Kate&Leopold: l’amore non è mai impossibile

E va beh, bisogna che io ve lo confessi: non ve l’ho detto né in quella che sono né in quella che non sono, ma gli eventi stanno precipitando, e quindi tanto vale la pena ammetterlo: sono una sdolcinata romantica (altro che tosta!), una che piange davanti ai film d’amore e sogna il principe azzurro per cui fare la geisha tutta la vita, anche se la metà e passa della mia vita (diciamo almeno i 2/3) è già passata.

Mi rimprovero spesso di non essere un po’ più “concreta”, si può esserlo in modo del tutto sano, ma io no, a me non basta neanche l’Amore con la A maiuscola, le voglio maiuscole tutte e cinque.

A come Aspetto esattamente la mia mezza mela, proprio quella, neanche uno spicchio in meno.

Mi manca da morire, e non svilirò sentimenti e sogni con succedanei o surrogati.

Oggi, che faccio il bilancio di una vita, mi sembra comunque di aver avuto di più di tante donne che “sembrano” avere qualcuno a fianco e non ce l’hanno.

Resto ferma nella mia posizione, anche se la volontà spesso vacilla, e quel bisogno di una carezza spesso diventa dolore.

Esterno questa mia “debolezza” qui, perché so che incontrerò tanti cuori “teneri” come il mio.

O sbaglio?

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17 thoughts on “Kate&Leopold: l’amore non è mai impossibile

  1. Intanto (partendo dalla fine) non è certo una debolezza, ma solo una riconferma del grande cuore che hai.
    Penso che in amore non bisogna accontentarsi di fantasmi, surrogati e via dicendo: l’uomo giusto c’è e magari ti sta cercando. E sta cercando te, con tutte le tue contraddizioni, debolezze, per quella che sei, semplicemente.
    Le cose S-U-C-C-E-D-O-N-O quando meno te l’aspetti. Io non ci credevo, eppure….
    E poi, giusto per farti compagnia, anche io ho un carattere abbastanza fermo, ma con il mio uomo sono Madama Butterfly, tale e quale! 🙂

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  2. Non è così facile, succedono quando possono succedere. Ieri mi telefona un amico, uno che mi vuole bene davvero, per invitarmi a cena in una cittadina qua vicino, peraltro una città in cui sono vissuta e che amo: ho dovuto declinare l’invito. Siamo usciti una volta quest’estate, la prossima volta probabilmente sarà l’estate 2010.

    Poi, certo, tutto può succedere, potrei raccontarti storie, anche mie personali, che hanno del miracoloso. Su questa mia situazione ho letto, giusto quest’estate, su un romanzo della tipologia “mistica”, una spiegazione sconvolgente; comunque, al di là di tutto “l’incastro cosmico” inquietante, il succo è questo: in questo momento sono chiamata ad altro, e così deve essere.

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    • @Thumper: ebbene sì. Ci sono donne regolarmente sposate, magari da trent’anni, che l’amore non l’hanno mai conosciuto.

      Sai una cosa? A volte neanche a letto! C’era una signora anziana che assistevo nel mio tempo libero (due figli, credo almento 4 nipoti) che mi raccontò di aver realizzato solo dopo essere rimasta vedova di non aver mai fatto l’amore con suo marito. Mai la passione, mai carezze, mai piacere: solo il minimo indispensabile, quello che, in un paio d’occasioni, ha anche reso possibile la nascita dei due figli. 🙄

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  3. Giusto non accontentarsi di una persona qualunque, e pretendere di avere accanto “l’uomo dei propri sogni”.
    L’importante è essere sicuri di ciò che si desidera, senza rinchiudersi in aspettative dettate solo dai propri desideri.
    Mi spiego.
    A volte si pensa di volere un uomo secondo determinate esigenze ma questo non deve significare chiudere la porta in faccia ad altre persone. Perchè frequentando anche persone diverse dalle proprie aspettative (escludendo i casi estremi, naturalmente) si possono scoprire nuovi aspetti della propria personalità, si può scoprire di desiderare cose che prima non si prendevano nemmeno lontanamente in considerazione, si impara a guardare ad alcune cose da una prospettiva diversa. Insomma, si può trovare la felicità proprio laddove non si immaginava mai di cercarla.
    E’ la mia esperienza, e un pochino anche quella del mio compagno. Trovarsi, anzi ritrovarsi per noi, è stato bello, sapersi ricoscere fondamentale.
    E’ la mia chiave di lettura delle parole “l’amore non è mai impossibile”.

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    • @Fede: Sì, a volte l’amore nasce con persone che mai avremmo sospettato. A me è successo un paio di volte, ma una in particolare (la prima non conta, visto che era un uomo che comunque consideravo straordinario).

      Per il secondo la storia è stata un po’ più particolare. Era un architetto giovincello, piccolino di statura, pelatino, con occhialini. Come se non bastasse, portava un cappello a falde larghe che lo faceva somigliare tanto a un fungo. Per me era “il fratello brutto di”, visto che aveva un fratello ben diverso da lui, assolutamente piacione, che faceva strage di cuori a destra e a manca.

      Una sera, un’amica della comitiva mi venne a trovare a casa, e se lo portò dietro; a me prese regolarmente un colpo quando lo vidi, ma feci buon viso a cattivo gioco. Durante la serata, l’atmosfera cominciò a sciogliersi, non mi ricordo più di cosa parlavamo, ma come parlavo con lui non l’avevo fatto mai con nessuno, sembravamo due corde dello stesso strumento.

      Fu tra le storie che ricordo con maggior tenerezza (ci lasciammo, tutto sommato, per contingenti cause di forza maggiore), e forse tra i pochi di cui conservo una profonda stima: non che fosse senza peccato ma, è chiaro, è di esseri umani che stiamo parlando, non di arabe fenici.

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  4. Difficile, mpf, davvero difficile questo post.
    Mi sto portando dietro un po’ tutto il giorno questi pensieri ed ancora non saprei che dirti.

    Anche perché vorrei evitare di snaturare, con le solite razionalizzazioni, un sentimento, un’emozione che hai “affidato” a chi ti legge.
    Non mi va di cambiare il livello.

    Mi fa pensare quello che dice Fede. Mi tornano in mente le considerazioni di Mrs President sul “What i’m not”; parafrasando: so quello che non voglio, quello che voglio lo scoprirò.

    Non ho neanche la capacità di sintetizzare in poche, poetiche parole, tutte quelle sensazioni che toccano il cuore.

    Promettendo di continuare a pensarci, volevo lasciarti una canzone e, girottando su youtube, sai come finisce, mi son perso.
    Anche perché, sono sincero, ho sempre molta paura di cadere nei fraindendimenti. Eppoi si corre sempre il rischio di far male. Perciò opto per questa:

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    • Grazie Bal, ma credo che tu ti faccia troppi problemi, e soprattutto troppi per questo blog, dove si parla sempre in libertà (purché nel rispetto del prossimo). So che non è dappertutto così: uno dei motivi per cui “nun reggo proprio” la signora (?) diversamente simpatica è che non solo “cita” autorevoli fonti (ecchedupalle, direbbe giustamente la nostra Eppi), ma anche anche le tue parole, blogger o lettore che tu sia, opportunamente virgolettate, della serie “tutto quello che dici potrà essere usato contro di te”.

      Ecco, qui sappiamo benissimo che uno scrive d’istinto, spesso anche preso dalla foga del discorso, non si fa preparare i discorsi ufficiali che “lima” per scevrarli da qualsiasi parola possa essere fraintesa, strumentalizzata, o comunque “turbare” qualcuno: noi qui stiamo per esprimere quello che abbiamo nella testa e nel cuore, non perché dobbiamo fare i discorsi ufficiali.

      E poi, siamo pure re degli off topic, quindi… non avere paura di snaturare niente, e dicci tutto quello che vuoi in piena serenità. Al massimo modero… 😉

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  5. Che spesso mi metta dei problemi è vero.
    Che sia uno che risponde d’istinto, non mi appartiene. Io ( quasi sempre) rifletto, scrivo, limo eppoi invio.
    Non tanto per cercare di farmi bello, quanto per superare il mio difetto di un una testa che tende all’essere dispersiva, perciò esprime pensieri che diventano criptici.
    L’input è istintuale, il resto è un lavoro di traduzione, durante il quale approfondisco con me stesso i concetti.
    Sono uno che, lasciato a se stesso, spesso parte dalla fine, tanto che chi mi ascolta dice “ma dove vuoi arrivare?”.
    Sono solitamente attento a seguire il filo emotivo che scorre sotto le parole.
    In questo senso “snaturare” vuol dire che non penso di cavarmela, con chi parla di cuore, rispondendo sulla qualità dei bisturi o sulla bellezza dei punti di sutura, o sui casi della vita, o “sì. sì, anch’io”. Non serve a me né a nessuno.
    “Maccherone, mi hai provocato?…”
    Tutto questo per farmi conoscere meglio oltre ad essere il solito orso bradipoforme.

    Bene, seconda canzone Oxiana, giusto per omaggiare la tua parte geishosa:

    Ps non è detto che abbia finito 😀

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  6. Bene, non mi ero dimenticato di questo post, solo che è un periodo in cui il discorso amore è un po’ in secondo piano rispetto a quella che io chiamo una “rabbia sociale” che, visti i tempi che corrono, riuscirai a capire.

    Però voglio rivelarti una cosa che immagino ti piacerà.

    Il mio avatar è un ideogramma cinese che significa “serenità”.
    La parte inferiore del disegno rappresenta la donna, la parte superiore l’uomo, con le braccia aperte che la protegge.

    Questo è, secondo i cinesi, il concetto di serenità.
    Io l’ho scoperto dopo averlo scelto e, sono sincero, non lo avevo pensato in questi termini.
    Sempre più strani ‘sti cinesi.

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