del bus. E’ vergognoso.
    Tu, invece, sei stata da esempio per quella ineducata di italiana.
    ciao

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    • Ma non penso che abbia colto l’esempio né tantomeno che lo seguirà. Per lei, anzi, sono sicuramente una colpevole dello stato di degrado in cui versa l’Italia.

      Io vedo l’ucraina sopra a me, che ha lasciato i figli al suo paese, che deve scegliere se vederli o dar loro da mangiare: è una cosa terribile, e non basta questo sacrificio che deve fare, per me inumano: oltre alla lontananza, oltre al lavoro duro (perché, insomma, pure fare la badante, la donna delle pulizia o babysitter H24 non è che non una fatica da poco) si deve beccare pure il disprezzo e il rifiuto!

      Le lagrime degli emigranti dovrebbero pesare sulla coscienza di noi tutti. Noi tutti dovremmo ogni tanto chiudere gli occhi e pensare di non essere nati nel paese giusto nell’epoca giusta, ma di essere nati in un paese in difficoltà, e non avere di che sfamare i nostri figli. Subire guerre, dittature, carestie, e tentare di cambiare vita, a costo di rischiarla la nostra vita, a costo di fatica e bocconi amari.

      Dover rinunciare ai nostri figli per poter dare loro da mangiare, e a Natale vedere i bambini altrui, festosi, che aprono i regali sotto l’albero, e non vedere i nostri, che se ne stanno soli laggiù, o lassù, senza mamma, molto probabilmente pure senza regali, ma forse con un pasto a tavola.

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    • @laGattaGennara: lo sappiamo come vengono date le notizie. Se un crimine viene commesso da un italiano, è Mario Rossi ad aver commesso il reato, ma se lo fa lo straniero è un rumeno, un marocchino etc. dando l’idea che qui sbarchino orde di criminali che si riversano sulle nostre strade e nelle nostre case. Indubbiamente la gente disperata è facile preda della criminalità (nostrana), ma non credo che gente come la signora in questione faccia questi distinguo.

      Addirittura sentivo una persona che accusava gli stranieri che per colpa loro i lavoratori italiani stanno perdendo tutti i loro diritti, perché sono disposti a farsi sfruttare per quattro soldi. Questo magari è pure vero, ma non capisco perché la colpa venga attribuita allo sfruttato e non allo sfruttatore.

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    • @dallacollinaguardosotto: io non parlerei di “paura” del diverso, perché di quella ce ne potremmo pure infischiare. Qui si tratta di odio per il diverso, di demonizzazione del diverso, è questo che poi sfocia in episodi di violenza e aggressione nei confronti degli stranieri, non la paura.

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    • @dupont: gran brutta bestia la stupidità.

      Vorrei dire che io non intendo dire che si debbano aprire le porta al mondo dicendo “Venite, invadete, servitevi di tutto quello che volete”, so bene che l’immigrazione incontrollata è un problema, al momento ingestito e chissà, forse pure ingestibile, ma se l’immigrazione ha creato dei problemi, affrontiamo quei problemi, senza accuse insensate, odi immotivati ma non per questo meno pericolosi.

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  6. Sarò maligna, ma dai pochi commenti che ci sono mi sa che c’è qualcuno d’accordo con la signora, e che preferisce passare il turno per non camminare su un terreno minato…

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    • La stupidità, e un’arrogante pretesa di possesso del territorio, sono mali congeniti dell’umanità. Quello che mi consola è che a un grande Male si contrappone sempre un grande bene, e ci sono tanti che danno prova di accoglienza, umanità, apertura mentale, coerenza.

      Chiaramente, quelli che si calano le braghe per paura di passare per razzisti, e veramente danno carta bianca a chi potrebbe distruggere la nostra civiltà millenaria, li sopporto ancor meno dei razzisti. Immigrati uguali a tutti gli altri sì, diritti superiori, prego comandate voi, queste sono le chiavi di casa mia, non mi pare proprio il caso eppure… tante volte, ai livelli alti, pare che non si possa fare a meno di appartenere ai due estremi, o col fucile in mano o piegati a novanta gradi con le brache calate.

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  7. Un gattone randagio, con un occhio solo e la coda mozza, camminava
    nella notte con aria da vecchio viveur.
    – Scusi, signore, – gli chiesi – cos’è oggi il diavolo?
    – Il diavolo – rispose lui – è la paura. Numeri, statistiche, sondaggi,
    immagini. Croccantini di paura, tre scatole al giorno. E poiché
    solo la paura tiene insieme voi umani, il diavolo è la vostra ragione
    di vivere e il vostro futuro.
    – E il vecchio caprone?
    – Liquidato – disse il gatto. – Un piccolo calo a Wall Street fa
    più paura di mille diavoli. Anzi, mi hanno detto che l’Inferno è per
    metà della Microsoft.
    Rise a zanne spalancate e sparì con un balzo.

    – Stefano Benni, La grammatica di Dio, 2007 –

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    • @ohmaridarling: giudicano questa mia presa di posizione dicendo che sottovaluto i razzisti. Io non li sottovaluto affatto, sono un pericolo reale che nel corso della storia ha provocato centinaia di milioni di morti, e morti crudeli, ma sempre dementi rimangono.

      Anche se sono esimi medici col pedigree che fanno sofisticati esperimenti… sempre pazzi furiosi rimangono, anzi, più grande è la loro genialità, più cammina al galoppo la loro follia.

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    • PS: qualcuno mi obietterà che demenza e follia sono cose diverse: io intendo dire che un razzista non è mai sano di mente, in una forma o in un’altra.

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    • È un discorso difficile perchè la convivenza non è semplice. C’è del buono e del cattivo in tutti noi. Abitudini, idee a volte non conciliabili. L’odio non lo concepisco e chi ha voglia di lavorare per me è il benvenuto. Ognuno pur nella propria cultura ma nel rispetto assoluto delle leggi in comune. Non mi sognerei mai di passare davanti ad una fila composta da stranieri. Chi lo fa è esecrabile e anche pericoloso.

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    • @ohmarydarling: oggi salgo sull’autobus (come già detto, sugli autobus ci vivo). Era pieno, e c’era un sedile occupato solo da un grosso zaino. Di fronte, il presumibile proprietario dello zaino, una brutta faccia, brutta brutta brutta faccia di bodrillone zotico.

      Avrei voluto chiedergli di rimuovere lo zaino, ma al momento non mi andava di litigare, soprattutto perché non ero armata (che se le armi qua fossero fruibili come negli Stati Uniti, vi giuro che io a quest’ora starei scontando trenta ergastoli a furia di carneficine).

      Un paio di fermate dopo una signora vede il posto occupato dallo zaino e comincia a chiedere di chi sia. Lo zotico, con marcato accento romanesco-borgataro risponde “Mo’ aspetti!”.

      A questo punto zitta non mi ci riesco a stare ed esclamo, con voce stentorea e decisa perché ci tenevo che mi sentisse “Ci ribatte pure di cassa!”.

      Allora quello – ma solo perché doveva scendere – prende la sua roba e rivolto alla signora (una signora scicchettosissima, elegante e ben educata) impreca: “Ecco, mo’ te pòi accampa, brutta troia zoccola pompinara bocchinara, vaffanculo!”, e scende prima che chiunque possa reagire.

      E allora io, che zitta non ci so stare e memore dell’episodio del giorno prima, mi rivolgo agli astanti e dico: “Ecco, quando vi scagliate contro gli extracomunitari ricordatevi pure queste di scene!”.

      Ecco, la signora di ieri auspicava la polizia sugli autobus (per buttare dai finestrini gli stranieri?), io, oggi, pure: per prendere certa gente, chiuderla in qualche istituto di rieducazione e buttare via la chiave.

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    • @Diemme: un vostro concittadino, tale Ettore Petrolini, durante uno spettacolo venne interrotto molte volte dai fischi di uno spettatore probabilmente sgarbato.
      In quell’episodio disse questa frase che diventò famosa:” Io nun ce l’ho cò te ma cò quelli che te stanno vicino e nun t’hanno buttato de sotto.”.
      Credo che ricalchi perfettamente lo stato delle cose.
      Probabilmente quel ragazzo era zotico nel DNA, ma molto hanno fatto parenti e amici per far sì che lo diventasse.

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    • @Warp9:: secondo me non era neanche tanto normale. E’ la prima volta che vedo una scena così, anzi la seconda: un’altra volta che ho assistito a un’esplosione del genere in effetti era uno straniero, che continuava a ripetere che lui era arabo e guai a toccarlo, ma per amor di verità io sono salita sull’autobus a discussione già iniziata, quindi non posso pronunciarmi su cosa abbia acceso la miccia).

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    • @Warp9: pretende pure di avere ragione! Credo che derivi da un qualche episodio per dire “Non ha pagato e non gli basta, pretende pure il resto!”, per intendere che non solo non ha pagato, ci vuole pure dei soldi indietro. Per estensione, si dice di qualcuno che non solo ha torto e vuole ragione, ma la pretende a brutto muso.

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    • @Ohmarydarlingblog: e infatti il discorso culturale è un discorso nel quale invece credo, non per niente ce l’ho con gli zingari ma, quando ho saputo che una carissima signora con cui intrattenevo rapporti di grande empatia e cordialità era di origine Rom non ho minimamente cambiato opinione su di lei: era, per quello che ho potuto constatare, una persona onesta e una bravissima madre.

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    • Ci mancherebbe, però il pregiudizio rimane. Rimasi molto sorpresa nel vedere genitori e figli rom giocare assieme mentre aspettavano la prossima metro per fare il loro spettacolino. Sembravano felici. Ero io che avevo sempre capito male

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    • @Ohmarydarlingblog: il “pre”giudizio è cosa buona e giusta, quando è un giudizio preliminare, nato da informazioni ed esperienza, suscettibile di aggiustamento e modifica al momento del confronto della realtà.

      In un certo luogo è sempre caldo? Nella mia valigia metterò abiti leggeri, mi pare chiaro, ma prudenza insegna a mettere anche un golfino, perché non si sa mai… Viceversa, se è sempre freddo, pioggia e vento, metti anche qualcosa di leggero, perché potrebbe pure splendere il solleone.

      Insomma, avere un giudizio di massima è un conto, rimanerci ancorati rigidamente a dispetto di qualsiasi realtà, quello è il pregiudizio nella sua accezione più negativa.

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    • @ohmarydarlingblog: a volte le persone si tengono stretta la loro idea come la coperta di Linus. L’idea preconfezionata dà loro una sicurezza che di per sé, soli, non avrebbero mai.

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  8. Quella “signora” si è dimostrata razzista,maleducata e idiota;e magari si ritiene una buona cristiana perché va a messa la domenica ecc.Spero che papa Francesco si impegni a convertirci anche su questo. Tu hai dato la tua testimonianza,in modo molto civile. Brava! Magari non sarà servita a far riflettere la “signora”,ma chi può dirlo? Se lo facessimo tutti, forse le cose migliorerebbero! Ma molti o sotto sotto condividono certe idee o sono troppo vigliacchi per contrastarle. E si tratta di peccati di “omissione”,non meno gravi di altri.
    N. B.Mi permetto questi “riferimenti religiosi”non per fare la “maestrina”, ma perché so che tu condividi questi valori. Buon fine settimana!

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    • @lilipi: l’omissione è un peccato gravissimo. Come ebbe a dire il buon Einstein, “Il mondo è quel disastro che vedete non tanto per i guai combinati dai malfattori, quanto per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.”

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  9. Anni fa, dopo essere stata borseggiata in autobus (e pensare che l’avevo notato, quello con quella brutta faccia, ma mi sembrava brutto stringermi addosso la borsa…) sono andata a comprarmi una di quelle borsine piccole e piatte da portare appese al collo sotto la giacca. E il negoziante fa: “Ah fa benissimo, perché qua ormai gira di tutto: negri, drogati…” Dico: “Beh, a me a dire la verità di essere derubata da un negro non è mai capitato”. Dice: “No, ma faccio per dire, qua gira di tutto, negri, drogati…” Vabbè, abbiamo capito. Quanto alla signora dell’autobus, direi che più che altro è vittima di un cortocircuito mentale. Perché quelli che vengono qua e ti menano se ti vedono mangiare a ramadan, che nelle moschee fanno scuola di terrorismo, che tengono le figlie segregate in casa per impedirgli di integrarsi e aspettano solo di diventare abbastanza numerosi per imporre la sharia, con le buone o con le cattive, ci sono, ed è un dato di fatto. Poi ci sono tutti gli altri, che con tutta questa faccenda non hanno niente a che fare, o che addirittura ne sono le vittime. Ma alla signora basta vedere una faccia poco nostrana per avere il riflesso del cane di Pavlov: scatta il cortocircuito e saltano i tappi. Magari potrebbe essere una buona idea darle un gran pestone a un piede, sperando che abbia anche qualche callo, e dire: io sono bianca e italiana: vede come sono cattiva?

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    • @blogdibarbara: che dirti, concordo totalmente, su tutto (e temo l’eurabia, ah se la temo!).

      Sull’ultima cosa però no, non posso farla. Sono bianca, sono italiana, ma sono ebrea (e quindi probabilmente, secondo lei, neanche tanto italiana): se le pesto il piede dimostro la sua tesi anziché invalidarla 😉

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  10. Sono anni e anni e anni che si sta costruendo il consenso sulla paura, e che invece di educare alla comprensione e alla integrazione si suggerisce il disprezzo e la paura dell’altro.
    Ci si aspetterebbe che la rapida diffusione della conoscenza e dei mezzi di informazione di massa potesse permettere di superare questi pregiudizi, ma evidentemente non è così.

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  11. Il nazismo è nato soprattutto cavalcando il disagio e l’odio per il diverso nella Germania dell’epoca, uscita da una guerra e che si trovava in una grande e grave crisi economica, ecc., e dove quindi le idee nazional-socialiste han trovato terreno fertile…

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  12. Esterofobia.
    Non credo che questo sia un argomento molto semplice da trattare. Non credo neanche che il torto stia da una parte sola. Cercherò di spiegare il mio pensiero (se ci riesco). Facciamo un esempio: se un malato di mente commette un reato grave, come l’omicidio, non viene arrestato e messo in un penitenziario, perché in realtà non è colpevole delle sue azioni. Quell’individuo va curato.
    Ora qual è l’origine della esterofobia?
    Il fenomeno è di tipo culturale. Ancora oggi esistono in Italia degli “analfabeti” o, come spesso essi stessi si definiscono “alfabeti”, non comprendendo il significato del prefisso “ana”. Gli analfabeti si vergognano della loro condizione, eppure noi non li deridiamo affatto né li consideriamo colpevoli del loro analfabetismo.
    I nostri figli down, o menomati in qualche loro parte fisica, o ritardati mentalmente non sono forse derisi dai loro compagni di scuola per la loro diversità? Sì che lo sono, e perché? Perché il diverso non lo vogliamo vicino, lo allontaniamo e per fare ciò ci alleiamo con altri sani come noi per rafforzarci nel nostro obiettivo di tenere lontano il diverso. Usiamo la psicologia di massa. Infatti c’è sempre uno che comincia a deridere e cerca proseliti, trovandoli molto presto.
    Se poi il diverso non è neanche dello stesso colore nostro, allora viene a mancare la possibilità di allontanarlo con la derisione e quindi ne abbiamo paura, ci terrorizza fino a farci pensare che sarebbe opportuno eliminarlo, sterminarlo.
    Dunque la “cultura”, anzi la “sub-cultura”, è la principale causa della esterofobia. Che se poi si trova una persona come Hitler (oggi una tale persona si chiamerebbe “populista”) capace (esattamente come il bambino che deride il suo compagno di scuola perché è diverso) di convincere molte persone o popoli interi ad avere paura di altri popoli e fa una crociata per un genocidio di massa, allora con costui, complice la sub-cultura intellettuale di chi l’ascolta, si arriva all’apoteosi dell’odio. E non è forse così che sono nate le “crociate” della “Santa Chiesa” contro i Mori? E non è forse così che Berlusconi, complice l’ignoranza della gente (oggi in Italia si contano certamente almeno dieci milioni di ignoranti “creduloni”, persone che a Roma chiamiamo “bocconi”, e i riferimenti a squallidi personaggi della omonima università è puramente casuale). Avremmo forse dovuto sterminare tutti gli austriaci e i tedeschi? No! Avremmo forse dovuto sterminare i 10 milioni di elettori “creduloni così facilmente “arruolati” da quell’orrido individuo? No! Abbiamo eliminato l’affabulatore Hitler. Non abbiamo ancora messo in condizione di non nuocere l’affabulatore Berlusconi. Non riusciremo mai a debellare l’ignoranza!!! Perché l’ignoranza è come un virus, si adegua, muta, si rafforza, cambia strategia, nasce come i funghi. Prima la scuola non era per tutti, ma solo per chi aveva la possibilità di studiare, e l’ignoranza era dilagante. Poi con il benessere la scuola è diventata accessibile a tutti, ma con il benessere nasce la corruzione, la necessità dell’uomo di avere sempre di più, di essere più in alto di altri, di dominare, e ritorna l’istinto bestiale della “bestia uomo”. E la corruzione fa ripiombare la gente nella miseria. E la gente povera ridiventa ignorante, perché affida a gente come Berlusconi (novello Hitler, ma almeno Hitler era sempre serio e non rideva mai) la propria miseria per un tozzo di pane che non gli verrà mai dato. La televisione è il suo mezzo per arringare i poveracci. Pensate alla trasmissione berlusconiana delle “Veline”. L’anticamera della prostituzione (tra le concorrenti venivano selezionate quelle da mandare nel bordello di Arcore) dove venivano spinte le fanciulle dai loro stessi genitori, con la raccomandazione di mettercela tutta per diventare un famoso personaggio televisivo. Sono da condannare le fanciulle? No! Sono da condannare i loro genitori? No! E’ da condannare la televisione? No! E’ da condannare l’uso improprio che di questo mezzo si fa. E’ da condannare chi “manipola” la gente.
    Gente orribile, come Berlusconi e come Maroni che aizzano la folla con la tecnica della psicologia di massa, andrebbe isolata dalla Società, perché la feriscono, la deturpano, la fanno ripiombare nell’ignoranza.
    Questo piccolo ragionamento, a volte sconclusionato, a volte non lineare, non è un discorso contro Berlusconi, ma trae lo spunto da questo miserabile individuo solo per affermare che la povera gente ha anche diritto di avere paura del diverso, ma sono la Società e la scuola di oggi le grandi malate. E i politici sono colpevoli di questo degrado verso l’ignoranza.

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    • @Giuseppe: io credo che la subcultura sia nell’animo umano: sono una dualista, lo sono sempre stata e probabilmente, sempre lo sarò e comunque sì, il razzista, l’ignorante che discrimina, è certamente meno colpevole di chi lo manipola, mantiene nell’ignoranza, istiga, cavalca l’onda.

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  13. Ciao carissima @Diemme, immagino che anche la mia opinione possa starci, sebbene sia difficile aggiungere considerazioni nuove a tutte quelle già fatte da altri.
    Io non la metto certo sul politico, dico solo, come è capitato pure a me esperienze del genere, che è importante non trasmettere alcuna condivisione, a chi si pronuncia in quella maniera.
    Far calare un gelido disprezzo, affinché anche il silenzio non possa essere letto come approvazione e quindi sostegno. Se ne siamo convinti dobbiamo prendere sempre posizione, subito, prima che l’ago della bilancia propenda per la loro tesi e che quelli che aspettano solo di vedere dove più tira l’aria si accodino al parere che sembra prevalere.
    A me è capitato in treno di intervenire e svergognare persone che lo meritavano, per constatare che anche chi sta zitto poi si fa coraggio e non ci si trova soli contro certa maleducazione.
    Ma la persona capirà poi, forse si farà peggio, ma almeno uno certe posizioni imparerà a tenersele e covarsele per se, senza cercare di far insano proselitismo, contando sulle inespresse bassezze!
    Un abbraccio e buona settimana, che non è neanche una settimana qualsiasi!

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    • @Sergio: certamente certi atteggiamenti vanno prima di tutto scoraggiati, ma secondo me non basta. Far arrivare forte e chiaro il messaggio che non condividiamo è doveroso, ma credo raramente sufficiente.

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    • @Warp9: bellissima, gli svizzeri ci rimproverano esattamente ciò che noi rimproveriamo agli immigrati: parafrasando qualcuno, ognuno è lo straniero di qualcun altro 😉

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    • @aquila: io ce la manderei un po’ al Nord la signora, in mano alla Lega… non credo sopravvivrebbe, ma forse imparerebbe cosa significa essere dall’altra parte!

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  14. Caro Sergio Baldin, immaginavo che sarei stato frainteso usando i nomi di politici. Ma credimi non era questo il senso del mio discorso. Non potevo non segnalare il fatto che la società che viviamo è ormai indirizzata (da molto tempo) verso lo scontro culturale: c’è chi induce la gente ad odiare i comunisti (dove sono poi questi comunisti), perché i comunisti sono DIVERSI, c’è chi induce la gente ad odiare gli extracomunitari perché sono DIVERSI. Questo mio non è un discorso di tipo POLITICO, ma di tipo S O C I A L E . Come si può pretendere di eliminare la esterofobia con questi chiari di luna??? Ripeto, non è un voler tirare in mezzo la politica, ma è un discorso il mio di tipo socio-culturale. Che se poi, parlando di certi individui mi vengono i conati, mbeh pazienza.

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    • Scusa @Giuseppe, ma non credo che l’intervento di Sergio si riferisse al tuo in qualche senso (peraltro non saprei neanche dirti se quando Sergio ha scritto il tuo fosse già stato approvato, e quindi l’abbia letto prima di scrivere), semmai ce lo potrà dire lui.

      Certo che il tuo discorso era di tipo sociale ma, secondo me, piuttosto utopistico: infatti mi pare di aver capito che, secondo te, l’ignoranza e il pregiudizio possono in qualche modo essere eliminati, mentre io sono rassegnata, anche se ritengo che si possano limitare molto.

      Io credo che il giudizio per categoria, preconfezionato, sia una grossa tentazione: bello, impacchettato, motivato, pronto all’uso senza il minimo sforzo; eh no, caro Giuseppe, secondo me tu pecchi di fiducia nell’umanità, perché sono convinta che un pregiudizio potrà al massimo essere scalzato da un altro!

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  15. Probabilmente non è che avevi capito male: semplicemente avevi visto alcune cose e non certe altre. I rom che rubano, che mandano i bambini a rubare e li picchiano selvaggiamente se non portano la cifra stabilita, che fanno sposare le figlie a dodici anni, che chiedono l’elemosina con figli piccolissimi esposti al freddo e ai gas di scarico, magari deformandogli le ossa per impietosire di più, non sono frutto di pregiudizio: esistono. Poi esistono gli altri, quelli che lavorano e pagano le tasse e mandano i figli a scuola. Ovviamente non sono visibili come i primi e non finiscono sui giornali, per cui è più difficile accorgersene, tutto qui.

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