Cos’è l’amore (rivisitato)

Quasi cinque anni fa scrivevo un pezzo “Cos’è l’amore“, che ho particolarmente a cuore. Oggi sono andata a rileggerlo e ho voluto riproporvelo, ma con qualche infinitesimale rettifica (perché si sa, dopo un po’ di tempo non soddisfa più quello che si è scritto, si trova sempre la virgola fuori posto o un termine più adatto).

Ve lo ripropongo allora (per chi vuole andarsi a rivedere l’originale, è pressoché identico, a parte l’aver tolto il nome del mio interlocutore dell’epoca per rendere il pezzo più generale).

Cos’è l’amore, mi è stato chiesto, e io ho cercato dentro di me una risposta.

Mi ricordo quando un qualcuno chiese: “Non so se sono innamorata”, e qualcun altro rispose: “Allora non lo sei, altrimenti lo sapresti”.

Mi ricordo di quella leggenda che racconta che Dio creò le anime con due ali, e poi le mandò sulla terra divise in due, ed è per questo che ognuno deve ricercare la sua altra metà per poter volare. La Sua. Per poter volare.

Sì, l’amore è questo: trovare la persona con cui sentiamo di essere diventati uno, e poter volare.

Come si trova? Comincio a pensare che l’artefice, il cinico artefice, sia solo il destino. Noi dobbiamo fare solo una cosa: non chiudere gli occhi. E un’altra cosa dobbiamo fare: non tentare di impossessarci delle ali altrui.

Perché, se siamo gabbiani, è inutile avvinghiarsi a un tacchino che non si solleverà mai da terra; è sciocco soffrire quando lui ci viene a dire: “ho trovato una tacchinella, un’anima gemella: è con lei che voglio stare”.

Ha ragione lui: che ci fa un tacchino con un gabbiano, quel povero gabbiano che ce l’ha messa tutta, poveretto, agitando forte forte la sua unica ala ma che, alla fine, girava in tondo? Che ci fa a terra un gabbiano, lo scopo della cui vita è volare, non l’illusione del volo, non il tentativo frustrato e deluso di librarsi in volo.

Cos’è l’amore, mi è stato chiesto, e io ho cercato dentro di me una risposta.

E ho pensato a quell’amore che vuole la felicità dell’altro, al di là e al di sopra di tutto. Ma quello è, quasi esclusivamente, amore materno.

L’amore uomo/donna vuole la vicinanza, vuole l’esclusività, vuole il possesso. Vuole il tempo dell’altro, i suoi pensieri, le sue parole, le sue attenzioni.

“Sii felice con l’altro/a”, che tanti sommessamente dicono, forse credendo di crederlo, è puro infingimento, uno dei tanti infingimenti dell’amore. E vuol dire “L’altro? Chi è l’altro, cos’è l’altro? Non è vero, dimmi che non è vero! Noi siamo noi, noi, troppo noi per finire! Dimmi che non è vero, dimenticherò quello che hai detto, perché non è vero, non c’è un ‘voi’, noi siamo noi, dimmi che siamo noi!”

Questo significa “Sii felice con l’altro/a”.

Io, a mia figlia, parlo sempre di Albert Sabin. Perché deve sapere che al mondo non esiste solo il bieco interesse. Non esistono solo gli opportunisti. Sabin, che rinunciò allo sfruttamento commerciale del vaccino da lui trovato, affinché potesse essere disponibile con maggiore anticipo, salvando così più vite.

Le parlo sempre dei pompieri di Chernobyl, che rifiutarono di essere sostituiti nella lotta contro la catastrofe, tutelando così, oltre alle vittime che stavano cercando di salvare, anche i propri colleghi.

Le parlo sempre di Giorgio Perlasca e di quello che rischiò, e di come lo rischiò, per salvare dallo sterminio centinaia e migliaia di persone.

Ma questo è amore per l’umanità. Questo è amore per la vita. Volevo dire, per la Vita.

*** Non piangere, gabbiano, lascia il tacchino alla tacchinella, il tordo alla tordella, e continua il tuo volo: è difficile incontrarsi in volo, ma vuoi mettere vivere il vento, e avere occhi che guardano lontano? Può compensare l’attesa, oh sì che può! ***

Dicevo, cos’è l’amore, mi è stato chiesto.

E io ho cercato, dentro di me, una risposta.

(Patrizia Vivanti, 22/08/2012, rivisitazione del post “Cos’è l’amore” pubblicato in data 30/11/2007)

© Patrizia Vivanti. Tutti i diritti riservati.

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55 thoughts on “Cos’è l’amore (rivisitato)

    • @Marisa: io continuo a crederci… ho visto coppie innamorate per tutta una vita, io credo che l’importante sia impegnarcisi, e non gettare la spugna di fronte alle difficoltà perché pare più semplice ricominciare daccapo con qualcun altro, il cui unico punto di vantaggio è spesso di non avere con noi alcun sospeso (ancora).

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  1. Ma esiste davvero l’anima gemella? Esiste in natura un, per così dire, “completamento” di noi stessi? O siamo noi che creiamo la nostra metà? Che smussiamo, modelliamo, lavoriamo reciprocamente il perimetro della persona che ci è accanto per renderla una cosa sola con il nostro spirito? Non so… A mio parere la congiunzione delle ali avviene con il tempo: una volta vicine, queste crescono e si sviluppano insieme per poi volare in completa sintonia.

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    • @Scruty: ovviamente c’è anche quello: le anime potranno pure essere gemelle, ma poi c’è un’esistenza terrena e carnale da coniugare, e ci vuole impegno, rispetto, intelligenza, e tanta volontà di far funzionare le cose.

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  2. Uno dei più grandi Poeti della terra, la sublime @Saffo da Lesbo … dell’ Amore scrisse :
    SCUOTE L’ ANIMA MIA EROS …
    COME QUERCIA SUL MONTE !

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  3. E da Saffo ha preso spunto Marina Cvetaeva per la sua splendida Indizi:

    Come spostando pietre:
    geme ogni giuntura! Riconosco l’amore dal dolore
    lungo tutto il corpo.

    Come un immenso campo aperto
    alle bufere. Riconosco
    l’amore dal lontano
    di chi mi è accanto.

    Come se mi avessero scavato
    dentro fino al midollo. Riconosco
    l’amore dal pianto delle vene
    lungo tutto il corpo.

    Vandalo in un’aureola
    di vento! Riconosco
    l’amore dallo strappo
    delle più fedeli corde

    vocali: ruggine, crudo sale
    nella strettoia della gola.

    Riconosco l’amore dal boato
    – dal trillo beato –
    lungo tutto il corpo!

    29 nov. 1924

    Ma sono solo poesie …

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    • @Marisa: però mi pare che qui l’amore sia coniugato alla sofferenza, al dolore, e non è un’accezione che mi senta di condividere: per me l’amore deve rendere feici, non far struggere!

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  4. Mah, per restare in tema di volatili, secondo una famosa storiella potrei dire che è il non accontentarsi di vivere da pollo se si è un aquila!
    E poi mi verrebbe da dire che se potessimo darne una definizione non sarebbe più amore, che, in quanto tale, sfugge ad ogni incasellamento perchè figlio della libertà e del sommo bene e dunque sarebbe persino improprio ridurlo al solo amore di coppia. L’amore, per sua natura, si declina in varie forme, pur restando immutato nella sua sostanza, dimostrando però più fantasia dei nostri tentativi di appropriarcene con una definizione e cercando di educarci a guarire dalle nostre fobie.

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  5. L’amore di cui parli tu, può capitare nello 0,000001% dei casi (a essere ottimisti).
    Per il resto, trattasi di semplici “adattamenti”.
    Non chiudere gli occhi: sono d’accordo. Nemmeno le porte, ma a volte bisogna anche proteggersi dal freddo…
    Stupendi gli esempi che fai a tua figlia.

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    • @Aquila: no, mi dispiace, l’amore che dico io capita molto più spesso è solo che oggi, nella società del consumismo, abbiamo preso a consumare pure persone, rapporti, sentimenti. Che poi, fare usa e getta dei rapporti, secondo me è contronatura, e infatti non è che ci sia tanta gente felice in giro.

      PS: Proteggersi dal freddo? Lo dici a me che sto sola da vent’anni? Che predico bene e razzolo male, male malissimo… 😦

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  6. Le mille facce dell’amore. Ma lasciando da parte gli esempi nobili a favore dell’umanità o il fuoco fatuo delle passioni, non è forse semplicemente un “t.v.s.b.” ti voglio sempre bene?

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    • @frz40: o “tvbps”, ti voglio bene per sempre, dove per voler bene s’intenda volere il bene dell’altro, volere che l’altro stia bene, e non un semplice volere che l’altro stia con noi.

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    • Sì, dove per voler bene s’intenda volere il bene dell’altro, volere che l’altro stia bene. Ma sempre e mai sono cose che non esistono. Accontentiamoci di un semplice tvb: oggi, come ieri, che è già una bella garanzia per domani.

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    • @frz40: si, sono una bella premessa alla garanzia per domani, ma la garanzia per il domani la dà anche l’impegno, la voglia di costruire, l’intelligenza, la voglia di far funzionare le cose… più un sacco di altre cose.

      Ragionavo giorni fa su una che magari è la moglie di un genio e scappa con il lattaio, perché col genio soffre di complessi d’inferiorità, e col lattaio no (se poi pure il lattaio è un genio, è rovinata! 😆 ).

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  7. @Diemme 22.8 – 9:20 PM ….
    Non ti scuote l’ anima @Eros come il vento una quercia sul monte ?!? 😯
    Ma te la scosse, un tempo …. e te la scuoterà ancora, prima o poi, per le ragioni stesse che ho sintetizzato nel tuo precedente post ….
    Magari non più Tu quercia sul monte …. ma tenera mammoletta erta sullo stelo in un vaso da fiori ! :mrgreen:

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    • @Elena, nonostante il mio oltre mezzo secolo d’età e le numerose batoste prese (diciamo pure che ho preso unicamente batoste) io continuo a crederci: sarà perché qualche coppia felice l’ho vista…

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    • Beati loro!!! La ricetta è complicata perchè la routine ammazza la passione….e il dare per scontato pure! Mia cognata dice sempre “il matrimonio dovrebbe essere un contratto a termine e rinnovabile!”
      PS Come hai fatto ad inserire il link??? Grazie!

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    • @Elena: io non ci credo che la routine uccida la passione, semmai uccide le persone, e se non ci sono più le persone chi rimane più a provare passione?

      No, non sono d’accordo con tua cognata, il matrimonio non dovrebbe essere un contratto a termine, ma un impegno serio da coltivare con passione sì, ma anche con competenza e serietà.

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    • @Elena: “tanti anni di matrimonio” sono un brivido che, purtroppo, non ho mai provato, ma conosco coppie che si amano col batticuore anche dopo trenta, quaranta, persino sesseant’anni, e le conosco – o ho conosciuto – di persona, era davvero così.

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    • PS: inserire il link è facile, se scrivi i commenti dalla bacheca, selezioni il testo che vuoi rendere linkabile e clicchi su “link” (tra i tag proposti in alto della box di scrittura del commento): ti si apre una finestra in cui ti chede di digitare il link, e lì copi l’indirizzo a cui vuoi si venga riportati cliccando sul testo (insomma, più facile a dirsi che a farsi! 😉 ).

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  8. So (ovviamente per sentito dire), che ogni gabbiano che si rispetti, anche il più irriducibile, dopo tanto volare e tanto cercare, con le ali stanche e la vista offuscata da troppa salsedine, possa trovare sollievo e momentaneo conforto tra le morbide piume di qualche tacchinella di passaggio. Evvabbè, la razza è diversa, ma pare che sul momento non gli importi granchè.
    Poi, lui riprende il volo, (veleggiando tranquillo) alla ricerca dell’altra ala.
    Non per niente tale attività è proprio nota ai più con il termine di “tacchinare” 🙂
    [Fonte: National Geographics – sezione “volatili” 😀 😀 😀 ]

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  9. Per come da te descritto, e ti do atto di averlo fatto come sempre molto bene, sembra di dover trarre conclusioni poco incoraggianti e difficoltà nel fornire una risposta!
    Per me l’amore, quello che poni al centro del tuo interrogativo, dovrebbe sempre essere un volere il maggior bene possibile per la persona amata, non solo quando si tratta di genitore, madre sopratutto, per un figlio!
    Il limite si verifica sempre quando questo atteggiamento di abnegazione non lo è del tutto, ma si parte da un’aspettativa che si vorrebbe veder soddisfatta.
    Ma è quando entra in ballo il bilancino del soppesare il quanto si da con quello che si riceve, che tutto il meccanismo comincia ad andare in crisi!
    Ma se ne potrebbero dire a non finire, non per nulla sull’argomento da sempre parole, versi e musica si sono sprecati!
    Ora io mi accontento di mandare un abbraccio alla mia cara amica @Diemme!

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    • @Sergio: il bilancino in amore – in tutti i rapporti d’amore, e quindi anche amicale, filiale, genitoriale etc – non deve essere mai tirato fuori, ma certo un rapporto in cui si dà e basta, o prende e basta, non credo possa funzionare, non in maniera sana intendo.

      Credo che ci voglia almeno la disponibilità mentale a dare tutto quanto necessario all’altro per la sua felicità, e se non è necessario nulla, a parte la nostra amicizia disinteressata, il nostro amore, allora non ci sarà bisogno, via il “ricambiare”, che sa tanto di “non voglio doverti niente”.

      Su questo, comunque, ho intenzione di tornare, perché è un argomento un po particolare, e forse un tasto delicato.

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  10. Ciao cara Diemme.
    Sai, secondo me, l’amore non è fatto di ragionamenti e calcoli.
    L’amore vero è sentimento, emozioni, creatività, cura e vita.
    E’ coraggio ed abnegazione…che conducono alla gioia.
    E’ rispetto per l’integrità dell’altro, che aumenta quanto più aumenta la diversità.

    Come saprai, marito ed io, siamo sposati da 41 anni, separati da ben 8 anni e nuovamente fidanzati da 7 anni. Sai Diemme qual’è la ragione principale di questo strano amore?
    E’ che lui è un gabbiano ed io una tachinella. Ma….più precisamente, io mi sento una pantera nera che si sente viva nella foresta. Mentre marito si sente un leone…più vivo che mai, se nella calda savana illuminata dal sole. ( Vedi la famosa fiaba dal titolo: “Leopartera…storia di un amore”).
    Dimmi Diemme, può la pantera condizionare la vita del leone e viceversa?
    E’ questione di personalità insomma! E la personalità è fatta di istanze che, se non ascoltate, conducono all’alienazione e all’infelicità reciproca.
    Cara Diemme, ora, marito ed io, ci consideriamo davvero coppia. Ossia un tutt’uno, altro, fatto di metà leone e metà pantera. che s’incontra ai margini della foresta e della prateria…dove più stà bene ed è felice… nella cura l’uno per l’altro.
    In quel posto, io e lui siamo metà di un tutt’uno! Consapevoli di lasciare parte di sè…per essere felici.
    Sì, siamo una coppia fortunata che, bene o male, è riuscita a conquistarsi…sia “la foresta che la savana”, per non soffocare le diversità.Sì, siamo fortunati perchè non abbiamo lasciato terze persone, entrare e confondere la nostra vita. Ma sopratutto, siamo due persone profondamente diverse, che hanno stimato il sentimento e il rispetto…più del calcolo e delle ferite.

    Un affettuoso saluto.

    Nives

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    • Ti ringrazio cara Diemme, sopratutto perchè credevo d’averti in qualche modo ferita.
      Credimi, non è facile accettare… ed adattarsi a condizioni, così tanto fuori dal normale. Ma vivendole, mi accorgo che sono le sole a stimolare novità e crescita reciproca, di coppia e famiglia, e qualità di vita.
      Ma occorre essere in due a volerlo.
      Due identità che restando lontane, capiscono ogni giorno di più se stesse, i loro sentimenti, cosa vogliono…e a poco a poco strutturano la loro storia che non vuol finire, la consolidano…. e fanno fermentare “l’uva”…maturano il “vino buono”, scelto ancora perchè vivo e dolce…dentro il ricordo.

      Ma tutto questo ha un alto costo…e spesso, come Te, mi interrogo. Ma poi, mi lascio andare sul mare della vita, serena e consapevole che…sarà lei a condurmi sui flussi di quel mare che ho scelto.

      Buona giornata

      Nives

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    • Ferita? E perché mai?

      Hai detto delle cose vere e giuste (come adesso, quando affermi che bisogna essere in due a volerlo: il problema, nella maggioranza dei casi, è tutto lì).

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  11. Ho trovato per puro caso questo blog cercando altro nel web e ne sono rimasta “incollata” per ore perché “ti cattura alla lettura”… l’ho anche suggerito da amici blogger perché le cose belle sono da condividere.
    Complimenti e grazie per “condividerti” con altri.
    Emy

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  12. Condivido pienamente il pensiero…….e ritengo che l’essenza del vero Amore sia riassunta nel titolo di una canzone che mi piace moltissimo “If you love somebody let them free”…….se ami qualcuno lascialo libero……l’Amore non è possesso è Volare assieme percorrendo ala affianco all’altra il cammino di crescita spirituale che ogni anima deve compiere su questa terra…….

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    • @Silva: se hai un amore lascialo libero: se torna è tuo, se non torna non lo è mai stato.

      Grande verità, ma ammetto che non sia sempre facile da mettere in atto, anche a seconda dei momenti della vita e degli stati d’animo.

      Benvenuta anche a te! (come mi hai trovato?).

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