Caro B.

Cari amici,

continua la serie di “Il lamento del bradipo”, lettere che invio alle persone che hanno fatto o fanno parte della mia vita, mettendo a cuore vita, dubbi, pensieri e sentimenti.

Questa che pubblico oggi (peraltro già pubblicata qui), ha la particolarità di non essere una lettera scritta ora per questo blog, ma di essere una lettera reale e che realmente, vent’anni fa, inviai al legittimo destinatario.

Roma, 09/08/1992

Carissimo B.,

se non vado errata oggi sarebbe stata per noi una qualche ricorrenza.

E io mi sono svegliata come tutte le altre mattine, le lagrime agli occhi, e un macigno sul petto. Io non so nemmeno più cosa ci sia sotto questo macigno. E, purtroppo, non so neanche se riuscirò mai a spostarlo.

Io posso controllare il mio comportamento esteriore e renderlo razionale, posso non farlo indulgere in chiusure. Posso controllare i muscoli facciali e costringerli al sorriso, ma non so proprio cosa fare per fermare questo flusso di dolore che ricircola stagnante su se stesso.

Da nove mesi.

Ma non voglio stare a rivangare sul cosa, come, perché, la viltà del tuo comportamento e dei tuoi alibi, l’orrore e lo stupore delle tue assurde accuse, il non volersi fermare un attimo a pensare quanto sconcertante possa essere stato per me il tuo comportamento. La tua defezione umana. Con quanta paura mi hai lasciato. Quanta amarezza. Quanta incredulità.

Chissà perché poi all’improvviso hai cominciato a non capire più niente di me. Che accidente di molla ti è scattata. Quando. Perché.

Dopo sei mesi si è presentato un Luca a dirmi “perché non proviamo?”. Proviamo. Ma nella mia vita non è cambiato nulla. Nessuno è mai più arrivato a toccarmi il cuore: non perché non avesse i mezzi per farlo. Ma spostare il macigno è troppo duro.

A me non interessano più gli altri. Non ho la minima intenzione di passare le ore al telefono, o per strada, ad ascoltare i drammi esistenziali di quello che io riesco a vedere solo come il mio futuro accoltellatore. Non ho più nessuna voglia di essere svegliata nel cuore della notte da qualcuno che si sente triste e solo. Io la mia forza l’ho esaurita quasi tutta, e quelle poche briciole rimaste servono alla mia sopravvivenza: ognuno si tenga il suo letame.

Quando ci siamo rivisti sotto casa tua, mi è sembrato quasi che volessi indurmi a dire che per me eri stato pesante. Non potevi riuscirci: ogni istante che abbiamo passato insieme per me è stato prezioso, e quando tu ti sfogavi con me l’unica cosa che mi pesava era il non poterti adeguatamente aiutare.

Ma quanto poi mi è pesato il rimanere sola quando sono stata io ad avere bisogno! Quando, per una sfortunata congiuntura astrale sono stata contemporaneamente bombardata nella salute, nel lavoro, nella famiglia, e chi più ne ha più ne metta. Non avrei mai creduto che non mi avresti dato neanche un minuto di ascolto.

Forse ti avrei dovuto odiare. Ma sai come siamo irrazionali noi donne: potrei arrivare ad odiare il resto dell’umanità, te mai.
Quando ho ricevuto quell’ultimo, terribile messaggio che mi hai lasciato in segreteria, ho quasi perso i sensi dal dolore: e poi l’ho riascoltato 100 volte, con nausea, lagrime, e l’immancabile incredulità.

A volte penso che se un giorno incontrerò l’uomo della mia vita, non gli perdonerò di non essere giunto prima.
Non gli perdonerò di avermi costretta alla borsanera.
Le reazioni a catena scaturite dalla mia fragilità affettiva renderebbero incerti i pilastri su cui vorrebbe costruire il nostro futuro.
Forse gli chiederei di lasciarmi sola.
Nella mia stanchezza.
Nella mia paura.
Nel vuoto che ha preso il posto del paniere dei buoni sentimenti e dei sani principi che hanno resistito fin troppo.

Oggi è il nove agosto.
Ti ho pensato il sei aprile.
E il quattro maggio ho sperato che tu chiamassi.
[…]
E il venticinque giugno sono stata col cuore accanto al tuo.

Ma quando ti ho incontrato nel tuo ufficio, e ogni volta che ti ho rincontrato, non ho provato assolutamente nulla. Nella mia mente ho scisso le due persone: il “mio” B. è morto.
Tutti gli altri sono semplicemente non-B.

Tu compreso.

50 thoughts on “Caro B.

    • @frivolajuliet: sono contenta che tu l’apprezzi. Queste lettere hanno trovato estimatori e detrattori, comunque non hanno lasciato indifferente.

      (Bentornata!).

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  1. Carissima @Diemme, non credo sia il caso di entrare in merito ad una lettera come questa, di oltre 20 anni, con tutto quel che poi può esserti accaduto, anche rispetto a quel macigno che allora trovavi pesante da rimuovere, come quello del S.Sepolcro.
    Conoscendoti sempre più, un aspetto mi pare sempre più evidente di te.
    Se da una parte appari emotivamente una persona corazzata e solida, dall’altra mi sembra che ciò può essere la conseguenza di tante esperienze, di tanti dolori patiti, dei quali ancora oggi hai presente ogni circostanza e che non sei riuscita a rimuovere, come sarebbe stato più utile per te!
    Mi pare anche evidente che sei una donna che, ancora più di altre, meriti sensibilità, delicatezza di comportamenti ed un’attenzione che tu hai già da te per gli altri!
    Per me un motivo in più per esser contento di averti incontrata e tenerti da amica cara quale ti stai sempre più rivelando!
    Allora un abbraccio forte, anche per augurarti un buon inizio di nuova settimana!

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    • @Sergio: anche questa volta la tua analisi ha colto il segno. Ho rimosso quel macigno? Credo di no, non penso che siano macigni che si possono rimuovere senza aiuto, però devo dire che non indulgo in questo passato.

      Sì, sono forte, corazzata, ma segnata. E mi sarebbe utile sì rimuovere il passato, ma il mio antivirus riesce solo a metterlo in quarantena: però, messo così, in un’altra cartella, non gli si permette di far troppi danni.

      (Il prossimo post prometto che lo farò più allegro 😉 ).

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  2. La lettera è molto tenera, ma perchè ritirarla fuori adesso?
    [..]Mais ta jeune et brillante image,
    Que le regret vient embellir,
    Dans mon sein ne saurait vieillir
    Comme l’âme, elle n’a point d’âge

    (Lamartine – Souvenir)
    Ha ragione mia moglie: non si vive di rimpianti e di ricordi tristi: tirém inans!!!
    Con affetto.

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    • @frz40: ma io non vivo di rimpianti, e se sì non certo per lui!

      Lui era uno di quei tipi che m’intrigavano al tempo, assolutamente geniale ma l’equilibrio era un optional; col tempo, uno (piucchealtro una) capisce che sono molto meglio 50 sbavature di Gigio, giusto? 😉

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  3. Sai Diemme…quando il cuore non prova più gioia, o dolore, o rabbia. E’ àtono, indifferente, freddo e arido verso chi, un giorno abbiamo amato…. indipendentemente dalle cause, secondo me è il momento di decidere per il Cuore….perchè ha serio bisogno di cure!
    Ha urgente bisogno e diritto, di calore ed energia nuova!
    Noi tutti, abbiamo una grande responsabilità verso noi stessi…ed è quella di VIVERE…possibilmente in pienezza.
    Secondo il mio modesto parere, ad un certo punto, dovremmo svegliarci e accorgerci che una parte di noi stà tanto male……. e condiziona tutto l’esistere, soffoca ogni anelito di vita buona, impedisce alla propria Personalità di nascere alla vera Luce.
    Ritenendo questo un’autentica ingiustizia verso noi stessi…dovremmo essere pronti a tutto, dovremmo creare situazioni nuove per non soccombere….Ma, per prima cosa, dovremmo confrontarci e riappacificarci, col TESORO nostro…rimasto in fondo al cuore!
    Quel tesoro è l’AMORE vero che onestamente, emerge fra altri sentimenti…e non si lascia alienare da nessuno e niente!
    A Lui non importa cosa riceve, ma solo cosa dà…Perchè in questo donarsi, ha scoperto che è vivo, bello, basta a se stesso, e si rinnova nella pace.
    Cara Diemme, per mia esperienza, ho imparato che è solo l’Amore che ci aiuta a perdere, a distaccarci dagli altri e dalla sofferenza…Per ritrovare pienezza e rinascere alla gioia.
    Non è facile…. ma qualche volta, è possibile!

    Un forte abbraccio

    Nives

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    • @Nives: hai ragione, abbiamo dei doveri anche verso noi stessi, e il dovere principale è quello di essere felici; io sono profondamente convinta che siamo nati per essere felici e la felicità sia il nostro destino, cui troppe volte ci opponiamo.

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  4. Se il destino, per ognuno/ognuna di noi, è costituito dalla sommatoria di tutte le nostre azioni …. credo fermamente, come te cara @Diemme, che esso non possa che condurci alla felicità, ammesso che esista, oppure ad istanti reali di pura gioia nell’ anima nostra e nel corpo, che pure ci fanno bene e ci aiutano a vivere meno randagiamente ! 🙂
    Pacatezza e passione, sembrerebbe un ossimoro …. eppure di questi due momenti è fatta la nostra vita, poichè a mio parere “errante” la materia di cui è permeata non è dissimile da quella del sogno !

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    • @Bruno: la sommatoria delle nostre azioni è il karma, non il destino: per destino s’intende un’altra cosa, un po’ meno matematica…

      Esiste la felicità? Beh, esistono molte persone che l’infelicità se la creano, magari chissà, non creandosi l’infelicità, forse la normale conseguenza sarebbe essere invece felici?

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  5. Per me, “Destino” è una parola dai mille significati. Per me è troppo difficile approfondirne il senso!
    Tante volte mi sono chiesta se…era “destino” per mio padre, finire da soldato, in Campo di Concentramento e decidere di rimanervi , pur di non tradir se stesso. Per poi scappare, rischiando un’altra morte.. e arrivare finalmente a casa, a piedi..salvo, e quasi sano. E se per le mie sorelline…era destino morire. Una di tumore dopo anni di immane sofferenze, e l’altra travolta sulla strada, mentre tornava a piedi da scuola.
    Mi chiedo se è per “destino” che il mio Gioele, non ha visto la luce……… O Madre Teresa di Calcutta, si sentiva felice tra i poveri…..Mi chiedo se è il “destino” che conduce istintivamente i salmoni, al luogo dove sono nati. e ancora mi chiedo, se è per “destino” che S.Agostino ha trovato la sua felicità solo nel cuore di Dio. Ed Edith Stein dice che “non esiste il caso”.
    Cara Amica Diemme…sono intervenuta su questo Tuo Post, focalizzando il “diritto-dovere” di ogni creatura, di cercare la propia essenza, come sinonimo di benessere con tutta se stessa. E noi umani abbiamo la libertà di scegliere la nostra felicità. Abbiamo quel qualcosa in più che si chiama “intelligenza-volontà-libertà-sensibilità-spiritualità” dentro ad un corpo ubbidiente, che ci conduce dove scegliamo.
    Sì Diemme, forse è questa corsa verso l’intima felicità…Forse è “sogno” o “voce”, o “richiamo”….Non sò sinceramente cos’è “Destino”….ma sò che anch’io, posso se voglio, essere felice!
    Un affettuoso abbraccio

    Nives

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    • @Nives: non lo so cosa sia destino, né se certe sorti, la morte dei nostri cari, potrebbero assumere un senso alla luce di qualcosa di più ampio, e di una vita eterna al di là e al di sopra di questa.

      Quello che io posso fare in questa vita è solo non creare problemi che non ci sono e cercare, come si dice, di lasciare quasto mondo con un alberello in più rispetto a come l’ho trovato.

      L’operato di una persona non cambierà mai molto, ma la collettività potrebbe rendere questa terra un giardino dell’Eden. Volendo.

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  6. tutti abbiamo i nostri “non-B”. ma forse è meglio avere un signor A, piuttosto che un mister B 🙂
    e comunque hai fatto bene ad inviare la lettera, le lettere scritte e chiuse nei cassetti non servono a nessuno, neanche a noi stesse

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  7. Ciao Diemme. Sì è vero che il nostro passaggio su questo mondo…può lasciare il ricordo del profumo di un fiore, o la nostalgia di un sorriso di pace. Ma, diversamente dal fiore, l’uomo possiede pure la coscienza di sè e la libertà…. Possiede il desiderio di Bene o di Male…..Possiede la responsabilità della sua vita,…quella del suo prossimo, e della Natura stessa.
    Secondo me, l’intensità della gioia di un uomo/donna, e la sua pace…risiedono principalmente nella scelta del Bene….
    Credo che spesso non ci rendiamo conto…che c’è sempre il tempo del Bene, del perdono, della riconciliazione e della rinascita. Spesso, in buona fede, non ci rendiamo conto che…forse molto dipende da noi….”se il mondo ha un ramoscello in più”.

    Ti abbraccio caramente

    Nives

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    • Ma forse è proprio l’uomo che non esiste quasi più: a me pare che la stragrande maggioranza si sia trasformata in replicanti, senza sentimenti, senza etica e senza dio (a parte il dio denaro, s’intende).

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  8. Per @Diemme 29.8-7:08 AM : La sommatoria delle nostre azioni, è il karma ?!? 😯
    A tuo parere ( e di molti … ) … penso, ma non dal mio !
    Per me ( e per non pochi che la pensano come me, e che si rifiutano di assegnare al destino “tutto il cucuzzaro” della nostra esistenza futura … ) il destino continua ad essere l’ insieme, o la serie, o la sommatoria, o l’ integrale ( quando gli eventi che compongano la serie siano numerosissimi ) di ogni nostra singola azione, o scelta ( o non scelta ) che compiamo nella nostra vita, e dunque, fatto salvo il principio della probabilità ( e della casualità … o della finalità ) degli eventi, ogni Persona “incide” sulla sua vita … e mica poco ! 🙂
    Quanto al “karma” …. lascio agli esperti l’ uso e la spiegazione filosofica di questo termine, di cui conosco soltanto il bellissimo racconto di @Jack Kerouac ( I vagabondi del karma ) e la radice “kar” del verbo greco “kàiro”=gioisco, mi rallegro, mi beo … ! 😀

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    • Non credo che Karma derivi dal greco, comunque cercherò di informarmi. Che io sappia invece è un termine che significa proprio “azione”, non è un’opinione con cui essere d’accordo o meno, è così.

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  9. Tecnicamente “karma” deriva dal sanscrito “karman” ( da cui gli @Indiani etc. etc. ) … ma nella tua ricerca “ad te ipsam informandum”, tieni presente che sia il greco-antico ( nei suoi dialetti eolico, dorico, ionico, attico ), sia il sanscrito, sia tutte le altre lingue europee … sono tutte lingue del ceppo @Indoeuropeo, e che non sono pochi i termini linguistici che, in una lingua indo-europea e nell’ altra, abbiano la stessa radice, anche se scritta con qualche variazione !
    Buon lavoro, @Diemme ! 😀

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    • Certo, ma è così facile cadere in qualche trappola quando si fanno indagini etimologiche, tanto che ancora oggi molte voci sono dall’origine incerta, e chi le vuol derivate da una radice, chi da un’altra… e magari sono tutti in errore!

      Insomma, “kar” del verbo greco “kàiro”, potrebbe benissimo essere un po’ tirata per i capelli… ma anche no.

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  10. Tirata per i capelli ?!? 😯
    In questo caso … assolutamente no !
    La radice ( o sillaba radicale o etimo ) “è” quella …. quello il significato linguistico, poi ciascuno/ciascuna ci si costruisca pure la sua filosofia … per me chi lo faccia senza danneggiare alcuno …. fà benissimo ! 😀

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  11. Diemme, arrivo solo adesso a leggere il tuo post….
    la mia curiosità di donna ti chiede: che ti ha risposto il destinatario della lettera?
    la mia parte riflessiva invece si chiede: perchè scriviamo questo tipo di lettere?
    cosa speriamo di ottenere? Se mi metto nei tuoi panni e per quel poco che ho capito dalla lettura della lettera… io credo di ferire almeno un po’…. di far presente che ci siamo, che abbiamo sofferto e che nonostante tutto siamo ancora vive…
    dimmi tu, se ti va, qual era il tuo intento! 🙂

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    • @itacchiaspillo: ti rispondo ben volentieri. Il tizio alla mia lettera non rispose assolutamente nulla.

      Lui se n’era andato, nel bel mezzo di un rapporto meraviglioso senza ombre all’orizzonte, nel dicembre del 1991, ma non prima di avermi fatto trovare a casa una spendida moka nuova e un tenero orsacchiotto di peluche rosa, tanto per essere ricordato ogni momento a partire dal caffè della mattina, e si era reso irrintracciabile.

      Io impazzii dal dolore, e provai a voltare pagina (e una pagina, e due pagine, e tre pagine…), ma nulla da fare. Poi, in circostanze che non sto qui a ripetere ma che i lettori del mio blog ben conoscono, nel gennaio del 1994 rimasi incinta.

      A maggio, il giorno del mio compleanno, dopo due anni e mezzo di silenzio, al quinto mese di gravidanza, mi vedo recapitare un mazzo sconvolgente di rose a gambo lungo, seguite da una telefonata in cui mi chiede di sposarlo: due anni e mezzo dopo!!!!

      Mi prende un colpo, tremo come una foglia, scoppio a piangere, e gli urlo che non si deve permettere, che un comportamento del genere non glielo consento. Tutto poteva inventarsi, ma non di non sapere come mi aveva lasciato (è uno dei motivi per cui misi nero su bianco: io te lo dico come sto, dopo di che tu lo sai. A questo punto, comportati come ti pare, ma non pretendere mai di non sapere cosa hai fatto e le ceneri che hai lasciato).

      Mi dice che a un certo punto si è sentito troppo innamorato, e che questo sentimento gli aveva fatto paura, che sentiva che avrebbe fatto qualsiasi cosa io gli avessi chiesto, e che questa era una sensazione di subordinanza che non gli piaceva e lo aveva messo in fuga. Che dopo si era reso conto che non era disposto a perdermi, e si sentiva pronto per affrontare la vita a due, qualunque cosa questa avesse comportato.

      Gli risposi che oramai la vita sarebbe stata come minimo a tre, visto che aspettavo un bambino. Ci rimase di sasso, mi disse che non poteva accettare il figlio di un altro, e io di rimando gli precisai che di quello che lui poteva o non poteva accettare non me ne importava un fico secco.

      Lui è una persona che per me rappresenterà sempre qualcosa di speciale, ma di ben collocato nel passato. Fosse tornato nella mia vita, sicuramente non sarebbe mai più al mondo stato in condizioni di chiedermi qualcosa (nel senso, mi avessero per esempio offerto un lavoro da favola in Guatemala, io avrei mollato tutto e sarei partita): in fondo è stato meglio così, quella era davvero una situazione che non si sarebbe potuta riaggiustare mai.

      Comunque sì, sono ancora viva. Lui pure.

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    • Ecco… io non capisco questi comportamenti…
      quelli che si spaventano dell’amore… di amare troppo…
      scusa se son diretta: ma non amano nessuno se non se’ stessi e la loro libertà.
      E poi ricompaiono pensando che tu sia stata immobile ad aspettarli…

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    • E’ quello che gli ho risposto, “Hai dimenticato di mettermi sotto naftalina”.

      E’ un atteggiamento abbastanza comune presso gli uomini pensare che quando loro se ne vanno la donna resti lì ad aspettarli sperando unicamente che torni, e dopo venti anni ancora si chiedono se tornare con la moglie/compagna o meno, dando per scontato di avere questa opzione.

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  12. @Itacchy … che piacere vederti in questo spazio di @Diemme, dove incontrai per la prima volta il nostro @Cetriolo “pimpante” …. e riconoscere il tuo bell’ avatar, che immagino sempre sormontato da due belle gambe e da una Donna con la “D” maiuscola …. 🙂
    Eh …. la nostalgia di amici/amiche NON virtuali …. e quel sentimento di volerli/volerle abbracciare tutti/tutte, comunque ci abbia ferito la vita …. come un voler pareggiare i conti senza nulla pretendere, un sentimento non molto dissimile, penso, a quello della nostra @Scrittrice solerte e indefessa di insolite lettere post-datate al tempo e all’ anima !
    Un abbraccione a te … cara amica ! 😀

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  13. @cavaliereerrante: è facile ritrovarsi qui, il blog di Diemme è un bel posto dove trascorrere del tempo a leggere e a pensare!

    caro @cavaliere ti devo sempre una foto delle mie gambe….
    ma intanto usiamo l’immaginazione…. forse è meglio! 🙂

    poi che sopra i miei tacchi a spillo ci sia una donna con la D maiuscola… non saprei che dirti… ci sono donne che la “D” la sanno portare con autorevolezza e con cognizione di causa… Donne “alfa” se vogliamo usare questa espressione…
    che ti devo dire… ho solo molta ammirazione per queste donne… loro sì che non hanno bisogno dei tacchi per dire che sono Donne! 🙂

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    • @itacchiaspillo:grazie per i complimenti, sono davvero contenta che ti trovi bene qui.

      Io oggi sono stata parecchio sul tuo di blog e… beh, è particolare… (insomma, mi serve a tenere allenata la memoria 😉 ).

      Tacchi a spillo? A spillo magari no, ma tacchi sì, ne ho una scarpiera piena, di scarpe alte, bellissime, che non metto mai perché corro dalla mattina alla sera e non mi verrebbero comode, ma al diavolo, fammi buttare giù fossero pure solo cinque chili, e giuro che ricomincio a conciarmi da donna!

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    • ah ah ah sì è un blog particolare!
      sono contenta che ti sia piaciuto!
      certo i tacchi a spillo sono scomodi, ma non bisogna dimenticarsi che il processo per la felicità passa anche dal volersi bene… e perchè no? dal mettersi un tacco, una magliettina più audace, un filo di trucco. siamo donne, è giusto dimostrarlo!

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    • Guarda, per il filo di trucco e la magliettina più audace ci posso pure stare, ma per me camminare sui tacchi a spillo è proprio la negazione del volersi bene!

      Comunque dai, le intenzioni sono buone, qualche chilo più giù, solo qualcuno, e torno ai tacchi. 😉

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  14. Vedi @Itacchy … Tu parti – a mio giudizio ed anche, ove vivesse oggi in carne ed ossa, del buon @Socrate – dalla posizione giusta ! 🙂
    Sai di non sapere ( come me del resto, e come tantissimi … anche se talvolta alcuni l’ ignorano e, “presumendo quel che non sanno, diventano presuntuosi” 😦 ), e di non essere all’ altezza ( ma questo, lo dici Tu … poichè leggendoti, non mi sembra affatto che sia così … ) della “D”onna che emerge dalla metafora “tacchi” . Ebbene, se anche così fosse, questa tua certezza di non sapere e di non essere all’ altezza, non ti inchioda, non ti immobilizza su presunzioni e/o sicumere simili a ‘palle di piombo’ incatenate al piede, ma, al contrario, ti stimola a conoscerti meglio ed a conoscere meglio gli altri, confrontandoti con tutti con sincerità, con lealtà … ed oserei dire con affetto e rispetto per chiunque ( uomo o donna che sia …. ) senza tuttavia essere “fessa o sprovveduta” ove qualcuno/qualcuna si rivelasse cialtrone ( o cialtronessa … ), e questa tua propensione interiore – a mio parere “errante” – non può che farti crescere, amica mia, e crescere bene in armonia con gli altri ! 🙂
    Lo so, che non è facile e che non sono poche le fregature che ci arrivano anche da un blog ( che invece dovrebbe essere lo spazio dell’ anima, il luogo giusto ed incontaminato per conoscerci meglio tutti quanti ), ma ti domando : c’ è forse qualcosa, nella fragilità della nostra vita, che sia facile e scontato ???
    Io non lo credo, @Itacchy, così come credo che Tu sia una bella Persona ….
    E se quindi nulla è facile e scontato, ebbene credo che qui ( o altrove, purchè gli spazi abbiano le stesse caratteristiche del mondo di @Donna&Madre … ) puoi proseguire il tuo viaggio non vanamente, non svolgendo in bella o brutta calligrafia fasullità e chincaglierie, bensì confrontandoti nel bene e nel male, se lo riterrai, con gli agguerriti ospiti dell’ altrettanto agguerrita, ma generosa, @Diemme …. 😀
    E quindi,
    a bientot … mon amy … il viaggio è sempre più interessante e dolce, con i compagni dell’ anima !
    @Cavaliereerrante ….

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  15. Eh eh eh eh eh 😆 …. @Diemme ….
    Mi sfuggì la parola “agguerrita” … ehm …. rivolta a te ?!? 😯
    E quando mai ….
    Tu sei una palombella inerme, un tenero virgulto, un esile stelo di fiore campestre che @chiunque ( e dico @chiunque … ) può calpestare uscendone incolume … insomma … ehm …. Tu …. sei Tu ! :mrgreen:

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  16. Seguendo il filo dei pensieri e delle letture, ho trovato dei video che rendono bene l’idea di come il modo d’intendere i sentimenti fra uomini e donne siano tanto, ma tanto diversi. Inutile negare che si rimane dolorosamente spiazzate…

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    • @Luisa 1: che tristezza esporsi e prendere i calci in bocca! Ha ragione la ragazza del video? Non saprei dirtelo, a me non piacerebbe che mi saltasse addosso un uomo che io considero solo amico (e mi è successo…); però insomma, è pure vero che gli uomini riescono a dicotomizzare la donna con cui stanno bene, “amica”, e quella con cui vanno a letto senza impegno, riuscendo così a crearsi una situazione in cui hanno tutto senza alcuna responsabilità di sorta, molto scorretta però nei confronti sia dell’amica sia dell’altra, se poco poco hanno intenzioni diverse.

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  17. Diciamo che la ragazza del primo video, per i miei gusti, è stata troppo audace. Concordo che se un amico si comportasse in questo modo con noi, rimedierebbe una ginocchiata ben data e non solo metaforicamente. Una donna di media sensibilità può esporsi in modi più delicati, però rimane sempre quello, un esporsi. Quando ho visto il video mi sono dispiaciuta per la protagonista. Ha fatto bene a tentarsela, se era quello che sentiva, chissà quanto deve averci pensato(non ho visto i video precedenti, ipotizzo una possibile azione del genere da parte di una qualsiasi), quanti dubbi e poi, vedi un po’ che risultato!…orribile!. Il lieto fine è di certo romanzato. 50% di possibilità che lei avrebbe potuto rispondergli un “vai a farti…un bagno(nell’acido muriatico, bip!”). E che cavolo!

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    • @Luisa: beh, scusa, uno che ci volesse provare con me farebbe bene a esporsi con le parole, un minimo di sondaggio del terreno, e che diamine, vedersi saltare addosso una persona sentimentalmente non gradita credo non faccia piacere a nessuno (se non alla categoria “‘ndo cojo cojo”).

      Un uomo con me ha fatto così, e solo ad occasione perduta ha manifestato i suoi sentimenti nobili e profondi. Quando invece le possibilità c’erano, ha dovuto fare il “macho”, rimediandoci solo il famoso calcione sempre consigliato dal nostro cavaliere, là dove non batte il sole.

      Insomma, io pensando ai suoi sentimenti – e poi era pure carino! – lo rimpiango pure, ma perché non li ha espressi prima e mi è saltato addosso in quel modo? Che si aspettava?

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  18. Per quanto riguarda il dicotomizzarsi degli uomini, l’amica cara da una parte, la passione con un’altra, non ho parole 😦 Come dice una mia amica “meditate donne, meditate”…e senza raccontarvi palle, che è meglio…

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  19. Ah non posso saperlo che pensasse. Sarà stato convinto che tutte le donne gradiscono un approccio così da macho protagista di filmaccio. E ci saranno pure quelle che apprezzano.La donna romantica preferisce altro e se una non dà modo di pensare di gradire, beh, il tipo sbaglia miseramente tattica.(anche la ragazza del film è stata piuttosto goffa…che abbia pensato pure lei che tutti i maschi gradissero tanta audacia? però m’ha fatto pena lo stesso).

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    • Eppure un mio amico (uomo vecchio stampo) mi ha assicurato che gli uomini gradiscono sempre (lui si riferiva a un “fatto” più specifico però).

      Io non ci posso credere, fosse pure la posizione più efficace del kamasutra, io non mi farei sfiorare neanche con la canna da pesca da uno che non mi piace!!! 😯

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  20. Pingback: Grande Willyco! | Diemme

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