Il pianto dell’ex

E va bene, non saranno tutti uguali, ma ho proprio l’impressione che di ex che se ne infischino di passare soldi per il mantenimento dei figli ce ne siano proprio tanti!

Ci sono quelli che semplicemente spariscono, e chi s’è visto s’è visto. Ci sono poi quelli che restano nei paraggi, e piangono sempiternamente miseria.

Nella loro testa magari è alla ex che non vogliono dare i soldi, come se questa se li spendesse in belletti, senza rendersi minimamente conto di quanto costi mantenere un figlio.

Poi magari, per mettersi la coscienza a posto, questi padri gratificano direttamente il figlio, con giostre, cinema e caramelle, come se questo fosse un contributo ai bisogni del bambino, visite mediche (e quanto costano le cure ortodontiche!), abiti, cappotti, scarpe, libri di scuola, gite ed extra vari, regali per le varie feste cui è invitato…

Io non so voi ma con mia figlia, che non chiede niente, è molto spartana e ha esigenze prossime allo zero, l’esborso è continuo (fa pure un sacco di esami di certificazione, e pure quelli costano).

Ieri il minus habens mi ha telefonato, comunicando che progetta di mandare (lui, eh?) la figlia all’università, se non proprio all’estero almeno fuori Roma, visto che a lui La Sapienza non piace. Gli ho chiesto se questo atto magnanimo intendeva farlo con le mie tasche, e lui mi ha risposto che sono il solito registratore di cassa.

Certo, lui è generoso, un poeta, peccato che poi i conti arrivino tutti a me: anni e anni di terapia ortodontica, tanto per dirne una, pensate che a lui siano mai costate una lira, o euro che dir si voglia?

Libri di scuola? A forza di fiato e richiamato dall’avvocato ha comprato i libri per gli ultimi due anni (considerando che molti sono validi per il triennio, e quindi li avevo già acquistati io l’anno precedente).

La cifra che lui liberalmente elargisce, ha detto una mia amica magistrato che è quella che generalmente viene assegnata a un disoccupato, non a uno con un lavoro regolare e una bella proprietà immobiliare (e credetemi, ogni mese gli vanno chiesti, e va avanti ad “anticipi” perché non ce li ha mai tutti insieme, uno stillicidio!).

Di tutto questo a me non importa un fico secco, grazie al cielo non ho bisogno e la figlia l’ho sempre vissuta come esclusivamente mia, non mi pesa provvedere a lei, ma quello che mi pesa è dovermi sorbire il suo pianto di miseria perenne, quello sì che mi urta!

Tempo fa è venuto da me a strapparsi in capelli per 6000 euro di IVA che doveva pagare.

“6000 euro?” faccio io.

“Sì, risponde lui piagnucolando, “sono disperato!” .

“L’IVA è il 20%?”.

“Sì”, continua a piagnucolare lui, “così tanto, ma dove li trovo, non ce la posso fare!”.

“Se il 20% d’Iva sono 6000 euro significa che hai fatturato 30.000 euro: perché per l’Iva vieni qui a piangere e per la fattura non sei venuto qua a ridere?”

Silenzio.

52 thoughts on “Il pianto dell’ex

  1. l’unico esempio di ex marito che conosco è mio cugino, quindi sono un po’ troppo di parte… lui non è uno che si lamenta, e (di solito) i soldi alla ex moglie non li nega (e io alla signora non negherei nemmeno un cospicuo quantitativo di mazzate), ma è un operaio in saltuaria cassa-integrazione che si è trovato a dover pagare un affitto e il mantenimento, e tolte quelle spese non gli rimane neppure un solo euro e deve andare a mangiare dai genitori… E’ un ex che a volte si lamenta. E fa bene.

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    • Goldie, tutto dipende da come e perché si fa. Se si lamenta perché ha ragione di lamentarsi, se i soldi alla ex li dà, nulla da eccepire, non è di questo che stiamo parlando.

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  2. Dico solo che a volte qualsiasi spesa extra è semplicemente impossibile. A conti fatti il suo netto mensile dopo l’affitto e l’assegno, è pari a 0 euro. e la ex chiede extra anche se farebbe meglio a ringraziare sentitamente chi le permette di avere ancora l’affidamento del figlio…

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    • @goldie, tu sai che io non sono una femminista e che molte volte ho preso posizione dalla parte dell’uomo. So che ci sono donne avide, che per la loro personale frustrazione vorrebbero rovinare l’ex, magari dopo avergli reso la vita impossibile. Non sono dalla parte della donna per principio, non faccio di ogni erba un fascio, ma certe cose le vedo e le vivo, direttamente e indirettamente.

      Il marito di una mia amica le dà 50 euro al mese per due figli; un altro, ricchissimo avvocato, durante la causa di separazione ha fatto sparire tutti i suoi beni (la Jaguar è stata prontamente sostituita da un macinino scassato) per riuscire a dare il meno possibile.

      Entro certi limiti è legittima difesa, non amo le ex che spolpano i mariti e che si fanno mantenere a vita, pure se sono giovani, senza figli, in grado di lavorare, etc…

      Davvero, a volte penso che se uccidi una persona dopo un po’ sei fuori, ma se la sposi potresti essere chiamato a pagare il conto tutta la vita! Tutto ciò premesso, tanti padri sono degli emeriti mascalzoni.

      Un’altra mia amica, madre di due bambini, aveva un ex che non dava nulla, e i bambini presentavano patologie per cui avevano anche bisogno di alimenti speciali. Lui si presentava ogni tanto carico di regali costosi, vestiti lussuosi, vari oggetti firmati, e quei figli andavano a scuola, ridicolmente sempre con lo stesso vestito della festa, magari per due anni. Alle scarpe, sempre firmate, dopo un po’ la mamma era costretta a tagliare la punta per fargliele ancora entrare, e lui faceva vita d’albergo!

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    • Non lo metto certo in dubbio: io non parteggio per uomini o donne, mi rendo solo tristemente conto che il buon senso latiti da entrambe le parti. Conosco persone che si sono separate ed aiutate per dare il meglio ai figli, ma sono una rarità. il più delle volte è come racconti tu, sia dalla parte di chi vuole “spremere” l’ex-coniuge, che da quella di chi sparisce quando si parla di soldi. una mentalità che non riesco proprio a comprendere…

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    • @goldie: e infatti preferiamo parlare di persone, non di uomini e donne con comportamenti statici e categorizzati. Vero è però che se i figli non vivono con te, voltare la faccia dall’altra parte è più facile: occhio non vede, cuore non duole.

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  3. Carissima @Diemme, ormai ho imparato a conoscere pure io il piagnone, nessuna meraviglia, forse il lamentarsi gli verrà automaticamente che non sempre si accorgerà di farlo!
    Mi meraviglia che non ti abbia chiesto di poter detrarre anche lui la metà di certe spese, ci scommetto che, nella sua miseria ci deve aver fatto un pensierino.
    Mi raccomando, fatture intestate sempre a te!!!
    Bacioni, buona settimana!

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    • @Patrizia: a litigare con lui ci ho solo rimesso la salute, lui ha la grande arma della resistenza passiva. Poi, ha l’asso nella manica dell’affetto della figlia, che ti si raccomanda in ginocchio di non portare il povero papà in tribunale.

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  4. Robe da matti… Brava Diemme!! C’è da mettersi davvero a ridere con queste cose..
    Ho altri conoscenti nella tua situazione che ricevono pressing psicologico tutti i giorni sul denaro poco elargito per i figli affidati alla mamma. Il leit motiv è sempre lo stesso: “non ce li ho, non riesco a darteli adesso…”. Poi però lui possiede un Mercedes e pure l’appartamentino in montagna. Io diventerei matto per queste cose…. Signùr!

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    • Ne serve tanta, ma tanta! Peccato che certi giorni il kg di pazienza finisca già dopo due ore dal risveglio!! …che ‘ssà da fa? 🙂

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    • @Niko: sai che mi disse una volta mio fratello, riferendomi una cosa che gli era stata detta a sua volta?

      Quando hai finito tutta la pazienza, ma proprio tutta, devi solo scavare e trovarne altra.

      E’ vero, altra soluzione non c’è. Intendo dire, altra soluzione nel rispetto della legge non c’è…

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    • Sì, spesso bisogna attingere alle “riserve speciali di pazienza”, ma costa tanto in termini di energia mentale… Poi alla fine uno alla sera crolla e sviene a letto non tanto perchè sia stanco fisicamente, bensì per tutta la pazienza sopportata! Signùr, Signùr… che robe!

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    • Già, probabilmente è per questo che quando la sera torno a casa l’unica cosa che riesco a fare è crollare sul letto… se trovo il letto, perché questa poi è un’altra questione. 🙄

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    • @Niko: io, in teoria, ho una stanza mia (cioè, in teoria, tutto l’appartamento è mio…).

      In teoria, ho un letto matrimoniale. In teoria, in assenza di fidanzato/compagno/amante/marito/convivente in detto letto mi potrei spaparanzare ma.. c’è sempre un ma.

      Ho una figlia che ha colonizzato tutta casa, compreso il mio letto. Quando io arrivo la sera, trovo metà letto occupato da tutto l’immaginabile, dai libri di scuola, dizionari al pc, telefono, cuffie, cd, jeans, magliette, e nell’altra metà c’è lei, che studia o altro, col libro o col pc a seconda dei casi.

      Per mettermi seduta e potermi togliere le scarpe devo cominciare a contrattare, un vero e proprio braccio di ferro. Se pure si scansa graziosamente un po’, non appena mi alzo per un qualsiasi motivo al ritorno devo ricominciare la contrattazione.

      Mi arrabbierei, ma la paragnosta figlia di paragnosta lo fa passare come terribile, urgente e profondo bisogno di “calore mammoloso”.

      Io, coi miei sensi di colpa per la mia sempiterna assenza (per lavoro, intendiamoci, non sia mai che io mi faccia gli affaracci miei!), come posso negarle quell’indiretto “calore mammoloso”?

      Non chiedermi se ho una poltrona, colonizzata anche quella. Un divano? Colonizzato.

      (E non fare battute sulla tazza del gabinetto perché sì, è colonizzata anche quella!!!! 😯 )

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  5. Toc … toc … toc …. c’ è @Donna&Madre ?!?
    Ah sì … eccola là, con le inesauste bollette da pagare e gli inesauribili conti di casa da quadrare ! 😯
    Amica mia …. posso fare una modestissima riflessione su questi caaaaari ( e, abbenché poetici, moooolto spilorci nel cacciare una lira per provvedere ai legittimi figli loro ) “@papàrini e @papàrotti così negati allo sgancio del dovuto ???
    Sine ???
    Bene !
    @Papàppiagnoni … mi sentite ?!?
    …. TACCI VOSTRI !!! :mrgreen:

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    • @Bruno: senza contare il sapere quanto è triste per un figlio sapere di non avere un padre che si occupa di lui… per quanto, quelli che li riempiono di giochi e caramelle la loro porca figura la fanno comunque, sulle spalle della povera madre, la quale paga per cose più costose e che non figurano!

      Gli occhi del figlio brilleranno per le caramelle, non per il piatto di minestra, la pietanza e il contorno, procurati invece dalla mamma! 😈

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  6. Certo, ci sono tanti ex mariti che nicchiano o non pagano gli alimenti alle ex mogli ed ai figli ma spesso molte ex mogli si approfittano della legislatura italiana per accaparrarsi case e rendite “guadagnate” solo con qualche anno di matrimonio…
    Non so, io su certi argomenti non me la sentirei di schierarmi da una sola parte. Condivido molto i commenti di Goldie.

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    • @karina: io ho visto figli ancora a 50 anni, 60, genitori a loro volta e persino nonni, ancora piangere per l’abbandono di un genitore, che nella maggioranza dei casi era sempre il padre 😦

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  7. Ogni caso è un caso a sè (mi si perdoni la rrippettizzione…).
    Non conosco le statistiche in merito. Di una cosa sono sicuro: nei procedimenti di separazione e divorzio il sistema giudiziario italiano (inteso come leggi e come magistrati) é semplicemente ridicolo.
    Comincia a far ridere dal cosiddetto “tentativo di conciliazione” iniziale e fa ridere (per non dire piangere) fino alla conclusione (dopo anni) del divorzio.
    Io credo che dovrebbero esistere apposite polizze assicurative anti-divorzio (con premio concordato e pagato da entrambi i coniugi, ovviamente) per chi si sposa: paghi un tot. predeterminato all’anno e ti assicuri che, in caso di separazione e divorzio, l’assicurazione paga il dovuto per coniuge e figli.
    L’alternativa è ancora migliore: non sposarsi.
    Punto, due punti e punto e virgola (come direbbe Totò).

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    • Diciamo che io non mi sposerei più, ma se poi hai figli la cosa non cambia. Io e Attila, per esempio, mica siamo stati mai sposati, ma il figlio c’è, e tocca provvedere.

      Oppure non provveda e tolga dai piedi, una volta per tutte: non può volere la botte piena e la moglie ubriaca!

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    • @dallacollinaguardosotto: cazzutissime? Per quanto riguarda il mantenimento del figlio sì, e non è giusto. Io ne conosco una che arrivò a fare sei lavori per sfamare la figlia (considerando che il lavoro principale era a tempo pieno), mentre il padre in giro per il mondo si faceva i comodacci propri.

      Una volta le mandò la foto di lui su una nave tutto abbracciato a ragazze che lo circondavano. Nella sua mente era un saluto, lei glaciale gli rispose “Questi sono gli alimenti per tua figlia?”.

      Dicevo, saranno cazzutissime perché riescono a cavarsela (a volte anche ricorrendo all’assistenza sociale), ma quando poi, e capita pure questo, si riprendono il marito in casa, guarda, proprio non lo riesco a concepire, altro che cazzutissime!

      Uomini che ritornano quando hanno finito i soldi, e non hanno un posto dove andare, o quando sono malati, e certo le donnine allegre che li intrattenevano in cambio di regalini e vita facile non hanno nessuna voglia di far loro le badanti e allora? E allora si torna dalla moglie, normale.

      Beh, molte se lo riprendono in casa. Spiegatemela questa, perché io non l’ho mai capita.

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  8. Dopo anni e anni in cui non ho preteso i soldi che mi erano stati assegnati dal giudice, all’ennesima carognata del mio ex, vado dall’avvocato e indovina? Mi sento dire che ho commesso un grave errore a non farmeli dare, perchè in tutti questi anni lui si è comprato mio figlio… viziandolo coi soldi che non dava a me…tristemente vero… Nel mio caso, niente è più appropriato del ‘cornuta e mazziata’ e oltretutto la colpa sembra essere solo mia…

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    • @fivstarspao: dimenticavo, quando creano un rapporto personale col figlio, e lo viziano, comunque è già qualcosa perché, per ingiusto che sia, almeno crescono con la figura di questo padre gigante buono che pensa solo a farli felici e contenti.

      Credo che quelli il cui padre sparisce e basta stiano molto peggio.

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  9. Di tutto questo a me non importa un fico secco, grazie al cielo non ho bisogno e la figlia l’ho sempre vissuta come esclusivamente mia, non mi pesa provvedere a lei, ma quello che mi pesa è dovermi sorbire il suo pianto di miseria perenne, quello sì che mi urta!

    lo stesso sentimento che provo personalmente … pensa un po’ : sono sposata e il marito che prende stipendio doppio il mio pero’ spende dal mio stipendio le spese di casa ecc , che non mi rimane qualcosa per risparmiare mentre lui mette il suo nella banca e passa solo a casa quasi il 1/4 dei soldi che prende … non sono brava a lamentarsi …
    non sono nemmeno brava a cambiare situazione e affrontarlo … e’ vero il proverbio nel primo commento …

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    • Carissima, mi hai lasciato senza parole. Io sono fortunata che sono io a guadagnare il doppio di lui, ma tante cose comunque non le ho mai permesse, e quando incontro donne come te, indifese di fronte a un sopruso, mi si stringe il cuore, perché so che non è una colpa non avere la forza di ribellarsi.

      Peraltro, io ho un’amica che lamenta esattamente la stessa cosa (ma il marito guadagna oltre il quadruplo di lei), però lui è un brav’uomo, davvero tutto quello che ha risparmiato è stato per la famiglia, vacanze e grosse spese prima, casa a ognuno dei figli poi.

      Che dirti, ogni famiglia trova il suo equilibrio, purché sia equilibrio però!

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    • si …sai metto l’ultima frase se mi permetti tra i miei post “frasi indimenticabili” cosi mi consola un po’ nei momenti neri.. 🙂 …nono preoccupare sono tranquilla con questa vita

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    • @smoothsolidade: a casa mia si dice, relativamente a marito e moglie, “l’uomo fa la donna e la donna fa l’uomo”. Noi a volte ci aspettiamo qualcosa dall’altro ma, non spiegandogli le nostre esigenze, oppure accettando il suo operato senza particolari reazioni, non gli permettiamo di crescere.

      In fondo il problema non è convivere, ma spiegarsi, e soprattutto far capire all’altro, in una scala da uno a dieci, quanto importante per noi sia qualcosa. Purtroppo, il dolore che teniamo dentro non ha voce.

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    • Sabri, ma che bella sorpresa! E chi si aspettava di leggerti, dopo oltre cinque anni di lurkeraggio! Ok, hai vinto il premio, ti scrivo “Il segreto” (in privato, obviously 😉 ).

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