Archivio | 4 marzo 2009

Le strade

E’ strano il gioco della vita, come le strade si incrocino e poi, incredibilmente, si separino.

Lo stupore di come si incontrano, e quello ancora più grande di come si separano, due strade che sembravano due corsie delle stessa strada tra il verde, forse anche tra dossi e dirupi, a volte tra il cemento, a volte un’autostrada nel cielo azzurro di un destino.

E poi, entrano in un nimbo, o fosse pure una nuvola chiara, e ne esce una sola: e l’altra dov’è? E soprattutto, come può essere finita così lontana da non essere più visibile a sguardo d’uomo?

Ci si perde, e mai per una parola. Ci si perde per tante parole, tante malevole, e tante perse nel vuoto.

Ci si perde quando pensi di stare in un certo luogo, e invece trovi un paesaggio diverso, e la sensazione di non essere a casa tua, il senso di smarrimento, e ancora lo stupore di quella strada sconosciuta, di quel paesaggio lunare, senza un alito di vento, senza più ossigeno, senza verde e neanche il cemento addirittura, che forse non è il massimo della vita, ma sicuramente rassicurante e noto.

Strade che si dividono, e non per una parola, non per un bivio, ma per cento parole in una lingua diversa e incompresa, per cento bivi, ognuno che ha portato un po’ più lontano.

Forse lo scopo dell’incontrarci, fisicamente o virtualmente, è stato quello di prenderci per mano per un tratto di strada, un tratto, non tutta. Prenderci per mano, per portarci a un certo punto e poi lasciarci, forse senza neanche salutarci ma… forse è la vita.

Il nostro incontro è iniziato con una tua domanda, oggi hai la risposta.

Io continuo la mia strada, cosi profondamente diversa dalla tua . O forse non profondamente, ma è pur sempre un’altra strada.

*** Ma amici mai – Antonello Venditti ***