Ode alla cellulite

Rembrandt Harmenszoon Van Rijn: Giunone – cm. 127 x 123, New York coll. Middendorf

Raccolgo il guanto di sfida lanciato da Pan (e quando mai io non raccolgo una sfida!), ed eccovi un’ode alla cellulite sfornata fresca fresca stamattina, sia pure incoerentemente sorseggiando un caffè amaro 🙂

Languida sui miei fianchi, a me avvinghiata,
tu, cellulite, tanto vituperata,
sei invece parte di me e quanto t’amo,
e di perderti o scacciarti via non bramo.

Mi guardo nello specchio i fianchi opimi,
vogliosi, prosperosi, genuini,
e mai li cambierei con gli zeppetti
di quelle scarne, che stanno a guardar gli etti.

Mi guardo e mi compiaccio, così grande,
buccia d’arancia, contro cui cure blande
non possono far niente per fortuna,
mi piace essere una formosa bruna.

Addome ampio, e ampie le mie spalle,
son matrona romana e me ne vanto,
e contro quelle tizie che son pialle,
sicura del mio fascino m’ammanto.

Bella la cellulite sulle braccia,
c’è un solo buongustaio cui non piaccia?
Quando m’abbracci senti la morbidezza,
e vieni avvolto dalla mia dolcezza.

Vadano retro quelle seccardine,
che credon pure di essere carine,
via le anoressiche, che ci dan tristezza,
col grosso male della lor magrezza!

Bramosi e belli gli accumuli sui fianchi,
che di toccarli voi mai siete stanchi!
Nel mondo vado come una regina,
ai dettami di moda mai supina.

(Patrizia Vivanti – 6 giugno 2010)

Annunci

30 thoughts on “Ode alla cellulite

  1. certo che la chiusa è proprio eccezionale!
    Complimenti. Forse questa è la prima Ode alla cellulite che sia mai stata scritta.

    Dalle mie parti c’era un poeta che si divertiva a scrivere libelli su parti anatomiche o terrose, e sono un vero spasso.

    Certe che amare la cellulite è proprio un azzardo…

    Mi piace

    • Eh eh, sono un’antesignana! Ti ricordi quando le nostre sfide erano quelle di scrivere un racconto nel più breve tempo possibile a partire da tre parole?

      Però, devo dire che mi sono divertita 😉

      Mi piace

    • Lui afferra le maniglie dell’amore,
      e mi possiede con tremendo ardore,
      così sicuro e forte è quel sostegno,
      che in altre cose può infondere il suo impegno.

      Il volto sul mio ventre è il suo riposo,
      dopo l’amplesso e l’atto suo amoroso,
      trova ristoro e morbida accoglienza,
      dolce recupero dopo tal veemenza.

      Ah, come sarebbe invero cosa mesta,
      stringere sgradevol ossa senza appiglio,
      e far con tale donna cosa lesta,
      senza aspettarsi poi dolce giaciglio!

      (DM, 06/06/2010)

      Mi piace

    • Grazie grazie! Un libro? A parte che sono non si sa se più pigra o più schiva, ma andare a raccogliere tutte le poesiole sparse nel blog in questi tre anni sarebbe un’impresa titanica: mamma mia quante no ho scritte, e quante risate ci siamo fatti!

      Mi piace

  2. @Aquila, @Aquila, vola qui da ‘donna&madre’ !
    Avevi già esaltato l’ ‘ars poetandi’ di una blogger nostra amica, ma di questa che ci dici ?
    Per conto mio, 10&lode !
    Per lo spirito indomito e controcorrente, per l’ armonia cellulitica dei versi !
    Bravaaaaaa !

    Mi piace

    • @Bruno: armonia cellulitica dei versi… bella questa, mi è piaciuta! In effetti, c’è un’armonia in quelle piccole sfere che ondeggiano sotto la pelle serica: quella sferica, è pur sempre la forma perfetta!

      Indomita e controcorrente? Ci puoi giurare, ma mai per partito preso: intima convinzione, a prescindere 😀

      Mi piace

    • @kate: puoi giurarci che sei una diva. Sai che mi ha detto ieri mia figlia? “Mamma, ti dovrebbero clonare tante tante volte, perché ogni bambino ha diritto a una mamma morbida su cui riposare” 😉

      Mi piace

  3. Controcorrente, sì e lo ripeto con piacere ! E non per l’amicizia che ti carpii, ma per un’ammirazione ‘vergin di servo encomio e di codardo oltraggio’ ! Poichè su un tema ‘delicato’ ( per le donne, specialmente ) sei riuscita a tirar fuori il meglio, con quella tua intelligente ‘ironia’ che ti fa tanto assomigliare, come una goccia d’ acqua può somigliare ad un’ altra goccia, alla mia amica ‘romana’ dall’ elegante ombrellino ‘blù’ . In fondo, seppur alla lontana, è una tua parente . E buon sangue non mente !
    Concordo con @kate e tua Figlia ( come si chiama, ad evitar errori ? ) .

    Mi piace

    • @Bruno: io ho un enorme ombrello multicolor, non potrei mai somigliarle! 🙂

      Però le nostre figlie sono omonime, riprendono il nome dalla stessa bis-bis-bisavola: intrecci di famiglia! 😆

      Mi piace

  4. Ciao DM!
    In questi giorni mia moglie è in crisi a causa di un matrimonio cui siamo stati invitati quest’estate…
    A causa delle sue rotondità non riesce a trovare facilmente dei vestiti che le piacciano e fa fatica a trovare serenità in tutto questo.
    Le ho fatto leggere il tuo capolavoro e le è tornato il sorriso!
    E’ stata come la pubblicità delle caramelle:
    Non Basta, ma Aiuta!
    Grazie! 😀

    Mi piace

    • Difficoltà a trovare un vestito? Pensare che io ho anche superato la prova bikini, esattamente come tutti gli altri anni: la 52 mi calza a pennello, e ci faccio un figurone (ah ah, d’altra parte, una così un figurino non poteva farlo!)

      Bentornato Alb, non scappare più! 😉

      Mi piace

  5. Bene Diemme, passata di là e pure di qua. Senza rimpianti, domani lasagne ai carciofi (è la prima volta che le faccio, speriamo bene). L’ho sempre detto che la donna morbida è tutta un’altra storia…

    Mi piace

  6. Fatta. Buona e leggerissima. Devo solo imparare a gratinare, al momento non riesco proprio. La famiglia ha detto che nonostante fosse bianca era buonissima e potevo farla ancora, quindi…gnam gnam 😀

    Mi piace

  7. Poichè nella vita non si può mai dire mai…se m’impegno a dovere e divento brava, un giorno potresti essere mia ospite all’ “osteria da Luisa” 😳

    Mi piace

  8. Si si, avevo capito il riferimento ad Attila. Uno che fa così sputa nel piatto in cui mangia, per cosa poi, per una scema qualsiasi che la da a cani e porci. Mah.

    Mi piace

    • Era una di quelle sceme che piacciono a certi uomini, completamente scema, bionda, occhi azzurri, intrigante, strofinante, tutta risolini e gridolini, unghia lunghe laccate di rosso… e pensare che faceva la maestra d’asilo, povere creature!

      PS: però stiamo andando off topic, non mi ero accorta che eravamo sul post sulla cellulite, anche se lei di cellulite ne aveva una marea, nonostante sfoggiasse minigonne all’inguine. 😀

      Se vuoi, continuiamo il gossip nel post dedicato 😉

      Mi piace

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...