Un amore?

Se hai un amore, lascialo libero. Se torna è tuo, se non torna, non lo è mai stato.

E come al solito ho esagerato: non ti ho lasciato libero, ti ho cacciato via. Ti ho cacciato, forse perché che non fossi mio lo sapevo, lo vivevo…

Meglio un taglio netto allora, e via, che ci sto a fare qui a trascinarmi, va via, “Via dalle mie tende rosa, dai miei cuscini di piume!” urlava una tale Alessandra, in un racconto che lessi anni fa.

Si intitolava “Ore quattro, sesso con Alessandra”, e parlava di due amanti, giovane, vitale e piena di sogni lei, metodico, insopportabilmente metodico e compassato lui.

L’amava? Forse, ma a modo suo, che non era un modo comprensibile per lei.

Fu la madre di lei, davanti al dolore infinito e inconsolabile della figlia per averlo perduto, a spiegarle che lui l’amava, e l’amava davvero, nell’unico modo in cui sapeva farlo.

Non ricordo come finì. Di me, non ricordo come iniziò.

44 thoughts on “Un amore?

  1. L’amore va sempre lasciato libero: è nella libertà che si sceglie davvero….. Dovrei scrivere questa frase per mia figlia che sta vivendo un amore soffocante e non riesce a liberarsene!!!!

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    • Non lo so, anzi, credo proprio di no. A volte, come per i figli, va messo un po’ di freno, proprio per evitare che l’altro faccia cappellate di cui, troppo tardi, si pentirebbe. Un mio carissimo amico, spirito molto libero, sostiene che agli uomini la briglia vada messa: lenta magari, lentissima, per dare un giusto margine di libertà ma troppa, di libertà – e parlo sia di uomini che di donne, di grandi e di piccini – si rischierebbe di non saperla gestire.

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  2. Io sono molto figlia dei fiori (te l’ho già scritto in un altro frangente) riguardo all’amore :). Quando c’è, va sempre bene, in tutte le sue forme. Senza briglie però. Libero nella sua espressione. Libero di evolvere o di estinguersi.
    La cosa peggiore è quando l’amore non c’è. Quando è assente per anni.
    Se un amore finisce, è dura, è dolorosa. Ma c’è il ricordo di un amore che c’è stato, una ricchezza in più per l’anima.
    È quando non c’è stato nulla che uno si chiede il senso di tutto. Perché il senso non c’è.
    Aprite le porte all’amore. Senza paura di ferirvi. Io l’ho imparato a mie spese. Anzi, lo sto ancora imparando.

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    • Io mi ricordo una signora, parlando della vita della figlia anoressica, mentre io mi lamentavo della mia solitudine, che mi disse “Tu almeno hai amato, sei stata amata, ma questa figlia mia non sa cosa significhi amare ed essere amata!”

      Mi aprì un mondo: capii che ero stata molto fortunata a conoscere l’amore, nelle sue espressioni più elevate. Poi le storie sono finite per altri motivi, alcuni imponderabili, però fino a che sono state sicuramente l’amore c’era, e forte.

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    • E’ un amore lesbo? Non me ne ero accorta, e anche adesso che me lo dici non mi pare.

      Ho scelto quell’immagine perché, parlando sempre di marziani e venusiane, il tizio (per me è un tizio) con le orecchie a punta mi sembrava evidenziasse il concetto dell’alieno 😉

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  3. L’amore va lasciato libero ma entro certi limiti. Più che altro, le persone in una relazione devono sentirsi libere: di amare, di esprimersi, di soffrire, di essere felici, di andarsene. Altrimenti tutto diventa troppo soffocante.
    E noi stessi dobbiamo sempre sentirci liberi. Di scegliere.
    Che ogni nostra passione, sacrificio, rinuncia, vendetta, sorriso, rimpianto o salto nel buio sia sempre e soltanto frutto di una libera scelta, razionale o passionale, ma pur sempre una scelta. Affinchè le conseguenze delle nostre emozioni (almeno in amore, visto che per altro la vita gioca abbastanza da sè!) possano essere ricondotte a noi e solo a noi.
    Altrimenti, tutto finisce ancor prima di cominciare.

    Se non ci si ricorda come si inizia e non si capisce come finisce e dove ci si trova, bisogna fermarsi un momentino, e forsi concedersi la libertà di lasciare andare tutto.
    A volte, incaponirsi non fa altro che peggiorare le situazioni. Un amore finito, impossibile, ostacolato, è tale…non c’è modo di convertirlo.
    E allora bisogna lasciarlo andare, e lasciar andare oltre noi stessi.

    @kalojannis: A me non sembra un amore lesbo, nei due disegni i tratti sono diversi, tanto da farmi pensare ad una lei e a un lui…

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    • @Cara Fede, mi sento retorica a dire che ogni storia è uguale e diversa, ma credo proprio sia così.

      A volte gli amori vanno lasciati liberi, a volte trattenuti. A volte è inutile incaponirsi, a volte lottare per riconquistare paga.

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  4. A prima vista potrebbe sembrare due donne. Ma guardando il braccio del elf (a me piace chiamarlo cosi che venusiano) è chiaro che non sono entrambe ragazze. 😉

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  5. Una donna con quegli occhi? E con la totale assenza di qualsivoglia peluria sul volto?
    Vabbé, se è un maschio è come minimo gay, visto che è appena uscito dall’estetista dove si è rifatto le sopracciglia… e poi, il rimmel… ma quanto rimmel ha?????? 😆

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  6. Mi associo alla riflessione dell’ amico @Kolajannis, e non per la mia passione per i ‘vini di classe’ !
    Esemplare maschio di ‘elfo’, ESEMPLARE MASCHIO DI ‘ELFO’ ?!?!?
    Già in quelle saghe nordiche correvano i gay ?
    Ohibò, non si finisce mai di imparare !!!

    P.S. Eppure non mi convince, quella è chiaramente una ‘Elfa’ gay !

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  7. “Se torna è tuo, se non torna, non lo è mai stato.”

    Quanta verità. Se potessimo capire veramente il senso di queste parole…..
    Conosco un sacco di persone alle quali ho consigliato la stessa cosa. Nessuna ha seguito il mio consiglio. Purtroppo…… per loro.

    “Valentino, mi ama lui?” mi chiedeva lei speranzosa se come fossi un mago che possa sapere tutto.
    “Non lo so” rispondevo, “ma….. c’è un modo per chiarirti”.
    “Quale?”
    “Mollalo, o almeno ignoralo per un periodo. Vedrai se tornerà a cercarti.”
    “E se non tornasse?”
    ” Allora…….. hai già sprecato troppo tempo.”

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    • Non sono mica d’accordo. Intanto, per quanto mi riguarda, io amo una persona perché è “mia”: nel momento in cui si allontana, diventa uno che se n’è andato. Posso anche continuare ad esserne attratta, ma qualcosa si è leso, e la fiducia e la spensieratezza precedente, la voglia di abbandonarsi, gettarsi senza paracadute, decisamente mi passa. E’ un vecchio consiglio che si da alle persone “Snobbalo/a, vedrai che ti verrà dietro!”: attenzione, non siamo tutti uguali.

      La mossa potrebbe essere controproducente, e poi non ci resta che piangere.

      Anche riguardo al fatto di far ingelosire: se il mio uomo, o comunque l’uomo che amo, da cui sono attratta, cui sono interessata, comincia a fare lo scemo con un altra, anche se è sol o una strategia, mi cadono le braccia, e non ho più voglia di pensare a lui (poi, magari, ci penso lo stesso, perché dimenticare mica è facile ma, ripeto, qualcosa si spezza).

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  8. Una antica e bella canzone di Gino Paoli ( “Delitto d’ Amore” ), recitava : “……ma sul luogo del proprio delitto – il Colpevole deve tornar – tu da me tornerai – tu da me tornerai – perchè pace nel cuor non avrai” !
    Allo stato, mi trovo ad un bivio della riflessione . Da una parte, avendo in mente quella canzone, penso che, se il ritorno di Lui ( o di Lei ) sul ‘luogo del proprio delitto’ ( l’ amore calpestato o ucciso ) è “fatale”, penso che la parte lesa non se lo debba augurare e debba anzi fare di tutto per starne lontana, mettersi il cuore in pace e cercare di dimenticarsi – radicalmente – dell’ assassino ( o dell’ assassina ) .
    Dall’ altra, se fu vero amore per Lui o per Lei, se quell’ amore attraversò la carne per raggiungere l’ anima, allora non sarà tanto facile rimuoverlo, poichè fa già parte di loro, ineludibilmente, ed è una ferita pressochè inguaribile . Il trascorrere del tempo giova alla cura, non v’ è dubbio, ma resta sempre una cicatrice che fà male, come ci ricorda anche la saggia @Diemme ( ” poi, magari, ci penso lo stesso, perché dimenticare mica è facile ma, ripeto, qualcosa si spezza” ) .
    Strana cosa a volte è la vita, stranissima cosa l’ amore !

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    • “non sarà tanto facile rimuoverlo, poichè fa già parte di loro, ineludibilmente, ed è una ferita pressochè inguaribile . Il trascorrere del tempo giova alla cura, non v’è dubbio, ma resta sempre una cicatrice che fa male”.

      Appunto.

      “ma, ripeto, qualcosa si spezza”

      Appunto.

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  9. Mi sa che parliamo di due situazioni differenti. Io mi riferivo ad una persona che frequenti e non sei sicura di essere sincera nel amore nei tuoi confronti. Tu invece DM, ti riferisci ad una persona che ti molla (o ti fa ingelosire). Anche se…. io uno non ho mai raccomandato la stratagemma della gelosia. Perché è vero…. ha due tagli.

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    • Valentino, non credo che l’amore si misuri così. Quando stai con una persona, te ne accorgi se e quanto ti vuole bene.

      Il fatto che ti cerchi poi, non sarebbe comunque probatorio: ti può cercare perché si sente solo, e gli starebbe bene quasi chiunque, idem per tempeste ormonali, o perché deve partire per la vacanza e gli/le serve compagnia…

      Per sapere se la persona che sta con noi è sincera, basta non nascondersi dietro un dito: come si fa ad ignorare il comportamento di chi ci sta accanto?

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  10. Guarda che non è soltanto una cosa per capire se lui ti ama o no. Può essere anche un test per te stesso. Per farti capire che anche senza di lui “si può”. E se lui torna, di sicuro non troverà una persona pronta a farsi “carleggiare” din nuovo. E dovrà ammettere (almeno a se stesso) che la tua disponibilità incondizionata nei suoi confronti E’ FINITA’.
    Se vorrà andarsene in vacanza, stavolta andrà con una donna da amare e rispettare (e perché no, da corteggiare), e non con una SUA DONNA a disposizione. Se si sente solo, dovrà capire che può avere vicino un anima, ma con la condizione di averla anche lui questa benedetta anima. Se vuole star bene…. dovrà pensare che il meglio sia starci bene entrambi. E se ha una tempesta ormonale…. allora se lo calma con il fare amore non sesso. Sappiamo differenza no?

    Ach… mi hai fregato DM. Perché debba essere sempre l’uomo come esempio negativo e la donna una vittima? Quando metterai anche esempi positivi di uomini a confronto con le donne? No eh? 😉

    (Scherzo, vai come ti dice il cuore di continuare tuo blog.)

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    • Caro Valentino, sono una donna e porto avanti il blog col cuore e l’esperienza di una donna.

      Per tutto il resto tornerò a risponderti, ma non ora che il dovere mi chiama e non mi potrei né concentrare né dilungare.

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  11. Condivido, @Diemme !
    Quando stai con una persona, in un modo o nell’ altro, ti accorgi se si è avvicinato a te per ‘qualcosa che sente’ o soltanto per ‘diporto’ .
    E se percepisci che la ragione del suo avvicinarti è per un impulso di affetto ( o di attrazione sessuale ) e non perchè, essendo solo ( o sola ), avvicinerebbe chiunque a prescindere, sta a te ‘sondare ancora le sue intenzioni’ e approfondire la conoscenza .
    Dopodichè decidere : 1) se ti stia bene una ‘mera e transitoria relazione sessuale’ – 2) puntare invece su una ‘relazione sentimentale’ più completa .
    Dalla scelta di una delle due possibilità, discende poi il seguito della coppia, e su questo evolversi ‘nulla’ , a parer mio confutabilissimo, possiamo predefinire, poichè l’ animo umano
    ( maschile o femminile che sia ) è un mondo complesso, talvolta indecifrabile !
    Stiamo quindi in argomento ( sempre a mio precario parere ), caro @Valentino, poichè il “non essere sicuri che l’ altro ( o l’ altra ) ‘sia’ sincero o ‘non sia’ sincero”, ricade perfettamente in una delle due possibilità e sul seguito .

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  12. Ok. D’accordo Bruno. Ma prescindere da tutto ciò, qual’è il seguito. Perché è troppo facile dire “ou, o sei sincero… o te ne va, caro” (ho provato a dirlo in romana, ma penso che facevo meglio non farlo 🙂 ). Sappiamo benissimo che decidere di lasciare una persona (con tutti i suoi difetti) e più facile di dire che fare. Quante donne non capiscono che certe loro relazioni si basano principalmente sul sesso. E cosa fanno? Mollano immediatamente? NO. Continuano a illudersi che prima o poi…… Quanti uomini non s’illudono che la loro donna non è stufa di lui, e che quello giovane che lei guardava l’altra sera era solo una sua impressione. Per dare due esempi. Certo che siamo bravi a esprimere al freddo le nostre opinioni sul argomento. Ma in pratica, nella vita reale, non è cosi. O forse c’è qualcuno di noi che non ha ritardato la scelta di mollare? Non ha sperato che tutto quello che vedeva (a volte chiaro) era soltanto una impressione. E che le cose possono tornare come prima? C’è qualcuno qua che può affermare che al primo segno di non sincerità si è fatto le valigie?

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    • Ma è giusto fare le valigie al primo segno di stanchezza o altro? Non è più giusto lottare per difendere un rapporto, se è/è stato valido, e dargli un’altra possibilità?

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  13. Cara DM. Sai che a volte ho sbagliato esprimermi e sono stato frainteso. Ma ho la vaga impressione che fai collegamento con qualcosa che a te è capitato. E non posso esprimermi cosi. Nel totale nebbia che ho davanti. Comunque, se io parlo, non mi riferisco a casi personali. Io faccio soltanto generalizzare. Che possa essere sbagliato da parte mia, perché so che ogni caso e unico.

    Ora rispondo alla tua domanda. Certo che non è giusto. Certo che si debba “assicurare” prima che “la stanchezza” non è una cosa periodica. Ma il fatto sta che pur essendo sicuri che il rapporto non è più “valido”, continuiamo a non accettare la realtà. E finché le nostre sofferenze non arrivano ad un limite di sopportabilità non siamo pronti a farci le valigie.

    Chiedo scusa se le mie parole ti hanno ferito in qualche modo (inconsapevolmente). Purtroppo, qui si toccano tasti dolorosi, mi pare.

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    • Tranquillo Valentino, ho le spalle grosse, e comunque parlavo in generale, sia pure basandomi sulla mia esperienza, e la mia esperienza valida entrambe le posizioni: è sbagliato sia tirare avanti quando tutto è finito e lasciarsi carleggiare (parlo sia per gli uomini che per le donne), sia non dare a un rapporto un’ulteriore possibilità, lasciando magari che un momento critico distrugga qualcosa di bello.

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  14. Naturalmente anche io parlavo in generale, naturalmente ogni situazione è diversa e a sè stante.

    Penso che la cosa importante sia rimanere attori di una storia d’amore e non subirlo passivamente, per i più disparati motivi.

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  15. Ok, mi prendo un attimo di pausa postprandiale (di già!) perché vedo che la discussione si fa accesa.

    Quello che vorrei dire, è che sono contro il consumismo sentimentale che oggi va tanto di moda, dell’usa e getta delle persone, che alla prima difficoltà si lasciano e e si passa ad altro, come pure sono contro la sopportazione di chi non ci rispetta, ci maltratta, e questo non si chiama periodo critico di stanchezza, si chiama non essere degni di un rapporto di coppia.

    Mai farsi “carleggiare” ma… mai lasciare che un rapporto cada perché non è sempre ai livelli di folle passione, altrimenti non costruiremo mai niente, e butteremo via rapporti preziosi. Una volta conobbi una donna, assolutamente cinica, che di fronte al tumore del marito semplicemente lo abbandonò e si prese un partner sano che non avesse bisogno di assistenza: agghiacciante.

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  16. Caro @Valentino, se me lo consenti e se, soprattutto, me lo consente l’ Ospitante, vorrei fare questa ‘doverosa premessa’ che, secondo il mio modo di vedere i rapporti quali siano ( e cioè o ‘virtuali’ o ‘reali’ ), spiana la discussione semplificandola . Dunque :
    1) Ci si confronta con la massima sincerità, con l’ affetto che si possa esprimere e , sempre, con il ‘reciproco rispetto’ .
    2) Si deve accettare il “fatto fondamentale” che NESSUNO DI NOI, O NESSUNO DI COLORO CHE LEGGANO E RITENGANO DI INTERVENIRE, “ABBIA LA VERITA’ IN TASCA” ! NESSUNO, NEANCHE SE FOSSE UN “SACERDOTE” O UN “GRANDE FILOSOFO” ACCLARATO INTERNAZIONALMENTE, PUO’ ESPRIMERE “VERITA’ APODITTICHE”, poichè questi ‘pronunciamenti assoluti’ appartengono unicamente al Campo della Fede Religiosa o delle Costruzioni Teoriche della Filosofia, della Matematica e delle Scienze in genere, non al Blog ed alle nostre pacate discussioni improntate al buon senso .
    Ciascuno di noi esprime le proprie idee, sempre confutabili, in base alla propria esperienza di vita e per quanto abbia potuto approfondire con i suoi Studi ( ‘specifici’ da Scuola regolare o ‘autodidattici’ che siano stati ) . E cioè, per citare la mia Amica ‘pronipote’ di @Diemme, “ciascuno sia libero di esprimersi secondo il proprio Stile e la propria Cultura” !
    3) Ci si deve sforzare, al massimo grado possibile di ciascuno, di rimanere sempre in argomento, abbandonando qualsivoglia ‘atteggiamento narcisistico’ che pregiudichi il tema posto .
    Premesso questo, cerco di risponderti e di rispondere anche a @Donna&Madre .
    Nò, non hai fatto male a ‘cercare di dirlo alla romana’ , è un intenzione che apprezzo, poichè da questo tentativo si percepisce affetto per me e per l’ Ospitante che siamo Romani .
    Per questo, te lo dico un po’ più correntemente . A Roma ‘je diressim’ accussì’ : “Aheò, a bbello mjo ! Si nun sej sincero ‘smamma’, pja ‘r fugone ! Qui nun c’ è trippa pe’ gatti, vedi d’ annattene affancùlo” ! Un pizzico di volgarità, a tempo e luogo, non guasta mai !
    Da parte tua, @Valentino, quando potrai e vorrai, ci ricambierai ‘la dritta’ insegnandoci come si direbbe dalle parti tue ( che, al momento, non conosco ) !
    Per tornare all’ argomento ( o, come suole dire l’ ottimo @Fra Cappuccio, per tornare “on topic” ), temo che tutti e tre ci stiamo ‘arenando’, stiamo a girare intorno al palo senza concludere alcunchè di nuovo o di esaustivo sul tema proposto .
    Tento quindi io, con un riepilogo precario e confutabile, di concludere alla meno peggio :
    A) Restano, all’ inizio dell’ annusarsi tra un Uomo e una Donna per decidere il poi, le due possibilità già espresse nel mio ( precario ed opinabile ) precedente intervento .
    B) Dopo di chè, in base alla scelta, si cerca di sondare con leggerezza di spirito ( o con passionale disposizione ) l’ altro, o, viceversa, di sondare l’ altra .
    C) Ognuno dei due si “può illudere” poichè nella Realtà le cose hanno aspetti diversi dalla teoria ? Bene, siamo nel campo della complessità dell’ animo umano, sia esso maschile, sia esso femminile . Quindi, non si può ‘predefinire’ alcunchè sugli sviluppi, possiamo soltanto ‘giocare a mosca cieca’, muoverci alla ‘viva il parroco’, compilare ‘pronostici’, e via inutilmente dicendo .
    D) Nessuno poi si rassegna facilmente, se l’ altro ( o l’ altra ) ‘molla e scappa via’ ? Ahimè ( o meglio, ahiloro ! ), è vero ! Ma qui ci si deve, sempre a mio cadùco parere, appellare al “proprio orgoglio” ed alla “propria dignità di persona”, sapendo tuttavia per certo ( e questa mia certezza non sarebbe facilmente confutabile per nessuno, sono prontissimo alla ‘sfida oggettivamente documentata’ in qualunque luogo ! ) che, senza quelle due sofferte virtù, nessun futuro sereno ed onesto potrà essere nostro, ci si dovrà rassegnare ‘ad essere un oggetto’ in mani altrui, anzichè un ‘soggetto’ libero di vivere, di pensare, di sognare !
    E vorrei qui concludere, sempre rimarcando la complessità di noi ‘esseri viventi’, che non di rado “L’ Amore nun è bbbello, si nun è stuzzicarello” !
    Un abbraccio a tutti

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  17. L’amore, cari miei, esige prima di tutto stabilità e questo ricerca, sempre e costantemente.
    Il desiderio, la passione sono altra cosa e si accontentano di meno.
    La stabilità si raggiunge in tanti modi, anche e soprattutto senza essere oppressivi.
    Ipse dixit aquila…
    P.S.: ma chi è ‘sta Diemme???

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  18. Solo su questa frase vorrei commentare: Quando stai con una persona, te ne accorgi se e quanto ti vuole bene
    Assolutamente. Io in tutti gli anni del mio ex-matrimonio abbi la certezza assoluta di non essere amata (oddio, non bisognava essere dei geni per capirlo, ma giusto per fare conversazione :D).
    E, ti assicuro, è una consapevolezza angosciante. Ti annienta.
    L’amore lo si capisce, lo si tocca, lo si annusa, lo si assorbe. Non c’è neppure bisogno di dirlo (anche se un “ti amo” di tanto in tanto fa anche piacere 🙂 ). L’amore c’è, o non c’è.

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  19. Non esistono regole di alcun tipo che possano adattarsi a tutti!! Ognuno di noi si fa le proprie regole in base al proprio carattare e poi.. man mano..le esperienze ti modellano. La difficoltà è trovare qualcuno le cui regole possano entrare in simbiosi con le tue..
    Credo che nessuno debba sentirsi soffocato dall’amore ma nemmeno debba sentirsi troppo libero. E penso sia impossibile non capire se si è amati o no.. e quanto si sia amati.. sta a noi decidere se vogliamo o ci basta quanto ci viene dato..
    Meglio un taglio netto? Sì ma poi… Mah..

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