Oops!

Ieri mattina ero al telefono con un’amica mentre guidavo (con l’auricolare, brava brava), e a un certo punto trovo miracolosamente un parcheggio, in una zona superaffollata e congestionata.

Mi fermo, mi affianco alla macchina parcheggiata davanti per fare manovra ma, quando mi accingo a fare marcia indietro, vedo che una macchina mi si è piazzata dietro bloccandomi: questo succede pressoché SEMPRE, qui tutti gli automobilisti se non ti tallonano sembra che si sentano male, se non ti incalzano a non più di un centimetro di distanza non si sentono realizzati e non sia mai che si accorgono che tu stai facendo manovra, che magari se superi lentamente un parcheggio con la freccia inserita e ti affianchi alla macchina davanti ingranando poi la retromarcia FORSE devi parcheggiare. Considerando che se un’automobile ti blocca in quel modo non può più neanche fare marcia indietro perché altri automobilisti nevrotici si stanno tallonando e tampinando a loro volta e che prima che l’idiota realizzi che ti ha bloccato si è già formata una fila di non meno di otto macchine, aggiungendoci che se tu molli il parcheggio trovato rischi di girare altri 40 minuti a vuoto e magari alla fine, sfinita, metterla in divieto e ritrovarci una bella multa 78 euro + 2 punti di patente, beh, voi permetterete che mi è uscito un sonoro e furibondo “mavaff… ” all’indirizzo del tampinatore incalzante? 

E permettete anche che, nella foga del momento, mi ero dimenticata che c’era una persona in ascolto al telefono? OOPS!

44 thoughts on “Oops!

  1. In effetti quando vado in una città “grande”, mi accorgo come funziona il traffico da come vengono parcheggiate le macchine.
    Dove la gente va veloce e nessuno “ha tempo da perdere”, abbondano i parcheggi fatti col muso. Va da sé che il sedere (della macchina) rimane in mezzo alla strada. 🙂

    Certo che la tua amica si sarà chiesta “ma perché? Che ho fatto?” 😆

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    • Oops! Che potesse pensare fosse riferito a lei non ci ho proprio pensato!

      Mi ricordi che devo scrivere qualcosa sull’offendersi, appena riuscirò a raccogliere le idee 😉

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  2. ….naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa tranquilla anzi mi hai fatto morire dal ridere perchè sei sempre così contenuta, e sentirti umanamente incazzata è stato liberatorio 😉

    Quindi se dovesse ricapitare applaudo al telefono…e poi io faccio lo stesso, non è che la mia mini città non è stracolma di zotici parcheggiatori ignoranti…anzi 😆

    P.S. comunque questo tuo blog va a rilento….chissà come mai…contagiato dal traffico Mah! 😀

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    • Ma io non parlavo dei parcheggiatori, ma degli automobilisti.

      Io li vedo come una manica di mezze calzette nevrotici fallitoni, che quando montano in macchina si devono dare un tono e dimostrare chi sono.

      Una volta, a un incrocio di una grande arteria, si era rotto il semaforo, e chiaramente c’era un blocco perché tutti volvano passare per primi e chiaramente gli intelligentoni avevano bloccato la strada. A un certo punto una persona di maggior buon senso è scesa dalla sua macchina bloccata e si è messa a dirigere il traffico liberando l’incrocio.

      Ci credete che, tempo che rientrasse in macchina e rimettesse in moto, l’incrocio era bloccato di nuovo? Il bello è che qui ti suonano se ti fermi col rosso, ti suonano se non impegni un incrocio che vedi bloccato, ti suonano se non ti lasci superare a destra, se non li fai sorpassare in curva: è proprio vero, la madre dei cretini è sempre incinta, e quello che è peggio è che tutti i suoi figli prendono la patente!

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  3. Si si automobilisti che parcheggiano…ho capito, ho sbagliato il termine…comunque o che guidano o che parcheggiano o che si sistemano i capelli e il trucco in auto sempre imbranati sono, soprattutto certi…..

    e un vaffa…non è sprecato!
    😆

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  4. Io odio guidare in genere. Lo faccio perchè ho necessità di spostarmi, ma guido in cittadelle poco caotiche. Il solo pensiero di guidare in una metropoli mi fa accapponare la pelle. Credo mi sarebbe indispensabile un corso di guida sicura con super esperti. Tornando a noi, il vaffa… è stato molto moderato per l’occasione. Giole Dix diceva che l’automobilista è sempre inc…e qualche volta ha pure ragione d’esserlo!

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    • @Luisa: è stato moderato, ma uno si stanca pure di imprecare: contro gli stolti è una battaglia persa.

      Giusto oggi Bali mi diceva: ma non potresti fermarti prima, mettere le quattro frecce e fare cenno alla macchina dietro che devi parcheggiare?

      E perché, secondo voi non lo faccio? Mi fermo appena vedo il parcheggio, metto le quattro frecce, mi volto dietro, faccio cenno all’automobilista che devo parcheggiare, poi vado un po’ avanti per affiancarmi alla macchina davanti, e quando volto la testa indietro il cretino beota è lì a col muso piantato contro la mia macchina: ma tanto io non mollo!

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  5. Adesso posso dire che succede anche a me. Non capisco questa mania , sembra che vanno tutti di fretta , che le cose che devono fare loro sono sempre più importanti delle tue. Bah!

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    • @Marta: te l’ho detto, sono una manica di repressi che si sfogano in macchina, “si danno un tono”, fanno vedere che loro sono “smart” (what’s american boy!) :mrgreen:

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  6. @Diemme
    Fui assente e, non ho avuto il tempo di leggere i commenti, però, da quanto hai scritto ho capito perché è proibito usare il telefonino durante la guida: “Per evitare di scaricare improperi sull’interlocutore”.
    Mi sembra che il mondo dei maleducati sia in aumento!

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  7. Purtroppo non succede solo dalle tue parti. L’ultima volta che mi è successo è stata il mese scorso, quando una donna dallo sguardo bovino (senza offesa ai poveri pacifici animali) mi si piazzò dietro il c… della macchina mentre cercavo di parcheggiare, nonostante avessi FRECCIA e LUCI DI RETROMARCIA GIA’ INNESCATA accese. La tipa provocò un ingorgo, la guardavo dallo specchietto e NON CAPIVA che dovevo posteggiare proprio lì, oltretutto era proprio di fronte a casa mia e non avevo scelta. Alla fine, dato che l’imbelle non era riuscita a far funzionare l’unico neurone rimastogli (anzi, di cui la generosa madre natura l’aveva dotata dalla nascita) ho dovuto io proseguire fino alla fine della strada dove c’era una sorta di spiazzo, fare smaltire il traffico che la bovina aveva causato, tornare indietro e finalmente parcheggiare.
    Rimango sempre perplessa su come certa gente riesca a prendere la patente. No, anzi, vedendo come non sanno guidare gli abitanti del posto in cui vivo, non mi dovrebbe meravigliare…

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    • @Martina: hai descritto personalmente la scena, quella che a me capita almeno un paio di volte a settimana. Cambia il tizio (o tizia) alla guida, ma non il numero dei neuroni.

      Solo che qui, se lasci passare e rifai il firo, il posto libero è assolutamente impossibile che lo ritrovi. Passi la sera quando torno a casa, abbenché distrutta e desiderosa di rincasare quanto prima, ma la mattina quando devi andare al lavoro diventa veramente un problema.

      Poi, c’è un’altra categoria di a-neuronici, stavolta di pedoni: quelli che appena vedono una macchina che sta facendo retromarcia gli si piazzano dietro. A questo punto io lancio un’imprecazione che fa tanto ridere mia figlia: “Ma de tante macchine proprio sotto la mia te devi veni’ a butta’ ????” 😯

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  8. Vado a lavarmi i capelli ….beh buongiorno a tutti…ciaoooooooooooooooooooooo

    😆

    P.S. Diemme impreca tradizionalmente 😆

    da rotolarsi dal ridere……………………………………………..

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    • Brava amica che sei eh???

      La prossima volta che dovrò parcheggiare chiuderò la comunicazione prima, così non ti godrai il mio *&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç*&%@#%°ç

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    • Ricicla, ricicla, sono un’ecologista io, e le imprecazioni riciclate hanno pure più forza delle originali!

      E poi, da un’amica, per favore, nessuna royalty 😉

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    • Eh eh, ho studiato io! A parte che a casa ho proprio un libro che s’intitola “Ditelo con l’insulto”, io quando impreco (e quando insulto) generalmente sono scientifica.

      Difficilmente io dirò a una persona “Sei uno st—-” (a parte in macchina che uno ha i tempi ristretti e conosce poco l’interlocutore, sì da non poter personalizzare l’insulto).

      Io se insulto qualcuno potrò dirgli inetto, incompetente, drammatico spreco d’ossigeno per l’umanità intera, persona inutile. Ci ride mia figlia di una volta che mi rivolsi al padre, che mi aveva fatto uno scherzo di pessimo gusto, appellandolo “essere ripugnante”. Ma lo chiamo anche saprofita, zavorra e altre amenità del genere.

      Lui prova pure a essere “dotto” con il suo “Mentecatta, mens capta, mente prigioniera!” (che poi, c’è bisogno che ogni volta mi fa tutta la storia dell’etimologia? Lo so cosa significa mentecatta, e da dove viene). Però, se di latino ferisce, di latino perisce, e io ci do giù col latino maccheronico rispondendogli “Caput mentulae qui alter non es!”

      D’altra parte, uno mica studia invano! 😆

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  9. Ma guarda te cosa vengo a scoprire , questa davvero me la devo segnare! Come alcuni dei tuoi insulti , sono veramente da leccarsi i baffi. Sopratutto l’ultimo 😆

    Quando uno studia si vede! Ahah

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    • @Marta: e mica mi fermo là! Un mio collega, brutto e di una piccineria indescrivibile, s’è meritato l’appellativo di “Tersite” (tizietto che, durante la guerra di Troia, incarnava la viltà e tutti i sentimenti negativi di questo mondo).

      Hai presente il nobile che, trovando la moglie nell’intimità con un altro le dice “Ti ho lasciata Cornelia, madre dei Gracchi, e ti ritrovo Messalina! E vorrei dirti di più, ma un nodo mi si pianta qui, nella strozza!”

      (NB: finisce che il servitore che aveva ascoltato tutto, tornando a casa e trovando a sua volta la moglie a letto con un compare, vuole fare il suo show e ripetere le parole del suo nobile padrone, ma non le ricorda esattamente e ricostruisce più o meno così: “Ti ho lasciata cornuta, madre dei granchi, e ti ritrovo a Messina! E vorrei dirti di più, ma mi rimani piantata lì, str@@za!”)

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  10. L’insulto in latino è meraviglioso, che poi è la versione aulica di qualcosa di molto usato e che rende benissimo l’idea della persona che si ha davanti. La storiella è divertentissima 😀

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    • Oggi ho fatto il bis (ter, quater… ) con Bali al telefono. La situazione assolutamente identica, vedo il parcheggio, rallento, metto gli stop. mi fermo, mi volto dietro e faccio cenno al guidatore che sto parcheggiando. Appena mi sposto in avanti mi accorgo che mi tallona e si attacca. E allora è uscito l’improperio.. (non in latino 🙄 )

      Oltretutto, lo costringo a fare retromarcia, e il deficiente mi si mette a fianco, ostacolandomi la manovra: il tutto per correre a fermarsi a un semaforo rosso!!! C’è gente che si ferma e aspetta pure se è verde, io sono una maga del parcheggio, una manovra sola a marcia indietro, roba di secondi! Certo, se non mi bloccano che non posso sterzare come si deve!

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  11. Non bisogna abusare dell’insulto in latino, va benissimo anche quello in italiano, e poi, come dicevi tu stessa, nella fretta e sopratutto nella necessità che il messaggio arrivi forte e chiaro, bisogna essere semplici e diretti. :mrgreeen:

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    • @Luisa: non sono sicura che la parolaccia urlata dall’interno, d’inverno coi finestrini chiusi, arrivi forte e chiara al legittimo destinatario: io, avessi la possibilità di costruirlo (e senz’altro lo brevetterei!) avevo pensato a un apparecchio con una tastierina sul cruscotto, con predisposti quei quattro o cinque insulti principali. Alla bisogna, uno spinge il pulsante corrispondente e l’insulto luminoso appare sul cruscotto posteriore.

      Devo pensare però a come proiettarla a chi ti fa il filo (cioè sorpassa in uno spazio ristrettissimo sfiorandoti la macchina, e spesso piegando lo specchietto laterale), o taglia la strada.

      A meno che alla guida non ci sia un non vedente, cosa che a volte sospetto fortemente.

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  12. consolati: quelli che se ti fermi vicino a un parcheggio con freccia e retromarcia non capiscono (o se ne fregano) ci sono ovunque

    perché gli automobilisti in Italia sono come i pensionati alle poste o dal dottore; hanno una fretta pazzesca anche se non hanno un ca**o da fare 😮

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    • Io, ripeto, questo fatto di mostrare grande fretta penso che sia un modo per darsi un tono cioè, sostanzialmente, deriva da un complesso d’inferiorità.

      Corrono, urlano, tampinano, strombazzano perche hanno il grande terrore di essere trasparenti. Cioè, in fondo al cuore lo sanno di non essere nessuno, e cercano di dimenticarsene così.

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    • Non sono d’accordo, secondo me tu hai ancora troppa stima per quella gente. Sarebbero persone che si fanno i comodi loro infischiandosene del prossimo se ne avessero un qualche vantaggio, invece creano ingorghi, si arrabbiano, imprecano, gli verrà pure l’ulcera, fanno bava dalla bocca, il tutto assolutamente per niente, per arrivare a cento all’ora a inchiodare a un semaforo, per andare quel pezzettino avanti che creerà solo rallentamenti, magari intasando un incrocio.

      No caro Kalos, non sono persone che mancano di rispetto al prossimo, sono proprio idioti.

      E poi, veniamo al nostro caso, quando vanno avanti, e poi sono costretti a fare marcia indietro, ma prima di farla devono farla fare a quello dietro di loro, il quale prima di farla deve farla fare a quello dietro ancora… veramente, cui prodest?

      Io lo vedo anche negli uffici, c’è gente che, silenziosamente, fa, e gente che si sbraccia per far vedere che fa, indipendentemente dai risultati (che spesso non ci sono, o sono addirittura controproducenti). Eppure, è a questi ultimi che vanno soldi e promozioni, perché dei lavoratori silenziosi non si accorge nessuno, perché difficilmente c’è qualcuno che sappia davvero apprezzare il lavoro svolto, e invece quelli che si affannano, sbraitano, battono i pugni sul tavolo danno tanto l’idea di essere attivi, iperattivi, reattivi… insomma, anche qui, what’s american boy.

      Poi, il casino che fanno, in qualche modo si giustifica, si copre… chissà perché si riesce sempre a dimostrare che l’operazione è riuscita benissimo anche se il paziente è inspiegabilmente e ingiustificatamente morto.

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  13. A proposito del racconto del semaforo. Anni fa, mi trovavo per la prima volta in Napoli. Erano le 2 di notte e mi fermo ad un semaforo. Dietro di me una punto comincia a clacsonare. Scendo giù (dal camion), pensando che sarà successo qualcosa. Guardo…. niente. A questo punto quello dietro mi ha chiesto perché sono fermo.
    – Ma è rosso….
    Il tizio mi guarda incuriosito ed esclama
    – E allora?
    Sono salito in camion e sono partito. Col rosso. (Napoli….. sei unico)

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  14. Tu che sei “romana”. Ma a me come “romeno”, i “managgia che ti murta” e “mortacci tua” mi fanno specie sai? 😆 Sopratutto alle 2 di notte.

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    • A me generalmente degli insulti non importa un granché anzi, di solito mi affaccio dal finestrino e con un largo sorriso sornione rispondo: “Studiato ad Oxford, vero?”.

      Ho solo paura che un giorno o l’altro qualcuno prenda una spranga, e allora sorriderò molto meno 😦

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  15. Pingback: La pazienza « Diemme

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