2013: fatti non fummo a viver come bruti…

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Cari amici,

quest’anno avevo tanta voglia di scrivere un post di buoni propositi, e soprattutto di mantenerli. Ora, sono uscita da casa ieri pomeriggio e sono tornata da pochissimo, che il primo gennaio si può dire ormai passato.

Allora, il primo buon proposito è tornare su questo post e completarlo, voi semmai tornate a leggerlo domani sera….

Un abbraccio caloroso a tutti, e buon 2013, rigorosamente insieme a voi!  😀

Aggiungo un pezzettino di post (mi sa che è la prima volta che scrivo un post a rate…)

Ho trovato tra le varie notifiche il video che vedete qua sopra. Non ho una competenza politica tale da potermi pronunciare sul contenuto della lettera declamata, ma certo che quello che respiro è questo: uno stato di polizia che ci strangola, una dittatura economica (fiscale, bancaria, europea o che accidente sia) che vede i cittadini spogliati della propria libertà e dei propri diritti, persino quelli primari, in nome di quello che percepisco come uno sciacallaggio dall’alto di cui la storia ha, ahimé, tristi precedenti.

Ma non è questa la natura del mio post, io vorrei parlare di questo 2013 che voglio amare, che voglio sia un anno di sfide e di obiettivi posti e raggiunti: ma, questo, in un’altra rata: prometto aggiornamenti in mattinata  😉

Ultima (spero) rata di aggiornamenti, e qui veniamo al titolo del post. L’uomo è stato creato per avere stimoli ad andare avanti, conoscere, costruire. L’essere umano è stato creato per l’evoluzione culturale oltre che fisica.

Ora, chi mi conosce sa un po’ qual è il mio cruccio e il mio dramma degli ultimi vent’anni: la mancanza di desideri, progetti, sfide, obiettivi. Forse proprio mancanza no, ma drastica riduzione sicuro.

Questo potrebbe essere una buona cosa, nel senso che vivo serenamente, senza grosse turbe, quello che ho mi basta, sento molte persone, e anche molti di noi qua nel blog, che sentono la disperata mancanza di questo e di quello (che sia una tranquillità economica, un partner, un lavoro, un’ammissione all’università), mentre io me ne sto qui nel mio piccolo mondo, tutto sommato sufficientemente attrezzato; d’altro canto, la calma piatta comporta pure una vita di routine, di giorni che si susseguono uno uguale all’altro, senza stimoli, guizzi, spicchi, si guarda a terra anziché l’orizzonte, il cielo, gli spazi infiniti, e se il guardare a terra magari ti impedisce di prendere buche (ogni allusione alla mia povera caviglia è puramente casuale) e ti fa pure trovare qualche euro che qualcuno ha distrattamente seminato, diciamocelo chiaramente, non è il massimo della vita.

Ecco, io per il 2013 vorrei volere, vorrei recuperare entusiasmo e guardare avanti, fare progetti per il futuro come se questo fosse infinito.

Quest’anno mia figlia, da poco maggiorenne, farà l’esame di maturità. Sarà una svolta, sopratutto per un motivo: non saremo più legati a questo  quartiere, e l’idea di trasferirci potrebbe assumere prospettive diverse.

Cambiare lavoro? Beh, in questo stato di cose la vedo dura, la vedo soprattutto inutilmente rischiosa, eppure qualcosa mi dovrò inventare: la cosa migliore sarebbe cercare stimoli nuovi all’interno della mia stessa azienda, in modo di raccogliere nuove sfide senza rischi insostenibili.

E poi dimagrire. Naturalmente.

Questa storia l’avete già sentita (e non a vuoto, avevo perso dodici chili nella maratona dei Papponi Anonimi), ma a quelli che avevo ripreso, non moltissimi per la verità, se ne sono aggiunti ben quattro durante queste feste, rendendo la situazione critica e inaccettabile: la lettura del post di Pennelli Ribelli mi ha dato però una nuova sferzata di energia, e mi è tornata la voglia di ricominciare. Vi terrò aggiornati o farò come lei, tutto in solitaria e poi “Tatà! Sorpresa!”? Al momento non so dirvelo.

Insomma, il proposito per il 2013, che sento di amare e che spero mi ricambi (ma soprattutto che non tradisca…) è voler volere, pormi obiettivi, quali che essi siano, perseguirli, raggiungerli, accarezzarli, godermeli: e buon 2013 a tutti voi!

18 thoughts on “2013: fatti non fummo a viver come bruti…

  1. io invece non scrivo mai buoni propositi. Sai cosa dice Kit Carson? (Suvvia, ormai hai imparato a conoscerlo): “Le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”

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  2. I buoni propositi, a prescindere da quella che poi sarà la traduzione concreta di essi, che spesso non dipende neppure da noi, sono la dote di partenza che a noi compete e mettercela, spesso assolve completamente il nostro compito, o quello a noi possibile!
    Coraggio, che la partenza è col piede giusto, speriamo pure che, per te, lo sia anche con la caviglia in ordine!
    Ciao amica preziosissima, un abbraccio grande!

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  3. Buongiorno e buon 2013 🙂
    Il post a rate mi piace, più interessante di una telenovela della quale si aspetta la puntata successiva per vedere come evolve la situazione 😉
    Ripasso più tardi così vedo se ne hai aggiunto un pezzetto 🙂

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  4. Anche in questo ci somigliamo: quando sento che le cose non vanno come dovrebbero, mi metto in testa che dovrei cambiare scuola. Lavoro no, ovviamente, ma ricominciare da un’altra parte, seppur faticoso, mi darebbe un nuovo sprint. L’ho fatto 7 anni fa ma ora sono già stufa, il cambiamento è stato inebriante (tra l’altro, sono dimagrita molto nell’arco del primo anno nella nuova scuola …. colesterolo a parte, io e la bilancia siamo amiche – nemiche!) ma poi diventa routine. Ora però è escluso che, nella situazione in cui si trova la scuola italiana con la perdita di cattedre ogni anno in qualsiasi istituto, si possa pensare ad un trasferimento, specialmente per chi come me è ai vertici della graduatoria. Cambiare, infatti, comporta, nel caso fortunato in cui si possa ottenere un trasferimento, ripiombare per un anno in fondo alla graduatoria, indipendentemente dal punteggio. Cosa che costituirebbe un rischio che è meglio non correre.

    Indi per cui, farò come te (ma d’altra parte lo faccio sempre): «qualcosa mi dovrò inventare: la cosa migliore sarebbe cercare stimoli nuovi all’interno della mia stessa (azienda) scuola, in modo di raccogliere nuove sfide senza rischi insostenibili.»

    Per quanto riguarda altri buoni propositi, non mi sbilancio. 😉

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    • @Marisa: io in questo momento sarei ingiusta se dicessi che non sto bene al lavoro, ma ho bisogno di nuovi stimoli, basta calma piatta. Ho bisogno di sfide, ma soprattutto vorrei lavorare per qualcosa che m’appassiona, per un ideale, uno qualsiasi.

      Comunque, siccome il filo per riannodare la matassa da qualche parte bisogna pur trovarlo, sto iniziando dal peso che, tutto sommato, è il problema più facile da affrontare.

      Poi, sbrigate un po’ di questioni burocratiche, mi dedicherò a contattare il capo del personale proponendomi per qualcosa di diverso, che possa essere interessante anche se magari un po’ scomodo. La mia fortuna è che nella mia azienda solitamente i gusti miei e dei miei colleghi non coincidono, sicché a me piace fare proprio quello che loro aborrono, e finora sono riuscita così a crearmi le mie oasi felici. Vediamo un po’ come proseguiranno le cose, tanto mi pare d’aver capito che da qui alla pensione ce ne sarà di tempo da passare!

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  5. Ciao. Ti capisco perfettamente, anch’io finché cambio sto bene ma la routine mi uccide.
    Perciò ti dico: che aspetti? Ovviamente è una domanda retorica, vorrebbe spronarti e basta. Auguri!

    p. s.: Giorgio Napolitano è stato l’unico iscritto ad un partito comunista (quello italiano) ad avere avuto il visto d’ingresso negli USA, quando (era il 1978) essere comunista era garanzia di non poter entrare negli States. C’è chi dice che sia successo perché Giorgio Napolitano appartenesse, ed appartenga, alla Massoneria; la cosa non l’ho appresa in rete ma anche la rete porta notizie “inquietanti” a mio parere: http://www.informarmy.com/2008/12/napolitano-e-la-massoneria.html
    Quando nell’84 fu messo in scena negli USA “Morte accidentale di un anarchico”, di Dario Fo, iscritto al PCI, il Dipartimento di Stato USA, su intervento di Ronald Reagan, concesse il visto, ma di soli sei giorni, a Fo e a Franca Rame con il divieto assoluto di allontanarsi da New York.

    Se il commento è troppo lungo e/o fuori luogo elimina pure. Ciao!

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    • @solomenevo: e perché dovrei cancellarlo? Qui tutti coloro che vengono in veste di amici sono i benvenuti, e chi ci dà informazioni offre un valore aggiunto.

      Comunque, a prescindere da Napolitano, io sulla coerenza di molti “comunisti” ho sempre nutrito seri dubbi… con buona pace di quelli duri e puri che si sentono ingiustamente giudicati ma così non è, devono solo rendersi conto che rappresentano l’eccezione e non la regola.

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  6. Già prende una buona piega, mi pare, l’anno che è appena iniziato: il fatto che ti poni degli obiettivi, indipendentemente, poi, dal loro mantenimento, è una presa di coscienza importante ed il fare progetti riflette una certa predisposizione al cambiamento, una certa capacità di andare incontro alle novità. Sicuramente meglio che stare a piangere sul 2012 nefasto appena passato.
    Ti auguro di poter realizzare, o quantomeno di avere la possibilità di realizzare, ciò che ti sei preposta. Con la buona volontà e la dedizione anche i traguardi irraggiungibili appaiono più a portata di mano 😉

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    • @Scruty: per me il 2012 non è stato nefasto, a parte questa mia povera caviglia e qualche problema di salute di mia figlia, speriamo risolvibile. E’ stato un anno in linea con tutto il resto, e cioè per lo più noioso, routine, routine, routine ma, come avrebbe detto la saggia nonna, “mai peggio”.

      Per la realizzazione dei miei desideri ci stiamo impegnando, la dieta è iniziata, e per il cambio di lavoro… beh, qui sto discutendo un bel po’, capace che il coraggio di cambiare se non lo trovo da sola me lo fanno trovare loro! 😉

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    • @Lilla: voglia di correre ce n’è, possibilità un po’ meno. Ancora non riesco neanche a prenotare la risonanza, ogni giorno ce n’è una nuova, e l’unica cosa antica è il dolore alla mia povera caviglia. Chiaramente, nonostante questo, corro dalla mattina alla sera…

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  7. Quello di “Voler volere” è il più bell’augurio che si possa fare a chiunque, altrimenti molti di noi si rispecchierebbero nella bella frase del blogroll di Scruty che dice: “Vivere è la cosa più rara al mondo, la maggior parte delle persone esiste e nulla più”…non c’è bisogno di aggiungere altro, vero? E quindi io ti auguro proprio questo, di prendere in mano la vita e dirigerla dove vuoi tu, prima che ti trascini lei. Buon 2013!!! Rivoluzionate gente, rivoluzionate!

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    • @Penny: sì, voglio volere, e credo di essere sulla buona strada (i tuoi recenti successi mi hanno dato la carica, ma comunque è da tempo che qualcosa dentro di me si agita, e la voglia di cambiamento sta venendo alla luce 😉 ).

      Rivoluzioniamo? Ma sì, rivoluzioniamo!

      Basta cambiare una piccola cosa, e potrà cambiare la vita 😀

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    • @Paperi: ma certo, dicono che ci sia tutto gennaio di tempo per fare gli auguri ma, per quanto mi riguarda, li accetto fino al 31 dicembre prossimo! 😉

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