Ed io ti cancello!

Premetto, non ce l’ho con un lui (come il lui sarebbe portato a credere), semmai con qualche lei (tre o quattro  😆 ). Però, diciamo ancora meglio, faccio un discorso di tipo generale.

Capita che a un certo punto qualcuno ti cancelli (internettianamente parlando) o che tu cancelli qualcuno. Questa cosa io l’ho sia fatta che subìta. Parlo di fb, di libero, del blogroll, insomma, una cancellazione virtuale, ma non metaforica, la cancellazione del link al nostro sito, o blog, o il nostro profilo dalla lista degli amici.

Cancellare risponde a un momento di rabbia, significa ti cancello dalla mia vita, e può essere una sfuriata, oppure una decisione presa a tavolino, con lucidità.

Io, su libero, ci ho perso una persona per averlo fatto, una persona a cui tenevo. Che poi, io sono quella del bubbubù, la sera l’ho tolto, la mattina l’avevo già rimesso, ma il colpo inferto non è stato recuperabile.

E questo voleva dire che ci teneva a me, perché io l’ho subìto da parte di persone che per me erano importanti, e da parte di persone di cui invece non m’importava un fico secco, e vi assicuro che la differenza c’è.

Ultimamente da una non sono stata cancellata, sono stata proprio bannata. Che poi per me lei era nel gotha delle amiche ma – caro Sergio, era a lei che mi riferivo quando c’è stato quel malinteso – che dirvi, evidentemente la cosa non era reciproca, oppure lo era stata in passato ma poi, più o meno improvvisamente, non lo era più.

Che buffo nelle chat quando sai che c’è ma non la vedi, che la intuisci nelle risposte che le danno, come intuisci la presenza di un fantasma dagli oggetti che si spostano.

Ma avevamo detto che avremmo parlato in generale. Cancellare è una violenza.

Oppure è un atto di coerenza.

Oppure è una necessità.

Oppure è una rivalsa, una ripicca, o semplicemente un modo indiretto per sputare il rospo, togliersi un sassolino dalla scarpa.

Tempo fa, in un blog che credevo amico, ho notato che difficilmente mi rispondevano. Contatto privatamente la blogger (io sono quella che non se la prende mai a male in solitaria, cerco sempre il chiarimento), e mi viene detto “Ma no, ma ti pare, è che io non sono sistematica come te, ma mi fa sempre piacere quando intervieni, e giusto stavo venendoti a leggere…”.

Ieri, per caso, mi è venuto in mente di andare a vedere sotto che nome aveva registrato il mio blog e… era scomparso. Io sono sicura che prima c’era, sicurissima, quindi l’atto è stato volontario (ma stavolta non chiarirò, sai che m’importa, questa appartiene al caso 2), e tanto non m’importa che, pur avendo deciso di non intervenire più da quelle parti, mi dimentico della decisione presa e finisco col continuare a scrivere (un’altra mia caratteristica, che sarebbe stato carino enunciare nei sette punti del Versatile, è che spesso dimentico che sono arrabbiata con qualcuno, quindi evidentemente ben poche corde hanno toccato).

Una volta invece mi ha fatto addirittura piacere. Era una tizia che più la schizzavo e più mi voleva mettere in mezzo. Una volta mi ha fatto veramente uscire dai gangheri (vi assicuro che ci si è impegnata) e lì ammetto di aver menato per prima: l’ho cancellata da tutti i mondi che avevamo in comune, l’ho spammata pure nella e-mail. Ci ha sofferto, e quello mi è dispiaciuto: non volevo ferirla, volevo solo recuperare gli spazi che s’incaponiva a togliermi.

Vedermi cancellata da lei però è stato come aprire le finestre e fare entrare l’aria, vedere il sole, respirare!

Insomma, voi siete stati mai cancellati/bannati da qualche meandro del web? E siete mai stati voi a farlo a qualcun altro? Come l’avete vissuta nel primo caso, e cosa vi ha spinto a farlo nel secondo?

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66 thoughts on “Ed io ti cancello!

    • @andrea: comunque parlo di persone con cui c’era anche un contatto extrablog ovviamente. Mai accorto? In effetti, ci sono casi pure in cui uno non se ne accorge. Tante volte, specialmente su fb, vedo magari che il numero di amici è diminuito di uno e non riesco a ricostruire chi è che se n’è andato… questo non significa che non fosse una persona cui tenessi, ma magari non era qualcuno con cui il rapporto era regolare, e riesci a ricostruire solo dopo un po’.

      Una volta a un amico l’ho chiesto perché mi avesse cancellato, visto che non c’erano nubi all’orizzonte, e lui mi ha detto di non averlo fatto assolutamente, e che fb aveva fatto tutto da sé: speriamo sia verò, perché anche un’altra se n’è andata senza che ci fosse alcuna nube all’orizzonte…

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  1. Ho capito pochissimo perchè non sono addentro al web.

    Il mio desiderio però in questo periodo è quello di “e io mi cancello” perchè non sono mai riuscito ad amare le classiche chiacchiere ed il web sta diventando proprio quello solo con la comodità di avere tempi comodi di intervento e risposta.

    Credo che mi toccherà chiedermi se la rete ha qualcosa che non trovo fuori da essa, qualcosa di importante voglio dire, che giustifichi i minuti dedicati. E poi fare un bilancio, vedere se ne vale la pena.

    E io mi cancello! 🙂

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    • @Exodus: sì, la rete ha qualcosa in più di quello che si trova fuori, e cioè lo scegliersi per affinità in mezzo a una quantità incredibile di persone, mentre nella realtà il cerchio è infinitamente più ristretto.

      Insomma, se uno nella vita “reale” ha la possibilità di interagire con una ventina di persone, magari tra queste ce ne sono una o due affini, con cui non è detto che gli orari coincidano, su internet ne circolano centinaia di migliaia, trovarsi e frequentarsi – giacché è in differita – diventa più facile.

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  2. Non frequento molti posti in cui uno ti possa cancellare… Su Twitter capita spesso ma solo un paio di volte da persone che mi interessavano un po’ di più. E pure a me è capitato di cancellare qualcuno che non mi interessava più.

    Sui blog proprio non ci faccio caso perchè se uno vuole mi legge, se si stanca ok, ciao…

    Su Facebook mai capitato… E con questo ho finito i social network che frequento 😉

    Però il tuo post mi ha reso curioso circa quali sono i social network dove sono accaduti i misfatti che hanno dato origine al post stesso 😉

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    • Io mi riferisco alla community di libero, però lì sono stata io a cancellare una persona, quella che rimisi subito per intenderci, con la quale avevo discusso telefonicamente. Altri che mi hanno cancellato è stato solo per mancanza di frequentazione, per cui ero rimasta una figurina priva di identità, e ogni tanto in community si faceva di “ripulire” lo spazio amici da quelli con cui non si era creato nessun rapporto e non sapevi neanche chi fossero.

      Invece su fb (a proposito, mi devo ricordare di chiederti l’amicizia 😉 ) ho avuto sempre un ambiente ristretto di amici selezionati, principalmente amici blogger conosciuti qui, è uno spazio in cui sono entrata principalmente per loro. Lì sono stata molto cauta nell’accettare amicizia, e fino a poco tempo fa avevo cancellato solo una volta, quella di cui dicevo che mi toglieva l’aria.

      Ultimamente invece ho dovuto, dolorosamente, cancellare una persona a cui voglio un mondo di bene, ma non era possibile fare altrimenti: ci sono casi in cui la vita separa, sperando un giorno di poterci rincontrare.

      Il grosso invece del discorso è sul blog. Pare che il blogroll sia una sciocchezza, e infatti il mio non ha alcuna manutenzione, non è il mezzo che uso per andare sugli altri blog, e spesso ho dimenticato di metterci amici e blogger che leggo regolarmente, ma un conto è non mettere, che è per lo più involontario, un conto è cancellare, azione che esprime una precisa volontà.

      In un caso ci soffrii fino a sentirmi male, perché chi ha cancellato è stata una persona con cui c’era stato un rapporto speciale, che sono riuscita a dimenticare solo dopo anni di lacrime e dolore, e il gesto della cancellazione, il disconoscimento, è stato veramente per me violento e doloroso (non sono riuscita a trovare il post che scrissi in proposito, se lo ritrovo torno a linkarlo), ma poi, a forza di ripetermi come un mantra che non stiamo parlando di una malattia o di un disatro economico, dopo essermi imposta fino alla paranoia di dare a un link l’importanza di un link, e non di un abbandono, pietrificando una parte della mia memoria e dei miei affetti me ne sono fatta una ragione.

      Eppure lo devo ritrovare quel post…

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  3. Io che non ho il blog ti posso parlare altre esperienze simili sempre nel mondo internet?
    Una persona che conosco più di nome che di fatto, mi ha chieso se avevo un contatto in tale chat. Ho risposto affermativamente e alla prima occasione utile abbiamo fatto la video chiamata. C’erano sia lui che la moglie, sono state due ore piacevolissime per tutti. Fatto sta che quando, a distanza di qualche tempo, l’ho visto online, l’ho ricontattato e non mi ha più risposto. Sparito. Mi sono risentita e mi sono chiesta il senso di quel volermi contattare, per me poteva continuare a fare da tramite con l’altra persona senza che ci fossero contatti personali tra noi. L’ho trovato profondamente stupido, ma non l’ho eliminato dai miei contatti. Quasi mi sono dimenticata della sua presenza.
    Con un’altra persona ho sentito io la necessità di porre delle distanze, non l’ho cancellata, ma è anche vero che non ho più tanta voglia di usare quella chat e sono sempre offline.
    Cancellare è una presa di posizione molto forte e bisogna essere sicuri di quello che si fa.
    Sull’incoerenza del voler commentare anche se si era deciso di dividere le strade, penso solo che quello non fosse il momento giusto per lo strappo definitivo e ha ancora da dire qualcosa che ci interessa. Quando leggerai e non proverai più niente, saprai che è ora.

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    • @Luisa: io con quella persona da cui continuo a commentare non ho nessuna intenzione di dare strappi definitivi, semplicemente che dovrei aver recepito il messaggio di non essere gradita (nonostante le sue rassicurazioni), e quindi dignitosamente starmene per i fatti miei: insomma, non essere graditi in un blog non è uno dei più grandi dispiaceri della vita! :mrgreen:

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  4. A me è capitato di essere stata cancellata dai contatti in chat e su fb (prima che io disattivassi il mio profilo) da un amico con cui ci sentivamo giornalmente, perchè la sua fidanzata gli disse che avrebbe annullato il matrimonio se non avesse sospeso qualsiasi tipo di rapporto con me. Col tipo in questione non c’era mai stato nulla di nulla, e il suo sparire da un giorno all’altro mi ferì moltissimo. A distanza di oltre due anni mi ha ricontattato in chat dicendo che non era stato giusto troncare una bella amicizia e che gli dispiaceva, ma dopo qualche giorno, dopo uno strano messaggio sempre in chat, ho ricevuto una mail in cui mi diceva di non rispondere a suoi eventuali contatti, perchè la moglie aveva visto il mio nome in giro e mi scriveva spacciandosi per lui. A quel punto l’ho cancellato io…

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    • Anch’io ho perso delle persone per questo motivo, la fidanzata/moglie gelosa.

      Io non l’ho mai fatto, la persona accanto a me ha sempre goduto della massima libertà e della massima fiducia (forse troppa? Li ho abituati male? Volevano il guinzaglio un po’ più corto?): d’altra parte, anch’io ho molte amicizie maschili, e non ho mai tradito un mio partner.

      Mi farei imporre un veto del genere? Credo proprio di no: forse è per questo che sto sola?

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    • Certo, è un’idea. Vediamo come sarebbero potute andare le cose.

      1) Caro […], ti cancello perché, quando ti ho raccontato che una mia amica, a fronte del problema che tu, uomo eccezionale ed amato, eri così lontano, mi ha proposto di amare te da lontano e beeeeep qualcun altro da vicino, tu, invece di fare una scena madre e proibirmi di frequentarla, hai detto serafico “E perché non le dai retta?”: dico, ma per chi mi hai preso! Io ti cancello!!!

      2) Cara […] io ho 48 anni, siamo a malapena conoscenti, come ti salta in testa che io ti debba dire per filo e per segno tutto quello che penso, faccio, dico, progetto, altrimenti ti ci inca@@i pure e mi fai sguaiate, pazzoidi paranoiche pubbliche scenate internettiane? Tu sei pericolosa, sciroccata, inaffidabile, schizzata, e io ti cancello!

      3) Cara […], non si può dire che noi due fossimo “amiche”, che “amica” è una parola grossa, ma i nostri rapporti erano di cordialità, tante cose le sapevi, altre facilmente si potevano intuire: e ora sei lì DA QUI DUE a dirgli quanto sono carini? Io ti cancello!

      4) Cara […], ho visto che mi hai cancellato dal tuo blog. Ricambio sentitamente e ti cancello anch’io.

      Volete che continui? Stuzzico la vostra curiosità?

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  5. Ultimamente ho tolti alcuni amici di Facebook non perché non mi piacessero ma solo per un errore mio di ansia, di voglia di “fare amicizia” che poi non era vero. Me ne sono andata da un gruppo che mi sembrava impari: mi pareva di dover dare ragione al capo, per sicurezza me ne sono andata. Poi, più che essere bannata, mi sono fatta bannare; tanti anni fa da un forum perché non volevo più frequentarlo. ^^

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  6. Cara Diemme, scusa non sono molto presente nei commenti ma ti seguo sempre. Sollevi un tema interessante, di dinamiche virtuali che poi in realtà incidono eccome nel nostro vissuto. A me l’unica esperienza di cancellazione che mi ha fatto male dai contatti fb (e premetto che io ho fatto una pulizia di conoscenze solo lontane che poi rispondevano solo ad una esigenza di amarcord, molto ponderata, e anche altri mi hanno forse cancellata ma non me ne sono accorta) è stata quella di una pseudo amica che ricostruendo ti racconto cosa è avvenuto. Era una mia compagna di università peraltro estremamente carina fisicamente ancora ora che è ultraquarantenne ma molto difficile di carattere. Eravamo in qualche misura amiche, io poi sono stata fuori dall’Italia per quasi 5 anni, ho avuto miei problemi e ci siamo involontariamente allontanate. Tornata in Italia, l’ho rivista e lavoravamo a un isolato di distanza. Ho avuto la ventura, grazia, fortuna, chiamala come vuoi, di cercare un figlio a 40 anni (perché ho trovato il padre tardi, non per scelta) e Dio ha voluto che il nostro desiderio fosse esaudito praticamente la sera stessa in cui abbiamo deciso (scusa se cito Dio, io sono credente e non finirò mai di ringraziarlo, spero di non offendere la sensibilità di nessuno; per inciso, considera che portavo avanti una storia a distanza, quindi ho avuto decisamente culo, scusa il francesismo!). Ho incontrato la suddetta che avevo il gran panzone e poi successivamente con la carrozzina e poco dopo lei mi ha cancellata. Io sono sicura che lo ha fatto in un moto di rabbia nei miei confronti. Io più sfigata di lei, meno bella, ho trovato l’amore e una figlia. Lei continua a essere single e nevrotica.
    No, comunque, non credo che bisogna avvertire, in fondo dobbiamo essere noi stessi, con un po’ di tatto (nel senso che se magari la persona in question sappiamo che è uno/a solo disperato, magari evitiamo) scegliamo noi chi scegliere!
    Un saluto affettuoso e perdonami se non riesco a intervenire come mi piacerebbe, il tuo è davvero un bel blog, ricco di spunti e di riflessioni.
    Quanto al blog è ancora presto per dirlo (ho iniziato da pochissimo), una follower (dei pochissimi che ho) è letteralmente sparita dalla circolazione, ma non credo fosse un fatto personale.
    Ciao e statti bene, a proposito ti sei ripresa?
    Chiara

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    • Posso capire la tua amica.

      Se la tua analisi è esatta, desiderare un bambino e vedere intorno tutte donne incinte fuorché te (perché questa credo sia l’impressione che hanno), essere sola e vedere intorno tutti innamorati a fare cicci cicci (non sono tutti, ma pure in questo caso l’impressione che si ha è questa), significa mettere il dito nella piaga, rinnovellare il dolore, e alla fine uno si allontana da tutte queste “fonti” di lacrime per istinto di conservazione.

      Io ricordo che, quando mi diplomai, i miei opposero un netto rifiuto a che io preseguissi gli studi. Io, che volevo studiare a ogni costo, le provai tutte, ma non ci fu nulla da fare. Avevo sempre studiato e lavorato, per cui tra risparmi, presalario, esenzioni e borse di studio varie, la spesa l’avrei potuta affrontare da sola, ma mia madre arrivò a prendere i libri acquistati per l’università e gettarli via.

      Non dovevo studiare perché no, non dovevo studiare e basta, non dovevo studiare perché per tutta la vita avevano portato avanti i loro intenti “punitivi” con scarso successo, e ora che avevano un’arma in mano, ti pare che se la sarebbero lasciati sfuggire?

      L’anno del diploma per me fu un anno orribile, nonostante i brillanti risultati. Passai quell’estate sul letto a singhiozzare che volevo studiare, volevo studiare, volevo solo studiare, e a mie spese per di più!

      Mia madre fu una roccia irremovibile. Io incontravo per la strada i compagni di scuola che si erano diplomati con me e dovevo sentire le loro lamentele che i genitori volevano che continuassero a studiare ma loro proprio non ne avevano voglia, e i genitori giù a promettergli stipendi, automobili, e chi più ne ha più ne metta.

      Lo ammetto, cominciai a cambiare strada quando li incontravo. A testa bassa, vivevo chiusa in quel mio mondo che mi feriva, e non avevo voglia di confrontarmi col fatto che ne esistevano altri.

      Pochi mesi più in là, mi capitò l’occasione di andare all’estero e l’università la feci là: un’esperienza decisamente più forte e appagante, ma i miei compagni non li ho voluti vedere mai più. Incontrarli mi ricordava il dolore più grande: non avere mai avuto genitori su cui contare, genitori che lottassero per me, per il mio benessere. Mi ricordavano che mia madre era la mia nemica numero uno, che non è il pensiero più facile al mondo da accettare.

      Ancora oggi non ho alcuna intenzione di incrociarli, anche se forse le loro vite, andate avanti nel mio immaginario su binari più lineari, potrebbero essere state meno intense e fortunate della mia, ma non cambia nulla, non è certo con loro che ce l’avevo, e la mia non era certo invidia per la loro situazione, bensì dolore per la mia.

      Io spero che la loro vita sia stata felice e gratificante, ma non partecipo a rimpatriate, e su fb ci sto sotto mentite spoglie perché non ho nessuna intenzione di essere rintracciata: quegli anni dalla mia vita devono semplicemente sparire.

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  7. 😐

    Oh all the money that in my whole life I did spend
    Be it mine right or wrongfully
    I let it slip gladly past the hands of my friends
    To tie up the time most forcefully
    But the bottles are done
    We’ve killed each one
    And the table’s full and overflowed
    And the corner sign
    Says it’s closing time
    So I’ll bid farewell and be down the road

    Oh ev’ry girl that ever I’ve touched
    I did not do it harmfully
    And ev’ry girl that ever I’ve hurt
    I did not do it knowin’ly
    But to remain as friends
    And make amends
    You need the time and stay behind
    And since my feet are now fast
    And point away from the past
    I’ll bid farewell and be down the line

    Oh ev’ry foe that ever I faced
    The cause was there before we came
    And ev’ry cause that ever I fought
    I fought it full without regret or shame
    But the dark does die
    As the curtain is drawn and somebody’s eyes
    Must meet the dawn
    And if I see the day
    I’d only have to stay
    So I’ll bid farewell in the night and be gone

    Oh, ev’ry thought that’s strung a knot in my mind
    I might go insane if it couldn’t be sprung
    But it’s not to stand naked under unknowin’ eyes
    It’s for myself and my friends my stories are sung
    But the time ain’t tall, yet on time you depend
    And no word is possessed by no special friend
    And though the line is cut
    It ain’t quite the end
    I’ll just bid farewell till we meet again

    Oh a false clock tries to tick out my time
    To disgrace, distract, and bother me
    And the dirt of gossip blows into my face
    And the dust of rumors covers me
    But if the arrow is straight
    And the point is slick
    It can pierce through dust no matter how thick
    So I’ll make my stand
    And remain as I am
    And bid farewell and not give a damn

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  8. Ascoltandola attentamente … amica mia !
    E riflettendo sulle parole …. Tu, conosci bene l’ inglese ( che peraltro è sempre traducibile in italiano, con i sistemi Google … ), prendendo atto che ogni ragione di odio, ogni rimpianto – come dice @BobDylan – “esisteva già assai prima che noi nascessimo” !!! 😦
    Come mi piacerebbe che Tu mi rispondessi ?
    Con un’ altra canzone …. scelta proprio da te, magari sorprendendomi ! 🙂
    Tu, sei bravissima in questo … e sai bene cosa mi piacerebbe ascoltare “ora e in questo post” !
    @Bruno …

    Ps. Questo sistema di “rilogamento” ogni volta che si debba inviare un commento, è una scassatura di cog …. ( insomma … un’ orchiclastìa … 😀 ), ma devo ammettere che il sistema è precisissimo e puntuale, …. cci loro ! :mrgreen:

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  9. @Diemme: è stato semplicissimo! ^^ Spedii un messaggio privato ai webmaster in cui scrissi “per favore: bannami” (perché era rivolto alla webmistress capo). Loro, credendo ci fossero ragioni di attrito con qualcuno, mi chiesero se non mi fossi offesa per qualche motivo; allora mi spiegai, dicendo che non potendo in futuro frequentare il forum, tanto valeva essere bannata. Capirono e mi tolsero dalla lista degli utenti. ^^

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    • @Diemme: Non me la sentivo. Era come se una parte di me fosse ancora lì, quindi ho preferito distaccarmi completamente. E’ stato come ingarrare l’uscita e dato che mi era impossibile chiudere da me, chiedere ai padroni di casa: “mi chiudete la porta”? Tutto qui. ^^

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    • Io ho fatto la stessa cosa…

      Non so dirti se ho fatto bene o male, in quel momento avevo bisogno di non essere più in grado di tornare sui miei passi, perché c’era una situazione che mi faceva soffrire, ma non riuscivo a uscirne. Gli dissi “E’ come se una donna che sta con un uomo sposato e decidesse di lasciarlo, ma non ce la fa perché ne è innamorata, si mettesse in condizioni di non poter più tornare sui suoi passi”.

      Ho fatto bene? Ho fatto male? Ancora, a distanza di anni, non so dirtelo, ma posso dirti che è stao lacerante.

      E tu, come l’hai vissuto?

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  10. Bellissima !!! 😀
    Dentro di te … la musica un’ anima ha …. non lo dimenticare mai, cara amica !
    Il resto …. è amarissimo, lo capisco bene … è rimpianto dovuto per una violenza altrui che t’ ha negato “quella” strada, ma non ha cancellato in te il sogno …. fallo volare sempre @Diemme !
    @Bruno ….

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    • Lo studio negato a chi ha la volontà e le capacità per portarlo avanti, è come prendere una persona sana, amputargli gli arti, e mandarne il moncherino in giro per il mondo.

      Ora, non voglio entrare in contraddizione con quanto espresso nel post precedente (ma il fatto che ne riesca a parlare, credetemi, è già un grosso passo avanti). Qualcuno obietterà che comunque sono andata avanti, ma il trovarsi a migliaia di chilometri da casa, senza che questo sia dovuto a libera scelta, fa sentire un po’ profughi, emigrati da un paese in cui si sarebbe voluti restare, ma non si è potuto.

      E’ stata un’esperienza intensa, profonda, ma anche dolorosa ai limiti dell’insopportabile. Quando, in uno sconosciuto ospedale lontano anni luce da tutto, intubata fino agli occhi, mi sono chiesta “Perché sono venuta a morire qui, lontano da tutti?”, penso che la sensazione di solitudine abbia raggiunto il suo picco maggiore. Scrivo e sto piangendo, a distanza di oltre trent’anni. Fa presto chi dice che bisogna dimenticare, a riuscirci!

      Ce l’ho fatta? A fare che? Non certo ad avere una famiglia. Forse ce l’ho fatta ad essere io famiglia, a prodigarmi a mo’ di mecenate per chiunque abbia incontrato con gli stessi problemi, forse neanche per generosità, ma solo per superare una mia ferita.

      A volte credo che questa fosse la mia missione, troppo facile la strada più lineare, ma quanto più volentieri l’avrei percorsa!

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  11. Probabilmente questi problemi sono stati acuiti da queste reti virtuali nelle quali si parla di “amicizia” esasperando il significato vero della parola, e portando a livello di sentimento ciò che è in realtà semplicemente una “flag” accanto a un nome…
    Di conseguenza, poi, finiamo per provocare o subire dolori “veri” a seguito di queste azioni virtuali!
    Anche io – sebbene non frequenti Facebook, che è il luogo di elezione per queste dinamiche – sono stato vittima (e magari carnefice, più o meno involontario) di eventi di questo tipo. Ma il più delle volte, dopo un po’, me ne sono fatto una ragione e ho visto il lato positivo della cosa. Per me, vale sempre il fatto che se uno non mi vuole non mi merita! 😉
    (Comunque starò ben attento a non togliere il tuo nome dal mio blogroll… Non vorrei mai incorrere in feroci rappresaglie! 😀 )

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    • Oops, allora mi sa che devo correre ad aggiungerti! 😀

      Io, dopo il primo anno, al blogroll non ci sono stata più dietro, e mi dicono che tanti di quei blog non esistono neanche più, ma ce ne vuole per mettersi là a fare un po’ di manutenzione, non ci riesco mai!

      Sì, il mondo è cosiddetto “virtuale” (maddeché?), ma le ferite ricevute e inferte di virtuale, ahimé, hanno ben poco!

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  12. Diemme, credo che quando deciderò di avvisare prima di cancellare qualcuno da qualsiasi parte mi sia possibile, ti contatterò e mi aiuterai a mettere il tutto nero su bianco. Ex equo la tre e la quattro.

    Per il resto che dire se non mi dispiace davvero. Certe ferite non si chiuderanno mai perfettamente, ci saranno tante cicatrici a riportare il tutto alla mente. E chi lo sa perchè le cose vanno in un modo invece che in un altro.La strada facile(sempre che esista) non è per tutti. Avremmo potuto intervenire attivamente e non l’abbiamo fatto? quando abbiamo agito le cose sono andate in modo che non c’aspettavamo?ormai…possiamo dire quello che vogliamo, ripercorrere il tutto con la mente cento volte ma servirà solo a farci venire il mal di testa. Rimane un patrimonio doloroso che serve a renderci quello che siamo, anche se non consola. Se gli altri non ci hanno amato nel modo giusto o non hanno saputo apprezzare quello che avevano, pazienza. Li vogliamo cancellare? facciamolo! Li vogliamo tenere lì a prendere polvere, ok! Se dentro di noi c’è stato un cambiamento, che ci siano o no è del tutto indifferente. In qualche modo è come se fossero morti.

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    • Se vuoi ne scrivo altri, così ti è più facile trovare la frase adatta alla bisogna (di depennamento). Le seguenti si riferiscono pure a casi reali:

      5) Cara bestiolina sciroccata e ingrata, noto che le tue parole di affetto e gratitudine nei miei confronti non hanno nessuno riscontro in una realtà in cui ti sei defilata. Hai fatto strane scelte nella vita, allontanandoti (o allontanandoti da) tutte le persone che volevano sinceramente il tuo bene, e circondandoti di quelle che ti hanno sputato addosso fino all’altro ieri, quando mutate circostanze della tua vita li hanno portati a tornare sui loro passi (solo per la forma, s’intende).

      Potevi almeno salutare. Io, non posso far altro che ricambiare, e ti cancello.

      6) Cara […], a te non ti ho ancora tolto, continuo a dimenticarmene. Non è che sia freudiano, in realtà non so neppure se ci sei nel mio blogroll: sarà che non ti calcolo particolarmente come, sono certa, tu non calcoli me. Mi rimane la curiosità di sapere come mai sono stata cancellata, ma temo sia una curiosità con la quale mi toccherà convivere. Nel frattempo, mi faccio un nodo al fazzoletto, così stavolta me ne ricordo e ti cancello.

      7) Caro […], a te non ce l’ho fatta a cancellarti. Piuttosto ho calato un velo su questa casa, rimasta così, ferma, incantata come il castello della bella addormentata. L’hai fatto tu per me, di fatto restituendomi la libertà, e permettendomi di tornare. Mi dispiace che poi – e sono sicura che sia stato solo per non dar adito a chiacchiere – quando hai deciso di rimettermi, invece di rimettermi al mio antico posto mi hai messo in un calderone nel quale mi trovo molto a disagio, e avrei preferito non esserci per niente piuttosto che lì: te l’ho fatto più volte presente ma, pazienza, che ci posso fare!

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  13. Per @DM-24 marzo 2012 alle 12:40 : non ho parole !
    Coscienza e sentimenti …. sì !
    Ti abbraccio …. e continuo, ma non virtualmente, a volerti bene !
    A presto … 🙂
    @Bruno

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    • @Karina: che dirti, io se ho fatto bene ancora non lo so. Forse sì, non ricordo neanche più quale fosse la situazione, come fossi coinvolta, so solo che avevo deciso che in quel modo non ero più disposta ad andare avanti.

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  14. Diemme, credo che prenderò il pacchetto completo. “Cara bestiolina sciroccata e ingrata” mi sembra un buon incipit da usare in più occasioni 😉

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    • Eh eh, quella a cui mi riferisco era veramente una discreta bestiolina, ma quanto vorrei sapere che le ha detto la testa!

      A volte mi chiedo se certe inversione di rotta sono frutto magari di chiacchiere di malelingue, ma come si fa, eventualmente, a bersele così senza chiedere un confronto? Oppure una ha problemi di suo, e si comincia a fare i film (dell’horror).

      E io cancello! 😛

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  15. Forse è un mix infernale delle due possibilità…ma se era tanto bestiolina, poretta, alla fine non ne avrà nemmeno colpa…
    “All’ amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
    io non perdono, non perdono e cancello!!” e che cavolo, quando ce vò ce vò 😀

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  16. Grazie, è una canzone particolarmente bella.
    “Dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
    dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
    Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
    io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole,
    ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
    ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
    perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
    se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo…Cirano ”
    Questo è il pezzo che amo maggiormente, quello in cui confido da inguaribile romantica quale sono…
    Ora ti auguro la buonanotte, a domani Diemme 🙂

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    • @Luisa: non a caso Guccini è il mio mito, seguito a ruota da Vecchioni (e infatti Guccini che ha cantato Vecchioni per me è stata l’apoteosi!)

      Questa l’avrò postata 200 volte (con questa fanno 201 😀 )

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  17. Ciao cara Diemme,
    sì, anche io ho pensato lo stesso e posso capire la mia ex-amica, perché io in fondo sono diventata madre quando le mie amiche/i e conoscenti ormai lo erano da tempo e io mi vedevo destinata al ruolo di zia zitella. Però a me non è mai scattata quella molla prima, ma non significa nulla.
    Certo che però la tua storia è dolorosa assai, chapeau per la tua forza e il tuo coraggio. Io ti conosco poco, ho letto qui e lì sul tuo blog, però ho apprezzato la tua sensibilità, la tua forza d’animo e la tua scrittura piana e sincera. E qui dico, ma perché non scrivi qualcosa di te sul serio? (dico un libro) Hai un bagaglio di storia eccezionale (nel senso letterale del temine), sai scrivere…
    Scusami se posso averti offesa con questa idea, ma davanti a storie come la tua mi sento un po’ piccolina, i miei mi hanno sempre incoraggiata a studiare, non hanno mai contestato le mie scelte, sono stata fortunata, davvero (ma non era la famiglia mulino bianco, non ti credere, ho avuto baratri di sofferenza anche a causa loro)
    L’importante comunque è l’oggi e il domani.
    Un saluto
    Chiara

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    • @Chiara: non a tutti, come tu pure hai detto, non scatta la stessa molla.

      Non si tratta d’invidia, assolutamente: io posso vedere gente trasbordante denaro, che viaggia in macchinoni, ricca potente e famosa, e non me ne importa un fico secco (anzi, mi offrissero il cambio, neanche lo accetterei, perché mi sta bene quella che sono e come sto). Il punto è che ti toccano una corda che fa male, quella del tuo sogno, e tu piangi alle esequie di questo sogno, e non ce la fai ad alzare testa. Poi, il dolore, la frustrazione, non solo non tutti la viviamo nello stesso modo, ma la stessa persona può vivere in maniera diversa circostanza diverse.

      Una può perdere un solitario di tot carati e non importarle nulla, e perdere un foglietto su cui un bambino di cinque anni aveva scritto con grosse lettere stampate “Sei una stella bellissima”, e soffrirne molto di più.

      Un libro? Questo blog è il libro della mia vita, 819 articoli, quasi tutti di carattere personale.

      Un libro sulla mia vita nessun editore lo pubblicherebbe, a meno che non salissi per qualche evento agli onori della cronaca (possibilmente non rapimento o incidente, grazie :mrgreen: )

      Quella della mia famiglia è una storia dolorosa (qualcosa puoi trovare qui andando alle categoria “padre” e “madre”) che io, dopo anni di sofferenza, finalmente non ricordo neanche più.

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  18. Non saprei…, non è che me ne curi molto… però devo farti notare una cosa: evidentemente sei così “contro” la cancellazione dei link da mantenere nel tuo blogroll link non più attivi… poco fa ne ho cliccato uno a caso (Italiani in Thailandia) e non sono andato molto lontano… blogchiangmai.wordpress.com is no longer available. 😉

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    • Ehm, evidentemente non hai letto tutti i commenti. Io il blogroll non lo curo per niente, e credo che per tutti i blogger sia così, all’inizio si mette su per benino, ci si scambiano le cortesie con gli altri blogger, si comunica loro festosi “Ti ho messo nel mio blogroll!”, si è contenti quando qualcuno lo fa con noi e poi… poi si abbandona. So benissimo che molti dei link nel mio blogroll non sono più attivi, un po’ di ripulisti l’ho fatto, ma non ho veramente tempo di mettermi là ad aprire i link uno ad uno e vedere se esistono o meno (ora che tu mi hai segnalato questo però lo vado a cancellare).

      Poi, un altro malinteso: io non mi sono pronunciata assoutamente contro la cancellazione anzi, sono rea confessa di averne fatte a mia volta; quello che intendevo esaminare qui era soltanto il significato simbolico di una cancellazione come segno di inimicizia, dichiarazione della volontà di voler interrompere i rapporti in maniera totale e perentoria, insomma, cancellare l’altro dalla faccia della terra.

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    • Io generalmente quando sono a casa mi metto una playlist su youtube e ci vado avanti tutto il giorno, mi fa da sottofondo mentre sfaccendo 😀

      La versione gucciniana di Luci a San Siro è davvero notevole, un po’ meno quella vecchioniana di Incontro, c’è un punto soprattutto che gli è riuscito piuttosto maluccio: insomma, Vecchioni mi piace decisamente di più quando canta le sue!

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  19. Cara @Diemme … forse non sai che la leggendaria esecuzione, da parte dell’ immenso @Guccini, della canzone “Luci a San Siro” ( parole e musica di @Vecchioni … una ballata inno al passato che non torna, davvero bellissima ), @Francesco la eseguì in un indimenticabile Festival intitolato a Tenco, che si tenne a Genova una ventina di anni o più .
    Era presente, seduto in angolo del retropalcoscenico, anche @Roberto e la telecamera, ad un certo punto, lo inquadrò …. mentre piangeva, nell’ ascoltare la “sua” canzone cantata dall’ amico, in maniera struggente come a lui non era possibile …. e mentre piangevamo tutti, per quei momenti di emozione pura che @Guccini ( e pochi altri ormai ) sa dare ogni volta che sale su un palcoscenico in compagnia della sua insostituibile, e indistruttibile, bottiglia di buon vino rosso e della sua arte inimitabile !
    @Bruno ….

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  20. Cara Diemme, vedo con piacere che hai recuperato e mi sembri pure in forma!
    Non ho tempo di leggere tutti i commenti, che immagino siano d’integrazione al contenuto del post e delle riflessioni da te poste.
    Io ti do semplicemente la risposta che si riferisce alle mie esperienze, che riguardano solo WLS e l’attuale WP, dove ci troviamo ora, anche se credo che tutti gli ambiti, magari con tecniche e modalità differenti, di fondo abbiano regole comuni nel reciproco interagire.
    A me è capitato di finire poi per cancellare ed essere a mia volta cancellato, non sempre in questo ordine, anche se il risultato è il medesimo.
    La cosa che mi è difficile sopportare è il venire aggredito verbalmente da una parte, e dall’altra, il vedere che il gestore del blog lascia fare bellamente e se ne chiama fuori.
    Per me la prima reazione è cercare di spiegare di ricomporre, ma quando mi trovo dinanzi a chi da l’impressione di sguazzare con gusto nelle bagarre, mi faccio da parte.
    Il cancellare viene poi come conseguenza, alla prima occasione di “assestamento”.
    Non sempre gli “scontri” finscono in calcellazione, qualche volta anche nel reciproco ignorarsi, magari intervenendo in blog comuni.
    Ho capito a cosa ti riferivi qualche post fa, ma sopratutto ho capito che persona sei tu da questo punto di vista, una persona con la quale è difficile andare in conflitto, direi piuttosto tutto l’opposto.
    Certi argomenti si prestano più che altri alle “baruffe”, come temevo fosse quello della TAV, nel quale, come hai visto, ho preso atto delle differenti idee, senza andar oltre, anche perchè a me non cambia nulla se altri la pensano diversamente, basta che rispettino una mia idea non conforme alla loro, come hai fatto tu in quel caso.
    In altre situazioni me ne sono state dette di tutti i colori, ed io con persone simili preferisco non aver più a che fare.
    Queste in sintesi le mie esperienze al proposito.
    Ciao cara Diemme, ti mando un abbraccio e ti auguro una buona settimana!

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    • Hai toccato una nota dolente, su cui avevo intenzione di scrivere qualcosa, e cioè le situazioni incresciose in cui uno va a insultare qualcuno sul blog altrui, comportamento che io trovo decisamente deplorevole, perché in casa mia faccio entrare chi voglio, e posso pure riservarmi il diritto di mettere le persone alla porta, ma non posso andare in casa altrui a maltrattarne gli ospiti.

      Allora, a parte che, ve lo posso assicurare per esperienza diretta, l’imbarazzo del blogger è notevole, e sono situazioni davvero imbarazzanti che, per rispetto al blog a cui si è in visita, bisognerebbe evitare, devo dire che, dove non interviene il buon senso del commentatore, secondo me sta al blogger intervenire d’ufficio, perché è lui(lei) il responsabile della gestione del suo spazio (a meno che non sia d’accordo, e quindi il commentatore insolente, o che semplicemente le canta chiare, gli/le toglie le castagne dal fuoco).

      Io ho commesso una volta l’errore di pubblicare un commento aggressivo: ero tutto sommato nuova a queste cose, e per di più il commentatore era un mio carissimo amico, che io sapevo essere stato privatamente portato all’esasperazione dall’altro, ma ho comunque sbagliato, perché il loro privato era questione loro, e io ho involontariamente lasciato che usassero il mio spazio come ring.

      Tra le altre cose, anche i lettori non coinvolti sono messi in imbarazzo e direi anche annoiati da questi scontri: come ho scritto in una recentissima risposta, qui ci si viene per fare due chiacchiere tra amici, in pieno relax. Magari si parla anche di argomenti impegnativi, ci si appassiona, si esprimono idee contrarie e ci si lascia trasportare dal fervore, ma il luogo dove si viene trasportati non deve mai essere luogo di aggressione, maleducazione e turpiloquio.

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    • La penso esattamente come te!
      Se, nei miei casi il gestore fosse stato come te, avrei conservato collegamenti in più (non oso chiamarli amici), anche se forse non ne valeva la pena, ed il rovescio della medaglia di certi fatti è proprio l’opportunità di scoprirlo!

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  21. Sarò breve:
    occorrerebbe frenare le intemperanze e gli atti di impulsività… e non credere che questo sia un mondo in cui ogni rispetto della forma e delle “buone maniere” vada abbandonato per lasciare il posto a una illimitata e incontrollata libertà di espressione.
    A volte si crea qui una “falsa confidenza” che fa ritenere di poter dire, scrivere e fare tutto ciò che passa per la testa… ma sovente è più un'”euforia cameratistica” da web che un fatto reale.
    Io ho cancellato e sono stato cancellato: di solito cerco di riprendere i rapporti, qualche volta mi riesce, ma prevalentemente no. 😉

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    • Beh, io sono un’intemperante e un’impulsiva, e ammetto che chi sta dall’altra parte, dopo aver preso una mazzata, tutta questa voglia di riprendere i contatti non ce l’abbia.

      Devo dire che però, siccome mi conosco, quando mi sale la rabbia mi metto in condizioni di contare fino a dieci (anche a venti, trenta, quaranta… ) per evitare esplosioni, ed è solo quando non mi permettono la “decompressione” che avviene la reazione.

      Io ho Attila che, quando discutiamo (cioè sempre), mi segue fin nella camera da letto, e pure se mi chiudo a chiave continua incessantemente a bussare, ad argomentare, di frequente a insolentire e a volte, anche se metto la musica a tutto volume per non ascoltarlo, fino a che non esco con un bastone in mano non molla.

      Sul web pure è successo che me la sia presa per qualcosa, e abbia anche chiesto chiaro e tondo di essere lasciata in pace, ma non mi è stato concesso: e allora, béccati la sfuriata! 👿

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  22. per natura non sono uno che cancella, è uno sforzo che alcune persone nemmeno meritano, io dimentico e basta, cancello dalla mia testa, dalla mia memoria, e basta e avanza, mi è capitato più con altri (anzi altrE) blogger che su facebook, almeno credo (perchè magari è successo e non me ne sono accorto)…

    Piuttosto, amica mia, ma tu sei proprio tremenda, l’idea di spammare pure le email non l’avevo mai pensata ^^

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    • Eccomi di ritorno, ero su fb.

      No, io cancello pure fisicamente, quando io arrivo a cancellare una persona non voglio niente che me la ricordi, e poi voglio anche mandare un segnare chiaro: niente zavorre, né nel corpo né nell’anima (poi nei pensieri ci rimangono per un po’, ma se davvero cancello ogni traccia, alla fine “lontano dagli occhi lontano dal cuore”).

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  23. ho cancellato e sono stata cancellata, ho bannato e sono stata bannata, diciamo che internet ti rende le cose più semplici!
    Attualmente risulto bannata dal mio ex bastardo e traditore ( ha bannato sia me che l’altra cornuta, dopo che abbiamo scoperto entrambe di essere state ingannate da lui), da alcuni fan di Vasco ( huahuhuahua ), dalla ex del mio moroso che mi disprezza solo perché le ho scritto quello che penso chiaramente e direttamente ( e non come lei che mi ha sputtanato alle spalle, o usando metaforine del cazzo ), da una mia cugina pazza con cui non ho a che fare da quando avevo 13 anni e non sopporta che sua figlia mi cerchi ( il motivo?BOOOOOO )!
    Alcune persone mi hanno sbloccata, alcune perché non portano rancore, o altre come un’altra mia cugina opportunista solo perché vuole sapere attraverso fb i cavoli miei! 🙂
    Io ho bannato uomini perversi, inizialmente la ex del mio moroso perché non sopportavo di vedere la sua faccia ( ma poi l’ho sbloccata, perché poi a me passa ) e fake molesti! 🙂

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    • Io qui ho bannato la DiSi, e altri tre “Diversamente Amici”.

      Su fb invece bannato nessuno, cancellato un paio di persone sì, una con rammarico e una con senso di liberazione.

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  24. 64 commenti non sono pochi da leggere… ma sono felice di averlo fatto: mi sarei altrimenti persa una storia intensa, che meriterebbe un posto diverso ma va bene anche così, nascosta. E meravigliose canzoni a colonna sonora…
    Ho controllato: grazie alla tua poca manutenzione ci sono ancora nella blogroll! Nella mia non riesco a togliere nemmeno i link non più attivi… sono amici virtuali che sono andati via dalla mia vita virtuale ma che hanno segnato un momento della mia vita… non ce la faccio, restano lì.
    64 commenti… di cosa si parlava? cancellare? un paio di volte sì: un amante di passaggio, un grafomane pseudo rivoluzionario. il primo per orgoglio ferito, ammetto… il secondo per limite di sopportazione abbondantemente superato. Su Facebook no, ne faccio uso solo professionale, poche eccezioni per gli amici più intimi. MA mi piace da morire NON accettare le richieste di amicizia di tizi/e che per le strade reali ho lasciato indietro, dimenticati, superati, appartenenti al limbo delle conoscenze che non hanno lasciato traccia alcuna. Un piccolo sussulto di vendetta contro FB… ammetto però che il “mi piace” lo vorrei anche per i commenti su wordpress…

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    • @tasti: a volte ritornano… 😀

      Che piacere rivederti, e rileggerti non per un commento fugace, ma per una profonda riflessione su 64 commenti letti attentamente!

      Dopo aver scritto questo post, mi sono trovata bannata da un’altra persona, e mi è venuta in mente una cosa, quando in ebraico, dove poniamo grossa attenzione alle radici delle parole, che racchiudono significati simbolici ed idee, ci fu spiegato come “mutismo” e “violenza” hanno la stessa radice.

      La violenza è mancanza di dialogo, e guarda caso io sono stata bannata proprio da due persone che si definivano tanto pacifiste (i famosi pacifinti, che tanto detesto!), e così aperte e leali, rispettose e pacifiche nei confronti dell’umanità intera!

      PS: anch’io vorrei il “mi piace” sui commenti wordpress! 😀

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