Non si combatte un mostro con un secchio d’acqua

Disegno di Sarah Khoury

Me lo dice sempre lui, ci vuole costanza, continuità.

E’ goccia a goccia che si scava la pietra, la secchiata d’acqua una tantum lascia il tempo che trova e non risolve.

Diciamo che ne ho passate tante, e diciamo pure che le ho affrontate, e superate, piuttosto impavida.

Diceva però un mio amico, e secondo me giustamente, che quando uno affronta una difficoltà non ne esce più forte, ma più debole. E’ come se il padreterno ci avesse dato una riserva di forze, un gruzzolo emotivo cui attingere in caso di bisogno: ogni volta che vi attingi ne hai di meno, non di più.

E’ come se uno che guadagnasse, per dire, 2000 euro al mese, e avesse dei risparmi, anche notevoli, da parte, iniziasse ad avere un tenore di vita da 6000 euro mensili: gli altri potranno pure pensare che è diventato più ricco, vedendo la casa più bella, il macchinone, gli abiti di ottima fattura, ma la realtà è che sta diventando più povero, e arriverà il giorno in cui avrà attinto all’ultimo centesimo delle sue risorse, e allora non solo non potrà più mantenere il tenore di vita precedente e dovrà tornare a quello originario ma, al contrario di prima, non sarà neanche più in grado di affrontare la benché minima emergenza.

Ecco, diciamocela tutta: io, da un punto di vista emotivo, sto esattamente così. Cammino sul filo del rasoio, vivo a filo di gas, mi fermo anche col verde perché non posso permettermi neanche una multa, una penale piccola così e se, nonostante tutti questi accorgimenti, questa vita sottotono, accade qualche fatto extra, vado in rosso, vado in debito d’energia, e da qui il bisogno di cure immediate, di qualcosa che anestetizzi il dolore.

Per alcuni è il lavoro, per altri il sesso, per altri ancora l’alcol, o psicofarmaci, o direttamente droghe.

Per me è il cibo.

Inutili interventi drastici, inutili ammonimenti e spauracchi.

Mi dice mia figlia che chi è grosso se la racconta, fa cose tipo spendere 70 euro per una crema che promette miracoli (e che poi neanche si mette, ndr), anziché spenderne 2 per una museruola.

Se la racconta, ha sprazzi di ravvedimento, si inizia la dieta drastica, the amaro a colazione, si annusa una foglia d’insalata a pranzo, si corre due ore con addosso qualcosa che faccia sudare, a cena 30 grammi di sogliola bollita, e poi a ninna per dimenticare la fame.

Il giorno dopo ci si tuffa su un bombolone, perché non ce se la più, perché la vita non può essere quella, non è cosa sopportabile, non è vita che possiamo fare, esistenza che possiamo condurre.

Quando andai dal Prof. Cappello, la cosa che mi diede più fastidio fu la mega schiera di obesi che raccontava come si dimagrisce, annessi e connessi psicologici, pro e contro di ogni molecola alimentare, ma evidentemente una cosa non sapevano i signori saputi, metterlo in pratica.

Non ho mai messo il sondino, nonostante la tentazione sia ancora forte, perché il mio problema non è dimagrire (se mi metto a dieta, se la seguo, dimagrisco regolarmente, di qualsiasi dieta si tratti), ma sconfiggere il mostro che mi fa annegare ogni dolore, preoccupazione, ansia, frustrazione, noia, dispiacere, nella doppia panna montata, e in generale nel cibo, persino magro, portando però i pasti giornalieri a un numero fuori controllo.

Interrogata da una nutrizionista, non ho saputo dire cosa avevo mangiato il giorno prima: non lo sapevo, non me ne ero accorta, sono stata un quarto d’ora a pensare, senza essere in grado di ricostruire.

Oggi ricomincio. Mia figlia si è messa a frignare perché non assaggiavo le crepes che aveva preparato con le sue mani, stasera sono invitata fuori, e non so se sarà in un posto dove potrò scegliere qualcosa di consentito.

Ecco, vogliamo parlare anche del sabotaggio della famiglia? Dietro una persona grossa, che forse in fondo al cuore per un recondito motivo si vuole grossa, dietro il proprio personale autosabotaggio, c’è generalmente una struttura familiare che pure rema contro, una famiglia sabotatrice quanto e più del diretto interessato.

E allora, come sconfiggere il mostro? Come uscire da questa che ha tutte le caratteristiche della dipendenza, da un ambiente circostante che ha tutta l’aria di essere popolato da tossici e spacciatori?

A voi la parola.

62 thoughts on “Non si combatte un mostro con un secchio d’acqua

  1. Non è che ti remo contro, mamma, è che mi sembra che tu stia a dieta solo per le cose che cucino io! Voglio dire, ieri hai mangiato un gelato e i biscotti; idem l’altroieri; quando siamo andati a cena fuori ti sei presa i fritti e la sbriciolata di millefoglie; mangi sempre di tutto e di più, poi, quando preparo con tanto amore qualcosa io (anche leggero) non lo mangi perché “sei a dieta”…. Spiegami il tuo concetto di dieta, allora!

    P.S. Comunque le mie Crepes non sono neanche così grasse: ne ho fatto un vagone e ci ho messo poco più di un cucchiaio di burro e 30g di zucchero! Il buon sapore non derivava da una quantità spropositata di grassi e poltiglie varie, ma dall’aggiunta di cannella, che è totalmente innocua!!! 😦

    "Mi piace"

    • @Sissi: cara adorabile chef, se io oggi ho bisogno di stare a dieta è proprio perché ieri ho mangiato gelato e biscotti, e l’altroieri fritto misto e sbriciolata di mille foglie (@tutti: erano uno più buono dell’altro, che goduria ragazzi!), e l’altra settimana, il mese scorso, l’anno scorso, altro e altro ancora .

      Quando una persona vuole smettere una cosa qualsiasi, vuole spezzare una catena, deve smettere e basta, spezzarla e basta, a quello che è stato non ci deve pensare più. Quello che è stato è proprio ciò che non si deve più ripetere, non può diventare un alibi per farlo ancora.

      Tu dici che io mi decido a mettermi a dieta solo quando tu cucini qualcosa di buono, ma non potrebbe essere il contrario, e cioè che tu decidi di fare qualcosa di buono proprio il giorno in cui io ho deciso di mettermi a dieta? Difficile stabilire se è nato prima l’uovo o la gallina!

      Comunque, sapendo che per me è un problema grave, anche di salute, non potresti soprassedere sul fatto che “Proprio oggi?”, e magari tifare per me, tenere le dita incrociate, e sperare che sia la volta buona, magari nascondendole le tue crepes e non facendomele trovare sotto gli occhi?

      Dimentichi forse che il mio problema è stato soprattutto tuo padre che riempie la casa di dolci, cosicché una persona non può organizzarsi semplicemente non comprando quello che non può mangiare, e resistere nei momenti di crisi perché “la roba” non è così a portata di mano?

      Mi dicono di gettarla via, ma a parte la mia scarsa attitudine a buttare via, soprattutto confezioni fresche e intatte di roba buona, il farlo mi provoca liti con te, che non capisci, e le liti abbattono ancora di più le mie difese, fiaccano le famose risorse, e incrementano la spirale. Io non posso arrabbiarmi, ma qui pensate tutti che io sia Hulk, che io resista a tutto, che io possa sempre affrontare tutto e uscirne intatta.

      E’ da tanto che questo non è più vero, ammesso che mai lo sia stato. Già nell’adolescenza, coi miei genitori, ero arrivata al punto di non potermi più arrabbiare, che stavo troppo male.

      Io sono uscita da casa dei miei già in debito, con la luce rossa della riserva accesa, ed è stata davvero dura andare avanti così. A te non è stato chiesto niente, ti è stato dato tutto, come è giusto, i sacrifici li ho fatti unicamente io, e non è certo a te che li rinfaccio, ti ho messo al mondo, è mio dovere, e piacere, provvedere a te, non dovevi mica crescerti da sola, ma certo ci sarebbe dovuto essere qualcun altro con cui dividere l’impegno.

      Che ti si chiede ora? Di non obbligarmi a mangiare, senza polemica, senza tirar fuori dal cappello quello che è successo ieri, ieri l’altro, o dieci giorni fa: non è un grosso sacrificio, penso che potresti anche farlo.

      Mi rimproveri di essere priva di energia (fisica s’intende), mi rimproveri l’immobilismo, ma vorrei vedere te a sollevare una valigia di trenta chili ogni volta che ti alzi a prendere un bicchiere d’acqua: il più delle volte decidi di tenerti la sete, te l’assicuro.

      La tua crepe l’ho assaggiata, ne ho preso mezza, rientrando nella spirale “Ma un assaggio, un pezzetto, cosa vuoi che sia!”, il sistema usato da tutta questa società cieca egoista e consumistica, alla quale non importa niente se ti viene un trombo, l’importante è che festeggi la sua promozione/pensione/nozze fasulle/assaggi le tagliatelle fatte in casa perché “la dieta si comincia domani” e “Se non assaggi m’offendo!”, etc. etc. cose che fiaccano una volontà già messa a dura prova da mille cose.

      Bisognerebbe dare di matto, rispondere “Grazie, ma io non posso scoppiare perché tu vai in pensione/tuo figlio fa il Bar Mitzvà/ti sposi/hai fatto un dolce con le tue manine”, bisognerebbe rispondere “Se tu ti offendi perché io non attento alla mia salute, se ti offendi perché non hai chiaro quale sia e quanto sia grave il mio problema, mi dispiace, è un problema tuo”.

      E se domani comunque verrò meno ai miei propositi, ci sarò venuta meno domani e non oggi, avrò dieci ostacoli da superare anziché cento, dovrò far fronte a me stessa e non a tutto il mondo.

      Non rinfacciarmelo come fosse una cosa personale, non lo è.

      "Mi piace"

  2. Sapessi come si fa a fermarsi te lo direi. Io che in tempi di stress esagerato non finivo di bere il latte o di pranzare e già cercavo la frutta secca. Che piacere e che mal di stomaco. Passava il mal di stomaco e quindi ero autorizzata a ricominciare. Io che compravo patatine fritte e dolciumi di dubbia qualità e finchè non li finivo non mollavo la presa, si, come i drogati! poi dovevo prendere Maalox e simili per placare i bruciori. Cerchiamo la consolazione in quello che ci sembra il male minore rispetto ad alcol e droghe o altri comportamenti compulsivi. Avremmo solo bisogno di un lungo periodo sereno.

    Caro chef offeso, lo so che tu prepari i piatti con amore e sicuramente stai attenta anche alle calorie. Purtroppo il tuo piatto è arrivato nel momento del senso di colpa per quel gelato,per i fritti, non voleva rifiutare te e il tuo cibo preparato con amore. E’ che magari temeva di lasciarsi andare, di perdere il controllo di delle restanti forze che le servono per privarsi di ciò che le piace. Forse ha rifiutato il cibo sbagliato,ma capiscila e voglile ancora più bene.

    "Mi piace"

    • @Luisa: appunto. Una persona ha tante energie, ed è bloccata, e braccata, nella sua realtà. Tu pensa che io ero persino tornata in forma dopo la gravidanza, e in pochissimo tempo! Se riesco, voglio scansionare le foto del primo compleanno di mia figlia, oserei dire che ero smunta,ma poi…

      Una volta mi misi a urlare, che mi sentivo di essere un pollo in batteria: non c’era nulla che potessi fare, non leggere un libro, non una telefonata, neanche una doccia tranquilla, non parliamo di telefonare a un’amica. Non solo costretta a casa, ma senza neanche poter svolgere quelle attività che anche in casa si possono fare come, che so io, ascoltare un brano di musica.

      E allora la noia, la routine, la sensazione di essere braccata, soffocata, va tutta a sfogarsi nell’unica attività che può consumarsi ovunque, comunque, in pochi secondi, piacevole, compensatoria, a portata di mano: mangiare.

      Io “tenni botta” di fronte a tutto, non ce la feci quando fui attaccata anche sul lavoro. Fu lì che presi trenta chili, ogni giorno, incessantemente, un chilo in più, ne presi cinque in una settimana, e così via, fino ai fatidici novanta.

      Lì mi fermai – era il 1998, e lì sono ferma ancora; una volta sola sconfissi il mostro, nel lontano 2004, ma poi mi riafferrò (sempre per una questione lavorativa, ma stavolta davvero una stupidaggine) e da allora è un’altalena, vado già, e a metà strada mollo e risalgo, su e giù, in continuzione, ma negli ultimi tempi non sono riuscita neanche nella fase “giù”, e temo che la situazione peggiori ancora.

      Dovrei trovare la causa di tutto ciò (e non arrivi l’illuminato di turno a dirmi che la causa è il cibo!), la causa oscura del perché non voglio essere bella, è un chiaro rifiuto dell’essere donna, tale e quale all’anoressia.

      Comunque, i miei ultimi tredici anni, sono composti quasi esclusivamente da primi giorni di dieta, a volte interrotta semplicemente perché dimenticavo che la stavo seguendo.

      Ogni volta spero sia la volta buona, e ogni volta, non so neanche io cosa – quasi sempre la stanchezza infinita – mi porta fuori strada.

      "Mi piace"

  3. La bambina ha ragione! 🙂

    Il rapporto col cibo è stato motivo di tanti scontri tra specialisti e tutta quella risma di presunti tali, compreso
    psicologi e psichiatri…secondo me alla fine son tutti venditori di fumo!!!
    L’esperienza insegna, la mia l’ho vissuta e la vivo sul campo, che ognuno di noi quando abbonda sul tutto e di più, significa che c’è qualcosa che non va..e allora si vanno a ricercare le motivazioni di tanto malessere. malessere si fa per dire..perché a chi non piace la buona tavola? Certo la buona tavola piace a tutti, il fatto è che si abbonda di più proprio perchè è buono..o perchè il mostro si nasconde sotto velate spoglie.
    Ognuno di noi sa che succede dentro di noi stessi, la nostra vocina ce lo dice…poi però non abbiamo la volontà per combattere quello stato di leggerezza che proviamo nel vedere un bel piatto farcito.
    i nutrizionisti dicono che bisogna variare e mangiare di tutto, aggiungono che bisogna masticare con calma….il senso di sazietà arriva dopo mezz’ora al cevello…quindi con calma….siamo abituati a mangiare in dieci minuti…e la sera, e che diamine , ci sediamo con calma e…….è lì il dramma secondo me….si mangia di tutto con vero gusto, e anche con una fame incredibile…poi ci accorgiamo che lo stomaco strabuzza e i pantaloni tirano….ci sganciamo il bottone….ed è la fine.
    Amore ed odio sono i sentimenti più uguali e controversi della vita…ti amo e ti mangio…ti odio e ti mangio. Capisci no?!

    Mia figlia per tutta una serie di motivi che non sto a dirti,
    ha un rapporto così bello col cibo….ma solo di schifezze che a lungo andare l’hanno resa prigioniera.
    Dimagrire…che mostro incredibilmente forte…
    sta valutando l’idea del cerchiaggio allo stomaco, ma prima di ciò le classiche tabelle da riempire, tes spicologici con relativi colloqui, nutrizionista, dietologo ecc ecc…..
    Quando è tornata dai tre colloqui…beh vuoi le sue parole? ” a me sembrano tutti rintronati!”
    il fatto è che è dimagrita 10 chili..ora pesa 95. si è messa a dieta ..ma sai perchè???????
    perchè dopo aver fatto gli esami del sangue di controllo ha visto alcuni valori davvero sballati…
    come il colesterolo, qualcos’altro di cui no ricordo i nome e il diabete che aveba un valore troppo alto…
    Si è spaventata a morte…il diabete colpisce tante cose, tra cui gli occhi…e dato ch lei ha una situazione così estremamente delicata….la paura ha fatto 1200 al secondo….ha eliminato il superfluo…
    e piano piano ha visto che qualcosa si muoveva….
    Una cosa fondamentale: io ero con lei. L’ho appoggiata in tutto. le ho fatto sentire che dividevo con lei il sacrificio, che capivo perfettamente tutto. la spronavo quando stava per cedere..e ogni tanto mangiavamo il gelato insieme, un pezzettino di torta, un bel piatto di pasta con pomodoro fresco.
    Ogni mattina le preparo il pranzo…e la sera ci sediamo con gioia a tavola concedendoci quelle piccole cose, ma proprio piccole, che fanno piacere.
    Si sente appagata dalla mia comprensione…le diete non devono essere drastiche …troppo stress non fa bene….va dosato tutto con calma.
    La cosa fondamentale è che tutto però è scattato in lei…A settembre non so se deciderà di farsi mettere l’anello ed io ne sarei davvero felice se decidesse di continuare da sola la sua scalata al successo…Sara è testarda da morire….e io spero che usi questa sua qualità in positivo.
    Aveva aggiunto attività fisica, il tapirulan….funziona sai..una mezz’ora quattro volte la settimana…per una che non ha mai fatto nulla….eh a volte devo spronarla e anch’io lo faccio dopo di lei…per spirito solidale 🙂 …………penso che tu abbia capito quello che volevo dire.
    E nonostante sia diversa la situazione, visto che è una figlia e non una donna adulta, le motivazioni sono comunque alla base di una buona riuscita nel seguire piccole regole che possono farci solo bene.

    Che ne dici …ce lo meritiamo un bel caffè con……shekerato va!!!!

    vento

    a proposito..io ho rasentato l’anoressia e la bulimia..ma ero tanto giovane e tanto inquieta!!

    "Mi piace"

    • @Semprevento: tu mi dici che la bimba ha ragione, ma poi mi racconti che Sara ce la sta facendo anche grazie alla tua vicinanza, alla tua solidarietà, alla condivisione con te, al tuo incoraggiamento.

      Certo, nel caso vostro è diverso, tu sei la madre e quella che deve dimagrire è la figlia, normale che tu sia accudente, accogliente, solidale, ma il cuore del problema, anzi, della soluzione, è lo stesso: il sostegno familiare.

      Stavolta voglio farcela. Sarò io il mio sostegno familiare, visto che altro il convento non passa.

      Ah, un’altra cosa: le mia analisi, sempre da far invidia a una bambina, stavolta erano davvero sballate assai, ma non sono riuscita a introiettare nessuna paura. Purtroppo.

      "Mi piace"

  4. Ci rinuncio…..dopo questo melodramma per mezza crepe in cui mi dipingi come un “diavolo tentatore” a cui non frega niente della tua salute! Se mi avessi ascoltata quando ti dicevo di non sporcarti la coscienza per un gelato del discount o ti dicevo di non prenderti una porzione mastodontica di fritti, stamattina quella crepe (più magra e più leggera di un biscotto) l’avresti potuta mangiare in tutta serenità.

    Io ne ho mangiate quattro. Tu sai i miei sforzi di mantenere la linea e sai che quando a Londra ho sgarrato un po’, i chili che avevo preso (tre) li ho ributtati giù in una settimana. Per non avere la cellulite ho eliminato il sale da tavola. Resisto a mangiare tutto insipido e scondito per amore della mia linea, ti pare che se avessi ritenuto quelle crepes anche solo poco pericolose non ci avrei rinunciato?…..Ti pare che ne avrei mangiate quattro???

    "Mi piace"

    • @chef ancora più offeso: rinuncio anch’io. Con la tua storia rientriamo nella logica di “un pezzettino non ingrassa”: se uno deve seguire una regola, deve seguire una regola, se deve mangiare certi alimenti e non altri, deve mangiare certi alimenti e non altri, anche perché certe diete si basano anche sull’associazione degli alimenti.

      E poi, mi parli di come tu sei dimagrita? Vuoi mettere il metabolismo di un’adolescente e quello di una ultracinquantenne? Ma non scherziamo!

      Comunque, da oggi in poi, offenditi pure, io la mia battaglia me la combatto da sola.

      Però se mi stessi vicina, se non mugugnassi, se mi rendessi piacevole lo stare a casa e non un braccio di ferro lo stare a tavola, forse ce la farei meglio.

      "Mi piace"

  5. ..il mio era solo un modo per sdrammatizzare la cosa, visto che capisco la situazione….e dopo quanto ho letto capisco che ci sono due punti di vista leggermente diversi..ma son certa che arriverete ad un compromesso. E’ dura la CONQUISTA, MA UNA COSA MI è SEMPRE SALTATA ALL’OCCHIO DI TE….la tua grande intelligenza e sensibilità.

    "Mi piace"

  6. Allora. Mi metto gli occhiali della psicologa. ma no, ho le lenti a contatto 😉
    Non tiro ulteriore acqua bollente su questa situazione che trascende un episodio di crepes. Qui va ben oltre il mangiare. Lo sai, lo so, lo hai scritto, ne abbiamo parlato.
    Ho sofferto anch’io di disturbi dell’alimentazione. E seri, non ne parlo qui in questo momento in dettaglio, non mi va. Ma sappi che ti capisco da una che c’era, nello stesso scompartimento.
    Io quando sono ansiosa non mangio. Mi faccio l’opposto. Mi annullo. Se mi si costringe a mangiare, che sia mia figlia (che non lo fa ma lo vorrebbe) o chiunque altro, vomito.
    Coi disturbi dell’alimentazione non si scherza.
    Non si offre una crepe a chi vuole iniziare una dieta. No.
    Io le crepe le faccio sempre ai miei figli (anche se non ci metto il burro e vengono buone lo stesso), e io non le mangio. Sono intollerante al lattosio. Punto. ogni tanto ne “assaggio” una se sono in vena. Non per dieta. Mangio cosa mi pare, come mi pare. Quando sono serena mi siedo a tavola, mi sto rieducando a quello, non mi sono seduta a tavola per 15 anni. Ma devo ri-associare il cibo alla serenità, alla convivialità, a un momento felice. Mi siedo a tavola e mangio, ovviamente cosa voglio io. Se non sono serena non mangio. Neanche se mi metti l’imbuto.
    Passiamo dunque ai fatti.
    Punto uno: non si cucina NIENTE ad una persona che vuole fare una dieta. A meno che non sia un’insalata. E comunque non la condisci. I dietologi sono i primi a dirtelo: se inizi una dieta devi cucinare tu. nessuno può farlo per te.
    Secondo: quando arrivano schifezze oltre la porta di CASA TUA, semplicemente, le butti. Chissenefrega. Le schifezze non sono cibo. Schifezze, appunto. A me spiace buttare una pesca bella succosa, perché in Irlanda costavano 3 euro l’una e comunque non si trovavano, non certo così belle. Una scatola di caramelle? Ecco la pattumiera. A casa mia non entrano schifezze, sono INTRANSIGENTE. Di tanto in tanto una scatola di biscotti, di buona marca. Un dolce, se voglio lo faccio io. D’estate mia figlia si gode un buon gelato in una gelateria artigianale, che è anche una scusa per uscire a farsi due passi.
    Terzo: butta via la bilancia. io non posseggo più una bilancia da anni, non ne comprerò mai più una. E non mi dire “perché sei magra”. Semplicemente il mio peso non mi interessa. Punto. Entra anche tu in quest’ottica ed invece impara a misurare i tuoi progressi guardandoti allo specchio e piacendoti. Non interessa neanche a mia figlia: non conosce il suo peso e non mi ha mai chiesto di pesarsi. E mangia con gusto, è tutt’altro che anoressica. Come vedi, funziona.
    Quarto: non uscire a mangiare per un po’. A meno che non sia un ristorante macrobiotico. Risparmierai soldi ed inutili frustrazioni perché ti sei fatta un fritto misto.
    Quinto: NON E’ VERO CHE PUOI MANGIARE UN POCO DI TUTTO. Mangia cose sane.Cucinate da te. Niente fritti, niente carne rossa, niente latticini. Fai la spesa tu, compa roba integrale, educa tua figlia a mangiare le stesse cose, te ne sarà grata tra 10 anni. Concediti un premio di tanto in tanto, un gelato (di una gelateria ARTIGIANALE, quindi fatto con ingredienti freschi) alla settimana non ti farà certo ingrassare. Poi basta.
    Sesto: iscriviti ad una palestra. Ok, anch’io odio le palestre. Acquafit allora. Sai nuotare? No? bene, è il momento di imparare. Corso di nuoto per adulti. Conosci anche altre persone, nella tua stessa situazione e vi fate quattro risate. Magari ti fai anche un’amica o due in più. Ti rifai anche gli occhi guardandoti l’istruttore, se è maschio ;). I corsi sono serali. Il tempo lo trovi. Lo trovi. PAGA. Se paghi, vai.
    Tua figlia protesta? Tempo per farsi una cultura di cinematografia neo-realista o post-sovietica, investi in una bella pila di DVD.
    Settimo: il corpo è tuo, il metabolismo è tuo, per parafrasare una massima femminista in voga trent’anni fa, e te lo gestisci TU 😀 Non mangiare perché sennò ti senti in colpa perché ha cucinato qualcun altro. Non mangiare quando sei nervosa, infatti quando hai i nervi ESCI DI CASA e NON PER ANDARE IN PASTICCERIA 😀 😀 Non mangiare perchè tiinvitano al ristorante. Puoi dirlo chiaro: sono a dieta, non vengo in pizzeria, perché non andiamo a cinema invece? Risolto.
    Se non ti va di dire che sei a dieta, dì una palla, che hai una gastrite, qualsiasi cosa, e che non vuoi vedere cibo quella sera ma vuoi senz’altro vedere la persona che ti ha invitato.
    Ottavo: TI TELEFONO.
    😉

    "Mi piace"

    • @Martina: ok, la nostra bella telefonata ce la siamo fatta e abbiamo snocciolato un bel po’ di questioni, ma ora condividiamole un po’.

      Sacrosanto quello che hai detto, tranne il fatto della palestra, non ci rientra, non è questione di volontà. Per tre anni sonostata iscritta in una palestra meravigliosa: i primi due anni, ero in part-time, ci andavo prticamente tutti i giorni e mi ci dovevano tirare fuori a forza (tra le altre cose è stato il periodo in cui ho raggiunto il peso massimo, quello cui mi riferivo nel post in cui festeggiavo i “-18”, ma mi consolava il fatto che fossero muscoli 😀 .

      Sono tornata a full time, ed è stata solo remissione di denaro, era un pensiero, un problema in più, DOVERE andare in palestra solo perché la stavi pagando a vuoto, e riuscire magari a fare solo un’ora di cycletta la domenica, quando sarebbe stato più proficuo ed economico andarsi a fare una passeggiata con lo stesso dispendio di energie.

      Non mi ci rientra la palestra, non mi ci rientra e basta. Posso cercare di uscire prima la mattina e farmi un paio di fermate a piedi (e lì ci sarebbero pure un altro paio di ostacoli), idem al ritorno, ma più di questo non posso.

      Ci si potrebbe infilare, col bel tempo, qualche scarpinata la domenica, ma difficile, se non impossibile, andare oltre questo.

      Su tutto il resto m’impegno a lavorarci, ti terrò aggiornata 😉

      "Mi piace"

  7. Io porto la mia esperienza di detenuto e carceriere: sgranocchiatrice solitaria e custode della salute altrui. Mangio le schifezze in solitaria, penso s’accorgano giusto dal mio insistere coi digestivi 🙄 Poichè in famiglia c’è un diabetico non si comprano e non si fanno dolci in casa. Il cibo deve essere adattato alle esigenze di chi è costantemente a dieta e contemporaneamente deve essere gustoso. Poco cibo, poco sale, pochi grassi, poco tutto,ma tanto amore. La ricetta di Ivana, il sostegno dato a chi è in difficoltà, è giusta. Lavoriamo assieme per un risultato che farà stare bene tutti.
    Ora scappo, ho fatto un extra per te, volevo sapere come stavi, se riesco torno stanotte e…non sei sola Diemme…

    "Mi piace"

    • @Luisa: parliamo del detenuto, che è la parte che mi compete, anche se, con la bimba piccola, ovviamente mi occupavo di lei, non carceriere ma insomma, ci siamo capite. Quando cucinavo per lei il cibo a tavola infatti era sano: è vero che, nel periodo in cui stava in vacanza dal padre, mi ritornava enorme, con cinque o sei chili in più, ed era difficile farglieli buttare via, in più la casa era sempre rifornita di schifezze che io avevo incominciato a buttare e lui le aveva prontamente insegnato a nascondere, ma insomma, i pasti erano sani ed equilibrati.

      Il mio problema è la prigionia, e quindi lo sgranocchiamento, il fuori casa, sia per occasioni conviviali, sia per la vita che conduco, stressante, incalzante disordinata, e quindi… inutili i consigli “te lo porti da casa”, ammesso e non concesso di riuscire ad organizzarsi, l’unica volta che provai dovetti rggiungere di corsa un altro ufficio, lasciando il cibo in un frigo del primo, dove potetti tornare a prenderlo, chiaramente per gettarlo, due giorni dopo.

      Avevo iniziato a frequentare l’ABA, mi riuscivo bene ad organizzare all’uscita dall’ufficio coi mezzi pubblici: alla terza seduta ho cambiato nuovamente ufficio, andando in uno raggiungibile di fatto solo in macchina, mentre l’ABA è al centro, e praticamente con l’automobile inavvicinabile, a parte il fatto che non ci sarei piiù rientrata con gli orari.

      Pare che ogni strada intrapresa abbia un blocco anche se poi, qualcuno mi dirà, il fatto di mangiare di meno, e cose più sane, puoi farlo ovunque e comunque.

      Certo, grazie al piffero. Se ho una ferita aperta, e la medicina che uso per curarla ha effetti collaterali indesiderati, basta non usarla e tenersi il dolore, è questo che staremmo dicendo con un semplice “mangia meno” (che poi io a tavola non mangio mica un granché, e neanche un granché condito).

      Il fatto è che tutta la mia vita del momento, da qualche anno a questa parte, è governato dal caos, ed è su quello che bisogna agire, perché chiudendo a chiave il frigo non si risolve niente.

      Tra le altre cose, io ritenevo che proprio il blog mi avrebbe aiutato a dimagrire, perché è decisamente un momento gratificante e una bella valvola di sfogo, se non fosse che la piccola si lamenta del tempo che ci dedico, per Attila è diventato un ulteriore argomento di rinfaccio, e faccio tutto strappando pochi secondi alla volta ad altre attività: avete idea di quanti articoli sono rimasti nelle bozze perché non ce l’ho fatta a finirli?

      Ci lavoro la mattina appena alzata, la domenica mattina quando mia figlia dorme ancora, ci butto un occhio persino se mi capita di svegliarmi la notte, ma MAI, MAI, MAI in questi quattro anni io ho potuto dire: “Bene, ho finito coi miei doveri domestici/familiari/professionali, mi metto un’oretta (o due) in camera mia, mi rilasso e intanto m’informo su cosa succede nella blogosfera”: tranquilla davanti al pc? Senza interruzioni? Che film è???

      Intervalli di secondi, di minuti, ed è il motivo per cui non posso ricambiare le visite in tanti blog amici, dove invece vorrei essere più presente, se sono su wordpress almeno posso cliccare “I like” per dire “sono passata, ti ho letto”) e se ho da dire qualcosa, quando ritorno spesso non ricordo più i particolari di quanto ho letto, e o rileggo, o rispondo, col rischio di non centrare perfettamente il problema: non vi diventerebbe stressante anche questo?

      Tanto per cambiare, ora devo scappare.

      Buona giornata a tutti!

      "Mi piace"

  8. Questo è un video stupendo!!!!
    …non ne sapevo l’esistenza.
    bellissime le foto ma ancor di più le frasi.
    Andrebbero lette con la mente ma qualcuno direbbe che
    andrebbero lette col cuore.
    Ultimamente non so ben distinguerle queste due immense padrone della nostra vita.

    Scusami cara se mi permetto…non vorrei essere banale…o sfacciata…
    Io non posso insegnarti niente ma proprio per questo sono qui a scriverti
    ……metti un po’ d’ordine nella tua vita, fermati un momentino.
    pretendere troppo da se stessi è una pena, perché non arriveremo mai da
    nessuna parte. Questa corsa contro il tempo ricade sempre su qualcosa…
    in te è caduta nel rapporto col cibo.
    Mi rasenta l’idea che tu voglia essere perfetta…di quel perfetto non patinato, per intenderci,
    ma di quel perfetto fatto di organizzazione, di 24 ore che vorresti fossero 72, e che comunque non ti basterebbero ugualmente a svolgere le tue faccende.
    Non siamo dei robot…è sempre lontana quell’epoca.

    La perfezione esiste nel momento in cui vivi il difetto perfetto.
    E’ una frase mia…e l’ho fatta mia perché la trovo perfetta.
    Io credo che tu debba volerti più bene.
    E soprattutto …sei bella come sei.

    Da parte mia è poca cosa,
    ma sai che bel piacere è leggerti?
    Scoprire che sei una donna colta, intelligente, interessante…
    forse un tantino troppo piena di “interessi”…..
    Che bella donna mi son detta…eppure non ti conosco…
    e leggo che molti altri ti stimano…
    è mai possibile che contino queste cose?

    Dovresti saperlo che dietro questo monitor si nascondono
    molte insicurezze e non tutto è oro quel che luccica…
    ma se questo vale per te, vale anche per me.
    a buon intenditor , poche parole.
    Non sono molto brava con le parole concrete,
    ma siccome sei PERFETTA, hai capito!

    bacio e buona giornata…
    vento

    "Mi piace"

    • @Ivana: non ho l’angoscia di essere perfetta, solo di riuscire a sopravvivere, essere autosufficiente, non venire meno ai miei impegni e alle mie responsabilità, soprattutto quelle morali.

      Sul difetto perfetto sono perfettamente d’accordo (il gioco di parole non era voluto, è venuto da sé 😉 ), devo aver scritto qualcosa in proposito, appena riesco cerco il link.

      Mi fa davvero piacere il tuo apprezzamento, anche la stima (di chi stimiamo) è una bella carica di energia, di cui ti ringrazio di cuore.

      "Mi piace"

  9. Diemme, mi sa che ne riparliamo più tardi… che magari quello che sto per scriverti ti fa arrabbiare 😉 Comunque sono di fretta.
    Capisco il tuo senso di soffocamento, ci sono passata per anni. Ma adesso basta, liberati. Tua figlia è grande, non chiamatela più “bambina”. E’ una donna.
    Neanche a me piace la palestra, ma il tempo per altre cose si trova. Metti fine al circolo vizioso di autopunizioni. I figli capiscono, prima o poi. Mia figlia adesso è contenta quando mi prendo del tempo per me. A volte mi mette il lettore mp3 sul comodino (lo condividiamo perché ne abbiamo uno solo e purtroppo mi ritrovo TUTTE LE SUE CANZONI quando lo uso :D) e mi dice “domani vai a correre, mi raccomando”. E’ contenta perché ho ricominciato a fare yoga, ma sinceramente contenta. “Finalmente una cosa tutta per te, mamma”. Persino mio figlio, che è bello egocentrico, ha capito quanto deleteria sia stata PER LORO la situazione che ho vissuto per 15 anni quando ero in irlanda. Il mio “richiudermi in carcere” ha danneggiato LORO prima ancora che me.
    MA non torniamo al doloroso passato che conosciamo tutti, torniamo al presente.
    I prossimi due giorni per me saranno un caos, ma mi riprometto di tornarci su quest’argomento con te. Quando cominci ad essere attiva, ti tornano le forze.
    Anch’io ho fatto l’errore di rinunciare a tutto, TUTTO per gestire i figli. Adesso non lo faccio più, sanno che sono cambiata, che tornare in Italia è stato il “punto di non-ritorno” del mio cambiamento.
    Devi raggiungere anche tu un “punto di non-ritorno”. Far capire a tutti attorno a te che questa madre ha bisogno di una vita sua, che comprende affetti, passeggiate, un caffé con un amica, stare al telefono con chi ti pare e piace, leggere un libro, fare attività fisica, mangiare quello che ti pare.
    Anzi: invita chi ti sta attorno a prendere l’esempio e fare altrettanto.
    Poi ci si ritrova sempre, con le persone che ti amano davvero. RIspetteranno la tua indipendenza, capiranno, e condivideranno volentieri con te quella cena a base di riso integrale che tu hai preparato, finalmente, perché la volevi TU. Che poi le ricette con il riso integrale sono buonissime 😉
    Un abbraccio, torno, eh?

    "Mi piace"

    • @Martina: guarda che io con gli amici difficilmente mi arrabbio, e sicuramente mai perché per affetto me le cantano chiare, mai nascosta dietro un dito.

      Veniamo a mia figlia. La mia situazione è un po’ diversa dalla tua, e quella di mia figlia diversa da tua figlia. Mia madre non ha conosciuto una madre infelice e affranta, trascurata dal proprio padre, non ha visto una donna che si autodistruggeva. Lei aveva una mamma, per dirla con le sue parole, forte e risolutiva.

      Quando a scuola disegnava la sua famiglia, disegnava una mamma gigantesca e protettiva, e lei e il papà, di pari statura che si tenevano per la manina (non scomodiamo Freud per interpretarlo!).

      Ha vissuto tante liti, questo sì, e poi c’è stato il mio rientro a full time e, anche per il tipo di lavoro che faccio, sempre in giro come una trottola, il che non mi ha permesso neanche di organizzarmi qualcosa vicino all’ufficio, sempre con la mia valigia incorporata di trenta chili di troppo, la stanchezza infinita.

      Tornando ai figli, che la mia stanchezza e la mia mancanza di spazio personale siano dovuti al padre di mia figlia che non si è mai fatto carico della sua parte, mi sta pure bene, ma io non ritengo di aver fatto per mia figlia sacrifici, perché tutto quello che io ho fatto per mia figlia NON SONO SACRIFICI, e questo sia chiaro.

      Per me è uno stato di grazia averla e potermi occupare di lei.

      Mi chiamano a tavola, tornerò appena posso.

      "Mi piace"

  10. ” …. non propriamente” ?!? 😯
    @Aquila … ehm … non basta neppure un’ accetta ?!?
    Beh, fra le mie armi in dotazione di ex Crociato immemore ( del “Deus vult”, ovviamente !!! ), c’ è anche una “ascia bipenne” da ordalìa …. e quando vuoi, cara ed intelligente @Diemme, se il problema è la ciccia …. non fare complimenti, eh ?
    Con qualche “tocco” ben assestato …. potresti …. ehm …. fare concorrenza alla tua ex icona @Catherine Z. Jones !!! :mrgreen:
    Un abbraccio “riduttivo” ….
    @Bruno

    Ps. 1 – Ma chi ha detto poi che le Donne in carne e formose siano da rifilare ???
    Ps. 2 – @Balibar … ehm …. saggi consigli i tuoi ! E applicabilissimi poi, specie da chi, vivendo in un condominio, possa disporre di un elefante e di una balena con cui danzare, o di una foresta alluvionale, da attraversare giocando con oranghi, cobra ed altre specie di animali domestici !!! :mrgreen:

    "Mi piace"

  11. ti offendi se ti dico che non sono per nulla d accordo con la teoria del tuo amico? mi sembra una bella giustificazione all autocompatimento.
    ad ogni modo, riguardo al cibo se una persona non le prova certe cose credo faccia un po’ fatica a capirle, (parlo per me) e quindi ho paura di dire sciocchezze, però posso dirti la mia esperienza:
    io quando ho problemi grossi lo stomaco si chiude. in compenso quando sono sotto ciclo faccio razia di marshmallow e cicci vari (Aquila… parlo di dolciumi 🙂 ). e poi il giorno dopo vado di insalata e drenante omeopatico.
    potrei dirti che sono a dieta dalla quinta elementare, nel senso che ho uno di quei fisici che non ci mette molto ad andare in accumulo, però due anni fa una cura ormonale mi ha fatta lievitare. con camminavo, rotolavo.
    appena risolto quel problema sono andata dalla dietista (in ospedale, così pagato il primo ticket di 18 euro i controlli per un anno erano gratis) e mi ha fatto una dieta su misura: colazione spuntino pranzo spuntino cena. mangiavo pure più di prima, ma molto meglio. certo.. niente fritti… la pasta 60 grammi e non una cofana, tanta verdura tanta frutta, pizza una volta la settimana. è così equilibrata che nemmeno ti rendi conto di essere a dieta. e se un giorno sgarri (perché è lecito sgarrare un giorno, è una botta al metabolismo, fa bene!) il giorno dopo non è completa astinenza ma tornare a regime controllato come se niente fosse. non vai a letto solo dopo aver annusato una fetta di insalata, vai a letto sazia. ho perso 10 kg in un anno. senza frustrazione. certo… andavo pure in palestra e correvo e facevo aerobica.. ma insomma… non è stato così stressante. continuo a mangiare esattamente nello stesso modo… credo che molta parte la faccia il “come” si fanno certe cose.
    prova a falle perché Vuoi, e non perché Devi. è già un passo mentale diverso. “consiglio” del tutto gratuito e non richiesto, ne prendo atto, del resto ti leggo ma non ti conosco e quindi, libera di indicarmi la via per quel paese.

    "Mi piace"

    • @Sonia: beh, io il problema di peso non l’ho avuto fino a 38 anni, e quando iniziai ad aumentare la mia alimentazione era più o meno sempre la stessa.

      Il mio endocrinologo ha individuato la causa in un cosiddetto ormone dello stress e devo dire che, curandolo, i chili se ne vanno da soli, ma non voglio prendere medicine per tutta la vita, devo trovare un equilibrio diverso, bisogna che i chili se ne vadano in un altro modo. Il mio metabolismo è cambiato, bisogna che impari a convivere con questo nuovo stato, e qui è il problema.

      Per quanto riguarda il problema del “dovere”, mi trovi perfettamente d’accordo, la parola di per sé già fa scattare molle di rifiuto e meccanismi di autodifesa.

      Forse neanche che “vuoi” fare, perché non è che io voglia mangiare il sedano piuttosto che la lasagna; forse l’approccio giusto è che ci sono cose che “possiamo” fare per ottenere quello che davvero vogliamo.

      Io ci provo, vi tengo aggiornati!

      "Mi piace"

  12. @Sonia, giustificazione all’autocompatimento? Mmmhhh no, per quanto mi sforzi non riesco a vederlo. 😕
    Devo dire che il video è stato mandato a Diemme privatamente e non riguardava questioni di cibo ma altre faccende in cui è affaccendata.

    Io nella visione del video avevo inteso solo un invito a riconsiderare i troppi oggetti, ed i troppi pensieri, che spesso ci trasciniamo come zavorra nel tempo. Un invito all’apertura al mondo, al nuovo.
    Poi, per altre vie, può darsi che tutto ciò rientri anche nel rapporto col cibo.

    In questo post a me sembra che venga messo in luce un’altra questione, diversa da quella che tu hai dovuto affrontare.
    Se ho ben capito qui si tratta di affrontare un modo di mangiare che diventa un problema; se non vi spaventa, se la vostra autostima non ne risente, possiamo anche parlare di dipendenza.

    Esagerato? Anoressia e bulimia, solo quelli sono veri problemi per quanto riguarda l’alimentazione?
    Al solo menzionare la parola “dipendenza” scattano tutti i meccanismi di difesa: “ehi, mi vuoi mettere fra i drogati? Fra gli alcolisti?” Eh no, non è mica un’immagine che ci piace.
    Dipendenza come “non riuscire a fare a meno di…” Sotto questo punto di vista basta guardarsi intorno e vedere come tutti soffriamo di qualche dipendenza: il caffè, il lavoro, l’uomo o la donna, l’amore, il calcio, l’essere liberi.
    Ma molte di queste attività non hanno, o sembrano non avere 😉 , effetti collaterali, o sono socialmente accettate e giustificate.
    Altre, invece, di effetti indesiderati ne hanno, eccome, e sarà bene starci attenti.

    Secondo me troppo spesso si tenta di affrontare tutto questo con approcci o totalmente medici (quindi legati al fisico) o totalmente psicologici (se non risolvo il problema che c’è a monte non ne esco). Sarebbe più giusto considerare insieme entrambi i punti di vista.

    Quindi se il cibo viene riconosciuto come arrivato a una fase di dipendenza, come tale va considerato. Il che non vuol dire ospedali o comunità terapeutiche, ma che alla base, i meccanismi della dipendenza sono, se non uguali, molto simili.
    Un esempio? La forza di volontà a cui invitano tutti di fare affidamento (dai, su, tira fuori le palle….) è la prima vittima. Inutile cercarla, in quel momento non è disponibile, soffocata da un desiderio più forte.
    Ecco, per quanto sia importante il sostegno che danno, anche frasi che minimizzano il problema in realtà non aiutano, nel caso del peso se poi a soffrire è il metabolismo o le ginocchia. 😉

    Spero che insieme a quello che dico, passi anche la tranquillità con cui le dico e il non voler essere saccente.
    Però in questo campo, per studio, per lavoro e per esperienze personali, ho delle convinzioni abbastanza precise. Poi, si sa, lo spazio per il dubbio lo si lascia sempre. 🙂

    "Mi piace"

    • @Bali: da parte mia non mi sono offesa anzi, so che hai ragione, so che la dipendenza da cibo ha tutto le caratteristiche di una qualsiasi altra dipendenza.

      Certo, è diverso il contesto, il cibo lo trovo al supermercato, alla festa di compleanno, alla macchinetta distributrice, non ho bisogno di pusher, ma se vogliamo questo rende ancora più facile il cadere nella trappola, tant’è vero che sono convintissima che ci siano molti più obesi che drogati “classici”.

      Anche per l’alcool si potrebbe dire la stessa, cosa, è socialmente accettato, lo trovi a tavola, lo ordini al ristorante, ma il cibo è ancora più subdolo, perché l’alcool è comunque superfluo, mentre mangiare si DEVE, ed è la quantità, la modalità, l’orario, la compulsività, la voracità, la canalizzazione di ogni altro stimolo – anche sessuale – verso il cibo che lo snatura e trasforma ciò che ci nutre in ciò che ci uccide.

      "Mi piace"

  13. Ah … @Sonia, prima di ripartire, lascia a @Diemme … ehm … l’ indirizzo del “tuo” parrucchiere ! 😆
    Hai visto mai ?
    Con quella fantasia d’ arcobaleno in testa, anche @Diemme farebbe la sua figura !!! :mrgreen:

    "Mi piace"

  14. @Ser Bruno! Il video di Bali esponeva uno dei fondamenti del Buddhismo, quello della non-permanenza! Insomma, il panta rei di Eraclito… ma come, da un filosofo del tuo calibro mi aspettavo un commento che non includesse elefanti e balene 😛
    (scherzo, eh, non ti arrabbiare 😉 )

    "Mi piace"

    • @Martina su commento @Ser Bruno: credo che Bruno si riferisse al video, a me è piaciuta la sua battuta, e per me era pertinente, visto che alla fine si parla di liberare cassetti e armadi di minuscoli appartamenti in affolati condomini, e il video mostra graaaaaaaaaandi distese.

      Scherzi a parte, Il video secondo me era azzeccatissimo, e le grandi distese, il contatto con la natura, ben rappresentano lo spazio che dobbiamo liberare e il rapporto armonico con noi stessi e ciò che ci circonda che dobbiamo ritrovare, però che dirti, a me la battuta è piaciuta!

      "Mi piace"

  15. Forse serve è più giusta una via di mezzo tra il tuo caos e la mia organizzazione di stampo tedesco. Sono entrambe schiavitù. Ora ho ottenuto lo spacco tra i due turni,ma prima era un turno unico snervante. Vie di fuga non ce ne sono, ho bisogno di questo lavoro per vari motivi. Ci sono le frustrazioni alle quali non posso reagire perchè la pagherei cara, cosa rimane?
    Lo sai che ti capisco. Io non c’ero le altre volte che hai fatto la dieta, e per questo sembra sciocco quello che sto per dire: stavolta mi sembri più convinta. Non so perchè ma ho idea, che seppur tra cedimenti(umanissimi) andrai avanti passo dopo passo. Il video di Bali mi ha fatto impressione. Veramente accumuliamo tutto per paura di non averlo un domani? Facciamo un pieno di tutto il possibile per paura che ci venga tolto? alla fine abbiamo solo fame d’amore.

    "Mi piace"

    • @Luisa: io sulla tua organizzazione teutonica ci conto! 😉

      Per quanto riguarda il video, ti devo dire che io non accumulo per paura di carestie, ma perché non sono proprio geneticamente consumista, per me “gettare” è una brutta parola. Poi, come dirti, io sono per il pensiero creativo, mi piace pure riutilizzare, e magari trasformare una cosa in qualcosa di completamente diverso, mi diverte davvero.

      Solo che ora la voglia c’è ma il tempo no, e così l’accumulo non è più uno magazzino pieno di risorse, ma uno stangolamento, un furto d’aria, tempo e spazio.

      Oggi tre sacconi stracolmi se ne sono andati, più qualche spiccio, e mi sento davvero meglio 😉

      "Mi piace"

  16. Diemme…..anche quello non fa affatto male…
    rilassa molto e fa sentire leggere!!!
    …ehm, a me è questo l’effetto che fa!!!
    sai , quando trovo una persona, diciamo e mi contengo, acidina le suggerisco quella terapia
    , usando toni di parole un pò più caldi! 😳
    pardon!

    "Mi piace"

    • @Martina: sai che non la penso così, non ti ho mai visto debole e/o autodistruttiva, tutt’altro. Tu hai una grande forza, e la capacità di rinascere dalla cenere.

      Sei stata solo, per troppo tempo, intrappolata in una spirale: tu hai avuto delle debolezze, io altre (non dimentichiamo un Attila che ancora ronza qua attorno!), ma entrambe abbiamo anche grandi forze.

      Tu per riprendere in mano la tua vita hai preso un aereo, io che dirti, magari prenderò un cerotto 😉

      "Mi piace"

  17. Ahi … @Martina … non svegliare il can che dorme ( ammesso che dorma ) ! 😯
    Eraclito, dunque ?!?
    Beh, se devo essere sincero, il video era una levigata “macedonia” di filosofia greca preesisente, sia detto senza alcun compiacimento, al @Buddhismo, di regole alla “Monsignor de’ la Casa” e di attualissimi “effetti speciali” ( cui non è estranea una certa virtuosità indiano-giapponese ), effetti sempre ben spalmati nei video iutubbistici !!! :mrgreen:
    Ma tornando a bomba, carissima e amata @Marty, da un po’ di tempo ti percepisco “zuzzerellona e allegra”, e questa per me e per i tuoi amici è una percezione ( o notizia ?? ) bellissima !!! 😛
    Quanto al nostro @Balibar “piratizzato” nel link ( a quanto ci dice … ) da @Diemme, “chapeau” a lui, quando parla con pacata umiltà non alla sanfasòn, bensì in base alla sua collaudata e sensibile esperienza professionale !
    Da ultimo … @Diemme, a noi piaci come sei !!!! 😛
    Magari, con i capelli arcobaleno come @Sonia … 😆 , ma trasteverina, spadaccina, generosa di cuore e di misure ( specie, sul prospetto A e sul lato B ) …. ergo, facitece ‘o piacere : nun cagnjate !

    "Mi piace"

    • @Ser Bruno: ah, tranquillo, a lato A e lato B non mi batte nessuno, e ad essi, alla bisogna, aggiungo due lati C e uno D 😆

      Per quanto riguarda le tue osservazioni sul video, è vero, è un video eclettico, ma d’altro canto non credo che occorra scoprire l’acqua calda per capire che tutte le civiltà, quando si mettono a meditare su cosa è l’uomo e cosa gli occorra per rispettare la sua natura, giungano alle stesse conclusioni.

      "Mi piace"

  18. @ chef ancora più offeso

    Non sono riuscita a leggere tutti i commenti (come sempre, del resto 😦 ) ma mi è bastato leggere il tuo in cui parli dei chili di troppo messi su a Londra e della lotta contro la cellulite. Mi sono rivista … pensavo non ce ne fossero più ragazze così! Spero mamma non si offenda, ma io TI ADORO! 😀

    Se può consolarti, quando ci sono tornata, a Londra, 23 anni dopo la prima volta, in una settimana avevo messo GIU’ quattro chili. La differenza è stata l’essere ospite di una famiglia inglese e galoppare su e giù per Londra dietro alla mia collega che la conosce a menadito mentre io no (ero in gita scolastica con la mia classe, per inciso), mentre la prima volta ero ospite di lontani parenti italiani (sai i manicaretti che preparavano!) e non galoppavo ma lavoravo (decisione mia, i miei erano contrarissimi!) da un parrucchiere il che non implica un gran movimento, forse un po’ di fatica, specie se dovevo lavare i caschi. 😦

    @ Diemme

    Io capisco anche te: la mia casa è sempre piena di dolci perché mio marito e uno dei miei figli sono magrissimi, quindi si sentono in diritto di abbuffarsi. L’altro è come me, va su e giù … ma non resiste di fronte alle crepes. Che poi, non sono le crepes un attentato alla linea ma quello che ci metti dentro (qui la Nutella va per la maggiore 😦 ).

    Se vuoi tenerti leggera senza rinunciare al gusto ti consiglio il blog della mia amica Cle, menopanza.worpress.com. Approfitta ora che hai lo chef libero … sperando che le passi presto. 😉

    "Mi piace"

    • @Marisa: ma lo sai che vorrei tanto fartela conoscere la mia bimba? Mi sa che prima o poi ci riusciamo!

      Grazie per il link, simpatico già nel nome: ora sono in ritardo pazzesco, ma spero già domattina di poterci fare un salto e gustarmi qualche post. 🙂

      "Mi piace"

  19. Non ho da esibire chissà che…
    Ma io nel luglio 2006 pesavo oltre 20kg di più di quanto sono riuscito a pesare un anno dopo.
    Nel mio post:

    http://claudiospega.wordpress.com/2007/09/30/bilancio-con-la-bilancia/

    c’e’ un bel grafico del mio dimagrimento e come sono andate le cose, mentre i principi basi della mia dieta sono descritti davvero in questo post:

    http://claudiospega.wordpress.com/2007/10/14/raul-bov-ino

    Non so, magari qualcosa può tornare utile a te o qualcun altro.

    A distanza di 4 anni ho ripreso meno di3 kg, ma ora, pesando 83-84 kg per 1:83 di altezza vivo in pace !

    "Mi piace"

    • @Claudio: letti.

      Che dirti, se ti è riuscita, va bene così, ma con me non riuscirebbe, perché le mie cause sono diverse. Tutti parlano di fame, di soffrire o non soffrire la fame, ma difficilmente è quello che mi spinge a mangiare.

      Il mio è un caso di disordine alimentare, oltre che di rallentatissimo metabolismo, e devo cambiare abitudini di vita, prima ancora che alimentazione,

      Per esempio, sai che ho risolto parte dei miei problemi trasportando il pc in uno zainetto anziché nella classica valigetta? Lo zaino mi alleggeriva, saltavo e scendevo dagli autobus risparmiando tempo, col risultato che, tornando a casa prima, ero meno affamata e vorace, e con più tempo per preparare qualcosa, o per comprare ciò che mi mancava prima della chiusura dei negozi.

      Comunque io fame non ne ho quasi mai, ma non mollo il piatto fino a che non ho finito l’ultimo boccone. Il cibo non si lascia, mai, a momenti neanche quello nel piatto degli altri! 😯

      Considera che prendo anche tutto amaro, poco condito, e non per dieta, ma proprio per gusto. Quando però sono arrabbiata, la voglia è di nutella, quando va via la voce, mi pare che solo il gelato possa dare sollievo, e che gelato è senza panna montata? Io devo reimpostare qualche cosa da qualche parte, ma non ho capito dove.

      Hai presente quella del tecnico che va a riparare un computer che nessuno di quelli consultati prima di lui era riuscito a riparare?

      Il tecnico va, stringe una vite, e il computer riprende a funzionare. Presenta la fattura, mille euro.

      La fattura viene contestata, e ne viene chiesto il dettaglio.

      Dettaglio:

      Avvitamento vite: 1 euro.
      Capire quale era la vite da avvitare: 999 euro.

      Ecco, i vari dietologi, nutrizionisti e stregoni vari da me consultati, mi hanno dato terapie da un euro.

      Mi serve quello che si sappia guadagnare davvero i suoi 999.

      "Mi piace"

  20. L’endocrinologo ti ha individuato uno scompenso nel cortisolo? Io avevo dei libri in proposito, ovviamente lasciati a casa del merluzzo. Me li faccio recuperare da mia figlia e TE LI MANDO. Non sono bibbie, assolutamente prendili con le pinze, ma danno rimedi naturali, basati su terapie alimentari, associazioni di cibi che tu sai, rimedi tutti a base di erbe ecc. Non prendere medicinali. Forse non ti faranno niente, ma meglio nella tua libreria che in quella del merluzzo.

    Cara Diemme, la mia debolezza e autodistruttività ahimé sono un dato di fatto. Ma sono nel passato.
    Vedi, tutta questa vicenda che ha conivolto te e la tua splendida figlia mi ha stimolato una riflessione. Sul fatto che i figli si tirano su e si indirizzano con l’esempio del proprio comportamento, del modo in cui si vive e non con regole ferree e punizioni estreme. Tu hai insegnato a tua figlia che ci sei sempre stata, hai rinunciato a tutto per lei, per la sua serenità, e che ci hai quasi (togliamo il quasi) rimesso la salute per vivere in una situazione in cui gli altri se ne sono infischiati. In compenso tu hai sempre dato, e con generosità, a tutti quelli che ti circondavano, ovviamente Sissi per prima.
    Quando ho letto che ti aveva preparato le crepes un po’ mi sono commossa, ho capito cosa voleva fare per te e ho anche capito immediatamente le tue motivazioni, che ho spiegato e non sto a ripetere. Ed ho capito la sua reazione.
    Come ho spesso scritto, io non ho soluzioni o ricette per risolvere situazioni di equilibrio familiare, perché in passato, diciamocelo pure, sono stata una fetecchia come genitore, proprio per via della suddetta debolezza. Secondo me, semplicemente, se tu riuscissi a trovare un tanto meritato equilibrio con te stessa, tu e Sissi avreste davanti una strada pavimentata di serenità. Perché lei apprenderebbe immediatamente dalle tue azioni che potete cooperare per la salute di entrambe. Perché la tua salute è anche la sua. Perché noi non ci possiamo ammalare, lo sai bene, vero? Non possiamo incespicare, non possiamo avere debolezze, indecisioni, non possiamo metterci a letto con l’influenza.
    E invece no. Io ho mostrato ai miei figli che non sono stata quella roccia solida di cui probabilmente avevano bisogno, ma che anche le persone con tutte le debolezze ed il curriculum costellato di errori che mi ritrovo possono, e devono, sopravvivere. E meritano rispetto.
    Spazziamo via i nostri sensi di colpa, e con quelli se ne andranno anche i tuoi chili.
    L’ho capito, sai? Ci ho messo 46 anni ma l’ho capito. Che la vita è bella, con tutti i suoi problemi. E’ vita.
    Un abbraccio mia cara, ci risentiamo al ritorno, e guarda che vengo a Roma e ti trascino a fare acquafit…
    😀

    "Mi piace"

    • @Martina: no, il cortisolo è a posto, l’ormone impazzito si chiama aldosterone (oltre ad altri, che in teoria non c’entrano niente, ma in pratica non ne sono tanto sicura 😆 ).

      Scappo di nuovo, ci sentiamo domani 😀

      "Mi piace"

  21. @Marty … ehm … vieni a Roma e trascini la nostra @Diemme ( maga appassionata e capacissima Blogger, specializzata nel mettere/togliere icone/commenti in un “vidiri svidiri” che farbbe impallidire @Andrea Camilleri, e dunque MEDEA 🙂 ) e ce la porti all’ acquafit ?!? 😯
    ZUZZERELLONA !!! :mrgreen:

    "Mi piace"

  22. Ho letto gran parte dei commenti, purtroppo per mancanza di tempo non ce l’ho fatta a leggerli tutti. Anche la mia situazione è più o meno come la tua @Diemme, mangio per rabbia, per noia, per nervoso, per gola, per tristezza. Insomma mangio per qualsiasi motivo tranne che per fame. Inoltre ho un metabolismo che mi fa assimilare anche quello che mangiano gli altri, quindi ti puoi ben immaginare. Lo chef offeso ha in parte ragione, perché avendo cucinato una prelibatezza anche per te, avrebbe avuto piacere che tu le facessi onore. ma bisogna capire che chi decide di mettersi a dieta non avendo la forza di volontà che tutti vorremmo avere, fa un sacrificio enorme, ed il punto di partenza è forse il più difficile proprio perché per un meccanismo strano si tende a pensare “ho sgarrato ieri, quindi che vuoi che faccia se sgarro un po’ anche oggi?”. Ma questo significa che non cominceremo mai, perché ogni giorno c’è qualcosa per cui vale la pena sgarrare. Quindi quando si prende la decisione, deve essere da un giorno stabilito, e rispettare quel giorno anche se ci fosse il banchetto nuziale dei reali inglesi. E ricordarsi (e lo dico con cognizione di causa perché mi è capitato un’infinità di volte) che quando siamo a dieta e la stiamo mantenendo con buoni risultati da un po’, proprio per quel meccanismo che dicevo prima, non bisogna cedere mai, perché il primo sgarro avvia una catena che poi non si spezza più e manda tutto all’aria.
    La dipendenza dal cibo è la stessa cosa della dipendenza da fumo, se uno ha smesso di fumare,basta che fumi di nuovo una sola sigaretta e tutto è stato inutile.
    Io ho fatto tante diete, l’ultima delle quali che ho iniziato il 7 Dicembre con tutte le difficoltà che comporta iniziare una dieta nel periodo delle feste natalizie, mi aveva fatto dimagrire ben 17 chili.
    Mi sentivo bene, ero più agile, mi piacevo, avevo ricominciato a vestire con più cura (perché quando siamo grasse purtroppo ci si lascia anche andare) e poi, proprio per uno sgarro di una sera ad una cena, ho ricominciato a sentire il desiderio di tutti i sapori proibiti, e il meccanismo si è inceppato. Adesso ho ripreso non 17, ma 20 chili,e sono di nuovo al punto di partenza.
    Diemme, sono felice di aderire alla tua proposta. Ma come ho scritto nel mio post, dal primo settembre. Quello è il mio “punto di partenza”. Se ti va magari ci possiamo organizzare insieme e fare un lavoro congiunto. Che dici? Magari può aiutare anche qualcun altro, no? Se credi mandami una mail all’indirizzo nel mio blogroll.

    "Mi piace"

    • Vada per il primo settembre: ho visto da te che si è unita a noi anche Sabby, vedremo chi di noi tre sarà più tosta (spero tutte e tre).

      Il primo settembre è giovedì, mi raccomando, io la sto prendendo molto sul serio. L’otto settembre tra le altre cose sarò sottoposta a calorimetria, vi farò sapere.

      Nel frattempo lotto.

      "Mi piace"

  23. C’è posto anche per me? Il primo settembre è, da ventisette anni, per me la data fatidica: ricomincia la scuola. 😦 Già questo dovrebbe bastare per non farmi mangiare (in tutta la mattina a scuola bevo solo un caffè macchiato … e faccio colazione alle 6.15), per fare più movimento (qualche rampa di scale, su e giù per i corridoi … insomma, si fa quel che si può 🙂 ) e per essere sufficientemente impegnata da non aver tempo da passare ai fornelli. Io in realtà avevo iniziato la dieta a maggio e avevo anche buttato giù 5 kg in un mese. Poi, però, mi sono fermata e ultimamente ho rimesso su due kg. Non lo faccio per dire, ma davvero non sono una che mangia tanto (ne abbiamo già parlato, ricordi Diemme?), ma se sono giù di giri, mangio male. E non posso dire che queste vacanze siano state il massimo.

    Comunque, se mi accogliete nel “club”, mi farà piacere lottare con voi. Avverto, però, che io ho poca costanza nelle cose che faccio. All’inizio mi entusiasmo e poi … 😦

    "Mi piace"

    • Credo che tutte all’inizio ci entusiasmiamo e poi… 😦 , e infatti siamo qui per darci mutuo soccorso, e riceverlo da chiunque voglia intervenire anche da esterno.

      Richiedesi massima sincerità però nel confessare le proprie debolezze, perché è su quello che dobbiamo lavorare 😉

      "Mi piace"

  24. ciao Bali, scusami se rispondo solo ora ma sono stata dimessa dall ospedale oggi (e non mi si parli di ginocchia pleeeeeaaaaseeeee).
    in realtà quando ho scritto “non sono d accordo con quello che dice il tuo amico a Diemme, mi riferivo alla frase “quando uno affronta una difficoltà non ne esce più forte, ma più debole”. continuo a non essere d accordo.
    il video mi spiace ma non sono riuscita a vederlo (il criceto che cura la mia connessione non corre così tanto). quindi scusami del qui pro quo, forse non ho scritto abbastanza chiaramente.
    ciauuzzz.
    sonia.

    "Mi piace"

    • @Sonia: io non so se essere d’accordo o meno, cioè, dipende da tanti fattori. Io da alcune cose sarò uscita più forte, nel senso che ne sono uscita con un’esperienza e con la coscienza di sapercela e potercela fare, ma in linea di massima sono d’accordo col mio amico, quello che ho passato mi ha reso più debole, ho attinto pesantemente alle mie risorse, e su questo non ho dubbi.

      "Mi piace"

    • Cara Vento… non ci siamo incontrate per caso, io vedo che qui, gira e rigira, siamo tutte nella stessa barca…

      E va beh, vuol dire che remeremo! 🙄

      "Mi piace"

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.