La provocazione

Altro giro, altra bozza, però in questa due righe ce le scrivo.

Il video non dice gran che, la storia è persino vecchia, un no tav che provoca un carabiniere, insolentendolo, e il carabiniere che stoicamente abbozza la provocazione e non reagisce.

La provocazione. Ricordo vagamente l’idea che avevo per questo articolo quando ho linkato il video, poi l’episodio ve l’ho raccontato in altra occasione, e al momento sarà perduto tra i commenti.

Dunque, il figlio di una mia “amica”, di quelli della tradizione ateo-comunista-filopalestinese (generalmente è tutto un pacchetto) va con una ONG in quel di Gaza ufficialmente “a scopo conoscitivo”. Lo mettono – lui e gli altri, intortandoli con la spiegazione della manifestazione pacifica assolutamente simbolica – a tirar sassi all’esercito israeliano.

Dico, ma vi pare normale? Vi pare normale che un ragazzo vada, volontario, con un’organizzazione sedicente umanitaria, e venga messo in prima linea a provocare a sassate un esercito mediorientale armato fino ai denti?

Ma ‘sta gente lo deve ringraziare l’esercito israeliano che non risponde alle provocazioni, capisce la situazione e porta pazienza! Li vorrei proprio vedere, questi stessi ragazzi, a tirare sassi ai soldati di qualche altro stato, soprattutto quelli di zone limitrofe… 😯

Annunci

46 thoughts on “La provocazione

  1. Che dire, non so se provare pena o rabbia per ragazzi così, un pò come quelli che hanno partecipato a quella squallidissima cerimonia del funerale di Prospero Gallinari!
    Poi sarebbero anche i ragazzi impegnati, che se capita l’occasione vengono pure avviati in prima linea a devastare in qualche manifestazione: eroi da emulare per certi loro coetanei!
    E’ anche questa un’Italia nella quale non vorrei più abitare.
    Si, perchè è più facile che facciano notizia questi poveri disgraziati, che non tanti bravi giovani che si impegnano concretamente e non ideologicamente per chi ha bisogno!
    Ciao carissima @Diemme, ne hai ancora molti articoli conservati di riserva?
    Un abbraccione, buona giornata, qui nebbione, ma si sta alzando.

    Mi piace

    • @Sergio: il fatto è che questi ragazzi, soprattutto i più idealisti, sono spesso anche i più facili da manipolare. Il ragazzo si sarebbe dovuto almeno rendere conto che quanto gli veniva richiesto non era normale, era una manipolazione e una forzatura. Come gli ha detto sua madre, quella è una mentalità diversa dalla sua, una guerra lontana dai nostri modi di pensare, che lui erà andato la per conoscere e farsene un’opinione, non per agire come se questa opinione se la fosse fatta, e avesse preso una decisione, dopo lunga e oggettiva osservazione.

      Per quanto riguarda il fumerale di Prospero Gallinari, caliamo un velo pietoso: chi lo diceva “La giovinezza è una cosa talmente bella, che è un peccato che venga sprecata coi giovani”.

      Il mio appoggio, accanto al tuo, a quelli che offrono il loro contributo concreto per il miglioramento della società in cui vivono.

      Mi piace

  2. Sono d’accordo.
    Io dico sempre che i nostri “noqualcosa” hanno vita facile.
    Mi piacerebbe vederli andare a manifestare il loro “noqualcosa” magari in Iran o in Pakistan, ma lì mica ci vanno.
    Te lo vedi un black block a sfasciare vetrine in uno di quei paesi ?
    Tempo zero, lo pigliano e gli fanno passare la voglia.

    Mi piace

    • @Warp9: concordo completamente. Tra le altre cose, anch’io sarei una “no tav”, nel senso che non sono d’accordo a inquinare il pianeta per vivere sempre più velocemente, ma da lì a fare il “rompicoglioni perché sì” con le – peraltro innocenti – forze dell’ordine ce ne corre.

      Mi piace

    • Non so come mai, il tuo commento era andato a finire nello spam (meno male che controllo sempre, e non cancello mai a occhi chiusi). Sto leggendo l’articolo, non potrò finirlo a breve perché è molto lungo e oggi sono piuttosto impegnata, ma in linea di massima non sono per niente d’accordo, lo trovo superficiale e demagogico.

      Il progresso non è sempre un bene, spesso e volentieri è un’involuzione. Un mio amico mi faceva notare (anche se non ne avevo nessun bisogno perché la penso allo stesso modo), di come le macchine ci avrebbero dovuto far risparmiare tempo, e oggi siamo più strangolati dal tempo e più stressati che mai.

      Mi ricordo di un “tecnico” che disse a un letterato: “Con le belle lettere non si mandano i razzi sulla luna”, e l’uomo di lettere rispose: “E a che serve mandare i razzi sulla luna?”.

      Ora, non credere per questo che io sia contraria alle missioni spaziali, ma dimmi un beneficio portato all’umanità dai viaggi sulla Luna, a parte qualche morto e spese elevatissime, che avrebbero risolto molti dei probelmi di fame nel mondo. E poi, alcuni negano pure che ci sia mai stato allunaggio.

      Mi piace

    • @Diemme: magari era finito lì perché contiene un link.
      Non trovo l’articolo per niente demagogico, leggo da un po’ quel blog e so che l’autore non mira mai a guadagnarsi il favore dei lettori ma dice semplicemente quello che pensa.
      Non credo neanche sia superficiale, ma accetto che tu possa pensarla diversamente.

      Sul progresso in generale, non devi guardare le cose a breve termine ma a lunghissimo termine.
      La maggior parte delle cose che sembrano idiozie e perdite di tempo o di denaro, servono a gettare ponti per costruire e progettare altro.
      Esempio stupido: se i militari non avessero sviluppato il GPS, ora si andrebbe ancora in giro con le mappe di carta.
      Esempio per niente stupido: se i militari non avessero sviluppato il GPS, i localizzatori satellitari che individuano la gente sotto le slavine, non esisterebbero.
      Altro esempio per niente stupido: se i militari non avessero voluto una rete in grado di resistere a un conflitto nucleare senza collassare (ARPANET), ora la nostra beneamata Internet non esisterebbe (con tutti i pro e contro che ne derivano).
      Il progresso, come la maggior parte delle cose, non è nè un bene nè un male ma è neutro.
      Dipende dall’uso che ne fai.

      Per quanto riguarda lo sbarco sulla Luna, sappiamo benissimo tutti quanti che si è trattato di una corsa a chi sarebbe arrivato prima, una esibizione di muscoli in piena guerra fredda che servì esclusivamente come propaganda.
      Prova ne è il fatto che dopo quel periodo, nessuno si è mai più sognato di sbarcare sul nostro satellite un astronauta che è uno.
      Sul fatto che qualcuno metta in dubbio lo sbarco, beh… semplicemente sorrido.
      Se mettiamo in dubbio quello, allora si potrebbe mettere in dubbio qualunque cosa.
      Del resto, hai prove (da te eseguite) che la terra è rotonda ?
      No, ti fidi di gente che te lo dice.

      http://complottilunari.blogspot.it/2010/03/luna-si-ci-siamo-andati-faq.html

      Mi piace

    • @Warp9: no, un link solo non basta per farlo finire in spam: che dirti, ogni tanto ad Akismet gira così!

      Vedi Warp, a parte che quell’articolo non sono riuscita a finirlo di leggere perché sono dovuta scappare a casa, è che questo sparare a zero su tutto e tutti non mi piace. Il tizio ha il tono di quello che sa tutto lui mentre gli altri non capiscono un tubo (qualora non la pensino come lui), lui vede e gli altri sono ciechi. Poi, che il progresso sia sempre e comunque positivo, che il vecchio sia tutto da buttare, insomma, quello mi sa di facinoroso e non riesco a concordare.

      La piazza del paese è vuota perché tutti stanno in città? Magari nella piazza del paese si stava in serenità, e in città facciamo il pieno di Prozac per sopravvivere. Tutto questo tutto, tutto questo troppo, secondo me ci sta alienando, spersonalizzando, rubando l’anima. Ok, il tav, lasciamo stare l’analisi sicuramente corretta e oggettiva che ha fatto Barbara, ma pensiamo alla nostra ansia di correre, correre, correre, per fare che cosa? Per prenderti la moglie straniera perché con la ragazza della porta accanto, di tutte le porte accanto, hai fallito ogni forma di dialogo? Per abbandonare un paese anziché riformarlo? Chiarisco che non sono contro l’emigrazione o l’immigrazione, la spostarsi fa parte della natura umana, ma mi sa tanto di consumismo della vita questo “Non funziona, non riparo, non esamino, vado altrove, punto”. Non sto sostenendo ovviamente che il problema del consumismo esistenziale, anche volendolo riconoscere come problema, si risolva tornando alle carrozze trainate dai cavalli, ma forse vale la pena di fermarsi un attimo a pensare.

      Mi ricordo di quando Grillo (il Grillo che faceva il comico intendo, non il politico) parlava dei camion pieni di casse di acqua minerale, l’acqua del sud che andava al nord, l’acqua del nord che andava al sud, e tutto questo traffico di pullman che intasavano strade, autostrade, e ovviamente inquinavano, e alla fine della fiera uno aveva a tavola un’acqua che più o meno era quella che avrebbe avuto comunque.

      Non sono contro la tecnologia, non sono contro il progresso, chiaro che apprezzo la penicellina e il GPS, è il troppo che storpia, è il come che storpia, è la gente che muore da sola nonostante i mille “amici” su fb che ci dovrebbe far fermare a pensare al senso di tutto ciò, al nostro tempo che non esiste nonostante la tecnologia, alla gente che muore di fame e malattie nonostante i vaccini e i mezzi di trasporto velocissimi per far arrivare tutto il cibo che si vuole e i medicinali che si vogliono in tutto il mondo. Il progresso va gestito. Il progresso non può essere solo una macchina che fabbrica i soldi (per pochi) e schiaccia l’umanità: quello non è progresso, quello è un incubo, quello è davvero lo sterco di Satana.

      Oggi abbiamo le case riscaldate, ma la gente muore di freddo per la strada, oppure muore per l’eccesso di caldo, oggi ci sono mezzi di comunicazione che ti permettono di rimanere in contatto con tutto il mondo H24, e mai come adesso la gente è stata così sola.

      E’ per questo che ritengo quell’articolo superficiale, e il fatto che la gente abbandoni il paese per recarsi in città non significa che la città sia meglio, come il fatto che la gente ha abbandonato la cucina della Sora Maria per andare da Mac Donald non significa che il cibo di Mac Donald sia più sano, più nutriente, più particolare, più ricco…

      Mi piace

    • @Diemme: l’andare in città è preso come esempio.
      Il succo del discorso era il fatto che a un sacco di gente, tutto ‘sto bailamme intorno alla Val di Susa fa comodo e sono interessati a fare in modo che continui.
      Sul progresso continuo a sostenere che fortuna che c’è, semmai il problema sta in chi esercita o sfrutta il progresso per il bene di pochi o non è illuminato quel che basta per far sì che sia alla portata di tutti.

      Mi piace

  3. Oh capperi … @Diè, un altro post ‘dejavù’ …. ehm …. della tua covata ‘calda calda’ ?!? 😯
    CHIOCCIONA !!! :mrgreen:
    Eh … la campana fà din don dan …. ed il gallo chicchirichì …. e Tu … ehm … te ne stai a covare ?!?

    😛

    Ps. E non stare a dirmi che, in ufficio, non lo puoi sentire, eh ??? Questa canzone è una sveglia …. e la devi sentire in casa quando te ne stai pigramente a covare post ! :mrgreen:

    Mi piace

  4. La provocazione, in quanto tale, richiede più capacità verbale, che forza bruta, questa è becera maleducazione! Forse certi conflitti sono ancora irrisolti proprio perchè lanciamo pietre invece che dialogare.

    Mi piace

    • @Monique: anche “provocazione” è un termine che dovremmo definire: nell’accezione che stiamo esaminando qui è solo negativa, e se non fa uso della forza bruta comunque vuole provocarla, il che è pure vile.

      Mi piace

  5. Chissà che gusto ci provano nel provocare gli altri anche quando gli altri non c’entrano niente coi propri guai. Il tizio che diceva “pecorella” al giovane poliziotto provocava per farsele suonare davanti le telecamere e fare la vittima davanti a tutta Italia…o forse per il piacere di menare le mani.Allora, ci sono sport in cui picchiarsi va bene, ma si devono seguire delle regole e questo forse fa perdere il gusto.Ma quanta forza di volontà ci vuole per resistere a chi cerca il “sangue” a tutti i costi?
    Se quel ragazzo figlio della tua amica, fosse stato mio fratello, al rientro a casa si sarebbe beccato una sana strigliata da parte di mio padre, e questo non perchè lui avrebbe fatto chissà quali riflessioni, ma solo perchè non si tirano pietre a chi non te le sta tirando. Legittima difesa si, offesa no.

    Mi piace

    • @Luisa: “provocava per farsele suonare davanti le telecamere e fare la vittima davanti a tutta Italia…”: appunto.

      Invece “altrove” operano su scala più vasta, e le vittime le vogliono fare davanti a tutto il mondo (hai visto il video proposto da Barbara? I ragazzini che vanno avanti a provocare, e le “mamme” dietro che filmano. Hai visto un uomo in giro tu?

      Recapitoliamo: da parte israeliana ci sono i soldati, da parte palestinese ci sono mamme che mandano avanti i figli e loro riprendono col telefonino, sperando magari che quei figli glieli corchino o peggio, tanto per fare lo scoop: còre de mamma!

      Mi piace

  6. Purtroppo non posso andare a leggere il post segnalato da warp perché ho il pc in coma ormai profondo (ha 10-12 minuti di autonomia, poi si blocca, e io devo sempre cercare di spegnere prima perché se no diventa sempre più problematica la ripartenza. Il nuovo, se tutto va bene, arriverà domani sera): so che gli articoli di Uriel sono sempre lunghi, e warp conferma che anche questo lo è. Devo comunque dire che tutti quelli che ho letto li ho sempre trovati documentati, razionali, precisi, profondi, intelligenti (quello su Odifreddi è un autentico capolavoro, oltre che un gioiello di ironia). Per quanto riguarda l’alta velocità, un paio d’anni fa mi è stata fatta percorrere la valle in cui dovrebbe correre, ed è un fatto che l’impatto ambientale sarebbe davvero modesto. Aggiungiamo che, calcolati i tempi di check-in, raggiungimento dell’aeroporto ecc., con l’alta velocità un Torino-Parigi diventa più conveniente farlo in treno che in aereo, che sicuramente inquina molto di più, e vediamo chiaramente che gli argomenti antitav diventano ancora meno consistenti. Se infine consideriamo che i professionisti del notav li troviamo regolarmente alle manifestazioni in cui si bruciano le bandiere israeliane e dovunque altro ci sia da bruciare, distruggere, devastare, diventa anche più chiaro quali siano le loro vere motivazioni.

    Quanto al tema “provocazioni” credo che lo spettacolo più significativo si possa ammirare qui: http://elderofziyon.blogspot.it/2012/11/arab-media-enamored-with-staged-video.html

    Mi piace

    • @Barbara: ecco, io vorrei sapere cosa dicono quelle teste di beeeeep che dicono che gli israeliani fanno come i nazisti. Ve l’immaginate un ragazzino ad andare a provocare un nazista in quel modo? Secondo te sarebbe stato ammazzato sul colpo entro i primi tre secondi o l’avrebbbero portato in un lager, usato come cavia da laboratorio, buttato nei forni crematori? E invece là gli israeliani, giusto perché sono brutti e cattivi, gli mandano pure i carichi di aiuti umanitari (che continuo a chiedermi chi glielo fa fare, visto che comunque li fanno sempre passare per “il mostro”, “l’usurpatore”).

      Per quanto riguarda il tav, nulla va né idealizzato né demonizzato: poco impatto ambientale, e diminuzione dell’inquinamento rispetto all’aereo? E allora, perché no? L’importante è che le motivazioni siano queste, e non lo sfruttamente di persone e ambiente finalizzato al profitto personale, purché la gestione del progresso sia equilibrata e lo sviluppo sostenibile.

      Purché sia progresso, e non una gara a chi ce l’ha più duro, o un ulteriore e gratuito sfruttamento del pianeta Terra.

      Mi piace

  7. @Warp: era in un blog che non c’è più, però ho salvato il testo. Se mi scrivi all’account che trovi nel mio blog in modo da farmi avere la tua mail te lo mando (quando avrò il pc nuovo e avrò il tempo di cercare le cose senza rischiare di restare col sedere per terra).

    Mi piace

  8. Non solo i nazisti: di fronte a qualunque soldato di qualunque esercito di qualunque stato democratico, possiamo immaginare cosa succederebbe. Nota che gli sbatacchiano anche le armi, che ovviamente hanno il colpo in canna; avrai notato il bambinetto che viene ripetutamente spinto da dietro contro il corpo del soldato, e una bambina che ad un certo momento viene spinta, e non per sbaglio, addirittura contro i genitali del militare (e il famoso pudore islamico?) E ne abbiamo a centinaia, di documenti di questo genere.

    Mi piace

    • Il fatto è che lo sanno benissimo di non rischiare niente.

      Ho letto il racconto di una tizia, un’altra invasata, che si vantava di una loro amica che era andata a cantargliele a quelli dell’esercito, che era una donna coraggiosa lei, che non aveva paura di niente! O forse, per l’appunto, era una che sapeva di non rischiare niente, o una vigliacca che sapeva bene che sono addestrati a non rispondere a provocazioni, o una che voleva magari proprio che rispondessero alle sue provocazioni, sempre per portare acqua al mulino della loro propaganda (moooolto surrettizia, giusto? 😉 ).

      Mi piace

  9. @Diemme: hai ragione, io la intendevo nel senso più fine del termine, per cui quella cui ci stiamo riferendo non la chiamavo provocazione, ma violenza e strumentalizzazione. Chi si lascia coinvolgere in questi atti non è evidentemente abituato ad interrogarsi su ciò che gli viene proposto, la violenza e la dittatura cercano proprio queste persone e il problema è che le trovano… Io credo che si possa impedire che ciò accada e penso, ad esempio, che il mio lavoro di insegnante dovrebbe avere questo scopo…purtroppo so di alunni che appena usciti dalle medie sono entrati in brutti giri e questo mi fa pensare che non è così lontana l’idea che certe persone si facciano coinvolgere in atti simili.

    Mi piace

  10. E chissà se si rendono conto di quanto sono grotteschi: tutto un gran blaterare su uno degli eserciti più potenti del mondo, atomica compresa, noti soprattutto per la loro crudeltà, ferocia, spietatezza… e poi si vantano di essere andati a sfidarli a mani nude e di avergli fatto vedere i sorci verdi!
    (P.S.: lei signora la deve smettere di andare in giro a seminare spiegazioni surrettizie sul significato della parola surrettizio: badi che la si controlla, sa!)

    Mi piace

    • @Barbara: infatti, basterebbe un po’ d’attenzione per capire chi sono, al di là di tutta la propaganda che fanno, a uso e consumo di gente quantomeno “distratta”.

      La loro verità è palesemente surrettizia.

      (eh, signora mia, che ci vuole fare, quella è un’abitudine, ma che dico, un morbo, la surrettizite acuta, causata dal bacillus surretitium, insensibile a sulfamidici, antibiotici, antimicotici… no, forse agli antimicotici no. 😉 ).

      Mi piace

  11. Sai, se ci fosse la voglia di usare gli occhi e la logica e un dodicesimo di neurone, la gente si accorgerebbe per esempio di queste cose qui
    http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2008/02/08/blackout_a_gaza.html
    e invece, anche se sono davanti agli occhi di tutti, pare proprio che queste lievi contraddizioni, questi leggeri sfasamenti non li veda nessuno.
    (Ma col bicarbonato hai provato? Guarda che fa miracoli, sai).

    Mi piace

    • @Barbara, guarda, ho del bicarbonato a casa, ma scaduto nel 2004, quindi surrettizio anche lui (perché sì, è innegabile che sia bicarbonato… 😉 ).

      Mi piace

  12. Sul ragazzo e sull’idiozia di certe “infatuazioni” siamo d’accordo… mi incuriosisce però l’essere NO-TAV (forse discutibile, ma legittimo) per difendere il pianeta dall’inquinamento. Cioè.. niente trasoprto su ferrovia e continuiamo con i TIR su gomma attraverso le Alpi? Mi sfugge qualcosa?

    Mi piace

    • @Signor Smith: forse le sfugge che non era questo il pensiero espresso, né avrei le competenze per stabilire il tasso d’inquinamento generato dai TAV sia in assoluto che relativamente ad altri mezzi di trasporto.

      Quello che volevo dire è che non è sano, per il pianeta e di conseguenza anche per noi, il di più a tutti i costi. Stiamo rendendo la Terra una discarica, abbiamo massacrato flora e fauna, aria ed acqua.

      Se questo è il prezzo per avere sempre l’ultimo modello di telefonino o per arrivare due ore prima da qualche parte, io non sono disposta a pagarlo. Spero di essermi spiegata meglio.

      Mi piace

  13. Ho già avuto occasione, ben più di una volta, di scrivere quello che penso relativamente ai provocatori da quattro soldi (per esempio qui http://aquilanonvedente.wordpress.com/2012/11/16/il-poliziotto-e-lo-studente/ ) e ho già avuto anche occasione di esprimere la mia sulla questione Israele – Palestina – ecc., che coincide soltanto in parte con la tua.
    Quello che vorrei costesemente contestare 😉 è quel tuo inusitato trittico “ateo-comunista-filopalestinese”.
    Anzitutto perché l’ateismo ha sempre avuto, e ha tuttora, una origine “borghese” e non certo comunista. Al di là di qualche sparata propagandistica dei leader di turno, le cosiddette “masse comuniste” erano lontane anni luce dall’ateismo. Si è visto e si vede in Italia, ma si è visto anche nei paesi comunisti, dopo il crollo dei loro regimi.
    In secondo luogo perché a legittimare i “filo” da una parte ci sono sempre altrettanti “filo” dall’altra. E un filo diventa un “anti” a seconda di come si colloca, e ovviamente c’avrà di fronte tanti altri “anti”, ecc.
    Io non mi sento né filo né anti, mi sento soltanto stanco di abitare in questo Paese di… 👿

    Mi piace

    • @Aquila: chiarisco il mio pensiero. Non intendevo in alcun modo dire (e su questo siamo d’accordo, ci scrivesti uno splendido post sulle facili deduzioni) che una delle tre caratteristiche elencate si porti dietro per forza le altre due, ma semplicemente che ci sono persone in cui vanno decisamente a braccetto, e il ragazzo di cui sto parlando, e soprattutto la di lui madre, appartengono alla categoria.

      Tra le altre cose, chi ha queste tre caratteristiche ne ha anche una 4°, che è l’essere a favore dell’aborto, e una 5°, essere contro la pena di morte. Ciò premesso, io non ho la più pallida idea di cosa pensi la mia amica sulla 194, semplicemente perché non ne abbiamo mai parlato. Non deduco, constato.

      Lei il trittico ce l’ha tutto. Altre persone con cui mi sono trovata a discutere, muro contro muro, senza possibilità d’intesa, pure.

      E certo che il filo di uno è l’anti dell’altro, mi pare lapalissiano. Oppure no: io per esempio non ce l’ho coi palestinesi, minimamente. Ce l’ho con quelli che vorrebbero che la mia gente sparisse dalla faccia della terra.
      Se sono finlandesi per me è lo stesso.

      Mi piace

  14. Mi impressionano le contraddizioni che compaiono in tanti discorsi e le conclusioni “facili” che si tramutano in giudizi “definitivi” a partire da informazioni con evidenza parziali.
    @diemme . Sui NO TAV : ho letto per intero l’articolo segnalato con link di certo Uriel Fanelli, emigrato in Germania, e ho controllato altre parti del suo blog. Un vero e proprio campionario di giudizi drastici che presumono di sapere tutto, un più che trasparente disprezzo per chi pensa diversamente. Il tutto ( nel merito del No TAV ) unito ad una macroscopica disinformazione sulla situazione dei trasporti in val di Susa, piegata a dimostrare la superiorità progressista dell’alta velocità. Una figura di personaggio singolare, orientato a destra ( con trasparenti simpatie nazi ) ma attento ai vantaggi della modernità e del progresso nello sviluppo di nuove tecnologie. In altre parole un soggetto emblematico, rappresentativo delle contraddizioni del nostro tempo. Un caso interessante da studiare e da capire. Ma ( per quello che interesserebbe qui discutere ( ? ) ) un esempio di come NON si dovrebbe ragionare ( o bianco o nero ) se lo scopo è la ricerca di strumenti per “capire”, prima di giudicare , qualsiasi fatto o situazione reale.

    Riguardo all’uso di esempi ( filmati ) specifici di “fatti”, da cui vengono tratte conclusioni generalizzanti, è esemplare ( in negativo ) il ragionamento che deduce dal comportamento del giovane che “sfida” il poliziotto un giudizio negativo su chi sostiene i No TAV e sulle ragioni obiettive dell’esistenza di un movimento che esiste da anni. Dove i due fatti vengono messi in relazione sulla base di un giudizio “di valore” , preesistente e non riferito al contesto del fatto valutato, giudizio che poi si sovrappone e si trasferisce all’intero movimento di protesta . Con il risultato di oscurare , ignorandole, le ragioni della protesta stessa in quel contesto, attribuendole però ad una non-comprensione ( = rifiuto ) dell’importanza dell’alta velocità da parte delle popolazioni locali.
    L’altro esempio è quello che coinvolge il giudizio sul rapporto Israele / Palestinesi, molto più complesso e pieno di implicazioni storiche, coinvolgenti sia per il “filo” che per l'”anti” , in forme tali da rendere praticamente impossibile la comprensione dei reciproci buoni motivi. Che esistono, eccome, da entrambe le parti, ma che possono facilmente essere oscurati proprio dalle ideologie identitarie di chi deve giudicarle. Mi spiego. Quando Diemme scrive ” (…) io per esempio non ce l’ho coi palestinesi, minimamente. Ce l’ho con quelli che vorrebbero che la mia gente sparisse dalla faccia della terra.” , esprime un pensiero molto radicato, che si può capire solo se detto da qualcuno che si identifica in una tradizione di un popolo – quello ebraico – ( “la mia gente” ) e che non può disgiungere questa identità dal diritto all’esistenza di uno Stato ( Israele ). E questo indipendentemente dal fatto che “non ce l’abbia” con la parte avversa, che potrebbe pure essere quella “dei finlandesi” senza che il problema cambi. Nell’esempio che è stato utilizzato qui ( i ragazzi palestinesi che tirano le pietre ai soldati israeliani, filmati dalle loro madri ) quel giudizio si traduce in una generalizzazione che attribuisce alla situazione dei Palestinesi una volontà di non riconoscere il diritto dell’esercito di Israele, disprezzandolo, Dove le ragioni dei Palestinesi sono ignorate, e quelle di Israele ritenute incomprese ( gli “aiuti umanitari” (?) di Israele calpestati …).
    Avendo ripreso in questi giorni a riproporre la discussione sull’esistenza della “zona grigia” ( vedi Primo Levi – I sommersi ed i salvati ) ( v. su http://www.ponterossonews.wordpress.com ), e ben sapendo quanto possa pesare in questo genere di discussioni l’esperienza della Shoà e dello sterminio operato dai nazisti, chiederei a Diemme di dirmi come si rapporta a , e quanto pesa questa tragica storia nel giudizio che lei esprime oggi sui Palestinesi. Per dire che , per certo, questa discussione la vorrei aprire e non chiudere con giudizi definitivi. ( …) Grazie.

    Mi piace

    • Gentile Ponterosso, non mi pare questa la sede adatta a sparare a zero contro il signor Uriel, che io non conosco, di cui non ho alcuna opinione, e che in questa blog, non sapendo di essere stato attaccato, magari non avrà neanche la possibilità venire a difendersi (sempre che gli interessi farlo). Ciò premesso, mi sono già espressa in merito al progresso e alla modernità a oltranza, non sempre forieri di vantaggi e benefici.

      Mi identifico nel popolo ebraico? Non ne ho alcun bisogno, sono più che sufficienti gli altri a identificarmici. In quello israeliano? Beh, sì, ma mi creda, è millantato credito, non ho le loro palle io, altrimenti starei lì e non qui.

      Ho letto e apprezzato il suo post sull’esistenza della zona grigia, non ho avuto però la possibilità di leggere i commenti (e neanche di vedere se ce ne fossero). Per le altre opinioni che mi chiede, le faccio presente che io non ho dato quest’impronta al mio blog, non intendo trasformarlo in sede di interminabili diatribe sull’argomento, che apporterebbero ben poco contributo alla causa, mentre toglierebbero a me quest’oasi di relax improntata a tutt’altro spirito.

      Mi piace

    • Eppure quello che a noi pare così ovvio per molti non lo è. Anche gli attentati terroristici in tutto il mondo, tutti di matrice islamica, e nei luoghi più innocenti, non spostano l’ago della bilancia nel’imaginario collettivo: il cattivone è Israele. Ma perché? Perché sì, lo sanno tutti! 👿

      Mi piace

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...