Malinconia

5holdingupthesky-particolare

Per motivi contingenti (il nome del mio blog è stato proditoriamente reso noto a parenti prossimi), sono corsa a rileggere rapidamente tutto quello che ho scritto dagli esordi, per cancellare immantinente prove compromettenti a mio carico 😆

Scherzi a parte, tra le centinaia di post, che credevo tutti diversi e originali, ho invece notato che batto sempre su un paio di tasti, tre al massimo:

1) problemi sociali (e questo passi, è uno degli argomenti del blog, e una mia scelta di vita).

2) Addii accorati a “lui” (circa un paio a settimana 😆 ) dal che, siccome in un modo o nell’altro siamo sempre qui, ho dedotto che mi piace scrivere melodrammatiche lettere d’addio a prescindere dalla serietà delle intenzioni.

3) La malinconia della mia vita, ovunque, e questa mi ha colto di sorpresa: sapevo di aver parlato talora, qua e là, del senso di costrizione in cui vivo, la fatica con cui trascino i miei giorni, la voglia, l’agognata brama di un cambiamento (positivo), di una ventata, ma che dico, un’overdose di spensieratezza.

Ecco, non me n’ero accorta. Non m’ero accorta che qualsiasi argomento trattassi la carta su cui vergavo le mie parole, che credevo sempre diverse, fosse una pergamena di un eguale colore.

Monotono, forse, come lo scandire dei miei giorni in cui i sogni, non più progetti, portano gocce di refrigerio in cui la fantasia ogni tanto riflette piccoli trasparenti universi, tersi dagli occhi sempre con lo stesso dorso della stessa mia mano.

(Ohibò, ogni tanto mi viene lo sghiribizzo di scrivere in maniera più articolata, poi rileggo tutto e penso che a Roma si dice parla come mangi che poi, in fondo, non è neanche una cattiva idea… 😆 )

Annunci

14 thoughts on “Malinconia

  1. Veramente te ne sei accorta solo tu.

    La malinconia c’è, e vabbé, come può mancare se si parla di sentimenti.
    O uno scrive di quanto è felice, quando ama Porzia, come stanno bene insieme, ma allora (con la sola esclusione di Eppifemili) è di una noia mortale
    oppure
    parla di sentimenti feriti, relazioni complicate, tradimenti, emozioni, sensazioni.
    E vuoi che un pizzico di malinconia non ci sia?

    Ma va là, va là, va là

    Mi piace

  2. Che dire? Tanto, poco, o chi lo sa.
    Sei generosa con te stessa, come al solito. 😉
    Però esci maggiormente allo scoperto in prima persona, sapendo di non dover temere più di tanto, se non dai lettori invadenti, come me.
    (ma che all’occorrenza puoi sistemare in fretta, eh)

    E’ vero che le tematiche del tuo blog sono riconoscibili, però sono anche quelle che lo caratterizzano.
    Vediamo:
    -Problemi sociali; no, perché, è un argomentino piccolo, che si liquida in due battute, magari sempre le solite. Parlare del vivere comune, coinvolgendo magari le visioni e gli ideali di vita, è una cosa che riguarda pochi.
    Sì, ogni tanto ci si stanca di parlarne, quando si ha l’impressione che il sopravvivere sociale tolga respiro al vivere personale. Basta prendersi un po’ di ferie, di tanto in tanto.

    -Al secondo punto, parlando da fedele lettore, darei il titolo : “Amore & Coppia” , con sottotitoli
    speranze, illusioni, disillusioni, tradimenti, ferite, OssessionI, a qualcuno va fatta bene ma a tanti no,ecc.
    Gli addii accorati mi sembra appartengano all’ultimo periodo, ché in precedenza era tutt’altro il tono. ( tag sfacciato)
    Quale dei due trovo quello più noioso? Mmmh, ci devo pensare su.
    A dire il vero credo che leggerti, in questo senso, mi abbia insegnato diverse cose, anche quello che spesso ho fatto e che sarebbe bene non fare.(per il proprio benessere, intendo)

    Se fin qui ho discretamente scherzato, sulla malinconia no, non me la sento.

    Ricordo che ero un bambino e che un giorno, affacciandomi alla finestra di camera mia, dove ancora si poteva godere di scorci della campagna, sentii salirmi dentro un senso di struggimento che non avevo mai provato prima. O meglio sì, mi era capitato di provare qualcosa di simile, ma era dovuto a situazioni belle che temevo di perdere.
    In quel frangente mi chiesi, a cuore aperto, cosa fosse che non andava. Non era dolore, non era sofferenza, era un sentimento nuovo a cui non riuscivo a dare un nome.
    Giuro che pensai: “forse è quella cosa che i grandi chiamano nostalgia” e che non pensavo di conoscere. Ma la risposta non era soddisfacente. Non era una sensazione bella, ma neanche totalmente brutta.
    Potrei oggi chiamarla “malinconia”?
    Sono sicuro che, se cercassi, troverei delle definizioni poetiche, psicologiche, cliniche molto sagge ma, sinceramente, non saprei che farmene.

    I momenti malinconici mi possono colpire mentre sono triste, quando sono allegro, quando niente manca e quando la speranza latita.
    Forse esprime anche la nostalgia per quello che non c’è più o che non c’è mai stato o che è bene che non sia.
    Qualcosa che ha a che vedere con quel buco atavico che abbiamo qui. Che siamo malinconici anche per gioia, quando sentiamo quel buco un po’ più pieno.

    Si può condividere la malinconia? Credo che tu lo abbia fatto, non è da tutti. Anche se siamo un po’ avari di kleenex.

    Oh, ma mi raccomando, bilanciamola sempre con i sorrisi, che altrimenti si cresce male. 🙂

    Mi piace

    • Gli addii accorati mi sembra appartengano all’ultimo periodo, ché in precedenza era tutt’altro il tono.

      Panta rei, caro Bal. Spero che l’individuo abbia il buon senso e il buon gusto di scomparire dai miei orizzonti per l’eternità.
      Sono profondamente pentita di ogni parola spesa, di ogni secondo dedicato, di ogni fiducia accordata.

      Sono arrabbiata con me stessa per aver accettato i suoi ritorni insinceri e alla fin fine sadici, tesi solo ad avere l’ultima parola, a dimostrare a se stesso di poter dirigere la situazione come voleva.

      Beh, la ricreazione è finita.

      Mi piace

  3. Va bene, se panta rei dev’essere, panta rei sia.

    Ma su, diluisci un po’ i sentimenti rabbiosi.

    Perché? Perché non ti serve, perché ti fa male, perché non rende giustizia di momenti in cui sei stata bene, perché rabbia o malinconia rischiano d’imboccare la strada che porta all’ossessione, che paralizza ed è una zavorra che non penso voglia portarti dietro.

    Già, è suonata la campanella. Buona giornata

    Mi piace

    • E pure tu hai ragione, ma io sono una pasionaria, ormai lo sapete tutti.

      Diluirò, diluirò, l’ulcera gliela lascio tutta, ma ci vuole tempo. Tempo che, in realtà, sarebbe già passato, e io non la capisco questa pretesa, che è diventata crudeltà mentale, di non voler ammettere che le cose fossero cambiate e metterci un punto subito.

      Io non ho mai trattenuto nessuno, tutt’altro, e sono stata, come sempre, categorica. Frasi come “Per me, muoia Sansone con tutti i Filistei”, e “se a Berlino c’è un muro, alla fine bisogna pur decidere se stare di qua o di là” non erano parole buttate là, dovute alla rabbia del momento, ma affermazioni che volevano dire esattamente quello che dicevano.

      Ma lui no, e non per qualche scopo, solo per giocare al buonismo, al vogliamoci tutti bene, allo spirito superiore che elargisce munificamente dall’alto bonarietà: ma a me non sono mai piaciute le parole vuote, dietro le quali non c’è assolutamente niente. Si tenga il suo mondo, che gli assomiglia tanto, e che si va distanziando sempre più dal mio, come giustamente si compete a un universo in espansione.

      Mi passerà. Per ora sono fuori dalla grazia di Dio, e ce l’ho con lui ma anche con me stessa per essere caduta come un’allocca in questo “strascicamento” di aria fritta.

      Mi piace

  4. Bè, visto che sono le 10 di mattina, direi che hai tutto il tempo per mordere un paio di colleghi, sbattere il telefono in faccia ad una decina di persone, rompere la maniglia della porta della toilette…e tornare a casa ritemprata.
    E meno male che non piove, che se avevi l’ombrello diventavi pericolosa. 🙂

    Mi piace

  5. “…sta’ attento, Beppino, ti fai male, se corri così cadi e ti sbucci le ginocchia… attento ti ho detto… guarda che se ti fai male poi te le do sopra…..

    ….Beppino, bello di mamma, vieni qui, fammi vedere! Guarda come ti sei conciato! Vieni, ti lavo, ti disinfetto, ti coccolo, vieni, togliamo i sassolini, la terra… no, non ti farò male, sta tranquillo. Te le do sopra? No, era solo un modo di dire. Come potrei?….Dai, tranquillo, ora passa il bruciore, tieni, bevi un po’ d’acqua fresca…

    Mi piace

    • Grazie Bali, i complimenti sono uno dei mezzi più efficaci per tirarmi su. Cioè, non sono giù, volevo dire, sono uno dei mezzi più efficace per la diluizione di cui sopra 😆

      Mi piace

  6. Ohibò, Diemme, probabilmente una vena malinconica è inevitabile, ma in quello che scrivi, e nella voglia di cercare un cambiamento in positivo, io ci trovo anche tanta forza e tanto ottimismo ma, a causa dello sciroccamento di cui ho scritto in un commento precedente, magari sono io a non aver compreso bene 🙂

    Mi piace

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...