Mandar via Doretta

Questa, cari amici, è una storia che sanno già in tanti, ma la ripeterò per chi non conosce.

Io sono sicura che voi capirete quello che voglio dire.

La storia è datatissima, ma oggi mi è tornata in mente  leggendo in un blog un post che, peraltro, parla di tutt’altro.

Mi è venuto in mente perché a volte non abbiamo abbastanza presente che c’è un tempo per ogni cosa, ci ricordiamo di quella persona cui pensavamo sempre di telefonare o far visita quando non c’è più, ma a volte sono anche altre le cose che, per non averle fatte al momento opportuno, non saremo in grado di farle mai più, e comunque non avrebbero più lo stesso senso.

O meglio, per dirla tutta, non ne avrebbero affatto (mia figlia per esempio mi chiedeva sempre di portarla a Disneyland, sottolineando che a trent’anni non le sarebbe più interessato).

Insomma, sto parlando di un mio ex (uno a caso 😛 ) il quale, una volta separato, continuava a dividere il tetto coniugale con la sua ex, la quale ex aveva trovato nel frattempo un nuovo appartamento, e persino un altro compagno, ciononostante continuava ad avere le chiavi del suo, entrare e uscire quando voleva, portare le sue cose, e magari già che c’era gli preparava pure un boccone, lavava due camicie, predisponeva la macchinetta del caffè per l’indomani, in modo tale che bastasse accendere il fuoco.

Si regolino come vogliono quando sono single, ma quando c’è una nuova compagna, vi pare che questa debba sopportare una ex dentro casa che entra, esce, sposta, occupa tre armadi e lo coccola con le sue premure (che servivano a tenerselo buono e a lasciarle i suoi privilegi su quella casa)?

A me questa ambiguità non è mai piaciuta, liti su liti, ma io su questo non transigevo: “Doretta se ne deve andare” era la mia parola d’ordine, il mio buongiorno e il mio buonasera.

Lui sosteneva che della sua vita e della sua casa era padrone di fare quello che voleva, e io ribadivo che quando uno costruisce una coppia (o manifesta il desiderio di farlo), non può più fare quello che vuole se questo è una mancanza di rispetto nei confronti dell’altro, e che le esigenze e la sensibilità dell’altro vanno tenute in considerazione.

Ve la faccio breve, liti, tira e molla, lo lasciavo, mi ricercava, prometteva, non manteneva, lo rilasciavo, mi ricercava, riprometteva e non rimanteneva, menava il can per l’aia ma la mia posizione era sempre quella, irremovibile: Doretta se ne deve andare.

Alla fine lo lasciai del tutto e allora lui, per forzare la situazione, diede prova della sua grande prepotenza e così mi ritrovai incinta, ma non demorsi: pancia o meno, Doretta se ne doveva andare, che non pensasse di avermi incastrato o che io, data la situazione, fossi finalmente disposta ad abbozzare.

Promise, prese tempo, e un giorno non le aveva potuto parlare perché non l’aveva vista, e un giorno lei stava col mal di denti, e un giorno doveva partire per le ferie e non gliele voleva guastare, un giorno gli serviva un favore e non la voleva irritare…

Intanto passavano i mesi.

La gravidanza fu una lite continua, al secondo mese ci eravamo di nuovo lasciati, al sesto la lite fu talmente furibonda che fui ricoverata in ospedale con il rischio di un parto prematuro. Vedendo il reparto prematuri, rimasi sconvolta. Mi dissi “Questo sto facendo a mia figlia? Sto rischiando che lei subisca questo per uno smidollato che non sa prendere una decisione o per una tizia che neanche conosco che si fa bellamente la sua vita, e mia figlia rischia questa sorta di menomazioni?”.

Mi calmai improvvisamente, deposi le armi e gli dissi semplicemente: “Quando avrò partorito riprenderemo il discorso. Anzi, non lo riprenderò mai più: se avrai mandato via Doretta verrò a casa tua con la bambina, se non l’avrai mandata via me ne andrò a casa mia “.

Così fu. Al termine naturale della gravidanza misi al mondo una bellissima bambina. Uscita dalla clinica, mi presi le mie cose e me ne andai a casa mia.

Lì cominciò il supplizio, lui manifestò subito l’intenzione di non togliersi dai piedi mai. “Botte piena e moglie ubriaca” era il suo motto e non mollava la presa, sicché i primi tempi di vita con Sissi, distrutta dalla stanchezza e dalle liti, furono davvero duri.

Oramai non gli rispondevo più, qualunque suo tentativo di comunicare riceveva la risposta “Doretta se ne deve andare”, pure se si offriva di prepararmi un caffè. Vero, io prendo troppo di punta le cose ma, vi assicuro, tornando indietro farei la stessa identica cosa. Mi dicono che “con l’arte e con la parte” avrei portato l’acqua al mio mulino, ma io non sono una da “arte e parte”, non devo manipolare nessuno: il mio compagno non ha un’altra dentro casa, o non è il mio compagno, o non ha un’altra dentro casa, tertium non datur.

Insomma, non ditemi che siete arrivati fino a qui, con una pazienza da certosino, a leggere del mio “parco delle rimembranze”! 😀

Ok, allora meritate di sapere come va a finire. Un giorno mi attacco al telefono, chiamo la signora, mi qualifico e le dico che le devo parlare. L’affronto, e in quattro e quattr’otto lei fa i bagagli e se ne va, porgendomi tante scuse.

“Bene,” mi fa lui “adesso sarai contenta e possiamo finalmente stare insieme”.

“Hai capito proprio male, adesso è definitivamente finita”.

“Ma come, non volevi che andasse via?”

“No, volevo che la mandassi via”.

“E allora, non è non è la stessa cosa?”

“Direi proprio di no. Ora è troppo tardi tardi.”

“Non ti ho proprio capito”.

“Io volevo che tu prendessi una decisione, che ti prendessi le tue responsabilità nei miei confronti e in quelli di nostra figlia. Volevo che tu ci proteggessi”

“E che dovrei fare ora?”.

“Ora? Niente. Ora non puoi più fare l’unica cosa che ti avevo chiesto, e ben ti avevo manifestato quanto per me fosse importante. Ora che se n’è andata via con le sue gambe, non puoi più fare l’unica cosa che avresti dovuto: mandarla via.”

Sono passati quasi diciotto anni, e lui non ha ancora capito: ditemi che voi invece l’avete fatto, vi scongiuro!  🙄

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35 thoughts on “Mandar via Doretta

    • @Emiliana: lui non è che fa finta di non capire, lui non capisce sul serio, ma non era per lui che ho tirato fuori questa storia.

      Come ho accennato, leggevo una questione da un’altra parte, e mi ritornava in mente di quanto sia necessario fare le cose nel momento in cui hanno un senso: dopo, questo senso non ce l’hanno più, sarebbe come dare gli antibiotici a un cadavere, per stroncare la malattia che l’ha portato alla fossa.

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  1. Sì, conoscevo già “questa” tua storia …. ma non mi manca la pazienza del certosino, anche se “quel” certosino … quel mistico medioevale che mi scassa, l’ ho allontanato per ora da me, ma lui … non è @Doretta, per allontanarlo da me definitivamente non basta nè il mio brando, nè la mia ascia bipenne da ordalìa, con la quale pure riuscirei a spaccare in due anche un masso, non lui … più duro, quanto a capoccia, del basalto .
    Ho quindi letto fino in fondo il post ed eccomi …..
    UNOOOOO ?!?!? 😯
    Beh … c’ è di peggio, @Diemme ! :mrgreen:
    Dunque, quel signore di nobili radici :
    1) Non puoi/non devi sottrarlo a sua Figlia ( …. in nessun caso : sarà lei, divenuta Donna, a declinare poi “da Donna” il suo rapporto col papà ) impedendole di vederlo “come e quando voglia” o denigrarlo ogni volta, sebbene Tu abbia tutte le straragioni del mondo, con lei, anche perchè non solo sarebbe inutile, ma ogni motivata tua ingiuria si ritorcerebbe fatalmente contro di te .
    2) Ciò premesso, non “devi” in nessun caso lasciarlo avvicinare a te, o bivaccare a casa tua, o vederlo “se non in presenza di testimoni” che non siano vostra Figlia .
    3) Tertium tibi non datum, amica mia, poichè se è vero che “semel in anno licet insanire”, diventa poi nefasto “tota in vita insanire” !
    @Bruno

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  2. Si stenta a credere a quello che si legge… ricapitolando, se ho ben capito, tua figlia non è figlia di tuo marito ma frutto di un rapporto successivo al divorzio.

    Passando al pratico e considerando “scarto” tutto il resto, ora ti ritrovi col bene di una ragazza che ami ed è la consolazione della tua vita, se non il tuo scopo… ed è questa l’unica cosa che conta.

    Lasciami dire anche che come selezionatrice di uomini lasci parecchio a desiderare… spero che in ufficio tu non sia una “cacciatrice di teste”!!

    Ciao e buona giornata! 😉

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    • @Enrico, sì, mia figlia è nata molti anni dopo la separazione.

      Come cacciatrice di teste sul lavoro sono eccezionale, le fiuto le persone intelligenti, capaci e con voglia di lavorare. Con gli uomini le cose vanno diversamente un po’ perché il cuore parte indipendentemente dalla testa, un po’ perché, che dirti, partirà la sindrome della crocerossina, ma non è neanche solo questo.

      Diciamo che poi, anche loro, li inquadro subito, ma non mi si stccano più dal collo, neanche quando sono loro a troncare, neanche quando, come in questo caso, la ragione per cui me ne vado non la vogliono assolutamente rimuovere.

      Lui ha distrutto una famiglia per lasciare alla sua ex, che peraltro non ne aveva nessun bisogno, la possibilità di spadroneggiare a casa sua (che poi lei poveretta neanche spadroneggiava, era un’altra povera disgraziata vittima delle sue manipolazioni e le sue balle), ma dopo oramai oltre diciotto anni ha la pretesa di avere l’una e l’altra: e non voglio pensare a quante ne avrei dovute ingoiare se ci fossi rimasta insieme!

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    • Di’ pure, tranquilla…

      Brava? Brava sarei stata a non mischiarmici per niente ma, come ha giustamente sottolineato Enrico, mi rimane una figlia d’oro, che altrimenti non avrei avuto.

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  3. Concordo invece con @Vento …. sì, SEI STATA ( e non “saresti stata” ) brava ( e forte …. ) @Diemme, a fare di quell’ episodio virtù …. altre avrebbero fatto ben altre cose, e non si sarebbero mai trovate accanto una Figlia come quella che hai allevato Tu, sostanzialmente “con le tue sole forze” !
    Meno brava, al contrario, lo saresti se Tu acconsentissi ancora che il tuo ex continui a giocare da baro su due tavoli, come e quando gli aggrada, perpetrando il supplizio della goccia d’ acqua che scava, nel tempo, anche la roccia !
    @Bruno

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    • Caro Bruno, da quel di’ che Attila ha scavato, ma io ho capitalizzato anche quello anche se, purtroppo, temo che mi abbia reso allergica a qualsiasi relazione e devo dire che, dopo diciotto anni di solitudine, questa cosa incomincia un po’ a pesarmi.

      Ci sono stati in altro sito confronti con altre blogger, e soprattutto mi è rimasto in mente quello di una che si era “fatta valere”, che lo aveva messo in mutande e diceva che i figli erano anni che non vedevano il padre.

      Ecco, io non vorrei mai aver fatto una cosa del genere, io non voglio rovinare nessuno e non vorrei mai che mia figlia non avesse più visto il padre che lei adora e che l’adora, seppure a suo modo (ma in fondo, chi è che ama a modo di un altro?).

      Quello che io volevo è che non mi rovinasse la vita, e devo dire che lì la vittoria al 100% non l’ho avuta (ma all’80%, probabilmente, sì),

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  4. Si potrebbe osservare, allora, che hai una certa tendenza a subire il fascino delle sindromi, oltre che quello degli uomini…. 😆

    Ma, a parte queste mie dubbie battute, tutto nulla se i rapporti (in corso, finiti, finendi o che non vogliono finire) non hanno momenti in cui potrebbero ravvisarsi situazioni rilevanti sotto il profilo penale.. di fronte alla quali ogni voglia di scherzare e di essere tolleranti andrebbe lasciata.
    ———

    Ho scritto un nuovo post (a tema automobilistico-governativo) intitolato “una questione di stile”, se può interessare.
    😉

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  5. Nessuna pazienza nel leggere, ho molto apprezzato il tuo post. E’ una di quelle storie che ti lascia incredula, che vorresti fosse inventata e invece è proprio lì, nero su bianco. Coraggiosa e coerente, tu per me sei queste due cose…semplicemente

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    • @emmecarla: veramente di situazioni ce ne sono di peggiori, io ne sento ogni giorno una. Giusto oggi mi è stata raccontata la storia di una mamma di cinque figli, cui il marito aveva portato l’amante in casa, in pianta stabile, e quella aveva dovuto abbozzare “sennò cinque figli chi glieli manteneva”.

      Io ho fatto di tutto per essere sempre indipendente, almeno non sono mai stata costretta ad abbozzare.

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  6. Tieni ferma la barra sulla “tua” rotta, amica mia, e vai per la tua strada, il viaggio …. è ancora lungo ed affascinante …. se c’ è un Dio della misericordia e del dolore accolto ( e C’ E’, lo sento con tutta l’ anima, anche se intrapresi – come sai – l’ altra strada che attraversava il bosco … ), se sofferenze e angosce hanno un senso, sarai premiata come nemmeno Tu, o chiunque altro, potrebbe immaginare in questo mondo, dove la non pietà vige e l’ ingratitudine, e quel peso che talvolta avverti e quella solitudine che, tuo malgrado, t’ avvolge, diventerà una piuma nel vento ….
    In fondo, Tu @Donna e Madre, non l’ hai già toccato con mano quel premio ???

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    • @Bruno: sì, certo, mi sento indubbiamente graziata, però mi sono stancata di stare sola. Vorrei una persona degna, e pare che sia la cosa più difficile da trovare: ne avessi voluto uno ricco e bello ne avrei trovati quanti ne volevo, ma pare che incontrare qualcuno che condivida i miei principi sia particolarmente difficile 🙄

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  7. ti capisco, in qualche modo sono finita in una situazione che, seppur diversa, ha molti punti di contatto con quella che descrivi. leggo nel tuo post sia le mie reazioni che il suo non capire… è una cosa che fa male.

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    • @goldie: io proprio non capisco come possa certa gente non capire a oltranza, ma devo dire che gli autogol sono forse il segno della loro buona fede 🙄

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  8. Diemme disse:

    “ne avessi voluto uno ricco e bello ne avrei trovati quanti ne volevo”

    Enrico commenta:

    spero almeno che tu abbia messo questi rifiuti negli appositi contenitori, onde renderne possibile il riciclaggio…

    😆

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  9. Hai fatto BENISSIMO. io non avrei avuto tutta la tua pazienza… ma è abbastanza semplice da capire, il tuo racconto. Se lui non lo capisce, secondo me ci fa (perché non posso pensare che tu ti fossi messa con un demente totale!). Un abbraccio.

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  10. Avevo già sentito nominare Doretta, non avevo capito che fosse la ex. Devo dire che non ho pensato un gran bene di questa donna, anche lei doppiogiochista giacchè aveva un altro compagno. Allora si erano trovati e basta. Conosco una simil Doretta che non ha nessuno, ma punta il suo ex felicemente accasato. Non so quanto ci sguazzi lui, ma lei sa bene che non è libero, quindi perchè insisterci?
    A certi uomini piacciono gli Harem e sono talmente insensibili che non si pongono il problema dei sentimenti altrui. Secondo me sono terribilmente insicuri e cercano conferme in chiunque. Tornano sui loro passi quando si rendono più o meno conto di quello che hanno perduto e quando vedono che un nuovo compagno ha preso il loro posto. Un po come i bambini che prima gettano un giocattolo, ma se vedono che un altro ci gioca volentieri sono gelosi da morire e lo rivogliono…solo che una donna NON è un giocattolo. Ovvio che tu chiedessi d’allontanarla da casa, dalla sua vita, ma non ce ne sarebbe dovuto essere nemmeno bisogno, Una persona perbene non avrebbe permesso che si creasse alcuna ambiguità.

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    • Neanche era necessario che fosse perbene, sarebbe bastato un po’ di buon senso e di decidere cosa voleva fare da grande.

      Io ci credo che non fossero amanti, come invece pensavano tutti. La mia al’epoca amica del cuore ebbe a dire “Quello è talmente coglione che io di credo che non ci fa niente”.

      Però… vedo che questo racconto ha stimolato, eppure non credevo. Sarà che io la vivo come una storia talmente datata che nemmeno sembra più che mi appartenga (e, infatti, non mi appartiene).

      Per tutto il resto della tua analisi ci hai preso in pieno, è quello che Bali chiama “Il giardino della principessa”: quella cosa, quella persona, non mi interessa, però sia chiaro che io ci tengo sopra lo zampino, e nessuno ci si accosti!”

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    • @aquila: eppure era una povera disgraziata, vittima quanto me. L’avresti dovuta conoscere, assolutamente disarmante e sicuramente con più buon senso di lui, nonostante una problematica situazione personale.

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  11. Ahahahah …. @Aquila, sei un grande !!!! 😆
    Su questa @Doretta …. io ci giravo intorno, ricamavo ed empatizzavo …. ricostruivo situazioni e stati d’ animo della nostra bistrattata @Diemme …. sull’ improntitudine del suo ex che teneva i piedi in due staffe …. poi arrivi Tu e zac ! … su @Doretta fai una sintesi perfetta !!! :mrgreen:

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    • @Bruno: Doretta aveva abitato con lui per sette anni, in una casa di 160 mq. Quando se ne andò tornò dai genitori nella sua stanzetta da ragazza, è chiaro che gli sia stata stretta, e normale che continuasse a vivere come sua l’altra casa. D’altra parte, per ricambiare l’ospitalità, gliela tirava a lucido, gli lavava i panni, gli faceva trovare qualcosa di pronto. Lui, quando sono intervenuta io, che certamente non mi sarei presa in carico la gestione della sua casa, in aggiunta al lavoro e alla mia, ha cercato di tenersi l’una e l’altra, di avere la donna che gli piaceva più la governante, il tutto rigorosamente a nessun titolo.

      Secondo me lei era una povera vittima, e lui un gran para…

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  12. Capisco, @Dì …. capisco !!!
    Bene facesti …. a schiodare il reprobo ed a lasciarlo inevitabilmente “senza se e senza ma”, non di meno, diamine …. a quella povera Ragazza non si poteva associare un nick-name più adeguato ???
    Chessò ? … chiamarla @Nicòle … o @Catherine o @Carlize ( ahò, ho preso a caso nomi femminili qualunque, eh ? 😳 ), francamente @Doretta non inclina all’ abbraccio commosso, all’ empatia sentita, alla dolente condivisione, piuttosto, indulge al “che palle” !!! :mrgreen:

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  13. “Lui sosteneva che della sua vita e della sua casa era padrone di fare quello che voleva, e io ribadivo che quando uno costruisce una coppia (o manifesta il desiderio di farlo), non può più fare quello che vuole se questo è una mancanza di rispetto nei confronti dell’altro, e che le esigenze e la sensibilità dell’altro vanno tenute in considerazione.”
    Sintetizza il significato!
    Per fortuna io non ho passato questo, ma sono stata apostrofata come “cane da guardia, matta e analfabeta” quando dopo aver cercato un dialogo con una certa persona, il mio uomo ha deciso di troncare per non rovinare il nostro rapporto! Vedi tu come va la vita, gente che rompe i cojoni, ostile verso tentata comunicazione pacifica e pensa anche di avere più diritti di te!

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    • @larosaviola: eppure Doretta era una delle persone migliori conosciute della sua “famiglia”: almeno, in qualità di sua ex, capiva benissimo chi era lui e cosa avevo dovuto patire. 😉

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