Archivio | 1 marzo 2009

You’ve got mail

 

  

Questa è la mia parte nel gioco che stiamo facendo con Pan. Le tre parole sono:

 

accappatoioattesainsulti.

  

*****

Stavolta però non aveva pianto.

Aveva aperto la sua casella di posta elettronica e aveva letto la sua e-mail: insulti su insulti, assolutamente gratuiti, pesanti, veleno copioso che usciva come dal morso di uno scorpione (cosa che, in effetti, era).

Pensava alla sera prima, avevo ricevuto un sms che diceva “tra un po’ pubblico un post”: lei era pronta per entrare nella vasca, ma aveva ritirato indietro il piede.

Aveva lasciato l’acqua calda là, a freddarsi, aveva indossato l’accappatoio e acceso il pc, poi si era messa in attesa di quel post, F5 su F5, per essere la prima commentarlo, qualunque fosse, qualunque cosa dicesse.

Era un piccolo gioco tra di loro, una specie di patto segreto, anche se poi la complicità era rimasta da una parte sola, come pure il rendere onore e q.a..

Lui aveva una certa inclinazione all’ingratitudine, e questo in un primo tempo l’aveva stupita, poi aveva imparato a non aspettarsi niente: la prima lettera piena di insulti l’aveva sconvolta e spiazzata, le aveva lacerato il cuore, come pure la seconda.

La terza no. Oramai conosceva i suoi polli, che piucchealtro erano pesantissimi tacchini.

Richiuse la casella di posta, nella sua testa posizionò lo switch su “off”, e non ci pensò mai più.

Le cose nella vita cambiano, e stavolta era tutto, definitivamente, cambiato.

***********

 

Si ricorda che questa novella, come tutti gli altri post, è coperta da  licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.