Morgana, benedetta da Dio

Gustav Klimt - Maternità

Gustav Klimt – Maternità

Su un post sul blog di Sterob, leggo questa testimonianza che vi propongo con grande gioia, anche se con un forte disappunto nei confronti di certi medici.

Morgana said:
Tutti parlate di aborto, ma chiudere le porte, in un senso o in un altro, quando le pecore sono scappate, è inutile! Io sono contrarissima all’aborto, lo considero un omicidio, ma vorrei contestare diverse cose che ho letto: i”pruriti” non sono solo delle donne, basta colpevolizzare le donne, il sesso si fa in due ed in due bisogna pensare alla prevenzione e ai problemi di seguito, se problema si può chiamare una vita.

Volete l’aborto? Va bene, avete la scelta di abortire, ma prima io vi obbligherei a vedere questo video,  però metterei accanto mille possibilità di aiuto materiale e morale a tutte le donne o ragazze che si trovano da sole di fronte a una gravidanza. Un possibile lavoro, qualcuno che guarda il bambino, denaro, vestiti e cibo, insomma, AIUTO PRATICO non solo vuote parole.

Infine voglio dire che noi qui in Svizzera abbiamo la pillola del giorno dopo; fino al terzo giorno il cuore non batte, quindi prendere la pillola del giorno dopo non è omicidio. Le donne violentate potrebbero prenderla, invece di aspettare di sapere che sono incinte per poi dire non posso portare il frutto di una violenza… i figli deformi o down… ebbene è difficile… voglio dirvi la mia esperienza,  e scusate se mi dilungo tanto.

Avevo già un figlio di 5 mesi quando rimasi incinta del secondo, il padre é un alcolista, ma io allora gli volevo bene. Andai dal ginecologo, che di solito in 10 min ti visitava ed eri già fuori, che mi consigliò di dare il bimbo in adozione, dato la mia situazione, io rifiutai. Non avrei mai portato nove mesi una creatura per poi darla via senza sapere neppure il sesso e a chi; allora mi suggerì l’aborto.

Io ho sempre considerato l’aborto un omicidio, ed avevo già perso un figlio, prima del mio primo figlio, in modo spontaneo. Avevo sofferto così tanto… rifiutai decisamente! Il medico mi tenne nel suo studio per più di mezz’ora tentando di convincermi che tenere il bambino fosse una sciocchezza. Quando uscii dal suo studio, avevo pianto tutto il tempo e piangevo pure in quel momento,  lui mi mise in mano l’indirizzo di dove andare ad abortire e la pillola da prendere dopo l’aborto, nonostante io avessi continuato a rifiutare l’idea di uccidere mio figlio.

Mi disse “Se decide di tenerlo, noi siamo qui, ma questa è la decisione giusta”. Non proprio queste parole, ma suonavano cosi.

Arrivai a casa di mia sorella singhiozzante. Avevo 25 anni ed ero terrorizzata, io non volevo uccidere mio figlio. Lei mi disse “Tu vuoi abortire?” ed io di nuovo dissi decisa “No!” e giustamente lei mi fece notare che nessuno poteva obbligarmi ad abortire, se non volevo.

Tenni mio figlio, oggi è un bellissimo giovanotto, alto e dolce. Ho avuto molte difficoltà, ho fatto la fame e a tutt’oggi sono tre anni che non mi compero un reggiseno perché i soldi non bastano, ma sapete una cosa? Io mi considero benedetta da Dio due volte e tornassi indietro mille volte mille volte li rifarei entrambi,  perché quello che ti dà un figlio, nessuno te lo dà.

Io ho sempre detto a mio figlio “Sono rimasta incinta per sbaglio, sei nato per amore”. Un’ultima cosa: quando era piccolo mio figlio volle sapere dove era prima di essere nella mia pancia, io gli dissi su una stella, da allora mi disse spessisimo “quando ero su una stella chiesi a Dio chi fosse una buona madre, lui mi disse che tu eri una buona madre ed io decisi di venire nella tua pancia”.

Un figlio è una benedizione di Dio, sempre. Grazie per avermi ascoltata e scusatemi se mi sono dilungata.

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3 thoughts on “Morgana, benedetta da Dio

  1. Cara Morgana,

    ho apprezzato così profondamente la tua testimonianza, e il coraggio e l’amore da cui è permeata che ho voluto farne un post, ma su una cosa permettimi di dissentire: una donna violentata alla pillola del giorno dopo non ci pensa.

    Una che ha avuto un rapporto occasionale e imprevisto può pensare alla pillola del giorno dopo, una il cui compagno non è stato attento ed è stata colta alla sprovvista può pensare alla pillola del giorno dopo, ma una donna violentata… penso siano momenti in cui non pensi a niente, non capisci chi sei, cosa è successo, perché è successo, che devi fare… sei stravolta, sconvolta spiazzata, disorientata… e quando ti rendi conto di essere incinta è troppo tardi per la pillola del giorno dopo.

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  2. Anche per me hai perfettamente ragione cara Diemme, in merito a quel che può pensare e di cui preoccuparsi, una donna che è stata violentata.
    Invece l’esperienza del figlio desiderato nonostante tutto, dovrebbe far scuola!
    Credo che persone così siano da ammirare e, nello stesso tempo, condannare chi le ha messe in quelle dolorose ambasce, come pure chi non ha saputo far meglio che consigliare scorciatoie.
    Ciao Diemme, sempre di alto livello gli argomenti dei tuoi post!

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    • Ti ringrazio molto Sergio. Io mi sono occupata spesso di donne in difficoltà, e ti assicuro che c’è molta superficialità nel trattare l’argomento “gravidanza indesiderata”, anche quando chi lo fa è un sedicente “illuminato progressista” che considera l’aborto un diritto e una soluzione, e non vede nel grido “l’utero è mio e me lo gestisco io” tanta solitudine e tanto vuoto.

      Almeno, per quelle donne che, voglio augurarmi siano la maggior parte, sono un qualcosa più di un utero…

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